Corso di Complementi di gasdinamica
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1 Corso di Complementi di gasdinamica Tommaso Astarita Complementi di Gasdinamica T Astarita Modulo 11 del 15/11/2015 Nell ipotesi di moto in condotto a sezione costante e di trascurabilità degli effetti dissipativi le equazioni diventano: Nell ipotesi meno restrittiva di condotto a sezione variabile di superficie retta pari ad A la prima equazione diventa: Evidentemente in regime stazionario questa equazione si riduce alla ben nota equazione: Complementi di Gasdinamica T Astarita 2
2 Questa equazione è valida anche nei problemi di propagazione di onde in particolare per onde piane A=Cost, per onde cilindriche A x mentre per onde a simmetria sferica A x 2. Infatti: Complementi di Gasdinamica T Astarita 3 Se si ammette anche la presenza di forze di volume G la seconda equazione diventa: Mentre la terza (h=e+p/ con e energia interna): Dalla prima equazione si ha: Complementi di Gasdinamica T Astarita 4
3 Per gas più che perfetto si hanno anche le due equazioni di stato: L equazione di conservazione dell energia e quella di bilancio della quantità di moto possono anche essere messe nella forma: Complementi di Gasdinamica T Astarita 5 In forma matriciale si ha: Con: Complementi di Gasdinamica T Astarita 6
4 Utilizzando il codice (sviluppato in precedenza): Complementi di Gasdinamica T Astarita 7 Si ottiene: Lungo la prima caratteristica si ha utilizzando l equazione di stato dei Gas si ha: Che implica che lungo quella caratteristica il moto è isentropico. Complementi di Gasdinamica T Astarita 8
5 Le altre due equazioni sono: Ricordando la prima equazione di compatibilità e semplificando: Complementi di Gasdinamica T Astarita 9 Queste equazioni valgono lungo le curve caratteristiche: Nell ipotesi di moto isentropico il primo termine può essere integrato esplicitamente: Cambiando segno le due equazioni possono essere scritte lungo la caratteristica come: Complementi di Gasdinamica T Astarita 10
6 Nelle ipotesi di moto isentropico è facile ricavare queste equazioni direttamente. Dal sistema di due equazioni: Riordinando: Sommando e sottraendo la prima equazione dalla seconda si ha: Complementi di Gasdinamica T Astarita 11 Se si definisce: si ha: quindi le equazioni diventano: Come già visto per gas più che perfetti a meno di una costante Complementi di Gasdinamica T Astarita 12
7 È interessante il confronto fra questa relazione e quella trovata in precedenza: Supponendo nulle le variazioni di area e le forze di volume si possono trovare gli invarianti di Riemann: In particolare per gas più che perfetto si ha: È interessante notare che imponendo: Si ottiene una semplificazione formale delle equazioni ed n rappresenta il numero di gradi di libertà del gas (per =1.4 si hanno 5 gradi di libertà). Complementi di Gasdinamica T Astarita 13 Complementi di Gasdinamica T Astarita 14
8 Un tipico problema può essere quello in cui si conoscono le condizioni al tempo zero su un segmento e si vuole ricavare l evoluzione nel tempo. Ma si possono assegnare anche altri tipi di condizioni al contorno. Il metodo di soluzione è analogo a quello già visto per il moto stazionario supersonico bidimensionale. La determinazione del punto d avviene trovando l intersezione delle curve caratteristiche C + proveniente dal punto a e C - proveniente dal punto b. Le condizioni in d si ottengono con le relazioni: Complementi di Gasdinamica T Astarita 15 Nelle ipotesi di moto isentropico la determinazione di F permette di valutare le altre grandezze termodinamiche. Se le condizioni iniziali sono date su tutto il segmento ab si possono ricavare i valori di u ed F in tutti i punti compresi fra le due caratteristiche. Tutti i punti raggiunti da una curva caratteristica sono influenzati dalle condizioni iniziali sul segmento ab. Complementi di Gasdinamica T Astarita 16
9 Onde semplici. Si analizzerà ad esempio il moto in un condotto a sezione costante. Per t<0 si suppone che il moto sia uniforme con velocità costante, subsonica e diretta verso destra. All istante t=0 si chiude la valvola nel punto a e si vuole analizzare la parte destra del condotto. Il disturbo provocato dalla chiusura della valvola si propaga con onde di Mach che si muovono alla velocità u+a. Dopo un certo tempo il disturbo raggiungerà il punto b ma i punti a destra di quest ultimo continueranno ad essere nella condizione iniziale uniforme. La zona a sinistra della zona uniforme è una regione semplice perché da una parte è confinata da una zona uniforme. Per il caso in esame lungo le caratteristiche C - che si propagano verso monte l invariante J - rimane costante ovunque. Complementi di Gasdinamica T Astarita 17 Chiaramente lungo le caratteristiche C + l invariante J + rimane costante ma il suo valore cambia da caratteristica a caratteristica. Riassumendo: Questa relazione vale ovunque con lo stesso valore della costante ed il pedice o indica le condizioni iniziali. Invece, lungo la generica caratteristica (dove il pedice k indica la singola caratteristica) si ha: Ed in questo caso la costante varia per ogni k. C - Complementi di Gasdinamica T Astarita 18
10 C - In particolare poiché lungo l invariante è costante, mentre come già detto, è costante ovunque u e F non variano lungo la curva caratteristica e, di conseguenza, anche è costante e le curve caratteristiche sono delle rette. Ad un analogo risultato si arriva se consideriamo disturbi semplici che si propagano lungo la curva caratteristica Complementi di Gasdinamica T Astarita 19 Formazione di un onda d urto in un gas più che perfetto. Si suppoga di avere l onda, mostrata in figura, che si propaga verso destra in un gas in quiete. Nell ipotesi di moto isentropico, nota la distribuzione di a si possono ricavare tutte le altre grandezze termodinamiche. Lungo la curva caratteristica C - che parte dalla zona uniforme a monte J - è costante quindi: Se a>a o velocità: (regione di compressione) l onda si propaga verso destra con Complementi di Gasdinamica T Astarita 20
11 Poiché il termine è positivo sia la velocità locale che la velocità di propagazione aumentano in particolare se valutiamo u+a nel generico punto A e lo confrontiamo con la velocità alla testa dell onda si ha: Quindi dopo un tempo t il punto A si sarà spostato verso destra rispetto alla sua posizione iniziale di: Complementi di Gasdinamica T Astarita 21 Applicando questa procedura per ogni punto dell onda si ottiene il diagramma di figura. Evidentemente il punto Q avendo la massima velocità del suono iniziale è quello che tende ad avanzare più velocemente. La parte anteriore dell onda (dal punto Q in avanti) è una zona di compressione mentre la parte posteriore è una zona di espansione. Dalla figura si vede che la parte anteriore dell onda tende, con il passare del tempo, a diventare più ripida, mentre nella parte posteriore la pendenza diminuisce. In particolare i punti A ed A, relativi ad uno stesso valore iniziale di a, si muovono alla stessa velocità relativa quindi la loro distanza non varia nel tempo. Complementi di Gasdinamica T Astarita 22
12 In generale si ha che la distanza fra i punti che si trovano nella parte anteriore dell onda e quelli, aventi la stessa velocità del suono iniziale, che si trovano nella parte posteriore dell onda non varia. Si ha quindi una configurazione simile a quella mostrata in figura. Complementi di Gasdinamica T Astarita 23 Al tempo t 2 (vedi figura) una porzione della parte frontale dell onda è diventata verticale. Il che provoca che i gradienti diventino infiniti, cioè si forma un onda d urto. All istante t 3 si vede che alcuni punti hanno tre valori distinti di a allo stesso tempo. Chiaramente questa è una eventualità impossibile. La forma dell onda è simile ad un maroso. La differenza è che il maroso si estende in verticale e non nel tempo, quindi, è possibile avere una soluzione multipla. Complementi di Gasdinamica T Astarita 24
13 In un piano (x, t) si ha che il punto s corrisponde al punto in cui si intersecano 2 o più caratteristiche. Poiché ogni caratteristica porta con se una informazione diversa un intersezione provoca valori multipli. Un possibile meccanismo fisico che permette di avere due valori è un onda d urto. La formazione dell onda però provoca la non omoentropicità del flusso. Il tempo t 2 =t * in cui si forma un onda d urto si può calcolare facilmente. Complementi di Gasdinamica T Astarita 25 Supponendo che v=u+a, considerando due punti vicini l onda diventa verticale quando il punto che segue raggiunge, e poi supera, quello precedente. In queste ipotesi dv<0: Evidentemente si è interessati al minimo valore di t* per il quale è verificata la relazione precedente. Quindi si deve trovare: Ricordando che: Complementi di Gasdinamica T Astarita 26
14 La condizione: è soddisfatta quando la curva iniziale ha un flesso cioè nel punto M di figura. In particolare se il disturbo iniziale è piccolo si ha: Complementi di Gasdinamica T Astarita 27 Il caso in cui il fluido sia qualsiasi è stato già analizzato da un altro punto di vista: Imponendo: dove è la derivata fondamentale della gasdinamica. Si ha: Complementi di Gasdinamica T Astarita 28
15 Ricordando che: Si ha: Si supponga che l onda iniziale sia rappresentata in termini di pressione. Per un modello di gas generico non è vero che la relazione fra la pressione e la velocità del suono sia monotona. Quindi la forma delle onde potrebbe essere qualsiasi. Inoltre le curve caratteristiche, anche se relative ad una zona semplice non è detto che siano delle rette parallele ma potrebbero sia convergere che divergere. Nel primo caso è possibile la formazione di un onda d urto. Complementi di Gasdinamica T Astarita 29 Le curve caratteristiche C + convergono se u+a (che è proprio la pendenza) aumenta lungo la caratteristica C -. Poiché, come già detto, l invariante J - è costante in tutto il dominio si ha: quindi: Le curve caratteristiche C + convergono a seconda del segno sia di dp che della derivata fondamentale. Complementi di Gasdinamica T Astarita 30
16 Esistono due possibilità affinché un onda d urto si formi: >0 e dp>0 convergenza delle C + ; <0 e dp<0 convergenza delle C + ; Chiaramente se =0 la condizione iniziale rimane invariata. Questo risultato conferma quanto già detto. Complementi di Gasdinamica T Astarita 31 Complementi di Gasdinamica T Astarita 32
17 Moto indotto da un pistone che si muove verso sinistra. Se si considera la parte destra del condotto si avrà un espansione. Al tempo t=0 u=0 ed a=a o. Si supponga inoltre che il condotto sia sufficientemente lungo in modo che non ci siano onde riflesse. Si avrà quindi una regione semplice. Supponiamo che l accelerazione del pistone sia costante e finita e che sia nota la funzione X(t). Per gas più che perfetto lungo C - si ha: Affinché, ci sia continuità la velocità del gas in prossimità del pistone è data da: Complementi di Gasdinamica T Astarita 33 Da queste due relazioni sul pistone si ha Poiché il pistone si muove verso sinistra u p <0 e, di conseguenza, si ha un espansione. Quando u+a=0 la pendenza è verticale e M=1. Le condizioni in questo punto non variano nel tempo. Annullando la relazione precedente si trova il valore sonico: Complementi di Gasdinamica T Astarita 34
18 Nel limite in cui la velocità del suono tende a zero, cioè per velocità del pistone molto elevate si può raggiungere la velocità di fuga (velocità limite): In questo caso le due curve caratteristiche diventano coincidenti ed il gas non è più capace di seguire il pistone quindi si ha una separazione. Complementi di Gasdinamica T Astarita 35 È interessante confrontare le velocità limite e critiche in regime stazionario ed non stazionario. Complementi di Gasdinamica T Astarita 36
19 Si esaminerà ora il caso in cui il pistone venga spostato in modo impulsivo: Come accade per l espansione di Prandtl e Meyer, l origine è un punto singolare dove la velocità assume tutti i possibili valori. Per t=0 si ha una discontinuità per x=0 che, all aumentare del tempo diventa instabile e si trasforma in un treno di onde di Mach. Il campo di moto può essere diviso in tre regioni: una zona uniforme in cui, la zona del ventaglio e la zona indisturbata. Complementi di Gasdinamica T Astarita 37 Nella zona d espansione l invariante J - è costante Le curve caratteristiche C + sono delle rette: Integrando questa relazione, ricordando che lungo la C + il secondo membro è costante si ha: Complementi di Gasdinamica T Astarita 38
20 Sostituendo questa relazione nella si ha: Complementi di Gasdinamica T Astarita 39 Queste relazioni valgono nelle zone in cui è presente il ventaglio cioè per: Chiaramente nella zona indisturbata si ha: Mentre nella zona uniforme Complementi di Gasdinamica T Astarita 40
21 La zona uniforme è compresa fra la fine del ventaglio ed il pistone: Se la velocità del pistone è inferiore a quella di fuga, altrimenti il ventaglio termina quando a=0 cioè per: La zona uniforme viene sostituita in questo caso da una zona di vuoto: Complementi di Gasdinamica T Astarita 41 Il percorso di una particella si può ricavare dall equazione differenziale: Nella zona indisturbata si ha x=x o mentre all interno del ventaglio: La soluzione dell equazione omogenea associata è: Mentre una possibile soluzione dell equazione particolare è: Complementi di Gasdinamica T Astarita 42
22 Infatti sostituendo si ha: Quindi: Imponendo la condizione al contorno che per t=t o si ha x=x o dove, come già detto si ha: Complementi di Gasdinamica T Astarita 43 Da cui: Complementi di Gasdinamica T Astarita 44
23 Moto indotto da un pistone che si muove verso destra. Se si considera la parte destra del condotto si avrà una compressione. Quanto detto per il caso dell espansione vale ancora solo che ad un certo punto si formerà un onda d urto. Le caratteristiche C + tendono a convergere. A sinistra della curva caratteristica C - di figura vale quanto detto per il caso dell espansione. La formazione dell onda d urto complica la trattazione nella zona a destra della curva caratteristica C -. Complementi di Gasdinamica T Astarita 45 Per determinare il tempo t * in cui si forma l onda d urto si procede con la stessa logica utilizzata in precedenza. Dalla figura: Quindi: C + C + Complementi di Gasdinamica T Astarita 46
24 Dalla figura si ha: Da cui, trascurando gli infinitesimi di ordine superiore: C + C + Complementi di Gasdinamica T Astarita 47 Chiaramente si è interessati al minimo tempo che causa una coalescenza delle onde. Derivando si ha: Complementi di Gasdinamica T Astarita 48
25 Che deve essere risolta sulla base della conoscenza del reale percorso del pistone. Per il caso particolare in cui il percorso del pistone sia dato da: Si ha: Dividendo per : Dividendo per : Complementi di Gasdinamica T Astarita 49 Questa equazione deve essere risolta nel tempo. Per n=2 (movimento del pistone con legge parabolica) si deve riprendere la relazione iniziale e si ha: Che è una relazione strettamente crescente di t il minimo per t * si ha dunque al tempo iniziale t=0. Complementi di Gasdinamica T Astarita 50
26 Il caso di accelerazione impulsiva è stato trattato nel corso di Gasdinamica I. In particolare: Dove a 1 è la velocità del suono indisturbata e M 1 è il numero di Mach dell onda d urto. Complementi di Gasdinamica T Astarita 51 Interazioni di onde Si esamina ora il caso di riflessione su una superficie solida. È conveniente considerare la riflessione di una caratteristica C + con una di tipo C -. Lungo la curva caratteristica C + ènotoj + e si vorrebbe ricavare il valore J - sulla curva caratteristica riflessa. Nel caso generale in cui la parete solida si muove con velocità u b si ha: Eliminando F b : Se la curva caratteristica incidente fosse la C - si avrebbe: Se la parete fosse fissa u b =0 e Complementi di Gasdinamica T Astarita 52
27 Superficie libera In regime subsonico, sulla curva caratteristica C +, si ha la condizione p=p a quindi F=F a : Eliminando u: In modo analogo per la curva caratteristica C - si ha: Nel caso supersonico entrambe le caratteristiche arrivano dall interno è non ci saranno riflessioni. In particolare, a parte casi particolari, si ha: Complementi di Gasdinamica T Astarita 53 Superficie di contatto fra due fluidi diversi In regime subsonico, sulla curva caratteristica C +, si ha la condizione p=p 1 =p 2 quindi: Eliminando u: Che è una equazione nell incognita p. Ricavata la pressione si può determinare F e successivamente u da cui si ricavano gli invarianti trasmessi. Complementi di Gasdinamica T Astarita 54
28 Complementi di Gasdinamica T Astarita 55 Complementi di Gasdinamica T Astarita 56
29 Complementi di Gasdinamica T Astarita 57 Complementi di Gasdinamica T Astarita 58
30 Complementi di Gasdinamica T Astarita 59 Tubo d urto Il tubo d urto è utilizzato per ottenere flussi con alte temperature, numeri di Mach relativamente elevati e tempi di prova piccoli. Nella forma più semplice è un tubo chiuso alle estremità diviso da un diaframma. Nelle due sezioni sono contenuti due gas uno ad alta pressione (Driver gas) e l altro a bassa pressione (Test gas). Con un carico sufficiente il diaframma si rompe e, idealmente svanisce. In questo istante nasce un onda d urto che viaggia verso il gas a bassa pressione ed un ventaglio di espansione che si muove in direzione opposta. Si formano quattro zone la1ela4sonoindisturbate mentre la 2 e la 3 sono zone a pressione e velocità costanti. La zona 2 è quella in cui si hanno condizioni di alta velocità e temperatura. Tipicamente il rapporto p 4 /p 1 è particolarmente elevato perché p 1 è molto piccolo. Attraverso il ventaglio d espansione si ha: Complementi di Gasdinamica T Astarita 60
31 Tubo d urto Nella zona indisturbata la velocità è nulla quindi: Che sempre nell ipotesi 3 = 4 può essere trasformata in termini di pressione come: Si è già visto che: Dove di nuovo 1 = 2 e M s è il numero di Mach dell onda d urto. Dalle equazioni delle onde d urto normali si ha: Complementi di Gasdinamica T Astarita 61 Tubo d urto Ricordando che u 2 =u 3 e p 2 =p 3 si ha: Complementi di Gasdinamica T Astarita 62
32 Tubo d urto Supponendo che in modo da avere una idea di come i vari parametri influenzano il M s. Le possibili soluzioni sono: Dalla seconda si ha: Che per M s elevato fornisce: Complementi di Gasdinamica T Astarita 63 Tubo d urto Per avere M s elevato conviene avere a 4 grande e 4 piccolo. L idrogeno è un gas che soddisfa queste condizioni. Le onde riflesse dalle superfici terminali del tubo riducono il tempo di prova ad un massimo teorico di che tipicamente è dell ordine di qualche millisecondo. Allungando il tubo non è detto che aumenti infatti il passaggio dell onda d urto provoca la formazione di uno strato limite che aumenta lo spessore col tempo e al limite potrebbe occupare tutto il tubo. Complementi di Gasdinamica T Astarita 64
33 Tubo d urto Il numero di Mach nella zona 2 è: Nel limite si ha: Che per =1.4 fornisce: Complementi di Gasdinamica T Astarita 65 Tubo d urto Se si è interessati solo ad avere temperature molto elevate si può utilizzare la zona 5. In questo caso se il tubo è ben progettato si può ritardare di molto l arrivo dell onda d urto che separa la zona 5 dalla 6 producendo così un elevato tempo di prova. Una ulteriore possibilità è di utilizzare la zona 5 come zona di ristagno di una galleria del vento a svuotamento (shock tunnel). Complementi di Gasdinamica T Astarita 66
34 Hypersonic ludwieg tube I tubi di Ludwieg (1955) avendo dei bassi costi operativi ed una buona qualità del flusso sono una valida alternativa alle gallerie del vento a svuotamento. Non sono necessari dei grossi serbatoi ne sistemi di controllo particolarmente sofisticati. I costi operativi possono essere ridotti utilizzando una valvola ad apertura rapida piuttosto che il diaframma proposto da Ludwieg. Complementi di Gasdinamica T Astarita 67 Hypersonic ludwieg tube L'aria usata negli esperimenti è conservata nel tubo, ad alta temperatura e pressione. All'apertura della valvola (che considereremo istantanea) nasce una onda d'urto che si propaga verso la zona a bassa pressione accelerando il fluido verso l'ugello. Dopo il passaggio dell'onda si può supporre che il moto nell'ugello e nella camera di prova sia stazionario. Complementi di Gasdinamica T Astarita 68
35 Hypersonic ludwieg tube Nel tubo, invece, si propagherà un treno di onde di espansione che possono essere descritte come onde semplici. Le condizioni in 1 possono essere ricavate facilmente. Dalla geometria dell'ugello, nelle ipotesi di moto stazionario ed isentropico, si trova il M 1, invece dalla teoria delle caratteristiche si ha: Complementi di Gasdinamica T Astarita 69 Hypersonic ludwieg tube Moltiplicando per u 1 : Per le curve caratteristiche: Lungo C + : Complementi di Gasdinamica T Astarita 70
36 Hypersonic ludwieg tube Le condizioni di ristagno nella zona 1 (indicate con il pedice t) si determinano immediatamente: Il tempo di prova è indicato in figura come t 1. Una sua stima approssimata è: Dove L è la lunghezza del tubo. Complementi di Gasdinamica T Astarita 71 Hypersonic ludwieg tube Per una stima più accurata si devono integrare le equazioni. Lungo la caratteristica AS si ha: Mentre nel ventaglio: Sostituendo nella precedente: Complementi di Gasdinamica T Astarita 72
37 Hypersonic ludwieg tube Per una stima più accurata si devono integrare le equazioni. Lungo la caratteristica AS si ha: Mentre nel ventaglio: Sostituendo nella precedente: Da cui: Complementi di Gasdinamica T Astarita 73 Quindi: Hypersonic ludwieg tube A cui sono associate le condizioni al contorno: La soluzione della precedente equazione differenziale è: Quindi: Complementi di Gasdinamica T Astarita 74
38 Dalle condizioni al contorno si ha: Hypersonic ludwieg tube Nel punto S si ha: Complementi di Gasdinamica T Astarita 75 Uguagliando: Hypersonic ludwieg tube Sostituendo: Complementi di Gasdinamica T Astarita 76
39 Hypersonic ludwieg tube Infine: Mentre la formula approssimata era: M 1 tapp tesa Err% Complementi di Gasdinamica T Astarita 77 Hypersonic ludwieg tube Evidentemente solo la porzione di fluido compresa nella parte destra del tubo ( L di figura) rimane indisturbata ed è inutile riscaldare l'intero tubo. Con ragionamento analogo al precedente si ha: Ricordando che: Da cui: Complementi di Gasdinamica T Astarita 78
40 Nasce però il problema di evitare la riflessione delle onde nel passaggio dalla zona calda alla zona fredda. La riflessione avviene a causa di una eventuale differenza di pressione attraverso la superfice di contatto (freddo/caldo) e può essere mitigata con una variazione della sezione di passaggio. Sia a destra che a sinistra dell'allargamento la pressione è legata a quella iniziale dalla: Hypersonic ludwieg tube Poiché le due pressioni iniziali sono uguali si deve imporre l'uguaglianza dei numeri di Mach. Complementi di Gasdinamica T Astarita 79 Hypersonic ludwieg tube Dopo il passaggio delle onde il moto è stazionario e, da un bilancio di massa, si ha: Normalmente il numero di Mach e piccolo, trascurando quindi le variazioni di densità si ha: Imponendo Mach costante si ha: Complementi di Gasdinamica T Astarita 80
41 Hypersonic ludwieg tube Quindi si deve imporre una variazione di area inversamente proporzionale alla radice quadrata delle temperature iniziali. Per evitare effetti di convezione naturale e ridurre gli ingombri si possono utilizzare tubi curvi. Complementi di Gasdinamica T Astarita 81 Elementi di teoria acustica Nell ipotesi che le perturbazioni rispetto ad un campo indisturbato siano piccole si può imporre: Dove l ultima uguaglianza è possibile perché la velocità asintotica è nulla. Queste equazioni sono ancora esatte. Nell ipotesi che le perturbazioni siano trascurabili rispetto alle grandezze asintotiche si ha: Complementi di Gasdinamica T Astarita 82
42 Elementi di teoria acustica Nell ipotesi che i termini del secondo ordine siano trascurabili si trovano le equazioni dell acustica: Queste equazioni sono approssimate ma sono tanto più accurate tanto più piccoli sono i disturbi iniziali. Evidentemente sono equazioni lineari. Derivando la prima rispetto a t, la seconda rispetto a x e sottraendo oppure derivando la prima rispetto a x, la seconda rispetto a t e sottraendo si ha: Complementi di Gasdinamica T Astarita 83 Elementi di teoria acustica Le soluzioni generali di queste equazioni sono: Dove le funzioni F, G, f e g sono funzioni generiche. Una generica onda si propaga con velocità a elasuaforma,comegiàvisto in altri casi, rimane invariata nel tempo. Chiaramente la densità e la velocità sono strettamente legate e per g=0 si ha: Che sostituita nella equazione per la densità fornisce: Complementi di Gasdinamica T Astarita 84
43 Elementi di teoria acustica Integrando questa equazione differenziale si ha: Dove si è annullata la costante perché la condizione indisturbata implica =0 e u =0. Per la pressione si ha: Un ragionamento analogo si può fare per la seconda curva caratteristica, quindi, in generale si ha: Normalmente in acustica se >0 si parla di condensazione mentre per <0 di rarefazione Complementi di Gasdinamica T Astarita 85
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