CARDIOTOCOGRAFIA ANTEPARTUM E INTRAPARTUM
|
|
|
- Letizia Marchesi
- 8 anni fa
- Visualizzazioni
Transcript
1 CARDIOTOCOGRAFIA ANTEPARTUM E INTRAPARTUM Riccardo Morgera Servizi Ambulatoriali e Day Service Ostetrico-Ginecologico, Casa di Cura Ospedale Internazionale, Napoli Il monitoraggio cardiotocografico (CTG) viene eseguito tramite un apparecchio (cardiotocografo) che permette il monitoraggio elettronico della frequenza cardiaca fetale (frequenza, variabilità, accelerazioni, decelerazioni) e delle contrazioni uterine (numero, durata, tono basale). Per quanto riguarda la frequenza cardiaca fetale (FHR) secondo l'acog (American College ofobstetricians and Gynecologists) [I] possiamo distinguere: FHR di tipo primo, traccia normale, fortemente predittiva di normale stato acido-base al tempo del monitoraggio; non è richiesta particolare azione specifica; if!; FHR di secondo tipo, tracciato indeterminato, che non è predittivo di anomalie dell'equilibrio acido-base e richiede continua sorveglianza e successiva rivalutazione; FHR di terzo tipo, tracciato anormale, che è associato ad alterazioni dell'equilibrio acido-base fetale, al tempo dell'osservazione; questo tracciato richiede una rapida valutazione e sarebbe opportuno anche considerare specifiche situazioni cliniche (somministrare ossigeno alla madre; cambiare la posizione materna; sospendere un'eventuale stimolazione del parto; considerare eventuale ipotensione materna; trattare eventuale tachisistolia). Se persistono le alterazioni bisogna provvedere rapidamente all'espletamento del parto. Inoltre, sempre secondo l'acog, nella valutazione del tracciato cardiotocografico dobbiamo considerare i seguenti parametri: FHR basale, cioè la FHR media in un segmento della durata di l O minuti; essa è definita normale se compresa tra i bpm, si parla di tachicardia se è al di sopra di 160 bpm e di bradicardia se al di sotto di 11 O bpm; ~ variabilità basale (valutata dai battiti per minuto), irregolare in ampiezza e frequenza; è definita assente se l'ampiezza è non misurabile, minima se minore o uguale a 5 bpm, moderata per ampiezza compresa tra i 6-25 bpm e marcata se al di sopra di 25 hpm;
2 ~, accelerazioni, apparente incremento della FHR in meno di 30 secondi; a 32 settimane di gestazione e oltre si dovrebbero riscontrare accelerazioni di ampiezza di 15 bpm o maggiori e della durata di 15 secondi o più ma di durata inferiore ai due minuti per il ritorno alla FHR basale. Prima delle 32 settimane le accelerazioni presentano un'ampiezza inferiore ai l O bpm e hanno una durata di l O secondi o più. Un'accelerazione è definita prolungata se dura più di 2 minuti ma termina entro i l O minuti, se dura per maggiore tempo, allora si parla di variazione della frequenza basale; * decelerazioni precoci, apparente graduale discesa della FHR, della durata di 30 secondi o più e con successivo ritorno alla FHR basale, in associazione alle contrazioni uterine e con il nadir della decelerazione al tempo del picco della contrazione; decelerazioni tardive, apparente discesa della FHR della durata di 30 secondi o più e successivo ritorno alla FHR basale, in concomitanza alla contrazione uterina ma con il nadir della decelerazione che è in ritardo rispetto al picco della contrazione. In molti casi la decelerazione si verifica dopo l'inizio, il picco e la fine della contrazione uterina; decelerazioni variabili che rappresentano una rapido decremento della FHR di 15 o più bpm, con il nadir raggiunto in meno di 30 secondi e della durata maggiore di 15 secondi ma minore di 2 minuti. Quando le decelerazioni variabili sono associate alle contrazioni uterine, la profondità e durata sono variabili da contrazione a contrazione; ~t< pattern sinusoidale, variazione non ondulatoria della FHR con un ciclo di frequenza di 3-5 per minuto e che persiste per più di 20 minuti. Sempre secondo l'acog nella pratica specifica definiremo: $ tracciato di primo tipo: FHR basale di bpm, variabilità basale moderata, decelerazioni variabili e/o tardive assenti, decelerazioni precoci presenti o assenti, accelerazioni presenti o assenti;!fil tracciato di secondo tipo: bradicardia, non associata ad assenza di variabilità basale o tachicardia, variabilità basale minima senza decelerazioni ricorrenti e/o variabilità basale marcata, assenza di accelerazioni dopo stimolazione fetale, decelerazioni variabili ricorrenti, accompagnate da variabilità basale minima o moderata, decelerazioni prolungate per più di 2 minuti, ricorrenti decelerazioni tardive con variabilità basale moderata e infine decelerazioni variabili con lento ritorno alla linea di base; tracciato di terzo tipo: assenza di variabilità basale con decelerazioni tardive ricorrenti, decelerazioni variabili ricorrenti, bradicardia e/o pattern sinusoidale. Secondo la RCOG (Royal College of Obstetricians & Gynaecologists) [2] dobbiamo considerare: frequenza cardiaca basale {FHR), che è definita normale se compresa tra i
3 'il bpm, sospetta se compresa tra i l O bpm e/ o compresa tra bpm e patologica se al di sotto dei 100 bpm e/o al di sopra dei 180 bpm o con pattern sinusoidale; variabilità basale, fluttuazione della FHR basale, che è irregolare per ampiezza e frequenza, valutata in base a 2 cicli per minuto; essa è definita normale se al di sopra dei 5 bpm, sospetta se al di sotto dei 5 bpm, per un periodo di osservazione di minuti e patologica se <5 bpm per più di 90 minuti; accelerazioni, definite come un rapido aumento della FHR al di sopra della linea basale; queste raggiungono l'acme in meno di 30 secondi e per quanto riguarda il ritorno alla linea di base durano dai 15 secondi in su ma meno di due minuti. Nel tracciato cardiotocografìco normale sono presenti le accelerazioni, mentre l'assenza di accelerazioni, nel contesto di una traccia cardiotocografica normale, è di significato incerto. Accelerazioni prolungate per più di 2 minuti ma con durata inferiore ai 10 minuti costituiscono un cambiamento della frequenza cardiaca basale; "" decelerazioni che sono definite come una graduale discesa e successivo ritorno alla frequenza cardiaca basale, in associazione alla contrazione uterina. Nel tracciato normale non sono presenti decelerazioni; nel tracciato sospetto sono presenti decelerazioni variabili in circa il50o/o delle contrazioni e per più di 90 minuti di osservazione e/o la presenza di una singola decelerazione variabile che dura più di 3 minuti; nel tracciato patologico, invece, sono presenti decelerazioni variabili in più del 50% delle contrazioni e per un periodo maggiore ai 90 minuti e/o decelerazioni tardive (ritardate rispetto alla contrazione), per un periodo maggiore ai 30 minuti. Nel contesto valutativo della cardiotocografia un tracciato normale è definito rassicurante e, quindi, è altamente indicativo di assenza di acidemia fetale, nel periodo della sua esecuzione; è definito sospetto se è presente un'alterazione dei parametri della FHR, rispetto agli altri che sono normali; è definito patologico se sono presenti due o più caratteri non rassicuranti e/o sono presenti uno o più caratteri patologici. Per quanto riguarda l'attività contrattile uterina, è definita normale se sono presenti fino a 5 contrazioni in l O minuti e per un'osservazione di 30 minuti, si parla di attività uterina eccessiva, se in presenza di più di 5 contrazioni in l O minuti, senza alterazioni della FHR (tachisistolia) o se in presenza di contrazioni uterine, che durano più di 2 minuti e/o che si verificano ogni 60 secondi, senza alterazione della FHR (ipertono uterino). La terminologia di iperstimolazione e/o ipercontrattilità dovrebbe essere abbandonata, così come la tachisistolia dovrebbe essere valutata anche in considerazione della mancanza e/ o presenza di alterazioni della FHR e/ o decelerazioni. Nel 2002, negli Stati Uniti, circa 1'85% dei feti è stato monitorizzato, in travaglio, mediante CTG in continuo. [efficacia della CTG nell'identificare feti a
4 rischio asfittico è limitata e l'unico effetto della introduzione sistematica del monitoraggio elettronico del battito cardiaco fetale (BCF) è stato quello di ridurre la frequenza degli episodi convulsivi fetali senza, però, ridurre la frequenza di paralisi cerebrale [3]. Il monitoraggio cardiotocografico di ammissione, rispetto all'auscultazione intermittente del battito cardiaco fetale, è legato a una maggiore incidenza di monitoraggio cardiotocografico continuativo in travaglio, analgesia epidurale, parto strumentale e/o tagli cesarei, senza miglioramento diretto dell'outcome neonatale ma, in vero, con alto tasso di errore valutativo, soprattutto in gravide a basso rischio [4]. Uno studio descrive come "tale tecnologia eccessiva non è da applicare a quelle pazienti manifestamente a basso rischio, in quanto causa non effetti benefici ma solo ansietà gestionale a medici e paziente" [5]. In vero, la cardiotocografia di ammissione è prevalentemente effettuata per la paura di implicazioni medico-legali, in quanto la percezione del battito cardiaco fetale, per un tempo continuativo, così come di una traccia grafica dello stesso, è diretta prova del monitoraggio effettuato [6]. Non vi è sufficiente evidenza per raccomandare la pratica routinaria di un CTG all'ingresso, in gravide a basso rischio; tale metodica potrebbe essere di particolare beneficio in gravide a partire dalla 41 a settimana di gestazione. Il monitoraggio CTG in continuo non dà, nelle gravide a basso rischio, chiari benefici, rispetto all'auscultazione intermittente del battito cardiaco fetale. :Lauscultazione intermittente andrebbe fatta ogni 15 minuti nel primo stadio del travaglio, mentre nel secondo stadio ogni 5 minuti; sarebbe buona norma effettuare tale auscultazione alla fine di ogni contrazione, almeno per secondi [1]. Naturalmente tale metodica non è appropriata nelle gravidanze a rischio (IUGR, preeclampsia, diabete) che dovrebbero essere sottoposte a monitoraggio CTG continuativo. Un altro grosso problema che si pone davanti a un tracciato cardiotocografico è la discordanza dell'interpretazione dei dati [8], con ampia variabilità di descrizione e/o valutazione della traccia CTG [f1]. Uno studio recentissimo [W] ha messo in evidenza come un'eventuale modifica del sistema di interpretazione della traccia della frequenza cardiaca fetale, stabilita nel 2008 dal National Institute of Child Health and Human Development, in corso di 30 minuti di tracciato in travaglio, possa meglio identificare pazienti a rischio di taglio cesareo; tale modifica si basava sulla differenziazione della classe I in due sottodassi la e Ib, a seconda della presenza di accelerazioni e della classe II in due sottodassi Ila e IIb, basate sulla variabilità della FHR e della risposta a uno stimolo. Nielsen [11] nel suo studio su 50 tracciati CTG sottoposti a 4 ostetrici esperti, ha evidenziato come una concordanza interpretativa si è avuta solo in 11 casi; questi tracciati, successivamente, erano stati rivalutati dagli stessi ostetrici, a distanza di due mesi e il 21% era stato interpretato in maniera diversa. Una certa standardizzazione, nell'interpretazione della traccia CTG, potrebbe essere data dall'analisi computerizzata della stessa. In un recente studio si è evidenziato come l'analisi computerizzata potreb-
5 be ridurre la variabilità di interpretazione, anche se non è ancora dimostrata la sua efficacia nel migliorare l'outcome neonatale e/o contemporaneamente nella riduzione del numero di tagli cesarei. Un recente studio ha voluto identificare quali pattern cardiotocografici intrapartum potessero realmente essere collegati a una condizione di acidemia fetale, valutata contemporaneamente mediante un prelievo ematico dallo scalpo fetale; i pattern cardiotocografici maggiormente collegati ad acidemia fetale erano rappresentati da decelerazioni tardive o severe variabili, associate a tachicardia e si è, inoltre, evidenziato come una fase isolata di ridotta variabilità CTG non è legata a rischio di acidemia fetale, rispetto a un gruppo normale di controllo [l Un altro recente studio, eseguito su 314 monitoraggi cardiotocografici intrapartum per epoca >37 settimane, ha sempre cercato di evidenziare quali pattern cardiotocografici potessero essere messi in relazione con l'acidosi fetale; si è utilizzato il criterio di valutazione del 2008 del National Institute of Child Health an d Human Development che definisce una categoria l come normale, una categoria 2 come indeterminata e/o sospetta e una categoria 3 come anormale. La categoria 2 è stata ulteriormente suddivisa in una sottocategoria 2a quando era presente una moderata variabilità della frequenza cardiaca di base e/o accelerazioni limitate e in una sottocategoria 2b nella quale la variabilità della frequenza cardiaca era minima e/ o assente e non vi erano accelerazioni. I risultati mostravano come, in presenza di un CTG di tipo 3, per un periodo maggiore di 30 minuti, era altamente predittivo il riscontro alla nascita di un ph <7 e/o un deficit di basi superiore a -12; similari risultati si avevano per un CTG di tipo 2b, per un periodo superiore ai 50 minuti È importante fare anche un'ulteriore considerazione, a riguardo della sorveglianza fetale durante il travaglio pretermine. In un recente studio si è visto come la cardiotocografìa computerizzata sia in grado di rapportare il numero di accelerazioni transitorie della frequenza cardiaca, maggiori di 15 bpm, in un periodo di osservazione di 30 minuti e in gravide di epoca superiore alle 32 settimane, con la presumibile maturazione del sistema nervoso fetale, durante l'evoluzione della gravidanza; vi è una diretta correlazione positiva tra il numero di accelerazioni della frequenza cardiaca e l'epoca gestazionale [15]. Basandosi su evidenze scientifiche, il CTG fetale non viene raccomandato come metodica di routine, nella valutazione del benessere fetale in caso di parto pretermine (< 37 settimane); una recente review ha evidenziato come esistano dati insufficienti per comparare un CTG in feti con epoca gestazionale < alle 37 settimane rispetto a feti con epoca> alle 37 settimane [Hi]. Le caratteristiche della traccia cardiaca fetale sono diverse nel feto pretermine rispetto al feto a termine. Infatti: ~ la frequenza cardiaca fetale è più elevata e gradualmente decresce in epoche gestazionali più avanzate, riflettendo un'immaturità fetale, legata a un'incompleta influenza del sistema parasimpatico sul cuore fetale;
6 'j prima della 30 settimana la frequenza e l'ampiezza delle accelerazioni sono ridotte e il feto pretermine potrebbe presentare accelerazioni, con incremento non superiore ai l Obpm e per meno di l O secondi; ~ decelerazioni della frequenza cardiaca fetale, anche in assenza di contrazioni uterine, sono di frequente riscontro nei feti pretermine, con tendenza alla loro scomparsa dopo la 30 settimana di gestazione; ciò potrebbe dipendere da una quota di liquido amniotico ancora ridotta, da ridotta presenza di gelatina di Wharton a livello del cordone ombelicale e/o da un incompleto sviluppo del miocardio fetale. La persistenza di decelerazioni tardive potrebbe riflettere un danno ipossico da insuffìcienza utero-placentare [11]. Sebbene esistano, per feti a termine, delle linee guida nazionali per il monitoraggio elettrico fetale (cardiotocografìa, CTG), vi è scarsità di dati basati su evidenze scientifiche per il monitoraggio dei feti pretermine, in corso di travaglio; bisogna, inoltre, essere consapevoli del fatto che nei feti pretermine i fisiologici meccanismi di riserva, atti a combattere l'ipossia, sono meno effìcaci rispetto a quelli utilizzati nel feto a termine, con la conseguenza che un feto pretermine potrebbe soffrire di un insulto ipossico precocemente e rapidamente rispetto a un feto a termine [18]. l. L:auscultazione intermittente del BCF è raccomandata come minimo assistenziale in quelle gravidanze che all'inizio del travaglio sono identificate con un basso rischio di sviluppare ipossiemia e/o acidemia fetale. 2. La rilevazione continua del battito cardiaco mediante CTG è associata a un'aumentata probabilità di taglio cesareo. :i. Il termine di iperstimolazione e/o ipercontrattilità uterina dovrebbe essere abbandonato. Le caratteristiche della FHR concordano con lo stato di ossigenazione e metabolico fetale e sono di ausilio nella gestione del travaglio. Una CTG all'ingresso potrebbe essere utile in gravidanze, senza fattori di rischio, a partire dalla 41 a settimana di gestazione. 6. Si dovrebbe ricorrere alla CTG continuativa ogni volta che fattori di rischio di ipossiemia fetale siano stati individuati in epoca prenatale o all'inizio del travaglio, oppure siano emersi in corso di travaglio. 1, In caso di CTG in continua, a patto che sia normale, si possono concedere brevi pause di l 5 minuti; esse non si dovrebbero effettuare durante particolari step del travaglio (anestesia peridurale, amnioressi).
7 .. a. In presenza di CTG sospetto dobbiamo considerare: inadeguata qualità del CTG (scarso contatto del trasduttore esterno; cambiare posizione dell'elettrodo; confermare FHR con stetoscopio e/o ultrasuoni); tachicardia materna/rialzo termico (controllo temperatura corporea materna; disidratazione materna/infusione di liquidi); ipercontrattilità uterina (in caso di infusione di ossitocina ridurre e/o sospendere; in caso di somministrazione di prostaglandine per via vaginale considerare tocolisi); altri aspetti materni (posizione materna quindi incoraggiare posizione laterale sinistra, episodio vagale, ipotensione da epidurale provvedere a misurare pressione arteriosa e infondere eventualmente liquidi); eseguire una valutazione obiettiva vagina le per escludere un prolasso di cordone o una rapida dilatazione cervicale e discesa della testa fetale; in caso di CTG sospetto va continuato il monitoraggio CTG con successiva rivalutazione a breve termine. 9. In presenza di un CTG patologico: bisognerebbe effettuare, se possibile, prima di procedere a un taglio cesareo d'urgenza, un prelievo dallo scalpo fetale per la determinazione del p H (normale per valori di 7,25 o più, borderline per valori compresi tra 7,21-7,24, anormale per valori al di sotto di 7,20); la linea guida N ICE [191 conclude affermando che esistono prove limitate circa il prelievo di sangue dallo scalpo fetale, associato alla CTG nel ridurre il ricorso ai parti vaginali operativi e al taglio cesareo. Tuttavia raccomanda la metodica in caso di tracciato non rassicurante e di sospetta acidosi fetale e in assenza di controindicazioni; è importante posizionare la gestante sul fianco laterale sinistro, somministrare liquidi e, in considerazione della severità dell'alterazione della FHR e/o delle condizioni cliniche, stabilire l'urgenza e/o modalità del parto; è comunque indicato eseguire un entro i 30 minuti. Riferimenti bibliografl.ci American College of Obstetricians and Gynecologists. lntrapartum jètal hearth rate monitoring: nomenclature, interpretation and genera! management principles. Obstetrics and Gynecology 2009; 114:192. RCOG. Clinical Practice Guideline lntrapartum Fetal Hearth Rate Monitoring. Royal College of Obstetricians and Gynecologists 2014.
8 ì.l.li [l. 8] Alfìrevic Z, Devane D, Gyte GM. Continuous cardiotocography (CTG) as a form of electronic jètal monitoring (EFM) for jètal assessment during labour. Cochrane Database Syst Rev 2006 Jul 19;(3):CD Bix E, Reiner LM, Klovning A, Oian P. Prognostic value of the labour admission test and its f:ffectiveness compared with auscultation only: a systematic review; BJOG 2005;112: Gibb D. Fetal monitoring in practice. Elsevier!td Smith V, Begley CM, Clarke M, Devane D. Projèssionals' views of jètal monitoring during labour: a systematic review and thematic analysis. BMC Pregnancy Childbirth 2012; 12:166. Listo n R, Sawchuck D, Young D; Society of Obstetrics and Gynaecologists of Canada; British Columbia Perinatal Health Program. Fetal hearth surveillance: antepartum and intrapartum consensus guideline. J Obstet Gynaecol Can 2007;29:3-56. Palomaki O, Luukkaala T, Luoto R, Tuimala R. Intrapartum cardiotocography- the dilemma of interpretational variation. J Perinat Med 2006;34: Santo S, Ayres-de-Campos D. Human foctor afficting the interpretation ofjètal hearth rate tracing: un update. Curr Opin Obstet Gynecol2012;24,84-8. Schnettler Wf, Rogers J, Barber RE, Hacker MR. A modified jètal hearth rate tracing interpretation system for prediction of cesarean section. J Materna! Fetal Neonata! Med 20 12;25: l Nielsen PV, Stigsby B, Nickelsen C, Nim ].!ntra e inter-observer variability in the assessment of intrapartum cardiotocograms. Acta Obstet Gynecol Scand 1987;2, Schiermeier S, Westhof G, Leven A, Hatzmann H, Reinhard J. Intra and interobserver variability of intrapartum cardiotocography: a multi center study comparing the FICO classification with computer analysis software. Gynecol Obstet Invest 2011 ;72, Holzmann M, Wretler S, Cnattingius S, Nordstrom L. Cardiotocography patterns and risk ofintrapartum jètal acidemia. J Perinar Med 2014 Jun 10. pii: /j/jpme.ahead-of-print/jpm / jpm xml. doi: /jpm Soncini E, Paganelli S, Vezzani C, Gargano G, Giovanni Battista LS. Intrapartum jètal hearth rate monitoring: e11aluation of standardized system ofinterpretation for prediction of metabolic acidosis at delivery and neonata! neurologica! morbidity. J Marern Neonata! Med 2014;27: Lauletta AL, Nomura RM, Miyadahira S, Francisco RP, Zugaib M. Transient accelerations ojfetal hearth rate analyzed by computerized cardiotocography in the third trimester of pregnancy. Rev Assoc Med Bras 2014;60: Grivell RM, Alfirevic Z, Gyte GM, Devane D. Antenata! cardiotocography for jètal assessment. Cochrane Database Syst Rev 2012 Dee 12;12:CD Westgren M, Holmquist P, Svenningsen NW; Ingemarsson I. lntrapartum jètal monitoring in preterm deliveries: prospective study. Obstet Gynecol 1982 Jul;60( 1): Mors K, Chandraharan E. Use of continuous electronic jètal monitoring in a preterm jètus: clinica! dilemmas and recommendations for practice. J Pregnancy 20 Il ;20 Il : National Collaborating Centre for Women's and Children's Health. Linee guida NICr;, 2007.
PROCEDURA OPERATIVA PER IL MONITORAGGIO FETALE DURANTE IL TRAVAGLIO PO.AFMI.08 TRAVAGLIO. Peruzzi, Carignani, Tedeschi e Leonetti
Pag.: 1 di 8 FETALE DURANTE IL TRAVAGLIO REFERENTI DEL DOCUMENTO Peruzzi, Carignani, Tedeschi e Leonetti Indice delle revisioni Codice Documento Revisione N Data nuova emissione Sezioni revisionate 2 18/06/2012
Corso di Laurea in Ostetricia
DIPARTIMENTO DI SCIENZE MEDICHE Corso di Laurea in Ostetricia C.I. Fisiopatologia del parto e neonatologia Scienze Ostetrico ginecologiche La CTG: management ostetrico Alcune puntualizzazioni In presenza
Il feto in travaglio di parto
Il feto in travaglio di parto WWW.FISIOKIENSITERAPIA.BIZ FCF: caratteristiche Frequenza di base Variabilità della frequenza di base Accelerazioni Decelerazioni Linea di base Frequenza cardiaca media in
La refertazione del tracciato cardiotocografico
La refertazione del tracciato cardiotocografico Refertazione Valutazione del tracciato cardiotocografico Valutazione parametri di salute fetale Attività contrattile Inquadramento clinico della gravidanza
Corso di Laurea in Ostetricia
DIPARTIMENTO DI SCIENZE MEDICHE Corso di Laurea in Ostetricia C.I. Fisiopatologia del parto e neonatologia Scienze Ostetrico ginecologiche SORVEGLIANZA DEL TRAVAGLIO A BASSO RISCHIO L attuale legislazione
Auscultazione intermittente Vs CTG continuo
Corso pre congressuale Valutazione del benessere fetale in travaglio Auscultazione intermittente Vs CTG continuo Nicoletta Telleri Da: La sorveglianza del benessere fetale in travaglio di parto. Linea
La gravidanza post-termine
La gravidanza post-termine d.labriola Definizioni 42 settimane complete 294 giorni dall ultima mestruazione 280 giorni dalla data concezionale 4-14% di tutte le gravidanze Corretta datazione della gravidanza
Società Lombarda di Ostetricia e Ginecologia Presidente M. Meroni FLOW CHART MONITORAGGIO CTG 12 DICEMBRE A cura di F. Bombelli e A.
Società Lombarda di Ostetricia e Ginecologia Presidente M. Meroni FLOW CHART MONITORAGGIO CTG 12 DICEMBRE 2015 A cura di F. Bombelli e A. Cromi Carissimi Colleghi, per questa edizione del corso SLOG CTG
CASE STUDIES. La Frequenza cardiaca fetale oscilla tra i 120 e i 179 bpm. Si possono manifestare casi di tachicardia o bradicardia fetale.
CASE STUDIES Si presenta al pronto soccorso ostetrico una donna di 32 anni, alla 32ª settimana di gestazione, riferisce la presenza di contrazioni uterine intense. Dall esame obiettivo si evidenziano buone
CAPITOLO 3 La regolazione della frequenza cardiaca fetale
Indice CAPITOLO 1 Tecnica ed apparecchiature I segnali dell attività cardiaca Tecniche di rilievo dei segnali Analisi dell ultrasonogramma Doppler ECG fetale Cenni storici dell ECG fetale Elettrofisiologia
CORSO DI SEMEIOTICA OSTETRICA IL LIQUIDO AMNIOTICO E I MAF
CORSO DI SEMEIOTICA OSTETRICA IL LIQUIDO AMNIOTICO E I MAF Dott.ssa G. Gamberini Il liquido amniotico è un'entità dinamica alla cui formazione contribuiscono Urina fetale Secrezioni del tratto respiratorio
La cardiotocografia in gravidanza: il feto a rischio ipossico
La cardiotocografia in gravidanza: il feto a rischio ipossico Mariarosaria Di Tommaso, Beatrice Becchi, Antonella Cinotti Dipartimento di Ginecologia, Perinatologia e della Riproduzione Umana. Università
Diabete gestazionale Modalità e timing del parto. Prof. Roberto Marci
Diabete gestazionale Modalità e timing del parto Prof. Roberto Marci Gestational diabetes and impaired glucose tolerance (IGT) in pregnancy affects between 2-3% of all pregnancies and both have been associated
Corso di Laurea in Ostetricia
DIPARTIMENTO DI SCIENZE MEDICHE Corso di Laurea in Ostetricia C.I. Fisiopatologia del parto e neonatologia Scienze Ostetrico ginecologiche Auscultazione intermittente della Frequenza Cardiaca Fetale 2
Management delle donne diabetiche
Sassuolo 3 dicembre 2011 Management delle donne diabetiche Marinella Lenzi U.O.C. Ost-Ginecologia AUSL Bologna 1 2 Diabete gestazionale U.O. Ost-Gin Ambulatorio GAR Ginecologo Ostetrica Diabetologo Dietista
Dott. Luciano Abbruzzese Osp. Evangelico Villa Betania
Dott. Luciano Abbruzzese Osp. Evangelico Villa Betania % punti nascita che praticano parto-analgesia: 2000: 10%; solo il 3% 24 ore su 24 e senza limitazioni 2003: 38%; solo il 9% 24 ore su 24 e senza limitazioni
Monitoraggio del travaglio di parto WWW.FISIOKINESITERAPIA.BIZ
Monitoraggio del travaglio di parto WWW.FISIOKINESITERAPIA.BIZ Con il termine monitoraggio del travaglio di parto in genere ci si riferisce alle metodiche di sorveglianza del benessere fetale durante il
L INDUZIONE MEDICA CONSISTE
1 IN OSTETRICIA, L INDUZIONE MEDICA CONSISTE NELL UTILIZZO DI OSSITOCINA O DI PROSTAGLANDINE. GLI SVANTAGGI DEL TRAVAGLIO INDOTTO FARMACOLOGICAMENTE CONSISTONO IN: CONTRAZIONI DOLOROSE E TROPPO INTENSE
Il sistema STAN: basi fisiopatologiche e informazioni tecniche. Dott.ssa Emanuela Carossino UO. Ostetricia e Ginecologia Ospedale di Carpi
Il sistema STAN: basi fisiopatologiche e informazioni tecniche Dott.ssa Emanuela Carossino UO. Ostetricia e Ginecologia Ospedale di Carpi Prospettiva del clinico Migliore nascita possibile per mamma e
Il Profilo Biofisico Fetale
Il Profilo Biofisico Fetale Dott. Sandro Gabrielli Bologna, 11 Aprile 2014 Cause di mortalità e morbilità perinatale Asfissia fetale 50-60% Anomalie di sviluppo 25-30% Malattie acquisite 15-20% Principali
Monitoraggio del benessere fetale durante il primo e il secondo stadio del travaglio di parto
Monitoraggio del benessere fetale durante il primo e il secondo stadio del travaglio di parto L'auscultazione ad intermittenza del battito cardiaco fetale Evidence based midwifery L'ostetricia è un ambito
L OFFERTA DELL INDUZIONE DI TRAVAGLIO
L OFFERTA DELL INDUZIONE DI TRAVAGLIO Dott.ssa Marinella Lenzi U.O. Ostetricia e Ginecologia Maternità AUSL Bologna Direttore Dott.G.Scagliarini Induzione le evidenze Induzione le evidenze Cochrane ( 15/04/2013
L OSTETRICIA E LE EVIDENZE 2015: PRESENTE E FUTURO PER SCELTE EFFICACI CON UNO SGUARDO ALLA GINECOLOGIA
L OSTETRICIA E LE EVIDENZE 2015: PRESENTE E FUTURO PER SCELTE EFFICACI CON UNO SGUARDO ALLA GINECOLOGIA Il viaggio Il viaggiatore Il numero di viaggiatori che devono prendere la funivia Il numero di viaggiatori
Gravidanza oltre il termine. Dott.ssa S.Iarlori
Gravidanza oltre il termine Dott.ssa S.Iarlori definizione Si definisce gravidanza protratta una gravidanza di età gestazionale oltre la 42 settimana ( 294 giorni dall'ultima mestruazione ) o 14 giorni
DIABETE GESTAZIONALE: QUALE MODALITA DEL PARTO? G.SCAGLIARINI
DIABETE GESTAZIONALE: QUALE MODALITA DEL PARTO? G.SCAGLIARINI Parto e Diabete Timing del parto Modalità del parto Timing del parto pretermine a termine Modalità del parto Travaglio spontaneo Induzione
La prevenzione. Sistema nazionale linee guida Roma, Irene Cetin - AGUI -
Presentazione della linea guida Prevenzione e trattamento della emorragia del post partum Sistema nazionale linee guida Roma, 25.09.09 Irene Cetin - AGUI - La prevenzione Roma 24 ottobre 2016 Aula Pocchiari
Accoglienza e valutazione Fase Responsabile N. A. N. V. SI Attività/documentazione da rilevare Note Presenza in cartella di documentazione comprovante
Cartella n. CHECK LIST PER AUDIT CLINICO - PR.AFI.01 GESTIONE DELL ASSISTENZA OSPEDALIERA AL PARTO A BASSO RISCHIO Accoglienza e valutazione Presenza in cartella di documentazione comprovante Se la Pz
Rimini, 21 marzo 2013 Cosa può modificare la CTG
Rimini, 21 marzo 2013 Cosa può modificare la CTG Paolo Accorsi 1 Analgesia epidurale e CTG L ipotensione materna secondaria all inizio dell analgesia epidurale e ai successivi top-up, con riduzione del
VBAC: outcome ostetrico ed esiti perinatali in pazienti con due pregressi tagli cesarei
UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PADOVA DIPARTIMENTO DI SALUTE DELLA DONNA E DEL BAMBINO SCUOLA DI SPECIALIZZAZIONE IN GINECOLOGIA E OSTETRICIA DIRETTORE PROF. GIOVANNI BATTISTA NARDELLI VBAC: outcome ostetrico
Valutazione epidemiologica dell evento Parto
Valutazione epidemiologica dell evento Parto Maurizio Saporito 11 Corso di epidemiologia perinatale Nascere in Campania: riflessioni in termini di appropiatezza Napoli, 11 dicembre 212 argomenti Caratteristiche
Gestire il monitoraggio cardiotocografico nell Ambulatorio di CTG
ATTIVITA FORMATIVA PRATICA E DI TIROCINIO CLINICO AMBULATORIO DI CARDIOTOCOGRAFIA Scheda n 1 di Valutazione Formativa Gestire il monitoraggio cardiotocografico nell Ambulatorio di CTG Dal al Studente Matr.n
Modulo SP2 a cura dell Istituto Superiore di Sanità
ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ Progetto pilota di sorveglianza della mortalità perinatale Modulo SP2 a cura dell Istituto Superiore di Sanità Giugno 2017 INDAGINE CONFIDENZIALE ID feto/neonato Data del decesso
su registrazione frequenza cardiaca fetale registrazione contrazioni uterine Verifica dell effetto delle c.u. o dei MAF sulla FCF
Nata x la diagnostica in travaglio di parto Sibasasu: su registrazione frequenza cardiaca fetale registrazione contrazioni uterine Verifica dell effetto delle c.u. o dei MAF sulla FCF Scaricato da www.sunhope.it
La classificazione ICD-PM
Sistema di sorveglianza della mortalità perinatale SPItOSS Incontro di formazione per i professionisti sanitari Firenze, 15 giugno 2017, Villa la Quiete La classificazione ICD-PM Serena Donati, Paola D
Minaccia di parto pretermine e/o rottura pretermine delle membrane: Protocollo di Trasporto
Protocollo V11 - Procedure di Trasporto PATOLOGIE Minaccia di parto pretermine e/o rottura pretermine delle membrane: Protocollo di Trasporto Diagnosi di minaccia di parto pretermine (MPP): 1. attività
Università degli studi di Ferrara Cds di Ostetricia C.I. Patologia ostetrica e primo soccorso
Università degli studi di Ferrara Cds di Ostetricia C.I. Patologia ostetrica e primo soccorso Indicazioni, monitoraggio e risultati del VBAC Prof. Pantaleo Greco Once a cesarean, always a cesarean. Cragin,
ESPERIENZA PRESSO L AZIENDA OSPEDALIERA SAN GERARDO DI MONZA
PARTO-ANALGESIA ANALGESIA ESPERIENZA PRESSO L AZIENDA L OSPEDALIERA SAN GERARDO DI MONZA Catanzaro, 20 Dicembre 2005 Dott.ssa Giuseppina Persico REALTA ASSISTENZIALE NELLA SALA PARTO DI MONZA CONTINUITA
Linee Guida AOGOI. Yoram J. Meir
Linee Guida AOGOI Yoram J. Meir 1. L interpretazione del tracciato CTG è gravata da un elevata variabilità inter- ed intra-osservatore (B). Nielsen PV, Stigsby B, Nickelsen C, Nim J. Intra- and inter-observer
RACCOMANDAZIONI DI ASSISTENZA TRAVAGLIO E PARTO A TERMINE DI GRAVIDANZA FISIOLOGICA
RACCOMANDAZIONI DI ASSISTENZA TRAVAGLIO E PARTO A TERMINE DI GRAVIDANZA FISIOLOGICA 1 1) INTRODUZIONE L obiettivo fondamentale di ogni operatore ostetrico dovrebbe essere quello di valorizzare la qualità
12 a Conferenza Nazionale GIMBE Per una sanità al centro dell agenda politica
12 a Conferenza Nazionale GIMBE Per una sanità al centro dell agenda politica Bologna, 3 marzo 2017 Ridurre il tasso di tagli cesarei: efficacia di una strategia multifattoriale Denise Rinaldo ASST Bergamo
Il neonato late preterm
Bologna 8 novembre 2010 Il neonato late preterm Dante Baronciani, Enrica Perrone 1 WHO CC for evidence-based research synthesis and guideline development in reproductive health near term or late preterm
CONTROLLO BENESSERE FETALE E MODALITA DI PARTO NELLE GRAVIDANZE PMA
11-12 Aprile 2014 CONTROLLO BENESSERE FETALE E MODALITA DI PARTO NELLE GRAVIDANZE PMA Dott.ssa Elisa Maroni POPOLAZIONE OSTETRICA & PMA Maggiore età materna Maggiore età materna alla prima gravidanza Frequente
FIGO, RCOG e ACOG a confronto
Cardiotocografia in travaglio: linee guida ed EBM Carpi, 23 maggio 2016 FIGO, RCOG e ACOG a confronto Vittorio Basevi Contenuto della presentazione 1. definizioni e categorizzazione dei tracciati 2. cosa
Corso di Laurea in Ostetricia Patologia ostetrica e Primo soccorso. Prof. P. GRECO
Corso di Laurea in Ostetricia Patologia ostetrica e Primo soccorso Prof. P. GRECO LA SOFFERENZA FETALE ACUTA DEFICIT DI OSSIGENAZIONE Acidosi fetale Mancato adattamento alla vita extrauterina Basso Apgar
SORVEGLIANZA BENESSERE FETALE IN TRAVAGLIO
SORVEGLIANZA BENESSERE FETALE IN TRAVAGLIO Ostetrica Cristiana Pavesi CONSIDERAZIONI GENERALI In travaglio di parto, il benessere della partoriente e del nascituro sono costantemente oggetto delle attenzioni
DISTOCIA DI SPALLA Giornate Ostetriche Savonesi 18 Aprile 2008
DISTOCIA DI SPALLA Giornate Ostetriche Savonesi 18 Aprile 2008 Dott.Felis Salvatore, Dott.ssa Brignole Michela Dipartimento Ginecologia ed Ostetricia Università di Genova Azienda Ospedaliera Universitaria
Le gravidanze gemellari rappresentano l'1-2% di tutte le gravidanze. Per due terzi sono dizigotiche e per un terzo monozigotiche.
Le gravidanze gemellari rappresentano l'1-2% di tutte le gravidanze. Per due terzi sono dizigotiche e per un terzo monozigotiche. Tutti i gemelli dizigoti ed un terzo dei monozigoti sono bicoriali. Perciò,
Fabrizio Stancanelli
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI CATANIA Dipartimento di Chirurgia generale e Specialità Medico-Chirurgiche Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia Presidente: Prof. Agostino Palmeri Fabrizio Stancanelli CARDIOTOCOGRAFIA
Il Management del travaglio di parto dopo taglio cesareo
Il Management del travaglio di parto dopo taglio cesareo Gianluigi Pilu Clinica Ostetrica e Ginecologica Università degli Studi di Bologna [email protected] Terminologia VBAC = vaginal birth after
TC pregresso. Anna Locatelli
TC pregresso Anna Locatelli Parti vaginali dopo precedente parto cesareo per Regione Cedap 2010 Piemonte 15,4 Valle d'aosta 27,4 Lombardia 15,7 Prov. Auton. Bolzano 38,9 Prov. Auton. Trento 19,8 Veneto
: ASSISTENZA AL PARTO E CHIRURGIA OSTETRICO- GINECOLOGICA
Disciplina: METODOLOGIA DELL ASSISTENZA MEDICA AL PARTO Docente: Prof.ssa Roberta FERRONATO 1. Parto e travaglio di parto Definizione. Gli stadi (o Periodi) del travaglio 2. Le contrazioni uterine Caratteristiche
Determinazione dei livelli di lattato eseguiti su arteria ombelicale alla nascita: correlazione con l equilibrio acido-base.
Determinazione dei livelli di lattato eseguiti su arteria ombelicale alla nascita: correlazione con l equilibrio acido-base. Frusca, T., Soregaroli, M., Lojacono A., Enterri, L., Platto, C., Bianchi U.A.
OSPEDALE EVANGELICO INTERNAZIONALE - GENOVA S.S.OSTETRICIA E GINECOLOGIA. Direttore f.f. Dr. Rodolfo Sirito LA CARDIOTOCOGRAFIA. Dr.
OSPEDALE EVANGELICO INTERNAZIONALE - GENOVA S.S.OSTETRICIA E GINECOLOGIA Direttore f.f. Dr. Rodolfo Sirito LA CARDIOTOCOGRAFIA Dr. Francesco Bagalà Ci permette di individuare e distinguere segnali di ipossia
IL PARTO E IL NEONATO FISIOLOGICI
LE PRIME 2 ORE DOPO IL PARTO Trieste, 13 dicembre 2016 IL PARTO E IL NEONATO FISIOLOGICI Pierpaolo Brovedani Definizioni del neonato Neonato : 0-28 giorni Neonato a termine: 37-41 settimane N. pretermine:
NATALITÀ NEL LAZIO 2016
NATALITÀ NEL LAZIO 2016 Tasso di natalità nel Lazio e in Italia. 1973-2016 Il tasso di natalità nel Lazio ha raggiunto il minimo storico. Nel 2016 si sono registrati 46.970 nati vivi. Le cause di tale
Applicazione di ventosa
L applicazione della ventosa ostetrica XI Congresso Regionale Rimini 21 marzo 2013 Applicazione di ventosa Applicazione di ventosa: livello di rischio Basso (applicazione standard) Moderato (prova di parto
Il percorso di assistenza al parto: dalla modalità di accesso all assistenza alla nascita. Ost. Elsa Sgarbi Ost. Anna Pilati
Il percorso di assistenza al parto: dalla modalità di accesso all assistenza alla nascita Ost. Elsa Sgarbi Ost. Anna Pilati Presa in carico della gravidanza a termine Il nostro modello organizzativo 1
LA PLACENTA ACCRETA Epidemiologia e fattori di rischio Dott.ssa G.Gamberini AUSL Rimini
Dott.ssa G.Gamberini AUSL Rimini In letteratura incidenza variabile fra 0.001% e 0.9% dei parti Differenze dipendenti dalla diversa definizione adottata nei vari studi Miller 1997 62 casi su 155.670 parti
Anna Zilioli Ost Coord AO Treviglio
Anna Zilioli Ost Coord AO Treviglio APPUNTI PER L ASSISTENZA ALLA DONNA IN PARTOANALGESIA SIGO 2015 TRAVAGLIO ATTIVO: inizia a 3-4 cm di dilatazione con accelerazione nella velocità di dilatazione cervicale
Ipossia fetale in travaglio di parto: che fare?
9 Ipossia fetale in travaglio di parto: che fare? 3 Premessa La Cardiotocografia ci permette di individuare e distinguere segnali di ipossia lieve-media e pattern correlati invece all ipossia grave, con
APPROPRIATEZZA DEL TAGLIO CESAREO L Audit Clinico. G C DI RENZO, Perugia
APPROPRIATEZZA DEL TAGLIO CESAREO L Audit Clinico G C DI RENZO, Perugia Scopo della Presentazione Illustrare l importanza della raccolta ed analisi critica dei dati per l individuazione di strategie volte
Emorragia feto-materna
Emorragia feto-materna Antonella Perolo Clinica Ostetrica e Ginecologica Università di Bologna [email protected] Sintesi Significato clinico delle emorragie feto-materne Il problema della diminuita
NEOPLASIA CERVICALE. Linee guida
Agenzia produttrice Titolo Anno di pubblicazione American Society for Colposcopy and Cervical Pathology (ASCCP) [1] 2012 Updated consensus guidelines for the management of abnormal cervical cancer screening
RACCOMANDAZIONI DI ASSISTENZA MATURAZIONE CERVICALE ED INDUZIONE DEL TRAVAGLIO DI PARTO
SOCIETA' LOMBARDA DI OSTETRICIA E GINECOLOGIA RACCOMANDAZIONI DI ASSISTENZA MATURAZIONE CERVICALE ED INDUZIONE DEL TRAVAGLIO DI PARTO 2001 A cura del Gruppo di Studio SLOG: A.M.Marconi (coordinatore),
Utilizzo clinico dello STAN: vantaggi e limiti
Utilizzo clinico dello STAN: vantaggi e limiti Tullia Todros Rossella Attini Università di Torino AOU Città della Salute e della Scienza Struttura Complessa 2U Inizio dell analisi ST Onda ECG normale
Fisiopatologia dell equilibrio acido-base ed interpretazione risultati EGA
Fisiopatologia dell equilibrio acido-base ed interpretazione dei Dott.ssa C. Lanzoni risultati EGA U.O. Ginecologia e Ostetricia Osp. Ramazzini, Carpi Dir. Dott. Paolo Accorsi Interpretazione del dato
Informazioni per il parto alla gestante con pregresso Taglio Cesareo
Gentile Signora, Informazioni per il parto alla gestante con pregresso Taglio Cesareo In passato lei ha partorito mediante taglio cesareo. Questa condizione, pur comportando un lieve aumento del rischio
- Valutare la qualità delle cure: come, quando, perché - Strumenti informativi e analisi dei dati: il CeDAP
Il percorso nascita nell ASL di Lecco tra territorio e ospedale 13 dicembre 2014 Indicatori di salute e percorso nascita - Valutare la qualità delle cure: come, quando, perché - Strumenti informativi e
IL PARTO INDOLORE NEL PUNTO NASCITA DI VIZZOLO
IL PARTO INDOLORE NEL PUNTO NASCITA DI VIZZOLO Anestesista Ginecologo Pediatra PUNTO NASCITA Ostetrica Infermiere Dolore del parto naturale Il dolore del parto può essere definito come un esperienza multifattoriale
Dipartimento Integrato Materno-Infantile UO di Ginecologia e Ostetricia Università degli studi di Modena e Reggio Emilia
Il parto nelle precesarizzate Dott.ssa E. Petrella Prof. F. Facchinetti Dipartimento Integrato Materno-Infantile UO di Ginecologia e Ostetricia Università degli studi di Modena e Reggio Emilia Epidemiologia
Novel ultrasound parameters to predict the response to induction of labor in postdate pregnancy
The authors declare no conflict of interest UNIVERSITA DEGLI STUDI DI SIENA FACOLTA DI MEDICINA E CHIRURGIA Dipartimento di Medicina Molecolare e dello Sviluppo Scuola di Specializzazione Ostetricia e
Gravidanze Multiple 2008, Bologna Parto pretermine nelle gravidanze multiple.
Parto pretermine nelle gravidanze multiple [email protected] Schema Prematurità e gravidanze multiple Identificazione dei casi a rischio di parto prematuro Trattamento dei casi a rischio di parto prematuro
Il pediatra dell ospedale di rete ed il neonato asfittico: valutazione e prassi
Il pediatra dell ospedale di rete ed il neonato asfittico: valutazione e prassi Francesca Saretta AAS Bassa Friulana-Isontina SOC Pediatria, Ospedale Palmanova EPIDEMIOLOGIA! frequenza 1-4:1000 dei nati
Educazione Continua in Medicina
Educazione Continua in Medicina Scheda Evento Denominazione Provider Titolo AZIENDA OSPEDALIERA CORSO DI CARDIOTOCOGRAFIA: IMPLEMENTAZIONI DELLA RACCOMANDAZIONE MINISTERIALE N 6: ALTERAZIONI CORDIOTOCOGRAFICHE
PROFILO DI RISCHIO PO.AFMI.02 RISCHIO IN GRAVIDANZA E IN TRAVAGLIO DI PARTO. Peruzzi, Carignani, Tedeschi e Leonetti
Pag.: 1 di 8 PO.AFMI.02 PROFILO DI RISCHIO IN GRAVIDANZA E IN TRAVAGLIO DI PARTO REFERENTI DEL DOCUMENTO Peruzzi, Carignani, Tedeschi e Leonetti Indice delle revisioni Codice Documento Revisione N Data
I percorsi nella gravidanza dopo cesareo: indagini utili, inutili, dannose. Maddalena Incerti (Patrizia Vergani)
I percorsi nella gravidanza dopo cesareo: indagini utili, inutili, dannose. Maddalena Incerti (Patrizia Vergani) Quesiti essenziali per affrontare il problema Esiti materni Rottura uterina TOL vs ERCD
MiPSA. Minimally Invasive Pelvic Surgery Association
MiPSA Minimally Invasive Pelvic Surgery Association Lacerazioni perineali - strutture interessate - classificazione Dr. Alberto Rigolli Azienda Istituti Ospitalieri di Cremona Misure ostetriche di prevenzione
LE EVIDENZE IN ECOGRAFIA ANIELLO DI MEGLIO
LE EVIDENZE IN ECOGRAFIA ANIELLO DI MEGLIO Diagnostica Ecografica e Prenatale Aniello Di Meglio Le evidenze scientifiche attuali stabiliscono che le ecografie piùimportanti che possono essere effettuate
Rischi della gravidanza in età avanzata. Dott.Gianluca Straface Responsabile UO Ostetricia Policlinico Abano Terme
Rischi della gravidanza in età avanzata Dott.Gianluca Straface Responsabile UO Ostetricia Policlinico Abano Terme Età ostetrica avanzata Tradizionalmente la gravida di età superiore ai 35 anni gravida
I piccoli per età gestazionale, in Emilia Romagna, secondo il CedAP
La nascita in Emilia Romagna 8 Rapporto sui dati del CedAP- anno 2010 Bologna 25 novembre 2011 I piccoli per età gestazionale, in Emilia Romagna, secondo il CedAP (anni 2008-2010) Dante Baronciani, Enrica
Corso di formazione e aggiornamento VERONA 20 OTTOBRE ROTTURA PREMATURA DELLE MEMBRANE: pprom
Corso di formazione e aggiornamento VERONA 20 OTTOBRE 2012 ROTTURA PREMATURA DELLE MEMBRANE: pprom PPROM late pre-term (34-36.6 settimane) Quale management? Elisa Fabbri Ospedale Vittore Buzzi Milano Late-preterm
EFM Ipossia fetale. Morte fetale
Il benessere fetale : quanti e quali rilievi Dott.ssa M.Lenzi U.O. Ostetricia e Ginecologia _AUSL Bologna Direttore : Dott.G.Scagliarini Rimini 23 marzo 2011 Congresso Regionale AOGOI Metodi per la valutazione
Il rapporto nascita in Emilia Romagna
AOGOI Congresso Regionale Rimini 23-25 marzo 2011 Il rapporto nascita in Emilia Romagna Dante Baronciani, Enrica Perrone 1 WHO CC for evidence-based research synthesis and guideline development in reproductive
Taglio cesareo: i dati epidemiologici
Consiglio Sanitario Regionale 23 gennaio 2013 Taglio cesareo: i dati epidemiologici Monica Da Frè, Eleonora Fanti, Monia Puglia Fabio Voller, Francesco Cipriani Settore Epidemiologia dei servizi sociali
LA PARTO-ANALGESIA E L ASSISTENZA OSTETRICA IN TRAVAGLIO DI PARTO. Aspetti anestesiologici D. Taiocchi
LA PARTO-ANALGESIA E L ASSISTENZA OSTETRICA IN TRAVAGLIO DI PARTO Aspetti anestesiologici D. Taiocchi INDICAZIONI E CONTROINDICAZIONI INDICAZIONI OSTETRICHE MEF Ipertensione indotta dalla gravidanza Prematurità
Gli stadi del Travaglio di parto. Primo stadio: periodo dilatativo Secondo stadio: periodo espulsivo Terzo stadio: secondamento
Gli stadi del Travaglio di parto Primo stadio: periodo dilatativo Secondo stadio: periodo espulsivo Terzo stadio: secondamento 1 stadio del travaglio Dall inizio del travaglio fino alla dilatazione completa
L ISOLA DEL PARTO INDOLORE IN SICUREZZA MATERNO-FETALE DALL ANALGESIA IN TRAVAGLIO ALL EMERGENZA OSTETRICA SIMULATA
L ISOLA DEL PARTO INDOLORE IN SICUREZZA MATERNO-FETALE DALL ANALGESIA IN TRAVAGLIO ALL EMERGENZA OSTETRICA SIMULATA CORSO DAJE (DELIVERY ANALGESIA JET EMERGENCY) 5-6-7- ottobre 2015 Roma, via della Luce
A cura di F. Bombelli, A. Cromi e I. M. Maini
A cura di F. Bombelli, A. Cromi e I. M. Maini I lavori che studiano i problemi cognitivi in medicina clinica indicano che la causa più comune di errore è quella diagnostica. Per addestrare adeguatamente
La Cardiotocografia: come si interpreta... Rimini 21 marzo 2013
La Cardiotocografia: come si interpreta... Rimini 21 marzo 2013 Razionale dell utilizzazione del monitoraggio elettronico fetale (EFM) in travaglio di parto EFM Ipossia fetale Acidosi metabolica PROVVEDIMENTI
Partorire in Analgesia Epidurale
Dipartimento Salute della Donna, del Bambino e dell Adolescente - Direttore: Prof. Mario Lima Unità Operativa Anestesia e Rianimazione - Direttore: Prof.ssa Simonetta Baroncini Partorire in Analgesia Epidurale
