Università del Sannio Corso di Fisica 1 Lezione 6 Dinamica del punto materiale II Prof.ssa Stefania Petracca 1
Lavoro, energia cinetica, energie potenziali Le equazioni della dinamica permettono di determinare il moto di un corpo istante per istante quando si conoscono le forze agenti su di esso e le condizioni iniziali. Un altro modo, complementare, per caratterizzare il possibile moto o comportamento del corpo in esame, è attraverso il concetto di energia. In fisica si definiscono varie forme di energia (cinetica, potenziale, termodinamica, elettrica, magnetica) così come in chimica - fisica si definisce l energia chimica, di legame e lo studio del comportamento di un sistema può essere fatto considerando come le varie forme di energia si trasformano una nell altra. Il concetto di energia non è svincolato dalle forze che agiscono sul corpo mentre avvengono dei cambiamenti da una posizione a un altra, o da uno stato della materia a un altro (per esempio liquido-gas), o da una configurazione a una altra (per es. da atomi isolati alla costruzione di una molecola), o mentre scorre corrente all interno di un filo elettrico. Vi sono sempre forze che agiscono e che determinano le nuove configurazioni, il movimento Mentre le equazioni della dinamica possono, in linea di principio, descrivere puntualmente nello spazio e nel tempo ciò che avviene, attraverso la descrizione in termini di energia e dei principi di conservazione si danno, come vedremo, descrizioni globali. Spesso quello che interessa non è che cosa succede istante per istante, ma la relazione tra quantità a due istanti di tempo, anche lontani tra loro, ma che, indipendentemente da quello che è successo nel frattempo, se certe condizioni sono soddisfatte, determinano esattamente la dipendenza dello stato finale dall iniziale. 2
Lavoro di una forza I Nella figura è rappresentata una massa che si muove senza attrito lungo il piano inclinato dall alto verso il basso: lo spostamento totale è il vettore s. Le forze che agiscono sono la forza peso, m g e la reazione N del piano inclinato. Sia il vettore spostamento che le forze sono costanti in modulo, direzione e verso. 3
Lavoro di una forza II Se F ed s sono tra loro perpendicolari: θ = π/2, cos θ = 0. Quindi il lavoro è nullo. Il lavoro è massimo se forza e spostamento sono allineati (θ = 0, cos θ = 1); Il lavoro è positivo L > 0, se π/2 < θ < π/2; Il lavoro è negativo L < 0 se (π/2 < θ < 3π/2). 4
Lavoro di una forza III Nell esempio dato si nota che il lavoro della reazione vincolare è nullo: L N = N s = N s cos π/2 = 0: la forza di reazione esercitata dal piano (che serve a sostenere il corpo, non a farlo muovere) non compie lavoro. Invece il lavoro della forza peso m g è positivo: L p = m g s = m g s cos(π/2 - θ) = m g s sen θ. Inoltre poiché s sen θ = h abbiamo che L p = m g h: solo la componente parallela allo spostamento della forza peso fa lavoro diverso da zero. Tale lavoro è uguale al lavoro che farebbe la forza peso sulla massa m in caduta libera e che cade in verticale di h (con variazione di quota h). 5
Lavoro di una forza IV Se il piano è con attrito, nel moto agisce anche la forza di attrito dinamico F a = f d N = f d m g cos θ. Il lavoro compiuto dalla forza d attrito radente, sia nel moto in discesa che in salita, è negativo L a = - f d m g s cos θ dato che è sempre contraria allo spostamento. Valutiamo il lavoro compiuto da tutte le forze durante lo spostamento da A a B (su tutta la lunghezza del piano) nell ipotesi che la massa m sia partita da ferma da A: v(t=0) = v 0 = 0. Durante il moto l accelerazione, costante, con cui m si muove verso il basso è, in presenza di forza di attrito, a = g (sen θ f d cos θ), con direzione parallela al piano e nel verso dello spostamento vero il basso. Tale accelerazione è determinata dalla risultante diversa da zero delle forze agenti (componente della forza peso verso il basso ed attrito dinamico: F t = m g sen θ m f d g cos θ). Il lavoro totale quindi di tutte le forze che agiscono sul corpo è: L tot = m g (sen θ f d cos θ) s AB = m a s AB.Lo spostamento totale nel moto uniformemente accelerato con velocità iniziale nulla è: s AB = 1/2 a t 2, ed il tempo necessario al corpo a percorrere tutto il piano è t = v B / a; per cui s AB = v B2 / (2 a). Quindi otteniamo: L = mg(sinθ f cosθ ) s = tot d AB 1 2 mv 2 B 6
Lavoro di una forza V 1/2 m v 2 è definita come l energia cinetica della massa m quando ha velocità v (come modulo). L energia cinetica è uno scalare, la cui unità di misura è il Joule (J) le cui dimensioni sono [M][L] 2 [T] -2. Infine otteniamo la relazione Supponiamo che non vi sia attrito e che il corpo parta sempre da fermo dal punto A (v(t = 0) = v 0 = 0). Non essendoci l attrito l accelerazione è sempre costante ma ora vale a = g sen θ, corrispondente ad un forza netta pari a F t = m g sen θ. Il lavoro totale di tutte le forze che agiscono sul corpo è dato da: L tot = m g sen θ s AB = m a s AB. Ripetendo la stessa analisi fatta in precedenza otteniamo: L v tot 2 B = mg(sinθ ) s = 2gh AB = mgh = 1 2 mv 2 B Dato che s AB sen θ = h, otteniamo che il lavoro compiuto dalla forza peso è esattamente uguale al prodotto della forza peso per la quota h. L energia cinetica finale (di un corpo che partendo da fermo) scivola senza attrito lungo un piano è uguale al lavoro che la forza peso farebbe sul corpo in caduta libera sulla stessa variazione di quota. 7
Teorema dell energia cinetica Partendo dalla definizione di lavoro, considerando delle forze costanti, possiamo affermare che il lavoro fatto da tutte le forze agenti sul corpo che parte da fermo può essere uguagliato all energia cinetica del corpo nel punto finale dello spostamento considerato. Tuttavia si dimostra più in generale (anche per forze variabili e quindi con accelerazioni non costanti e quindi per corpi in moto vario) il Teorema dell energia cinetica (o delle forze vive): il lavoro totale compiuto dalla risultante delle forze agenti su un corpo lungo la traiettoria seguita dal corpo, da un qualunque punto iniziale i a un qualunque punto finale f, è uguale alla variazione di energia cinetica tra i due punti considerati. 8
Lavoro di una forza variabile I Se la forza è variabile in direzione e/o verso e/o modulo, come nel caso della forza elastica esercitata dalla molla su una massa, il lavoro deve essere definito e calcolato tenendo conto che o il modulo della forza o l angolo che essa forma con lo spostamento (o tutti e due) cambiano continuamente e quindi il prodotto scalare non è sempre uguale su tutto lo spostamento considerato. Per la forza elastica se la si considera tra x i e x f, la forza cambia valore mentre ci si sposta da x i verso x f. Inoltre l angolo tra la direzione della forza e la direzione dello spostamento varia tra 0, quando la molla è in compressione, e 180, quando la molla è in allungamento. Il prodotto scalare tra forza e spostamento cambia valore e segno e non è definito il suo valore sullo spostamento totale. Bisogna, dunque, dare una definizione più precisa considerando spostamenti piccoli, in cui il prodotto abbia un valore definito e sommare tutti questi contributi. 9
Lavoro di una forza variabile II Nella figura abbiamo una generica traiettoria curva e dei vettori che rappresentano la forza, in modulo e direzione e verso in vari punti della traiettoria. La forza è variabile (varia in modulo direzione e verso). La curva è stata divisa in segmenti piccoli, in modo che per ognuno di essi possa essere definito lo spostamento infinitesimo dr, che ha la stessa lunghezza del segmento che approssima il tratto di curva ed è orientato nel verso del moto, dr (il modulo è uguale allo spostamento elementare ds ed è tangente alla traiettoria). La lunghezza dei segmenti viene scelta in modo che si possa supporre che in tutto quel segmento, individuato dal vettore posizione r i, la forza F(r i ) ha un valore (in modulo), direzione e verso definito. Si può allora per ogni segmento definire il lavoro elementare come segue: Il lavoro totale dal punto iniziale (i) al punto finale (f) viene ottenuto sommando tutti i contributi: al limite per dr i che tende a zero. La somma è costituita da infiniti termini (successione) e la somma diventa la definizione dell integrale di linea della forza F sulla linea curva data. 10
Lavoro di una forza variabile III Il calcolo può essere fatto più semplicemente se si conoscono le componenti della forza rispetto ad un sistema di assi cartesiani: F x (x,y,z), F y (x,y,z), F z (x,y,z). Quindi Riportiamo alcuni esempi. In questo primo esempio la forza elastica varia in modulo e verso. 11
Lavoro di una forza variabile IV Nell esempio 2, la forza è costante mentre lo spostamento cambia in direzione e verso lungo la traiettoria. Nell esempio 3 abbiamo la forza gravitazionale su traiettoria circolare. Il lavoro è nullo (la forza e lo spostamento sono sempre perpendicolari su tutto la traiettoria). Quindi non vi è nessuna variazione di energia cinetica. Infatti il moto è circolare uniforme con velocità in modulo costante. 12
Lavoro di una forza variabile V 13
Forze conservative Le forze possono essere divise in conservative e non conservative. Si intende per forza conservativa un forza il cui lavoro non dipende in maniera dettagliata dalla traiettoria, o dal particolare percorso su cui il lavoro viene calcolato, ma che dipende solo dalle coordinate del punto iniziale i e del punto finale f del percorso considerato. Se la forza è conservativa il lavoro può essere calcolato su qualunque percorso che unisca i punti finali e iniziale, non necessariamente sulla traiettoria. 14
Energia potenziale delle forze conservative Se una forza è conservativa, può essere definita la funzione (scalare) energia potenziale U F (r) tale che: Questo significa che è possibile trovare, per ogni forza conservativa, una funzione scalare U F (r), la cui variazione, ΔU = U(r f ) - U(r i ) esprime il lavoro, cambiato di segno, eseguito dalla forza in questione. E da notare che data una forza conservativa, l energia potenziale di quella forza non è unica. Infatti detta U F (r) = U F (r) + C con C una costante qualsiasi, si ha: U F (r f ) - U F (r i ) = (U F (r f ) + C) - (U F (r i ) + C) = U F (r f ) - U F (r i ). L energia potenziale è definita a meno di una costante, da definire volta per volta. Dato un sistema di massa m su cui agiscono solo forze conservative F 1, F 2, il lavoro fatto da queste forze è uguale alla variazione di energia cinetica del sistema (teorema delle forze vive): 15
Conservazione dell energia meccanica Dall'uguaglianza del lavoro, per un sistema di massa m su cui agiscono solo forze conservative, se U(r) è la somma delle energie potenziali, si ha: La somma dell energia cinetica e dell energia potenziale (totale) in un punto i è uguale alla somma dell energia cinetica e dell energia potenziale (totale) in un qualunque altro punto: l energia meccanica E = K + U si conserva, nello spazio e nel tempo (principio di conservazione dell energia meccanica). Una diminuzione di energia potenziale è compensata da un aumento di energia cinetica e viceversa. Se la funzione energia potenziale è conosciuta e le forze che agiscono sono conservative questo principio permette di determinare la velocità in modulo in ogni punto, dato il valore iniziale delle posizioni e delle velocità. Tuttavia questo approccio non permette di determinare né la direzione del moto, né il tempo in cui una posizione verrà occupata. Abbiamo soltanto una descrizione globale (integrale) complementare alla descrizione ottenuta con le equazioni del moto, che si ottengono risolvendo le equazioni differenziali associate alla seconda legge della dinamica (descrizione locale). 16
Energia potenziale e forze conservative Energia potenziale della forza peso (m g): du p = - dl = m g dz. Quindi U p (z) = m g z + C. Generalmente si assume che U(z) = 0 quando z = 0 (C = 0), sulla superficie della terra, ma sia il valore di riferimento della costante C che il punto può essere scelto a piacere. Basta ricordare di definirlo caso per caso. Energia potenziale della forza elastica ( k x): du el = - dl = k x dx. Quindi U el (x) = ½k x 2 + C. Generalmente si assume energia potenziale elastica nulla per x = 0, (posizione di riposo della molla) per cui C = 0. Energia potenziale della forza gravitazionale (- G m 1 m 2 r / r 3 ): du g = - dl = G m 1 m 2 dr / r 2. Quindi U g (x) = - G m 1 m 2 / r + C. All infinito l energia potenziale gravitazionale deve essere nulla quindi C = 0. 17
Energia potenziale gravitazionale L energia potenziale gravitazionale è sempre negativa. Notare che se una delle masse è la terra (M T ) e l altra è la massa m di un corpo sulla superficie terrestre (r = R T ) L energia potenziale gravitazionale dovuta alla forza che la terra esercita su una massa m e l energia potenziale della forza peso differiscono per una costante: se si definisce (asse z verticale e z = 0 sulla superficie terrestre): U p (z) = m g z e U(z = 0) = 0, la differenza tra le due costanti è U p (z = 0) - U g (R T ) = m g R T. Questo valore, costante, corrisponde al lavoro, positivo, che la forza gravitazionale dovuta alla Terra farebbe per portare la massa m dall infinito alla superficie della terra. 18