DOMANDE E RISPOSTE I SERIE DI DOMANDE 1 RAPPORTO TRA ASIMMETRIA FUNZIONALE (LATERALITÀ CANINA DIFFERENZIATA A MODELLI LIBERI), FISIOLOGIA CRANICA INDIVIDUALE E CONDILO IN COMPRESSIONE E DISTRAZIONE. A) Torsione DX - La torsione si manifesta con un avvitamento su un unico asse antero-posteriore. - La torsione Dx prevede una lateroflessione Sx con rotazione dallo stesso lato. - Il condilo bloccato è quello di Sx (quello Dx è in distrazione). - I modelli SFS prevedono: lat. fless. Sx con deviazione della linea mediana dallo stesso lato. Sistema fisiologico torsione Dx Osteopata Rapporto dentale Cartellina Osteopata: visione post.-ant. Modelli SFS: visione frontale In occlusione abituale Modelli SFS: visione frontale Liberi rapp. canino DX POSTERIORE SX BASSO ALTO Occipite Sfenoide RE ALTO ALTO RI BASSO Sfenoide ALTO BASSO ANTERIORE Occipite RE BASSO RI ALTO BASSO N.B. Nel passaggio dalla vista post.-ant. (osteopata) a quella verticale (modelli SFS) lo sfenoide (anter.) si posiziona in alto mentre l occipite (poster.) si posiziona in basso. Le freccette, apparentemente, si invertono, ma mantengono il concetto alto-basso. Nella torsione Dx fisiologica la linea med. inf. è deviata dallo stesso lato di latero flessione; in patologia la lin. med. accentua la sua deviazione dal lato di lat. flessione. A modelli liberi (valori riportati in cartellina) le freccette si invertono perché la valutazione viene fatta in T.T. e quindi rispetto ad un valore ideale. Modelli sfs liberi abbiamo: Canini più distanti (in lateralità) a Sx e più vicini a Dx Quindi i modelli liberi ci indicano che, dal lato dove i canini sono più distanti (Sx) il condilo è bloccato, mentre dal lato dove i canini sono più vicini il condilo è distratto In fisiologia: Il lato di lateroflessione è dove il condilo è più alto, più anteriore ed esterno. Dal lato opposto il condilo è più posteriore, mediano e compresso. 1
L emiarcata inf. di Sx ha una funzione di II cl. mentre quella di Dx ha una funzione di III cl. B) S.B.R. SX Nel S.B.R. non avviene la stessa cosa, perché siamo in presenza di una linea mediana tendenzialmente centrata e in assenza di lat. fless. (N.B. La lat. flessione esiste, ma si differenzia dalla torsione dove cranio e spalla si avvicinano, mentre nel S.B.R. entrambe si inclinano da quel lato). La latero flessione rotazione sinistra (s.b.r.) si manifesta con una doppia rotazione su un doppio asse: verticale e antero-posteriore Modelli SFS in abituale: normalmente non c è lateroflessione e la linea mediana è centrata; gli zoccoli posteriori sono disallineati con avanzamento a Dx. Modelli SFS liberi: forniscono una deviazione della lin. med. dal lato opposto a quello di latero flessione. Quindi se la lat. fless. è Sx (perché nel sbr Sx la lat. fless. è Sx), avremo una rotazione del mod. inf. verso Dx con deviazione della lin. Med. Da quel lato. A mod. liberi ci ritroveremo canini più vicini a Dx e più distanti a Sx. Dal lato di latero flessione il condilo è posteriore e mediano, dal lato opposto il condilo è anteriore e più esterno L emiarcata di Sx ha una funzione di III cl., l emiarcata opposta di III cl. Normalmente i condili, in apertura e chiusura, mantengono un movimento simmetrico. N.B. Alla palpazione diretta (non è così evidente come nella torsione) spesso l asimmetria funzionale è impercettibile. Schema fisiologico S.B.R. Sx OSTEOPATA RAPPORTO DENTALE CARTELLINA Osteopata: visione post.-ant. Mod. SFS vis. front. in occlusione abituale Mod. SFSvis. frontale-liberi DX POSTERIORE SX Occipite ALTO BASSO Sfenoide RE ALTO RI BASSO Sfenoide ALTO BASSO ANTERIORE Occipite RI ALTO RE BASSO N.B. Nel passaggio dalla vista post.-ant. (osteopata) a quella verticale (mod. SFS) le freccette si invertono ma RE-RI mantengono il concetto di alto-basso: lo sfenoide (ant.) si posiziona in alto, l occipite (post.) si posiziona in basso. 2
A mod. liberi il valore delle freccette apparentemente si invertono rispetto allo schema osteopatico, ma RE-RI mantengono gli stessi valori di alto-basso. A modelli liberi si mantengono gli stessi valori dell osteopata perché le basi dei mod. sono parallele (assenza di lat. fless.) mentre le sup. occlusali mantengono un rapporto di lat. fless.; nella torsione le basi dei modelli sono in lat. fless. mentre le sup. occlus. sono in rapporto di ortogonalità. Rapporto ideale del cranio in estensione e flessione Cranio in estensione (espirazione) Idem Plus di ant. della premax Plus di vertic. incisivi inf. Palato profondo Deficit di anter. della mandibola Deficit di lat. (torque negativo) Cranio in flessione (inspirazione) Idem Deficit di ant. della premax Deficit di vertic. incisivi inf. Palato piatto Plus di anter. della mandibola Plus di lat. (torque positivo) II cl. divis.1: (strain vertic. sfenoide basso) Rapporto canino Rapporto molare N.B. Le II cl. Div.1 con fisiologia cranica in estensione non cambiano il loro rapporto tra canini e molari : il loro schema rimane Il rapporto molare di RI-RE cambia solo (rispetto ai canini) quando siamo in presenza di un cranio in flessione Normalmente le II cl. sono a derivazione di uno strain verticale: - Con chiusura anteriore (postura in flessione): II cl. div.1-div.2 - Con chiusura posteriore (postura in estensione): II cl. scheletriche Anche le III cl. sono a derivazione di strain verticale: 3
- Con chiusura anteriore (postura in flessione): false III cl. - Con chiusura posteriore (postura in estensione): III cl. scheletriche Dimostrazione pratica della torsione Dx utilizzando gli schemi precedenti di estensione e flessione nel rapporto canino Dimostrazione pratica del s.b.r. Sx utilizzando gli schemi precedenti di estensione e flessione nel rapporto canino Per non creare incomprensione con il linguaggio osteopatico possiamo definire: Torsione Dx S.B.R. Vestib. Lingualizz Vestib. Lingualizz F.N.M. di III cl. F.N.M. di II cl. F.N.M. di II cl. F.N.M. di III c 2-3 NELLA TORSIONE E NEL S.B.R. COME SI COMPORTA IL MOVIMENTO DEL MODELLO INFERIORE. - Nella torsione Dx abbiamo mod. S.F.S. in occlusione abituale con lat. fless. Sx e sporgenza del mod. inf. a Sx (e lin. mediana deviata dallo stesso lato) Dx Sx 4
- A modelli liberi, nella torsione, il mod. inf. ruota da Sx verso Dx e la linea med. si ricentra. - Nel S.B.R. abbiamo mod. S.F.S. in occlus. abituale con lat. fless. Sx (spesso però non appare in cartellina in quanto i mod. sono paralleli) con mod. inf. avanzato a Dx; a modelli liberi la linea mediana devia a Dx. - Differenza tra una torsione e S.B.R. Nella torsione, in occlusione abituale, la linea mediana è deviata dal lato di lat. fless. e si ricentra a modelli liberi Nel S.B.R., in occlusione abituale, la lin. med. è centrata mentre a modelli liberi devia dal lato opposto a quello di lat. flessione. Confronto tra torsione Dx e S.B.R. rilevato da due casi reali NELLA TORSIONE DX MOD. LIBERI Occl. abit. Quindi i mod. singoli A) B) Mod. S.F.S. in occ. abituale Mod. S.F.S. liberi 5
NEL S.B.R. SX MOD. LIBERI Quindi i mod. singoli A) B) Mod. S.F.S. in occ. abit. Mod S.F.S. liberi N.B. La correzione (salvo alcuni casi) è la stessa solo che nella torsione si centra la lin. med., nel S.B.R. devia 4 SITUAZIONI FAVOREVOLI E SFAVOREVOLI ALLA TERAPIA NELLE II CL. III CL.: Favorevole una II cl. che devia a Dx Sfavorevole una III cl. che devia a Sx - Sono concetti kinesiografici dove viene rilevato un rapporto di ant. post. rispetto alla lat. (deviazione Dx-Sx della traccia frontale): quando è favorevole ant. post e lat. si sommano quando il caso è sfavorevole ant. post. e lat. si sottraggono - È un dato prettamente dinamico che si rileva solo con un tracciato kinesiografico e che quindi richiede questa conoscenza. 5 PIEDI VARI- VALGHI E COMPENSI, PIEDI CAVI-PIATTI E POSTURA - Sacro che si verticalizza, sacro che si orizzontalizza in rapporto ad una II cl. o III cl. - Piedi Il piede si manifesta con due caratteristiche derivanti dalla postura e dai compensi: 1) Nella postura di II cl. tendenzialmente il piede è cavo e valgo 2) Nella postura di III cl. tendenzialmente il piede è piatto e varo È il compenso o fis. cran. individuale che definisce il piede valgo e varo: 6
Tendenzialmente, nella torsione Dx abbiamo un piede valgo a Dx e varo a Sx; nel S.B.R. Sx abbiamo un piede valgo a Sx e varo a Dx. N.B. Osservando in modo speculare le curve fisiologiche del masc. inf. possiamo definire tutto questo. - Sacro Nelle II cl. il sacro si orizzontalizza Nelle III cl. il sacro si verticalizza N.B. Secondo Bricò Verticalizzazione del sacro = piede varo (III cl.) Orizz. del sacro = piede valgo (II cl.) 6 STRAIN VERTICALE SFENOIDE ALTO SFENOIDE BASSO - strain verticale, sfenoide alto ANT. ALTO RE RE Sfenoide in flessione Palato piatto RI RI Occipite in estensione BASSO POST. - Tendenza alla III cl. scheletrica morso aperto - Strain verticale, sfenoide basso ANT. RI RI Sfenoide in estensione ALTO Palato profondo RE RE Occipite in flessione BASSO POST. - Tendenza alla II cl. scheletrica morso aperto 7
Come definire lo strain verticale tramite l osservazione dei mod. S.F.S. p. orizzontalità p. orizzontalità 8
Quindi: lo sfenoide determina il p. di orizzontalità L occipite determina la curva funzionale e dinamica mandibolare il parametro non esiste, è solo un parametro di riferimento N.B. Rifacendoci ai due schemi precedenti, nell estensione lo sfenoide è più basso rispetto all occipite, nella flessione lo sfenoide è più alto all occipite. Quindi: una II cl. div. 2 possiamo definirla strain sfenoide BASSO (Tendenza alla II cl.) una falsa III cl. possiamo definirla strain sfenoide ALTO (Tendenza alla III cl.) 9
7 DIFFERENZA TRA TORSIONE E S.B.R. VALUTATO SULLA CARTELLINA - A questa domanda ho già risposto, ma ribadisco: Torsione Dx RE RI RI RE RE RI RI RE REALE CARTELLINA S.B.R. Sx RI RE RE RI RE RI REALE CARTELLINA RI RE 10
II SERIE DI DOMANDE 1 COMPORTAMENTO DELLE LINEE MEDIANE CON I MODELLI IN OCCLUSIONE ABITUALE E LIBERI - Primo caso Per meglio comprendere questa domanda dovrei conoscere il lato di lat. fless. occlusione abituale liberi Normalmente siamo in presenza di una lat. fless. rot. Sx (Torsione Dx) Reale Cartellina - Altro caso: Laterofless. Dx RI RE CARTELLINA REALE Occlus. abit. Mod. liberi Con rot. Dx Siamo in presenza di una torsione Sx (Rot. Dx - Lat. Fless. Dx) atipica in quanto la linea mediana permane deviata. Dovrei vedere i modelli per essere certo della SFS, ma non di rado capitano questi casi che definisco strutturati : sarà l anamnesi a fornirci la risposta giusta. - Altro caso: Lat. Fless. Dx RE RI RE RI Mod. in CARTELLINA REALE Occlusione Abituale Mod. Liberi C è incongruenza Siamo in presenza di una torsione Dx (dallo schema della Cartellina) e di una lesero flessione Dx (dallo zoccolo dei modelli). C è incongruenza, tra fisiologia cranica e rapporti occlusali. 11
Mi viene chiesto: non è quindi una regola generale o sto interpretando male le nozioni? Questa domanda conferma l impossibilità di fornire uno schema che racchiuda tutti i casi, ma come sia necessario farsi la propria esperienza oltre ad applicarsi, per arrivare a valutare ogni caso che ci si pone davanti. Ripeto: le fisiologie sono due, ma i vari strain, Ex, terapie ortodontiche, riabilitazioni, traumi extrast., plantari, influiscono moltissimo su come valutare correttamente il caso. Se mi sono state poste queste domande, significa che chi le ha poste ha seguito i miei consigli. 2 ANCORA DUBBI SU TORSIONE, SBR, STRAIN Chi propone la domanda descrive correttamente un caso di estensione cranica ideale (di riferimento). RI RI RI RI POI CHIEDE: come è possibile in una chiusura post. avere i quattro quadranti in RI? Come si correlano tra di loro sfenoide ed occipite con questo tipo di postura che dovrebbe avere i quadranti in RE? RISPOSTA: Ancora una volta è evidente come un disegno ed uno schema porti in confusione chi cerca di applicare queste nozioni. Probabilmente la domanda si rifà ad un disegno che appare sul blocco appunti dove non consideriamo che siamo in presenza di schemi puri, ideali e di riferimento. RE RE Concludendo, possiamo affermare che questi schemi di base ci servono come riferimento (come per l osteopata), ma che la valutazione individuale scaturirà dalla RE RE somma dei dati e dall abilità di saperli correlare. Se vi può interessare per valutare un tracciato cefalometrico all occhiata, ho impiegato diversi anni; per valutare due modelli SFS all occhiata ho pure impiegato diversi anni: non vi chiedo questi tempi, ma neppure che questo possa accadere in pochi mesi, pur considerando che questi anni ve li sto già donando. 3 DUBBI CHE SULLA CARTELLINA I DATI SIANO INVERTITI RISPETTO A QUELLI CHE RILEVA L OSTEOPATA. Viene chiesto di rilevare i dati con una visione unica con l osteopata. Ma questo è già stato fatto: Questa per la Cartellina è una torsione Dx, per l Osteopata è una torsione Dx (i dati si invertono). CARTELLINA OSTEOPATA Infine mi viene chiesto di valutare questi dubbi di persona con modelli, cartelline e valutazioni dal vivo, ma per far questo è necessario suddividere coloro che hanno già partecipato ai Master da coloro che hanno partecipato ai Corsi Base, ai Soci Straordinari (che non hanno fatto nessun corso). 12
- Risposta alla rettifica (Domanda nr. 10): L unica cosa che cambia è che l osteopata valuta sul piano di antero-posteriorità mentre noi valutiamo sul piano frontale: ciò che per l osteopata è anteriore (sfenoide), per noi è in alto, ciò che per l osteopata è posteriore (occipite), per noi è in basso. 4 COSA SI INTENDE PER AGIRE SULLE LATERALITÀ? Se vogliamo ottenere un avanzamento mandibolare, dobbiamo cambiare il torque dei settori posteriori e quindi cambiare le lateralità. 13
III SERIE DI DOMANDE 1 COME POSSIAMO VEDERE I BLOCCHI SUI MODELLI? Blocco di cosa? Rallentam. cranio-sacrali? Condilo in blocco a livello dell ATM? - Blocco cranio-sacrale, o meglio rallentamento occipite sacro: siamo in presenza di questa situazione quando il caso in esame, a modelli liberi (di solito di una I cl. da protrusione sup.) il mod. inf. non ha nessun movimento in ant. In questo caso siamo in presenza di uno strain vertic. S.B. che conferisce una protrusione importante della premax. a danno di un deficit di sviluppo del corpo mandibolare (dovuto appunto ad un rallentamento dell occipite e di conseguenza anche del sacro). Come risconoscere gli strain laterali? - Per strain laterale si intende una disfunzione cranica dove probabilmente un trauma alla nascita ha creato uno slivellamento in lateralità tra occipite e sfenoide a livello della sincondrosi sfeno basilare (SSB). Sui modelli SFS possiamo osservare e definire questa situazione quando abbiamo un incisivo (sup. e inf.) che differenzia la sua anteriorità rispetto all altro di Dx o Sx normalmente, a livello molare, troviamo uno slivellamento in lateralità tra sesti e sesti, e sesti e settimi. Rappresentazione schematica dello strain laterale N.B. Gli incisivi si manifestano cambiando l ant. post. ma in realtà il cambiamento avviene in lateralità dei settori posteriori. N.B. Lo schema manifesta uno strain lat. su fisiologia cranica indiv. di S.B.R. 14
IV SERIE DI DOMANDE 1) QUANDO SI RENDE NECESSARIA LA COLLABORAZIONE DELL OSTEOPATA? Premetto che per la collaborazione con l osteopata è necessario un affiatamento ed una crescita comune con scambio di opinioni e verifica di quello che viene applicato: - Nei casi di strain ritengo che sia fondamentale l intervento dell osteopata prima di quello dell odontoiatra. N.B. Per l osteopata lo strain è una tensione che spesso riesce a risolvere; per l ortodontista è una grossa deformazione strutturale che, modificandola, chiede grossi compensi all organismo: nel periodo di terapia è indispensabile la collaborazione con l osteopata. 2) PERCHÉ L ECA VIENE COSTRUITO IN MATERIALE SILICONICO E NON IN ACRILICO? Preferisco utilizzare il silicone in fase diagnostica perché dà uno stress minore al paziente, e passare successivamente all ECA di mantenimento (che a volte non è accettato dal paziente). Ricordiamoci che l ECA ha molteplici funzioni: - Nella terapia del dolore : della stampella - Nella terapia preprotesica: diagnostico - Nella terapia ortodontica: preterapia conformatrice di arcata, equilibratura del rapporto cranio colonna. 3) LA POSIZIONE RICAVATA DALLA SQUADRATURA IN S.F.S. FINO A CHE PUNTO VA RISPETTATA OPPURE MEDIATA? La posizione ricavata dalla S.F.S. ha un duplice vantaggio: - Ci informa sul rapporto cinematico chiuso (occlusione abituale) e aperto (rapporto ideale occluso posturale): il primo, di norma, è compensativo; il secondo non deve essere adottato in quanto ideale. - Sarà l abilità dell operatore che individuerà il punto critico che lo utilizzerà ai fini terapeutici 15
SUL PIEDE Piede cavo supinato varo ginocchi a parentesi ( ) Piede piatto pronato valgo ginocchi ad X Valgismo X Varismo ( ) Piede varo: appoggio esterno Piede valgo: appoggio interno Varo = appoggio esterno Valgo = appoggio interno Pronato = guarda verso l interno Spinato = guarda verso l esterno N.B. Normalmente l appoggio plantare è differenziato Dx Sx e corrisponde in modo adattativo o compensativo alla postura (II cl. appoggio ant., mod. SFS in chiusura ant.; III cl. appoggio posteriore, mod. SFS in chiusura post. ) ed alla fisiologia cranica individuale. 16