Anemie emolitiche da farmaci
Malattia emolitica del neonato (MEN)
MEN: ASPETTI IMMUNOEMATOLOGICI SCOPO DEI TEST IMMUNOEMATOLOGICI IN GRAVIDANZA Individuare le gravidanze a rischio di malattia emolitica del feto e del neonato Individuare le donne Rh(D) negative che devono ricevere la profilassi con immunoglobuline antirh(d) Permettere di disporre rapidamente di sangue compatibile in caso di emergenza ostetrica In presenza di anticorpi irregolari, i test immunoematologici di controllo hanno lo scopo di: Contribuire a stabilire se il feto ha necessità di terapia per la malattia emolitica prima del parto Predire se il neonato avrà necessità di terapia per la malattia emolitica al momento del parto o subito dopo
MEN: ASPETTI IMMUNOEMATOLOGICI
KERNITTERO SINDROME ASSOCIATA A IPERBILIRBINEMIA Si manifesta dopo 2/4 giorni dalla nascita (fino a 7 nei prematuri) ed è caratterizzata da: 1. coreoatetosi bilaterale con spasmo muscolare involontario 2. deficit mentale 3. linguaggio disarticolato 4. perdita dell'udito per le alte frequenze 5. strabismo e deficit dei movimenti oculari Si manifesta in un terzo dei neonati a termine con con malattia emolitica non trattata e livelli di bilirubina superiori a 25-30 mg/dl La prognosi è severa il 75% di questi neonati muore e I'80% dei sopravvissuti presenta i sintomi suddetti
EZIOLOGIA : 1.I globuli rossi del feto hanno una emivita più corta di quelli dell'adulto, 2. la bilirubina non coniugata resta in circolo più a lungo si creano le condizioni per I' ittero fisiologico del neonato : 5/6 mgldl, valori superiori a L7 mg/dl sono considerati patologici se esistono patologie che determinano un aumento della bilirubina, la parte non coniugata può attraversare la BEE e fissarsi ai nuclei cerebrali. Non e' possibile stabilire una soglia netta al di sopra della quale si verifichi tale condizione, tuttavia il kernittero è raro al di sotto di 25 mg/dl
ERITROBLASTOSI FETALE I feti più gravemente colpiti sviluppano in utero una profonda anemia con morte fetale intrauterina oppure nascono con idrope fetale. Quest'ultima condizione può essere diagnosticata prima del parto mediante ecografia, che evidenzia edemi, cardiomegalia, epatomegalia, versamento pleurico e ascite. Questi neonati sono estremamente pallidi, hanno importanti edemi generalizzati, versamenti pleurici e peritoneali. A causa della eritropoiesi extramidollare, il fegato e la milza sono aumentati di dimensioni. Si può avere insufficienza cardiaca e congestizia. A causa dell'anemia e della prematurità spesso si ha un'asfissia durante il travaglio e il parto, per cui, solitamente, è indicato il taglio cesareo.
INTERVENTI SUL FETO IMPEDIRE O PREVENIRE L'IDROPE FETALE (25% DI MORTALITA' NELLE MEN) ANTICIPARE LA DATA DEL PARTO ( il 50% delle idropi fetali si sviluppa dopo la 34^ settimana) TRAFUSIONI INTRAUTERINE : INTRAPRITONEALE INTRAVASCOLARE
NEONATO CON MEN : TERAPIA 1. FOTOTERAPIA 2. EXANGUINOTRASFUSIONE FOTOTERAPIA : VA INIZIATA OGNI VOLTA CHE SIA STATA DIAGNOSTICATA UNA IPERBILIRUBINEMIA NON E' SOSTITUTIVA DELLA EXANGUINOTRASFUSIONE VA INIZIATA A VALORI DI BILIRUBINA INFERIORI POICHE' LA BILIRUBINA ASSORBE LA LUCE A 42A - 47A NM SONO INDICATE I.AMPADE A LUCE BLU, VERDE E BIANCA A LARGO SPETTRO
SONO RICHIESTE ALMENO 6-12 ORE PER AVERE RISULTATIMISURABILI, I VALORI DI BILIRUBINA VANNO CONTROLLATI OGNI 4 8 ORE ED IL MONITORAGGIO DEVE PROSEGUIRE PER 24 ORE DOPO LA CESSAZIONE DEL TRATTAMENTO NON SONO NOTE COMPLICANZE, TUTTAVIA, IN CONSIDEMZIONE DEL FATTO CHE IN VIVO I RAGGI ULMVIOLETTI POSSONO DANNEGGIARE IL DNA, E' DA EVITARE UN SUO USO NON NECESSARIO.
immunoprofilassi Nelle donne Rh negative, l'immunoprofilassi è indicata prima del parto, quando può esserci contatto tra sangue materno e sangue fetale, per esempio in caso di aborto (spontaneo o indotto) o minaccia d'aborto, di indagini invasive (come amniocentesi e villocentesi), di gravidanza extrauterina, di traumi addominali, di procedure ostetriche come le manovre per la versione cefalica del feto. In tutti i casi di un possibile evento immunizzante, l'immunoprofilassi va sempre eseguita entro 72ore dall'evento stesso.
Immunoprofilassi di routine Le linee guida per la gravidanza fisiologica del Ministero della Salute suggeriscono di effettuare un'immunoprofilassi di routine già a 28/30 settimane, per tutte le donne Rh negative. Questo perché si è osservato che un numero consistente di primipare fabbrica produce anticorpi contro il sangue del bambino eventualmente RH positivo già nel terzo trimestre di gravidanza (prima del parto).
Determinazione dell' Rh fetale Le cellule fetali,che si staccano dalla placenta durante il suo ricambio, liberano il loro DNA nel plasma materno, da cui è possibile recuperarlo ed amplificarlo con una Real Time PCR. Questo consente una diagnosi genetica prenatale non invasiva del feto, che può interessare anche il sistema RH e quindi, di definire se il feto è Rh(D) positivo (presenza del gene RHD) o negativo (assenza del gene RHD) in donne Rh (D) negative. Se la madre Rh negativa possiede anticorpi anti Rh presenti per pregressa immunizzazione, la conoscenza del fattore Rh del feto è essenziale per stabilire un piano terapeutico adeguato Questa metodica ha comunque alcuni limiti dovuti in particolare alla quantità molto ridotta di DNA da amplificare La sensibilità dell esame è compresa, a seconda delle casistiche tra 98.7% ed il 99,7%, mentre la specificità è del 99,5%.- 100%.
Raccomandazioni per la prevenzione e il trattamento della Malattia Emolitica del Feto e del Neonato SIMTI Società Italiana di Medicina Trasfusionale ed Immunoematologia SIGO Società Italiana di Ginecologia ed Ostetricia