LA SPECIALE NORMALITA
«Io voglio fare come gli altri» «Voglio fare come gli altri, prima di tutto perché valgo come gli altri.voglio fare come gli altri anche perché è un mio bisogno profondo.» Dall intervista ad un alunno disabile di scuola superiore. Erickson
Che cos è la normalità? Il primo significato da attribuire alla normalità è l uguaglianza dei valori, intesa come identità dei dirittia prescindere dalle condizioni personali o sociali di ognuno.
La normalità è: sentirsi uguale ad ogni persona; fare come tutti; vivere come tutti gli altri; fare le esperienze che tutti gli altri fanno nelle istituzioni, nelle aspettative, nei luoghi normali, quelli cioè di tutti e non solo di qualcuno.
«Dare di più a chi ha di meno» (Don Milani) Compito fondamentale dell educatore è garantire a tutti le stesse possibilità con discrezione, umiltà e sensibilità.
Normalità significa non essere isolato dalla società.
Il ruolo dell educatore L educatore deve essere sorretto dall amore, dall amore che si prova per la vita e per le persone che gli vengono affidate. L educatore deve poter condividere il dono che ha ricevuto dalla vita: il dono del sorriso.
I compiti dell educatore sono: Accogliere Mediare Essere disponibile Capire il bisogno del ragazzo Trasmettergli fiducia.
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Il ritardo mentale Non è una patologia a sé stante, ma un insieme di patologie che spesso racchiude altri disturbi di origine genetica Si manifesta prima dei 18 anni di età Il QI è sempre al di sotto della media (circa 70) Tra le patologie che ne fanno parte ricordiamo la sindrome di Williams.
La sindrome di Williams E una sindrome genetica estremamente rara Il RM di solito è lieve-medio Le persone con questa patologia sono amichevoli, educate e socievoli. Il linguaggio è ben articolato e questi soggetti possono dare l impressione di saper affrontare un discorso complesso, ma in realtà non sono consapevoli di quel che dicono. Ripetono alcune parole perché ne gradiscono il suono, ma ne ignorano il significato. Le competenze di coordinazione motoria sono gravemente compromesse.
L autismo Il termine autismo significa ripiegarsi su se stessi E un disturbo genetico di origine ereditaria che non permette di sviluppare relazioni sociali normali Le abilità comunicative sono compromesse e non hanno capacità immaginative Imparano e riproducono le parole meccanicamente senza capirne davvero il significato Hanno interessi e comportamenti anomali: i cosiddetti atteggiamenti stereotipati (come dondolarsi, oscillare la mano avanti e indietro, ) Spesso sono iperattivi, agitati e aggressivi
Interventi Non sostituirsi a lui nelle attività, non trattarlo troppo da bambino piccolo per non fargli assumere un atteggiamento passivo, non viziarlo avendo nei suoi confronti un atteggiamento di pietismo. L iperprotezione e l aiuto portano inevitabilmente all isolamento e alla dipendenza; Stabilire correttamente cosa ci si può aspettare dal bambino; Far vivere il bambino nella maniera più normale possibile dal punto di vista produttivo, pur riconoscendone le limitazioni; Incoraggiarlo a fare da solo ed insistere con dolcezza affinché porti a termine quelle operazioni che gli facciano ottenere l approvazione degli altri; Insegnargli con pazienza a gestirsi da solo, riuscendo a tollerare i primi pasticci; Incoraggiarlo a tollerare le difficoltà e a superare gli ostacoli; Fargli capire che la crescita è caratterizzata anche da fallimenti, da insuccessi, da tentativi ripetuti e fargli capire che gli errori si possono correggere; Spingerlo a prendere iniziative; Stimolarlo a fronteggiare i propri doveri e le proprie responsabilità; Rivolgergli parole di incoraggiamento e di stima per le sue capacità.