Disturbo Evolutivo Specifico

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DISTURBI EVOLUTIVI SPECIFICI NUOVO CANALE DI CURA SCOLASTICO (Dirett. 27 dic. 2012; C.M. n.8, 6 marzo 2013) CONOSCENZA DEI FENOMENI INTERVENTI DIDATTICI DSA ADHD DIAGNOSTICA PEDAGOGICA DSL AUTISMO PROGETTAZIONE EDUCATIVA DISPRASSIA PREVENZIONE Disturbo Evolutivo Specifico perdita della qualità esecutiva

CONSIDERAZIONI EDUCATIVE RICHIESTA DIDATTICA CONDIZIONE EFFICIENTE DISFUNZIONALE PRONTEZZA RAPIDITÀ ESECUTIVA PIANIFICAZIONE SEQUENZIALITÀ RALLENTAMENTO DELL INCIPIT BRADIFRENIA DISPENDIO ENERGETICO INCIAMPI COGNITIVI ATTACCAMENTO COGNITIVO SMARRIMENTO COGNITIVO MONITORAGGIO NECESSARIO ATTACCAMENTO COGNITIVO Sì No I Interruzioni di inseguimento nelle sequenze comunicative Controllo delle sequenze nelle azioni Stabilizzazione dell interesse Tenuta dell attenzione Comprensione della sequenza temporale Produzione del messaggio verbale Insicurezza operativa (adattamento) Percezione dello scopo apprenditivo

OPERAZIONI SUL CONTENUTO DISCIPLINARE

DSM 5 NEL DSM IV Asse 1 Disturbi clinici Comprende le principali sindromi cliniche Asse 2 Disturbi della personalità Descrive di personalità che possono accompagnare i disturbi dell Asse 1 Asse 3 Condizioni mediche generali Eventuali malattie organiche collegabili ai problemi psicologici Asse 4 Problemi psicologici, sociali ed ambientali Stress Asse 5 Valutazione globale del funzionamento Resilienza IL DSM 5 (approccio dimensionale per evitare ristrette categorie) OBIETTIVO: far fronte alla eterogeneità dei sintomi contemporanei e al conseguente alto livello di comorbidità Analisi del problema neurologico VALUTAZIONE DIMENSIONALE 1 2 3 4 5 Caratteristiche Fattori di Fattori di rischio familiari rischio genetici ambientali Decorso della malattia

DISTURBI DEL NEUROSVILUPPO si manifestano con l aumento della richiesta ambientale FORMAZIONE DEI CIRCUITI CORTICALI (0 5 MESI) ORIGINE GENETICA PAUSA BIOLOGICA NEUROSTATO PSICOSTATO

DSM 5 CLASSIFICAZIONE DISTURBI DELLA COMUNICAZIONE: - Del linguaggio - Fonetico fonologico - Della fluenza (balbuzie) con esordio nell infanzia - Della comunicazione sociale (uso sociale della comunicazione) DISTURBO DELLO SPETTRO AUTISTICO: - Autismo - Asperger - Disturbo disintegrativo dell infanzia - Disturbo di Rett - Disturbo pervasivo dello sviluppo non altrimenti specificato DISTURBO DA DEFICIT DI ATTENZIONE/IPERATTIVITÀ: - Sintomi presenti prima dei 12 anni - Possibilità di diagnosi in comorbidità con un disturbo dello spettro autistico DISTURBO SPECIFICO DELL APPRENDIMENTO, UNISCE LE PRECEDENTI DIAGNOSI DI: - Disturbo di lettura - Disturbo del calcolo - Disturbo dell espressione scritta - Disturbo dell apprendimento non altrimenti specificato DISTURBI DEL MOVIMENTO: - Disturbo dello sviluppo della coordinazione - Disturbo del movimento stereotipato - Disturbo di Tourette - Disturbo persistente (cronico) da tic motori o vocali COMORBIDITÀ DISTURBI D ANSIA: - Comprende anche il mutismo selettivo

Disturbi Specifici del Linguaggio SECONDO IL DSM 5.sono disturbi della comunicazione caratterizzati da difficoltà nella produzione e uso del linguaggio. Aspetti sintattico semantici DSM 5 Aspetti fonetico fonologici Coordinazione motoria

Perché emergono simili difficoltà? L. B. LEONARD Coordinazione motoria Processi di ingresso delle informazioni (attenzione e memoria) Processi di elaborazione J. PIAGET Rappresentazione ALTRI AUTORI Immaginazione Gioco simbolico R.F. CROMER Velocità di elaborazione rapida uditiva COMPORTAMENTO FUNZIONALE SECONDO L ICD - 10 Sviluppo limitato del vocabolario Uso ripetitivo di un ristretto numero di parole Difficoltà nel selezionare le parole appropriate Espressioni con lunghezza ridotta Struttura immatura della frase Errori sintattici Mancato uso di preposizioni (in, nel,di), articoli e flessione del verbo Perdita della sequenza nella costruzione della frase CRITICITÀ SCOLASTICA Aumento della richiesta didattica disturbo delle funzioni esecutive

Disturbi Specifici di Apprendimento SCARSA ATTIVAZIONE ELETTRICA LOBO FRONTALE INFERIORE LOBO TEMPORALE MEDIO LOBO PARIETALE INFERIORE VIA DEL DOVE LINGUAGGIO VIA DEL COSA

INSUFFICIENTE ATTIVAZIONE CORTICALE

CANONICO PROFILO FUNZIONALE INFANZIA PRIMARIA SCUOLA SECON. SUP. MATTEO: UN CASO SU CUI RIFLETTERE ANNO DI NASCITA: 2003 - CLASSE ATTUALE: 3 MEDIA DIAGNOSI DSA DI TIPO MISTO F81.3: 2012 DISTURBO D ANSIA RILEVATO: 2014 CONSIDERAZIONI DEGLI INSEGNANTI: ALUNNO SVOGLIATO GENITORI: MOLTE RISORSE ECONOMICHE SPESE PER LE RIPETIZIONI CONDIZIONE FUNZIONALE RILEVATA IN DATA 5 MAGGIO 2017: non comprende le istruzioni impartite per lo studio; - non è consapevole degli obiettivi di studio; - non riesce a prendere appunti; - inciampa nell esposizione verbale; - non riesce a pianificare le prove scritte; - ripete solo a memoria; - non riesce ad utilizzare mappe e schemi; - non è in possesso di strategie didattiche; - è lento nel riconoscere i simboli matematici; - è lento nel colpo d occhio sul problema matematico; - assenza di calcolo a mente; - è lento nel riconoscere le figure geometriche; - non memorizza le formule; - la sua postura è scorretta; - la mano che scrive impugna male; - la mano che supporta quella che scrive è disfunzionale.

ADHD DEFICIT DI AUTOREGOLAZIONE FUNZIONI ESECUTIVE METACOGNIZIONE FLESSIBILITÀ COGNITIVA AUTOCORREZIONE DEFICIT DELL ATTENZIONE SELEZIONE FOCALIZZAZIONE MANTENIMENTO

CAUSE BIOLOGICA EPIGENETICA CRITICITÀ DIDATTICHE Lunghe spiegazioni e richiesta di cura dei dettagli RELAZIONI SOCIALI Scarsa abilità di utilizzo delle norme di convivenza sociale (monitoraggio Q RAS di Fabio Bocci, UNIROMATRE) PRESTAZIONE SCOLASTICA Non controlla l attenzione per tempi lunghi. Non riesce ad ignorare gli stimoli irrilevanti. Non pianifica. COSA FARE? ORGANIZZAZIONE DELL AMBIENTE DI APPRENDIMENTO LAVORI DI APPRENDIMENTO COOPERATIVO RINFORZI E GRATIFICAZIONI LEZIONE CORTA CON RECUPERI COGNITIVI INDIVIDUARE I PUNTI DI FORZA DELL ALUNNO

DISPRASSIA Esecuzione di azioni disordinate (a livello motorio, del pensiero e del linguaggio) S E sindrome di Williams C O N D A R I A Autismo DSA deficit sensoriali disturbi neuromotori ADHD sindrome x fragile

CONDIZIONE DI DISORGANIZZAZIONE NEUROLOGICA (C. Delacato) DISTURBI SECONDARI FUNZIONI ESECUTIVE ORG. SPAZIO TEMPO COORDINAZIONE MOTORIA SINTESI PERCETTIVA INSEGUIMENTO PERCETTIVO GRAFO - MOTORI MEMORIA SEQUENZIALE VERBALI fonetici/cinetici

SPETTRO AUTISTICO DISFUNZIONALE RISPOSTA ALLO STIMOLO PROBLEMA PERCETTIVO CARATTERIZZA IL NEUROSTATO IL NEUROSTATO GENERA LO PSICOSTATO

PROFILO DINAMICO FUNZIONALE ALUNNO CON SPETTRO AUTISTICO ALUNNO: M/1993 AREA SENSO PERCETTIVA: ricerca di una maggiore stimolazione sensoriale. I processi propriocettivi sono in disequilibrio e causano anomalie posturali, aumento del tono muscolare nell esecuzione di azioni, stereotipie. AREA MOTORIA: disprassia pervasiva. AREA COGNITIVA: pensiero polarizzato sui dettagli, mancati processi di imitazione e immaginazione. AREA DEL LINGUAGGIO: riferito ritardo del linguaggio. Difficoltà di comprensione di domande e istruzioni. Ripetitività lessicale e sintattica. Disturbo di conversazione. AREA EMOTIVA: scarso stato di presa di coscienza delle emozioni; quasi assente riconoscimento delle emozioni altrui. AREA SOCIALE: stato di isolamento. Scarsa consapevolezza degli altri. Resistenza ai cambiamenti dell ambiente. PROGETTO EDUCATIVO?