Approfondimenti di appropriatezza farmaceutica

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Data 28/12/2017 Numero 2 Approfondimenti di appropriatezza farmaceutica ASL RM6 - UOC FARMACIA TERRITORIALE - ARICCIA Introduzione Questo pacchetto si propone di valutare e confrontare le prove di efficacia disponibili ai fini di rispondere ai principali quesiti pratici sulla vitamina D. In Italia dal 2012 al 2016 la prescrizione di formulazioni a base di colecalciferolo è aumentata. Dal rapporto OSMED 2016 il colecalciferolo è al terzo posto tra i principi attivi a maggior spesa pro capite rispetto all anno 2015. Negli ultimi anni si sta assistendo ad un notevole incremento sia nella prescrizione di vitamina D, e quindi nel consumo, che nelle richieste del dosaggio, malgrado non esistano linee guida autorevoli che aiutino a selezionare i soggetti a rischio. In questo numero La vitamina D nella pratica clinica Scegliere il principio attivo e la via di somministrazione Utilizzo appropriato del colecalciferolo Vitamina D: quali valori? Quando assumere la vitamina D: ogni giorno, settimana, mese o anno DCA n. 245/2017 indicatori di appropriatezza farmaceutica regionali Dati estrapolati dal Datawarehouse Il punto di vista dello specialista Conclusioni La vitamina D nella pratica clinica La vitamina D è prodotta nella cute esposta ai raggi UV dove il 7 deidrocolesterolo viene trasformato in previtamina D e di seguito in Vitamina D. La vitamina D viene quindi depositata nel tessuto adiposo o idrossilata in posizione 25 nel fegato a 25OH colecalciferolo (calcidiolo o calcifediolo). La successiva idrossilazione del calcifediolo (in posizione 1) porta a 1-25 (OH)2colecalciferolo o calcitriolo, metabolita attivo sul recettore della vit. D. Il rene è la sede principale della 1-idrossilazione. ll calcitriolo stimola l assorbimento di calcio e fosforo, ne regola il deposito nel tessuto osseo e l eliminazione renale. Difetti importanti della funzione epatica e/o renale causano una ipovitaminosi D trattabile solo ricorrendo agli analoghi idrossilati sintetici. Oltre il 50% della popolazione sia femminile che maschile, con punte fino al 92% negli ultrasettantenni (questo anche in Italia), presenta una carenza o insufficienza nei livelli di vitamina D. La causa principale è rappresentata dall inadeguata esposizione solare, e questo è nell opinione di tutti gli addetti ai lavori, medici e specialisti. Nella stagione estiva l esposizione al sole in costume da bagno equivale all assunzione fino a 25000 UI di vitamina D giornaliere; trascorrere oltre sette giorni al mare riduce il rischio di ipovitaminosi D nel corso dell anno. Non vi sono rischi di ipervitaminosi poiché la vitamina D prodotta in eccesso viene immagazzinata nell adipe o distrutta nella cute. Quindi l apporto fisiologico di vitamina D è quasi esclusivamente basato sulla sintesi endogena attivata dall esposizione al sole, la parte introdotta con l alimentazione rappresenta fino al 10-20% del fabbisogno.

Scegliere il principio attivo e la via di somministrazione Essendo liposolubile, la Vit. D, in tutte le formulazioni ad uso orale, è meglio assorbita nel corso o al termine di un pasto contenente grassi. Secondo le LG, l impiego della via parenterale andrebbe prudenzialmente limitato ai casi con accertato o presunto ridotto assorbimento per os 1 (es. chirurgia bariatrica o malattie infiammatorie intestinali) preferendo dosi di 100.000 UI/3-4 mesi, risultate sicure diversamente dalle dosi annuali 2 Il colecalciferolo, Vitamina D3, è la sostanza identica a quella prodotta nella cute, disponibile in forme iniettabili o orali. L ergocalciferolo, Vitamina D2 disponibile in fiale per uso orale o im, ha effetti non dissimili dalla Vit.D3, ma vi sono meno studi disponibili e non vi è accordo sulla affidabilità delle metodiche per il suo dosaggio. Il 25(OH)colecalciferolo, detto calcifediolo o calcidiolo, è il metabolita 25-idrossilato della Vit.D3.In Italia è disponibile solo in gocce. La sua somministrazione trova piena giustificazione nei pazienti con difetto epatico. Il calcitriolo (1,25(OH)2 colecalciferolo) è il metabolita sintetico attivo della Vit.D. Il suo effetto è rapido ma, essendo diretto e non regolato può esporre ad eventi avversi (ipercalcemia, urolitiasi) con maggiore frequenza rispetto alla Vit.D3. È indicato in caso di insufficienza renale grave o nell ipoparatiroidismo. Utilizzo appropriato del colecalciferolo PREVENZIONE DELLA CARENZA DI VITAMINA D: GRAVIDANZA, ALLATTAMENTO TRATTAMENTO CON ANTICONVULSIONANTI TRATTAMENTO CON TERAPIE CORTICOSTEROIDEE A LUNGO TERMINE TRATTAMENTO DELLA CARENZA DI VITAMINA D INDAGINE DI LABORATORIO: VALORE OSTEOPOROSI SOLO SE ASSOCIATO AI FARMACI DELLA NOTA 79 Vitamina D: quali valori? Negli Stati uniti l Institute of Medicine ha stabilito in 16-20 ng/ml il livello di 25OHD sotto il quale iniziare una supplementazione. L innalzamento del limite a 30 ng/ml, proposto da varie Società scientifiche che definiscono insufficienti i livelli tra 20 e 30 ng/ml, appare contestabile in quanto basato su pochissimi studi non clinici e di qualità discutibile e sul presupposto che, essendo la vitamina D innocua, è possibile eccedere senza rischi. Tale scelta porterebbe a trattare quasi il 90% della popolazione e questo dovrebbe fare riflettere. Inoltre i risultati di studi recenti di buona qualità mostrano che il trattamento della cosiddetta insufficienza non induce benefici sulla densità minerale ossea e sui test di funzione neuromuscolare. In gruppi di persone trattate con i cosiddetti boli annuali è stato riscontrato addirittura un aumento del rischio di cadute e/o fratture. Il trattamento sostitutivo, con dosi adattate al peso, andrebbe riservato agli anziani istituzionalizzati, ai pazienti in cura con farmaci antiosteoporosi, con iperparatiroidismo secondario o con carenza accertata soprattutto se sintomatici. Non esistono inoltre dati a favore del fatto che il riconoscimento precoce dell ipovitaminosi e la sua correzione possano migliorare il senso di benessere e il rischio di frattura nella popolazione non istituzionalizzata 3

Quando assumere la vitamina D: ogni giorno, settimana, mese o anno Nella pratica clinica sono impiegate preferenzialmente le dosi settimanali con una crescita esponenziale delle formulazioni destinate alla somministrazione quindicinale o mensile; questa scelta si basa esclusivamente su una asserita maggiore comodità di assunzione. In realtà uno studio su 338 anziani istituzionalizzati ha mostrato che le dosi giornaliere (600 UI) fornivano i risultati migliori sulla 25OHD rispetto alle dosi settimanali (4.200 UI) o mensili (18.000 UI) e la somministrazione mensile conseguiva risultati peggiori di quella settimanale 4 Va rimarcato che i pochi studi disponibili di efficacia sulle fratture hanno comunque impiegato dosi giornaliere. 5 Il costo quadruplo delle dosi di flaconi da 25.000 UI rispetto a quello della stessa dose di principio attivo in gocce, ne spiega l elevata pressione promozionale. DCA n. 245/2017 - "Indicatori di appropriatezza farmaceutica regionali". Il colecalciferolo ha registrato nell anno 2016 un incremento di spesa del 57% corrispondente a 6.133.967 euro a cui corrisponde un incremento degli assistiti trattati. Le formulazioni disponibili sono tutte in lista di trasparenza. Nell ambito delle formulazioni orali il flacone multidose con contagocce da 100.000 UI ha un costo inferiore a un terzo rispetto alle fiale monodose e può sostituirle in quanto una volta aperto ha una validità di 5 mesi dall apertura. Farmaci interessati: ANNISTER, DIBASE, COLECALCIFEROLO DOC, COLECALCIFEROLO EG, TREDIMIN, XARENEL, ZIBENAK Il provvedimento subordina la prescrizione in regime di rimborso SSR (gratuita) alla compilazione di una Scheda Regionale da parte del medico prescrittore di struttura pubblica. Secondo tale scheda regionale, la Vitamina D potrà essere prescritta per la prevenzione della carenza in: gravidanza e allattamento trattamento con anticonvulsivanti (antiepilettici) trattamento a lungo termine con cortisonici e per la terapia della carenza di Vitamina D documentata dall'indagine di laboratorio e nella terapia dell'osteoporosi, ma solamente in associazione con farmaci prescritti secondo la Nota 79 dell' AIFA (Denosumab e Bifosfonati). Analisi dei dati di spesa in ASL RM6 (Fonte dati: Data Warehouse regionale) Colecalciferolo (A11CC05) ANNO Numero Assistiti Trattati Numero Ricette Spesa Netta 2016 29.828 75.493 750.648 2017* 36.028 87.796 963.444 * I SEMESTRE 2017

ATC A11CC05 2 SEMESTRE 2016 1 SEMESTRE 2017 Farmaco Spesa Netta Totale DDD DIBASE*OS SOL FL 2,5ML 25000UI 3.351.137,68 24.393.156 2.903.327,1 21.099.969 DIBASE*OS SOL 2FL 2,5ML25000UI 1.209.150,23 10.624.125 2.520.430,1 23.695.938 DIBASE*OS SOL 2FL 2,5ML50000UI 902.670,12 7.948.500 1.708.803,1 15.042.500 DIBASE*OS GTT 10ML 10000UI/ML 670.182,62 19.477.625 721.414,5 20.954.375 DIBASE*OS SOL FL 2,5ML 50000UI 585.164,92 4.880.375 630.935,5 5.259.063 XARENEL*OS SOLUZ 2,5ML 25000UI 385.984,24 2.818.500 385.956,0 3.395.750 XARENEL*OS SOL2FL2,5ML 50000UI 179.981,54 1.583.750 309.481,0 2.258.219 XARENEL*OS SOLUZ 2,5ML 50000UI 157.176,48 1.312.250 245.307,7 2.092.375 TREDIMIN*OS SOL FL2,5ML25000UI 135.177,51 960.156 232.370,5 2.186.250 ANNISTER*OS SOL 2FL 5ML50000UI 127.918,93 1.091.375 212.689,3 2.006.250 ANNISTER*OS SOLFL 2,5ML25000UI 117.945,26 838.406 207.105,7 1.472.719 ANNISTER*OS FL 2,5ML 25000UI 116.189,30 825.656 191.937,3 1.792.688 ANNISTER*OS SOL2FL2,5ML25000UI 107.372,77 921.313 158.597,1 1.492.063 TREDIMIN*OS SOL2FL2,5ML25000UI 93.931,09 804.813 153.025,8 1.276.438 ZIBENAK*OS SOL2FL 2,5ML25000UI 91.374,61 781.500 137.638,1 977.750 Il punto di vista dello specialista DH Medico Multidisciplinare - dott.ssa Sabrina Cerci Nella pratica clinica ambulatoriale si assiste sempre più frequentemente, anche nei giovani, ad una scarsa assunzione dei cibi che contengono le quantità maggiori di vitamina D (latte e derivati, grassi animali) per timore di aumentare il rischio cardiovascolare, per controllare il peso corporeo, o per intolleranze alimentari, spesso non documentate. Così capita sovente di incontrare donne in post-menopausa, osteopeniche, con scarso o insufficiente introito giornaliero di calcio alimentare, a cui vengono prescritti solo supplementi di vitamina D (che agisce favorendo il riassorbimento di calcio intestinale!) senza sali di calcio. Questo, non solo è scarsamente efficace ai fini del miglioramento della densità minerale ossea e del rischio di frattura, ma addirittura deleterio per l'iperparatiroidismo secondario che ne potrebbe conseguire. Un altro quadro preoccupante emerge non solo dalla pratica clinica ma anche da studi policentrici internazionali, che hanno documentato come in pazienti con osteoporosi la supplementazione di vitamina D e sali di calcio sia infrequente (50% dei pazienti) e sospesa precocemente, malgrado la raccomandazione riportata nel foglietto illustrativo dei farmaci per l'osteoporosi e nella Nota 79 dell'aifa.

E'stato documentato proprio in Italia che ciò tende a vanificare gli outcome terapeutici dei farmaci utilizzati per l'osteoporosi. Al contrario è frequentissimo incontrare pazienti osteoporotici e/o con fratture da fragilità in trattamento con la sola somministrazione di vitamina D, nonostante le raccomandaziioni delle Linee Guida Nazionali e Internazionali e la dimostrata inefficacia nel ridurre il rischio di frattura se non assunta con trattamento antiosteoporotico. Il dosaggio della 25(OH)D sierica rappresenta il metodo più accurato per stimare lo stato di replezione della vitamina D, sebbene le tecniche di dosaggio non siano tuttora adeguatamente standardizzate. Tuttavia, l'impiego nell'ambito di uno screening generalizzato o addirittura per il periodico monitoraggio in corso di supplementazione, non appare economicamente accettabile. Nella pratica clinica, in presenza di un deficit severo, vanno somministrati dosi cumulative di vitamina D variabili da 300.000 a 2.000.000 di UI nell'arco di 1-4 settimane, evitando boli maggiori di 100.000-300.000 UI. La dose giornaliera di prevenzione e mantenimento varia in funzione dell'età e dell'esposizione solare, con un range tra 800 e 2000 UI die o equivalenti settimanali o mensili. Attualmente abbiamo a disposizione diverse formulazioni: la personale esperienza vede la somministrazione di gocce settimanali come la meglio accettata, la più ricordata (soprattutto negli anziani) al fine di consentire un'adeguata e perdurante aderenza terapautica. Un controllo dei livelli di 25/OH)D è raccomandato ogni 2 anni circa solo per i trattamenti con dosi quotidiane superiori a 1000 U. In linea generale la supplementazione di vitamina D in donne subito dopo la menopausa, senza un documentato rilevante deficit di 25(OH)D, osteoporosi, o altre condizioni particolari (malassorbimento, terapia cronica con glucocorticoidi e anticonvulsivanti), non appare giustificato né economicamente accettabile. Nell'adulto giovane è stato calcolato che un'esposizione estiva su ambedue le superfici corporee della durata di 20-30 min/die nelle ore mediane della giornata equivale ad un apporto di 10.000-20.000 UI di vitamina D. E'quindi ragionevole ritenere che una persona giovane (<60 anni), anche se in post- menopausa, con uno stile di vita caratterizzato da normale esposizione alla luce solare (una vacanza marina all'anno e più di 20-20 min/die di vita all'aperto nel periodo estivo), non abbia bisogno di controlli per verificare un eventuale stato di insufficienza e quindi neppure di supplementi. Appare dunque evidente come la prevenzione e la cura dell'osteopenia/osteoporosi e dell'ipovitaminosi D sul territorio presentino ancora molteplici problemi e incongruenze: Criteri di individuazione dei soggetti a rischio sono poco conosciuti ed applicati, e molti pazienti ad alto rischio non vengono trattati o sono trattati male; Il processo di diagnosi è spesso incompleto e si accompagna a un cattivo utilizzo delle risorse disponibili Le misure non farmacologiche sono poco prescritte e sottovalutate I criteri di indicazione al trattamento sono poco rispettati ed il tasso di aderenza alla terapia prescritta è inadeguato. CONCLUSIONI Il trattamento di persone asintomatiche con livelli di vitamina D ritenuti insufficienti non porta significativi benefici sulla funzione muscolare, sulle cadute, sulla densitometria ossea, non riduce ne il rischio cardiovascolare ne migliora le condizioni del paziente neoplastico; gli unici effetti positivi si hanno nei soggetti istituzionalizzati sulla riduzione delle fratture con supplementazione sia di vitamina D che di Ca.

La prevenzione ed il trattamento del deficit di vitamina ha spiccata rilevanza clinica nella prevenzione dell osteomalacia-rachitismo e dell osteoporosi; I possibili effetti nelle malattie extrascheletriche non sono ancora sufficienti per giustificare un utilizzo integrale. Bibliografia 1. Adami S, Romagnoli E, Carnevale V et al - Reumatismo, 2011; 63:129-147 Linee guida su prevenzione e Trattamento dell ipovitaminosi D con colecalciferolo. 2.Trivedi DP, Doll R, Khaw KT. - BMJ 2003; 326: 469-474 Effect of four monthly oral vitamin D3 (cholecalciferol) supplementation on fractures and mortality in men and women living in the community: randomised double blind controlled trial. 3. LeBlanc EL, Zakher B, Daeges M et al. - Ann Intern Med. 2015; 162: 109-122. Screening for Vitamin D Deficiency: A Systematic Review for the U.S. Preventive Services Task Force 4.Chel V, Wijnhoven HAH, Smit JH et al. - Osteoporos Int. 2008; 19: 663 671 Efficacy of different doses and time intervals of oral vitamin D supplementation with or without calcium in elderly nursing home residents 5. Chung M, Lee J, Terasawa T et al. - Ann Intern Med. 2011; 155: 827-838. Vitamin D With or Without Calcium Supplementation for Prevention of Cancer and Fractures: An Updated Metaanalysis for the U.S. Preventive Services Task Force