Il Gruppo Consultinvest



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Transcript:

Il Gruppo Consultinvest viene fondato nel 1988 per iniziativa di operatori qualificati del settore finanziario e di imprenditori modenesi attualmente presenti attivamente nella compagine sociale. Nel 2001 si concretizza un importante accordo di collaborazione fra Consultinvest e la Cassa di Risparmio di Ravenna, che acquisisce una partecipazione nella Consultinvest Asset Management SGR S.p.A., la società di gestione del gruppo. Consultinvest è un gruppo indipendente, in quanto, pur partecipato da una banca, tutte le decisioni strategiche ed operative in campo gestionale sono in capo esclusivamente al Management senza interferenze o condizionamenti. Il Gruppo Consultinvest Le attività principali del gruppo si articolano attraverso una SGR (Consultinvest Asset Management SGR S.p.A.) ed una SIM (Consultinvest Investimenti SIM S.p.A.), che operano in modo sinergico, per proporre ai Clienti un servizio articolato e completo. Le attività di Consulenza vengono svolte attraverso la SIM. Consultinvest si avvale di una rete di circa 400 Promotori Finanziari e di Professionisti che hanno maturato una lunga esperienza sui mercati finanziari, ricoprendo posizioni di rilievo presso banche internazionali, qualificati nelle aree selezione degli strumenti finanziari e allocazione tattica degli investimenti. Il gruppo gestisce masse per circa 3 miliardi di euro. La crescita costante delle masse gestite è il frutto della politica societaria basata sulla qualità dei prodotti e sulla professionalità della consulenza offerta alla clientela.

Gruppo Consultinvest i punti di forza

Gruppo Consultinvest Advisory istituzionale

Gruppo Consultinvest Advisory Corporate

Consultinvest SIM e la clientela istituzionale - PMI Le Piccole e medie imprese (PMI) e gli imprenditori sono per Consultinvest un istituzionale a tutti gli effetti; Le esigenze di questa particolare tipologia di istituzionali oggi si possono ricondurre in particolare alla necessità di finanziare l attività ordinaria (credito a breve termine) e gli investimenti per lo sviluppo (credito a medio lungo termine), in presenza di una forte contrazione dei finanziamenti da parte del sistema bancario; I minibond possono costituire una valida risposta a questa esigenza ed un alternativa al credito bancario a medio termine. 8

I minibond per il finanziamento dello sviluppo delle PMI Saluzzo, 14 novembre 2014

Quali prospettive per un mercato di minibond? Il mercato potenziale: quanti sono i potenziali emittenti? Il mercato nei primi due anni di funzionamento

Obiettivi della creazione di un mercato di minibond L obiettivo è creare una finanza integrativa, che affianchi le fonti di finanziamento bancario tradizionali, a favore di imprese solide, con progetti di sviluppo, che non trovano adeguato supporto da un sistema bancario italiano ancora in forte difficoltà a fornire risorse finanziarie a medio termine. Per ottenere questo risultato occorre il coinvolgimento di diversi attori, sia nazionali che locali, che hanno interesse allo sviluppo economico di uno specifico territorio e che sono disponibili a investire una parte della loro liquidità,ad esempio: Investitori istituzionali pubblici: enti locali territoriali, Cciaa, CDP, organismi sovranazionali (es. BEI) Investitori istituzionali privati: fondazioni, fondi previdenziali, società a partecipazione pubblica, compagnie di assicurazione Investitori privati: imprenditori e le loro associazioni Banche: nel ruolo di co-investitori, originator di emittenti, collocatori, garanti Soggetti garanti: Mediocredito centrale, Sace, Confidi, Banche Le risorse finanziarie saranno finalizzate a supportare imprese solide con progetti di crescita e/o investimento. Indipendentemente dalla forma tecnica (obbligazione, cambiale finanziaria, ) adottata, le soluzioni di finanziamento/investimento saranno a condizioni di mercato e con caratteristiche tali da poter essere incluse nelle politiche di investimento degli investitori sopra citati. 11

La centralità dei fondi chiusi specializzati in Minibond 12

Finanziamenti aggiuntivi rispetto a quelli del fondo Banche Sottoscrizione quote del fondo Collocamento quote del fondo Investitori istituzionali ed enti pubblici Sottoscrizione quote del fondo Fondo chiuso obbligazionario euro Imprese emittenti Sottoscrizione obbligazioni o altri titoli di debito Eventuale acquisto di obbligazioni di scopo emesse da banche Regolamento con criteri di accesso e condizioni Imprenditori e altri privati Gestore Sottoscrizione quote del fondo Per certe classi di rischio, garanzie su singole emissioni a favore del fondo Promuove raccolta Informa e supporta le imprese emittenti Associazioni di imprese e soggetti istituzionali del territorio Confidi e/o altri soggetti finanziari di matrice pubblica 13

L istituzione del mercato dei minibond: Decreto Sviluppo Il Decreto Sviluppo (*) ha introdotto importanti novità in tema di strumenti finanziari a disposizione delle imprese, in particolare: aprendo l accesso al mercato dei capitali anche alle imprese non quotate; consentendo l emissione di obbligazioni e cambiali finanziarie con gli stessi benefici fiscali previsti per gli emittenti quotati ed eliminando i limiti civilistici esistenti; dando anche alle imprese di piccola (**) e media dimensione la possibilità di ridurre la propria dipendenza dal sistema bancario. (*) Decreto Legge 22 giugno 2012, n. 83, recante misure urgenti per la crescita del Paese, convertito in Legge con modificazioni il 7 agosto 2012. Successivamente modificato con il Decreto Legge 18 ottobre 2012, n.179 (Decreto Sviluppo II) convertito in Legge con modificazioni il 17 dicembre 2012. (**) Sono escluse le micro-imprese (organico < 10 addetti, fatturato <2 milioni di euro) 14

L istituzione del mercato dei minibond: Decreto Destinazione Italia Alle novità del Decreto Sviluppo aggiungono le integrazioni del recente Decreto Destinazione Italia che ha introdotto ulteriori benefici, in particolare: la possibilità anche per i minibond di applicare, in via opzionale, l imposta Sostitutiva dello 0,25% sulle garanzie; la possibilità per Fondi pensione e Assicurazioni di investire parte delle Riserve Tecniche direttamente in minibond, titoli di cartolarizzazione o in quote di fondi che investono in minibond; disapplicazione della ritenuta del 20% sui proventi corrisposti dai titoli non quotati, se sottoscritti da fondi d investimento; possibilità per le banche di utilizzare eventuali titoli derivanti dalla cartolarizzazione di minibond come garanzia collaterale per le operazioni di rifinanziamento presso la BCE. 15

Prospettive per la nascita di un mercato di minibond Ad oggi, i minibond presenti sull ExtraMOT PRO sono stati prevalentemente sottoscritti direttamente da singoli investitori (Family Offices, Asset manager, Banche) e costituiscono un primo test di mercato; La maggior parte degli investitori su questa nuova asset class sono italiani o operanti sulla base di capitali italiani; banche e asset manager si stanno organizzando con veicoli d investimento nella forma del Fondo chiuso ; I Fondi chiusi hanno il ruolo importante di pionieri nel mercato dei minibond; se saranno in grado di favorire la crescita della liquidità sul mercato secondario, sarà possibile attrarre nuovi investitori, italiani ed esteri. 16

Prospettive per lo sviluppo del mercato di minibond Lo sviluppo di un mercato secondario liquido dipenderà sostanzialmente da quattro fattori: l operatività dei fondi chiusi, con il ricorso all ExtraMOT PRO come un luogo di scambio e co-investimento; l inserimento di minibond e cambiali nelle strategie d investimento di altri investitori istituzionali (assicurazioni, fondi pensione e fondi comuni d investimento aperti); l ingresso di capitali esteri (confortati dagli investimenti di capitali italiani); la disponibilità di un elevato numero di emittenti solidi. 17

Vantaggi per gli emittenti Minore dipendenza dal sistema bancario in un mercato del credito ancora in contrazione; Disponibilità di finanziamenti a medio termine per importi considerevoli, che una banca difficilmente erogherebbe ad un unica azienda; Costi competitivi rispetto ai finanziamenti bancari per pari scadenza; Valutazione del merito di credito basata non solo su dati storici ma anche su informazioni qualitative e previsionali (business plan); Tempistiche di emissione competitive rispetto alle delibere bancarie; Nessuna garanzia personale o aziendale richiesta; Crescita culturale ed organizzativa indotta dall apertura al mercato dei capitali. 18

Vantaggi per gli investitori Rendimento maggiore dei titoli di stato su controparti solide (investment grade); Possibilità di frazionare il rischio su diverse emissioni anche con somme relativamente modeste; Impatto positivo sull economia del territorio di riferimento (reinvestimento del risparmio formatosi in Italia su imprese italiane). 19

Quali prospettive per un mercato di minibond? Il mercato potenziale: quanti sono i potenziali emittenti? Il mercato nei primi due anni di funzionamento

Il mercato obbligazionario adesso è attraente anche per le PMI Eliminazione dei limiti all emissione e degli svantaggi fiscali per emittenti non quotati e sottoscrittori di strumenti finanziari di soggetti non quotati (Decreto Sviluppo e Destinazione Italia); Il mispricing del credito bancario a medio lungo termine è al momento superato, ma la disponibilità resta scarsa; Stante il basso livello della curva dei tassi, il costo assoluto del debito è ancora a livelli interessanti per gli emittenti. 21

Prestiti bancari: il costo è sceso Fonte: Banca d Italia 22

ma la disponibilità è scarsa Fonte: Ufficio Studi Consultinvest SGR 23

Il costo di emissione di obbligazioni corporate è storicamente basso BB BBB AA+/AA Euribor 6 mesi Fonte: Bloomberg 24

Requisiti per i potenziali emittenti Requisiti formali Società di capitali; Bilancio sottoposto a revisione legale (per quotazione a ExtraMOT PRO); Investitori qualificati e non riconducibili direttamente o indirettamente alla Proprietà dell impresa. Requisiti di mercato (attuali orientamenti degli investitori) Solidità finanziaria (rating investment grade o disponibilità di garanzie collaterali); Importo emissione a partire da circa euro 2 milioni (rapporto fra costi di strutturazione e benefici); Risorse finanziarie a supporto di progetti di crescita (no ristrutturazione o sostituzione del debito bancario). Requisiti informativi Revisione del bilancio (nel caso di quotazione dell obbligazione); Disponibilità di un business plan credibile ; Processi e sistemi dell area amministrazione e controllo in grado di produrre un reporting periodico (bilanci di periodo e previsione economico-patrimoniale con frequenza almeno semestrale). 25

Imprese target per i minibond Criteri di selezione Fatturato compreso fra 10 500 milioni (size minima minibond 2-3 milioni) Ricorso al debito commisurato alla redditività (Posizione finanziaria netta /Ebitda < 5) Ricorso al debito non troppo elevato (Posizione finanziaria netta/patrimonio netto < 3) 26

Quante potrebbero essere le Imprese target per i minibond? di cui fuori target Classe fatturato ( mln) Numero aziende PFN Non Disponbile PN/ Tot Att. 5% Ebitda 0 PFN/Ebitda > 5 & PFN/PN 3 PFN/Ebitda > 7 & PFN/PN < 3 250-500 649 2 51 26 26 50 50-249 4.966 7 455 259 324 495 10-49 20.292 155 2.529 1.301 1.476 2.068 SUB TOTALE 164 3.035 1.586 1.826 2.613 Tot. Aziende ITALIA 25.907 Totale aziende fuori target : 9.224 di cui potenzialmente ammissibili Classe fatturato ( mln) Numero aziende PFN attiva PFN/Ebitda < 1 1 PFN/Ebitda < 3 3 PFN/Ebitda < 5 5 PFN/Ebitda > 7 & PFN/PN <3 250-500 649 176 74 128 89 27 50-249 4.966 1.270 524 740 590 302 10-49 20.292 5.169 1.744 2.610 2.101 1.139 SUB TOTALE 6.615 2.342 3.478 2.780 1.468 Tot. Aziende ITALIA 25.907 Totale target ammissibili : 16.683 27

Imprese target per i minibond 28

Imprese target per i minibond in Piemonte di cui fuori target di cui potenzialmente ammissibili Classe fatturato ( mln) Numero aziende PFN Non Disponbile PN/ Tot Att. < 5% Ebitda <0 PFN/Ebitda > 5 & PFN/PN >3 PFN/Ebitda > 7 & PFN/PN < 3 PFN attiva PFN/Ebitda < 1 1 PFN/Ebitda < 3 3 PFN/Ebitda < 5 5 PFN/Ebitda > 7 & PFN/PN <3 250-500 51 0 1 5 2 4 11 9 11 7 1 50-249 389 1 28 25 21 32 90 48 59 58 27 10-49 1579 8 161 109 106 156 400 152 223 172 92 SUB TOTALE 9 190 139 129 192 501 209 293 237 120 Tot. Aziende Piemonte 2019 Totale aziende fuori target : 659 Totale target ammissibili : 1360 29

Imprese target per i minibond in Piemonte 30

Imprese target per i minibond in Piemonte 31

Imprese target per i minibond in Piemonte 32

Quali prospettive per un mercato di minibond? Il mercato potenziale: quanti sono i potenziali emittenti? Il mercato nei primi due anni di funzionamento

Minibond (< 100 mln Euro) emessi nel 2013 Fonte: Eidos Partners 34

Minibond (< 100 mln Euro) emessi nel 2014 Fonte: Eidos Partners 35

Minibond (< 100 mln Euro) emessi nel 2014 - riassunto Fonte: Eidos Partners 36

Esempio di Minibond 37

Volume scambiato sul secondario rispetto all importo dell emissione 38

Volume scambiato mensilmente tutte le emissioni 39

Liquidità di alcune emissioni di Minibond : mercato secondario 40

Conclusioni Dopo molti tentativi può nascere un mercato dei capitali (di debito) per le medie imprese. Il minibond è una fonte di finanziamento che aiuta le imprese a crescere non richiede modifiche all assetto proprietario, ma apre l impresa alla comunità finanziaria favorendo l uscita dal perimetro familiare. Le risorse finanziarie che possono affluire verso le imprese sono potenzialmente significative (si stima 50-100 Mld di Euro). I fondi di debito (minibond), da soli, non risolveranno il tema del credit crunch ma sono fondamentali per creare un primo collegamento fra le imprese e i potenziali investitori. Le banche non sono concorrenti di questo sistema, ma possono contribuire a veicolare risorse finanziarie di terzi per co-finanziare le imprese clienti. Con questi strumenti una parte del risparmio delle famiglie italiane andrebbe a beneficio di imprese italiane. 41

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