Le scelte per la media impresa tra debito e capitale
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- Nicola Ceccarelli
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1 IFFI 10 edizione VALORIZZARE L IMPRESA E ATTRARRE GLI INVESTITORI La liquidità dei mercati finanziari per lo sviluppo delle imprese Le scelte per la media impresa tra debito e capitale MILANO, 11 Novembre 2014 MAURIZIO BELLI [email protected] 1
2 Indice Media impresa e scelte fra debito e capitale: perché è un argomento attuale? La necessità di fonti alternative al credito bancario è un esigenza temporanea o permanente? Quali sono le «nuove» fonti finanziarie accessibili alla media impresa? Cosa cercano gli investitori in capitale di rischio e di debito? Cosa cercano le imprese nelle nuove fonti di finanziamento? Considerazioni conclusive 2
3 Media impresa e scelte fra debito e capitale: perché? L accesso al credito bancario si è ridotto in modo significativo dopo le crisi finanziarie del 2008 e del 2011 (-91,7 Mld Eur da Nov 2011 a Sett 2014) Il credito era diventato una commodity che non dipendeva dal suo effettivo impiego produttivo Fonte: Ministero Sviluppo Economico - Bankitalia Le regole di Basilea e il ruolo dei rating interni, hanno fatto emergere l importanza della solidità patrimoniale e della capacità di generare cash flow per avere accesso al credito ridimensionato fortemente il ruolo delle garanzie reali e personali 3
4 Media impresa e scelte fra debito e capitale: perché? Le alternative al credito bancario erano molto limitate: Le operazioni di debito (Private Placement) per interessare gli investitori istituzionali dovevano essere superiori ai 30 milioni di Euro Gli strumenti finanziari emessi da società non quotate avevano svantaggi fiscali significativi rispetto al credito bancario I principali operatori di Private Equity erano e sono concentrati su operazioni superiori a Eur 10 mil Gli investitori istituzionali guardavano con poca attenzione il mercato azionario riservato alle medie imprese e il numero delle imprese quotate era molto ridotto. Nel 2011 le aziende quotate (AIM+MAC) erano 19, oggi sono 55 4
5 Ma la necessità di fonti alternative al credito bancario è un esigenza permanente? 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% 27% 25% 23% 24% 15% 36% 24% 28% 13% 29% 28% 55% 5% 44% 18% 22% 18% 11% 17% 4% 10% 12% 4% 7% 1% ITALIA FRANCIA GERMANIA SPAGNA REGNO UNITO DEBITI COMMERCIALI EQUITY PRESTITI A MLT PRESTITI A BT TITOLI DI DEBITO Fonte: Ministero Sviluppo Economico - Bankitalia Le imprese italiane sono troppo dipendenti dal credito bancario (oltre 54% delle fonti) Il sistema bancario italiano non riuscirà più a sostenere livelli di leverge così elevati senza aumentare il capitale proprio delle banche in modo significativo 5
6 Ma la necessità di fonti alternative al credito bancario è un esigenza permanente? Composizione Attivo-Passivo Fonte: Elaborazione FII su dati Mediobanca ReS e gli investimenti si stanno spostando sempre più su asset immateriali e finanziari che mal si conciliano con il credito bancario «tradizionale» 6
7 Quali sono le «nuove» fonti finanziarie accessibili alla media impresa? Capitale di Rischio Capitale di Debito Finanziamento soci Aumento di capitale dei soci Finanziamenti bancari ordinari Fondi Chiusi (Private Equity) Finanziamenti Strutturati Finanziamenti Mezzanini Private Placement Mercato dei capitali Equity Capital Market (es. AIM) Mercato dei capitali Debt Capital Market (es. Minibond) 19 nuove IPO all AIM nel 2014, raccolta di Euro 180 milioni. Tot. 55 imprese, raccolta complessiva Euro 429 milioni 63 emissioni di minibond (< Euro 50 mln) nel , per un ammontare complessivo di Euro 635 milioni 7
8 Cosa cercano gli investitori in «equity» e «private debt»? Ambito Governo societario Organizzazione societaria Struttura del capitale e politica dei dividendi Incentivo ai dirigenti e personale chiave Controllo gestionale Performance Business strategy Investor relations Esigenze Modelli che assicurino la trasparenza, l indipendenza e la struttura degli organi di controllo Perimetro di rilevanza/efficienza fiscale/porzione di società offerta sul mercato e ruolo degli azionisti Equilibrio patrimoniale/finanziario, nonché politica dei dividendi coerente e confrontabile con quella dei concorrenti Allineamento degli interessi tra management e società e capacità di incentivare/fidelizzare/attrarre talenti Presenza di un sistema di financial management adeguato che preveda un controllo delle dinamiche economico/patrimoniali e finanziarie Storia chiara e coerente supportata da performance operative e finanziarie Formalizzazione di una strategia di business attraverso un piano industriale coerente e la creazione di un modello finanziario appropriato Piano di comunicazione finanziaria chiaro che consenta trasparenza ed un dialogo continuo con compagini istituzionali 8
9 Cosa cerca l impresa nelle «nuove» fonti alternative di finanziamento? Risorse finanziare a medio lungo termine per: Finanziare la crescita, in particolare attraverso linee esterne (acquisizioni, fusioni) Aumentare la dimensione e la capacità competitiva Diversificare le fonti di finanziamento Attrarre risorse qualificate Dare liquidità al capitale proprio Sostenere finanziariamente l impresa in scenari di mercato di forte incertezza e volatilità dei risultati Dare tangibilità al «valore» dell azienda 9
10 Quali sono i vantaggi per gli emittenti di strumenti finanziari di debito? Minore dipendenza dal sistema bancario in un mercato del credito in contrazione Disponibilità di risorse finanziarie a medio termine per nozionali significativi > 3 mil Costi competitivi rispetto ai finanziamenti bancari per emissioni > 3 mil Valutazione del merito di credito basata su informazioni qualitative e prospettiche Crescita culturale ed evoluzione organizzativa indotta dall apertura al mercato dei capitali Maggiore visibilità verso la comunità finanziaria domestica e internazionale Risorse finanziarie a medio termine che non «diluiscono» il capitale dell imprenditore 10
11 Capitale di Rischio: valore dell azienda e dividend yield Con la quotazione il «costo dei mezzi propri» e il «valore aziendale» diventano elementi tangibili, misurabili nel continuo Le imprese «quotate» devono garantire agli azionisti un rendimento del proprio investimento, in particolare l allineamento del dividend yield con il mercato. Le imprese quotate devono «comunicare» in modo strutturato e trasparente, pena sanzioni e perdita di valore Un eccesso di mezzi propri rispetto alle esigenze non è a costo zero se non si soddisfano le attese di rendimento degli investitori La perdita di valore dell azione sul mercato non riguarda solo il flottante ma si riflette sul complessivo valore dell azienda: diminuendo il potere negoziale in caso di aggregazioni attraverso scambio di partecipazioni precludendo la possibilità di nuove emissioni 11
12 Considerazioni finali Le crisi dei mercati finanziari hanno evidenziato l eccessiva dipendenza dal credito bancario delle imprese italiane Le medie imprese hanno cominciato a capire che la dimensione finanziaria è un fattore «critico» per la realizzazione delle proprie strategie aziendali Il Ministero dello Sviluppo economico, con i recenti «Decreti», ha tracciato la rotta per indirizzare stabilmente il risparmio nazionale, finora investito in asset governativi o corporate estero, verso una nuova asset class rappresentativa del Corporate Italia Per le Medie Imprese Italiane tutto questo porterà evidenti benefici: Crescita culturale, organizzativa e dimensionale Razionalità nelle scelte aziendali, attenzione alla crescita del «valore» Tuttavia, il successo dipende anche dagli investitori istituzionali (assicurazioni, fondi pensione, casse previdenziali), in particolare, da quando questi cominceranno a considerare le medie imprese italiane come un asset class solida con ritorni interessanti. Questa nuova «allocazione» favorirà la crescita della liquidità sui «nuovi» mercati e spianerà la strada all ingresso di investitori esteri 12
13 GRAZIE! 13
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