FOOD-PACK GUIDELINES quaderni di design

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "FOOD-PACK GUIDELINES quaderni di design"

Transcript

1

2 FOOD-PACK GUIDELINES quaderni di design Time&Mind Press Torino, 2008 ISBN gruppo di ricerca Disegno Industriale Politecnico di Torino Clara Ceppa Franco Fassio Gian Paolo Marino consulenza scientifica Luigi Bistagnino Dipartimento Colture Arboree Università degli Studi di Torino Cristiana Peano

3 INDICE introduzione scenari futuri per l imballaggio nei Presìdi Slow Food sostenibilità delle produzioni sostenibilità degli imballaggi il Food Packaging e il problema ambientale legislazione italiana aspettative dei consumatori sui mercati mondiali Food-Pack Guidelines requisiti minimi per la produzione di imballaggi alimentari sostenibili esempi di tipologie di packaging da EVITARE esempi di tipologie di packaging da ADOTTARE il caso degli imballaggi per l Ortofrutta evoluzione dei sistemi di imballaggio tipologie di packaging alcuni produttori nel settore imballaggi ortofrutticoli bibliografia e sitografia

4 introduzione I principi di Buono, Pulito e Giusto, manifesto del Salone del Gusto 2006, hanno delineato la nuova qualità che i prodotti alimentari dovrebbero raggiungere nel prossimo futuro. Queste principi, inscindibili e strettamente correlati fra loro, possono essere visti come i tre elementi fondamentali che un qualsiasi cibo dovrà avere in se così da poter essere accettato come alimento di qualità. Il Buono attiene alle caratteristiche organolettiche, alla gratificazione del palato, ma anche ad una connotazione culturale rispettosa dell identità di territorio. Il Pulito indica la sostenibilità di un alimento in tutte le sue fasi di lavorazione, dalla produzione delle materie prime al suo consumo, passando per la sua trasformazione e la sua distribuzione. Il Giusto, infine, è attinente alla sfera della giustizia sociale: troppi lavoratori sono sfruttati nel mondo del cibo, troppi contadini non ricevono il giusto per ciò che fanno, sia da un punto di vista economico che sociale. Carlo Petrini ha fatto notare tra l altro quanto profondi siano i legami fra cibo ed ambiente, tra cucina e qualità dell habitat dove si producono beni agricoli: Il gastronomo deve sapere di agricoltura, perché vuole sapere del suo cibo e perché vuole favorire i metodi agricoli che salvaguardano la biodiversità, i sapori e i saperi a essa connessi. Va da sé che, visto lo stato in cui abbiamo ridotto la Terra, è anche automatico che il gastronomo debba avere una coscienza ambientale, intendersi di ecologia. Ci tengo a ripetere che un gastronomo che non abbia coscienza ambientale è uno stupido, perché così si fa ingannare in ogni modo possibile e lascia che la terra, dalla quale trae l essenza del suo lavoro, muoia. 1 In poche battute, ecco trasparire quello che può essere considerato il nucleo originario della filosofia di Slow Food. La gioia del mangiare genuino non è allora la mania, un po snob, dell edonista solitario ma, un umanissima ricerca di felicità attraverso il cibo, caratteristica anche rituale che appartiene a tutte le classi sociali e a tutte le genti che popolano la Terra. Tutti hanno interesse, al di là della mistificazione pubblicitaria, ad un cibo genuino, fatto di elementi non inquinati dalla chimica, uscito da un ambiente salubre, dove la manipolazione dell agricoltore esalta e non mortifica la creatività e le dinamiche naturali. Per esteso, quindi, la ricerca della gioia diventa la base per un progetto di sostenibilità ambientale di portata generale. Il sapore e la percezione organolettica del cibo non sono però gli unici fattori da tenere in considerazione per definire la qualità di un prodotto in quanto bisogna anche valutare e dare uguale importanza alle fasi di produzione, promozione, di vendita, di consumo e, infine, di dismissione del prodotto: il suo intero ciclo di vita. Lo studio di un packaging ecologico, che non inquini, che sia riciclabile e che rispetti le caratteristiche del prodotto è, da questo punto di vista, un elemento che può risultare determinante in un progetto di sostenibilità del cibo ; il tutto, nel rispetto dei prodotti tradizionali, per fare in modo che le caratteristiche uniche di ciascun prodotto edibile siano conservate, rispettate ed apprezzate appieno. Dalla definizione di questo nuovo concetto di qualità e dalla possibilità che esso generi nuovi meccanismi economici sensibili alle esigenze ambientali, deriva la necessità di una presa di coscienza forte, che renda l individuo capace di riconoscere, valutare, apprezzare e, infine, scegliere un prodotto. Un individuo che, informato sulle problematiche ambientali che alcune produzioni e alcune pratiche comportano, sulle 1 Tratto da: Petrini C., Buono, pulito e giusto. Principi di nuova gastronomia, Einaudi, Torino, 2005.

5 conseguenze sociali che taluni indirizzi economici causano, sulle ragioni dell impoverimento della biodiversità, non potrà più essere definito, al momento della scelta d acquisto, un semplice consumatore. Con il suo gesto consapevole, motivato, il consumatore potrà ridare maggior valore e maggior dignità ad un prodotto piuttosto che ad un altro, ed avrà la possibilità di riconoscersi come un alleato del produttore e anello fondamentale del progetto della sostenibilità alimentare: chiudendo il cerchio della catena produttiva, egli ne farà parte, scoprendosi co-produttore attivo e reattivo. Nel tentativo di perseguire questa nuova strada progettuale, la Fondazione Slow Food per la Biodiversità ONLUS, insieme a Disegno Industriale (Politecnico di Torino) ed alla collaborazione della Facoltà di Agraria di Torino (Dipartimento di Culturee Arboree) e di numerose aziende del settore, ha iniziato già nel 2007 un percorso congiunto di analisi, collaborazione e responsabilizzazione sociale che promuove imballaggi a ridotto impatto ambientale per i prodotti dei Presìdi. Partendo da questi presupposti, sono state definite le linee guida per la produzione di packaging sostenibili qui presentate. La loro compilazione è nata dalla convinzione che, in un periodo di globalizzazione e sotto le pressioni di una logica industriale ed omologante, i Presìdi Slow Food (e non solo) come anche i loro produttori/fornitori, potranno rappresentare un esempio virtuoso di veri operatori di un cibo sostenibile, assumendo così il ruolo di punti di riferimento per la divulgazione di valori e qualità territoriali.

6 scenari futuri per l imballaggio nei Presìdi Slow Food sostenibilità delle produzioni Nella Carta di Adesione ai Principi 2 di appartenenza alla rete dei Presìdi Slow Food si afferma che: il cibo è l'elemento unificante per ricollegare mondi che nell'epoca moderna si sono separati e hanno seguito percorsi autonomi, come la produzione, il consumo, la salute, l ambiente, la cura del corpo. Slow Food, infatti, promuove un percorso che riporti in primo piano il ruolo che il cibo svolge nella vita degli individui e in tutta l'organizzazione sociale. Per stimolare questo processo è perciò fondamentale che nascano, si sviluppino e si rafforzino comunità che condividano valori e pratiche, al cui interno possano confrontarsi culture, saperi, esperienze diverse. La Rete dei Presìdi Slow Food, che riunisce i produttori dei Presìdi di tutto il mondo, è appunto lo strumento con il quale - all'interno della più grande Rete di Terra Madre - possono essere organizzate le attività e proposte le istanze che provengono dal mondo dei piccoli produttori custodi della biodiversità, dal Brasile all Italia, dagli Stati Uniti alla Mauritania. I principi fondanti cui si ispira la Rete dei Presìdi Slow Food sono quelli ai quali si ispira la Rete di Terra Madre, di cui fanno parte gli stessi i Presidi; questi principi sono i seguenti: - la democrazia alimentare 3 - la giustizia alimentare 4 - la responsabilità alimentare 5 - la qualità alimentare: intesa come diritto dei cittadini ad un cibo che contribuisca in modo sostanziale alla qualità della vita attraverso il gusto e alla convivialità come principio di condivisione di valori ed alla sostenibilità del ciclo di vita dei prodotti commercializzati. Prima di essere quindi una semplice eccellenza gastronomica, i Presìdi sono un progetto culturale, ambientale, economico, sociale che si pone, in sintesi, questi obiettivi: - una maggiore responsabilizzazione dei produttori nel governare il progetto di cui sono protagonisti; - un più diretto coinvolgimento delle strutture territoriali di Slow Food, chiamate contemporaneamente a supportare i Presìdi e a svolgere la preziosa funzione di controllo che può essere efficace solo se effettuata a livello locale; - la creazione di un chiaro meccanismo di identificazione dei produttori, che si impegnano a condividere un preciso percorso di qualità sottoscrivendo il disciplinare di produzione e 2 I produttori che intendono aderire al progetto dei Presìdi Slow Food devono sottoscrivere la Carta di Adesione ai Principi, il disciplinare di produzione del Presìdio, il regolamento del Presìdio e richiedere, tramite l'associazione del Presìdio, la licenza d'uso del contrassegno. 3 Intesa come diritto dei cittadini all accesso al cibo e ad una alimentazione sana e sicura, diritto dei cittadini all informazione e all educazione alimentare, diritto dei cittadini a partecipare alla definizione delle regole della produzione e del consumo del cibo, diritto delle comunità locali a conservare la propria cultura alimentare e le proprie produzioni e a difenderle dalla standardizzazione industriale. 4 Intesa come diritto degli agricoltori ad un giusto reddito, libertà di accesso da parte dei produttori alle sementi e alle conoscenze; commercio equo e sostenibile tra il Nord e il Sud del mondo. 5 Intesa come responsabilità collettiva nella salvaguardia della biodiversità agricola, responsabilità dell impresa agricola e agroalimentare nella salvaguardia dell ambiente e dei diritti sociali; responsabilità dei consumatori, consapevoli degli effetti dei consumi sulla salute, sull ambiente, sulle relazioni sociali, sui rapporti tra il Nord e il Sud del mondo.

7 autocertificando il rispetto dello stesso, garantendo al contempo la propria forte adesione alla filosofia Slow Food, sottoscrivendo una carta dei principi; - l identificazione di nuovi obiettivi da raggiungere nei prossimi anni, ad esempio in materia di sostenibilità ambientale del processo produttivo e degli imballaggi da esso determinati. Ogni produttore interessato ad aderire al progetto dovrà garantire con un impegno scritto che programmerà nel tempo l'adeguamento delle proprie strutture produttive a sistemi ecosostenibili (dove per sostenibilità si intende la preservazione nel tempo delle condizioni ambientali, ma anche economiche, sociali, culturali, necessarie alla realizzazione dei prodotti oggetto di Presìdio). Come primo impegno obbligatorio per l'adesione nel 2008 verrà richiesto ai produttori di ragionare sull impatto ambientale dei propri imballaggi e sui materiali promozionali, valutando dove sarà possibile applicare tali considerazioni secondo i vincoli legislativi vigenti e, da un punto di vista economico, la possibile adozione di linee guida sostenibili. sostenibilità degli imballaggi Al cibo ed al suo sistema produttivo e distributivo, risorsa e ricchezza di ogni territorio, viene oggi affidata la ricerca e la comunicazione di un identità culturale dove le biodiversità vanno salvaguardate in nome di una nuova eco-gastronomia 6 Nell era della globalizzazione, sotto le pressioni di una logica industriale ed omologante, i Presìdi e i loro produttori devono rappresentare un esempio di veri operatori di un cibo sostenibile, assumendo il ruolo di punti di riferimento per la divulgazione di valori e qualità territoriali. Questa esigenza di nuovi valori di senso attorno al cibo, reali o indotti che siano, si traduce per contro in una richiesta di prodotti sani e genuini che, per alcune fasce di consumatori responsabili nei confronti dell ambiente, si traduce in un plusvalore ecologico e sostenibile. Gli imballaggi primari, secondari e terziari, cioè i veicoli di questa rinnovata ed auspicata attenzione alle esigenze ambientali, rappresentano oggi uno degli oggetti di studio e sperimentazione da parte della cultura del design che, attraverso azioni di natura interdisciplinare, sviluppa soluzioni progettuali dove risorse ed innovazione interagiscono con i soggetti locali, in un dialogo di reciproca crescita. Frutto di questa rete interdisciplinare di saperi e strumento grazie al quale le aziende giocheranno la loro riconoscibilità futura, il packaging dovrà/potrà suggerire nuovi stili di vita e di comportamento sostenibili, oltrepassando la mera funzionalità protettiva ed approdando ad una nuova funzione comunicativa, carico di nuove identità e scenografie in cui i consumatori si potranno meglio identificare con il mondo alimentare sostenibile in esso conservato e da essi scelto. Progettare la confezione del cibo implica quindi la proposizione di nuove ritualità e il confronto costante con le modificazioni sociali in atto (come ad esempio il mangiare rapido, il concetto di cibo come souvenir, le mono-porzioni, ), nel rispetto delle valenze sensoriali e culturali correlate al prodotto: il packaging è il luogo dove simboli e segni si fanno portatori immediati di una identità territoriale e di nuove valenze culturali. La considerazione che i prodotti presidiati da Slow Food sono già per loro natura caratterizzati da una forte identità territoriale e da cicli di produzione biologicamente controllati condizione ecologica che nelle fasi di produzione viene spesso già ampiamente risolta in modo locale e tradizionale trova terreno 6 Tratto da: Cottone A. (a cura di), Eco-packaging alimentare, Kalós, Palermo, 2007.

8 fertile per un suo futuro sviluppo nell applicazione di un design sistemico (sostenibile) agli imballaggi. Le strategie del design sistemico, di un design che tiene conto di tutto il ciclo di vita dei prodotti, dove nascita, morte e rinascita vengono inseriti in una logica produttiva di tipo circolare che mima i processi naturali, oggi, anche se con fatica, stanno diventando centrali nei processi progettuali e produttivi che si pongono in maniera responsabile nei confronti dell ambiente e di chi lo abiterà nel futuro. Il packaging, dunque, come e più di qualsiasi altro prodotto, alla sua valenza protettiva dovrà intrinsecamente associare quella ecologica, assumendo le strategie messe in atto dall approccio sistemico: riduzione della materia e dell energia, riuso e allungamento di vita dei prodotti (gli scarti/rifiuti/output possono diventare input per altre realtà produttive), riciclo e disassemblaggio dei componenti, recupero, ecc. Si potrà quindi, ove necessario, operare attraverso un cauto e mirato re-design del packaging, agendo prevalentemente o sulla riduzione dei materiali (assottigliamento di spessori, sistemi di ricarica, eliminazione di imballaggi secondari superflui, ) o sull allungamento di vita del prodotto stesso tramite la scelta di materiali naturali che ne consentano il riutilizzo da parte di altre realtà produttive, o legandosi al sistema del riuso (vuoto a rendere, rifunzionalizzazione del contenitore che può ad esempio trovare nuove applicazioni nello spazio domestico, ), o del preciclaggio o alla concezione del prodotto di affezione emotiva sensoriale rituale. E auspicabile inoltre, nel caso in cui certi prodotti presidiati utilizzino contenitori presi a prestito dalla produzione industriale (vaschette di plastica, buste in PVC, buste/pacchi in polietilene, carta plastificata,...), l inizio di un percorso che li sottragga dagli attuali processi di omologazione e banalizzazione che il commercio globale prevede, salvaguardando invece l identità territoriale ed instaurando tavoli di lavoro con i produttori/fornitori degli imballaggi. Questi ultimi, infatti, se adeguatamente sollecitati dai produttori attori e promotori di un cambiamento verso la sostenibilità delle proprie produzioni dovrebbero iniziare a rivedere certe politiche produttive ancora purtroppo troppo poco legate alle esigenze ambientali. Nel caso tipo dei Presìdi Slow Food, l assunzione di nuove tipologie di contenitori, dove le strategie ecologiche diventano nuove modalità di consumo, giocherebbe quindi un ruolo di rafforzamento d identità che, con l adozione del nuovo contrassegno per i Presidi stessi, si tradurrebbe in immagine coordinata e materica di reale valenza ambientale e non in una mera veste grafica di rivestimento per presunti simulacri ecologici. Ad essa il compito di trasmettere attraverso l utilizzo di materiali sostenibili e forme grafiche in tal senso comunicative (valenze semiotiche della veste comunicativa), la grande attenzione che i Presìdi danno a tutto il ciclo di vita dei loro prodotti, facendo diventare questi ultimi, esempi virtuosi di una progettazione sostenibile a 360, elementi di un sistema/prodotto più efficace nella valorizzazione turistica del territorio all interno di percorsi eno-gastronomici. In questo senso, ai valori già insiti nella parola Presìdio, come la salvaguardia della biodiversità, delle specie in via di estinzione, il forte legame con la Terra e con le produzioni artigianali connesse al saper fare di una volta, si andranno ad aggiungere i valori culturali emergenti quali il rispetto per le dinamiche e le tempistiche naturali nell intero ciclo di vita del prodotto, l adozione di politiche di produzione e commercializzazione sostenibili, la scelta di materiali ecocompatibili (possibilmente consolidati e un tempo accettati dalla tradizione culturale alimentare, compatibilmente con le normative vigenti) per i propri imballaggi e la promozione di nuovi stili di vita e di consumo rispettosi dell ambiente. Estendendo tali presupposti dal caso Presìdi Slow Food alle altre infinite realtà produttive, l imballaggio potrebbe allora essere visto come un abito comunicativo che avrà il compito di esibire al consumatore valori altri di prodotto rispetto a quelli comunicati oggi: la sua appartenenza ad un contesto culturale, la sua storia, la sua funzione e i suoi pregi ambientali in relazione alle differenti realtà produttive e di consumo da cui si origina e in cui viene consumato.

9 il Food Packaging e il problema ambientale legislazione italiana È evidente come negli ultimi anni, l evoluzione del packaging dei prodotti alimentari ci abbia posto di fronte a sfide sempre più complesse, che vanno dalla capacità di proteggere gli alimenti dall ambiente circostante alla capacità di proteggere l ambiente dall alimento, in una dialettica di promozione reciproca del contenuto attraverso il contenitore. Il dibattito pubblico nazionale sulla sicurezza e sulla qualità alimentare ha così assunto una portata senza precedenti da un lato per la rilevanza che gli imballaggi alimentari rivestono nel contesto più ampio del sistema rifiuti 7, dall altro per il crescente ruolo che il rischio riveste nel condizionare le scelte e le tendenze dei consumatori. Per quanto riguarda la nostra nazione, la disciplina sugli imballaggi e sui rifiuti da imballaggio è contenuta nel decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Testo Unico Ambientale). Tale provvedimento disciplina la gestione degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio sia per prevenire e ridurre l impatto sull ambiente, tutelandolo, sia per evitare discriminazioni nei confronti dei prodotti importati al fine di prevenire l insorgere di ostacoli agli scambi nazionali ed internazionali e di garantire il massimo rendimento possibile delle confezioni e dei rifiuti da imballaggio. Le nuove norme hanno sostituito dal 29 aprile 2006 quelle del precedente Dlgs 22/1997; esse sono contenute nella "Parte quarta" del suddetto Dlgs 152/2006, ed in particolare negli articoli dal 217 al 226. La disciplina prevede che gli operatori delle rispettive filiere degli imballaggi garantiscano, secondo i principi della responsabilità condivisa, che l impatto ambientale degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio sia ridotto al minimo possibile per tutto il ciclo di vita. Il decreto recepisce i principi della direttiva 94/62/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 20 dicembre 1994 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, modificata ed aggiornata dalla direttiva 2004/12/CE. Tale normativa prevede il soddisfacimento di requisiti essenziali che si pongono come obiettivo quello di promuovere la valorizzazione degli imballaggi a fine vita e si identificano con le caratteristiche di composizione, riutilizzabilità e recuperabilità degli imballaggi mediante riciclo dei materiali, recupero di energia oppure mediante compostaggio e biodegradazione. Le norme di riferimento 8 elaborate dal Comitato Europeo di Normazione (CEN) sono state poi tradotte (o sono in corso di traduzione) dagli enti di normazione nazionali, tra cui l UNI per l Italia. In tale contesto, vanno considerate anche le Norme UNI EN ISO serie del , che rappresentano i riferimenti internazionali adottati, sia a livello europeo sia nazionale, per la tutela delle aziende e dell ambiente; esse fissano i requisiti da rispettare per migliorare il rapporto impresa-opinione pubblica, relativamente al rispetto per l'ambiente. Il cuore delle norme è quello riguardante i Sistemi di Gestione per l'ambiente (SGA), considerabili come gli strumenti principali atti a promuovere efficacemente l'attività di miglioramento ambientale. 7 Gli imballaggi alimentari costituiscono circa un terzo in peso e volume di quei 30 milioni di tonnellate di rifiuti urbani prodotti nel nostro Paese (fonte: Comieco-Legambiente, Eco & Bio Packaging). 8 EN 13427:2004 Imballaggi - Requisiti per l utilizzo delle norme europee nel campo degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio; EN 13428:2004 Imballaggi - Requisiti specifici per la fabbricazione e la composizione - Prevenzione per riduzione alla fonte; EN 13429:2004 Imballaggi - Riutilizzo; EN 13430:2004 Imballaggi - Requisiti per imballaggi recuperabili per riciclo dei materiali; EN 13431:2004 Imballaggi - Requisiti per imballaggi recuperabili sotto forma di recupero energetico compresa la specifica del potere calorifico inferiore minimo; EN 13432:2000 Imballaggi - Requisiti per imballaggi recuperabili mediante compostaggio e biodegradazione - Schema di prova e criteri di valutazione per l accettazione finale degli imballaggi. 9 Revisione delle Norme UNI EN ISO del 1996.

10 L'uso delle Norme UNI EN ISO serie 14001, riguardano le organizzazioni che vogliono dotarsi di uno SGA e sottoporsi (in maniera volontaria) ad una valutazione del loro sistema da parte di un Ente terzo per una possibile certificazione di conformità. Oltre alla disciplina generale sugli imballaggi nella fase di utilizzo e di rifiuto, la tematica del Food Packaging ha visto anche lo sviluppo di un ampia regolamentazione dei materiali ed oggetti a contatto con gli alimenti. A livello nazionale, il riferimento è costituito dal decreto ministeriale del 21 marzo del A livello comunitario si fa invece riferimento ai regolamenti 882/2004/CE sicurezza alimentare, 1935/2004/CE quadro, 2023/2006/CE GMP, 282/2008/CE riciclo. In particolare, dall agosto 2008, il regolamento comunitario 2023/2006 obbliga i produttori, i trasformatori e i distributori di contenitori, imballaggi, utensili e macchinari destinati a venire a contatto con gli alimenti ad applicare al loro interno le buone pratiche di fabbricazione (Good Manufacturing Practices - GMP) in modo adeguato. Il regolamento riguarda anche le aziende agroalimentari, i produttori di alimenti, la ristorazione e la distribuzione in quanto concorrono alla sicurezza dell intera filiera produttiva relazionata all imballaggio. aspettative dei consumatori sui mercati mondiali A prescindere da queste riforme, di cui il consumatore spesso non ha profonda consapevolezza, un indagine di mercato promossa dalla società Nielsen, mostra come un consumatore mondiale su due sarebbe disposto ad abbandonare il packaging alimentare per tutelare l ambiente. I cittadini di tutto il mondo sono sempre più preoccupati per lo spreco delle confezioni e due soli motivi non spingono il consumatore a scelte drastiche: la garanzia dell igiene e quello della protezione. Non in tutte le nazioni però riscontriamo le stesse esigenze. Mentre oltre il 70% dei finlandesi, irlandesi, norvegesi e neozelandesi sarebbero pronti a rinunciare ad una confezione comoda per essere stoccata, solo il 49% degli italiani vi rinuncerebbe se questo portasse benefici all ambiente, quando invece il 45%, farebbe volentieri a meno di una confezione progettata per il trasporto o che possa essere utilizzata per cucinare. Globalmente, gli europei (23%) ed i nord americani sono poco preparati a rinunciare alla confezione utilizzata per motivi di igiene e di protezione. I consumatori tailandesi (27%) superano la classifica globale come nazione meno disposta a rinunciare a qualunque aspetto del packaging per il bene dell ambiente, seguiti dai giapponesi con il 16%. In entrambi i paesi, l estetica del packaging è addirittura la caratteristica principale nella scelta del prodotto. Il dato che emerge da questo rapido sguardo a quanto accade in quei diversi mercati mondiali già consapevoli delle problematiche ambientali, è che cresce l aspettativa verso confezioni che minimizzino gli impatti ambientali: i consumatori più sensibili, preoccupati per la salvaguardia dell ambiente, chiedono azioni sempre più forti e concrete ai distributori e ai produttori di beni di largo consumo. È questa, a tutti gli effetti, la priorità più importante e che l intera catena dell industria alimentare dovrà affrontare se vorrà farsi promotrice di un cambiamento ecosostenibile e virtuoso.

11 Food-Pack Guidelines requisiti minimi per la produzione di imballaggi alimentari sostenibili Le diverse funzioni dell imballaggio sono ormai strettamente connesse con la variabile ambientale non solo perché il legislatore europeo e nazionale vi ha posto la sua attenzione, ma anche perché il consumatore finale è diventato più esigente in tal senso. 10 L imballaggio di un prodotto di largo consumo si può quindi definire come: nel prodotto, tutto ciò che non è il prodotto stesso. Le principali funzioni dell imballo sono infatti quelle di garantire l integrità del prodotto fino al momento del suo impiego sia dal punto di vista organolettico (conservazione) che di appeal e funzionalità esteriori (funzionalità del packaging, contenimento, trasporto e protezione meccanica), comunicando al consumatore le valenze territoriali e qualitative del prodotto. La definizione di Linee Guida per la produzione di packaging sostenibili, suggerisce la direzione da intraprendere in un percorso congiunto di collaborazione e responsabilità sociale che sia idoneo alla promozione di una progettazione di imballaggi a ridotto impatto ambientale. E necessario, quindi, instaurare tavoli di lavoro, di collaborazione e dialogo che ci permettano di ottenere dei piccoli miglioramenti. Questi primi passi serviranno per gettare le basi di un percorso di sostenibilità ambientale che porterà i Presidi Slow Food (e non solo) ad essere considerati come degli esempi virtuosi in quest ambito, determinando così un auspicabile miglioramento di tutto il comparto produttivo italiano legato agli imballaggi. La definizione di punti d azione condivisi si rende perciò urgentemente necessaria se si vorranno concepire e produrre nuovi packaging che potranno essere considerati a pieno titolo come ecologicamente evoluti dal punto di vista della sostenibilità ambientale. Le ricerche condotte in questi ultimi vent anni dal gruppo di Disegno Industriale del Politecnico di Torino in relazione alle tematiche dell ecodesign, hanno permesso di stilare una serie di Linee Guida per l Imballaggio Alimentare desunte dalle riflessioni compiute sull evoluzione della problematica e dagli incroci di più fonti d indagine sulla sostenibilità. Il miglioramento qualitativo degli imballaggi alimentari esistenti e di futura concezione potrà allora essere raggiunto se verranno soddisfatti alcuni requisiti minimi di sostenibilità, riassunti nelle seguenti Food-Pack Guidelines: Soddisfare sempre le funzioni primarie dell imballaggio alimentare (mantenimento della qualità organolettica del prodotto, sicurezza alimentare per la tutela della salute del consumatore, integrità del prodotto, praticità per la distribuzione, rintracciabilità della filiera produttiva, informazioni sulla qualità e la storia del suo contenuto). Minimizzare l impiego di imballi nel confezionamento dei prodotti: eliminazione di imballaggi superflui (preciclaggio). 10 Tratto da: Linee Guida per l'etichettatura ambientale degli imballaggi, Istituto Italiano Imballaggio, 2007.

12 Ridurre la quantità di materiali di confezionamento: pesi, spessori, dimensioni proporzionate al prodotto. Ridurre l utilizzo dei materiali eterocomposti, focalizzando le scelte su materiali costituiti da componenti omogenei in quanto normalmente più leggeri e di più facile smaltimento post-consumo: imballi monomaterici ad alta facilità di disassemblaggio dei componenti per semplificare le operazioni di riciclo. Eliminare materiali, tecniche grafiche e di assemblaggio e ad impatto ambientale critico, favorendo invece l introduzione di materiali totalmente riciclabili, (provenienti da fonti rinnovabili e prodotti attraverso processi efficienti da un punto di vista energetico ed emissivo), lo sviluppo di tecniche di assemblaggio a secco (origami e incastri) o a base di collanti naturali e di etichettatura separata dalla confezione o a base di inchiostri anch essi naturali. Progettare confezioni funzionali ai fabbisogni delle famiglie medie europee (se in Europa), evitando ad esempio confezioni usa e getta e monoporzioni. Progettare, ove possibile, confezioni con forme e materiali legati alla tradizione del luogo di produzione. Ottimizzare l utilizzo pallet per ricercare la massima saturazione delle unità di stoccaggio e trasporto (spazi vuoti = 0), riducendo quindi il numero di mezzi necessari per il trasferimento delle merci e di conseguenza gli sprechi di carburante fossile e di emissioni di CO2 nell atmosfera. Saper gestire e descrivere l intero Ciclo di Vita (uno strumento utile: LCA - Life Cycle Assessment) e la rintracciabilità dei propri imballaggi. Introdurre sistemi di restituzione e/o raccolta degli imballaggi usati e/o dei rifiuti di imballaggio generati dal consumatore. Introdurre sistemi di reimpiego o recupero, incluso il riciclaggio degli imballaggi e/o dei rifiuti di imballaggio raccolti. Ridurre i materiali promozionali legati ai prodotti (es: depliant informativi prodotto), favorendo l utilizzo di comunicazioni mediatiche/informatiche non materiali (es: siti internet). Qualora fossero indispensabili materiali cartacei, utilizzare per i medesimi materiali riciclabili, riciclati o proveniente da fonti rinnovabili controllate.

13 Pianificare, per l azienda ed i prodotti, opportuni documenti che delineino strategie etiche, di efficienza energetica e di eco-compatibilità, nelle fasi di progettazione, produzione, scelta dell imballaggio, logistica di trasporto e raccolta/trattamento di qualsiasi tipo di imballaggio a fine vita. Accrescere la consapevolezza sull incidenza degli imballaggi nella produzione di rifiuti, di tutte le parti coinvolte nella produzione, nell uso, nell importazione e nella distribuzione di imballaggi e dei prodotti imballati: adottare uno spirito di responsabilità sociale. Formare i dipendenti ed informare i consumatori: una produzione "pulita" necessita di fornitori coinvolti e di clienti consapevoli della qualità del prodotto che acquistano, così da innescare circoli virtuosi. Diffondere il concetto di responsabilità condivisa fra tutti gli attori coinvolti nella gestione dell imballaggio: progettisti, produttori, distributori, consumatori, smaltitori al fine di ottenere la massima sensibilizzazione della problematica ambientale legata al packaging. esempi di tipologie di packaging da EVITARE NB: GLI ESEMPI qui di seguito riportati, sono casi tipo esemplificativi di tipologie/tecnologie di packaging condivise dalla maggior parte dei produttori e presenti su tutto il mercato mondiale. Essi NON VOGLIONO ESSERE in alcun modo UNA FORMA DI ACCUSA CONTRO I PRODUTTORI EVENTUALMENTE RICONOSCIBILI, SEMMAI UNA SOLLECITAZIONE ALLA RIFLESSIONE SULLA PROBLEMATICA AMBIENTALE generata dal tema imballaggio. EVITARE imballaggi sovradimensionati rispetto al prodotto contenuto. confezione per olio d oliva

14 EVITARE sovraimballaggi (eliminazione di imballaggi secondari superflui). cioccolatini prugne monoporzione EVITARE l impiego di packaging composti da diversi materiali. confezioni in poliaccoppiati (es: Tetrapak) per liquidi e solidi EVITARE l utilizzo di materiali non riciclabili e/o non provenienti da fonti rinnovabili. confezioni in polistirolo

15 EVITARE l utilizzo di packaging difficili da disassemblare e/o riciclabili solo parzialmente. pepe nero in grani con macinino incorporato EVITARE le confezioni monoporzione. fettine singole di ananas già pulito EVITARE le confezioni usa e getta (soprattutto se composte da materiali difficili da disassemblare). succhi da tasca

16 EVITARE confezioni più accattivanti che utili (privilegiare la funzionalità del packaging invece della componente comunicativa ed estetica che spesso trasmette messaggi di naturalità, artigianalità ed ecologia ( simulacro ecologico ) posticci di se stesso e del proprio contenuto). grafica che comunica simulacri di naturalità e artigianalità di un prodotto e di una confezione poliaccoppiata di chiara produzione industriale EVITARE l uso di imballaggi non necessari, pensando per preciclaggio. frutta e verdura sovra-protette da plastiche termoindurenti non riciclabili o da film plastici inutili: la buccia è il loro imballo naturale EVITARE materiale promozionale realizzato con materiali non riciclabili o non provenienti da fonti rinnovabili a ciclo breve o che alterino il reale aspetto del prodotto. etichette, biglietti e gadget promozionali inutili realizzati in plastica pomodori a forma di cuore (alterazione forzata dell aspetto reale del prodotto)

17 esempi di tipologie di packaging da ADOTTARE ADOTTARE imballaggi adeguati dimensionalmente al prodotto contenuto: l imballaggio esterno nasce come conseguenza del prodotto interno (riduzione della quantità di materia utilizzata garantendo la funzione richiesta, ad esempio tramite assottigliamento di spessori e aderenza fisica al prodotto confezionato). bottiglie per l acqua con annesso bicchiere da conservare ADOTTARE imballaggi monomaterici (composti da un unico materiale), evitando l uso di collanti e sfruttando rigidezze dei materiali, tecniche di piegatura e incastro (origami) e termosaldature. imballo monomaterico di protezione per latticini, ottenuto per fustellatura, piegatura e incastro senza uso di colle ADOTTARE imballaggi progettati per essere disassemblati facilmente (design per componenti, possibilità di raccolta differenziata dei componenti). bottiglia per il latte con guscio esterno in cartone e sacca impermeabile interna separata dal guscio

18 ADOTTARE imballaggi funzionali al prodotto e non soggette ad esclusive strategie comunicative per l acquisto. imballaggio per trasporto ed esposizione/vendita della frutta imballo pre-piegato per creme edibili: con una semplice pressione il contenuto fuoriesce naturalmente. La piegatura evita la produzione di ulteriori cucchiaini, facendo risparmiare il 36% di plastica in più imballaggio intelligente : l uso di plastica suppletiva è giustificato dalla volontà di preservare il prodotto sotto atmosfera controllata per una sua ottimale conservazione in tempi prolungati

19 ADOTTARE un numero di imballaggi essenziali per il soddisfacimentodei requisiti di protezione e conservazione del prodotto (eliminazione di imballaggi secondari superflui). imballaggi essenziali per l ortofrutta a spazio ottimizzato ADOTTARE imballaggi in materiali ecologici (biodegradabili, naturali, ) di provenienza locale, riciclati e/o riciclabili, di maggior durata e/o provenienti da fonti rinnovabili a ciclo breve (in armonia con i requisiti di sicurezza, protezione e conservazione del prodotto). confezioni per tè ottenute da riciclo della carta nuovo design di confezione per pastiglie alla menta, realizzato in alluminio (unico materiale da riciclo e riciclabile) ADOTTARE imballaggi ove possibile, forme, materiali e tecnologie di imballaggio legate alla tradizione (riproposizione semantica corretta e in armonia con i requisiti di sicurezza, protezione e conservazione del prodotto). formaggi protetti come una volta : carta e spago o uno stato di paglia confezione giapponese per pesce, protetto da foglie di banana

20 ADOTTARE imballaggi ove possibile, forme, materiali e tecnologie strategie produttive che prevedano la possibilità di riutilizzo gli imballaggi o come input per altre filiere di prodotto (riciclo/riuso del materiale anche come materia prima, secondo i concetti di Design dei Sistemi ) o introducendolo in un nuovo ambito applicativo in contesti diversi, (rifunzionalizzazione del contenitore: l imballaggio deve essere progettato in funzione del riuso per lo stesso scopo o per altro scopo al fine di allungarne il Ciclo di Vita). bottiglia di vodka riutilizzabile come vaso imballo per miele anch esso riutilizzabile successivamente come vaso (il tappo in sughero diventa il sottovaso) ADOTTARE confezioni famiglia a discapito di quelle monoporzione (convenienza produttiva, di trasporto, ) ed opportuni sistemi di ricarica. confezione del latte con guscio/bottiglia riutilizzabile e ricarica in busta separata

F&B PACKAGING. Food and Beverage Packaging I punti chiave

F&B PACKAGING. Food and Beverage Packaging I punti chiave F&B PACKAGING Food and Beverage Packaging I punti chiave PREMESSA La presente linea guida fornisce indicazioni generali sulle questioni fondamentali che caratterizzano la filiera del packaging, con un

Dettagli

Progetto LIFE10 ENV IT 000307 NO.WA. Azione 3 - Attività 3.1

Progetto LIFE10 ENV IT 000307 NO.WA. Azione 3 - Attività 3.1 Azione 3 - Attività 3.1 Organizzazione delle attività di mappatura GENERALITÀ Denominazione della buona pratica: CPR System Promotore/i: Privati - CPR System Scarl Soggetti partner: Ente Ente pubblico/gdo

Dettagli

Innovazione e qualità

Innovazione e qualità Innovazione e qualità La filosofia dell azienda si basa fin dagli anni 70 sulla ricerca della qualità per garantire al consumatore finale un prodotto fresco e sano TEDALDI L azienda Tedaldi, con sede principale

Dettagli

Salone internazionale del Gusto e Terra Madre. Partner istituzionali

Salone internazionale del Gusto e Terra Madre. Partner istituzionali Salone internazionale del Gusto e Terra Madre Partner istituzionali L iniziativa fa parte del Calendario di Torino World Design Capital 2008 Salone Internazionale del Gusto e Terra Madre, coerentemente

Dettagli

Riciclo e recupero dell alluminio

Riciclo e recupero dell alluminio Capitolo 13 Riciclo e recupero dell alluminio 13.1. Alluminio e sviluppo sostenibile È sviluppo sostenibile quello in grado di soddisfare i bisogni delle generazioni attuali senza compromettere la capacità

Dettagli

Obiettivo Prevenzione L ecosostenibilità degli imballaggi nel settore alimentare

Obiettivo Prevenzione L ecosostenibilità degli imballaggi nel settore alimentare Obiettivo Prevenzione L ecosostenibilità degli imballaggi nel settore alimentare Simona Fontana Responsabile Centro Studi Area Prevenzione CONAI 27 febbraio 2015 Il Sistema CONAI, Consorzio Nazionale Imballaggi

Dettagli

Obiettivo Prevenzione, le iniziative CONAI

Obiettivo Prevenzione, le iniziative CONAI Obiettivo Prevenzione, le iniziative CONAI Simona Fontana Responsabile Centro Studi Area Prevenzione CONAI Fiorella Perrucci Centro Studi Area Prevenzione CONAI 7 ottobre 2014 Il Sistema CONAI, Consorzio

Dettagli

Alimentazione e stili di vita. L azione educativa della Scuola

Alimentazione e stili di vita. L azione educativa della Scuola Alimentazione e stili di vita. L azione educativa della Scuola Prof. Alessandro Vienna Roma, 20.02.13 La Scuola come volàno per l Educazione alla Salute e al Benessere La scorretta alimentazione è stata

Dettagli

Energy Marine Business Assurance Transport & Infrastructures ENVIRONMENT & SUSTAINABILITY. Food Certification, Inspection & Services

Energy Marine Business Assurance Transport & Infrastructures ENVIRONMENT & SUSTAINABILITY. Food Certification, Inspection & Services INNOVATION Energy Marine Business Assurance Transport & Infrastructures ENVIRONMENT & SUSTAINABILITY Food Certification, Inspection & Services il mercato Il RINA si rivolge al mercato dell Agroalimentare

Dettagli

C.4 Produzione e bilancio rifiuti

C.4 Produzione e bilancio rifiuti STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE PER LA VERIFICA DI ASSOGGETTABILITA AL PROCEDIMENTO DI V.I.A. degli interventi previsti nel Comune di Scandicci area di trasformazione TR06b Area Commerciale di interesse

Dettagli

Progetto di regolamento comunale. Ecofeste

Progetto di regolamento comunale. Ecofeste Progetto di regolamento comunale Ecofeste Comune di Mezzago per una gestione eco-compatibile delle feste e sagre Feste e sagre sono diventate nel tempo una tradizione consolidata del nostro comune, che

Dettagli

I.P. SOLUZIONI. PER IL VOSTRO SUCCESSO. Guardate il video. www.mondigroup.com/gogreen. Europe & International

I.P. SOLUZIONI. PER IL VOSTRO SUCCESSO. Guardate il video. www.mondigroup.com/gogreen. Europe & International I.P. Europe & International LA storia VErA degli IMBALLAGGI VErdI SOLUZIONI. PER IL VOSTRO SUCCESSO. /gogreen Guardate il video Una storia vera Affermazioni green Fatti green Green Range L IMBALLAGGIO

Dettagli

La ISO 22000 nel packaging alimentare e il regolamento sui materiali a contatto con alimenti (MCA)

La ISO 22000 nel packaging alimentare e il regolamento sui materiali a contatto con alimenti (MCA) La ISO 22000 nel packaging alimentare e il regolamento sui materiali a contatto con alimenti (MCA) 1 Scopo e campo di applicazione della ISO 22000 SCOPO: si applica quando una organizzazione delle filiera

Dettagli

07/04/2015 GLI SCHEMI DI CERTIFICAZIONE IN AMBITO PACKAGING PER ALIMENTI: UNI EN 15593, BRC/IOP E GMP FEFCO

07/04/2015 GLI SCHEMI DI CERTIFICAZIONE IN AMBITO PACKAGING PER ALIMENTI: UNI EN 15593, BRC/IOP E GMP FEFCO 07/04/2015 GLI SCHEMI DI CERTIFICAZIONE IN AMBITO PACKAGING PER ALIMENTI: UNI EN 15593, BRC/IOP E GMP FEFCO Perché Certificarsi Ottemperare agli obblighi di legge Soddisfare le richieste dei clienti Perché

Dettagli

Regolamento Ecofeste

Regolamento Ecofeste Regolamento Ecofeste Gli eventi enogastronomici che nella stagione estiva si susseguono in tanti comuni del Cilento sono, nella maggior parte dei casi, caratterizzati dalla produzione di una grande quantità

Dettagli

LA GESTIONE E LA PRODUZIONE DEI RIFIUTI VISTE DAI CITTADINI Indagine in Emilia-Romagna. Guido Croce Ravenna, 27 settembre 2012

LA GESTIONE E LA PRODUZIONE DEI RIFIUTI VISTE DAI CITTADINI Indagine in Emilia-Romagna. Guido Croce Ravenna, 27 settembre 2012 LA GESTIONE E LA PRODUZIONE DEI RIFIUTI VISTE DAI CITTADINI Indagine in Emilia-Romagna Guido Croce Ravenna, 27 settembre 2012 Il Contesto Europeienordamericanisprecanoatestaall incircatrai95ei115kgdiciboall

Dettagli

A R E A P I A N I F I C A Z I O N E E G E S T I O N E D E L T E R R I T O R I O S E R V I Z I O A M B I E N T E E D E C O L O G I A

A R E A P I A N I F I C A Z I O N E E G E S T I O N E D E L T E R R I T O R I O S E R V I Z I O A M B I E N T E E D E C O L O G I A A R E A P I A N I F I C A Z I O N E E G E S T I O N E D E L T E R R I T O R I O S E R V I Z I O A M B I E N T E E D E C O L O G I A COMUNE DI OPERA SERVIZIO AMBIENTE ED ECOLOGIA Campagna informativa

Dettagli

PROGETTO CARTA DEI PRINCIPI

PROGETTO CARTA DEI PRINCIPI Città di Portogruaro Assessorato all Ambiente PROGETTO CARTA DEI PRINCIPI PREMESSA Questa Carta dei Principi nasce da un anno di lavoro sul progetto Vivere con Stile, promosso dall Amministrazione Comunale

Dettagli

PROPOSTA DI PROGRAMMA QUADRIENNIO 2014-2018

PROPOSTA DI PROGRAMMA QUADRIENNIO 2014-2018 PROPOSTA DI PROGRAMMA QUADRIENNIO 2014-2018 Il comitato di condotta ha individuato gli obiettivi principali da raggiungere nei prossimi quattro anni in relazione alle indicazioni dei programmi portati

Dettagli

Carta dei servizi camst ristorazione scolastica

Carta dei servizi camst ristorazione scolastica Carta dei servizi camst ristorazione scolastica Camst. Il gusto di una bella storia. Camst è tra i più importanti gruppi di ristorazione in Italia ed è interamente costituito da capitale italiano. Nasce

Dettagli

Carta e cartone: imballaggio responsabile

Carta e cartone: imballaggio responsabile Carta e cartone: imballaggio responsabile Carlo Montalbetti Direttore Generale 20 marzo 2009 1 www.comieco.org Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica L imballaggio di

Dettagli

Obiettivo dell edizione 2010: - 65%

Obiettivo dell edizione 2010: - 65% Salone Internazionale del Gusto e Terra Madre 2010 22 NUOVE IDEE IN 10 AMBITI DI INTERVENTO per ridurre l impatto ambientale degli eventi Obiettivo dell edizione 2010: - 65% 1) Utilizzo di materiali eco-sostenibili

Dettagli

Imballaggio primario. Imballaggio secondario. Imballaggio terziario. Funzioni primarie dell imballaggio

Imballaggio primario. Imballaggio secondario. Imballaggio terziario. Funzioni primarie dell imballaggio ALTO BELICE AMBIENTE S.p.A. Cos'è l'imballaggio L uomo ha sempre fatto uso di contenitori e già 3500 anni fa le popolazioni egizie immagazzinavano e trasportavano unguenti, oli e vino in contenitori di

Dettagli

Recycling & Horticultural Packaging Systems

Recycling & Horticultural Packaging Systems Recycling & Horticultural Packaging Systems 1 Overview AMP Recycling - Ferrara Fondazione 1962 Dipendenti 570 Fatturato 2012 195 M (+10%) Fatturato 2013 200 M (+2,5%) ILIP e MP3 - Valsamoggia Loc. Bazzano

Dettagli

Responsabilità estesa dei produttori: il modello nella gestione degli imballaggi. Luca Piatto Responsabile Area Territorio Roma, 15 giugno 2011

Responsabilità estesa dei produttori: il modello nella gestione degli imballaggi. Luca Piatto Responsabile Area Territorio Roma, 15 giugno 2011 Responsabilità estesa dei produttori: il modello nella gestione degli imballaggi Luca Piatto Responsabile Area Territorio Roma, 15 giugno 2011 La gestione degli imballaggi è impostata su due cardini legislativi

Dettagli

Carta Italiana dei Criteri del Commercio Equo e Solidale

Carta Italiana dei Criteri del Commercio Equo e Solidale Carta Italiana dei Criteri del Commercio Equo e Solidale Preambolo La Carta Italiana dei Criteri del Commercio Equo e Solidale è il documento che definisce i valori e i princìpi condivisi da tutte le organizzazioni

Dettagli

La Carta fra Luoghi Comuni e Realtà

La Carta fra Luoghi Comuni e Realtà COpertina Esempio:Layout 1 30-04-2009 13:04 Pagina 1 La Carta fra Luoghi Comuni e Realtà Bastioni di Porta Volta, 7 20121 Milano Tel.: 02/29003018 Fax: 02/29003396 Viale Pasteur, 10 00144 Roma Tel.: 06/5919131

Dettagli

WWW.SARDEGNAIMPRESA.EU GUIDA ALLA COMPETITIVITÀ AMBIENTALE PER LE IMPRESE A CURA DEL BIC SARDEGNA SPA

WWW.SARDEGNAIMPRESA.EU GUIDA ALLA COMPETITIVITÀ AMBIENTALE PER LE IMPRESE A CURA DEL BIC SARDEGNA SPA WWW.SARDEGNAIMPRESA.EU GUIDA ALLA COMPETITIVITÀ AMBIENTALE PER LE IMPRESE A CURA DEL BIC SARDEGNA SPA 1 SOMMARIO PREMESSA... 3 ECO-INNOVAZIONE E COMPETITIVITÀ AMBIENTALE... 3 L APPROCCIO PRO-ATTIVO DELL

Dettagli

C I N E M A & C I B O F I L M F E S T I V A L

C I N E M A & C I B O F I L M F E S T I V A L FOOD FILM FEST C I N E M A & C I B O F I L M F E S T I V A L BERGAMO 15-20 SETTEMBRE 2015 piazza dante - domus bergamo quadriportico del sentierone palazzo dei contratti e delle manifestazioni COSA - DOVE

Dettagli

ISO 22000 SISTEMI DI GESTIONE DELLA SICUREZZA ALIMENTARE

ISO 22000 SISTEMI DI GESTIONE DELLA SICUREZZA ALIMENTARE ISO 22000 SISTEMI DI GESTIONE DELLA SICUREZZA ALIMENTARE Lo standard ISO 22000 si applica a tutte le organizzazioni direttamente o indirettamente coinvolte nella filiera alimentare. La norma è compatibile

Dettagli

INTERPRETARE IN MODO CORRETTO I SIMBOLI SULLE CONFEZIONI

INTERPRETARE IN MODO CORRETTO I SIMBOLI SULLE CONFEZIONI ORDINE DEI TECNOLOGI ALIMENTARI EMILIA ROMAGNA, TOSCANA, MARCHE ED UMBRIA INTERPRETARE IN MODO CORRETTO I SIMBOLI SULLE CONFEZIONI 12 Settembre 2015 dott.ssa Rosanna Corò (tecnologo alimentare) Consigliere

Dettagli

3 DECALOGO DELLA QUALITÀ

3 DECALOGO DELLA QUALITÀ GENERALITÀ 1 / 10 Sommario Generalità 1 Politica della Qualità 3 DECALOGO DELLA QUALITÀ 4 Politica Ambientale PREVENZIONE 7 FORMAZIONE CULTURA ED ATTEGGIAMENTO 8 COMUNICAZIONE 8 COLLABORAZIONE CON FORNITORI

Dettagli

Imballaggi protezione al 100% impiegando sempre meno materiale

Imballaggi protezione al 100% impiegando sempre meno materiale Imballaggi protezione al 100% impiegando sempre meno materiale La plastica: maestra nell arte dell imballaggio In Europa oltre il 50 % delle merci è imballato in materiali plastici, nonostante ciò, in

Dettagli

BILANCIO DI SOSTENIBILITÀ ANNO 2013 CLIENTI AMBIENTE COMUNITÀ

BILANCIO DI SOSTENIBILITÀ ANNO 2013 CLIENTI AMBIENTE COMUNITÀ BILANCIO DI SOSTENIBILITÀ ANNO 2013 Collaboratori AMBIENTE CLIENTI COMUNITÀ indicatori di sintesi 2013 COLLABORATORI - INDICATORI DI SINTESI 2013 Δ 2013/2012 Profilo Collaboratori (n.) 9.266-2,3% Contratti

Dettagli

Consultazione sulla Food Policy nelle 9 zone

Consultazione sulla Food Policy nelle 9 zone Consultazione sulla Food Policy nelle zone Ecco i principali temi emersi nelle discussioni sulla Food Policy avvenuta nelle zone di Milano tra il e il maggio 0 TEMA ZONA EDUCAZIONE Educazione alimentare

Dettagli

Ecoacquisti Trentino. Accordo fra la Provincia autonoma di Trento e la Distribuzione Organizzata per la riduzione dei rifiuti

Ecoacquisti Trentino. Accordo fra la Provincia autonoma di Trento e la Distribuzione Organizzata per la riduzione dei rifiuti Ecoacquisti Trentino Accordo fra la Provincia autonoma di Trento e la Distribuzione Organizzata per la riduzione dei rifiuti Sommario 1. Premesse 2. l Accordo Ecoacquisti 2003 3. l Accordo Ecoacquisti

Dettagli

per una comunicazione da "portare a spasso"

per una comunicazione da portare a spasso I per una comunicazione da "portare a spasso" MAINETTI NEL MONDO Per soddisfare le sfide della globalizzazione dell industria dell abbigliamento Mainetti continua ad allargare la sua rete di aziende nel

Dettagli

( ) Vademecum per i pubblici esercizi sostenibili

( ) Vademecum per i pubblici esercizi sostenibili ( ) per i pubblici esercizi sostenibili Indice Impegni gestionali Utilizzare bibite con vuoto a rendere e proporre l utilizzo dell acqua di rete p. 3 Limitare l utilizzo delle monoporzioni p. 4 Utilizzare

Dettagli

Azioni di Economia Solidale verso il Distretto maceratese

Azioni di Economia Solidale verso il Distretto maceratese Azioni di Economia Solidale verso il Distretto maceratese I prezzi non dovrebbero essere fissati al livello più basso possibile, ma a quello sufficiente per fornire ai produttori degli standard adeguati

Dettagli

ANTONIO PANELLA RUOLO DELLA COOPERAZIONE COME ELEMENTO QUALIFICANTE DEL PROCESSO DI SVILUPPO DEL SISTEMA AGROALIMENTARE

ANTONIO PANELLA RUOLO DELLA COOPERAZIONE COME ELEMENTO QUALIFICANTE DEL PROCESSO DI SVILUPPO DEL SISTEMA AGROALIMENTARE ANTONIO PANELLA RUOLO DELLA COOPERAZIONE COME ELEMENTO QUALIFICANTE DEL PROCESSO DI SVILUPPO DEL SISTEMA AGROALIMENTARE Il sistema agroalimentare italiano è inserito in un contesto di mercato altamente

Dettagli

"Educhiamo(ci) alla sostenibilità" Laboratori di educazione al consumo consapevole, al riuso, al riciclo

Educhiamo(ci) alla sostenibilità Laboratori di educazione al consumo consapevole, al riuso, al riciclo "Educhiamo(ci) alla sostenibilità" Laboratori di educazione al consumo consapevole, al riuso, al riciclo Nell anno scolastico 2011-12 appena concluso, gli studenti di numerose scuole di Roma e del Lazio

Dettagli

Corporate Social Responsibility & Retailing Una ricerca di SymphonyIRI Group e SDA Bocconi

Corporate Social Responsibility & Retailing Una ricerca di SymphonyIRI Group e SDA Bocconi 1 Introduzione Nel contesto attuale tutte le organizzazioni, nello svolgimento della propria attività, dovrebbero tener conto delle esigenze espresse dai differenti interlocutori sociali (stakeholder)

Dettagli

Ravenna, 29 settembre 2010

Ravenna, 29 settembre 2010 Sostenibilità, secondo Coop «Verde que te quiero verde, verde viento, verdes ramas. El barco sobre la mar y el caballo en la montaña.» F.G. Lorca, 1928 Ravenna, 29 settembre 2010 Cresce la richiesta di

Dettagli

I materiali riciclati driver dell edilizia sostenibile

I materiali riciclati driver dell edilizia sostenibile I materiali riciclati driver dell edilizia sostenibile Alessandra Bonoli DICAM, Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica, Ambientale e Materiali, Università degli Studi di Bologna Per contrastare il

Dettagli

PROGETTO PER L ORGANIZZAZIONE E LA GESTIONE ECOCOMPATIBILE DI SAGRE, FESTE ED EVENTI

PROGETTO PER L ORGANIZZAZIONE E LA GESTIONE ECOCOMPATIBILE DI SAGRE, FESTE ED EVENTI PROGETTO PER L ORGANIZZAZIONE E LA GESTIONE ECOCOMPATIBILE DI SAGRE, FESTE ED EVENTI Promosso da Con il Contributo di Con il Patrocinio della L Ente di Bacino VR4 L Ente di Bacino VR4 intende incentivare

Dettagli

Prima di chiedersi come si puliscono le città, bisognerebbe chiedersi come si sporcano. Guido Viale

Prima di chiedersi come si puliscono le città, bisognerebbe chiedersi come si sporcano. Guido Viale Prima di chiedersi come si puliscono le città, bisognerebbe chiedersi come si sporcano. Guido Viale fare la raccolta differenziata non è solo un obbligo di legge è un segno di rispetto e di grande civiltà!

Dettagli

Il Progetto LIFE+ del mese

Il Progetto LIFE+ del mese Il Progetto LIFE+ del mese LIFE10 ENV/IT/000307 Beneficiario coordinatore: Comune di Reggio Emilia Via Emilia San Pietro, 12 42121 Reggio Emilia Referente progetto: Laura Montanari Tel. 0522-456251 Email

Dettagli

LE CERTIFICAZIONI VOLONTARIE PER IL PACKAGING A CONTATTO CON GLI ALIMENTI

LE CERTIFICAZIONI VOLONTARIE PER IL PACKAGING A CONTATTO CON GLI ALIMENTI LE CERTIFICAZIONI VOLONTARIE PER IL PACKAGING A CONTATTO CON GLI ALIMENTI Isabella d Adda QUALITY ENVIRONMENT SAFETY ENERGY PRODUCT INSPECTION TRAINING Arezzo, 28 Settembre 2012 Fatturato di 127 miliardi

Dettagli

STILI DI VITA COSA SONO?

STILI DI VITA COSA SONO? STILI DI VITA COSA SONO? PICCOLE AZIONI PER GRANDI CAMBIAMENTI guardare le cose da un altro punto di vista incentivare una economia pensare a cosa solidale ci rende veramente felici rispettare l ambiente

Dettagli

Training Local Leaders Progetto di educazione alimentare a Itabo, Cuba

Training Local Leaders Progetto di educazione alimentare a Itabo, Cuba Training Local Leaders Progetto di educazione alimentare a Itabo, Cuba Un progetto per rafforzare la produzione agricola locale organizzato dalla comunità di Terra Madre Proyecto Comunitario Conservación

Dettagli

LA CARTA ITALIANA DEI CRITERI DEL COMMERCIO EQUO E SOLIDALE

LA CARTA ITALIANA DEI CRITERI DEL COMMERCIO EQUO E SOLIDALE LA CARTA ITALIANA DEI CRITERI DEL COMMERCIO EQUO E SOLIDALE 1. Definizione del Commercio Equo e Solidale Il Commercio Equo e Solidale e' un approccio alternativo al commercio convenzionale; esso promuove

Dettagli

Progetto: LIFE10 ENV IT 000307 NO.WA. «No Waste» Gestione integrata dei rifiuti Azione 4 - Comune di Trento

Progetto: LIFE10 ENV IT 000307 NO.WA. «No Waste» Gestione integrata dei rifiuti Azione 4 - Comune di Trento Progetto: LIFE10 ENV IT 000307 NO.WA «No Waste» Gestione integrata dei rifiuti Azione 4 - Comune di Trento Gestione integrata dei rifiuti nel Comune di Trento Introduzione nuove modalità di raccolta: sistema

Dettagli

Rifiuti: da problema a risorsa

Rifiuti: da problema a risorsa CONSORZIO NAZIONALE PER IL RICICLAGGIO DEI RIFIUTI DI BENI A BASE DI POLIETILENE Rifiuti: da problema a risorsa Nota illustrativa sul ciclo di gestione dei rifiuti in Italia CHE COSA SONO I RIFIUTI? Un

Dettagli

LA SOSTENIBILITA AMBIENTALE DEI PROCESI INDUSTRIALI

LA SOSTENIBILITA AMBIENTALE DEI PROCESI INDUSTRIALI UN AZIENDA CON MENO INFORTUNI, MENO INQUINAMENTO, PIU RISPARMIO ENERGETICO SOSTENIBILITA' E BUSINESS LA SOSTENIBILITA AMBIENTALE DEI PROCESI INDUSTRIALI Prof. Ing. Cesare Saccani DIEM - Università degli

Dettagli

Raccolte Differenziate. Guida Pratica

Raccolte Differenziate. Guida Pratica Raccolte Differenziate Guida Pratica R come rifiuto Preoccupatevi di lasciare questo mondo un po migliore di come lo avete trovato.. Ciclo Naturale Chiuso Il concetto di Rifiuto non esiste in Natura. La

Dettagli

DISTRETTO DI ECONOMIA SOLIDALE CARTA DEGLI INTENTI

DISTRETTO DI ECONOMIA SOLIDALE CARTA DEGLI INTENTI DISTRETTO DI ECONOMIA SOLIDALE CARTA DEGLI INTENTI MODENA, GIUGNO 2006 Pagina 1 di 6 Premessa Questo documento nasce dalla volontà di formalizzare l avvio di una rete di soggetti operanti, a vario titolo,

Dettagli

I_I22.s Chimica ed EXPO2015

I_I22.s Chimica ed EXPO2015 PoliCulturaExpoMilano2015 I_I22.s Chimica ed EXPO2015 Versione Breve Paolo Paolini, HOC-LAB (DEIB, Politecnico di Milano, IT), da una intervista a Dott. Emiliano Miriani Presidente dell Ordine Interprovinciale

Dettagli

VADEMECUM CONSUMO SOSTENIBILE

VADEMECUM CONSUMO SOSTENIBILE VADEMECUM CONSUMO SOSTENIBILE INDICE PREMESSA I PRODOTTI ALIMENTARI PRODOTTI BIOLOGICI PRODOTTI LOCALI BENI DI CONSUMO 2 PREMESSA Ogni giorno, tutti noi consumiamo una quantità di prodotti per soddisfare

Dettagli

Il Sistema CONAI e la gestione dei rifiuti di imballaggio

Il Sistema CONAI e la gestione dei rifiuti di imballaggio Il Sistema CONAI e la gestione dei rifiuti di imballaggio Perugia, 27 febbraio 2009 Elisabetta Bottazzoli Area Rapporti con il Territorio CONAI Il modello del COnsorzio NAzionale per il recupero degli

Dettagli

UNIONPLAST. Unione Nazionale Industrie Trasformatrici Materie Plastiche. BIOPLASTICHE & Biodegradabilità. Domande & Risposte

UNIONPLAST. Unione Nazionale Industrie Trasformatrici Materie Plastiche. BIOPLASTICHE & Biodegradabilità. Domande & Risposte Federazione Gomma Plastica UNIONPLAST Unione Nazionale Industrie Trasformatrici Materie Plastiche Unione Produttori Materiali e Manufatti in Biopolimeri BIOPLASTICHE & Biodegradabilità Domande & Risposte

Dettagli

1 SAFETY FOR FOOD (S4F)

1 SAFETY FOR FOOD (S4F) 1 SAFETY FOR FOOD (S4F) Cisco Systems Italy srl e Penelope SpA, hanno studiato lo stato dell arte del settore industriale agroalimentare attraverso l analisi del contesto socio-economico, l approfondimento

Dettagli

Sostenibilità e profitto, in una parola: Garby.

Sostenibilità e profitto, in una parola: Garby. Il riciclo che vale Sostenibilità e profitto, in una parola: Garby. chi è GARBY L obiettivo: evolvere la raccolta testata e certificata di qualità. Garby organizza, attraverso tecnologie innovative e automatiche,

Dettagli

MARCHIO WASTE LESS Allegato tecnico per le modalità di esecuzione della raccolta differenziata

MARCHIO WASTE LESS Allegato tecnico per le modalità di esecuzione della raccolta differenziata MARCHIO WASTE LESS Allegato tecnico per le modalità di esecuzione della raccolta differenziata LIFE09 ENV/IT/000068 WASTELESS in CHIANTI Prevenzione e riduzione dei rifiuti nel territorio del Chianti INDICE

Dettagli

Economia dell ambiente

Economia dell ambiente Economia dell ambiente Impresa e ambiente Elisa Montresor 2008-2009 1 Ambito aziendale L integrazione dell ambiente con gli obiettivi dell impresa Strategie d acquisto e produzione Bilancio ambientale

Dettagli

CERTIFICAZIONE NEL SETTORE AGROALIMENTARE -Qualita - - Sicurezza - - Tracciabilita -

CERTIFICAZIONE NEL SETTORE AGROALIMENTARE -Qualita - - Sicurezza - - Tracciabilita - CERTIFICAZIONE NEL SETTORE AGROALIMENTARE -Qualita - - Sicurezza - - Tracciabilita - LA FIDUCIA DEL CONSUMATORE NEI CONFRONTI DEL COMPARTO PRODUTTIVO SI E NOTEVOLMENTE RIDOTTA NEGLI ULTIMI ANNI Industrializzazione

Dettagli

PRINCIPALI OTTIMIZZAZIONI RILEVATE DA LOW IMPACT:

PRINCIPALI OTTIMIZZAZIONI RILEVATE DA LOW IMPACT: La carta utilizzata per stampare elenchi proviene tra il 30% ed il 40% di fibre riciclate e la restante parte è carta ecologica certificata FSC; La materia prima è acquistata presso Cartiere che adottano

Dettagli

Istituto comprensivo VITTORINO DA FELTRE 14 aprile 2015

Istituto comprensivo VITTORINO DA FELTRE 14 aprile 2015 Diffusione del video Non siamo irrecuperabili Istituto comprensivo VITTORINO DA FELTRE 14 aprile 2015 Direzione Ambiente Governo e Tutela del territorio Ciclo Integrato dei Rifiuti e Servizio Idrico Integrato

Dettagli

Green Globe Banking Conference. Martedì 15 giugno 2010 Atrium SIA SSB Via Taramelli, 26 Milano

Green Globe Banking Conference. Martedì 15 giugno 2010 Atrium SIA SSB Via Taramelli, 26 Milano RISORSAMBIENTE Green Globe Banking Conference Martedì 15 giugno 2010 Atrium SIA SSB Via Taramelli, 26 Milano La Banca delle Comunità Locali Costituita nel 1893, quale banca locale, la Cassa Rurale di Treviglio

Dettagli

CONSUMABILI DI STAMPA

CONSUMABILI DI STAMPA CONSUMABILI DI STAMPA #2012 L AZIENDA 39 35 37.00-16 11 17.07 Fin dal 1995, Sanzo Srl, è un azienda leader nel settore della produzione di consumabili di stampa che fornisce servizi e soluzioni integrate

Dettagli

LINEA BIOF3< IMBALLAGGI FLESSIBILI IN POLIETILENE

LINEA BIOF3< IMBALLAGGI FLESSIBILI IN POLIETILENE > LINEA BIOF3< IMBALLAGGI FLESSIBILI IN POLIETILENE > LINEA BIOF3< Gli shoppers e i sacchi della nostra Linea BIOF3 sono realizzati in coestrusione a tre strati, utilizzando solo materiali certificati,

Dettagli

ALLUMINIO IL GLOSSARIO E I RIFERIMENTI NORMATIVI

ALLUMINIO IL GLOSSARIO E I RIFERIMENTI NORMATIVI ALLUMINIO IL GLOSSARIO E I RIFERIMENTI NORMATIVI A Al e Alu Sono i simboli riportati sugli imballaggi in alluminio, per riconoscerli e poterli differenziare durante la raccolta. Allumina Minerale composto

Dettagli

I Sistemi di Gestione dell'energia per migliorare l efficienza e ridurre i costi Gian Piero Zattoni EQO Srl

I Sistemi di Gestione dell'energia per migliorare l efficienza e ridurre i costi Gian Piero Zattoni EQO Srl Logo azienda/università I Sistemi di Gestione dell'energia per migliorare l efficienza e ridurre i costi Gian Piero Zattoni EQO Srl Ottimizzazione energetica nelle imprese e nelle istituzioni Labmeeting

Dettagli

INDICAZIONI PER LA VALUTAZIONE DEI CAPITOLATI D APPALTO PER LA RISTORAZIONE COLLETTIVA A SOSTEGNO DI MENÙ CORRETTI

INDICAZIONI PER LA VALUTAZIONE DEI CAPITOLATI D APPALTO PER LA RISTORAZIONE COLLETTIVA A SOSTEGNO DI MENÙ CORRETTI INDICAZIONI PER LA VALUTAZIONE DEI CAPITOLATI D APPALTO PER LA RISTORAZIONE COLLETTIVA A SOSTEGNO DI MENÙ CORRETTI OTTOBRE 2011 1 PREMESSA Un alimentazione equilibrata e corretta, gradevole ed accettabile,

Dettagli

CONCORSO A PREMI PER I MIGLIORI PROGETTI DI RIDUZIONE DEI RIFIUTI E DI RACCOLTA DIFFERENZIATA VENERDI 22 GIUGNO 2012

CONCORSO A PREMI PER I MIGLIORI PROGETTI DI RIDUZIONE DEI RIFIUTI E DI RACCOLTA DIFFERENZIATA VENERDI 22 GIUGNO 2012 CONCORSO A PREMI PER I MIGLIORI PROGETTI DI RIDUZIONE DEI RIFIUTI E DI RACCOLTA DIFFERENZIATA VENERDI 22 GIUGNO 2012 La gerarchia europea per la gestione dei rifiuti: 1. prevenzione 2. preparazione per

Dettagli

LE DETERMINANTI DEL COMPORTAMENTO DI CONSUMO E DI ACQUISTO DEI PRODOTTI BIOLOGICI IN ITALIA: I RISULTATI DELLA RICERCA

LE DETERMINANTI DEL COMPORTAMENTO DI CONSUMO E DI ACQUISTO DEI PRODOTTI BIOLOGICI IN ITALIA: I RISULTATI DELLA RICERCA ADEM LAB- UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PARMA LE DETERMINANTI DEL COMPORTAMENTO DI CONSUMO E DI ACQUISTO DEI PRODOTTI BIOLOGICI IN ITALIA: I RISULTATI DELLA RICERCA Silvia Bellini Università degli Studi di

Dettagli

AMBIENTE, SICUREZZA, QUALITÀ IL SISTEMA DI SOLUZIONI PER IMPRESE ED ENTI PUBBLICI

AMBIENTE, SICUREZZA, QUALITÀ IL SISTEMA DI SOLUZIONI PER IMPRESE ED ENTI PUBBLICI AMBIENTE, SICUREZZA, QUALITÀ IL SISTEMA DI SOLUZIONI PER IMPRESE ED ENTI PUBBLICI NON SOLO TANTI PROFESSIONISTI, MA UNA SQUADRA CHE COOPERA SU OGNI PROGETTO Oikos è nata nel 1989 quando offrire consulenze

Dettagli

La Raccolta Differenziata Utenze non domestiche

La Raccolta Differenziata Utenze non domestiche La Raccolta Differenziata Utenze non domestiche istruzioni per l uso Raccolta Differenziata Una soluzione alla portata di tutti La produzione di rifiuti è in continuo aumento e deve essere gestita in modo

Dettagli

Valdigrano: quando l ambiente è un valore!

Valdigrano: quando l ambiente è un valore! Valdigrano: quando l ambiente è un valore! Valutazione di impatto ambientale delle linee Valdigrano, Valbio e La Pasta di Franciacorta Programma per la valutazione dell impronta ambientale Progetto co-finanziato

Dettagli

Il Vostro ufficio a impatto zero

Il Vostro ufficio a impatto zero Il Vostro ufficio a impatto zero Via Lungo Isarco Destro, 23 39100 Bolzano Tel 0471/201.301 www.papavero.bz.it info@papavero.bz.it Chi siamo Tradizione e competenza: siamo sul mercato da oltre 25anni;

Dettagli

PORTFOLIO 7 BUONE PRATICHE PER LA RIDUZIONE, IL RICICLO E IL RIUTILIZZO DEI RIFIUTI

PORTFOLIO 7 BUONE PRATICHE PER LA RIDUZIONE, IL RICICLO E IL RIUTILIZZO DEI RIFIUTI LIFE10 ENV/IT/000367 PORTFOLIO 7 BUONE PRATICHE PER LA RIDUZIONE, IL RICICLO E IL RIUTILIZZO DEI RIFIUTI Buone pratiche di gestione sostenibile dei rifiuti: l esperienza di Sustainable Cruise Sustainable

Dettagli

Carta etica del. Packaging. Principi condivisi per progettare, produrre, utilizzare gli imballaggi in modo consapevole

Carta etica del. Packaging. Principi condivisi per progettare, produrre, utilizzare gli imballaggi in modo consapevole Carta etica del Packaging Principi condivisi per progettare, produrre, utilizzare gli imballaggi in modo consapevole La Carta etica del Packaging è redatta da: Giovanni Baule Valeria Bucchetti È un progetto

Dettagli

L eco-ristorazione: meno imballaggi, stessa igiene, più qualità

L eco-ristorazione: meno imballaggi, stessa igiene, più qualità L eco-ristorazione: meno imballaggi, stessa igiene, più qualità di Marco Bernabè IDEATURISMO S.R.L. Riva del Garda 29.01.2013 Meno imballaggi, stessa igiene Imballaggi e igiene: due facce della stessa

Dettagli

I_I06.e Cibo: biodiversità, sostenibilità e tradizione

I_I06.e Cibo: biodiversità, sostenibilità e tradizione PoliCulturaExpoMilano2015 I_I06.e Cibo: biodiversità, sostenibilità e tradizione Versione estesa Paolo Paolini, HOC-LAB (DEIB, Politecnico di Milano, IT), da una intervista a Dott.ssa Antonia Trichopoulou

Dettagli

Latte fresco in Trentino: vuoto a rendere o vuoto a perdere? Qual è la soluzione più sostenibile?

Latte fresco in Trentino: vuoto a rendere o vuoto a perdere? Qual è la soluzione più sostenibile? Latte fresco in Trentino: vuoto a rendere o vuoto a perdere? Qual è la soluzione più sostenibile? Prima di rispondere a questa domanda esponendo i risultati di uno studio scientifico effettuato sulla problematica

Dettagli

Le prescrizioni ambientali sono in parte comuni a tutte le attività, in parte specifiche per i singoli prodotti che interessano le varie attività.

Le prescrizioni ambientali sono in parte comuni a tutte le attività, in parte specifiche per i singoli prodotti che interessano le varie attività. BANDO TIPO E CAPITOLATO TIPO SPECIALE D APPALTO PER IL SERVIZIO DI GESTIONE DELLA RICETTIVITA NELLE STRUTTURE DEL PARCO XXX A BASSO IMPATTO AMBIENTALE. NOTA TECNICA Il Capitolato Tipo Speciale d Appalto

Dettagli

SOMMARIO LINEE GUIDA FILIERA CORTA

SOMMARIO LINEE GUIDA FILIERA CORTA Pagina 1 di 5 SOMMARIO 1. SCOPO... 2 2. VANTAGGI DELLA... 2 3. ORGANIZZAZIONE DELLA... 2 4. BIOLOGICA... 2 5. MATERIALI DI CONFEZIONAMENTO... 3 6. I LUOGHI DELLA... 3 6.1. VENDITA DIRETTA... 3 6.2. MERCATI

Dettagli

Le castagne della Valle del Lujo

Le castagne della Valle del Lujo Le castagne della Valle del Lujo Istituto Tecnico Agrario Statale di Bergamo Classe 5 C a.s. 2007/2008 Banca Tutor Banca Popolare di Bergamo Credito Varesino Le castagne della Valle del Lujo EXECUTIVE

Dettagli

Materiali a contatto con gli alimenti (MCA): obblighi di legge e normativa volontaria. Seminari QualyFood Cremona 04/06/2010 Paolo Brusutti

Materiali a contatto con gli alimenti (MCA): obblighi di legge e normativa volontaria. Seminari QualyFood Cremona 04/06/2010 Paolo Brusutti Materiali a contatto con gli alimenti (MCA): obblighi di legge e normativa volontaria Seminari QualyFood Cremona 04/06/2010 Paolo Brusutti Contenuti: panoramica del settore, dei materiali e delle problematiche

Dettagli

La valenza strategica della gestione ambientale

La valenza strategica della gestione ambientale Camera di Commercio di Ancona La valenza strategica della gestione ambientale 10 marzo 2008, 14.30-18.30 Antonio Tencati Università Bocconi antonio.tencati@unibocconi.it Stefano Pogutz Università Bocconi

Dettagli

Cuorebio i negozi biologici Il progetto

Cuorebio i negozi biologici Il progetto Da B io a Cuorebio Cuorebio rappresenta l evoluzione naturale di B io, il progetto associativo di negozi specializzati in prodotti biologici, ideato da Ecor nel 2002. Oggi Cuorebio comprende circa 280

Dettagli

Rapporto di sostenibilità Conai 2013. La governance

Rapporto di sostenibilità Conai 2013. La governance 62 Rapporto di sostenibilità Conai 2013 La governance Conai dispone di una propria organizzazione che svolge, attraverso le sedi di Roma e Milano, l attività di coordinamento e gli altri compiti descritti

Dettagli

Rifiuti & riciclaggio

Rifiuti & riciclaggio Rifiuti & riciclaggio Ridurre e riutilizzare i rifiuti e rendere gli imballaggi sempre più ecologici: ecco i principi di Migros. Nel 214 l impresa ha ampliato il proprio sistema di riciclaggio, si è impegnata

Dettagli

SCHEDA PROGETTO ALLEGATO A

SCHEDA PROGETTO ALLEGATO A SCHEDA PROGETTO ALLEGATO A DENOMINAZIONE PROGETTO Educazione al Consumo Consapevole progetto per la realizzazione di un programma di educazione al consumo consapevole per le scuole di istruzione primaria

Dettagli

RACCOLTE DOMICILIARI. Comune di Cicognolo

RACCOLTE DOMICILIARI. Comune di Cicognolo RACCOLTE DIFFERENZIATE DOMICILIARI Comune di Cicognolo Situazione attuale Nel Comune di Cicognolo è attiva la raccolta porta a porta monosettimanale del rifiuto indifferenziato. Sistema secco-umido Appare

Dettagli

La guida pratica per la raccolta differenziata dei rifiuti urbani. Comune di Biassono. Manuale. ecoambientale

La guida pratica per la raccolta differenziata dei rifiuti urbani. Comune di Biassono. Manuale. ecoambientale Comune di Biassono La guida pratica per la raccolta differenziata dei rifiuti urbani. AGENDA 21 Agenda 21 significa, letteralmente, l insieme degli appuntamenti, delle cose da fare, nel corso del ventunesimo

Dettagli

LE STREGONERIE DEL MAGO ALVISE

LE STREGONERIE DEL MAGO ALVISE LE STREGONERIE DEL MAGO ALVISE Itinerari didattici per le scuole per le province di Parma, Reggio Emilia, Modena e Bologna Gentile Insegnante, Cooperativa Pangea, che conduce da diversi anni attività di

Dettagli

Sostenibilità ambientale

Sostenibilità ambientale Benessere economico Sostenibilità ambientale Vitalità culturale Equità sociale Raccolta dei rifiuti organici Italian Introduzione al servizio di raccolta dei rifiuti organici del Comune di Norwood Payneham

Dettagli

La certificazione della qualità nel sistema agro-alimentare

La certificazione della qualità nel sistema agro-alimentare La certificazione della qualità nel sistema agro-alimentare alimentare Maria Sassi Dipartimento di Ricerche Aziendale Facoltà di Economia Università di Pavia E-mail msassi@eco. @eco.unipv. La soglia della

Dettagli

ECO-CONCORSO QUESTIONE DI STILE Relazione conclusiva

ECO-CONCORSO QUESTIONE DI STILE Relazione conclusiva ECO-CONCORSO QUESTIONE DI STILE Relazione conclusiva La campagna, la mostra, la festa, l eco questionario Lo scorso marzo Comune AcegasAps e Legambiente hanno lanciato una nuova campagna di sensibilizzazione

Dettagli

Progetto di legge n. 83/9^

Progetto di legge n. 83/9^ Consiglio regionale della Calabria Seconda Commissione Progetto di legge n. 83/9^ Norme per il sostegno dei gruppi di acquisto solidale (GAS), dei gruppi organizzati per la domanda offerta, e la promozione

Dettagli