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1 N 35 Settembre 2010 SPECIALE CORNEA A.R.I.S. - Via Amm. Gravina, PALERMO - Trimestrale - Poste Italiane S.p.a. - Spedizione in A.P. - DL 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n 46) art. 1, comma 1 DCB/Torino iscrizione Tribunale di Palermo con decreto n. 19 del 20-25/07/ n 35 ANNO 10 - Copia 1 euro - Contiene IP. I trapianti in Sicilia Banca degli occhi e banking corneale Il prelievo di cornea I trapianti d organo all Ismett LOW VISION ACADEMY LOW VISION ACADEMY LOW VISION ACADEMY LOW VISION ACADEMY

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3 A.R.I.S. Associazione dei Retinopatici ed Ipovedenti Siciliani Sommario Presidente ARIS: Rocco Di Lorenzo Low Vision Academy Presidente: Nicola Pescosolido (Roma) Vice presidente: Enzo Maria Vingolo (Roma) Segretario: Paolo Limoli (Milano) Comitato Scientifico: Federico Bartolomei (Bologna) Rosario Brancato (Milano) Paolo Carelli (Napoli) Luciano Cerulli (Roma) Pier Enrico Gallenga (Chieti) Roberto Iazzolino (Milano) Paola Iorio (L Aquila) Girolamo Lo Verso (Palermo) Lorenzo Mannucci (Padova) Alberto Renato Meduri (Bologna) Mariachiara Morara (Bologna) Lucia Scorolli (Bologna) Marcello Rapinese (Chieti) Sergio Zaccaria Scalinci (Bologna) Pasquale Troiano (Milano) IPOVISIONE 5 Lʼandamento dei trapianti in Sicilia 6 Il trapianto di cornea e la vista 8 Vita, morte e dono nella donazione e trapianto di cornea 10 Il prelievo di cornee 14 Linee guida per la donazione di cornee 18 Prelievo ed utilizzo dei tessuti omologhi 22 Le banche degli occhi e il banking corneale 26 Il trapianto di cornea: perchè e quando si effettua 28 Testimonianza di un trapiantato Editore: ARIS (Associazione Retinopatici ed Ipovedenti Siciliani) Iscrizione al R.O.C. n del 17/06/09 Redazione c/o ARIS: Via Amm. Gravina, Palermo Tel/Fax Direttore responsabile: Rocco Di Lorenzo Redattori: M. Lombardi, F. Di Lorenzo, D. Matranga, M. Poma Hanno collaborato: P. Affaticati, S. Camiolo, D.Cintorino, I. Collura, D. Davì, L. De Monte, R. Di Lorenzo, A. Iacò, R. Marcenò, U. Palazzo, L. Pasta, A. Pioppo, A. Rapisarda, G. Ruvolo, G. Santise, E. Sapienza, G. Scafidi, B. Scaturro, M. Scimemi, V, Sparacino, F. Tranchida, M. Vicari Fotocomposizione e stampa: Fabiano Group Srl Reg. S. Giovanni Canelli (AT) Tel Fax Cheratoplastica lamellare profonda manuale e con laser a femtosecondi 34 Comunicazione a pazienti e familiari della donazione di cornee 36 Qualche nota sullʼa.s.tra.fe 38 I trapianti d'organo all'ismett: lʼequipe medica racconta... La riproduzione parziale o totale di articoli è subordinata al consenso scritto dell Editore. Tutti i diritti sono riservati.

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5 Editoriale L andamento dei trapianti in Sicilia A CURA DI VITO SPARACINO l Centro Regionale Trapianti è un organo di coodina- coordinare è unʼattività estremamente difficile Imento; perchè significa mettere insieme le energie, rendere fluido e coerente il complesso e delicato processo che dalla morte di un individuo conduce al trapinato di organi e tessuti. Il Crt Sicilia negli ultimi 4-5 anni, ha cercato di darsi una corretta organizzazione, di essere di supporto ai vari centri di trapianto in Sicilia, collaborando con le associazioni di volontariato che svolgono anchʼesse un ruolo cruciale in questo settore. La legge che il Parlamento italiano ha approvato nel 1999 ha modificato lʼassetto ed il funzionamento dellʼintero sistema dei trapianti in Italia. Se a metà degli anni ʼ90 lʼitalia era agli ultimi posti nella graduatoria per i trapianti in Europa, grazie a questa legge oggi è il secondo paese auropeo per attività di donazione e trapianto. Tuttavia, se da un lato i risultati a livello nazionale sono confortanti, non si può affermare la stessa cosa a livello regionale. In Sicilia, infatti, continua a permanere il problema della scarsa disponibilità di cornee e di conseguenza dei pochi trapianti effettuati. Il primo luogo comune dal quale dovremmo liberarci è ritenere che il prelievo degli organi e dei tessuti sia una misura di generosità di una Fondazione. Questo concetto è assolutamente falso, lʼattività di prelievo di organi e tessuti allʼinterno di una comunità, di un territorio, di una struttura, è invece la misura dellʼefficenza del sistema sanitario di quellʼarea. Anche lʼopposizione o meno dei familiari al prelievo di organi e tessuti non è una generica conseguenza della propensione alla solidarietà o forse solo in minima parte; quello che gioca un ruolo fondamentale è il rapporto che si è stabilito nel momento in cui è iniziato il contatto tra la struttura sanitaria e lʼutente, quindi lʼeventuale opposizione di questʼultimo alla donazione stabilisce la misura dellʼefficenza del sistema sanitario. Chiunque voglia fare attività di prelievo e trapianto di organi e tessuti, deve cercare di capire i problemi che ostacolano questʼattività ed affrontarli. Il potenziale donatore di organi è un individuo che muore in una rianimazione dove cʼè stato un processo di primo soccorso, di ricovero e qualche volta di intervento chirurgico. È rimasto in rianimazione per la durata minima di 6 ore, il tempo necessario per lʼaccertamento di morte, ma molto più spesso anche per 12, 24 o 48 ore. I familiari del congiunto deceduto attenderanno in rianimazione la notizia circa le condizioni del parente ed è proprio durante questʼattesa che può essere determinante la loro successiva decisione in merito al consenso alla donazione. Se la sala dʼattesa non è accogliente, o è priva degli elementi indispensabili, quali toilette, posti a sedere, anche questo può influire sulle decisioni dei familiari che non avranno sicuramente sentimenti positivi nei confronti della struttura. Seppur sottovalutata questa è, invece, una delle cause principali che porta i familiari, al 90% al rifiuto alla donazione. La mia personale riflessione è che allʼinterno del nostro sistema si stia, a poco a poco, prendendo coscienza che per affrontare il problema del prelievo degli organi e dei tessuti, sia utile la collaborazione tra tutte le figure professionali che compongono il sistema sanitario, che questo processo non può essere lasciato allʼiniziativa e alla buona volontà del signolo, ma deve essere organizzato, costruito attraverso un percorso razionale e sensato. Lʼattività di prelievo e di trapianto di organi e tessuti è il gesto sanitario più avanzato che si possa immaginare, il trapianto può ridare la vita, la vista, nel caso di trapianto di cornee, ma il trapianto comporta anche tante spese. È sicuramente un investimento, poichè un paziente che è in attesa di un trapianto e che muore, non è solo una perdita umana, è anche una perdita economica di grande importanza. I pazienti sono ricoverati anche per lunghi mesi in rianimazione e questo comporta un enorme dispendio di risorse economiche. Proprio perchè lʼattività di prelievo e trapianto è unʼattività complessa, occorre vederla non in funzione del singolo, ma in prospettiva di collaborazione. È necessaria una rete capace di stimolarsi a vicenda. 5

6 Il trapianto di cornea e la vista A CURA DI R. DI LORENZO Introduzione Imbattersi nella cecità o in una malattia che ha come conseguenza la perdita parziale o totale della vista, significa affrontare un momento molto difficile che diventa ancora più insostenibile quando il soggetto con difficoltà visive decide di intraprendere il tortuoso cammino verso il trapianto di cornea. Questo accade perché al giorno dʼoggi i trapianti di cornea non vengono effettuati con facilità in tutta Italia, soprattutto a causa delle difficoltà a reperire cornee disponibili. Tra gli altri fattori, da non sottovalutare, che ostacolano la donazione di cornee, cʼè sicuramente la mancanza di comunicazione tra le varie strutture sanitarie ed i vari enti che sono coinvolti nel processo donazione, prelievo, banking e trapianto. LʼAris vuole dare il proprio piccolo importante contributo per migliorare la situazione della nostra Banca degli Occhi della regione Sicilia, e lo desidera fare per cercare di avvicinarsi quanto più possibile alle realtà dellʼitalia del nord. LʼAssociazione e tutti i suoi collaboratori, hanno pensato ad un progetto che possa migliorare la situazione attraverso la sensibilizzazione alla cultura della donazione, in particolare della cornea, sia tra i cittadini che tra i medici. Il progetto Il trapianto di cornea è unʼefficace terapia per alcune patologie visive impossibili da curare e può fornire una qualità di vita che nessun altro trattamento è in grado di garantire. A tuttʼoggi, purtroppo, la discrepanza tra il numero di persone in lista dʼattesa e le cornee disponibili, è ancora troppo elevata: il rapporto è infatti di circa uno su tre. Come si può agire in concreto? In primo luogo è necessario diffondere la cultura della donazione, attraverso una più efficace informazione ai cittadini, facendo comprendere che opporsi al prelievo di cornee significa negare la vista a qualcuno. Risulta fondamentale trasmettere al cittadino la sicurezza, la trasparenza e lʼefficienza del sistema trapianti, aumentando la fiducia verso lo stesso e la consapevolezza della scelta del donare come gesto di responsabilità sociale. Grazie alla legge 12 agosto 1993 n. 301, si è ottenuta la disciplina specifica per i trapianti di cornea, separata dalla generale sui trapianti dʼorgano. Per la prima volta si parla di innesti e non di trapianti, poiché la cornea è un tessuto e non un organo e, quindi, come tale, necessita di una normativa diversa da quella predisposta per lʼ autorizzazione ai trapianti. La caratteristica avascolarità della cornea consente il prelievo da cadavere anche a distanza di diverse ore dallʼarresto cardiaco, diversamente dal prelievo di organi, che deve essere effettuato subito dopo la morte cerebrale. Viene inoltre introdotto l'obbligo di un esplicito assenso da parte dei familiari del donatore o dei suoi legali rappresentanti, sempre nel rispetto dell'opposizione al prelievo, eventualmente espressa in vita per iscritto da parte del soggetto. Nel processo di donazione e trapianto di organi e tessuti risulta fondamentale il ruolo degli operatori nella determinazione del consenso al prelievo. Sarebbe utile essere in grado fronteggiare l'ansia e lo stress, saper gestire la comunicazione ai familiari e le convinzioni dei suddetti circa la donazione e il trapianto, orien- 6

7 tando in maniera ottimale le reazioni e le scelte dei familiari verso lʼassenso alla donazione. Sembra che sia proprio la mancanza di informazione e di sensibilizzazione ad essere alla base della carenza di donazioni ed espianto di tessuti. Parallelamente appare chiara ed evidente la necessità di avviare opportune azioni affinché diminuisca il bisogno di trapianti. Alla luce delle suddette informazioni, lʼa.r.i.s. (Associazione Retinopatici ed Ipovedenti Siciliani), che, nel corso degli anni, si è distinta per lʼattenzione e lʼinteresse mostrato nei confronti della prevenzione, dellʼinformazione e della sensibilizzazione, in collaborazione con il CRT (Centro Regionale Trapianti), la Banca degli Occhi Lions della Regione Siciliana e lʼazienda Ospedaliera Ospedali Riuniti Villa Sofia-Cervello, ha realizzato un progetto finalizzato allʼincentivazione della donazione e del trapianto di cornea. La necessità di programmare degli interventi specifici finalizzati allʼincentivazione e alla donazione e trapianto, nasce dallʼanalisi territoriale della Regione Sicilia, realtà in cui emerge la poca attenzione nelle strutture ospedaliere della provincia di Palermo, rispetto a questa particolare tematica, che in molti casi viene vissuta quasi come unʼattività esterna ed estranea. Il progetto, pertanto, si pone come finalità specifica lʼinformazione e la sensibilizzazione sul trapianto di cornea, puntando ad un incremento del numero di consensi alla donazione. Gli obiettivi fondamentali sono lʼattuazione di interventi di prevenzione primaria e secondaria contribuendo, mediante unʼinformazione mirata, ad accrescere nella popolazione una maggiore conoscenza e sensibilizzazione sulla donazione e il trapianto di cornee. Il progetto prevede diverse azioni che puntano su molteplici attori sociali. Partendo dal presupposto che, senza unʼadeguata formazione non è possibile promuovere azioni efficaci, è stato avviato un corso di formazione condotto da diversi specialisti che operano nel settore della donazione e del trapianto, oculisti, assistenti sociali, psicologi, al fine di fornire ai volontari le competenze necessarie per una corretta gestione delle attività previste. I volontari che agiranno nel corso dellʼintero progetto, opereranno allʼinterno delle strutture ospedaliere coinvolte, informando e sostenendo i familiari dei potenziali donatori, al fine di consentire lʼassenso alla donazione. Nei familiari, infatti, fattori emotivi, psicologici, culturali, religiosi, sociali, scarsa informazione, difficoltà nellʼaccettare la sofferenza psichica e il dolore per la morte del congiunto, possono ostacolare questa scelta. Si interverrà quindi, allʼinterno degli ospedali fornendo informazioni utili sulla dichiarazione di volontà e incrementando una maggiore campagna di informazione e sensibilizzazione, mediante un approccio di tipo medico e psicologico. Inoltre, risulta utile intervenire nelle scuole attraverso una campagna di sensibilizzazione che coinvolga gli alunni. Il progetto prevede, infatti, lʼistituzione allʼinterno di diversi istituti della provincia di Palermo e in collaborazione con l'università degli Studi di Palermo, rivolto ad operatori e specialisti nel settore della comunicazione, un concorso per la creazione di spot e cortometraggi, incentrati sulla tematica della donazione e del trapianto di cornee, in merito ai quali è prevista una premiazione finale. L'intervento sarà altresì svolto all'interno dei reparti dell'azienda Ospedaliera Ospedali Riuniti Villa Sofia- Cervello, da parte di psicologi, volontari ARIS, che svolgeranno la funzione di informazione, sensibilizzazione e sostegno psicologico su donazione e trapianto di cornee. Inoltre si prevede la realizzazione di uno sportello che consenta di fornire tutte le informazioni utili ad informare e ad incentivare alla compilazione della dichiarazione di volontà, somministrazione di questionari al fine di indagare la predisposizione della comunità a dare lʼassenso o meno alla donazione, delucidazioni sulla dichiarazione di volontà, informazioni ai familiari dei pazienti che necessitano di un trapianto e supporto psicologico allʼinterno delle UO di Rianimazione, rivolte ai familiari e ai pazienti in fase di pre e post-trapianto. Pensiamo che grazie alla preziosa collaborazione tra lʼa.r.i.s (Associazione Retinopatici ed Ipovedenti Siciliani), il CRT (Centro regionale Trapianti), la Banca degli Occhi Lions della Regione Siciliana e lʼazienda Ospedaliera Ospedali Riuniti Villa Sofia-Cervello si possa intervenire in concreto, sensibilizzando lʼintera comunità alla donazione, perché donare la cornea significa dare la possibilità di ridare la luce a chi non ha più la possibilità di vederla. Al fine di non rendere isolato un progetto che riteniamo possa essere di notevole rilievo nella realtà siciliana, lʼa.r.i.s., ha realizzato un progetto di servizio civile nazionale dalla durata di un anno. Il suddetto, coinvolgerà 8 volontari, che in maniera continuativa agiranno sul campo portando avanti lʼobiettivo finale: lʼincremento del numero dei consensi alla donazione e al trapianto di cornee. In conclusione, pensiamo che questo progetto, coinvolgendo diversi attori sociali, possa essere di grande aiuto per incrementare il numero di consensi al trapianto di cornee. È necessario far comprendere che opporsi al prelievo significa non donare mai la possibilità di vedere a chi non ha mai avuto o ha perso questa facoltà. 7

8 Vita, morte e dono nella donazione e nel trapianto di cornee A CURA DI G. RUVOLO - D. DAVÌ La donazione e il trapianto di cornee, e più in generale di organi e tessuti, è un percorso che attiva, in tutta la comunità coinvolta (donatori e loro familiari, personale sanitario) vissuti riferibili principalmente alla soggettiva concezione della vita e della morte e allʼazione del donare, cioè allʼofferta gratuita di parti del proprio corpo. Una variabile significativa di tale percorso è chiaramente il contesto culturale entro cui il processo si svolge. In Sicilia ad esempio, la cui cultura è permeata da unʼideologia prevalentemente cristiano-cattolica, la vita dellʼuomo viene intesa come un dono di Dio e intervenire in un corpo morto significa dunque intervenire nellʼ operato divino. In particolare gli occhi rappresentano per molti lo specchio dellʼanima e per tale ragione vengono conferiti di sacralità. Secondo lʼopinione dei medici che operano nellʼambito dei trapianti tutto ciò costituisce un ostacolo nel momento in cui si chiede la firma ai familiari per il consenso al prelievo; spesso il familiare del defunto non accetta lʼintervento sul corpo del proprio caro in quanto desidera mantenerlo quanto più possibile integro dopo la morte. Dallʼaltra parte, al di là delle questioni etico-religiose, risulta alquanto difficile ai medici stessi chiedere ai familiari il consenso soprattutto perchè la morte dei loro pazienti viene vissuta come una clamorosa sconfitta. La missione del medico infatti è quello di sconfiggere la morte e la relazione con il paziente morto o morente attiva immediatamente vissuti di profonda angoscia. Tale risonanza emotiva nasce in quanto la relazione umana, intrinsecamente intersoggettiva, (basti pensare alle ricerche in ambito neurologico sui neuroni-specchio) è caratterizzata dallʼimmediato e reciproco contagio emotivo. Quando il medico lavora con il paziente morto o morente accade che per difendersi dalla consapevolezza che la persona con cui sta lavorando non è un oggetto da manipolare ma un soggetto come lui, che soffre e che può morire, egli si raffredda e agisce come un anatomista che opera in corpo senza vita. Accettare, per quanto possibile, la morte del paziente, facendo i conti con i propri vissuti di onnipotenza e il proprio senso di colpa, vuol dire, paradossalmente, anche riconoscerne la vita e può costituire un fattore favorente la comunicazione con i familiari ai quali chiedere eventualmente il loro consenso alla donazione. Ciò in quanto si riconoscere nel defunto una persona che aveva desideri e volontà e che anche se deceduto, ha ancora la possibilità di effettuare un gesto solidale. Tra i vissuti psicologici va esplorato inoltre il sentimento del dono in quanto lʼanalisi di esso può offrire maggiore chiarezza circa lʼazione della 8

9 donazione di organi. Il dono è unʼofferta gratuita senza obbligo di restituzione che si distingue dal regalo in quanto questʼultimo viene fatto a chi si ama, a chi si vuole in qualche modo corteggiare per ottenere il suo lʼamore. Il rischio principale, seguendo tale linea di pensiero per la donazione di organi è che questʼultima si trasformi in un processo meritocratico più che un diritto di tutti. Se si considera la donazione non come un regalo fatto a chi se lo merita (il più delle volte colui che può pagare più facilmente) ma come un dono, tale offerta si trasforma un gesto rivolto allʼintera specie umana, conseguente al senso di appartenenza a questʼultima. Ciò che si attiva in questo caso è una forma di rispecchiamento sociale frutto della natura culturalmente intersoggettiva dellʼuomo, in cui il corpo (e i suoi organi che lo compongono) appartengono sia allʼindividuo sia allʼintero genere umano. In una prospettiva esclusivamente singolare la vita inizia e finisce con lʼesistenza del soggetto; in una prospettiva plurale, invece, la vita dellʼindividuo (e quindi anche il suo corpo) costituisce una piccola parte di una vita più grande cioè quella dellʼumanità. Leggendo il percorso della donazione e del trapianto di cornee attraversando i vissuti psicologici della vita, della morte e del dono risulta forse più facilmente comprensibile come alcuni nuclei critici quali ad esempio il basso numero di consensi al prelievo siano riferibili, più che a faccende esclusivamente organizzativo burocratiche, a disturbi dellʼintersoggettività che si esplicano a vari livelli, interindividuali e socio-istituzionali e che prendono forma in culture anti-sociali e narcisistiche. 9 9

10 Il prelievo di cornee A CURA DI A. PIOPPO Norme in materia di prelievi ed innesti di cornea Legge 12 Agosto 1993, n. 301 Art. 1 Assenso (L'articolo 1 è abrogato a decorrere dalla data di cui all'art. 28 della L. 91/99) 1. La donazione delle cornee è gratuita. È consentito il prelievo delle cornee da cadavere quando si sia ottenuto l'assenso del coniuge non legalmente separato o, in mancanza, dei figli se di età non inferiore a 18 anni o, in mancanza di questi ultimi, dei genitori, salvo che il soggetto deceduto non abbia in vita manifestato per iscritto il rifiuto alla donazione. 2. Per gli interdetti e per i minorenni l'assenso è espresso dai rispettivi rappresentanti legali Art. 2 Accertamento della morte mediante mezzi strumentali 1. Il prelievo di cui all'articolo 1 può essere effettuato previo accertamento della morte per arresto cardiaco irreversibile. 2. La morte per arresto cardiaco irreversibile è accertata, nelle strutture sanitarie pubbliche e private nonché a domicilio, mediante rilievo grafico continuo dell'elettrocardiogramma protratto per non meno di venti minuti primi. 3. Il medico che dichiara la morte è tenuto a darne immediata comunicazione al più vicino centro di riferimento per gli innesti corneali di cui all'articolo 4. Art. 3 Disposizioni particolari per i prelievi e gli innesti di cornea 1. Le operazioni di prelievo della cornea sono effettuate, nel rispetto della salma, nelle strutture sanitarie pubbliche e private nonché a domicilio, da parte di personale medico. 2. Gli innesti di cornea sono effettuati nelle strutture sanitarie pubbliche e private. Per tali operazioni non è richiesta alcuna autorizzazione particolare. Art. 4 Centri di riferimento per gli innesti corneali 1. Le regioni, singolarmente o di intesa tra loro, provvedono all'organizzazione, al funzionamento ed al controllo di centri di riferimento per gli innesti corneali regionali o interregionali. 2. I centri di cui al comma 1 svolgono i seguenti compiti: a) informazione e propaganda sul territorio; b) organizzazione dei prelievi di cornea; c) deposito e conservazione delle cornee; d) esame, selezione, eventuale trattamento e consegna delle cornee; e) promozione degli innesti corneali; f) promozione della ricerca. Art. 5 Disposizione finale 1. È abrogata ogni disposizione in contrasto con la presente legge. La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica Italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato. 10

11 Le tappe più importanti nellʼambito del prelievo-trapianto di cornea: 13 dicembre 2002 S.Lucia (primi trapianti di cornea) 29 gennaio 2003 (primo prelievo di cornee: arrivano le prime cornee alla neonata Banca degli Occhi della Regione Sicilia) 13 maggio 2003 (primo trapianto eseguito utilizzando una cornea fornita dalla Banca degli Occhi della Regione Sicilia) Cos e la cornea? La cornea è il tessuto trasparente che riveste la porzione anteriore dellʼocchio È la prima lente dellʼocchio e ha la funzione di lasciare penetrare la luce in modo regolare proiettandola sulla retina dove lʼimmagine si ricompone Per svolgere tale funzione la cornea deve essere perfettamente trasparente Quando la cornea è danneggiata, a seguito di incidenti o malattie, perde la sua trasparenza e la luce non riesce più a raggiungere la retina. Le immagini che sʼimprimono sulla retina non sono chiare e la vista ne risulta distorta. Per eseguire il trapianto è necessario disporre di una cornea proveniente da un donatore deceduto. Perché è necessaria la donazione? Perché le cornee, come il sangue, ancora non si fabbricano Perché i pazienti siciliani in lista di attesa per un trapianto attualmente superano le cornee disponibili Perché molti di questi pazienti sono costretti a spostarsi in altre regioni per effettuare lʼintervento Perché vi è la necessità di potere affrontare le urgenze Tutti possono donare le cornee? Tutte le persone, a qualunque età, sono potenziali donatori, anche in presenza di problemi visivi, come la miopia o la cataratta. Che cosa significa donare le cornee? Significa maturare la scelta di donare le proprie cornee e condividere questa decisione con la propria famiglia, che darà lʼassenso al prelievo al momento del decesso La legge prevede che in fase transitoria (fino ad istituzione del registro informatico nazionale) spetti in tutti i casi ai familiari la decisione finale. È loro diritto potere esprimere questa volontà Come avviene il prelievo? Interviene unʼéquipe di medici oculisti specializzata nella tecnica di prelievo, che avviene nellʼassoluto rispetto del donatore, senza alterarne in alcun modo la fisionomia Viene prelevata una piccola porzione di tessuto trasparente, spesso circa mezzo millimetro (come una lente a contatto) Non rimane alcun segno visibile sulla salma A chi vengono inviate le cornee? Alla Banca degli Occhi della Regione Siciliana, dove vengono conservate, selezionate e certificate (per qualità e sicurezza) nel rispetto di rigorose procedure internazionali Vengono quindi distribuite ai Centri di Trapianto siciliani, una allʼospedale sede del prelievo, lʼaltra agli ospedali che ne fanno richiesta, seguendo una rotazione garantita dal Centro Regionale di Riferimento per i Trapianti Quante persone sono in attesa di un trapianto di cornea? In Sicilia il numero non è facilmente ottenibile perché molti pazienti sono ancora in lista presso gli ospedali del Centro-Nord Il fabbisogno annuo stimato è 375 cornee per milione di abitanti (per averne 150 idonee, considerato che solo il 40% circa è idoneo alla cheratoplastica) Per la Sicilia (6 milioni abitanti): 2250 cornee totali annue (per disporre 900 cornee idonee) Strumenti occorrenti per il trapianto Lo strumentario deve essere sterile. Il materiale monouso può essere tenuto nel punto prelievo dellʼobitorio, mentre lo strumentario riutilizzabile sarà portato ad ogni prelievo in obitorio. Per un prelievo sono necessari: Blefarostato, Pinzette anatomiche e chirurgiche, Forbici, Bisturi, Porta aghi, Guanti sterili, Stick oculari, Materiale di sutura, Cotone, Soluzione fisiologica tamponata per uso oculistico, Liquido di conservazione per cornee Mantenimento del tessuto In attesa del prelievo per mantenere nelle migliori condizioni possibili il tessuto corneale è necessario porre in atto alcuni accorgimenti. 1. Applicazione di collirio antibiotico: può essere fatta nel reparto immediatamente dopo il decesso. Ha lo scopo di inibire la crescita microbica ed iniziare la bonifica che proseguirà nelle fasi successive. Dopo lʼapplicazione le palpebre devono essere richiuse avendo lʼaccortezza di non esercitare compressione dei bulbi oculari durante la chiusura. 2. Applicazione di pomata antibiotica: deve essere fatta dopo che gli aventi diritto hanno dato il consenso. La pomata deve essere applicata in grande quantità e le palpebre devono essere richiuse completamente con delicatezza. La pomata antibiotica continua lʼazione di bonifica fino al momento in cui verrà effettuato il prelievo. 3. Applicazione di garze bagnate sulle palpebre: si pon- 11

12 gono sulle palpebre due tamponi di garza o di cotone e si versa sopra della soluzione fisiologica a 4 C. Questa misura non è indispensabile se il prelievo viene effettuato nelle prime ore dopo il decesso. Tuttavia diventa utile nel caso in cui il tempo di attesa per il prelievo sia molto lungo oppure quando la temperatura ambientale sia molto alta. Quando le temperature ambientali sono elevate i tamponi possono essere inumiditi di tanto in tanto con nuova fisiologica a 4 C. Lʼutilizzo di ghiaccio non migliora il mantenimento del tessuto ma può determinare un congelamento del tessuto che rende inutilizzabile la cornea. Rimozione dell antibiotico Prima di procedere al prelievo della cupola sclerocorneale si procederà alla rimozione della pomata antibiotica precedentemente applicata utilizzando degli appositi assorbenti oculari. Campo del prelievo Per allestire il campo sarà necessario avere nel punto prelievo una fonte luminosa adeguata. Lavaggio dell occhio Il lavaggio dellʼocchio deve essere molto abbondante. Il suo scopo è quello di eliminare i residui di pomata e di esercitare un'ulteriore bonifica dellʼocchio, eliminando microrganismi per effetto idro-meccanico. Può essere eseguito con soluzione fisiologica o meglio con fisiologica tamponata per uso oculistico. Alcuni consigliano di usare soluzioni disinfettanti per uso oculistico. Il breve tempo di applicazione di queste soluzioni non consente unʼazione antisettica. Quindi in ogni caso lʼazione più importante rimane la bonifica mediante allontanamento idromeccanico dei germi presenti. Per questo motivo deve essere molto abbondante. Incisione della sclera Utilizzando il bisturi si esegue unʼincisione a tutto spessore della sclera a 360. Per ottenere un prelievo è necessario comprendere nella cupola sclerocorneale almeno 3-4 mm di sclera. Durante lʼincisione della sclera si cercherà di evitare di perforare lʼuvea evitando in tal modo la fuoriuscita di vitreo e quindi un possibile collasso della camera anteriore che può provocare pieghe dellʼendotelio corneale. Per tenere fisso il bulbo è sufficiente bloccarlo pinzando a livello delle inserzioni muscolari. In nessun caso deve essere afferrato il lembo sclerocorneale con le pinze. Applicazione del filo A questo punto è necessario applicare un filo per sospendere la cornea. Nellʼapplicare il filo è necessario evitare che le forze applicate si trasmettano sulla cornea determinando trazioni o torsioni. Un punto semplice consente di applicare il filo necessario alla sospensione. Collocazione nel liquido Dopo aver applicato il filo la cornea deve essere sospesa nel liquido di conservazione. Questa operazione deve essere eseguita utilizzando le pinze. È necessario che la cornea venga affondata abbondantemente nel liquido in modo da evitare che durante il trasporto possa rimanere scoperta e danneggiarsi irrimediabilmente. Nello stesso contenitore possono essere applicate entrambe le cornee avendo lʼaccortezza di sospenderle su due livelli diversi e porle ai due lati opposti del contenitore per evitare che durante il trasporto vengano a porsi una dentro lʼaltra con conseguente danno. Dopo aver posto nel contenitore la cornea o entrambe le cornee è necessario chiudere accuratamente per impedire lʼeventuale fuoriuscita del liquido durante il trasporto. Ricostruzione Per la ricostruzione è necessario modellare del cotone che andrà a sostituire il tessuto prelevato. Chiusura delle palpebre Dopo aver collocato adeguatamente il cotone ed averlo bagnato per renderlo più plastico, si procede alla chiusura della palpebre mediante lʼapplicazione di due o tre punti di sutura. Per ogni punto bisogna avere lʼaccortezza di far cadere il nodo allʼinterno come nellʼimmagine sopra. E di lasciare i capi del filo lunghi più di un centimetro. Occultamento della sutura Dopo aver applicato tutti i punti necessari procedere allʼoccultamento dei fili sotto la palpebra superiore. Pulizia delle palpebre Dopo aver occultato il filo procedere alla pulizia dellʼocchio modellandolo dallʼesterno se necessario. Fare attenzione a che i due occhi alla fine appaiano delle stesse dimensioni. Etichettatura e verbalizzazione Alla fine del prelievo si procederà alla verbalizzazione delle operazioni di prelievo ed alla compilazione della scheda del donatore da inviare al Centro di conservazione delle cornee della Banca Regionale dei tessuti. Sul contenitore delle cornea saranno indicati: nome cognome del donatore, data ed ora del prelievo. Le cornee prelevate devono essere inviate alla Banca degli Occhi accompagnate da: Prelievo di sangue per sierologia Assenso alla donazione Certificato di morte Verbale di espianto Referto ecg per 20ʼ 12

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14 Linee guida aziendali per la donazione di cornee A CURA DI G. SCAFIDI Nel 2007 il Centro Regionale per i Trapianti Sicilia, lʼazienda Ospedaliera V. Cervello di Palermo e la Banca degli Occhi Lions della Regione Siciliana hanno istituito le linee guida per la donazione di tessuti di origine oculare a scopo di trapianto. Secondo queste linee il processo della donazione di cornee deve seguire dei passaggi importanti: DECESSO VALUTAZIONE IDONEITÀ DONATORE PROCEDURE PRE-PRELIEVO COLLOQUIO CON FAMILIARI E RICHIESTA CONSENSO SE ASSENSO ACCERTAMENTI DI MORTE CARDIACA Prima di richiedere il consenso, il medico di reparto verifica che non siano presenti eventuali controindicazioni Criteri di esclusione del donatore (se presenti le seguenti patologie) 1. Patologie infettive: Setticemia (da batteri, virus, funghi) in fase attiva; Endocardite batterica o fungina in fase attiva; Lue (o altre malattie veneree) in fase attiva o trattate negli ultimi 12 mesi; Lebbra; Babesiosi; Leishmaniosi viscerale; Trypanosomiasi; Epatiti virali attive; Rabbia; Tubercolosi (in fase attiva o entro 6 mesi dal trattamento); Rosolia congenita; Sindrome di Reye; Encefalite attiva ; Meningite attiva (se pregressa è necessaria lʼautorizzazione del Direttore Medico). Malaria attiva (se pregressa è necessaria lʼautorizzazione del Direttore Medico); Infezione da HTLV-I e II; Sieropositività per HBsAg, anti-hcv, anti-hiv 1 o 2, e Lue; Positività per HBV, HCV o HIV mediante indagine NAT; Malattia da immunodeficienza acquisita (AIDS); Soggetti a rischio per HIV, HBV, HCV ed altre malattie trasmissibili: soggetti con comportamenti sessuali a rischio negli ultimi 12 mesi prostituzione negli ultimi 12 mesi uso e.v. o s.c. di droghe negli ultimi 12 mesi soggetti emofilici trattati con fattori della coagulazione di origine umana partners di soggetti con rischio di infezione da HIV, HBV o HCV, nel corso degli ultimi 12 mesi soggetti che negli ultimi 12 mesi siano stati esposti a sangue potenzialmente infetto, attraverso esposizione percutanea, contatto con una ferita aperta, pelle lesionata o mucose soggetti in emodialisi cronica soggetti che hanno trascorso un periodo di detenzione carceraria negli ultimi 12 mesi tatuaggi, piercing, agopuntura negli ultimi 12 mesi, se non eseguiti con materiale sterile monouso. 2. Patologie ad eziologia sconosciuta o del sistema nervoso centrale: Morte per causa sconosciuta (il tessuto può essere conservato in coltura finchè unʼautopsia non abbia chiarito la causa di morte); Malattie del s.n.c. di origine sconosciuta: sclerosi multipla, sclerosi laterale amiotrofica, malattia di Alzheimer, 14

15 demenza di causa sconosciuta, morbo di Parkinson. La demenza di genesi vascolare (multinfartuale), la demenza secondaria a tumori cerebrali o metastasi (dimostrata tramite TAC o RM), la demenza post-traumatica e quella tossica o metabolica non rappresentano una controindicazione, previa autorizzazione del Direttore Medico; Malattia di Creutzfeldt-Jacob (CJD) o familiare di soggetto con CJD; Encefalopatia spongiforme trasmissibile (E.S.T.) o familiare di soggetto con E.S.T. Soggetti a rischio di E.S.T. (con disturbi cognitivi, del coordinamento, della parola o mioclonie di causa sconosciuta); Soggetti trattati con ormone della crescita estratto da ipofisi umane o che hanno ricevuto innesti di dura madre non sintetica, o sottoposti a interventi intracranici non specificati; Panencefalite subacuta sclerosante (infezione lenta del s.n.c., provocata dal virus del morbillo, con sintomatologia simile alla CJD); Leucoencefalopatia multifocale progressiva, encefalite di origine sconosciuta, encefalopatia progressiva; Sindrome di Guillain-Barrè (sintomo: piede cadente); Ittero da causa sconosciuta; Soggetti che hanno soggiornato per più di 6 mesi dal 1980 al 1996 in UK, o che hanno ricevuto trasfusioni di sangue in UK dopo il Malattie intrinseche dell occhio Retinoblastoma Tumori maligni del bulbo oculare, sia primitivi che di origine metastatica Processi infiammatori o infettivi dellʼocchio in fase attiva (congiuntiviti, cheratiti, scleriti, iriti, uveiti, vitriti, coroiditi, retiniti) Patologie congenite o acquisite dellʼocchio che comprometterebbero il risultato chirurgico (cheratocono, cheratoglobo, pterigio con interessamento dellʼarea utile della cornea, leucoma corneale in area ottica) Sindrome di Marfan, di Noonan, di Down (aumentato rischio di cheratocono) Precedente chirurgia intraoculare o del segmento anteriore: chirurgia corneale refrattiva (cheratotomia radiale, inserzioni lamellari) cheratectomia fotorefrattiva (PRK, LASIK). La fotoablazione laser non preclude lʼutilizzo a scopo tettonico, o per chirurgia lamellare posteriore cornee di donatori sottoposti a chirurgia del segmento anteriore (cataratta, lenti intraoculari, chirurgia filtrante per glaucoma) possono essere utilizzate se selezionate mediante microscopio ottico o speculare, rispondendo ai criteri di selezione biologica della Banca degli Occhi per le procedure chirurgiche con laser serve autorizzazione Direttore Medico (es. trabeculoplastica con argon laser, trabeculectomia, chirurgia del glaucoma, fotocoagulazione retinica e pan-retinica) 4. Neoplasie Leucemie e malattie mieloproliferative croniche (policitemia vera, mielofibrosi, trombocitemia essenziale); Linfomi; Plasmocitoma o mieloma multiplo. 5. Altri criteri clinici Soggetti sottoposti a trapianti di organo o tessuto; Avvelenamento da monossido di carbonio (associato a scompenso del lembo); Donatore alla cui ispezione fisica presenta segni non compatibili con lʼanamnesi patologica, con eventuali trattamenti ricevuti e con la causa del decesso (es. segni di iniezioni di non chiaro significato, tatuaggi o piercing di cui non sia nota lʼepoca e le modalità di esecuzione, ecc.); 6. Condizioni o patologie per le quali la scelta viene lasciata alla discrezione del Direttore Medico della Banca Annegamento; Borreliosi; Gammopatia monoclonale (MGUS); Poliomielite pregressa; Prolungata assistenza respiratoria meccanica; Soggetti politrasfusi nel corso degli ultimi 12 mesi. Età del donatore Non è un parametro sufficiente per selezionare il donatore. Tuttavia, si consiglia di non prelevare cornee in donatori di età minore a 2 anni, in quanto la cornea raggiunge le dimensioni definitive non prima di questʼetà. Non esiste un limite superiore definito, pertanto lʼetà va utilizzata solo come criterio guida per una corretta interpretazione dei risultati delle valutazioni volte a stabilire la qualità biologica complessiva della cornea, e per attribuire il tessuto ad un ricevente adeguato (PRO 24 rev.01 Distribuzione della cornea ). Intervallo post-mortem Non è un parametro sufficiente, da solo, per selezionare il donatore. Tuttavia dopo le 24 ore dal decesso si consiglia di non procedere al prelievo. Qualora il donatore sia idoneo ma non sia possibile conoscere con precisione lʼintervallo post-mortem, è comunque possibile prelevare ed utilizzare i tessuti, ma solo dopo che questi siano stati conservati in coltura a +31 C e ne sia stata accertata lʼidoneità clinico-biologica. Le procedure pre-prelievo Il personale sanitario del reparto prepara la salma per un eventuale prelievo di cornee: Lavare il fornice congiuntivale con soluzione salina bilanciata Instillare alcune gocce di iodopovidone al 5% nel sacco congiuntivale (Oftasteril); in alternativa, va bene anche un collirio antibiotico Chiudere le palpebre (non lasciare fessure semi-aperte) Ricoprire le palpebre con garze umide (Non mettere mai ghiaccio sulle palpebre del donatore, si potrebbe- 15

16 ro verificare danni irreversibili alle cornee!) Sollevare la testa del donatore Questa prima fase è semplice, breve ed al contempo importantissima poiché condiziona favorevolmente o sfavorevolmente tutte le fasi successive Il personale sanitario del reparto esegue un prelievo di sangue (da vene braccio o mano, se non collassate, vena giugulare esterna). Il campione deve essere contrassegnato con il nominativo del donatore, data del prelievo e firma del prelevatore. Va conservato preferibilmente in frigorifero a +4 C, fino al suo trasporto insieme ai tessuti corneali. Il campione servirà alla Banca degli occhi per svolgere eventuali indagini supplementari (di conferma). Unʼaliquota di siero del donatore deve essere inoltre dalla Banca conservata per almeno 30 anni dallʼutilizzo del tessuto. Colloquio con familiari e richiesta consensi Il medico di reparto e/o altro personale sanitario chiedono lʼassenso ai familiari del deceduto e compilano il modulo Dichiarazione di assenso alla donazione di cornee, Mod Secondo la legge 301/93, art.1: 1. Lʼassenso può essere richiesto a una delle seguenti persone (aventi diritto), in ordine di priorità: coniuge non legalmente separato figlio maggiorenne genitore 2. Il prelievo non può essere effettuato se: il soggetto deceduto aveva manifestato per iscritto il rifiuto alla donazione non è possibile rintracciare alcun parente avente diritto uno dei parenti aventi diritto si oppone Il modulo Dichiarazione di assenso alla donazione di cornee, Mod va compilato e firmato in entrambi i casi sia per il consenso che per il diniego; In caso di dissenso il modulo va allegato in cartella; In caso di assenso si allerta il Coordinatore Locale (CL) e/o il reperibile della Direzione Sanitaria di Presidio (vedi elenco tel. allegato alla procedura). Il medico di reparto compila il registro consensi/dissensi per monitorare lʼattività di prelievo in ciascuna U.O. e per vigilare sulla corretta applicazione della linea guida aziendale. LʼINFERMIERE di Coordinamento attiva le procedure di accertamento di morte (per arresto cardiaco). Rif. legge 301/93, 578/93 e Decr. Min. San. 582/94 Morte per arresto cardiaco: deve essere eseguito un ECG protratto per non meno di 20 min e redatto un verbale di accertata morte cardiaca, firmato dal medico necroscopo (Dir. San o suo delegato). A questo punto è necessario segnalare il donatore, per tanto il CL (o suo sostituto) comunica lʼesistenza del donatore di cornee a: CRT-Sicilia Reperibile UO Oculistica Banca degli Occhi Si può procedere perciò al prelievo delle cornee: Il medico prelevatore esegue il prelievo delle cornee in conformità a quanto definito nelle linee guida CNT ed esplicitato nelle linee guida per la donazione Banca/CRT- Sicilia. In particolare: Procedure asettiche ed atraumatiche, volte a preservare le caratteristiche del tessuto e lʼaspetto esteriore della salma Personale adeguatamente formato per lʼesecuzione dei prelievi corneali Il prima possibile dopo il decesso (e comunque non oltre le 24 ore) Prima di eseguire il prelievo verifica: Assenso donazione regolarmente compilato Verbale di accertamento di morte Identità della salma Valigetta prelievo completa (ferri sterili, terreni per la conservazione cornee riportati a temperatura ambiente, ecc.) Dopo il prelievo: Compila e firma il Modulo Donazione cornee alla sez 1 (indicando il proprio nominativo, data/ora prelievo) ed alla sez 7 (risultati ispezione dei tessuti oculari) Controlla di avere segnato sui flaconi contenenti le cornee lʼidentificativo del donatore, data prelievo e la propria firma Le informazioni cliniche relative al donatore ed al prelievo devono essere registrate sul Modulo donazione cornee, Mod , firmato dal medico di reparto (o dal CL) e dallʼoculista prelevatore. In particolare vanno riportati: Sez. 1 Notizie generali sul donatore Sez. 2 Richiesta autopsia Sez. 3 Diagnosi Sez. 4 Anamnesi patologica prossima e remota Sez. 5 Trasfusioni e liquidi infusi Sez. 6 Esami sierologici Sez. 7 Ispezione dei tessuti oculari in situ Sez. 8 Ispezione fisica Sez. 9 Anamnesi sociale Sez. 10 Campioni inviati Documentando, laddove richiesto, la Fonte delle informazioni Il CL (o suo delegato) o lʼoculista che ha eseguito il prelievo organizza lʼinvio alla Banca degli Occhi: Campioni del donatore (cornee e sangue, nel box di polistirolo refrigerato) Documentazione: Modulo Donazione Cornee (completato in tutte le sezioni) Dichiarazione di assenso alla donazione di cornee Verbale accertamento morte Eventuali copie di referti sierologici 16

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18 Prelievo e utilizzo dei tessuti omologhi A CURA DI R. MARCENÒ Vari tipi di trapianto: autologo: nello stesso individuo (autotrapianti) isologo: tra individui geneticamente identici (isotrapianti) omologo: tra individui della stessa specie, ma diversi (allotrapianti) eterologo: tra individui di specie diverse (xenotrapianti) I trapianti Trapianti di organi Trapianti di tessuti Trapianti di cellule Trapianti di geni Fonti di cellule emopoietiche (donatore vivente) Da dove: - Midollo osseo - Sangue periferico - Sangue placentare Fonti di organi, tessuti e cellule - da donatore vivente - da donatore multi-organo - da donatore multi-tessuto Tessuti utilizzati per trapianto Tipologia dei tessuti Donatore Cornee Don. Cuore fermo/battente Cute Don. Cuore fermo/battente Segm. Osteo- tendinei Don. Cuore fermo/battente Valvole cardiache Don. Cuore fermo/battente, domino Vasi arteriosi, venosi Don. Cuore fermo/battente Pericardio Don. Cuore fermo/battente Placenta (Membr. Amniotica) Donatore vivente Insule pancreatiche Don. Cuore battente Epatociti Don. Cuore battente CSE Sangue midollare Donatore vivente Sangue placentare Donatore vivente CSE Sangue periferico Donatore vivente Le principali Banche Tessutali Da chi: - Paziente - Donatore consanguineo - Donatore non consanguineo Tipologia della banca Indicazioni cliniche Occhi (Cornee, sclere, lenticoli, membr. amniotiche) Trapianto corneale, ulcere corneali, ecc Cute (Cheratinociti) Chirurgia plastica Valvole, Vasi Chir. Cardio-Vascolare, neurochirurgia Segm. Osteo tendinei Ortopedia Insule Diabetologia, nefrologia Sangue Placentare Trapianto ematopoietico 18

19 Le Banche dei tessuti omologhi Tissue Banking FUNZIONI (L n. 91, 1999): Analisi, conservazione, certificazione dei tessuti Assegnazione e distribuzione secondo criteri concordati, nel rispetto delle liste dʼattesa Archiviazione dei dati e conservazione dei campioni biologici Educazione e sviluppo della cultura della donazione Ricerca scientifica Le Banche dei Tessuti nell organizzazione regionale Donazione ---- Centro Regionale Trapianti Coordinatori Locali Trapianto Distribuzione ---- Centro Regionale Trapianti Banche Regionali dei Tessuti Trapianto Centri Trapianto di organi Centri Trapianto di Tessuti e CSE Possibile organizzazione delle Banche Regionali Modello unico Biobanca Regione Sicilia SIEROTECA DEI DONATORI Struttura unica regionale? Un possibile esempio di funzione centralizzata: conservazione di campioni di siero provenienti da tutti i donatori della regione (per 30 aa!) Questa funzione è in atto svolta dalla Biobanca, con sede presso il Laboratorio Regionale HLA, dellʼazienda Ospedaliera Ospedali Riuniti Villa Sofia-Cervello. Andamento attività presso la Banca degli Occhi Lions della Regione Siciliana dellʼazienda Ospedaliera Ospedali Riuniti Villa Sofia Cervello La cornea: proprietà essenziali per la visione TRASPARENZA Regolarità dei costituenti, elevato grado di deidratazione, assenza di vasi CURVATURA e SPESSORE FISIOLOGICI Superficie corneale anteriore = 75% del potere diottrico dellʼocchio Spessore Raggio di curvatura zona ottica (Ø 4 mm) 520 μm (centrale) mm 650 μm (periferico) Perché l operazione di trapianto di cornea? Quando la cornea è danneggiata a causa di incidenti o malattie, perde la sua trasparenza o diventa fortemente irregolare. Di conseguenza, la luce non riesce più a raggiungere la retina, le immagini che vi si imprimono non sono chiare e la vista ne risulta distorta. Se le terapie mediche non risolvono il problema, è necessario ricorrere allʼintervento chirurgico di trapianto di cornea, detto anche cheratoplastica ( cherato = cornea). PERDITA DELLA TRASPARENZA ALTERAZIONE DELLA CURVATURA Totale Cornee processate: n. 847 Cornee trapiantate: n. 399 Keratoconus La cornea È una piccola membrana trasparente, posta davanti allʼiride, costituisce la porzione anteriore del bulbo oculare È un tessuto avascolare, altamente specializzato per rifrangere e trasmettere la luce al cristallino e alla retina Perdita della trasparenza: edema CHERATOPATIA BOLLOSA SCOMPENSO ENDOTELIALE SECONDARIO A DIS- TROFIE SCOMPENSO ENDOTELIALE SECONDARIO A RI- GETTO SCOMPENSO PRECOCE DEL LEMBO CORNEA- LE INNESTATO Perdita della trasparenza: distrofie DISTROFIA DI GROENOW DISTROFIA RETICOLATA DISTROFIA MACULARE Perdita della trasparenza: leucomi cicatriziali ESITI DI USTIONI DA ACIDI O ALCALI ESITI DI INFEZIONI LEUCOMI TRAUMATICI LEUCOMI CONGENITI 19

20 Alterazioni della curvatura CHERATOCONO DEGENERAZIONE MARGINALE PELLUCIDA DEGENERAZIONE MARGINALE DI TERRIEN CHERATOGLOBO Il trapianto di cornea: elementi di rilievo per un buon esito Corretto prelievo Giusta valutazione clinica e biologica Appropriata conservazione Criteri di analisi delle cornee Densità cellulare > cellule/mm 2 Mosaico cellulare monomorfo Segni degenerativi ridotti o assenti Assenza di lesioni traumatiche Pieghe della Descemet lievi o assenti Mortalità diffusa ridotta o assente Endotelio corneale normale Don. aa 17, densità 3400 Endoteli normali Donatore 20 anni Donatore 70 anni Età del donatore e qualità del tessuto Non è mai stata dimostrata una relazione tra lʼetà del donatore, la densità endoteliale e lʼincidenza dello scompenso primario del lembo. Vi è relazione diretta tra lo scompenso primario, la morfologia e la densità endoteliale della cornea trapiantata. Funzioni della Banca degli Occhi Ricezione dei tessuti La Banca Occhi Regione Sicilia opera dal È in atto lʼunica Banca Tessuti in Sicilia, riconosciuta dal Centro Nazionale Trapianti. La Banca Regionale assicura che tutte le funzioni di banking siano svolte rispettando i requisiti minimi di qualità e sicurezza. La Banca assicura che i tessuti siano distribuiti in tutto il territorio regionale, nel rispetto delle liste di attesa depositate presso il Centro Regionale Trapianti. Alcuni dati epidemiologici FABBISOGNO ANNUALE DI CORNEE*: *calcolato assumendo un tasso di trapianto per lʼitalia pari a quello U.S.A. 375 cornee per milione di abitanti 150 cornee idonee per milione di abitanti (il 60% di cornee non è idoneo) FABBISOGNO ANNUALE calcolato per la REGIONE SICILIA (= 6 milioni di abitanti): 2250 cornee allʼanno 900 cornee idonee allʼanno (il 60% di cornee non è idoneo) Percentuale di cornee idonee ottenibile con la selezione del donatore per età 20

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