3 CORSO BASE PER ASPIRANTI VOLONTARI DI PROTEZIONE CIVILE

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1 3 CORSO BASE PER ASPIRANTI VOLONTARI DI PROTEZIONE CIVILE Comune di Terni Ufficio Protezione Civile Lunedì 20 gennaio 2014 Terni, 1^ Circoscrizione Est

2 PERCHÉ SIAMO QUI

3 La generosità, la professionalità, la disponibilità e la preparazione degli uomini che costituiscono il sistema della PROTEZIONE CIVILE, sono le risorse più importanti che consentono di fronteggiare efficacemente calamità e disastri. Oggi e sempre di più in futuro, la risorsa aggiuntiva che permetterà al sistema di protezione civile nazionale di fronteggiare in maniera adeguata gli eventi calamitosi e le catastrofi, è il volontariato organizzato, vuoi per la riduzione delle risorse pubbliche disponibili e comunque non economicamente sostenibili per la collettività (pensate se si dovessero mantenere sempre operative strutture che possono efficacemente fronteggiare eventi calamitosi di grande entità). Se fino agli anni '80 del secolo scorso il volontariato organizzato rappresentava una componente ausiliaria delle forze in campo, negli ultimi anni ha messo a disposizione nelle situazioni di emergenza più del 50% delle risorse umane impiegate, formate, specializzate e addestrate.

4 Si è passati dalle esperienze generose e disorganizzate di volontariato spontaneo, come gli "angeli del fango" intervenuti nell'alluvione di Firenze del 1966, a forme organizzate dell associazionismo che hanno saputo incanalare la generosità e la solidarietà di tanti italiani. Oggi il Volontariato, organizzato su base regionale è cresciuto in numero di volontari disponibili in capacità operative, preparazione, competenza, esperienza e dotazione di mezzi tecnici e strumenti operativi.

5 COMUNE DI TERNI Anche il Comune di Terni intende dare il suo contributo per far crescere questo sistema di solidarietà a servizio della collettività. A tale scopo, a fine 2011 il Consiglio Comunale ha deliberato la costituzione del GRUPPO COMUNALE VOLONTARI PROTEZIONE CIVILE CIVITAS INTERAMNA. Per rendere operativo il Gruppo Comunale è necessario in primo luogo formare ed informare gli aspiranti volontari sui principali compiti ed attività che dovranno affrontare per fregiarsi del titolo di Volontario di Protezione Civile. Anche se qualcuno di voi non se la sentirà di diventare un volontario di protezione civile, speriamo che quanto diremo durante questi incontri lo renderà più consapevole dei rischi presenti nel nostro territorio e su come affrontarli in caso di evento calamitoso.

6 OBIETTIVI DEL CORSO FORNIRE CONOSCENZE DI BASE SU: le Leggi e le Norme che regolano l attività di PC e del volontario; l organizzazione della PC nel Sistema Italia ; il ruolo del Volontariato nel Sistema di Protezione Civile; i Rischi; la gestione dell emergenza; la comunicazione in emergenza; la sicurezza; il primo soccorso; la logistica e l allestimento di un campo.

7 STRUTTURA DEL CORSO 14 lezioni teoriche - dalle ore alle (per un totale di 28 ore di formazione); 1 esercitazione pratica, dalle ore 9.00 alle 12.00; 1 esercitazione pratica e Test finale presso il Centro Regionale di Protezione Civile con rilascio attestato se promossi; Frequenza obbligatoria per l 75% del monte ore previsto;

8 L ESIGENZA Perché nasce l esigenza della protezione civile? Per tutelare l integrità della vita, i beni, gli insediamenti e l ambiente

9 L ESIGENZA NASCE DALLA NECESSITÀ Dal 1943 ad oggi: Circa vittime per eventi di tipo naturale 13 eventi sismici rilevanti 39 eventi a carattere idrogeologico rilevanti 3 eventi vulcanici rilevanti Dal 1970 ad oggi: Circa incendi Circa ha percorsi dal fuoco

10 Preistoria Per questioni di difesa, i Nuclei familiari diventano Comunità. Antichi Greci, Antichi Romani Allo scopo di evitare il propagarsi degli incendi, soprattutto nei porti e nelle città, già gli antichi Greci e gli antichi Romani organizzavano piccole squadre di intervento.

11 1287 Ferrara Lo statuto della Città prevedeva che i Capifamiglia delle zone rurali tenessero pronti una vanga, un rastrello ed un badile per fronteggiare l eventuale rottura degli argini del Po. Medioevo Italia Nascita delle Confraternite della Solidarietà che col tempo daranno prima origine alle Misericordie (di stampo religioso), poi alle Società di Mutuo Soccorso (di stampo laico) ed infine alle Pubbliche Assistenze (1900)

12 XVIII Secolo - Impero Austro-Ungarico Riconoscimento formale dei Brentani (precursori dei nostri VdF), dei Nottin (pattuglie che avvisavano della nascita e/o della presenza di incendi) e dei Saltari (precursori delle Guardie Forestali) Ginevra Nascita del Movimento della Croce Rossa a cura di J. Henry Dunant Regno di Italia R.D.L. n legge (n. 883) nel 1928: La competenza del soccorso alle popolazioni viene affidata al Ministero dei Lavori Pubblici

13 Periodo Regno e Repubblica Italiana Con diversi passaggi normativi, la legislazione viene modificata fino alla creazione su base nazionale dei Servizi Antincendi (legge 469/61) presso il Ministero degli Interni. Vajont (1963) Alluvione di Firenze (1966)

14 Dicembre 1970 Legge 966/70 Norme sul soccorso e l assistenza alle popolazioni colpite da calamità Terremoto dell Irpinia con sfuriata di Pertini (1980) Tragedia di Vermicino (1981) DPR 66/81 Approvazione del regolamento attuativo della legge 966/70 (Errori nelle competenze, poco coordinamento, nella maggior parte dei casi inattesa o inapplicata).

15 LEGGE 225/92 Istituzione del Servizio Nazionale di Protezione Civile Terremoto Marche Umbria; 1998 Alluvione Sarno; 2002 Terremoto del Molise; 2009 Terremoto dell Abruzzo 2012 Terremoto in Emilia Romagna

16 LA PROTEZIONE CIVILE

17 LA PROTEZIONE CIVILE NON È UN SOLO CORPO GERARCHIZZATO, MA UN INSIEME COORDINATO DI NUMEROSI ORGANISMI SPECIALIZZATI CHE AL PROPRIO INTERNO HANNO: SPECIFICI LINGUAGGI, DETERMINATE PROCEDURE E SPICCATO SENSO DI APPARTENENZA.

18 CHE COSA È LA PROTEZIONE CIVILE? NON è UN UFFICIO NON è UN ENTE NON è UN CORPO MILITARE È UN SISTEMA COMPLESSO NON è UN ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO

19 CONFIGURAZIONE DELLA PROTEZIONE CIVILE Carattere multilivello materia CONCORRENTE (Stato; Regioni; ( Comuni REGIONI STATO ENTI LOCALI ENTI LOCALI

20 LEGGE N. 225 DEL Con la legge n. 225/92 viene istituito il Servizio Nazionale di protezione civile La struttura che ha i compiti di indirizzo e coordinamento di tale Servizio è il Dipartimento della protezione civile posto alle dirette dipendenze del Presidente del Consiglio dei Ministri (l. 401/2001). Questa Legge fondamentale per la P.C., è stata modificata in maniera sostanziale solo nel 2012: Legge 12 luglio 2012, n.100. Il modello consolidatosi negli anni, prevedeva la disponibilità di risorse straordinarie senza limitazioni sia quantitative, che nelle tipologie degli interventi urgenti e di durata temporale. Nuova fase, in cui è necessario fare i conti con la limitatezza dei fondi e la drastica riduzione della tipologia di opere ammissibili nella prima fase dell'intervento in emergenza, oltre che tempistica ristretta definita.

21 IL DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE Il DPC in attuazione alle norme vigenti provvede a coordinare tutte le amministrazione dello Stato,le Regioni, le Provincie, i Comuni, le Comunità Montane e i Consorzi di Bonifica, e può avvalersi di Enti Pubblici, di Istituti e di Gruppi di Ricerca Scientifica con finalità di Protezione Civile, nonché ogni altra Istituzione Pubblica o Privata.

22 Il DPC coordina nelle attività di Protezione Civile i gruppi di volontariato civile riconosciuti, nonché gli Ordini ed i Collegi Professionali.

23 Il DPC è il braccio operativo del Presidente del Consiglio quando si tratta di affrontare i problemi della tutela delle persone e dei beni del Paese, sottoposti a particolari minacce e/o pericoli che derivano da rischi naturali, ambientali o antropici.

24 Comitato Operativo della Protezione Civile RID CNMCA ANAS Autostrade Trenitalia MAE Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco Capo Dipartimento Protezione Civile Forze Armate ENEL Corpo Forestale dello Stato Ente Poste Forze di Polizia Capitanerie di Porto Telecom Croce Rossa Italiana Ministero della Salute Corpo Nazionale del Soccorso Alpino Vodafone APAT Wind CNR Conferenza unificata Stato/Regioni/Città ed autonomie locali ENEA Organizzazioni di volontariato INGV Tim RFI RAI ENAC

25 Il DPC è organizzato in 8 uffici generali e 43 servizi, e costituisce il fulcro del Sistema Nazionale di Protezione Civile in caso di Calamità Nazionale al fine di ridurre al minimo il danno alle persone o cose e ha i compiti di: orientamento legislativo, promozione, formazione, coordinamento, sostegno alle strutture periferiche, intervento diretto, ordinanze.

26 CHI FA PARTE DELLA PROTEZIONE CIVILE? art. 6 la Legge n. 225 del amministrazioni componenti Ministeri Regioni Province Prefetture Comuni Comunità Montane Aziende private Ordini professionali MA LA PRIMA AUTORITA DI PROTEZIONE CIVILE E

27 E QUALI SONO LE STRUTTURE OPERATIVE DELLA PROTEZIONE CIVILE? Vigili del Fuoco Forze Armate Forze di Polizia Carabinieri Corpo Forestale dello Stato Gruppi Nazionali di Ricerca Scientifica Guardia di Finanza Croce Rossa Italiana Strutture del Servizio Sanitario Nazionale Organizzazioni di Volontariato Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico

28 Ma allora, che differenza c è tra un intervento dei Vigili del Fuoco, del 118, del 113, ecc. e un operazione di Protezione Civile?? Un operazione è definibile di Protezione Civile non per il numero delle persone coinvolte o per l estensione territoriale, ma per il numero elevato di specializzazioni che prendono parte ad un evento e che debbono essere coordinate.

29 E IL DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE QUANDO INTERVIENE?!? Le emergenze sono classificate in 3 diverse tipologie (art. 2 l. 225/92) EVENTI DI TIPO A : Possono essere fronteggiati mediante interventi attuabili da singoli enti in via ordinaria: COMUNE EVENTI DI TIPO B : per loro natura ed estensione comportano l intervento coordinato di più enti in via ordinaria : PROVINCIA/REGIONE EVENTI DI TIPO C : per intensità ed estensione debbono essere fronteggiati con mezzi e poteri straordinari: STATO/Dipartimento della Protezione Civile

30 IL DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE L INTERVENTO DEL DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE AVVIENE DUNQUE SOLO QUANDO COMUNE, PROVINCIA E REGIONE NON RIESCONO DA SOLE AD AFFRONTARE UN EMERGENZA. E QUESTO UN ESEMPIO DEL PRINCIPIO DI SUSSIDIARIETA. SINDACO PRESIDENTE DELLA PROVINCIA PRESIDENTE DELLA REGIONE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

31 COME SI FA PROTEZIONE CIVILE? ATTRAVERSO 4 ATTIVITA FONDAMENTALI: 1) PREVISIONE 2) PREVENZIONE 3) SOCCORSO 4) SUPERAMENTO DELL EMERGENZA

32 PREVISIONE ATTIVITA CHE HANNO LO SCOPO DI INDENTIFICARE GLI SCENARI DI RISCHIO E OVE POSSIBILE AL PREANNUNCIO, AL MONITORAGGIO, ALLA SORVEGLIANZA E ALLA VIGILANZA IN TEMPO REALE DEGLI EVENTI E DEI CONSEGUENTI LIVELLI DI RISCHIO ATTESI 3-bis. Sistema di allerta nazionale per il rischio meteo-idrogeologico e idraulico

33 PREVENZIONE ATTIVITA FINALIZZATE A RIDURRE AL MINIMO LA POSSIBILITA CHE SI VERIFICHINO DANNI A SEGUITO DI UN EVENTO CALAMITOSO La prevenzione dei diversi tipi di rischio si esplica in attività non strutturali concernenti l'allertamento, la pianificazione dell'emergenza, la formazione, la diffusione della conoscenza della protezione civile nonché l'informazione alla popolazione e l'applicazione della normativa tecnica, ove necessarie, e l'attività di esercitazione

34 SOCCORSO Il soccorso consiste nell'attuazione degli interventi integrati e coordinati diretti ad assicurare alle popolazioni colpite ogni forma di prima assistenza

35 SUPERAMENTO DELL EMERGENZA INIZIATIVE VOLTE A RIMUOVERE TUTTI GLI OSTACOLI ALLA RIPRESA DELLE NORMALI ATTIVITA PRECEDENTI L EVENTO Il superamento dell'emergenza consiste unicamente nell'attuazione, coordinata con gli organi istituzionali competenti, delle iniziative necessarie e indilazionabili volte a rimuovere gli ostacoli alla ripresa delle normali condizioni di vita (L. 100/12.

36 In caso di emergenza nazionale questo compito aspetta al DPC, mentre la responsabilità della decisione è assunta direttamente dal Presidente del Consiglio dei Ministri. A livello Regionale la responsabilità è assunta dal Presidente della Giunta Regionale e a livello Locale è il Sindaco che deve assumere la responsabilità e la consapevolezza delle iniziative e delle attività a cui va data priorità e coordinare le forze in campo.

37 STRUTTURA REGIONALE DI PROTEZIONE CIVILE Presidente della Giunta Regionale Catiuscia Marini Direzione Programmazione, innovazione e competività dell Umbria Direttore: Dott. Lucio Caporizzi Ambito Territorio, infrastrutture e mobilità Coordinatore: Arch. Diego Zurli Servizio Protezione Civile Dirigente: Ing. Sandro Costantini

38 Regione Umbria SEZIONE 1 Servizio Protezione Civile... domani Servizio Protezione Civile S.O.U.R. - Emergenze Maurizio Tesorini SEZIONE 2 Centro Funzionale Nicola Berni

39 GRAZIE INFINITE PER LA PAZIENZA.

40

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