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1 Politica Economica Europea 3

2 Altre fonti di asimmetria Diversità strutturali Le istituzioni che governano i mercati possono essere diverse tra stati (diversità strutturali). Shock simmetrici in origine possono diffondersi in modo asimmetrico. Sulle modalità di diffusione degli shock rivestono estrema importanza: il sistema finanziario, sistema giuridico, il mercato del lavoro.

3 Diverso sistema finanziario La diversità della struttura e del funzionamento del sistema finanziario: ruolo del mercato in contrapposizione al ruolo dell intermediazione bancaria Es 1: propagazione di una variazione del tasso di interesse. Un aumento del tasso di interesse provoca un effetto ricchezza negativo per chi detiene portafogli finanziari (il prezzo dei titoli diminuisce). Questo potrebbe incidere sulle garanzie per un prestito. Per chi si affida all intermediazione bancaria, l aumento del tasso determina una variazione delle condizioni del prestito, in funzione di quanto la banca decide di trasferire sui clienti l aumento del tasso. La banca può al limite scegliere di razionare il credito negando il finanziamento. Es 2: La diversa struttura finanziaria (attivo e passivo) delle banche ha determinato un diverso effetto della crisi finanziaria 2008 sulle banche UE

4 Diversi sistemi giuridici Es Mutui ipotecari - diverse percentuali di mutuo sul valore della casa - Diverse tipologie di tassi applicati ai mutui (a tasso fisso, a tasso variabile, ) à Impatto sul prezzo delle case

5 Le istituzioni del mercato del lavoro Per quanto riguarda il mercato del lavoro, si parla di istituzioni del mercato del lavoro. Si parla di istituzioni del mercato del lavoro in senso lato intendendo organizzazioni e normative. Le più importanti istituzioni del mercato del lavoro sono: i sussidi di disoccupazione, i sistemi di protezione dell impiego, le politiche attive del lavoro, le tasse sul lavoro, le organizzazioni sindacali.

6 Come visto per il sistema finanziario e il sistema giuridico, anche diverse istituzioni del mercato del lavoro fanno sì che uno stesso shock si propaghi in modo diverso con effetti diversi sui salari e sull inflazione. Primi lavori iniziati dopo le crisi petrolifere anni 70. Filone di grande rilevanza anche oggi.

7 Il ruolo dei sindacati La contrattazione: centralizzata vs decentralizzata Ezio Tarantelli à corporativismo, centralizzazione Bruno e Sachs (1985) à effetti degli shock petroliferi in paesi con diverso grado di centralizzazione Calmfors e Driffill (1988) à non linearità

8 Il ruolo dei sindacati Indice di miseria o di malessere = tasso di disoccupazione + tasso di inflazione. Relazione non lineare ad U rovesciata tra indice di miseria e grado di centralizzazione della contrattazione. Indice di miseria o malessere Grado di centralizzazione

9 Spiegazione della curva ad U rovesciata Qual è l effetto di una rivendicazione salariale non sostenuta da un aumento di produttività? Basso grado di centralizzazione: I sindacati sono a livello di impresa e riconoscono che le loro rivendicazioni salariali possono penalizzare la competitività di prezzo dell impresa in cui lavorano rispetto alle imprese concorrenti. Per evitare eventuali perdite occupazionali, moderano le rivendicazioni. Alto grado di centralizzazione: Esiste un solo grande sindacato a livello nazionale che internalizza l effetto inflazionistico di una rivendicazione generalizzata e riconoscono di conseguenza che, in termini reali, il salario non aumenterebbe; moderano quindi le rivendicazioni. Medio grado di centralizzazione. Ogni sindacato rappresenta una categoria (o un settore). Se i sindacati non sono coordinati, a questo livello di centralizzazione essi non riconoscono né l effetto a livello microeconomico (i prodotti di un settore non sono infatti concorrenti con quelli di un altro settore), né l effetto macroeconomico (l aumento dei prezzi in un solo settore non determina l aumento generale dei prezzi). Complessivamente quindi i sindacati di categoria non sono in grado di internalizzare gli effetti a livello di sistema delle scelte che prendono a livello settoriale.

10 Complessivamente i sindacati influiscono sulla trasmissione di aumenti dei prezzi ai salari. L entità e la modalità di trasmissione dipende da: a) presenza dei sindacati b) grado di centralizzazione della struttura sindacale c) grado di coordinamento della struttura sindacale d) grado di copertura sindacale In generale, uno stesso shock esogeno avrà effetti inflazionistici e di disoccupazione diversi in paesi con diverse istituzioni del mercato del lavoro.

11 Le differenze nel mercato del lavoro si rispecchiano in diverse curve di Phillips w 1 w 0 w Punto di partenza Una diversa inclinazione della curva di Phillips implica, ad esempio, che una politica monetaria espansiva che riduce il tasso di disoccupazione provoca un diverso aumento salariale che sarà maggiore nel mercato più rigido (curva di Phillips più inclinata) u

12 Alcune critiche alla teoria AVO Quanto è efficace la politica monetaria e l uso del tasso di cambio nella soluzione di shock asimmetrici? Quanto sono probabili shock asimmetrici? Diverse visioni Ruolo degli stessi stati indipendenti Difficile omogenizzare le differenze istituzionali

13 L efficacia della politica monetaria e del cambio in paesi indipendenti In presenza di shock permanenti e asimmetrici i paesi con politica monetaria indipendente, possono utilizzare il tasso di cambio. Quanto efficace è questa manovra?

14 L efficacia della politica monetaria e del tasso di cambio In F la domanda diminuisce. Ipotizziamo una politica di svalutazione del franco (FR) rispetto al marco (DM) E R = (P F E)/P DM E = tasso di cambio DM/FR FR svaluta à E diminuisceà E R diminuisce à aumenta la competitività di F, le esportazioni aumentano e la domanda aumenta. La svalutazione del FR rispetto al DM equivale ad una rivalutazione del DM rispetto al FR. Questa rivalutazione ridurrà la domanda in Germania e abbasserà l'inflazione. Anche la Germania quindi riesce a recuperare l'equilibrio sia reale che nominale. In questo caso la svalutazione appare come uno strumento efficace.

15 Ma.. Che effetti produce la svalutazione del franco francese in Francia (oltre ad aumentare exp)? La svalutazione ha l'effetto IMMEDIATO di aumentare il prezzo (in franchi) dei beni importati (P M ) Infatti: P M =P $ /E L'indice dei prezzi al consumo (media ponderata di beni prodotti internamente e di beni importati) aumenta e quindi aumenta l'inflazione in Francia. L'aumento dell'inflazione determinerà un aumento dei salari (con modalità che dipendono dalla contrattazione) e di conseguenza un aumento dei prezzi dei beni prodotti in Francia. Tramite questa via l'iniziale miglioramento della competitività verrà eroso dall'aumento dell'inflazione. à La svalutazione è uno strumento efficace nel breve periodo.

16 Effetto del deprezzamento/svalutazione P F F F O F (W 2 ) O F (W 1 ) D F D F Aumentano le expà aumenta la domanda aggregata. Aumentano i prezzi all importazione e quindi I prezzi al consumo. I lavoratori cercheranno di mantenere il potere d acquisto rivendicando aumenti salariali. Gli aumenti salariali sono trasferiti sui prezzi e la curva di O si sposta verso l alto L efficacia della manovra si riduce, il guadagno di competitività viene perso e l inflazione è aumentata Y F

17 Una svalutazione (in genere, ma non sempre- vedi caso Italia nel 1992-) aumenta la crescita salariale (l entità della crescita dipende- come visto- dal funzionamento del mercato del lavoro). Per una data crescita della produttività, questo genera un aumento di inflazione (ricorda la relazione prezzi-salariproduttività). L iniziale recupero di domanda (e anche la riduzione della disoccupazione) verrà eroso. Come vedremo, se verrà eroso completamente o solo in parte dipende dalla riposta dei salari ma anche dall apertura commerciale di un paese. Per i paesi europei l evidenza mostra che l erosione dell iniziale vantaggio è molto grande.

18 Una volta che l effetto della svalutazione è stato eroso, si può ripetere la svalutazione?

19 Svalutazioni ricorrenti Per studiare l effetto di svalutazioni ricorrenti riprendiamo la curva di Phillips w = a bu Come sappiamo questa formulazione originaria- della curva di Phillips è incompleta perché

20 La curva di Phillips aumentata per le aspettative.la variazione del salario rilevante per le scelte di lavoratori e imprese deve essere considerata in termini REALI. Cioè lavoratori e imprese sono interessati al salario reale e non nominale. Fondamentale contributo di FRIEDMAN e PHELPS che, separatamente, a cavallo degli anni 60 e 70 intervengono sul fondamento teorico della curva di Phillips.

21 In particolare, le richieste di aumenti salariali da parte dei lavoratori saranno fatte sulla base dei prezzi attesi salario reale atteso = W / P e log(salario reale atteso) = logw log P e d log(salario reale atteso) d logw = dt dt tasso di crescita del salario reale atteso d = log P dt w e p e

22 Nella curva di Phillips originaria: w = a bu alla crescita salariale si sostituisce la crescita del salario reale atteso. La curva di Phillips diviene: w p e = a bu w = a bu + p e Attenzione: Esistono quindi infinite curve di Phillips, associate a diversi tassi di inflazione attesa

23 Svalutazioni e inflazione Se persiste il problema di competitività e il tasso di cambio va periodicamente svalutato, si genera una spirale inflazionistica. Svalutazioneà inflazioneà aumento dei salari à aumento dei prezzi à svalutazioneà inflazione La crescita persistente dell inflazione alimenta le aspettative di inflazione La curva di Phillips si sposta nel piano w u

24 Aspettative di inflazione e inflazione Inflazione p Considerando congiuntamente la curva di Phillips e la relazione che lega tra salari e prezzi: # $ % w = a bu + p e p = w q + Δm p e = 4% E facile vedere che le aspettative di inflazione alimentano l inflazione p = (a q + Δm) bu + p e p e = 3% p e =1% Tasso di disoccupazione (u)

25 La curva di Phillips nel lungo periodo Definiamo il lungo periodo come la situazione di stato stazionario del sistema (cioè il sistema economico si riproduce sempre uguale). In stato stazionario le aspettative sono sempre realizzate e la crescita della produttività e mark up sono costanti. La curva di Phillips quindi diviene: p = costante bu + p Semplificando si ottiene una curva di Phillips (di lungo periodo) che determina il tasso di disoccupazione di equilibrio di lungo periodo (o tasso naturale) che è costante ed indipendente dalla crescita di prezzi e salari: u* = costante

26 Nel caso di shock asimmetrici permanenti l uso ripetuto del tasso di cambio non è consigliabile perché innesca una spirale inflazionistica. Inoltre, nel lungo periodo il tasso di disoccupazione non dipende dall inflazione e/o dalla crescita salariale.

27 Caso di shock simmetrici Ad esempio: la Francia e Germania subiscono una riduzione della domanda. In entrambi i paesi: diminuisce la domanda, diminuisce il reddito, diminuiscono le entrate dello Stato, aumenta la disoccupazione, aumentano i sussidi di disoccupazione, aumentano le spese dello Stato, aumenta il deficit pubblico, peggiorano i conti con l'estero I meccanismi automatici non possono risolvere lo squilibrio

28 La politica economica: Se i paesi sono indipendenti Se si utilizza il tasso di cambioà svalutazioni competitive! Si dovrebbero invece coordinare gli interventi Se i paesi sono parte di un unione monetaria Il coordinamento è assicurato à stessa politica monetaria (in questo caso espansiva) per entrambi Nel caso di shock simmetrici partecipare ad un unione monetaria facilita l aggiustamento

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