Bilancio 2010 SICILIA ECUADOR

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1 Bilancio 2010 SICILIA ECUADOR

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4 Bilancio 2010

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6 Indice ORGANI SOCIALI 7 RELAZIONE SULLA GESTIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE 9 Guardare al futuro consapevolmente 13 Tempo di crisi, tempo di fatti 13 L andamento delle BCC-CR nel contesto del sistema bancario 14 Gli assetti strutturali 14 Lo sviluppo dell intermediazione 15 L economia siciliana 17 Industria 17 I servizi 18 Gli scambi con l estero 19 Il mercato del lavoro 19 Il sistema bancario siciliano 20 Il sistema di Credito Cooperativo siciliano 21 Le strategie ed i progetti del Credito Cooperativo siciliano 24 La struttura organizzativa delle BCC siciliane. Progetto di definizione dei Modelli Organizzativi 24 Assessment Organizzativo della Federazione Siciliana delle BCC 25 Supporto al processo di Pianificazione Strategica e Commerciale delle BCC siciliane 25 Finanziamento Codesarrollo 26 La Federazione Siciliana 27 Attività dei servizi federali 27 Gli obiettivi e le frontiere del Credito Cooperativo 37 Le regole che verranno 38 La sfida dell auto-regolamentazione 39 Il nuovo Statuto 39 Costruire il futuro 40 Documento programmatico sulla sicurezza 40 Conclusioni 41 Proposta di ripianamento della perdita di esercizio 42

7 BCC > CREDITO COOPERATIVO > FEDERAZIONE SICILIANA STATO PATRIMONIALE 43 CONTO ECONOMICO 49 NOTA INTEGRATIVA 53 RELAZIONE DEL COLLEGIO SINDACALE 79 RELAZIONE DI CERTIFICAZIONE 85 APPENDICI 91 L economia siciliana 93 Il sistema bancario siciliano 100 Il sistema di Credito Cooperativo siciliano 107 Bilancio aggregato BCC siciliane 114 Andamento raccolta e impieghi 118 Indicatori patrimoniali 120 Indicatori economici 121 Elenco sportelli 122 Relazione ICAAP aggregata 128 Formazione 134 Personale 137 Progetti 138 Assessment Organizzativo della Federazione Siciliana delle BCC 139 La struttura organizzativa delle BCC siciliane. Progetto di definizione dei Modelli Organizzativi 144 Supporto al processo di Pianificazione Strategica e Commerciale delle BCC siciliane 153

8 Organi sociali Consiglio di Amministrazione Presidente Antonio Albano Vice Presidente Concetto Costa Vice Presidente Nicola Mastrosimone Vice Presidente Giuseppe Mistretta Consiglieri Vito Augello Salvatore Caldara Francesco Canale Luigi Fabio Damiano Filì Michele Mingoia Antonino Pellegrino Antonino Piazza Maria Rosa Rubulotta Gaetano Saporito Antonino Termini Comitato Esecutivo Presidente Vice Presidente Vice Presidente Componenti Collegio Sindacale Presidente Membri effettivi Membri supplenti Collegio dei Probiviri Presidente Membri effettivi Membri supplenti Antonio Albano Concetto Costa Giuseppe Mistretta Vito Augello Salvatore Caldara Francesco Canale Gaetano Saporito Stefano Farinella Giuseppe Di Forti Salvatore Resta Andrea Butera Giuseppe Cannì Augusto dell Erba Giorgio Clementi Angelo Mambretti Domenico Ciaglia Paolo Raffini 7

9 BCC > CREDITO COOPERATIVO > FEDERAZIONE SICILIANA Direzione Direttore Commissione Sindacale Presidente Membri effettivi Nicola Culicchia Salvatore Caldara Vito Augello Nicolò Blando Francesco Canale Liborio Catanalotto Francesco De Domenico Luigi Fabio Antonino Piazza Antonino Termini Commissione Conciliazione e Arbitrato Presidente Gaetano Saporito Membri effettivi Antonio Albano Vito Augello Salvatore Caldara Luigi Fabio Damiano Filì Michele Mingoia Osservatorio locale / Commissione paritetica Membri effettivi Francesco Canale Giuseppe Di Forti Michele Mingoia Antonino Piacentino Maria Rosa Rubulotta Comitato Tecnico dei Direttori Membri effettivi Corrado Bongiovanni Michelangelo Bonsignore Carmelo Cordaro Alfonso Ferrara Gaetano Licata 8

10 Relazione sulla gestione del Consiglio di Amministrazione 9

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12 BILANCIO 2010 > RELAZIONE SULLA GESTIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE Signori Soci, La crescita mondiale resta sostenuta. L economia mondiale continua a espandersi, sospinta dalla forte crescita dei Paesi emergenti, dal recupero degli Stati Uniti e dal consolidamento della ripresa nell area dell euro. In base alle proiezioni del Fondo monetario internazionale (FMI), la crescita del PIL mondiale, pari al 5,0 per cento nel 2010, proseguirebbe a un ritmo del 4,5 per cento circa quest anno e il prossimo. Dalla fine del 2010 i flussi di commercio internazionale, temporaneamente rallentati nell autunno scorso, sono tornati ad accelerare. In Giappone, dopo un recupero dell attività produttiva nel primo bimestre di quest anno, gli effetti del terremoto che ha colpito il Paese in marzo sono al momento di difficile valutazione, considerando la dimensione del sisma e il coinvolgimento della centrale nucleare di Fukushima. Prosegue il rincaro delle materie di base. Nei primi mesi dell anno è proseguito il rincaro delle materie prime. Le quotazioni del petrolio, in crescita dall estate scorsa per il rafforzamento della domanda mondiale, sono ulteriormente salite da febbraio in seguito alle rivolte nel Nord Africa e nel Medio Oriente; i contratti futures ne prefigurano una stabilizzazione nei prossimi mesi. I prezzi delle materie di base alimentari sono cresciuti ancora nel primo trimestre e in aprile, superando i picchi dell agosto Nei Paesi avanzati le ripercussioni sull inflazione al consumo sono state significative, anche se al netto delle componenti energetiche e alimentari la dinamica dei prezzi continua a essere contenuta. Nelle economie emergenti le pressioni inflazionistiche si sono intensificate, alimentate da ritmi di crescita economica che si collocano su livelli prossimi a quelli potenziali. Persistono tensioni sul debito sovrano di alcuni Paesi dell area dell euro. Le tensioni sul debito sovrano di alcuni Paesi dell area dell euro, in atto con fasi alterne da oltre un anno, si sono acuite in febbraio e agli inizi di marzo; si sono solo in parte attenuate dopo la riunione dell 11 marzo scorso dei Capi di Stato e di governo dei Paesi dell area, che hanno deciso di ampliare la capacità di prestito dello European Financial Stability Facility e hanno delineato le caratteristiche dello European Stability Mechanism che vi subentrerà nel La crisi di governo e le riduzioni del merito di credito del Portogallo hanno successivamente provocato un forte aumento dei premi per il rischio sul debito pubblico portoghese, che sono tornati a scendere dopo l accoglimento della richiesta ufficiale di prestito all Unione europea e all FMI. Nell area dell euro la crescita potrebbe essersi rafforzata nel primo trimestre Il PIL dell area dell euro ha continuato a espandersi nel quarto trimestre dello scorso anno (0,3 per cento sul periodo precedente); nel complesso del 2010 il prodotto è aumentato dell 1,8 per cento. La crescita è stata però diseguale: elevata in Germania (3,6 per cento), più contenuta in Francia e in Italia (1,6 e 1,3 per cento), pressoché nulla in Spagna. Nei primi mesi del 2011 la crescita potrebbe essersi rafforzata, come segnalato dalla dinamica della produzione industriale e dalle indagini qualitative presso le imprese, riflesse nel livello raggiunto in marzo dall indicatore -coin. e i prezzi al consumo hanno accelerato. L inflazione al consumo è aumentata, portandosi al 2,5 per cento sui dodici mesi nella media del primo trimestre di quest anno (dal 2,0 del periodo precedente). Il rialzo è in larga parte da ricondurre all accelerazione dei prezzi dei beni energetici e alimentari, dovuta al rincaro delle materie di base. In Italia la crescita del PIL prosegue, ma a ritmi contenuti. Nel quarto trimestre del 2010 il PIL in Italia è aumentato dello 0,1 per cento sul periodo precedente. Nella 11

13 BCC > CREDITO COOPERATIVO > FEDERAZIONE SICILIANA media dell anno è cresciuto dell 1,3 per cento. Vi hanno contribuito l andamento della domanda nazionale (per 1,7 punti percentuali) e il recupero delle esportazioni (per 2,2 punti); tuttavia, il contributo netto del commercio con l estero è stato negativo per 0,4 punti a causa della crescita elevata delle importazioni attivata dalla domanda interna. Si prefigura una modesta accelerazione dell attività produttiva nel primo trimestre del 2011, come indicato dalla lieve ripresa della produzione industriale e dalla più vivace dinamica delle esportazioni in gennaio e in febbraio. Anche il clima di fiducia delle imprese industriali e le attese sulla domanda sono migliorati, attestandosi su buoni livelli. I consumi sono frenati dalla dinamica negativa dei redditi reali. Restano improntati alla prudenza i comportamenti di spesa delle famiglie, influenzati dalle condizioni del mercato del lavoro e dall andamento del reddito disponibile, nel 2010 ancora diminuito in termini reali. La dinamica dei consumi, tornata positiva lo scorso anno, non si sarebbe intensificata nei mesi più recenti, secondo le indicazioni provenienti dall andamento delle vendite al dettaglio, scese in gennaio, e dal clima di fiducia dei consumatori, il cui graduale miglioramento si è interrotto agli inizi del Anche le attese sulla crescita dei prezzi sono lievemente peggiorate, in linea con l andamento corrente dell inflazione. I prezzi al consumo risentono dei costi delle materie prime. L inflazione al consumo, stabile intorno all 1,7 per cento nella seconda metà del 2010, è salita al 2,3 nella media del primo trimestre, misurata in base alla variazione sui dodici mesi dell indice dei prezzi al consumo per l intera collettività nazionale. Il rialzo riflette soprattutto il rincaro dei beni energetici e alimentari, gravando maggiormente sul potere d acquisto delle famiglie meno abbienti, per le quali essi rappresentano oltre il 40 per cento dei consumi. L inflazione misurata al netto di queste componenti è rimasta però contenuta, anche se in lieve aumento nei primi mesi dell anno a causa dei rincari dei servizi di trasporto e di alcune voci a prezzo regolamentato. L occupazione non riparte. Livelli produttivi distanti da quelli precedenti, l avvio della recessione e un incidenza ancora elevata degli occupati in Cassa integrazione ostacolano il ritorno alla crescita dell occupazione. Dopo un lieve incremento nel quarto trimestre del 2010, il numero degli occupati è ripiegato nel primo bimestre di quest anno sui livelli minimi dell estate scorsa. Sono tornate a crescere le assunzioni con contratti flessibili e a tempo parziale; è proseguita la contrazione delle posizioni permanenti a tempo pieno. Il tasso di disoccupazione rimane stabile sui valori medi dello scorso anno, mentre sono aumentate l incidenza dei disoccupati di lungo periodo e la disoccupazione giovanile. Nel 2010 il disavanzo pubblico è migliorato. Nel 2010 l indebitamento delle amministrazioni pubbliche in rapporto al PIL è sceso di quasi un punto rispetto al 2009 (al 4,6 per cento; 0,4 punti in meno di quanto atteso nelle valutazioni ufficiali dello scorso settembre). Al netto della spesa per interessi si è registrato un sostanziale pareggio. Il calo del disavanzo è dovuto alla riduzione dell incidenza della spesa in conto capitale (0,9 punti), di quella primaria corrente (0,3 punti) e di quella per interessi (0,1 punti). La dinamica delle entrate è tornata positiva, con un incremento dello 0,9 per cento in termini nominali; le entrate correnti hanno beneficiato di un forte recupero del gettito dell IVA, anche in seguito all adozione di norme più stringenti per le compensazioni. Il rapporto tra debito pubblico e PIL, salito al 119 per cento dal 116 nel 2009, ha registrato un incremento inferiore a quello atteso per la media dell area. È confermato l obiettivo di un disavanzo inferiore al 3 per cento nel 2012 Per il biennio il Docu- 12

14 BILANCIO 2010 > RELAZIONE SULLA GESTIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE mento di economia e finanza ha confermato le previsioni e gli obiettivi per il disavanzo. Nel 2011 l indebitamento netto è previsto scendere al 3,9 per cento del prodotto: le migliori condizioni di partenza dovute al minor disavanzo nel 2010 sono compensate da stime di crescita del PIL più prudenti (dall 1,3 all 1,1 per cento) e dalla previsione di una maggiore spesa per interessi. Per il 2012 l obiettivo per l indebitamento netto, che coincide con le stime tendenziali, è pari al 2,7 per cento del PIL, con una dinamica del prodotto rivista al ribasso dal 2,0 all 1,3 per cento. e viene programmato il sostanziale pareggio nel 2014 Il governo programma di conseguire un sostanziale pareggio di bilancio nel 2014 mediante la realizzazione di manovre correttive per circa 2,3 punti di PIL nel complesso nel biennio Guardare al futuro consapevolmente L Italia ha bisogno di ripensare al proprio futuro in termini nuovi. Non basta occuparsi dell Azienda-Italia né di valorizzare il Sistema-Italia. Occorre anche ragionare in termini di costruzione della Comunità Italia, nel senso più profondo del termine. Per ripartire, per rilanciare la crescita, occorre soprattutto un rinnovato consenso, un sentire comune che favorisca la convergenza delle energie. Di questo progetto l industria bancaria è un interlocutore fondamentale, perché è l infrastruttura sulla quale viaggia la fiducia; il credito, gli investimenti, il sistema dei pagamenti si alimentano di fiducia. E le Banche di Credito Cooperativo hanno un ruolo peculiare, come infrastrutture direttamente espresse dai territori, interlocutori privilegiati di milioni di famiglie e micro, piccole e medie imprese produttrici di capitale sociale chiamate a costruire sviluppo comunitario, a favorire la circolazione della fiducia, a stimolare la crescita del tessuto di relazione e di connessione locale. Le Banche di Credito Cooperativo ispirano la propria azione a questo obiettivo: concorrere alla costruzione della Comunità Italia, partendo dal contributo al miglioramento delle condizioni economiche, sociali e civili del nostro territorio. Tempo di crisi, tempo di fatti Le BCC hanno contribuito da subito, e con convinzione, soprattutto negli ultimi tre anni, a contenere e attenuare i sintomi e gli effetti della fase critica. In pochi mesi il Credito Cooperativo ha realizzato oltre 250 iniziative a favore delle famiglie, delle micro, piccole e medie imprese. La maggior parte sono frutto di alleanze con enti locali, organizzazioni imprenditoriali e sindacali, diocesi e soggetti pubblici. Sono il frutto di una logica cooperativa diffusa e di un approccio che punta a fare coalizione nei territori, modalità moderna e tipica della sussidiarietà. Sono state inoltre circa 21 mila le domande giunte alle BCC e alle banche della rete del Credito Cooperativo derivanti dall Avviso comune per le PMI lanciato nel 2009, per un totale di quasi 6 miliardi di debito residuo. L 80 per cento di queste sono state accolte. Si tratta di uno sforzo pari a una piccola manovra economica, un volano supplementare di liquidità offerto alla Comunità Italia dalle BCC. Le BCC italiane, inoltre, hanno aderito ai programmi di messa a disposizione della liquidità lanciati dalla Cassa Depositi e Prestiti, sottoscrivendo plafond per 1,2 miliardi circa, destinati esclusivamente alle PMI. In particolare, le BCC siciliane hanno utilizzato un plafond di 43,511 milioni di euro a fronte di un assegnato di 49,512 milioni di euro che è stato destinato a sostenere i programmi di svi- 13

15 BCC > CREDITO COOPERATIVO > FEDERAZIONE SICILIANA luppo delle piccole e medie imprese regionali. Le BCC siciliane hanno realizzato numerose iniziative a favore delle famiglie e PMI ed hanno sottoscritto accordi con istituzioni locali, rappresentanze imprenditoriali, diocesi e Caritas. Nell ambito del progetto Laboratorio Sud, al quale hanno partecipato in qualità di partner 3 BCC siciliane (G. Toniolo di San Cataldo, San Giuseppe di Mussomeli e Dei Castelli e degli Iblei di Mazzarino), Tertio Millennio ha erogato contributi a fondo perduto per un importo complessivo di euro a imprese giovanili siciliane. Questo sforzo non è stato senza prezzo. Ma si è trattato di una scelta consapevole e coerente con l identità d impresa del Credito Cooperativo, interamente sostenuta con risorse delle BCC, senza alcun ricorso all intervento pubblico. L andamento delle BCC-CR nel contesto del sistema bancario Nel corso del 2010 le BCC-CR hanno continuato a sostenere l economia reale con significativi flussi di finanziamento e favorevoli condizioni di accesso al credito. Si è parallelamente incrementato sensibilmente il numero dei dipendenti e dei soci. Gli assetti strutturali A dicembre 2010 si registravano 415 BCC (pari al 54,4 per cento del totale delle banche operanti in Italia), con sportelli (pari al 13,0 per cento del sistema bancario). Gli sportelli sono cresciuti di 130 unità negli ultimi dodici mesi (+3,1 per cento), a fronte della riduzione registrata nel sistema bancario complessivo (-1,1 per cento). A novembre 2010 le BCC-CR rappresentavano ancora l unica presenza bancaria in 558 comuni italiani, mentre in altri 479 comuni avevano un solo concorrente. Alla stessa data, le BCC operavano in 101 province. Il numero complessivo dei clienti delle BCC-CR era pari a dicembre 2010 a oltre 5,7 milioni. I dipendenti erano circa 32 mila unità. Ad essi vanno aggiunti gli oltre dipendenti di federazioni locali, società del GBI, casse centrali e organismi consortili. Il numero dei soci era pari a fine anno a unità, con un incremento sui dodici mesi del 5,8 per cento. 14

16 BILANCIO 2010 > RELAZIONE SULLA GESTIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE Lo sviluppo dell intermediazione Con riguardo all attività di intermediazione, nel corso del 2010 è proseguito il significativo sviluppo dell attività di impiego delle BCC-CR, mentre sul fronte del funding sono emerse anche per la categoria le criticità comuni a tutto il sistema bancario. La quota delle BCC-CR nel mercato degli impieghi e in quello della raccolta diretta si attestava a fine anno al 7,0 per cento. Con particolare riguardo all attività di finanziamento, in un contesto di ripresa nella dinamica dei finanziamenti erogati dal sistema bancario alla clientela famiglie e imprese, le BCC-CR hanno continuato ad erogare credito in misura superiore alle altre banche. Gli impieghi lordi a clientela delle BCC ammontavano a dicembre 2010 a 135,3 miliardi di euro, con un tasso di crescita annua del 7,7 per cento, in linea con la dinamica rilevata per il sistema bancario complessivo. Al netto delle poste connesse ad operazioni di cartolarizzazione il tasso di incremento annuo degli impieghi è risultato per le BCC del 5,8 per cento contro il +4,3 per cento del sistema bancario. Agli oltre 135 miliardi di euro di impieghi a clientela delle BCC-CR si aggiungono i circa 10 miliardi di finanziamenti a clientela erogati dalle banche di secondo livello del sistema del Credito Cooperativo. I mutui delle BCC-CR hanno superato a dicembre 2010 gli 87 miliardi di euro, con una crescita annua del 12,4 per cento. Il positivo differenziale di crescita degli impieghi delle BCC-CR rispetto alle altre banche, soprattutto quelle di maggiori dimensioni, testimonia la peculiare propensione delle banche della categoria a continuare ad erogare credito anche nelle fasi congiunturali avverse, svolgendo con sempre maggiore intensità il proprio ruolo di sostegno alla ripresa del Paese. Il credito concesso è stato adeguatamente accompagnato da una congrua richiesta di garanzie che a fine 2010 risultano coprire un ampia porzione del portafoglio di impieghi (77,1 per cento). In particolare appare elevata la quota di impieghi sostenuta da garanzia reale (52,8 per cento). Particolarmente vigorosa è risultata l attività di erogazione del credito verso famiglie e imprese. I finanziamenti erogati alle famiglie consumatrici, sono cresciuti del 14 per cento su base annua e costituiscono ad oggi il 30,5 per cento del totale dei finanziamenti erogati dal Credito Cooperativo. Nel secondo semestre dell anno lo sviluppo dei finanziamenti erogati alle famiglie consumatrici è stato pari per le BCC al +2,7 per cento, contro il +2,4 per cento del sistema bancario. A fine 2010, la quota di mercato delle BCC nel comparto si attestava all 8,5 per cento. I finanziamenti alle famiglie produttrici sono cresciuti del 9,9 per cento su base d anno. Nel secondo semestre 2010 la crescita è stata del 5,5 per cento per le banche della categoria contro +5,1 per cento del sistema. La quota di mercato delle BCC-CR nei finanziamenti alle famiglie produttrici superava a fine 2010 il 17 per cento. I finanziamenti alla clientela imprese, pari a dicembre 2010 a 90,8 miliardi di euro, presentavano una crescita annua del 6 per cento, a fronte dello 0,6 per cento registrato nel sistema bancario complessivo. In termini di composizione degli impieghi al settore produttivo, emerge una concentrazione nel comparto costruzioni e attività immobiliari superiore per le BCC rispetto al sistema bancario (rispettivamente 35,8 per cento e 29,9 per cento). Si rileva, inoltre, il permanere di una significativa incidenza dei finanziamenti all agricoltura (8,5 per cento per le BCC contro il 4,3 per cento del sistema bancario complessivo). Con riguardo alla dinamica di crescita nelle diverse branche di attività economica, si evidenzia un forte sviluppo 15

17 BCC > CREDITO COOPERATIVO > FEDERAZIONE SICILIANA dei finanziamenti all agricoltura (nel secondo semestre dell anno, +9,4 per cento contro il +10,3 per cento del sistema). Superiore alla media di sistema appare anche la crescita semestrale dei finanziamenti al comparto costruzioni e attività immobiliari (+4,4 per cento contro il +3,8 per cento del sistema bancario), al comparto attività manifatturiere (+3,1 per cento a fronte del -0,1 per cento del sistema) e del commercio (+3,2 per cento contro il +2,3 per cento). Questi tassi di crescita appaiono simili a quelli di fasi espansive, non già recessive del ciclo economico, e testimoniano la peculiare propensione delle banche della categoria a continuare ad erogare credito anche nelle fasi congiunturali avverse, svolgendo, di fatto, una funzione anticiclica. A fronte di questo maggior volume di facilitazioni creditizie, le BCC hanno consapevolmente gestito una maggior pressione del credito in sofferenza. A dicembre 2010, il rapporto sofferenze/impieghi era pari per le BCC al 4,3 per cento in crescita di 7 decimi di punto percentuale rispetto allo stesso periodo del Nel sistema bancario complessivo si rileva una crescita analoga del rapporto sofferenze/impieghi che risultava a fine anno pari al 4 per cento. La crescita dei crediti in sofferenza delle BCC, pari mediamente al 29,7 per cento su base d anno contro il +31,6 per cento del sistema bancario complessivo (rispettivamente +12,7 per cento e +13,3 per cento su base semestrale), è stata particolarmente rilevante con riguardo ai prenditori di maggiore dimensione. Per le società non finanziarie l incremento percentuale dei crediti in sofferenza nel secondo semestre dell anno è stato pari al +15,5 per cento per le BCC-CR, contro il +13,4 per cento della media di sistema. La crescita è risultata più contenuta con riferimento alle famiglie produttrici (+8,9 per cento, contro il +12,6 per cento del sistema su base semestrale) e consumatrici (rispettivamente +7,9 per cento e +14,3 per cento su base semestrale). Il rapporto sofferenze/impieghi è risultato particolarmente elevato per le imprese artigiane e le altre imprese minori con più di 20 addetti per le quali superava a fine 2010 rispettivamente l 8,7 ed il 7,6 per cento. Con specifico riguardo alla clientela imprese, il rapporto sofferenze/impieghi è cresciuto nel corso dell anno di 1 punto percentuale, dal 4,1 al 5,1 per cento. Per il sistema bancario il rapporto sofferenze/impieghi alle imprese era pari a fine 2010 al 5,8 per cento. Nel comparto costruzioni e attività immobiliari l indice di rischio era pari al 5,1 per cento per le BCC-CR, a fronte del 5,8 per cento rilevato mediamente nel sistema bancario. A dicembre 2010 le partite incagliate delle BCC-CR risultavano in crescita del 20,5 per cento. Il rapporto incagli/impieghi era pari, nella media della categoria, al 4,3 per cento a dicembre 2010 (3,8 a fine 2009). Analizzando, infine, il flusso dei crediti deteriorati in relazione ai finanziamenti erogati a clientela, il dato semestrale del 2010 annualizzato indica un ulteriore incremento del flusso degli incagli, scaduti e ristrutturati e un rallentamento nella dinamica delle nuove sofferenze. La raccolta bancaria complessiva delle BCC ammontava a dicembre a 151 miliardi di euro, con una crescita annua modesta (+2,5 per cento). Al netto delle poste connesse con operazioni di cartolarizzazione, il tasso di incremento annuo della raccolta è pari a dicembre a +1,7 per cento per le BCC e +3,0 per cento per il sistema bancario complessivo. Le obbligazioni emesse dalle BCC ammontavano a dicembre 2010 a 58 miliardi di euro, con una variazione annua pari a -1,7 per cento, in linea con la media di sistema. La quota di prestiti obbligazionari sulla raccolta diretta (38,4 per cento a dicembre 2010) risultava superiore a quella registrata in media dal sistema bancario (36,4 per cento). 16

18 BILANCIO 2010 > RELAZIONE SULLA GESTIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE La raccolta indiretta, calcolata al valore nominale, era pari a dicembre a 23 miliardi di euro, con una crescita annua del 12,4 per cento. Il rapporto fra raccolta indiretta e raccolta diretta si attestava a fine anno al 15,3 per cento. La quota di mercato delle BCC-CR in termini di raccolta indiretta permane modesta, intorno all 1,3 per cento. Per quanto concerne la dotazione patrimoniale, a dicembre 2010 l aggregato capitale e riserve ammontava per le BCC a 19,2 miliardi di euro, con un incremento del 3,6 per cento su base d anno (+24,2 per cento nella media di sistema). Il tier 1 ratio ed il total capital ratio delle BCC erano pari a settembre 2010, ultima data disponibile, rispettivamente al 14 per cento ed al 14,9 per cento (stazionari rispetto allo stesso periodo dell anno precedente). Il confronto con il sistema bancario evidenzia il permanere di un significativo divario a favore delle banche della categoria: nel terzo trimestre del 2010 i coefficienti patrimoniali dei primi cinque gruppi relativi al patrimonio di base (tier 1 ratio) e al complesso delle risorse patrimoniali (total capital ratio) si collocavano, rispettivamente, al 9,0 e al 12,5 per cento. Con riguardo, infine, agli aspetti reddituali, le informazioni preliminari desumibili dall analisi dell andamento di conto economico a dicembre 2010 segnalano una contrazione del margine di intermediazione (-2,3 per cento). La crescita significativa delle commissioni nette (+11,3 per cento) e la sostanziale stabilità delle spese amministrative non controbilanciano la performance negativa della gestione denaro : la variazione del risultato di gestione risulta, quindi, negativa (-9,2 per cento). L utile d esercizio 2010 dovrebbe attestarsi a circa 370 milioni di euro con una contrazione di oltre il 40 per cento rispetto alla fine del L economia siciliana Nel 2010 si è attenuata la fase congiunturale recessiva che aveva caratterizzato l anno precedente. Nell industria si sono manifestati i primi segnali di miglioramento a partire dalla primavera; il modesto grado di utilizzo degli impianti e l incertezza sull evoluzione del ciclo economico, tuttavia, hanno influito negativamente sugli investimenti. Dopo il forte calo del 2009 le esportazioni sono tornate a crescere. Le aziende dei servizi privati non finanziari hanno registrato alcuni segnali di ripresa; tuttavia è proseguita la riduzione delle presenze turistiche, nonostante un incremento dei turisti stranieri. Nel mercato del lavoro si è accentuata la dinamica calante dell occupazione ed è aumentato il tasso di disoccupazione. Dopo un biennio di rallentamento si è verificato un lieve recupero del tasso di crescita dei prestiti bancari all economia. La qualità del credito ha continuato a peggiorare sia per le imprese sia per le famiglie. I depositi bancari sono risultati in diminuzione; si è rilevato un incremento dei fondi detenuti nei conti correnti a scapito delle altre forme di deposito. Industria Dopo la forte contrazione registrata tra il 2008 e il 2009 il settore industriale ha mostrato qualche segnale di recupero, soprattutto a partire dalla primavera. Gli indicatori qualitativi dell ISAE (Istituto di Studi e Analisi Economica) relativi alla produzione e agli ordinativi sono migliorati dal secondo trimestre dell anno, pur rimanendo su valori storicamente molto bassi. Il livello delle scorte di prodotti finiti si è stabilizzato su 17

19 BCC > CREDITO COOPERATIVO > FEDERAZIONE SICILIANA valori ritenuti normali dagli imprenditori, dopo un biennio in cui si era mantenuto elevato; il grado di utilizzo degli impianti è rimasto su livelli modesti. Secondo i risultati del sondaggio congiunturale condotto tra fine settembre e metà ottobre dalle filiali della Banca d Italia, nei primi tre trimestri del 2010, il 32 per cento delle imprese industriali intervistate ha registrato un aumento del fatturato rispetto allo stesso periodo dell anno precedente; nell intero 2009 la crescita del fatturato aveva interessato un quarto del campione. Si è anche avuta una riduzione sensibile del numero di imprese che hanno registrato una riduzione del fatturato, pari al 39 per cento nell ultimo sondaggio, rispetto a quasi i due terzi del campione nel Per il quarto trimestre dell anno si è registrata una sostanziale stabilizzazione dei livelli produttivi; per i primi mesi del 2011 il 35 per cento circa delle imprese industriali prevede una ripresa degli ordini, contro un 10 per cento che ritiene possa proseguire l andamento flettente. Le imprese intervistate nel sondaggio della Banca d Italia nei primi mesi dell anno avevano in media programmato, per l intero 2010, una riduzione degli investimenti. In base ai dati di preconsuntivo di fine settembre il 41 per cento delle imprese ha dichiarato di aver rivisto in corso d anno i piani di investimento al ribasso, a causa di fattori finanziari e del persistere di elevata incertezza sulla dinamica congiunturale. Il 9 per cento delle imprese effettuerà investimenti superiori ai programmi. La fase ciclica poco favorevole si è riflessa nell andamento del credito commerciale. La metà delle imprese intervistate ha ampliato le dilazioni di pagamento concesse; più del 60 per cento delle aziende ha registrato un aumento della durata media dei ritardi nei pagamenti da parte dei clienti. Anche i risultati reddituali evidenziavano un miglioramento rispetto all anno precedente. Il 52 per cento del campione stimava di chiudere l esercizio in corso in utile, a fronte del 23 per cento che si attendeva una perdita; nel 2009 quasi il 65 per cento delle imprese aveva chiuso l anno in utile, rispetto al 25 per cento che aveva registrato una perdita. I servizi Secondo i risultati del sondaggio congiunturale condotto dalle filiali della Banca d Italia, nel settore dei servizi privati non finanziari si è manifestato qualche segnale di ripresa. Il fatturato è aumentato per quasi il 30 per cento delle imprese del campione ed è diminuito per il 28 per cento; nell anno passato si era avuto un calo del fatturato per oltre la metà del campione e un aumento per il 38 per cento delle aziende. Gli imprenditori si attendono una prosecuzione di questa fase di modesta ripresa anche per i primi mesi del La dinamica relativa alle sole imprese commerciali è stata moderatamente positiva: nei primi nove mesi dell anno il fatturato è risultato in aumento per il 41 per cento del campione, rispetto al 30 per cento che ha registrato una diminuzione. Secondo le stime Unioncamere nel primo semestre dell anno il fatturato delle imprese della grande distribuzione in Sicilia è aumentato dello 0,6 per cento, un valore leggermente superiore alla media nazionale (0,4 per cento); la crescita è stata trainata dal comparto non alimentare. Secondo i dati dell ANFIA (Associazione Nazionale Fra Industrie Automobilistiche) le immatricolazioni di autovetture nel periodo gennaio-settembre sono diminuite del 5,6 per cento; dopo un primo trimestre di crescita sostenuta (36,2 per cento rispetto al primo trimestre del 2009), legata all approssimarsi della scadenza degli incentivi statali sulla rottamazione, l andamento si è invertito nei trimestri successivi. La dinamica temporale relativa ai veicoli commerciali è stata simile, con un calo complessivo nei primi nove mesi pari al 6,0 per cento. 18

20 BILANCIO 2010 > RELAZIONE SULLA GESTIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE In base ai risultati dell indagine della Banca d Italia sul turismo internazionale, nel 2010 in Sicilia sia il numero di arrivi sia quello delle presenze (pernottamenti) si sono ridotti (rispettivamente del 4,8 e del 5,3 per cento) rispetto allo stesso periodo del In controtendenza è risultato sia il numero di arrivi sia quello delle presenze (pernottamenti) dei turisti stranieri (rispettivamente del 2,7 e del 4,2 per cento). Secondo i dati di Assaeroporti, nei tre principali aeroporti siciliani si è registrata una crescita del numero di velivoli movimentati pari al 2,4 per cento, con un aumento dei passeggeri dell 8,7 per cento. L andamento è stato trainato dai voli internazionali, aumentati dell 11,7 per cento, rispetto a un lieve incremento di quelli nazionali (0,5 per cento). È tornato crescere a il trasporto delle merci con un +21,4 per cento rispetto all anno precedente. Nel 2010, secondo i dati forniti dell autorità portuali di Palermo e Catania, si è registrato un incremento delle merci (in arrivo ed in partenza) e dei contenitori (sbarcati ed imbarcati), rispettivamente del 9,2 e del 3,5 per cento, mentre i passeggeri in arrivo ed in partenza persistevano nel loro trend negativo (-0,4 per cento). Gli scambi con l estero Nel 2010 le esportazioni, dopo il forte calo subito nell intero 2009 (-37,7 per cento), sono aumentate del 7,6 per cento rispetto allo stesso periodo dell anno precedente. La variazione si confronta con aumenti più contenuti conseguiti a livello nazionale e nel Mezzogiorno. L export di prodotti petroliferi raffinati è aumentato del 49,9 per cento. Tra gli altri settori, gli andamenti migliori si sono registrati nel settore della chimica (66,6 per cento), dei prodotti minerari (110,8 per cento), degli articoli farmaceutici (71,0 per cento) e dei mezzi di trasporto (198,0 per cento); in quest ultimo caso l aumento è da attribuire alla ripresa della domanda di aeromobili da parte degli Stati Uniti. L export di prodotti dell agricoltura, silvicoltura e pesca è aumentato del 53,1 per cento, mentre quello di prodotti alimentari, bevande e tabacco è cresciuto in misura più contenuta (15,0 per cento). Le importazioni nel complesso sono aumentate del 39,6 per cento. L espansione delle esportazioni siciliane ha interessato tutte le principali aree di destinazione. Nei Paesi dell Unione europea, dove si concentra circa il 40 per cento dell export regionale, le vendite sono aumentate del 42,9 per cento. L andamento delle esportazioni è stato positivo anche verso i Paesi al di fuori dell UE (52,1 per cento), con incrementi pari al 64,2 per cento verso l Africa, del 58,1 per cento nei confronti del Medio Oriente e del 109,9 per cento verso i Paesi dell Europa centro-orientale. Il mercato del lavoro In base ai dati dell Istat, l occupazione nel primo 2010 è diminuita dell 1,7 per cento, manifestando un accelerazione della caduta registrata nell intero 2009 (-1,1 per cento). La dinamica calante ha riguardato tutti i settori principali ad esclusione dell agricoltura, dove il numero di lavoratori è cresciuto dell 1,6 per cento rispetto al Continua a diminuire l occupazione nell industria in senso stretto (-6,6 per cento); per le costruzioni (-9,5 per cento) l andamento negativo prosegue da due anni. Nel terziario, dove nel 2009 la forza lavoro impiegata era aumentata dell 1,2 per cento, si è registrato un calo dello 0,4 per cento; al suo interno la variazione dell occupazione nel commercio è stata positiva (2,0 per cento). Il tasso di occupazione è sceso al 42,7 per cento, proseguendo l andamento discendente che dura da oltre 3 anni. Il numero di persone in cerca di lavoro è aumentato del 5,1 per cento; la crescita dell indicatore ha riguardato sia le persone con 19

21 BCC > CREDITO COOPERATIVO > FEDERAZIONE SICILIANA precedenti esperienze lavorative sia quelle alla ricerca della prima occupazione. Nel complesso le forze di lavoro sono diminuite dello 0,7 per cento e il tasso di attività è sceso al 50,1 per cento. Il tasso di disoccupazione è aumentato al 14,7 per cento; il dato risulta il più elevato tra le regioni italiane. Il sistema bancario siciliano A dicembre 2010 in Sicilia erano attive complessivamente 67 banche di cui 35 con sede nella regione; di queste ultime, 28 risultavano essere Banche di Credito Cooperativo. Gli sportelli operativi ammontavano a (in diminuzione rispetto ai del 2009); di questi, 166 (in aumento di quattro unità rispetto al 2009) erano espressione del Credito Cooperativo e 346 erano riconducibili alle rimanenti 7 banche con sede nella regione. La distribuzione territoriale degli sportelli garantiva la presenza di almeno uno sportello bancario in 335 comuni siciliani su un totale regionale di 390 comuni. Il Credito Cooperativo era presente in 133 comuni. La ripresa della domanda di finanziamenti e l allentamento delle condizioni dell offerta hanno favorito un recupero della dinamica dei prestiti bancari. Il ritmo di crescita dei finanziamenti bancari all economia siciliana, che nel 2009 si era attestato al 3,9 per cento, nel 2010 ha registrato una buona ripresa, con un aumento di milioni di euro, pari all 8,46 per cento. L incremento ha interessato, in particolare, le famiglie consumatrici (destinatarie del 46,2 per cento del totale dei finanziamenti erogati dal sistema finanziario siciliano nel 2010), per le quali risultavano erogati finanziamenti per 26,1 milioni di euro, superiori di 3,5 milioni di euro rispetto allo scorso esercizio (+15,5 per cento), e le imprese a cui sono risultati erogati finanziamenti per 27,3 milioni di euro, con un incremento rispetto al 2009 di 1,0 milioni di euro (+3,6 per cento). Relativamente alle imprese, sono aumentati sia i finanziamenti alle piccole imprese (+3,1 per cento), sia i finan- 20

22 BILANCIO 2010 > RELAZIONE SULLA GESTIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE ziamenti alle medio-grandi imprese (+3,8 per cento); in diminuzione i finanziamenti al comparto delle amministrazioni pubbliche (-3,3 per cento). La qualità del credito alla clientela siciliana ha continuato a peggiorare. I prestiti bancari classificati a sofferenza, che nel 2009 avevano registrato un incremento del 29,6 per cento, nel 2010 hanno accelerato la loro crescita (+34,7 per cento). L incremento è stato del 34,9 per cento per le famiglie consumatrici e del 35,6 per cento per le imprese. Relativamente a queste ultime, si evidenza un maggior incremento delle sofferenze per le imprese medio-grandi (+42,8 per cento) rispetto alle imprese piccole (+27,0 per cento). La percentuale delle sofferenze nette sui prestiti totali è cresciuta nel 2010 al 6,8 per cento dal 5,4 per cento del A fine dicembre 2010 il risparmio detenuto nella forma di depositi bancari per il complesso delle famiglie e delle imprese residenti in Sicilia è risultato in diminuzione di 0,7 milioni di euro rispetto all anno precedente (-2,0 per cento). La riduzione ha riguardato il risparmio sia delle famiglie consumatrici (-0,4 per cento) sia, in maniera più significativa, delle imprese (-4,6 per cento). In leggera crescita è risultata invece la raccolta indiretta (+0,9 per cento); la composizione della stessa ha continuato ad essere caratterizzata dalla prevalenza di investimenti in obbligazioni bancarie italiane (le stesse rappresentavano il 41,9 per cento del totale della raccolta indiretta). Relativamente ai tassi di interesse bancari, al 31 dicembre 2010 si registrava un leggero aumento dei tassi attivi sui prestiti a breve termine (dal 5,5 al 6,0 per cento); rimanevano, invece, sostanzialmente invariati i tassi attivi a medio-lungo termine (3,4 per cento). Invariata anche la remunerazione media dei conti correnti liberi cui risultavano applicati tassi passivi medi pari allo 0,3 per cento. Il sistema di Credito Cooperativo siciliano Al 31 dicembre 2010 il Credito Cooperativo siciliano era presente con 28 BCC (nell esercizio si è conclusa l operazione di fusione per incorporazione della BCC di Montemaggiore Belsito nella BCC di Lercara Friddi che ha assunto a denominazione di BCC Valle del Torto) e con 166 sportelli in 133 comuni su 335 comuni siciliani bancati. Pertanto, si è registrata una crescita di 4 unità operative rispetto al 2009 (la filiale di Villafranca Tirrena della BCC Antonello Da Messina di Messina, la filiale di Biancavilla della BCC Credito Etneo di Catania, la filiale di Acate della BCC Dei Castelli e degli Iblei di Mazzarino e la filiale di Castel di Lucio della BCC Mutuo Soccorso di Gangi), in controtendenza rispetto al sistema bancario regionale che ha registrato una riduzione degli sportelli operativi dai del 2009 ai del La raccolta diretta complessiva ha raggiunto i milioni di euro con un incremento percentuale rispetto al 2009 del 4,66 per cento (pari a 177 milioni di euro) a fronte di una sostanziale stabilità del sistema bancario isolano. In dettaglio, si sono registrati gli incrementi della componente obbligazioni, che con un +7,04 per cento ha raggiunto i 730 milioni di euro e della componente conti correnti e altri depositi liberi, che un +5,99 per cento ha superato i milioni di euro; i decrementi della componente depositi vincolati, che con un -4,14 per cento si è attestata a 278 milioni di euro e della componente dei pct passivi che, con una riduzione del 23,31 per cento rispetto al 2009, è risultata pari a 125 milioni di euro. I 21

23 BCC > CREDITO COOPERATIVO > FEDERAZIONE SICILIANA conti correnti e depositi liberi si sono confermati la principale fonte di raccolta diretta da clientela con un peso pari al 63,24 per cento dell intera provvista onerosa. Nel 2010 è proseguita la crescita della quota di mercato detenuta dalle BCC. La stessa è infatti passata dall 8,16 per cento del 2009 all 8,7 per cento del La raccolta indiretta è passata da 650 milioni di euro del 2009 a 693 milioni di euro del 2010; l incremento è stato del 6,62 per cento, mentre il sistema regionale ha fatto registrare un incremento dello 0,87 per cento. Nel 2010 gli impieghi a clientela hanno raggiunto quota milioni di euro contro i milioni di euro del 2009, facendo così registrare un aumento di 204 milioni di euro pari all 8,93 per cento, valore che si è confermato ancora superiore alla crescita regionale di sistema (pari all 8,5 per cento). In dettaglio, per quanto riguarda i crediti in bonis, i mutui si sono confermati in crescita dell 11,33 per cento, rappresentando con oltre milioni di euro il 60,39 per cento dell intero comparto. In crescita del 4,17 per cento anche i c/c attivi, il cui valore risultava pari a 450 milioni di euro e il cui peso rispetto al comparto si è attestava al 18,08 per cento. Le attività deteriorate lorde, in crescita del 12,76 per cento da 438,9 milioni di euro del 2009 a 494,8 milioni di euro del 2010 (di cui sofferenze lorde 289,5 milioni nel 2010 e 249,2 milioni nel 2009 ed incagli per 154,4 milioni nel 2010 e 135 milioni nel 2009), hanno confermato la situazione di difficoltà dell economia regionale che grava sulla qualità del credito erogato dalle BCC. Nel comparto le BCC hanno confermato la crescita della propria quota di mercato che si è attestata nel 2010 al 4,4 per cento (4,0 per cento nel 2007, 4,23 per cento nel 2008 e 4,38 per cento nel 2009). Il rapporto impieghi/raccolta diretta nel 2010 ha registrato una crescita di 2,5 punti percentuali passando dal 60,2 al 62,7 per cento. Il rapporto sofferenze nette/impieghi netti è peggiorato passando dal 3,24 al 3,82 per cento. La crescita dei crediti deteriorati netti (+12 per cento) ha evidenziato il peggioramento della qualità del credito erogato: le sofferenze nette sono aumentate del 28,4 per cento toccando quasi i 95 milioni di euro, gli incagli con un +11,5 per cento si sono attestati a 136 milioni di euro, mentre i past due si sono ridotti del 9,6 per cento raggiungendo i 47 milioni di euro contro i 52 milioni del Il patrimonio delle BCC siciliane, al netto della quota degli utili del 2010 destinati all incremento della riserva legale, ha raggiunto i 572 milioni di euro, valore che rappresenta il 14,4 per cento della raccolta diretta complessiva da clientela ed il 23,0 per cento degli impieghi netti con clientela. Il rapporto sofferenze nette/patrimonio si è incrementato dal 12,69 per cento del 2009 al 16,61 per cento del Nel 2010 il portafoglio titoli di proprietà, risultato pari a milioni di euro contro i milioni di euro del 2009, si è ridotto dell 1,8 per cento, continuando, tuttavia, ad incidere in maniera significativa sull attivo fruttifero delle BCC isolane rappresentandone oltre il 36,7 per cento. Si è ridotta la liquidità bancaria passata da 416 milioni di euro del 2009 a 390 milioni di euro del 2010; la riduzione in valore assoluto è stata di 26 milioni di euro (-6,3 per cento). Ancora costante la crescita del numero dei soci passato dai del 2009 ai del 2010 ( unità con un incremento del 3,4 per cento). Per quanto concerne gli aspetti reddituali si evidenzia un peggioramento dei principali indicatori, in particolare: g il margine di interesse ha fatto registrare una flessione del 6,8 per cento rispetto a dicembre 2009 (da 131,4 a 122,5 milioni di euro); g il margine di intermediazione, che storicamente sconta un ridotto apporto economico dell area servizi, è risul- 22

24 BILANCIO 2010 > RELAZIONE SULLA GESTIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE tato pari a 155,5 milioni di euro, in calo del 10,2 per cento rispetto all esercizio precedente (pari a 173,2 milioni di euro). Va evidenziato che il risultato dell attività di negoziazione ha prodotto perdite per 5,9 milioni di euro contro utili per 6,9 milioni di euro fatte registrare nel 2009; g si è incrementato dal 75,9 al 78,8 per cento il peso del margine di interesse su quello di intermediazione; g in incremento le rettifiche di valore nette che si sono attestate a 26,6 milioni di euro (contro i 23,6 milioni di euro del 2009) con un incremento percentuale del 12,5 per cento; g i costi operativi nel loro complesso sono aumentati del 2,2 per cento (da 120,3 a 122,9 milioni di euro); anche le spese amministrative sono risultate in crescita (130,5 milioni di euro nel 2010 contro 127,6 milioni di euro del 2009; in particolare: le spese per il personale, comprensive dei compensi degli Amministratori e Sindaci, sono cresciute del 3,3 per cento, pari a 2,3 milioni di euro (da 71,2 milioni di euro del 2009 a 73,5 milioni di euro del 2010); le altre spese amministrative sono cresciute dell 1 per cento, pari a 611 mila euro (da 56,4 a 57,0 milioni di euro); g l utile dell operatività corrente al lordo delle imposte, pari a 6,0 milioni di euro, ha registrato un calo del 79,4 per cento rispetto all esercizio 2009 quando si attestò a 29,2 milioni di euro. Hanno concorso alla forte riduzione dell utile lordo di 23,2 milioni di euro il calo di rendimento delle attività fruttifere, prime fra tutte gli impieghi con clientela e le attività finanziarie, la variazione negativa registrata dal risultato netto dell attività di negoziazione, nonché l incremento delle rettifiche di valore; g l utile netto aggregato ha registrato una contrazione dell 87,9 per cento risultando così pari a 2,7 milioni di euro contro i 22,5 milioni di euro del 2009; si evidenzia che nel 2010, così come nel 2009, cinque BCC hanno chiuso l esercizio in perdita per complessivi 11,3 milioni di euro (nel 2009 la perdita complessiva era stata pari a 5,2 milioni di euro). L analisi dei risultati economici delle BCC siciliane aggregati per fascia dimensionale (Fascia 1: BCC con attivo maggiore di 300 milioni di euro; Fascia 2: BCC con attivo compreso tra 200 e 300 milioni di euro; Fascia 3: BCC con attivo compreso tra 100 e 200 milioni di euro; Fascia 4: BCC con attivo compreso tra 50 e 100 milioni di euro; Fascia 5: BCC con attivo inferiore a 50 milioni di euro), con riferimento al risultato netto di esercizio, ha evidenziato in particolare quanto segue: g le BCC raggruppate nella Fascia 1 hanno registrato una perdita pari a 2,6 milioni di euro a fronte di un utile del 2009 pari a 11,4 milioni di euro, con una contrazione del 122,8 per cento, pari a 14,0 milioni di euro; in particolare, il 50 per cento circa di tale riduzione è determinata dalla variazione del risultato economico di una sola Associata pari a -6,8 milioni di euro; g le BCC raggruppate nella Fascia 2 hanno registrato un utile pari a 5,2 milioni di euro a fronte di un utile del 2009 pari a 7,3 milioni di euro, con una contrazione del 29,0 per cento, pari a -2,1 milioni di euro; g le BCC raggruppate nella Fascia 3 hanno registrato una perdita pari a 0,9 milioni di euro a fronte di un utile del 2009 pari a 2,2 milioni di euro, con una contrazione del 142,2 per cento, pari a -3,2 milioni di euro; g le BCC raggruppate nella Fascia 4 hanno registrato un utile pari a 0,7 milioni di euro a fronte di un utile del 2009 pari a 1,7 milioni di euro, con una contrazione del 61,3 per cento, pari a 1,0 milioni di euro; g le BCC raggruppate nella Fascia 5, in controtendenza 23

25 BCC > CREDITO COOPERATIVO > FEDERAZIONE SICILIANA rispetto alle altre Fasce, hanno registrato un utile pari a 0,4 milioni di euro a fronte di una perdita del 2009 pari a 0,1 milioni di euro (con un incremento del 566,6 per cento, pari a 0,5 milioni di euro). Per quanto attiene agli indicatori principali: g il ROE ha registrato una significativa caduta passando dal 3,74 per cento del 2009 allo 0,48 per cento del 2010; g il dato relativo al cost to income (incidenza dei costi operativi sul margine di intermediazione) si è confermato in crescita passando dal 69,44 per cento al 79,02 per cento del 2010; g il costo medio della raccolta è sceso di 0,2 punti percentuali raggiungendo quota 1,25 per cento contro l 1,45 per cento del 2009; g in calo anche il rendimento medio dei capitali fruttiferi passato dal 3,84 per cento al 4,3 per cento. dovuto anche al fatto che ciascun processo operativo delle BCC costituisce una componente di un più ampio processo che, a sua volta, vede coinvolto il Gruppo Bancario ed i centri consortili del Credito Cooperativo. Le suddette caratteristiche si impongono all attenzione dei diversi attori e stake holders del processo, in modo sempre più evidente. Da un lato la Federazione Siciliana delle BCC che, nella sua funzione di supporto alle Associate, si trova costantemente a dover fronteggiare i problemi derivanti dalle citate eterogeneità; dall altro le BCC, soprattutto quelle di più piccole dimensioni, che manifestano difficoltà di natura precipuamente organizzativa connesse, oltre che alla maggiore complessità dei processi operativi, alle difficoltà nella gestione dei percorsi di adeguamento alle nuove prassi normative introdotte. In questo senso, le BCC scontano via via con maggiore incidenza il peso del loro ridotto dimensionamento che non sempre garantisce adeguate forme di separatezza funzionale. Le strategie ed i progetti del Credito Cooperativo siciliano Il 2010 è stato un anno di importanti scelte strategiche e di progettualità per il Credito Cooperativo siciliano che si è interrogato sulle proprie criticità ed ha assunto piena consapevolezza sulla necessità di avviare iniziative mirate a migliorare il sistema dei controlli, la struttura organizzativa, la produttività e l efficienza delle banche. Anche la Federazione ha avvertito l esigenza di interrogarsi sull adeguatezza della sua struttura rispetto alle esigenze ed alle aspettative delle Associate. Il contesto delle BCC siciliane è caratterizzato da un elevata eterogeneità, sia riguardo alle differenti dimensioni delle BCC che operano sul territorio regionale, sia riguardo ai modelli di operatività adottati che, peraltro, appaiono caratterizzati spesso da una notevole complessità; ciò è La struttura organizzativa delle BCC siciliane. Progetto di definizione dei Modelli Organizzativi È apparsa, pertanto, indifferibile l esigenza di armonizzare la struttura organizzativa e le prassi di processo delle banche aderenti, al fine di garantire un adeguato livello di efficienza ed efficacia organizzativa; un esigenza che la Federazione Siciliana ha inteso corrispondere con il Progetto di definizione dei Modelli Organizzativi per le BCC siciliane, un progetto finalizzato ad una rilettura organizzativa orientata alla definizione di standard qualitativi che consentano alle BCC un recupero di efficienza ed efficacia nel proprio modello di funzionamento organizzativo e nei processi operativi fondamentali. Il progetto, articolato in più fasi, si propone in particolare di pervenire alla definizione di modelli organizzativi e amministrativi delle BCC siciliane e della connessa normativa 24

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