MA CHE BONTÀ! Da Kakawa a Cacao

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1 MA CHE BONTÀ! Da Kakawa a Cacao Scuola e docenti responsabili o ente autore della progettazione Nome Scuola o Ente Scuola Secondaria Primo Grado Gozzi Olivetti - succursale Indirizzo e telefono Via Catalani, 4 Torino Telefono: 011/ Sito Nomi insegnanti referenti del progetto educativo Armando Ferrari (religione) Aime Osvaldo (matematica) Anna Tachis (italiano) Indirizzo per comunicazione diretta Grado di scuola e classi coinvolte Scuola secondaria di primo grado: classe 2^. Precedenti esperienze svolte dalla classe Diverse collaborazioni negli anni passati, oltre che con il CCM, anche con altre ONG ed associazioni di Torino, sui temi dell'educazione alimentare e sostenibilità ambientale. Tema: ALIMENTAZIONE Durata (in ore o moduli) Il percorso si è articolato in 3 incontri da 2 ore ciascuno. Discipline o aree disciplinari coinvolte / collegabili Educazione alla cittadinanza, educazione alimentare, storia, economia, geografia. Obiettivi di apprendimento e competenze da sviluppare Obiettivo generale: Avvicinare gli alunni a culture diverse, attraverso il tema dell alimentazione; Focalizzare la natura dei rapporti tra stati, tra Nord e Sud del mondo, per la formazione di una coscienza attenta all uso consapevole delle risorse. 1

2 Obiettivi specifici: Focus sul cacao conoscere l origine e la filiera di produzione di questo prodotto; Capire l'importanza del cibo e la differenza tra bisogni reali e bisogni indotti; Ragionare sul potere d'acquisto del consumatore e sull'influenza che le sue scelte hanno sull'economia; Attività educative in aula e all esterno Metodologia: Tutti gli incontri prevedono un approccio partecipativo e non formale basato sul diretto coinvolgimento degli alunni e, ove possibile, delle insegnanti. Gli strumenti utilizzabili sono molteplici: giochi in scatola, materiale video, pubblicazioni, uscite sul territorio, collegamenti web. È inoltre importante adottare una prossemica differente dalla solita alunno/insegnante: per questo motivo lo spazio è organizzato in modo tale da poter predisporre le sedie in cerchio e facilitare il confronto fra tutti i partecipanti. Attività: 1 incontro in classe: Sondare le abitudini alimentari dei ragazzi chiedendo quanti di loro fanno colazione al mattino e cosa mangiano, per spiegare l importanza del primo pasto della giornata per un corretto funzionamento del nostro corpo. Le nostre abitudini alimentari dipendono da molti fattori: la piramide alimentare (vedere sito ci consiglia di assumere, ogni giorno, una quantità precisa di prodotti ortofrutticoli, di cibi proteici, di zuccheri. Cosa e chi influenza spesso le nostre scelte in fatto di cibo? La PUBBLICITÀ ha un grande ascendente su di noi. Per tale ragione si consiglia di mostrare e ragionare con i ragazzi sui messaggi degli spot (esempio: possedere, gustare, provare) e quali vengono spesso volontariamente omessi (esempio: prezzo, elenco ingredienti, etc) - vedere scheda Con occhi diversi. 2 incontro in classe: Focus sul cacao. Introdurre l argomento della giornata attraverso l'indovinello: Quale significato hanno le parole Kakawa, Cac Cau e Cacahuat? Aiutare i ragazzi con i seguenti indizi: - è un cibo che ebbe origine in Amazzonia; - ne esistono tre qualità: criollo, forastero e trinatario; - oggi viene coltivato nelle regioni tropicali dell Africa Occidentale, Sud Est Asiatico e America latina. - esame olfattivo e visivo della fava di cacao. 2

3 Una volta indovinato il tema illustrare brevemente la sua storia: origine, utilizzi nella storia Maya e Azteca, come è arrivato sulle coste dell Europa, diffusione nel Vecchio Continente, l albero del cacao. Al fine di meglio comprendere la filiera di produzione, abbiamo giocato al Gioco del Cacao (copyright Associazione La Colomba Bianca, reperibile sul web all indirizzo ). Lo scopo è quello di simulare il processo di produzione, dalla raccolta delle fave alla vendita di uova di cioccolata, cercando di produrre più uova possibili. Alla fine è evidente la disparità nella divisione della ricchezza tra i diversi attori della filiera: il gruppo dei produttori risulta svantaggiato rispetto agli altri, in quanto i soldi pro-capite sono decine di volte inferiori a quelli dei venditori, trasportatori e confezionatori. Questo è proprio quello che deve accadere, durante la simulazione, per far capire ai ragazzi l ingiustizia della filiera tradizionale che tende a penalizzare i produttori (5% del guadagno totale). Da qui, poi, ci si collega al commercio equo e solidale che garantisce, invece, un reddito giusto anche al primo anello del processo, assicurando almeno il 25% del prezzo di vendita, cioè 5 volte tanto quello che si ottiene con il commercio tradizionale. 3 incontro in classe: Ragionare sul potere del consumatore. Immaginiamo, su una parete, una linea graduata (da 0 a 100), sulla quale i ragazzi si posizionano, in base alla quantità di potere personale che pensano di avere nell influenzare, con le proprie scelte, il mondo in cui vivono. Solo dopo aver motivato le proprie decisioni e aver riflettuto un po su quanto è emerso, vengono distribuite le schede dal titolo Cosa possiamo fare noi? (vedere la scheda in fondo al documento), in cui si esplicita che tutti noi siamo: cittadini, cittadini attivi, comunicatori e consumatori. Per tale ragione possiamo, con i nostri acquisti, sostenere un tipo di commercio basato su un economia più giusta (quello equosolidale), piuttosto che uno in cui gli anelli più deboli della catena devono sottostare a delle regole ingiuste (commercio tradizionale). Per meglio sapere come orientarci in questa situazione, possiamo avvalerci di molteplici strumenti come La Guida al Consumo Critico edita da edizioni EMI. Proposte di cambiamento negli stili di vita Grazie all utilizzo di strumenti differenti, i ragazzi hanno la possibilità di acquisire informazioni divertendosi. Questo approccio e percorso didattico mira pertanto a sviluppare atteggiamenti consapevoli e corretti in relazione alla sana alimentazione e all acquisto dei prodotti alimentari. Esperienze di cittadinanza e partecipazione Il percorso non ha previsto esperienze di cittadinanza e partecipazione ; è però possibile pensare ad un momento conclusivo (mostra, recita scolastica) in cui gli alunni possono farsi portavoce del percorso fatto e restituire così le conoscenze acquisite alla cittadinanza e alle famiglie. 3

4 Valutazione La valutazione con gli alunni necessita di un incontro dedicato, in modo da riuscire a cogliere i diversi aspetti della loro partecipazione e del loro coinvolgimento nella tematica trattata. Nel caso specifico, a causa del poco tempo a disposizione, si è optato per una breve valutazione conclusiva solo negli ultimi minuti dell incontro finale. La valutazione dell intero progetto è comunque risultata molto positiva. L insegnante ha espresso la sua soddisfazione in merito allo svolgimento del percorso, affermando che sono stati dati molti spunti di riflessione ai ragazzi. Note Questa scheda è stata redatta dagli insegnanti A. Ferrari, O. Aime, A. Tachis della Scuola secondaria di primo grado Gozzi Olivetti di Torino e dall ong CCM. Per informazioni e suggerimenti potete rivolgervi al referente del settore all Educazione Cittadinanza Mondiale di: CCM Comitato Collaborazione Medica Via Cirié,32/e Torino Telefono: Fax: Sito web: 4

5 COSA POSSIAMO FARE NOI? Noi siamo consumatori. Come consumatori, ogni giorno, compiamo delle scelte legate ai nostri bisogni (o desideri) di consumo. Acquistando un certo prodotto comunichiamo a chi ce lo vende, oltre che il nostro gradimento sulla qualità del prodotto, anche che stiamo accettando il processo che ha portato alla sua produzione. Non acquistandolo, viceversa, possiamo esprimere dissenso verso la bontà delle sue scelte produttive o verso le sue strategie di vendita. Chi consuma prodotti del commercio equo e solidale, per esempio, esprime di voler, attraverso il contributo derivante dal suo acquisto, aiutare le economie di comunità più fragili, che attraverso quel gesto (anche economico) verrà ricompensato in maniera più equa per il proprio lavoro. Noi siamo cittadini. Come cittadini possiamo scegliere di sostenere e di votare, a diversi livelli (locale, regionale e nazionale) per i movimenti e per i partiti che crediamo possano orientare le politiche di cooperazione e di lotta alla povertà, prendendo decisioni o esprimendo opinioni che noi condividiamo. E una scelta soggettiva e responsabile, tuttavia, identificare quegli schieramenti politici che reputiamo maggiormente vicini al nostro modo di confrontarci su queste tematiche. Noi siamo cittadini attivi! Possiamo organizzare azioni di solidarietà internazionale nei nostri ambienti di studio e di lavoro, possiamo unirci alle ONG, alle associazioni e ai movimenti che lottano nel mondo contro la povertà. Possiamo svolgere e il Servizio Civile Nazionale Volontario o il Servizio Volontario Europeo come impegno internazionale, sia in Italia, sia all estero, nei Paesi più poveri in progetti di cooperazione. Noi siamo comunicatori. Abbiamo la possibilità di informarci e di informare gli altri! Non è facile nella grande quantità di notizie e nel flusso della comunicazione quotidiana essere in grado di accedere alle informazioni di cui abbiamo bisogno per poter comprendere davvero i processi che ci riguardano. Tuttavia alcuni strumenti, come internet, ci possono aiutare a selezionare in maniera critica la sorgente delle notizie. [Questa scheda è tratta dal libro 8 Obiettivi 0 Povertà, AA.VV, Edizioni EMI] 5

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