OPEN CAFE 12/12/2015. Percorso di comunità per il nuovo modello di welfare dell Unione Colline Matildiche.

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1 OPEN CAFE 12/12/2015 Percorso di comunità per il nuovo modello di welfare dell Unione Colline Matildiche

2 Il percorso l Unione Colline Matildiche ha attivato un percorso di progettazione partecipata finalizzato alla co-definizione dei servizi e delle funzioni inerenti la recente apertura della Casa della Salute e del nuovo Sportello Sociale integrato dell Unione. Il percorso partecipativo parte dall'assunto che i Servizi (sanitari, sociali, di volontariato o associazionistici) devono prendersi cura della comunità a partire dai bisogni e dalle priorità delle persone che abitano un territorio. La prima fase del percorso ha previsto una serie di interviste rivolte a referenti e esperti dell area socio sanitaria. Il giorno sabato 7 novembre si è tenuto l incontro di presentazione del progetto Open Lab con l intervento del Prof. Erio Ziglio (già responsabile dell'ufficio europeo dell'oms per gli investimenti per la salute), che ha visto la presenza di numerosi rappresentanti, delle amministrazioni locali, della società civile, delle associazioni di volontariato e dell Azienda USL. Sabato 12 Dicembre, alle ore 9,00 presso la Casa del Volontariato e dei Servizi di Montacavolo (via Fratelli Cervi n 4), è stato organizzato il secondo incontro del progetto Open lab rivolto all intera cittadinanza per condividere le buone esperienze e ragionare su nuove strategie sui servizi socio sanitari di comunità. La giornata è stata aperta dall intervento del dott. Gino Mazzoli esperto di welfare e processi partecipativi, che ha delineato un probabile scenario di cambiamento futuro del sistema di welfare, in relazione alle evoluzioni socio economiche del territorio dell Unione delle Colline Matildiche. In seguito la giornata è organizzata attraverso un laboratorio creativo e i partecipanti hanno potuto raccontare le proprie esperienze, esprimere pareri e proposte sulle necessità e priorità per ri-disegnare i servizi socio sanitari dell Unione Colline Matildiche. Il metodo ha previsto che i lavori del gruppo fossero organizzati sulla base di cinque domande guida: 1. In che comunità vogliamo che i nostri figli nascano, crescano, lavorino e investano? 2. Quali sono le azioni che può attivare la comunità dell Unione, a partire dalle associazioni di volontariato, nella cura delle persone anziane? (L'età della maturità: demenza, solitudine, animazione e proposte, condivisione dei saperi, domiciliarità dei servizi, ecc ) 3. A partire dal PUA, quali pensi possano essere le nuove modalità per accompagnare e sostenere i cittadini da parte dei sistemi sociale e sanitario? (Capacità di accoglienza e follow up dei servizi sociali e dell Ausl una volta "erogata la prestazione - La formazione: sia interna per gli operatori della casa della salute e dei servizi sociali, ma anche esterna rivolta alla cittadinanza, azioni, ecc )

3 4. Prevenzione e promozione: quali obiettivi, modalità e proposte per il mondo giovanile e adulto? Nel mondo giovanile (sostanze, stili di vita, comportamenti a rischio, partecipazione alla vita sociale) e adulto (alimentazione, stress, ritmi di vita, screening, partecipazione alla vita sociale, ecc ) 5. Cosa possiamo fare per rendere la nostra comunità attiva e sinergica per trasformare la CASA DELLA SALUTE in una CASA DELLA COMUNITÀ? (I progetti con le scuole come partner privilegiato e canale imprescindibile di educazione e conoscenza, il tema dell'informazione ai cittadini su temi particolarmente "caldi, la consapevolezza di appartenere ad una comunità ) A seguire è riportato il verbale, suddiviso per sessioni, dei gruppi di lavoro spontanei costituiti durante l Open cafè. Il verbale è stato trascritto dai facilitatori, che hanno sintetizzato e accorpato per tematiche omogenee. Al termine del documento è possibile consultare le foto dei verbali dei gruppi di lavoro in originale.

4 Prima sessione In che comunità vogliamo che i nostri figli nascano, crescano, lavorino e investano? Una comunità dove le persone sono interessate a conoscersi sono promotori Un sapere del lavoro diffuso, che riscopre il lavoro così come si svolge nella comunità Al centro del diritto dell infanzia e dell adolescenza: responsabilità degli adulti ad educarsi, recuperando i valori Intervenire: un atto che non condividiamo come adulto Recuperare i valori Partecipare Promozione Imprenditività Autonomia: connettere/trasmettere esperienze/promuovere Progetti nelle scuole: addestramento mestieri (apprendimento) adulti/anziani/giovani Tollerante, coinvolgente, ecologica, di promozione solidale: come coinvolgere i giovani? Una comunità che sappia comprendere e intercettare bisogni e fragilità Una comunità che promuova reti informali all interno dei quartieri, dei condomini, ecc Una comunità che preservi l ambiente e gli spazi condivisi Stile di vita/senso civico/educazione in tutti gli ambiti: benessere verde e sussidiarietà ( io verso il noi ) Contributo positivo dei media (buone notizie) creazione di occasioni di incontro (spazi e momenti ad hoc) contenitori accoglienti per raccogliere bisogni e risorse Recuperare principi e valori sani, fiducia, rispetto e tolleranza Una comunità che apre spazi per costruire relazioni, formare una mentalità collettiva e costruire fiducia Una comunità partecipata, educata ed educante e che crede nella solidarietà (benessere non solo legato a beni materiali) Una comunità che tutela la salute, l ambiente e l ecologia Una comunità che recupera il senso di appartenenza e del bene comune Una comunità che sollecita un noi, che aiuta a porsi delle domande Una comunità che si interroga sui propri bisogni e sulla capacità di rispondere collettivamente

5 Seconda sessione Quali sono le azioni che può attivare la comunità dell Unione, a partire dalle associazioni di volontariato, nella cura delle persone anziane? (L'età della maturità: demenza, solitudine, animazione e proposte, condivisione dei saperi, domiciliarità dei servizi, ecc ) L importanza della prevenzione attraverso il coinvolgimento dei cittadini anziani (buone pratiche: badante di scala, anziani che potano all oasi Lipu, che insegnano a gestire il verde a richiedenti asilo, orto di condominio/di quartiere, attivare le azioni ad es. tramite la banca del tempo, ecc ) Utilizzare le competenze degli anziani per condividere buone pratiche di vita Prevedere spazi verdi e aree pedonali (con panchine) per permettere agli anziani di uscire in sicurezza Valorizzare l anziano come portatore di saggezza e competenze (utile alla comunità, ne riattiva gli anziani), come risorsa autonoma e positiva Creare un offerta ampia di iniziative culturali per tutte le età (musica, spettacoli, fiere, ecc ) da svolgere in spazi intergenerazionali, per far uscire di casa i cittadini, creare coesione, attivare idee, pensieri, ecc Connettere le risorse di ogni generazione con le altre generazioni: creare una ciclicità (passaggio del testimone) Avvicinare scuola/giovani/a strutture anziani (attività manuali) Creare un progetto di mappatura e aggancio delle persone anziane Mettere in comune risorse disponibili Creare appartamenti per nuclei fragili, con sentinelle di riferimento e rete di intorno (spesa, animazione, lavoretti di riparazioni, trasporti, pratiche burocratiche, ecc ) Implementare i lavori sulle fasi iniziali dei disturbi cognitivi, attraverso piccoli gruppi che si incontrano fuori casa per attività socialmente utili (coinvolgendo i famigliari) Luoghi di socializzazione in cui sia possibile crescere e curare animali (pet terapy) La normativa che ragiona per target ci aiuta a costruire il noi necessario per il benessere della comunità? Creare un coordinamento tra associazioni, reti di contatto e i servizi Ascolto informale delle necessità (gestito da personale formato, ma non in sede fissa) Sfruttare le fragilità come risorse potenziali Trasformare la pensione in servizio civile Creare un servizio che accompagni e supporti l utente tra i servizi del territorio

6 Terza sessione A partire dal PUA, quali pensi possano essere le nuove modalità per accompagnare e sostenere i cittadini da parte dei sistemi sociale e sanitario? (Capacità di accoglienza e follow up dei servizi sociali e dell Ausl una volta "erogata la prestazione - La formazione: sia interna per gli operatori della casa della salute e dei servizi sociali, ma anche esterna rivolta alla cittadinanza, azioni, ecc ) Percorsi di formazione condivisi tra operatori sociali e sanitari che lavorano nella Casa della Salute e nel PUA per migliorarne l integrazione nella lettura dei bisogni e dell orientamento delle soluzioni/risposte/monitoraggio del dopo Orari più flessibili e rispondenti al cittadino (un mese sabato chiuso e due giorni a settimana apertura alle 7.00 e chiusura alle 21.00, oppure apertura al sabato con le operatrici del PUA che rilevano gli orari migliori in base alle esigenze, anche tramite un questionario) Accompagnamento del cittadino che arriva al PUA (operatore formato e informato) PUA: luogo pro-attivo in grado di dare risposte e di mobilitare processi e percorsi Informare il cittadino che al PUA si può informare gli operatori sulle esigenze e sulle risorse della comunità Il PUA deve conoscere ben il territorio e dare informazioni ai cittadini (ad es. prevedere accanto agli operatori del PUA un volontario che possa facilitare le connessioni col territorio) Sostenere la conoscenza degli attori del territorio (sentinelle di quartiere) e coinvolgerli in un azione di regia del lavoro di comunità Aprire la Casa della Salute ad iniziative con/dei cittadini, ad es. percorsi di formazione Orientamento ai cittadini sui percorsi di cura Un CRM dedicato all accesso ai servizi socio sanitari esteso alla comunità Attivare azioni specifiche per incidere sulla prevenzione Informazione capillare alla cittadinanza (giornalino, ecc ) Creare occasioni di aggregazioni conviviali per far circolare i saperi Le associazioni possono essere il tramite per portare le necessità della comunità alla casa della Salute Semplificare le azioni da parte del cittadino: meno passaggi burocratici Coinvolgimento attivo delle famiglie nel percorso di raccolta del bisogno e accompagnamento durante la malattia Idea olistica di benessere

7 Quarta sessione Prevenzione e promozione: quali obiettivi, modalità e proposte per il mondo giovanile e adulto? Nel mondo giovanile (sostanze, stili di vita, comportamenti a rischio, partecipazione alla vita sociale) e adulto (alimentazione, stress, ritmi di vita, screening, partecipazione alla vita sociale, ecc ) Coinvolgere associazioni sportive, musicali, ecc per trasmettere valori educativi (formazione degli educatori delle società sportive, musicali, ecc ) Continuare il progetto al volo (sostenuto dal centro famiglie) e estenderlo agli adulti Creare un centro di aggregazione giovanile per ogni comune La scuola è il luogo dove affrontare la prevenzione: coinvolgerla nella co progettazione (connessione tra pediatri e istituzioni scolastiche) Rendere obbligatorio per gli studenti alcune ore di volontariato annuale in attività extrascolastiche (ad es. nei centri di aggregazione) Progetti (concreti) che portino ad un contagio di idee intergenerazionali (corsi adulti e giovani insieme: informatica, app, ecc ) Coinvolgere i giovani che escono dal percorso di scolarizzazione Creare una rete tra le associazioni di volontariato dei tre comuni per affrontare il tema delle prevenzione e promozione Istituire nuove figure educanti (ad es. baristi vigili, giovani formati che si rechino nei luoghi dei giovani e li coinvolgano in attività socialmente utili) Dare maggiori punti di riferimento socio sanitari (anche informali) agli adolescenti Edifici scolastici e Casa della Salute i poli della formazione Sfruttare luoghi pubblici per le attività di prevenzione (ad es. Casa della Salute) Organizzare formazione sul tema della salute e del benessere adulto presso la Casa della Salute Lavorare sulla comunicazione dei valori di identità, di relazione e di personalità Incentivare un volontariato legato alla manualità Comunità educante: supporto ai genitori Rendere il giovane e l adulto protagonista Educazione alimentare

8 Quinta sessione Cosa possiamo fare per rendere la nostra comunità attiva e sinergica per trasformare la CASA DELLA SALUTE in una CASA DELLA COMUNITÀ? (I progetti con le scuole come partner privilegiato e canale imprescindibile di educazione e conoscenza, il tema dell'informazione ai cittadini su temi particolarmente "caldi, la consapevolezza di appartenere ad una comunità ) La Casa della Salute può sostenere i medici di base come punto di riferimento per i cittadini Creare occasioni di incontro tra le famiglie per farle conoscere e condividere La Casa della Salute come spazio (fisico) aperto in parte auto organizzato (riunioni, incontri, formazione ad es. sfruttando la sala d attesa) Casa della Salute come luogo della Comunità Educante: attività di coinvolgimento e ricerca sulle tematiche che la comunità ritiene prioritarie (comunità del dialogo) Ricerca-azione e raccolta dati sulle condizioni di vita della comunità per meglio avvicinarla ai servizi Casa della Salute come agenzia formativa della salute e spazio dell integrazione Casa della Salute come crocevia di persone e saperi Incontri periodici con la cittadinanza per informarsi e ascoltarsi Associazioni di volontariato che possano presidiare la sala di attesa e accogliere il cittadino, o gestire ad es. uno sportello al cittadino Progetti in collaborazione Casa della Salute Istituzioni scolastiche I ragazzi, facendo, si prendono cura della comunità Famiglie che aiutano famiglie: comunità che risponde ai loro bisogni Architettura di comunità: progettare in modalità partecipata spazi accoglienti Creare la figura del responsabile del volontariato Percorsi di formazione condivisi tra dirigenti, operatori e pazienti(cittadini) Re degli affari : Casa della Salute luogo delle buone pratiche e megafono/bacheca delle risorse della comunità Promuovere il cambiamento dei MM6 in medico di comunità (lavoro in equipe e connettore strategico)

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