analisi ambientali: ecosistemi

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1 facoltà di architettura di genova_docente_andrea giachetta corso di progettazione bioclimatica - modulo: sostenibilità ambientale L ecosistema, o sistema ecologico, è un unità che include tutti gli organismi che vivono insieme (comunità biotica) in una data area, interagenti con l ambiente fisico, in modo tale che un flusso di energia porta ad una ben definita struttura biotica e ad una ciclizzazione dei materiali tra viventi e non viventi all interno del sistema. (Odum, 1983) l ecosistema risulta caratterizzato dalla presenza di tre componenti fondamentali: -la comunità comprendente tutti gli organismi viventi e non; analisi ambientali: ecosistemi -il flusso di energia; -i cicli dei materiali. i costituenti principali degli ecosistemi sono: Sostanze inorganiche coinvolte nei cicli della materia (C, N, CO2, ecc.); Composti organici (proteine, carboidrati, lipidi, ecc.); Fattori fisici, geologici e climatici (aria, acqua, substrato, ecc.); Produttori, organismi autotrofi, principalmente piante, che possono sintetizzare cibo da semplici sostanze inorganiche; Macroconsumatori, organismi eterotrofi, animali che si cibano di vegetali o altri animali; Microconsumatori, decompositori, organismi eterotrofi, principalmente batteri e funghi, che ottengono la loro energia sia demolendo tessuti organici morti, sia assorbendo materia organica disciolta, secreta o estratta da piante e altri organismi si possono definire ecosistemi molto diversi fra loro e caratterizzati da un differente grado di complessità sono ecosistemi una pozzanghera come il mare, una colonia di ostriche come una città La delimitazione dei principali ecosistemi locali sarebbe un operazione molto utile per governare il territorio in base ai principi dello sviluppo sostenibile tuttavia comporta una lettura del territorio molto complessa da attuarsi attraverso una preliminare conoscenza: delle sue componenti biotiche (organismi viventi) e abiotiche (fattori fisici, chimici, climatici), dei siti di particolare interesse ecologico (di riproduzione, di svernamento, di rifugio, di alimentazione, ad elevato livello di biodiversità, zone umide, ecc.); dei principali flussi di materia ed energia (corsi d acqua, corridoi faunistici, cicli dei nutrienti, ciclo dell acqua, vie critiche di trasmissione degli inquinanti, ecc.) è un lavoro di interpretazione e messa in relazione di informazioni differenti che richiede specifiche competenze (biologi, dottori in scienze ambientali, chimici, ecc.) e, normalmente, tempi lunghi Nell ambito di un analisi territoriale (per es. D.F. di un P.U.C.) si può procedere effettuando una serie di approfondimenti a partire da informazioni già presenti derivanti da studi di carattere più specifico sul territorio e già effettuati, normalmente a scala provinciale o regionale (SIC, ZPS; Carta Bionaturalistica regionale, Aree Protette provinciali, ecc.) Le analisi di carattere locale, rilevate le emergenze ecosistemiche, naturalistiche, paesaggistiche più significative sul territorio, in base alla consultazione degli strumenti a corredo di studi già effettuati (cartografie e schede), possono approfondire la conoscenza di tali emergenze con sopralluoghi, riferimenti bibliografici, indagini di maggiore dettaglio e costruire nuove e più approfondite relazioni scritte e fotografiche, cartografie, schedature, ecc. Si possono così realizzare le CARTE SUGLI ECOSISTEMI

2 esempio di rappresentazione cartografica con l uso di fotografie: carta di Stan Allen e James Corner per la riqualificazione dell area dell ex discarica di Fresh Kills, concorso indetto dal comune di New York (Lotus Navigator fare l ambiente ) esempio di rappresentazione cartografica dell evoluzione nel tempo di un area sottoposta a rinaturalizzazione: piano di sviluppo di Sergio Los per il Centro Comune di ricerca di Ispra (1993) accettare, studiare e programmare l evolutività di un territorio corrisponde comunque ad un atteggiamento ecologico del progettista perché significa riconoscere la dinamicità dello sviluppo ecosistemico e la sua autonomia rispetto a prescrizioni rigide e statiche nello spazio e nel tempo lo scopo delle analisi di approfondimento locali valutare i possibili fattori di vulnerabilità degli ecosistemi locali ed i fattori (soprattutto antropici) che ne limitano la riproducibilità: La vulnerabilità dipende per esempio: -dal livello di biodiversità e dallo stadio di evoluzione rispetto al climax; -dalla capacità di resistenza / resilienza al disturbo e dalla rarità, dall endemismo, dall interesse naturalistico ed economico delle specie presenti; -dal diverso ruolo dei componenti gli ecosistemi nella catena trofica e rispetto ai flussi di materia ed energia, ecc. I fattori antropici che limitano la riproducibilità sono ad esempio: -la suddivisione, l isolamento, la distruzione di habitat naturali l interruzione dei corridoi ecologici, l introduzione di specie non indigene (inquinamento genetico); -lo sfruttamento improprio di risorse naturali, l alterazione del ciclo delle acque, l erosione del suolo, l immissione nell ambiente di sostanze inquinanti, ecc. che causano: alterazione e riduzione delle zone umide, della biodiversità e dei caratteri genetici delle specie; impedimento alle migrazioni, interruzioni in relazione al normale passaggio da siti di rifugio, svernamento, alimentazione delle specie locali, riduzione della capacità di produrre cibo e fibre, ecc. l estinzione delle specie È utile chiarire alcuni concetti legati ai fattori di vulnerabilità degli ecosistemi locali e ai fattori che ne limitano la riproducibilità perché tali concetti sono anche alla base di alcuni degli studi specifici sul tema che sono già stati condotti a livello europeo, nazionale e regionale e ai quali, come si è visto, le analisi di approfondimento locale possono riferirsi BIODIVERSITA RETI ECOLOGICHE CORRIDOI ECOLOGICI BIODIVERSITA : La varietà di specie che si è formata in un determinato ambiente prende il nome di biodiversità o diversità biologica, esprime la complessità di struttura di un ambiente e viene utilizzata come strumento analitico quali-quantitativo per monitorare l ambiente stesso e per la gestione del territorio ed è un elemento da tutelare per il mantenimento delle relazioni ecosistemiche. È una risorsa potenzialmente rinnovabile, parte fondamentale del capitale della terra, ed è fortemente influenzata dall antropizzazione del territorio. Va tutelata per non creare fenomeni di scomparsa prematura di alcune specie e degrado ambientale. Dipende dalla diversità genetica (dalla variabilità genetica presente all interno di una singola specie), dalla diversità di specie (specie presenti nell habitat in esame), dalla diversità ecologica (diversità di ambienti e comunità che interagiscono fra loro)

3 RETI ECOLOGICHE Le esperienze più recenti pongono in discussione la zonizzazione ambientale (Parchi naturali) che ha accentuato i processi di frammentazione e specializzazione funzionale del territorio e va oggi integrata nell ambito delle reti ecologiche. L istituzione delle reti ecologiche si basa non solo sulla conservazione di habitat naturali ma anche sulla conservazione delle connessioni fra loro ed è una fra le più recenti ed importanti proposte per far fronte al problema della tutela del paesaggio e della biodiversità Gli elementi delle RETI ECOLOGICHE sono: -Le Aree ad Alta Naturalità, biotopi, insieme di biotopi, habitat naturali e seminaturali, ecosistemi di terra e di mare che possono essere già soggetti a regime di protezione (Parchi o Riserve); -Le Zone Cuscinetto che si trovano intorno alle aree ad alta naturalità e garantiscono la gradualità degli habitat; -I Corridoi Ecologici CORRIDOI ECOLOGICI: Strutture lineari del paesaggio, di varie forme e dimensioni che supportano lo stato ottimale della conservazione delle specie e degli habitat presenti nelle aree ad alto valore naturalistico garantendo relazioni dinamiche tra gli ecosistemi Permettono: la mobilità delle specie, l interscambio genetico, la conservazione della biodiversità Spazi a biopermeabilità decrescente: Corsi d acqua se non inquinati Aree forestali Incolti Pascoli Aree agricole Barriere: Sistemi di insediamento (specie di tipo diffuso) Autostrade, ferrovie, viabilità ordinaria Recinzioni di terreni agricoli Studi di MacKaye sui corridoi ecologici (The new exploration, 1962) Studi sulle reti ecologiche nell area a nord-est di Roma (in Costruire Sostenibile, p.47) Studi sui corridoi ecologici dell ANPA- Regione Abruzzo ( La continuità ambientale in Abruzzo: riferimenti e criteri metodologici per la pianificazione della rete ecologica regionale ) Paolo Villa schemi per la progettazione di un piano del verde RETE NATURA SIC, ZPS La Direttiva europea n.92/43/cee conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche - direttiva Habitat introduce l obbligo di conservare gli habitat e le specie di interesse comunitario ogni stato membro ha individuato sul proprio territorio: Siti di Importanza Comunitaria (SIC) che, insieme alle Zone di Protezione Speciali (ZPS) (79/409/CEE, 1979) direttiva Uccelli costituiranno la RETE europea denominata NATURA 2000 l obiettivo della direttiva è quello di contribuire alla salvaguardia della biodiversità Recepimento italiano: Regolamento D.P.R. 8 settembre 1997 n. 357

4 Con il Progetto BioItaly la Regione Liguria ha individuato e mappato i siti di particolare pregio naturalistico Sono stati così istituiti 127 psic (proposti Siti di Interesse Comunitario) poi convalidati dal Ministero dell Ambiente con DM 03/04/2000 e sottoposti a verifica da parte della Commissione Europea (26 psic sono in mare, la superficie occupata dai SIC è circa il 30% del territorio ligure) Sono stati inoltre individuate dalla Giunta Regionale, con il DGR 270 del 25/02/2000, 2 ZPS (Zone di Protezione Speciale, di cui quella delle Alpi Liguri divisa in 6 sub-ambiti) I siti individuati comprendono spesso aree protette, parchi e oasi di protezione faunistica e svolgono una funzione di interconnessione e di corridoio biologico per il mantenimento delle specie di interesse comunitario Per accedere ai dati sui psic e sulle ZPS: - ambiente e territorio natura in Liguria rete natura 2000 SIC e ZPS: cartina di individuazione e schede 39 IT Foresta Cadibona 40 IT A-B-C Fondali Varazze - Albisola 45 IT Finalese - Capo Noli 46 IT A-B Isola Bergeggi - Punta Predani 47 IT Rocca dei Corvi - Mao -Mortou 48 IT Rio Solcasso 49 IT A-B-C-D Fondali Noli - Bergeggi 53 IT Fondali Finale Ligure 80 IT A-B-C Fondali Arenzano - Punta Ivrea L apertura di un documento relativo ad uno specifico SIC fornisce una serie di dati: -denominazione e sigla, localizzazione geografica, altitudine, regione amministrativa, regione geografica (mediterranea); -tipo di habitat (es. stagni temporanei mediterranei, comunità anfibie); -specie presenti (stanziali, migratorie con indicazione della presenza di siti di riproduzione, ecc. uccelli migratori abituali, mammiferi, anfibi e rettili, pesci, invertebrati, piante, ecc.); -descrizione del Sito con % di copertura (aree antropizzate, specchi d acqua, ecc.); -caratteristiche del Sito; -documentazione bibliografica di riferimento; -relazioni con altri siti; -ecc. TUTTE QUESTE INFORMAZIONI SONO UN UTILE BASE DI PARTENZA PER GLI APPROFONDIMENTI LOCALI CARTOGRAFIA SITI SIC La Regione Liguria con il DGR 646 DELL 8/6/2001 Misure di salvaguardia per i proposti Siti di Importanza Comunitaria (psic) e Zone di Protezione Speciale (ZPS) liguri ha deliberato di approvare l allegato A, contenente le misure di salvaguardia per i psic e le ZPS consistenti nell applicazione della VALUTAZIONE DI INCIDENZA, e l allegato B, con i contenuti minimi della RELAZIONE DI INCIDENZA. ALLEGATO A - Misure di salvaguardia da applicare a psic e ZPS i piani urbanistici, i piani territoriali e i piani di settore che contengono previsioni di interventi che comportino trasformazioni territoriali insistenti su psic e ZPS, devono darsi carico di illustrare in apposita relazione gli effetti diretti e indiretti che le relative previsioni possono comportare sui suddetti siti evidenziando altresì le eventuali modalità adottate per la compatibilizzazione delle medesime previsioni pianificatorie con le pertinenti esigenze di salvaguardia i contenuti della relazione devono essere conformi a quelli stabiliti nell allegato B e sono oggetto di Valutazione di Incidenza da parte degli enti tenuti a pronunciarsi sui piani L esito favorevole della Valutazione di Incidenza condiziona l approvazione dei piani sulle aree psic e ZPS ALLEGATO B Contenuti minimi della Relazione di Incidenza la relazione deve: -contenere elaborati cartografici dell area interessata con sovrapposizione dell intervento del piano; -descrivere habitat e specie faunistiche e floristiche del sito, valutando la sua situazione ambientale; -esplicitare gli interventi di trasformazione previsti e le relative ricadute; -illustrare le misure mitigative, in relazione agli impatti stimati, che si intendono applicare e le modalità di attuazione; -indicare eventuali compensazioni a fronte di impatti previsti anche di tipo temporaneo la relazione di incidenza dovrà essere redatta da professionisti con esperienza specifica e documentabile in campo ambientale

5 Il SITAR (Servizi Informativi Territoriali Ambientali Regionali, a Genova in via Fieschi) possiede anche altre carte che sono state elaborate a corredo di studi ambientali e alle quali si può far riferimento nell ambito delle analisi ambientali di livello locale IN PARTICOLARE: LA CARTA BIONATURALISTICA DELLA REGIONE LIGURIA LA CARTA DELLE AREE PROTETTE REGIONALI Carta Bionaturalistica La Carta Bionaturalistica e' un supporto informativo indirizzato agli urbanisti chiamati a redigere una documentazione tecnica conforme alle indicazioni della Legge Urbanistica Regionale Le informazioni contenute sono finalizzate alla determinazione e all'ubicazione delle emergenze bionaturastiche, con indicazione puntuale dei riferimenti legislativi, delle caratteristiche di distribuzione biogeografica, degli habitat e dei fattori in grado di determinare processi di conservazione I dati a disposizione: siti con habitat importanti, sorgenti di buona qualità, zone umide di interesse bionaturalistico, zone di interesse paleontologico - palinologico, aree naturali ben conservate, zone di ripristino ambientale, siti classificati nel progetto Bioitaly, aree di diffusione sparsa di habitat di interesse bionaturalistico. La Carta Bionaturalistica (scala di riferimento 1:10000) viene presentata attraverso schede tecniche di descrizione Aree protette regionali Riserve naturali regionali (1, 2, 3), Parchi naturali regionali (4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11), Aree protette provinciali (12), Parchi nazionali (13), Altre aree protette regionali (14), Aree protette in via di istituzione (A, B), Riserve marine (a, b), Riserve marine previste (c,d) complessivamente quasi il 12% del territorio regionale, per una superficie di circa 60 mila ettari AREE PROTETTE PROVINCIALI proposte LR 3/99, DGP 290/64038 del 7/11/2000 La cartografia e le schede relative alle Aree Protette Provinciali sono un altro utile strumento da utilizzare per la lettura puntuale sul territorio Per ciascuna area sono disponibili schede che forniscono le seguenti informazioni: -localizzazione, dati climatici (pluviometrici e temperature medie); -natura degli habitat presenti, degli ambienti antropizzati e dei manufatti; -geomorfologia, vegetazione, fauna; -pregi naturalistici, elementi di degrado ambientale, specie protette, proposte tecnico progettuali

6 La Provincie dispongono anche di altri strumenti di interesse Per esempio: Carte sulla RETE ESCURSIONISTICA PROVINCIALE PIANO FAUNISTICO VENATORIO PROVINCIALE contenente alcune utili informazioni sulla fauna locale e la natura dei siti interessati Grado di stabilità ambientale Tutte le informazioni ricavate con l ausilio degli strumenti ai quali si è fatto riferimento, cartografate e poi messe a sistema con quelle di carattere vegetazionale, geomorfologico e insediativo e con quelle relative ai carichi ambientali, permettono sintesi interpretative utili a valutare il grado di sensibilità ambientale e la suscettività alle trasformazioni del territorio in analisi Le sintesi proposte possono esprimersi su carte che evidenziano: aree di pregio ambientale meritevoli di conservazione e valorizzazione; aree in degrado da riqualificare; aree con margini di ricettività ambientale capaci di sostenere determinate trasformazioni La stabilità ambientale si configura così come rapporto equilibrato tra esigenze sociali e disponibilità di risorse naturali che è ciò che lo sviluppo sostenibile pone come obiettivo primario

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