Situazione relativa ai licenziamenti per dimissioni in bianco in Provincia di Bolzano

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1 Coordinamento Pari Opportunità e Politiche di Genere Bolzano Landeskomitee für Chanchengleichheit Bozen Situazione relativa ai licenziamenti per dimissioni in bianco in Provincia di Bolzano L Alto Adige è una provincia che presenta una realtà anomala sotto vari punti di vista: per alcuni parametri è molto più simile alle regioni europee del centro e nord Europa, in particolare a quelle dell area tedesca, mentre per altre conserva le caratteristiche tipiche delle rimanenti regioni italiane. Tasso di occupazione femminile Negli anni dal 2000 al 2012 il tasso di occupazione 1 femminile in provincia di Bolzano è cresciuto mediamente di circa un punto percentuale l anno, superando nel 2008 per la prima volta la soglia del 60%. Nel 2011 questo valore è salito al 63% e nel 2012 al 64,8%. 1 Tasso di occupazione: percentuale di occupati in rapporto alla popolazione esistente tra i 15 e i 64 anni inclusi

2 Questo tasso, alto sia rispetto alla media italiana (46% nel 2011) che europea (UE 27: 58% nel 2011), resta comunque inferiore a quello delle regioni limitrofe austriache e svizzere (Tirolo: 69%, Svizzera orientale: 75%), però ancora superiore rispetto al Trentino (57%). La Provincia di Bolzano, con un tasso di occupazione nel 2012 del 76,9% ha già raggiunto il livello prefissato come obiettivo con la strategia Europa 2020, pari al 75%. L analisi per età mostra, indistintamente per tutte le classi, la presenza di tassi di attività 2 più elevati tra i maschi rispetto alle femmine. I tassi di attività femminile sono superiori al 78% tra i 25 e i 54 anni, raggiungendo i valori più alti nelle classi tra i 40 e i 44 anni (83,9%) e tra i 45 e i 49 anni (85,6%). Nelle classi di età tra i 30 e i 39 anni la differenza tra uomini e donne è più ampia e ciò si spiega verosimilmente con il carico di impegni familiari legato alla cura dei figli. Nel 2012 il 71,4% dei lavoratori (87,8% donne e 58,2% uomini) è impiegato nel settore terziario, il 6,5% (4,8% donne e 7,9% uomini) nel settore agricolo e il 22,2% (7,4% donne e 33,9% uomini) in quello industriale. 2 Tasso di attività: percentuale di forze di lavoro (occupati + persone in cerca di occupazione) in rapporto alla popolazione esistente tra i 15 e i 64 anni inclusi

3 Come abbiamo visto, l occupazione femminile in provincia di Bolzano ha avuto un forte incremento quantitativo, ma resta ancora centrale il problema della qualità occupazionale declinata al femminile. Una buona conciliazione dovrebbe puntare a un doppio obiettivo: da un lato garantire alle donne un migliore accesso e permanenza nel mercato del lavoro e, dall altro, incoraggiare gli uomini verso una maggiore condivisione del lavoro di cura. Se i dati sull occupazione femminile sono confortanti per quanto riguarda il primo aspetto della conciliazione, se ci si sofferma sul secondo aspetto, però, ci si accorge che l Alto Adige è in ritardo come il resto del Paese. Nel 2012 sul totale di occupati, il 77,6% è a tempo pieno e il 22,4% a tempo parziale. Confrontando i dati del 2012 degli occupati a tempo parziale della provincia di Bolzano con quelli della media nazionale, possiamo notare come la percentuale sia decisamente più elevata per quanto riguarda la componente femminile (il 42,0% rispetto al 31,1%), mentre sia addirittura inferiore, seppure di poco, alla media italiana per quanto riguarda quella maschile (6,8% rispetto al 7,2%). Un risultato analogo lo osserviamo nel confronto con la media europea: per quanto riguarda le lavoratrici in part time, la provincia di Bolzano supera di quasi dieci punti percentuali il dato europeo (32,6% nell EU-27), mentre è in forte ritardo per quanto riguarda il part time maschile (6,8% rispetto al 9,5% nell EU-27).

4 Analizzando le motivazioni, la maggior parte delle persone con contratto di lavoro a tempo parziale (il 50,2%) dichiara di averlo scelto per motivi familiari e, coerentemente con il noto doppio carico femminile, questa è la motivazione espressa da quasi il 60% delle lavoratrici in part time, rispetto a poco meno del 7% degli uomini. Non bisogna dimenticare che, se l alta incidenza di lavoro a tempo parziale femminile è un segnale di attenzione alla conciliabilità tra lavoro di cura e lavoro retribuito, indica, allo stesso tempo, il persistere di evidenti differenze di genere nel mercato del lavoro, che contribuiscono a ridurre le opportunità professionali e le prospettive di carriera delle lavoratrici (la cosiddetta trappola del part time ). L ampia diffusione del part time è anche da attribuire all alto numero di dipendenti pubblici in provincia di Bolzano: nel 2012 quasi un dipendente altoatesino su quattro è un dipendente pubblico. Per quanto riguarda l incidenza dei contratti a termine, su dipendenti in provincia di Bolzano nel 2012, l 84,3% ha un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, mentre il 15,7% ha un contratto a termine (donne: 19,8%, uomini: 11,8%).

5 Tasso di disoccupazione 3 femminile Attualmente la disoccupazione in provincia di Bolzano è un fenomeno relativamente limitato (2011: 3,3%; 2012: 4,1%), rispetto alla media dell Unione Europea (UE 27, 2012: 10,4%), ma in crescita anche a causa della crisi economica, con valori intermedi fra quelli del Tirolo (2011 e 2012: 2,5%) e della provincia di Trento (2011: 4,5%; 2012: 6,1%). L analisi di genere evidenzia che la disoccupazione femminile è più alta di quella maschile. Nonostante la crisi economica abbia colpito soprattutto settori a prevalente componente maschile, si conferma, però, anche per il 2011 e per il 2012 un tasso di disoccupazione femminile superiore rispetto a quello maschile (2011: 3,8% rispetto 3,0%; 2012: 4,8% rispetto 3,6%), ma con valori nettamente al di sotto della media nazionale. Anche la disoccupazione giovanile del 2012 (11,6%) risulta essere quasi la metà della media europea (22,8%), e meno di un terzo della media italiana (35,3%), ma nettamente superiore a quella della regione limitrofa del Tirolo (5,9%). Il fenomeno dei licenziamenti per dimissioni in bianco non è - sentita anche la Consigliera di Parità e l Osservatorio Mercato del Lavoro della Provincia di Bolzano - un fenomeno rilevante in Alto Adige. 3 Tasso di disoccupazione: percentuale di persone in cerca di occupazione in rapporto alle forze di lavoro

6 Tra gli elementi che influiscono sull alta partecipazione delle donne con famiglia al mercato del lavoro, figurano anche gli incentivi aziendali e pubblici, come i servizi di assistenza ai bambini e il part time, che hanno reso possibile alle donne il rientro nella vita lavorativa dopo un interruzione per motivi familiari e la riduzione di tale interruzione. Restano comunque ancora degli ostacoli e delle difficoltà, dal momento che ogni anno in media 600/700 giovani madri si dimettono dal proprio lavoro entro il primo anno di vita del bambino per l impossibilità di ridurre il proprio orario di lavoro per dedicarsi alla cura della famiglia. Questo dato in Alto Adige è ormai costante negli anni e non pare in relazione con il fenomeno delle dimissioni in bianco, ma piuttosto è un modo estremo di bilanciare gli impegni lavorativi e familiari ed evitare il possibile burn-out (drop-out revolution 4 ). In Alto Adige viene erogato alle famiglie un assegno regionale (in presenza di almeno 2 figli minorenni, o di un figlio fino al compimento dei 7 anni o un figlio disabile, anche se maggiorenne) e uno provinciale (per ogni figlio fino al compimento del terzo anno di vita). Inoltre, allo scopo di garantire un armonico ed equilibrato sviluppo dei minori, può essere concesso un contributo straordinario allo scopo di soddisfare un bisogno urgente e specifico, in particolari circostanze della vita (prestazione specifica per minori) e l anticipazione dell assegno di mantenimento al genitore affidatario, nel caso in cui l altro genitore non adempia l obbligo di contribuire al mantenimento del minore. Una ricerca qualitativa dal titolo Donne, lavori e maternità: esercizi di stile, promossa nel 2005 dal Centro Documentazione e Informazione della Donna, ha raccolto la testimonianze di venticinque mamme (un campione eterogeneo per gruppo linguistico, età, professione, titolo di studio e provenienza geografica), che si sono ritirate dal lavoro dopo la nascita del figlio. Per la maggioranza di queste mamme il ritorno a casa non sarebbe il frutto di una scelta obbligata (a causa della carenza di servizi di cura o della difficoltà di permettersi una baby sitter), ma di una vera e propria scelta, dovuta principalmente al riconoscimento dell importanza fondamentale della madre nei primi anni di vita del bambino. Il loro dedicarsi al lavoro materno a tempo pieno non è vissuto, dunque, come un ritorno al passato, ma come una scelta 4 Drop-out revolution: questa espressione, scelta dai giornalisti americani della rivista The Observer Magazine nel dicembre 2003, si riferisce a un fenomeno nuovo, sicuramente modesto, i cui primi segnali sono arrivati dagli Stati Uniti. Donne di successo, in posizioni apicali, che scelgono non solo di ridurre l impegno lavorativo, ma addirittura di abbandonare il loro impiego, in occasione di eventi importanti della loro vita privata, come il matrimonio o, soprattutto, la nascita dei figli, nonostante la possibilità di permettersi degli aiuti esterni. La particolarità del fenomeno è dato dall elemento volontaristico: sono giovani donne per le quali il ritorno a casa non è il risultato di una scelta obbligata, ma il frutto di una reale scelta di libertà, fatta tra quelle a disposizione. Per questa ragione l opt-out non è un ritorno al passato, ma è un fenomeno nuovo, dovuto a una sorta di riallineamento delle priorità: una volta raggiunti importanti traguardi professionali e con l avvento di nuovi carichi familiari viene avvertita l esigenza di rimettersi in gioco e di sperimentarsi in altri campi.

7 controcorrente, innovativa e critica verso la logica dei consumi, a favore degli affetti e di ritmi più lenti; una sorta di sospensione, di pausa, dai tempi accelerati della società in cui viviamo. Molte ritengono che si riaffacceranno al mercato del lavoro quando il bambino sarà più grande e inserito nella scuola dell infanzia, ma con orari che permetteranno loro di conciliare gli impegni familiari. Ciò è possibile grazie, come abbiamo visto, all alta diffusione del part-time femminile e alla diffusione dei contratti di lavoro a tempo determinato. Laura Senesi Alto Adige Südtirol Laura Senesi Responsabile Coordinamento P.O. e Politiche di Genere Verantwortliche der Landeskomitee für Chanchengleichheit Bozen tel. 339/ Via Ada Buffulini Strasse, Bolzano Bozen Fonti: Astat (aprile 2013), Occupati e disoccupati , Astat Info 35/2013 Bonetti M., Burchi S., Pircher B. (2005), Donne, lavori e maternità: esercizi di stile, (ricerca realizzata nel progetto FSE Donne in rientro al lavoro ) Provincia Autonoma di Bolzano-Alto Adige, Ripartizione Lavoro (2012), Ufficio osservazione mercato del lavoro Rapporto sul mercato del lavoro 2012, Provincia Autonoma di Bolzano-Alto Adige, Ripartizione Politiche Sociali (dicembre 2007), L Alto Adige che mi aiuta, Senesi L. (2010), Lavoro di cura e lavoro retribuito: padri e madri oltre la rigidità dei ruoli. Analisi della situazione in Provincia di Bolzano, Tesi di Laurea Specialistica, Facoltà di Sociologia, Corso di laurea in Lavoro, Organizzazione e Sistemi Informativi

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