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1 r accolte } Il Barocco emiliano Arte delle Fondazioni on-line Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna

2 Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna dddddddddddddddddddddddddd Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna ddddddddddddddddddddddddddd Fondazione Cassa di Risparmio di Cento dddddddddddddddddddddddd Fondazione e Cassa di Risparmio di Cesena ddddddddddddddddddddddddd Fondazione Cassa di Risparmio di Fano ddddddddddddddddddddddd Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara ddddddddddddddddddddddddd Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì dddddddddddddddddddddddd Fondazione Cassa di Risparmio di Modena ddddddddddddddddddddddddd Fondazione Cassa di Risparmio di Parma e Monte di Credito su pegno di Busseto dddddddddddddddddddddddddddddddddddddddddddddddd Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro ddddddddddddddddddddddddd Fondazione Cassa di Risparmio di Reggio Emilia Pietro Manodori ddddddddddddddddddddddddddddddddddddd Arte delle Fondazioni on-line

3 catalogo a cura di Angelo Mazza organizzazione generale Adelfo Zaccanti coordinamento tecnico scientifico Elisabetta Boccia (Acri), Patrizia Rossi (Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena) progetto grafico muschi&licheni stampa Grafiche dell Artiere mostra a cura di Angelo Mazza progetto espositivo e organizzazione generale Adelfo Zaccanti allestimento Neon Stile con la collaborazione di Colorando di Alessandro Fanti comunicazione Linda di Bartolomeo (Acri) ufficio stampa Daniela Rispoli (Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna) grafica e video muschi&licheni registrar Lucia Biolchini audiovisivi Videorent assicurazione Generali trasporti Gnudi Trasporti Opere d Arte dddddddddddddddddddddddddddddddd dddddddddddddddddddddddddddddddd r accolte } Il Barocco emiliano dddddddddddddddddddddddddddddddd Arte delle Fondazioni on-line dddddddddddddddddddddddddddddddd Bologna, 6 dicembre 2012 / 3 febbraio 2013 dddddddddddddddddddddddddddddddd sponsor r accolte } Il Barocco emiliano Arte delle Fondazioni on-line dddddddddddddddddddddddddddddddd partner tecnici dddddddddddddddddddddddddddddddd

4 dddddddddddddddddddddddddd La banca/dati realizzata dall Acri, che censisce il patrimonio artistico di cinquantanove collezioni appartenenti a cinquantadue Fondazioni di origine bancaria, mette a disposizione una quantità rilevante di informazioni che finora, per lo più, sfuggivano alla conoscenza comune, tanto del largo pubblico quanto degli studiosi del fenomeno davvero speciale del collezionismo bancario italiano dal dopoguerra a oggi. dddddddddddddddddddddddddd indice Perché oggi, } 8 perché qui mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm Marco Cammelli dddddddddddddddddddddddddddddddddddddddd Lavorare insieme } 10 per il bene della comunità mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm Giuseppe Guzzetti dddddddddddddddddddddddddddddddddddddddd R accolte. Il progetto } 14 di catalogazione mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm Elisabetta Boccia Patrizia Rossi dddddddddddddddddddddddddddddddddddddddd } 20 } 32 } 98 dddddddddddddddddddddddddd Le collezioni delle Fondazioni di origine bancaria dddddddddddddddddddddddddddddddddddddddd Il catalogo on line mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm Angelo Mazza dddddddddddddddddddddddddddddddddddddddd Opere mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm Angelo Mazza dddddddddddddddddddddddddddddddddddddddd Bibliografia essenziale di riferimento mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm dddddddddddddddddddddddddd

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6 Perché oggi, perché qui mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm Marco Cammelli Presidente Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna Presidente Commissione per le Attività e i Beni Culturali Acri ddddddddddddddddddddddddddddddddd } 8 L apertura della mostra dedicata al Barocco emiliano nella sede espositiva della Fondazione del Monte è ragione di particolare soddisfazione per più ragioni. Intanto, questo evento segna la conclusione di un lungo lavoro avviato in sede Acri negli anni scorsi che ha portato alla progettazione, realizzazione e messa in rete delle opere della maggior parte delle Fondazioni italiane, la cui catalogazione, descrizione e immagine fotografica sono da oggi rese disponibili alla consultazione degli studiosi e di chiunque vi abbia interesse. Per i dati tecnici e quantitativi nonché per i motivi di rilevanza scientifica e culturale si rinvia agli scritti in catalogo. Approfitto anzi del riferimento per esprimere agli autori e a Adelfo Zaccanti, cui si deve l allestimento della mostra e il coordinamento generale dell evento, la mia e nostra riconoscenza per la disponibilità personale e la qualità professionale che hanno rappresentato elementi chiave per l intero progetto r accolte e per questa iniziativa. Mi preme inoltre sottolineare un tratto diverso, ma preliminare per la riuscita dell impresa: la fiducia accordata al progetto dall Acri e dal suo presidente Giuseppe Guzzetti, che ha assicurato il costante sostegno e larga parte delle risorse necessarie per realizzarlo, e la disponibilità degli amministratori e delle strutture di tutte le Fondazioni associate che ne hanno colto l importanza e le implicazioni in termini di conservazione e valorizzazione dei propri beni. Infine la mostra che oggi si inaugura e la sede. È doveroso precisare che in questo caso la Fondazione del Monte e i suoi spazi espositivi sono solo il luogo dove materialmente si raccolgono le opere del barocco emiliano del Sei e Settecento, unite da quella comune appartenenza ad una felice stagione artistica della scuola emiliana che Angelo Mazza ha saputo cogliere e presentare con sperimentata capacità. Il significato simbolico e il valore aggiunto dell evento, di cui la mostra è frutto e rappresentazione, sono invece interamente da riferire alle Fondazioni della regione Emilia Romagna che negli anni scorsi hanno partecipato con noi alla fase sperimentale di r accolte, ponendo in tal modo le premesse per la sua estensione al piano nazionale, e che oggi hanno condiviso questa presentazione e questa mostra mettendo a disposizione le proprie opere. Tutti dicono che la cooperazione, in generale e tra Fondazioni, è la strada maestra da seguire. Con r accolte, in Emilia Romagna e in sede nazionale, la si è praticata. Per questo oggi siamo qui. } 9

7 Lavorare insieme per il bene della comunità mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm Giuseppe Guzzetti Presidente Acri Associazione di Fondazioni e Casse di Risparmio SpA ddddddddddddddddddddddddddddddddd } 10 Promuovere e accompagnare progetti di cooperazione fra le Fondazioni è tra le priorità dell Acri e della sua Commissione per le attività e i beni culturali. Alla base dell attività e degli obiettivi della Commissione vi è innanzitutto l individuazione ed il sostegno ai processi culturali che generano innovazione e sviluppo per la comunità di riferimento. Intervenire in queste pagine è un occasione particolare che mi si offre come Presidente dell Acri per ribadire un sentito apprezzamento per il lavoro e i risultati raggiunti dalla Commissione nel sostegno all azione svolta dalle Associate. Dalla sua istituzione, nel marzo del 2006, la Commissione ha orientato la programmazione promuovendo non solo forum di discussioni e analisi sui temi più rilevanti, ma anche realizzando iniziative di interesse comune, fornendo un valido supporto all attività delle Fondazioni nell arte e nella cultura. È infatti di recente realizzazione il bando Funder35 per l impresa culturale giovanile, frutto di un iniziativa a carattere sperimentale sostenuta da 10 Fondazioni, che intende selezionare e accompagnare dal punto di vista gestionale e organizzativo le migliori imprese giovanili che operano in campo culturale. Oggi con questa esposizione celebriamo l apertura al pubblico del sito r accolte. Un altro importante traguardo raggiunto anche grazie alla cooperazione fra le Fondazioni che ha portato alla realizzazione del catalogo on line delle opere presenti nelle varie raccolte d arte di proprietà delle Fondazioni. È stata costituita una banca dati in rete, ora accessibile a tutti dal sito web dell Acri (raccolte.acri.it), che rende fruibili le informazioni sull entità, la natura e la composizione delle collezioni d arte delle Fondazioni e che permette la diffusione della conoscenza del patrimonio dei beni culturali delle nostre Associate. Le Fondazioni sono consapevoli che operare in territori in cui molto importante è la presenza di un ampio patrimonio storico e artistico significa avere tra gli obiettivi primari la tutela e la valorizzazione del bene, al fine di renderlo fruibile a un pubblico vasto, puntando soprattutto alle nuove generazioni. Grazie alle radici nella storia del territorio e forti delle loro tradizioni e degli intensi rapporti con le comunità locali, le Fondazioni sviluppano nella programmazione degli interventi una progettualità più mirata ed efficiente, coinvolgendo anche altri operatori e proponendosi come fattori di coesione di soggetti pubblici e privati. In un momento di profonda crisi come quello attuale, la scelta di intervenire attraverso modalità } 11

8 } 12 operative più evolute e innovative, permette alle Fondazioni di non limitarsi alla semplice riduzione di progettualità e risorse, e di avviare invece programmi culturali basati sulla cooperazione con altre Fondazioni. Proprio negli ultimi anni hanno assunto infatti particolare rilievo gli interventi che vedono cooperare tra loro diverse Fondazioni di origine bancaria, con azioni coordinate e proiettate su un orizzonte pluriennale. Scegliere di perseguire assieme obiettivi di maggiore efficienza e razionalizzazione degli interventi e avere progettualità condivise, significa tra l altro non esporsi al rischio di frammentazione e dispersione delle risorse disponibili. Cooperare vuol dire inoltre dare spazio allo sviluppo di competenze integrate negli ambiti disciplinari dei progetti realizzati, con lo scambio e l integrazione delle professionalità maturate da ciascuna Fondazione nel proprio ambito territoriale. Il progetto r accolte promosso e sostenuto da Acri è articolato in un operazione complessa di indagine e documentazione, anche grazie al lavoro corale degli operatori e collaboratori delle singole Fondazioni, che ha portato alla registrazione e alla consultazione informatica dei dati e delle immagini di oltre 9000 opere, appartenenti a 59 collezioni d arte delle Fondazioni. Alla tutela oggettiva del bene, propria delle singole Fondazioni, l Acri intende aggiungere un ampia conoscenza con l apertura all esterno e al pubblico del sito r accolte. Tutto questo è stato possibile con il contributo di molti, ma in particolare con l impegno del gruppo tecnico che ha svolti compiti di regia del progetto, composto da Elisabetta Boccia dell Acri e da Patrizia Rossi della Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena che ne ha assicurato la disponibilità. } 13

9 R accolte. Il progetto di catalogazione mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm Elisabetta Boccia Acri, Associazione di Fondazioni e Casse di Risparmio Spa ddddddddddddddddddddddddddddddddd Patrizia Rossi Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena ddddddddddddddddddddddddddddddddd } 14 R accolte. Il Barocco emiliano. Arte delle Fondazioni on-line presenta una preziosa selezione di dipinti antichi dell età barocca in Emilia e si propone come una delle possibili esplorazioni nel vasto panorama del patrimonio di proprietà delle Fondazioni di origine bancaria. Non solo. Oltre ad essere una proposta di ricerca per scoprire aspetti della cultura e della storia di un territorio, l esposizione è soprattutto l occasione per presentare per la prima volta r accolte, il progetto ideato e promosso dall Acri per conoscere l entità, il valore e le particolarità di un collezionismo d arte di eccezionale rilievo. R accolte offre alla pubblica fruizione la consultazione di oltre 9000 opere, di cui 5509 dipinti, 1583 disegni, 1054 opere di ceramica e oltre 600 sculture. La molteplicità tipologica e la diversità stilistica di questo patrimonio, che le Fondazioni hanno ereditato dalle antiche attività sociali e filantropiche dei Monti di Pietà e delle Casse di Risparmio, documenta anche l orientamento del gusto, i rapporti con il mercato e la varietà dei diversi retaggi storici del territorio. L acquisizione successiva di opere d arte a incremento delle collezioni ereditate dagli istituti bancari è riconducibile alla volontà di restituire alla comunità opere e testimonianze di personalità storiche e artistiche che erano andate disperse. Una scelta dalla quale emerge una attenzione silenziosa e continuativa per la raccolta di opere artistiche, da intendere non solo come amore per l arte ma anche come specifica espressione della più complessiva funzione culturale delle Fondazioni di origine bancaria verso la comunità di appartenenza: dunque recupero, restauro e quindi salvaguardia e conservazione di opere, che altrimenti andrebbero perdute, cui si unisce spesso anche l apporto scientifico con la pubblicazione di documentazione specialistica. Dalla consapevolezza di questo patrimonio ricco e differenziato è nata l idea di una prima indagine conoscitiva delle collezioni d arte delle Fondazioni e la realizzazione di un rigoroso lavoro di inventariazione per l esame critico e la conoscenza di queste raccolte d arte. Il progetto r accolte, con cui l Acri ha inteso contribuire concretamente alla valorizzazione del patrimonio artistico offrendo al pubblico un servizio culturale di alto livello qualitativo, dà conto della varietà e della ricchezza di questo patrimonio, favorendo l analisi e la ricostruzione delle relazioni tra le opere, i diversi contesti culturali e le varie vicende collezionistiche. Il nome r accolte intende esprimere l obiettivo primario del progetto che è quello } 15

10 } 16 di accogliere, cioè di mettere insieme per la prima volta le opere che costituiscono il patrimonio artistico delle Fondazioni; raccogliere, mantenendo l identità collezionistica, senza lederne il percorso storico di ciascuna ed anzi esaltarne e valorizzarne, attraverso la loro r accolta, la diversità e la specificità territoriale. Dopo l apostrofo, la parola Accolte contiene il segmento colte che intende suggerire la cifra distintiva di un patrimonio colto in quanto raccolto, messo assieme; ma anche colto in quanto erudito, qualificato, valente. Di valore appunto. L uso dell apostrofo evidenzia la duplice funzione del progetto di catalogazione: accogliere le collezioni per raccoglierle, ponendosi come elemento identificatore delle varie collezioni e nello stesso tempo l azione di raccolta, cura e quindi anche di tutela svolta dall Acri e dalle Fondazioni. L intervento di catalogazione, che è sempre il presupposto di ogni azione di tutela e di conoscenza, comporta la necessità di superare i naturali ostacoli dovuti alla complessità del sistema, alla eterogeneità delle identità e delle caratteristiche. La realizzazione di un catalogo unico delle collezioni artistiche delle Fondazioni, ora finalmente consultabile dall home page del sito web dell Acri (raccolte. acri.it), rappresenta il raggiungimento dell ambizioso traguardo del censimento di un patrimonio d arte vasto, diversificato per epoche, per quantità e qualità di presenze. La scelta di presentare un segmento dell arte dell Emilia Romagna a Bologna vuole riconoscere il ruolo e l impegno svolti dalle Fondazioni della regione nella sperimentazione del progetto. È da quella fase sperimentale infatti che si è misurata la validità e la capacità di sviluppo del progetto nazionale. Limitando la rilevazione ai soli dati identificativi dell opera, sono stati adottati i parametri previsti nella scheda di inventariazione dell ICCD (Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione), che si riferiscono principalmente alle informazioni essenziali e stabili dell opera: il numero di inventario, l oggetto, l autore, l ambito culturale, il titolo, il soggetto, la materia e la tecnica, le misure, la localizzazione, la datazione oltre alla proprietà e, infine, alla collezione di appartenenza. Per affrontare un lavoro così ampio, con la determinazione di portarlo a conclusione e di creare uno strumento di consultazione affidabile, si è scelto di non inserire le informazioni suscettibili a frequenti aggiornamenti, come appunto lo stato di conservazione o la bibliografia, ma di prendere in esame solo le informazioni durevoli nel tempo, e quindi stabili. La stabilità dei dati, infatti, contribuisce in modo sensibile a porre al riparo da errori che i mancati aggiornamenti di solito comportano. Si è scelto così di puntare con decisione a completare il censimento del posseduto artistico delle Fondazioni per giungere alla sua quantificazione nei numeri e nella qualità. Dopo la fase sperimentale, la messa in opera del progetto nazionale ha retroagito sulle fasi di progettazione, consentendo di perfezionare le procedure delle singole sezioni del processo e di meglio definire le caratteristiche delle figure professionali necessarie. Nel contempo, si sono sperimentati con successo sistemi di collaborazione con le singole Fondazioni attivando professionalità differenziate per la impostazione del catalogo informatizzato, l organizzazione capillare del lavoro, il perfezionamento operativo degli addetti alla catalogazione. L esperienza acquisita ha consentito inoltre di individuare le esigenze formative e organizzative avanzate dagli operatori. Tra gli esiti più importanti di questa catalogazione sistematica, corredata di documentazione fotografica, costantemente monitorata con competenza da Letizia Bencini, vi è anche quello di contribuire in modo decisivo alla tutela del patrimonio culturale, dato che oggi i cataloghi degli enti preposti alla tutela riguardano prevalentemente il patrimonio statale ed ecclesiastico, mentre i beni custoditi dai privati, e dunque anche quelli delle Fondazioni, spesso non risultano in alcun archivio. R accolte, oltre ad identificare il bene culturale e le sue qualità intrinseche, si candida a divenire un laboratorio di ricerca storico-artistico, in grado di creare le premesse per un azione finalizzata alla valorizzazione dei beni culturali delle Fondazioni. La base di partenza del lavoro svolto si può definire anagrafica per l essenzialità dei dati rilevati, ma grazie alla conoscenza specifica del singolo bene, alle sue finalità e alla relazione con il contesto culturale e territoriale, rappresenta il solido presupposto per ogni altra azione di approfondimento come la catalogazione, lo studio, la tutela e la valorizzazione del patrimonio. Il progressivo aggiornamento e l incremento della banca dati saranno inoltre favoriti dalla diffusione di uno strumento, pensato da Acri ad uso esclusivo delle singole Fondazioni, che consentirà la memorizzazione dei dati sensibili e riservati delle opere d arte concernenti sia la loro identità storicoartistica, sia quelli necessari alla loro gestione amministrativa e patrimoniale. Grazie all attivazione di uno specifico collegamento } 17

11 } 18 con il sito r accolte le nuove informazioni non riservate e compatibili con la scheda inventariale, andranno ad incrementare o ad aggiornare automaticamente la banca dati. Un patrimonio privato, ma di pubblico interesse, diviene così di libera e ampia fruizione tramite modalità di interrogazione informatizzata semplici e che sono comuni a tutte le banche dati: una pagina con diverse chiavi di accesso, combinabili anche fra loro. Per la maggior parte delle chiavi è possibile accedere ad un dizionario dei termini contenuti che, oltre a guidare in modo mirato la ricerca, mostra anche il numero delle schede presenti. Ogni scheda è collegata con l immagine del bene di cui viene presentata l anteprima con la possibilità di passare alla visualizzazione dettagliata. La realizzazione di una grande sede virtuale di diffusa frequentazione potrà sollecitare confronti, riflessioni, stimoli e scelte culturalmente sempre più rigorose, e perciò sottratte alla casualità che in più di un caso ha segnato il primo collezionismo bancario. Una sede virtuale con queste caratteristiche consentirà inoltre il libero accesso di studiosi e di quanti desiderano prenderne conoscenza. I numeri emersi dal lavoro di inventariazione del patrimonio delle collezioni d arte delle Fondazioni vanno ben oltre i confini della lista o del mero elenco. La loro lettura testimonia una comunità che fonda i propri valori nella cultura, esercitando quel ruolo prezioso e antico di salvaguardia attraverso la conservazione e la tutela del patrimonio storico e artistico del Paese. Ciò che rappresenta una delle principali finalità delle Fondazioni di origine bancaria. } 19

12 Le collezioni delle Fondazioni di origine bancaria ddddddddddddddddddddddddddddddddd Il catalogo on line mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm Angelo Mazza ddddddddddddddddddddddddddddddddd dddddddddddddddddddddddddddd [1] Arturo Martini, Dedalo e Icaro, 1937, Collezioni d arte e di storia della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna [2] Pietro Vannucci detto il Perugino, Cristo in pietà, Collezioni d arte dell Ente Cassa di Risparmio di Firenze dddddddddddddddddddddddddddd } 20 mmmmmmmmmmm Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna } 36 mmmmmmmmmmm Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì } 72 La banca/dati realizzata dall Acri, che censisce il patrimonio artistico di cinquantanove collezioni appartenenti a cinquantadue Fondazioni di origine bancaria, mette a disposizione una quantità rilevante di informazioni che finora, per lo più, sfuggivano alla conoscenza comune, tanto del largo pubblico quanto degli studiosi del fenomeno davvero speciale del collezionismo bancario italiano dal dopoguerra a oggi. Circoscritta ai dipinti, alle sculture, ai disegni e alle ceramiche, la catalogazione ha fatto emergere materiali altrimenti non accessibili che rendono conto - oltre che della consistenza del patrimonio artistico e dell impegno economico-finanziario che la formazione delle raccolte ha comportato - dei progetti di cui le Fondazioni di origine bancaria si sono fatte promotrici nel campo della cultura, della collaborazione e del supporto che hanno offerto alle istituzioni pubbliche e infine delle forme innovative introdotte nella comunicazione museale. Come è noto, le Fondazioni, sorte in attuazione della legge Amato del 1991, hanno ereditato dai rispettivi istituti bancari le finalità nel campo della cultura da queste per lungo tempo perseguite. Da un lato, pertanto, il collezionismo d arte delle Fondazioni è fenomeno inevitabilmente giovane, dall altro si richiama a una tradizione che risale in alcuni casi all istituzione degli antichi Monti di Pietà, proseguita nei secoli grazie a lasciti e donazioni. È, questo, un aspetto significativo che caratterizza in modo speciale le collezioni di quelle Fondazioni che hanno saputo salvaguardare le proprie origini procedendo all acquisizione, presso la Società per azioni di riferimento, del patrimonio d arte di antica formazione. Non si trattava solo di assicurare la continuità con il passato, ma di mantenere viva un identità civica nella trasmissione di beni di valore storico salvaguardando il rapporto intrinseco e in alcuni casi speculare con la storia culturale e sociale del territorio nel quale l attività bancaria ha esercitato la propria specifica funzione. Non c è dubbio che, acquisendo, se non totalmente, almeno in larga parte le collezioni della Società per azioni, la Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna che, grazie a questi materiali, incrementati da nuovi acquisti sul fronte del contemporaneo [1], ha potuto dare vita al nuovo Museo della storia di Bologna, l Ente Cassa di Risparmio di Firenze che detiene le proprie opere nel palazzo di via Bufalini [2], la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì che le conserva nel Palazzo } 21

13 ddddddddddddddddddddddddddddddddddddddddddd ddddddddddddddddddddddddddddddddddddddddddd [3] Antonio Canova, Briseide consegnata da Achille agli araldi di Agamennone, particolare, Collezione d Arte della Fondazione Cariplo [4] Vincenzo Vela, Ritratto della marchesa Virginia Busti Porro adolescente, 1871, Collezione d Arte della Fondazione Cariplo [5] Gaetano Previati, La danza delle Ore, 1899, Collezione d Arte della Fondazione Cariplo ddddddddddddddddddddddddddddddddddddddddddd [6] Giulio Aristide Sartorio, Risveglio, allegoria della prima guerra mondiale, particolare, Collezione d Arte della Fondazione Cariplo [7] Giulio Aristide Sartorio, Sagra, allegoria della prima guerra mondiale, particolare, Collezione d Arte della Fondazione Cariplo [8] Giovan Francesco Guerrieri detto il Fossombrone, Santa Maria Maddalena penitente, particolare, 1611, Raccolta di opere d arte della Fondazione Cassa di Risparmio di Fano ddddddddddddddddddddddddddddddddddddddddddd } 22 del Monte di Pietà, la stessa Fondazione Cassa di Risparmio delle Province Lombarde che con Intesa San Paolo ha inaugurato a Milano Le Gallerie d Italia-Piazza Scala, nuovo Museo dell Ottocento [3-7], così come la Fondazione Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone che è entrata in possesso di oltre cinquecento opere della Banca, erede peraltro dell antico Monte di Pietà, e altre Fondazioni ancora hanno saputo rinsaldare con simili comportamenti virtuosi i rapporti con il passato consolidando i radicamenti profondi di lontana origine, omogeneamente distribuiti sul territorio, e assicurando alla città di riferimento testimonianze significative della propria storia pertinenti tanto la vita economica e produttiva quanto quella civile e religiosa. dddddddddddddddddddd Peculiarità delle raccolte e della loro composizione dddddddddddddddddddd La conoscenza che si ricava dalla consultazione della banca/dati lascia intravedere la pluralità degli orientamenti che hanno ispirato la formazione e l incremento delle raccolte delle Fondazioni. Alcune hanno privilegiato la produzione ceramica, come, ad esempio, la Fondazione Cassa di Risparmio di Imola il cui patrimonio artistico è costituito, per oltre tre quarti, dai circa novanta pezzi ceramici dell area imolese e faentina distribuiti tra Sette e Ottocento, oppure la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia che possiede oltre centocinquanta pezzi ceramici non solo dell area di Deruta, ma anche di Faenza, della Toscana e delle Marche, e così, naturalmente, la Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro con prodotti delle locali manifatture, oppure la Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Teramo attenta alla raccolta delle ceramiche di Castelli e inoltre la Fondazione Banco di Sicilia che affianca alle maioliche trapanesi e palermitane un gruppo di ceramiche attiche a figure nere o a figure rosse del VI e del V secolo avanti Cristo. Altre Fondazioni, impegnate principalmente mmmmmmmmmmm Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro } 86 mmmmmmmmmmm Fondazione Cassa di Risparmio di Cento } 54 mmmmmmmmmmm Fondazione Cassa di Risparmio di Fano } 64 mmmmmmmmmmm Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna } 50 sul fronte più tradizionale della raccolta di pitture, hanno ugualmente privilegiato aspetti specifici, concentrando le attenzioni su determinate epoche o su alcune personalità che hanno caratterizzato, dal punto di vista artistico, la storia del rispettivo territorio, o ne hanno registrato le evoluzioni storico-sociali, oppure documentato l aspetto naturalistico e paesaggistico. La Fondazione Banco di Sicilia, ad esempio, conserva un numero molto elevato di pitture di Francesco Lojacono, il più importante paesaggista siciliano dell Ottocento, attivo fino al 1915; la Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra possiede una raccolta nettamente orientata sulla grafica del Novecento per effetto della donazione Mino e Giovanni Rosi che include disegni e incisioni di De Nittis, Matisse, Morandi, Viani, De Pisis e altri e documenta in particolare la produzione grafica di Mino Rosi e le sue relazioni artistiche. Allo stesso modo largo spazio occupa nella collezione d arte della Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno il fondo grafico dell ascolano Tullio Pericoli, così come le ottanta fantasie grafiche sulla natura morta e il paesaggio di Pirro Cuniberti qualificano le propensioni per il contemporaneo della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, mentre le opere grafiche e pittoriche di Amedeo Bocchi connotano la raccolta della Fondazione Monte di Parma. È inevitabile inoltre che la raccolta della Fondazione Cassa di Risparmio di Cento sia orientata verso la documentazione della produzione del Guercino e della sua bottega, essendo Cento la patria del grande artista. Allo stesso modo la collezione della Fondazione Cassa di Risparmio di Fano e quella della Fondazione di Pesaro si caratterizzano per la presenza di opere di Simone Cantarini, di Giovan Francesco Guerrieri detto il Fossombrone [8], di Carlo Magini e di altri artisti marchigiani; così come le collezioni delle Fondazioni bancarie emiliane testimoniano la gloriosa tradizione pittorica delle diverse scuole, da quella riminese del Trecento a quella bolognese nei diversi secoli, dalla cultura figurativa affermatasi nel ducato estense a quella dei territori farnesiani. Benché il profilo di queste raccolte risulti eterogeneo per la varia tipologia delle opere, per la diversità delle epoche cui queste appartengono, per le molteplici tecniche di esecuzione dei manufatti e per altri aspetti, comuni a ciascuna sono tuttavia il legame con l ambiente circostante, sia sociale che religioso e più in generale antropologico, e il sedimentato radicamento nel territorio } 23

14 ddddddddddddddddddddddddddddddddddddddddddd [9] Medardo Rosso, Ecce Puer, 1906, Collezione d arte della Fondazione Cassa di Risparmio della provincia di Macerata [10] Giacomo Balla, Ritratto della signora Clelia Vigliani Ranieri, 1926, Collezione d arte della Fondazione Cassa di Risparmio della provincia di Macerata [11] Giorgio Morandi, Vaso di rose, 1947, Collezione d arte della Fondazione Cassa di Risparmio della provincia di Macerata ddddddddddddddddddddddddddddddddddddddddddd } 24 di origine, delle cui tradizioni queste sono il riflesso figurativo connotato da valenze artistiche. Si tratta, con tutta probabilità, della costante più evidente che unisce le raccolte delle Fondazioni di origine bancaria, al di là delle molteplici variazioni. Anche quelle di composizione apparentemente meno organica nascondono in realtà motivazioni analoghe, se si considera, ad esempio, che l annessione di nuclei di dipinti, in apparenza scarsamente omogenei, da parte della Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara alla propria raccolta ha in realtà salvaguardato la fisionomia di collezioni storiche di quella città, altrimenti destinate alla dispersione, e che la Compagnia di san Paolo effettua acquisti con lo specifico scopo di integrare il patrimonio museale di città quali Torino, Genova e Napoli in rapporto alle esigenze delle istituzioni pubbliche. Acquisizioni in sé decontestualizzate trovano infine piena motivazione nella prospettiva dell inserimento entro raccolte pubbliche storicamente costituite e progettualmente strutturate, suscettibili di integrazioni e di incrementi qualitativi. dddddddddddddddddddd Predilezioni per la contemporaneità dddddddddddddddddddd Osservando la composizione delle raccolte, si resta colpiti da alcuni dipinti di notevole importanza storico-artistica risalenti ai secoli passati; e tuttavia andrà in primo luogo notata, nella visione generale del patrimonio, la prevalente componente moderna e contemporanea che fa riferimento alla seconda metà dell Ottocento e al Novecento, con forte concentrazione in quest ultimo secolo (oltre opere del Novecento contro le opere circa dell Ottocento e poco meno di del Settecento). Della sezione del Novecento fanno parte gruppi omogenei che assumono speciale rilievo di documentazione anche in forza della rilevante entità numerica: l Ente Cassa di Risparmio di Firenze, ad esempio, è entrato in possesso di un fondo di opere di Pietro Annigoni (oltre settanta) con le quali ha dato vita nel 2007 al Museo Annigoni a Villa Bardini; la Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti ha ricevuto una donazione di 58 tavole acquerellate di Aligi Sassu, illustrazioni dei Promessi sposi; la Fondazione Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana ha acquisito, dagli eredi mmmmmmmmmmm Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara } 68 degli artisti, 61 opere di Edgardo Mannucci e 18 di Quirino Ruggeri, nativi di Fabriano e di Albacina; la Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia possiede dal 1999 un nucleo di oltre ottanta dipinti di Luigi Spazzapan che documentano la sua attività dal 1930 al 1957, affidati alla galleria intitolata all artista, a Gradisca d Isonzo, gestita dalla stessa Fondazione in collaborazione con il Comune di Gradisca e con la provincia di Gorizia; la Fondazione Cassa di Risparmio di Livorno ha ricevuto dalla famiglia Benvenuti la donazione di una quarantina di dipinti e di un centinaio di disegni di Vittore Grubicy de Dragon e di Benvenuto Benvenuti, protagonisti del Divisionismo italiano. Benché tali opere siano entrate in quelle raccolte in quanto espressione di artisti del luogo, la loro importanza supera il mero interesse locale. Ben significativo della dichiarata vocazione delle Fondazioni alla documentazione della cultura figurativa del Novecento è il caso del Museo di Palazzo Ricci a Macerata [9-11], dove la Fondazione Cassa di Risparmio di Macerata ha collocato le circa trecento opere di pittura e scultura della propria collezione che documentano i protagonisti della storia artistica italiana di quel secolo. Dalla visione generale del patrimonio si ricavano in conclusione tratti di varietà e di differenziazione nei quali da un lato si esprimono le intenzioni collezionistiche delle singole Fondazioni, dall altro le peculiarità delle aree geografiche e culturali di riferimento; tratti di varietà e di differenziazione che si ricompongono nella comune affermazione delle specifiche identità storiche e dell evoluzione dei linguaggi figurativi. dddddddddddddddddddd } 25

15 dddddddddddddd ddddddddd [12] Giuliano da Rimini, Polittico dell Incoronazione di Maria Vergine con santi e storie della passione, Collezione d arte della Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini dddddddddddddd [13] Maestro dei Baldraccani, Madonna in adorazione del Bambino, particolare, Galleria dei dipinti antichi della Fondazione e della Cassa di Risparmio di Cesena ddddddddd } 26 Il caso della pittura emiliana dddddddddddddddddddd Il sostrato unitario di simili ricomposizioni risulta più agevolmente percepibile nel caso del collezionismo della pittura antica in forza della storica omogeneità della produzione delle scuole artistiche. Un caso particolare è rappresentato dalla pittura emiliana dell età barocca, tra Sei e Settecento, meglio documentata rispetto ad altre scuole grazie al risalto conferitole dalla critica d arte del Novecento, al supporto delle manifestazioni espositive internazionali organizzate negli ultimi decenni e alla speciale vivacità collezionistica delle Fondazioni emiliane nel contesto nazionale, in particolare della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, della Fondazione Cassa di Risparmio di Reggio Emilia Pietro Manodori, della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì e quindi di quelle di Cesena e di Rimini; cui si collegano, per estensione, le Fondazioni di Pesaro e Fano sulla traccia di antichi legami di cui testimoniano, in questa esposizione, le tele di Simone Cantarini detto il Pesarese, l allievo irregolare di Guido Reni, e di Francesco Mancini che dalla bottega romagnola di Carlo Cignani spiccò il volo verso Roma. I dipinti di Ludovico Carracci, Guido Reni, Giovanni Lanfranco, Lionello Spada e Alessandro Tiarini, e quindi di Guido Cagnacci, Lorenzo Pasinelli, Domenico Maria Canuti, Giovan Gioseffo dal Sole, Donato Creti, Giuseppe Maria Crespi, Ubaldo e Gaetano Gandolfi e di altri artisti danno vita a un ricco e articolato complesso di alto profilo qualitativo che, bene illustrando la vitalità e lo sviluppo della rinomata scuola bolognese e di altre circoscritte enclaves, corrispondenti agli antichi ducati e ad aree geografiche culturalmente caratterizzate, copre in realtà l intero territorio emiliano e romagnolo. In quelle collezioni non mancano opere di artisti più antichi, dal Trecento al Cinquecento; ad esempio, nella raccolta della Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini, le due tavolette di Pietro da Rimini con Cristo risorto con le Marie e con il Noli me tangere e in particolare il polittico di Giuliano da Rimini con l Incoronazione della Vergine e santi con scene della passione di Cristo [12], acquisiti presso Christie s a Londra, rispettivamente nel 1994 e nel Altre tavolette ricordano la vitalità del centro artistico riminese e i suoi rapporti con centri limitrofi, tra Quattrocento e primo Cinquecento, quali Cotignola, Ravenna, San Marino, Gradara, mmmmmmmmmmm Fondazione Cassa di Risparmio di Reggio Emilia Pietro Manodori } 92 mmmmmmmmmmm Fondazione e Cassa di Risparmio di Cesena } 58 Pesaro e Fano; tra queste i due terminali di croce di Giovanni Francesco da Rimini con la Madonna piangente e con San Giovanni evangelista piangente, il pannello di Marco Palmezzano con il Battesimo di Cristo, quelli dei fratelli Francesco e Bernardino Zaganelli, rispettivamente con la Veronica e con la Madonna con il Bambino e san Giovannino, oppure quello del loro allievo Girolamo Marchesi da Cotignola con un Santo Vescovo, forse sant Agostino. Una cultura, quella sviluppatasi in Romagna sul crinale tra i due secoli, aperta a improvvise metamorfosi e suscettibile di rapidi adeguamenti, che trova ampia documentazione nella collezione della Fondazione e Cassa di Risparmio di Cesena grazie a un ventaglio di opere che da Marco Palmezzano, ben rappresentato dalla pala già della famiglia Ferniani di Faenza, da Baldassarre Carrari, da Pietro Brocchi da Imola e dal Maestro dei Baldraccani [13] si estende alla bottega riminese dei Coda, in una vasta area di influenze tra Romagna, Marche e Toscana, e al ravennate Luca Longhi (documentato peraltro nella contenuta raccolta della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna) e registra infine il salto di qualità con artisti toccati dalla pittura moderna, come Bartolomeo Ramenghi detto il Bagnacavallo e il figlio Giovan Battista, il girovago Filippo da Verona e Girolamo da Treviso al tempo del soggiorno bolognese; mentre attesta le relazioni con la Toscana un nucleo di tavolette del Maestro di Marradi, del Maestro di San Miniato e di Arcangelo di Jacopo del Sellaio. Tale documentazione si infittisce, se si aggiungono i dipinti della vicina Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì che allineano i nomi di Marco Palmezzano, di Innocenzo da Imola e infine di Francesco Menzocchi, per passare poi, con una tela impressionante di Ferraù Fenzoni quale la Deposizione di Cristo nel sepolcro, a un protagonista dell estremo manierismo il cui pervicace anacronismo è ben documentato dal dipinto della Fondazione cesenate con la fragorosa, rovinosa Conversione di san Paolo. La selezione delle opere esposte in occasione della segnalazione pubblica della banca/ dati sul patrimonio d arte delle Fondazioni di origine bancaria prende il via proprio da questo artista la cui impermeabilità alle novità dei Carracci denuncia la posizione di retroguardia, tanto più evidente se confrontata con la modernità dei dipinti di Annibale Carracci (le due teste di ciechi della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna) e dell affresco con l Ecce Homo di Ludovico } 27

16 dddddddddddddddddd [14] Giovanni Lanfranco, Alessandro Magno beve la medicina del medico Filippo mostrandogli la lettera calunniosa di Parmenione, , Collezione d arte della Fondazione Cassa di Risparmio di Reggio Emilia Pietro Manodori dddddddddddddddddd } 28 Carracci nell Oratorio di San Filippo Neri a Bologna di pertinenza della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, oppure l Onfale dello stesso Ludovico, qui esposta, di proprietà della Fondazione Pietro Manodori di Reggio Emilia. Significativi sono inoltre i dipinti che illustrano l attività degli allievi dei Carracci, quali Lionello Spada (la sovrapporta di palazzo Bonfiglioli ora della Cassa di Risparmio di Cesena), Giovanni Battista Bertusio (la pala con Cristo crocifisso, santa Tecla e committente della famiglia Pellegrini recentemente donata alla Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna), Giovanni Andrea Donducci detto il Mastelletta (Samuele unge David fanciullo della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e il dipinto da poco emerso con Cristo in pietà tra la Madonna e la Maddalena della Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena, che, con la scritta 1608, ci fa conoscere la prima opera di sicura datazione) e soprattutto Alessandro Tiarini (Tamar e i messi di Giuda e il grande Vulcano che fabbrica le frecce per Amore, un tempo sul camino di palazzo Zambeccari a Bologna, entrambi della Fondazione Pietro Manodori; Ammon afferra Tamar e una Madonna con il Bambino della Cassa di Risparmio di Cesena). Bisogna però riconoscere che l artista carraccesco meglio documentato nelle collezioni delle Fondazioni bancarie dirotta la nostra attenzione verso i centri di Parma e di Roma dove questi dispiegò prevalentemente la propria attività, estendendola anche a Napoli. Si tratta di Giovanni Lanfranco, allievo dapprima di Agostino Carracci a Parma e quindi del fratello Annibale a Roma, la cui produzione è ben rappresentata dalla Pietà firmata e datata 1614 e dalla vasta tela con la Raccolta delle coturnici, l unica rimasta in Italia delle numerose che originariamente decoravano la cappella del Santissimo Sacramento nella basilica di San Paolo fuori le Mura (entrambe esposte nella Galleria dei dipinti antichi della Fondazione e della Cassa di Risparmio di Cesena), inoltre dai due ovali di importanza capitale con storie di Alessandro Magno [14] conservati presso la Fondazione Pietro Manodori di Reggio Emilia, che facevano parte di una celebre serie commissionata dal cardinale Montalto (uno di questi è presente in mostra) e infine dalla tela altrettanto interessante con la Conversione di Matteo della Fondazione Cassa di Risparmio di Parma, testo iconograficamente stimolante per le intenzioni ritrattistiche del pittore. E tuttavia i dipinti più celebri restano quelli di Guido Reni (la Lucrezia qui esposta mmmmmmmmmmm Fondazione Cassa di Risparmio di Parma e Monte di Credito su pegno di Busseto } 82 mmmmmmmmmmm Fondazione Cassa di Risparmio di Modena } 76 della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna) e del Guercino, il pittore centese al quale sembrano andare le preferenze delle Fondazioni emiliane, non solo di quella di Cento, se si osservano le due tele qui esposte e il San Pietro penitente, tutte della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna (ma non si può trascurare l ammaliante Sposalizio della Vergine della Fondazione di Fano); mentre spetta di nuovo alle Fondazioni di Cento, con una Maria Maddalena penitente, e di Cesena, con la tela della Venditrice di pollami (qui esposta), entrambe opere di Benedetto Gennari, il compito di rappresentare gli esiti della cultura figurativa del maestro centese. Come si apprende nella consultazione della banca/dati elaborata dall Acri, le opere degli allievi di Guido Reni, quali Francesco Gessi, Giovan Giacomo Sementi, Giovanni Maria Tamburini, Giovanni Andrea Sirani e, per suo tramite, la figlia Elisabetta, tracciano una linea di continuità che prosegue anche nella seconda metà del secolo con Domenico Maria Canuti, Lorenzo Pasinelli, Giovan Gioseffo Dal Sole e altri, e prelude ai campioni della prima metà del Settecento bolognese, cioè a Donato Creti (di cui la Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna possiede esempi significativi, come l Autoritratto giovanile e una delle celebri Tombe allegoriche dei personaggi illustri inglesi per il duca di Richmond) e all antagonista Giuseppe Maria Crespi (la scena tassesca qui esposta, sempre della Fondazione bolognese; la Sacra Famiglia e santi della Galleria della Fondazione e della Cassa di Risparmio di Cesena; inoltre le tele del figlio Luigi presso la Fondazione ferrarese). Così come Guido Cagnacci, Cristoforo Serra e Cristoforo Savolini connotano la pittura in Romagna dagli anni Venti del Seicento fino alla diffusione del convenzionale classicismo di Carlo Cignani, dopo il suo trasferimento a Forlì (di qui l ingresso dei dipinti di questi artisti nelle Fondazioni di Forlì, Cesena e Rimini), allo stesso modo Francesco Stringa a Modena e Luca Ferrari a Reggio sembrano costituire i termini di riferimento per quel secolo, a giudicare dalle ponderate scelte della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena (i quattro ovali dello Stringa, due dei quali qui esposti) e di quella di Reggio Emilia. Tali scelte risentono anche dell organico rapporto di quelle Fondazioni con gli istituti pubblici di cultura di quelle città, per cui la Fondazione modenese ha recuperato sul mercato antiquario il bel Crocifisso frammentario in terracotta di Antonio Begarelli e la tela dell ignorato pittore secentesco Matteo } 29

17 ddddddddddd ddddddddddddd [15] Giovanni Luteri detto Dosso Dossi, Sapiente con libro, Collezioni d arte della Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara ddddddddddd [16] Domenico Maria Viani, Giove innamorato di Cerere, particolare, Galleria dei dipinti antichi della Fondazione e della Cassa di Risparmio di Cesena ddddddddddddd } 30 Coloretti, che un tempo ornava un altare nella chiesa di Sant Agostino di Modena, denominato Pantheon degli Estensi, ora concessa in deposito ai Musei Civici, e inoltre il clavicembalo in marmo di Michele Antonio Grandi del 1681 depositato presso la Galleria Estense, mentre la Fondazione Pietro Manodori ha incrementato le raccolte secondo criteri di attenzione alla storia artistica della città del tutto analoghi a quelli che in passato indussero gli amministratori della Cassa di Risparmio a depositare ritratti di benefattori e quadri di diversa epoca nella Galleria civica Fontanesi, accanto ai dipinti di Luca Ferrari e dell altro protagonista della scena artistica cittadina, Paolo Emilio Besenzi pittore e stuccatore, ai cui pochi dipinti noti va aggiunta la bella tela con Cesare e Cleopatra passata all asta Cambi di Genova (23 ottobre 2012) come opera di Scuola italiana del XVIII secolo, verosimilmente pendant del dipinto con Semiramide chiamata alle armi della Galleria civica Fontanesi. Un simile comportamento virtuoso di affiancamento e di supporto, o meglio di alleanza con musei pubblici ha caratterizzato da lungo tempo le scelte degli amministratori della Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara, sia nell individuazione delle opere da assicurare alla pubblica esposizione, sia nel loro affidamento alla Pinacoteca Nazionale di Palazzo dei Diamanti [15]. Quanto mai illuminante appare l acquisto dei dipinti della collezione Sacrati Strozzi, poi concessi alla Pinacoteca Nazionale dove si sono uniti ad altri dipinti della medesima prestigiosa collezione di origine ferrarese emigrata a Firenze, pervenuti allo Stato italiano in pagamento delle tasse di successione. Se la Fondazione ferrarese ha contribuito all arricchimento delle opere esposte nel Palazzo dei Diamanti, così come la Cassa di Risparmio di Rimini ha affidato i propri dipinti più significativi al Museo della città, la Fondazione di Pesaro ha invece organizzato nel 2005 l esposizione delle raccolte d arte nella sede di palazzo Montani Antaldi, che ospita le pitture e le ceramiche dal Quattrocento all Ottocento, e in uno spazio adiacente dove sono conservate le opere del Novecento, mentre la Fondazione di Fano ha istituito nell acquisita chiesa di San Domenico, al termine del restauro, una pinacoteca d arte sacra con le opere della propria collezione. Limitandoci all area emiliano-romagnola, corre l obbligo di ricordare l esempio della Galleria dei dipinti antichi della Fondazione e della Cassa di Risparmio di Cesena che dal 1991 ha dato vita nella propria sede a una raccolta museograficamente ordinata e accessibile, peraltro in continuo accrescimento [16], mentre spicca il lungimirante progetto di Genus Bononiae. Musei nella città realizzato dalla Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, che ha riqualificato luoghi cittadini trascurati e scivolati in un progressivo, silenzioso deperimento restituendoli all uso pubblico, come palazzo Fava con i celebri affreschi dei Carracci riscattati dal cronico degrado, ora sede di esposizioni temporanee d arte antica e contemporanea, l oratorio di San Colombano affrescato dagli allievi dei Carracci, che ospita la collezione di strumenti musicali antichi del maestro Luigi Ferdinando Tagliavini, la biblioteca d arte nell ex chiesa di San Giorgio in Poggiale, Casa Saraceni sede della Presidenza, dove si svolgono convegni e si organizzano piccole mostre, e infine alcuni luoghi sacri ai quali la Fondazione garantisce decoro, conservazione e quotidiana accessibilità, come la chiesa di Santa Maria della Vita e quella di Santa Cristina, cui è stata recentemente unita la chiesa di San Michele in Bosco che, con l adiacente complesso monastico, domina la città dall alto della collina. Cuore pulsante di quel suggestivo itinerario è il nuovo Museo multimediale della storia di Bologna inaugurato dalla Fondazione nel 2012 in palazzo Pepoli Vecchio, che accompagna il visitatore in un percorso temporale nell attraversamento delle diverse epoche della storia cittadina, fino alla contemporaneità, in un coinvolgente contesto interattivo. } 31

18 Opere mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm Angelo Mazza d } 36 } 38, 40 } 42, 44 } 46 } 50 } 54 } 58 } 60 } 64 Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm Guido Reni ddddddddddddddddddddddddddddddddddddddddd Giovan Francesco Barbieri detto il Guercino ddddddddddddddddddddddddddddddddddddddddd Elisabetta Sirani ddddddddddddddddddddddddddddddddddddddddd Giuseppe Maria Crespi detto lo Spagnolo ddddddddddddddddddddddddddddddddddddddddd Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm Giuseppe Marchesi detto il Sansone ddddddddddddddddddddddddddddddddddddddddd Fondazione Cassa di Risparmio di Cento mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm Giovan Francesco Nagli detto il Centino ddddddddddddddddddddddddddddddddddddddddd Fondazione e Cassa di Risparmio di Cesena mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm Giovanni Andrea Sirani ddddddddddddddddddddddddddddddddddddddddd Benedetto Gennari ddddddddddddddddddddddddddddddddddddddddd Fondazione Cassa di Risparmio di Fano mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm Simone Cantarini ddddddddddddddddddddddddddddddddddddddddd } 72 } 76 } 82 } 86 } 88 } 92 } 94 } 96 Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm Ferraù Fenzoni ddddddddddddddddddddddddddddddddddddddddd Fondazione Cassa di Risparmio di Modena mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm Francesco Stringa ddddddddddddddddddddddddddddddddddddddddd Fondazione Cassa di Risparmio di Parma e Monte di Credito su pegno di Busseto mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm Michele Rocca detto il Parmigianino ddddddddddddddddddddddddddddddddddddddddd Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm Nicola Bertuzzi detto l Anconitano ddddddddddddddddddddddddddddddddddddddddd Francesco Mancini ddddddddddddddddddddddddddddddddddddddddd Fondazione Cassa di Risparmio di Reggio Emilia Pietro Manodori mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm Ludovico Carracci ddddddddddddddddddddddddddddddddddddddddd Giovanni Lanfranco ddddddddddddddddddddddddddddddddddddddddd Marcantonio Franceschini ddddddddddddddddddddddddddddddddddddddddd } 68 Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm Ippolito Scarsella detto lo Scarsellino ddddddddddddddddddddddddddddddddddddddddd d

19 } 34 Accogliere per la prima volta in un unico catalogo le opere che costituiscono il patrimonio artistico delle Fondazioni. [raccolte]

20 Tito Livio racconta la tragica fine di Lucrezia, la quale, dopo aver denunciato al marito Collatino, al padre e all amico Lucio Giunio Bruto la violenza subita da Sesto Tarquinio, figlio di Tarquinio il Superbo ultimo re di Roma, si dà la morte puntando nel cuore il pugnale che aveva nascosto tra le vesti. Paradigma delle virtù femminili e coniugali, Lucrezia è presentata, nel dipinto di Reni, nel momento in cui preordina il suicidio e contemporaneamente medita la vendetta. Seduta sul letto, con la destra raggiunge il pugnale poggiato sul lenzuolo e con la sinistra sembra scoprire il corpo in una nudità stoica scostando il drappo dalla spalla. Lo sguardo supplice verso l alto è avvolto da mestizia. Il semplice contrapposto tra le gambe ricoperte dal lenzuolo, orientate a sinistra, e le braccia inclinate, al pari della testa, lungo l altra diagonale conferisce varietà all impostazione altrimenti frontale del busto che risalta luminoso sul fondo scuro della tenda dai riflessi violacei. Se si esclude il colore mielato del doppio cuscino, tutto tende al monocromo in un contesto di elevata luminosità, nell accordo tra l incarnato eburneo, le leggere velature violette del lenzuolo e i riflessi madreperlacei della tessitura delle ombre. Sono tratti che caratterizzano la fase conclusiva della parabola di Guido Reni, quando questi propone immagini larvali di figure allegoriche femminili e di eroine dell antichità (la Fanciulla con corona, il Suicidio di Lucrezia e il Suicidio di Cleopatra dei Musei Capitolini), ma anche abbozzi con molteplici pentimenti, visibili in trasparenza, come il San Sebastiano e la Flagellazione della Pinacoteca Nazionale di Bologna e l Anima bella della Pinacoteca Capitolina. Il dipinto della Fondazione bolognese, noto da tempo alla critica quando si trovava nella collezione Viti a a Roma e in precedenza in quella del conte di San Giorgio Panciatichi - la cui composizione si ritrova del tutto simile in una più aggraziata Lucrezia ora nel Museo Nazionale di Tokio - conserva ancora una certa solidità di struttura per effetto del chiaroscuro ben modulato e delle ombre dagli effetti plastici, segno di una probabile datazione alla metà degli anni Trenta o di poco successiva. } 36 Lucrezia Olio su tela, cm 98 x 73 Guido Reni (Bologna ) ddddddddddddddddddddddddddd Allievo di Denys Calvaert e quindi di Ludovico Carracci, diede presto prova di autonomia, unita alla piena consapevolezza del proprio talento. La contrapposizione con i maestri fu presto dichiarata anche sul piano professionale in occasione degli apparati per l ingresso di Clemente VIII in Bologna nel 1598, quando sottrasse incarichi a Ludovico Carracci. Seguono la pala con la Vergine, san Domenico e i misteri del rosario del santuario di San Luca e l Assunzione della Vergine di Pieve di Cento. Le sue fortune dal 1601 si spostarono a Roma dove godette della protezione di cardinali e papi, quanto meno fino al 1614, e osservò a distanza le opere di Annibale Carracci e di Caravaggio interessandosi ai testi della scultura, sia antichi sia moderni. Risalgono a quegli anni le decorazioni ad affresco nella chiesa di San Gregorio al Celio, nel palazzo del Quirinale, nella cappella Paolina in Santa Maria Maggiore e nel palazzo del cardinale Scipione Borghese ora Pallavicini Rospigliosi, incluso l affresco nella volta del Casino con il Carro del sole, le Ore e l Aurora. Tra i suoi capolavori è la Strage degli Innocenti, del 1611, per la chiesa di San Domenico a Bologna. Non mancarono infatti rientri nella sua città, ad esempio nel 1603 per la partecipazione alla decorazione del chiostro ottagonale di San Michele in Bosco. Dopo il 1614 privilegia i committenti settentrionali, come dimostrano la monumentale pala della Pietà per la chiesa dei Mendicanti a Bologna, l Assunta per Genova, i dipinti con Storie di Ercole per Ferdinando Gonzaga duca di Mantova e inoltre le tele per le chiese di Carpi, Modena e Reggio Emilia. Le fortune proseguirono senza sosta con opere come la Pala della peste del 1630, ora nella Pinacoteca Nazionale di Bologna, il Trionfo di Giobbe ora a Parigi, di infinita gestazione nella progressiva smaterializzazione delle forme cui concorsero la semplificazione compositiva, lo schiarimento dello spettro cromatico e l idealizzazione estrema, espressa in un singolare non finito. Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna Le raccolte d arte e di storia della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna sono tra le più ricche nel panorama delle Fondazioni italiane di origine bancaria, in ragione soprattutto dell importante fondo delle incisioni e dei disegni, oltre che per le fotografie, tra lastre e stampe. Non meno interessante la raccolta di dipinti e sculture, sia antichi che moderni, costituiti in gran parte dalle opere acquisite nel 2005 presso la Cassa di Risparmio in Bologna e da quelle individuate dalla Fondazione, negli ultimi vent anni, sul mercato antiquario; opere del Novecento (Morandi, Martini, Fontana), ma anche dei secoli precedenti, in particolare dipinti di scuola bolognese dal Trecento al Settecento che riprendono nomi di grande spicco (Vitale da Bologna, Guido Reni, Guercino, Donato Creti, Gaetano Gandolfi).

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