L INTERNAL AUDITING IN UNA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE TRASFORMATA IN SOCIETA PER AZIONI. IL CASO DI CASSA DEPOSITI E PRESTITI

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1 L INTERNAL AUDITING IN UNA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE TRASFORMATA IN SOCIETA PER AZIONI. IL CASO DI CASSA DEPOSITI E PRESTITI Vincenzo Malitesta Responsabile Area Internal Auditing Membro effettivo Organismo di Vigilanza d.lgs. 231/2001 FORUM PA - Roma,

2 STRUTTURA DELL INTERVENTO: BREVE PRESENTAZIONE DI CDP: IN DUE PAROLE, IERI E OGGI SVILUPPO DELLA FUNZIONE DI CONTROLLO INTERNO NEL PASSAGGIO DA PA A SPA (IA e 231) 2

3 CDP: le tappe storiche 1850: la Cassa depositi e prestiti nasce a Torino, nel Regno Sabaudo, con la funzione di raccogliere depositi quale luogo di pubblica fede 1863: la Cassa piemontese incorpora le altre Casse del Regno in una nuova Istituzione, con sede prima a Firenze e, poi, a Roma. 1875:nascono i libretti di risparmio postale, le cui risorse vengono utilizzate dalla CDP per il finanziamento degli enti locali volti agli investimenti in opere pubbliche e all'ammortamento dei debiti pregressi. 1898: la CDP trasformata in Direzione generale del Ministero del Tesoro. 1924: introduzione dei buoni fruttiferi postali 1983:riforma istituzionale della CDP per renderla pienamente autonoma (L. 197/83) 1993: riconoscimento alla CDP di una propria personalità giuridica, separata da quella dello Stato (art. 22 del D.L. 8/93, convertito dalla L. 68/93). 1999: riordino dell'assetto organizzativo e funzionale dell'istituto (D.Lgs. 284/99). 2003: trasformazione di CDP in società per azioni (D.L. 269/2003) 2006: con effetto dal 1 gennaio, Infrastrutture S.p.A. è fusa per incorporazione nella CDP S.p.A. (L. 266/05, art. 1, comma 79). 3

4 CDP: le ragioni della societarizzazione Necessità del rispetto dei parametri di Maastricht, cui l operazione avrebbe complessivamente contribuito (attribuzione a CDP di rilevanti quote di partecipazioni azionarie dello stato) Necessità di adeguamento ai profondi cambiamenti del quadro normativo, istituzionale e competitivo dei suoi mercati di riferimento, potenziandone la capacità d'azione e rendendo più flessibile e funzionale la gestione operativa Tentativo di utilizzare CDP quale motore dello sviluppo economico del Paese : suo impiego oltre che come (tradizionale) polmone finanziario degli enti locali (GS), nel finanziamento delle grandi opere infrastrutturali (ISPA_TAV..), nel supporto al processo di esternalizzazione dei servizi pubblici locali (GO), quale nuovo strumento di sostegno dell economia e delle imprese (Nuova 488 ) in compartecipazione con il sistema bancario. 4

5 CDP: la mission La mission della Cassa è di (1) favorire lo sviluppo degli investimenti pubblici, delle opere infrastrutturali destinate alla fornitura dei servizi pubblici a carattere locale e delle grandi opere di interesse nazionale, (2) offrire ai risparmiatori prodotti finanziari con un moderato profilo di rischio al fine di favorire l accumulazione del risparmio, (3) assicurare un adeguata creazione di valore per i propri azionisti e per tutti i portatori di interesse, preservando, al contempo ed in modo durevole, il proprio equilibrio economico-finanziario-patrimoniale. 5

6 CDP: il nuovo contesto normativo AIUTI DI STATO_TRASPARENZA DELLE RELAZIONI FINANZIARIE TRA GLI STATI MEMBRI E LE SOCIETA PARTECIPATE (SEPARAZIONE CONTABILE E ORGANIZZATIVA_COAN) NORMATIVA E POTERI D INDIRIZZO MINISTERIALI SULLA GS SIEG (D.MEF 6 ottobre 2004 e dal D.MEF 27 gennaio 2005 ) ANTITRUST (VICENDA_TERNA) + CONSOB (OBBLIGHI INFORMATIVI) NUOVO DIRITTO SOCIETARIO (GOVERNANCE SPA) COMITATO DI BASILEA (Nuove disp. di vig.za prudenziale per le banche - Circ. BI 263/Dic.06) TUB + TUF DISCIPLINA DI VIGILANZA SUGLI INTERMEDIARI FINANZIARI ISCRITTI NELL ELENCO SPECIALE EX ART. 107 TUB R.OB. E SEGNALAZIONI STATISTICHE BI/BCE QUALE ENTE CREDITIZIO (PUMA2 DA 2007) INTERNAL AUDITING: Istruzioni di Vigilanza BI + "Internal audit in banks and the supervisor's relationship with auditors" pubblicato dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria nell'agosto Standards per la pratica professionale dell Internal Auditing dell Institute of Internal Auditors statunitense (IIA) MARKET ABUSE E NUOVA LEGGE TUTELA RISPARMIO (L /05) TRANSIZIONE AI PRINCIPI CONTABILI IAS/IFRS (da FTA: ) ANTIRICICLAGGIO COVERED BOND (GS) + EMNT (GO) PROJECT FINANCING FONDI CHIUSI D INVESTIMENTO IN INFRASTRUTTURE SECURITIZATION (CARTOLARIZZAZIONE DEGLI ATTIVI PATRIMONIALI) DISCIPLINA TRIBUTARIA APPLICABILE NORMATIVA RAPP. LAVORO, PREVIDENZIALI E CCNL CREDITO 6

7 CDP: la corporate governance LIVELLO DI GOVERNO LIVELLO GESTIONALE LIVELLO CONTROLLI GESTIONE SEPARATA ASSEMBLEA (70% Stato 30% Soci minoritari) Nomina gli amministratori e il Presidente d.cda (6 nominati dal Mef, 3 dai soci di minoranza) (Art del Codice Civile, art. 15 c. 1, 6 e ss., art. 16 c. 1 Statuto) Nomina i Sindaci (art. 27 Statuto) MINISTRO Potere di indirizzo e modalità di esercizio delle attività (art. 6 c.2 Statuto; art. 5, c.9 e c.11 DL 269/03) COMITATO di INDIRIZZO 5 membri designati dai soci minoritari 3 membri designati dal MEF 1 Direttore Generale Cdp Spa (art. 23 c. 1 Statuto) Presidente Vice Presidente (art. 12 c. 1, art. 14 c.1, art. 16 c. 1 e 2, art, 25 c. 1 Statuto) Consiglio di Amministrazione 14 membri (di cui 5 previsti all art.7 c.1 L. 13/05/1983 n. 197) (1) (art. 15 c. 2 Statuto) Nomina il Direttore Generale (art. 24, c. 1 Statuto) Direttore Generale Vice Direttore Gen. (art. 24 Statuto) Comitato Esperti ( Art. 24 c. 5 Statuto) BANCA D ITALIA (art. 5, c. 6 DL 269/03; art. 6 c. 3 e art. 24 c. 7 Statuto, art. 8 c. 1 D.MEF 05/12/03)(TITOLO V T.U.B. per int.ri vigilati ex art. 107, tenendo presenti le caratteristiche del soggetto vigilato e la speciale disciplina della gestione separata ) COMMISS.PARLAM.VIGILANZA (art. 5, c. 9 DL 269/03; art. 6 c. 2 Statuto) COLLEGIO SINDACALE (art. 27 Statuto) MAGISTRATO CORTE CONTI (art. 17 c. 6 e art. 27 c. 10 Statuto ) INTERNAL AUDITING (art. 22 c. 1 Statuto) SOCIETA DI REVISIONE ESTERNA (art. 22 c. 1 e art. 28 c. 1 Statuto) COMITATO SUPP. AZ.STI PRIVILEGIATI (art. 22 c. 1 Statuto) ORGANISMO DI VIGILANZA DLGS 231/01 LIVELLO DI GOVERNO LIVELLO GESTIONALE LIVELLO CONTROLLI GESTIONE ORDINARIA ASSEMBLEA (70% Stato 30% Soci minoritari) Nomina gli amministratori (6 nominati dal Mef, 3 dai soci di minoranza) (Art del Codice Civile, art. 15 c. 1, 6 e ss. Statuto) Nomina i Sindaci (art. 27 Statuto) COMITATO di INDIRIZZO 5 membri designati dai soci minoritari 3 membri designati dal MEF 1 Direttore Generale Cdp Spa (art. 23 c. 1 Statuto Presidente Vice Presidente (art. 12 c. 1, art. 14 c.1, art. 16 c. 1 e 2, art, 25 c. 1 Statuto) Consiglio di Amministrazione 9 membri (art. 15 c. 1 Statuto) Nomina il Direttore Generale (art. 24, c. 1 Statuto) Direttore Generale Vice Direttore Gen. (art. 24 Statuto) Comitato Esperti ( Art. 24 c. 5 Statuto) BANCA D ITALIA (art. 5, c. 6 DL 269/03; art. 6 c. 3 e art. 24 c. 7 Statuto, art. 8 c. 1 D.MEF 05/12/03) COLLEGIO SINDACALE (art. 27 Statuto) MAGISTRATO CORTE CONTI (art. 17 c. 6 e art. 27 c. 10 Statuto ) INTERNAL AUDITING (art. 22 c. 1 Statuto) SOCIETA DI REVISIONE ESTERNA (art. 22 c. 1 e art. 28 c. 1 Statuto) COMITATO SUPP. AZ.STI PRIVILEGIATI (art. 22 c. 1 Statuto) ORGANISMO DI VIGILANZA DLGS 231/01 (1) Il Direttore Generale Tesoro, il Ragioniere Generale dello Stato, Rappresentanti degli Enti Locali (Anci, Upi, Regioni) 7

8 CDP: azionisti e partecipazioni azionarie Azionisti: 70% : Ministero dell Economia e delle Finanze 30% : 66 Fondazioni Bancarie 8

9 CDP: la struttura organizzativa 9

10 CDP: le cifre DATI PATRIMONIALI milioni di Totale attività Crediti verso clientela Attività finanziarie disponibili per la vendita di cui titoli di debito di cui titoli azionari Raccolta diretta Patrimonio netto INDICI DI RISCHIOSITA' DEL CREDITO (%) Crediti dubbi lordi/crediti verso clientela lordi Rettifiche nette/crediti verso clientela netti ,191% 0,045% ,103% 0,003% 10

11 CDP: le cifre DATI ECONOMICI milioni di Margine di interesse Dividendi e utili (perdite) da partecipazioni Commissioni nette Altri ricavi netti Margine d'intermediazione lordo Rettifiche di valore nette Costi di struttura Risultato di gestione Utile d'esercizio INDICI DI REDDITIVITA' (%) Spread attività fruttifere - passività onerose Cost/income ratio ROE ,60% 2,80% 19,40% ,10% 3,40% 20,90% 11

12 I Controlli Interni: le date fondamentali Fine anni 80: dall Ispettorato ai Controlli Interni (d.lgs. 29/93) Fine anni 90: il Sistema dei Controlli Interni (d.lgs.286/99) 2004: l Internal Auditing ("Internal audit in banks and the supervisor's relationship with auditors" pubblicato dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria nell'agosto 2001; gli Standards per la pratica professionale dell Internal Auditing stabiliti dall'associazione Italiana Internal Auditors, in linea con quelli definiti dall Institute of Internal Auditors statunitense) 12

13 I Controlli Interni: il S.C.I. ex d.lgs. 286 Garanzia della regolarità e correttezza dell azione amministrativa Verifica dell efficacia, efficienza ed economicità dell azione amministrativa sulla base del rapporto tra costi e risultati raggiunti Controllo di regolarità amministrativo-contabile Controllo di gestione IL NUOVO SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI Valutazione dei dirigenti Valutazione e controllo strategico Valutazione delle prestazioni del personale con qualifica dirigenziale Verifica della congruenza tra gli obiettivi fissati dai piani e programmi dell organo politico ed i risultati 13 raggiunti

14 I Controlli Interni: i cantieri di trasformazione Obiettivi dei cantieri Sviluppare i contenuti relativi a processi revisionali, attività oggetto del controllo, responsabilità organizzative e strumenti per lo sviluppo della funzione di IA di Cassa Depositi e Prestiti SpA. Cantiere - Milestone - Data inizio/fine - Costi/invest. - Risorse da coinvolgere Modello D. Lgs 231/01 Regolamento di Internal Audit Risorse (finanza, contabilità, compliance, ICT) Manuale delle procedure di IA Infrastrutture di supporto (Controlli a distanza _ Flussi inf.vi AIA_OdV_SIRE) 14

15 I Controlli Interni: il modello a tendere ( COSO-ERM oriented ) Oggetto Sociale: a) Finanziamento enti pubblici utilizzando il R.P. con garanzia Stato; b) Finanziamento infrastrutture per servizi pubblici, senza garanzia Stato; c) Gestione partecipazioni trasferite da MEF d) Gestione delle funzioni, attività e passività trasferite al MEF; e) Assistenza e consulenza agli enti pubblici; f) Servizi di consulenza, studio e ricerca in materia economica e finanziaria. g) Ogni altra operazione strumentale connessa ed accessoria. (Art.3 Statuto) Vertice Aziendale L Internal Auditing concorre a garantire il raggiungimento degli scopi sociali in quanto strumento di supporto del Vertice Aziendale e dell Organizzazione nel monitoraggio sul funzionamento dei sistemi di controllo interno Mission: Favorire lo sviluppo degli investimenti pubblici, delle opere infrastrutturali destinate ai servizi pubblici locali e delle grandi opere di interesse nazionale, assicurando ritorno economico agli azionisti e durevole equilibrio economico-finanziario-patrimoniale. Vision: Società leader del settore che, mantenendo un connotato Istituzionale, contribuisce allo sviluppo economico del Paese, perseguendo l eccellenza delle proprie risorse umane, metodi gestionali e qualità del servizio alla clientela. Mandato di Audit Sistema delle Deleghe Sistema Contabile Obiettivi Piani Politiche Sistemi di Controllo Interno Sistema di Reporting Sistemi Informativi Oggetto dell attività di Auditing Staff Internal Auditing Mission: verificare e valutare l adeguatezza dei sistemi di controllo interno, del sistema di gestione dei rischi e dei sistemi di governo dell impresa Organizzazi one Processi e Procedure Sistema Gest. Rischi 15

16 I Controlli Interni: l AIA a [quasi] regime I rischi di CDP: Rischi finanziari: Mercato: tasso, equity Liquidità Rischio di credito Rischi operativi Riaggregando i processi aziendali l AIA ha individuato omogenei ambiti di audit, per ciascuno dei quali è stato calcolato un risk scoring, cioè una sintetica misura del rischio insito in ciascun ambito, utilizzata per determinare quelli su cui agire prioritariamente e che sono inseriti nel piano di Audit dell anno corrente. Il risk scoring risulta dalla combinazione delle due componenti di Probabilità ed Impatto. Audit Risk Scoring ambiente di controllo contesto normativo Probabilità (A) sistemi grado di informatici cambiamento o innovazione eventi/proble carico di impatto mi lavoro e economico/f precedenti pressione per inanziario raggiungere gli obiettivi impatto commerciale Impatto (B) impatto su reputazione impatto su rispetto della normativa impatto su continuità operativa Raccolta istituzionale commento 36,27% parziale quadro di introduzione attività non non sono noti congrua impatto rilevante in rilevante predisposizi rilevante per esistenza di riferimento del sistema effettuata in precedenti disponibilità rilevante sul quanto attenzione one di la gestione procedure regolamentar informatico precedenza da eventi di risorse passivo e sul lʹattività dei media su contrattualis ordinaria formalizzate e dellʹattività di front office CDP problematici CE della dipende dal emissioni tica della quale di emissione murex di rilievo CDP anche a gradimento istituzionali complessa e rappresenta articolato e di causa della degli di CDP attività lʹunica fonte grande valutazione investitori sensibile al di provvista rilevanza dei derivati istituzionali rischio reati di copertura ex d.lgs 231/01 16

17 I Controlli Interni: l AIA a [quasi] regime Dal Piano di Audit per l anno 2006: AMBITI DI AUDIT OBIETTIVI DEGLI INTERVENTI DI AUDIT 1 Impieghi Gestione Separata Salva la possibilità di successive integrazioni, l intervento sarà mirato all analisi della complessiva articolazione del processo (dall analisi delle esigenze finanziarie alla verifica della soddisfazione del cliente), anche con riferimento ai rischi emergenti dalla gestione dei nuovi prodotti (eg. Mutuo flessibile) e delle nuove attività (eg.partecipazione a gare). Esame dei profili ex d.lgs.231/01. 2 Contabilità e Bilancio Salva la possibilità di successive integrazioni, l intervento sarà mirato alla verifica delle modalità di tenuta della contabilità e del processo di predisposizione del bilancio e della documentazione di corredo. Si procederà all esame dei rischi emergenti dalle modifiche organizzative e di processo finalizzate all adeguamento ai nuovi principi contabili internazionali. 3 Politiche di Sviluppo, Gestione Fondi e Consulenza 4 Impieghi Gestione Ordinaria 5 Amministrazione e gestione delle risorse umane Salva la possibilità di successive integrazioni, l intervento sarà mirato alla verifica delle complessive modalità di svolgimento dei processi di competenza e all analisi dei rischi emergenti dall attività di nuova istituzione (eg. Consulenza). Esame dei profili ex d.lgs.231/01. Salva la possibilità di successive integrazioni, l intervento sarà mirato all analisi della complessiva articolazione del processo, dalla struttrazione delle operazioni finanziarie alla gestione e monitoraggio degli interventi, anche con riferimento alla fase istruttoria per la valutazione del merito creditizio. Esame dei profili ex d.lgs.231/01. Salva la possibilità di successive integrazioni, l intervento sarà mirato alla verifica della funzionalità e dell affidabilità delle metodologie di selezione e sviluppo delle risorse umane e della gestione amministrativa delle stesse. Esame dei profili ex d.lgs.231/01. 17

18 si di S rt o si di Il Progetto Analisi del modello di business (catena del valore e declinazione in macroprocessi) di Cassa e Depositi e Prestiti S.p.A. e identificazione della struttura organizzativa, dei ruoli, dei soggetti in posizione apicale (Modello di Business, Macroprocessi, Struttura organizzativa) 2. 2 Individuazione delle funzioni aziendali che presidiano le attività sensibili e definizione di una matrice attività sensibili alla 231 vs. funzioni/owner di processo (MIAR) 3. 3 Analisi delle attività sensibili e rilevazione dello stato dei controlli a presidio dei rischi 231 (Schede di Gap Analysis) Reati societari 4. 4 Rilevazione dei gap del sistema di controllo interno rispetto agli standard 231 (Sintesi Gap) 5. Realizzazione di un Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo atto a prevenire la commissione di reati ex PROCESSI AZIENDALI Pro ces Pr oc es 1a. CATENA DEL VALORE Bu sin ess up po A Area Commerciale Analizzare i fabbisogni del mercato Definire il prodotto (nuove rotte e servizi commerciali) Definire il Pricing di prodotto Definire la strategia di Marketing Comunicare il prodotto e fidelizzarlo Gestire la vendita del prodotto Fly Gestire la vendita del prodotto Cargo Progettare i servizi in volo e a terra Gestire il Revenue recognition ALITALIA S.p.A. ALITALIA Express S.p.A. ATITECH S.p.A. B Engeneering & Maintenance 1b. MACROPROCESSI C Ground Operations D Production, Integration & Delivery Pianificare la Progettare e definire le procedure Gestire l ingegneria di manutenzione operative a terra esercenza (compliance Definire i contenuti di Gestire/supervisionare con STD internazionali su ingegneria di processo l operatività di scalo Italia aeromobili, gestione del Group Flight Safety) Effettuare il Effettuare il procurement materiali Procurement materiale e servizi aeroportuali Integrare i fattori aeronautico e servizi produttivi (pianificazione e Gestire Hub (MXP, FCO) e manutentivi gestione) Infrastrutture Gestire gli impianti e i Gestire lo scheduling dei Sviluppare business e vendite macchinari voli e disegnare il network Effettuare assistenza aeromobili Manutenere gli Progettare il sistema di aeromobili (heavy, Effettuare assistenza passeggeri delivery del servizio light, line) Gestire l operatività Cargo e la Gestire il coordinamento Gestire le vendite Gestire Logisticala Biglietteria operativo voli manutentive e il Gestire/supervisionare Gestire il coordinamento materiale surplus Amministrazione e l operatività Amministrazione, di scalo finanza estero operativo operazioni a e Gestire controlloil sistema terra controllo qualità e i rapporti con la Organizzazione FAA e Risorse Organizzazione e Risorse Effettuare la Security e Umane Umane gestire la Safety Qualità Qualità Gestire il Crisis Management Affari generali Affari generali Affari GA legali 2000 e Travel societari Service Ltd Affari legali e societari AVIOFIN S.p.A. Ambiente Global e Executive sicurezza Travel Selections Inc. Ambiente Leg e sicurezza ALITALIA MAINTENANCE SYSTEMS S.p.A ALITALIA AIRPORT S.p.A. Information Technology Information end SISAM S.p.A. Technology a E Flight Operations Effettuare il Crew Training Effettuare il Crew Planning & Management Gestire i simulatori di volo Gestire le operazioni di volo Effettuare i servizi tecnici di bordo Gestire la scuola di Volo ALINSURANCE S.r.L. ALITALIA Servizi S.p.A. 1c. STRUTTURA ORGANIZZATIVA 1b. CONTROLLO DIREZIONALE ATTIVITA SENSIBILI 2. MATRICE ATTIVITA SENSIBILI/FUNZIONI - MIAR Reati verso la P.A. Reati societari 3. SCHEDE DI GAP ANALYSIS 4. SINTESI GAP 5. MO EX D.LGS. 231/01 18

19 Il Progetto Analisi del modello di business di Cassa e Depositi e Prestiti S.p.A. e identificazione della struttura organizzativa, dei ruoli, dei soggetti in posizione apicale MAPPATURA DEI PROCESSI PER LE AREE/DIREZIONI Estratto del documento Mappa integrata dei processi Direzione Finanziamenti Pubblici 19

20 Il Progetto Analisi del modello di business di Cassa e Depositi e Prestiti S.p.A. e identificazione della struttura organizzativa, dei ruoli, dei soggetti in posizione apicale (Controllo Direzionale) ATTIVITA SENSIBILI INDIVIDUATE Rapporti con la Pubblica Amministrazione Reati Societari 20

21 Il Progetto Analisi delle attività sensibili e rilevazione dello stato dei controlli a presidio dei rischi Rilevazione dei gap del sistema di controllo interno rispetto agli standard 231 Intestazione Si fornisce una sintesi delle informazioni generali del Processo sensibile in esame, quali: - Attività sensibile - Processo/procedura associato (con riferimento alla mappa integrata dei processi - si veda slide 7) - Funzioni interne coinvolte - Fattispecie di reato correlate Priorità di intervento Medio livello di priorità Alto livello di priorità Descrizione attività Si fornisce una rappresentazione sintetica del flusso di processo Standard di controllo Si descrivono i presidi di controllo rilevati per il processo in esame, in relazione agli standard 231 Gap rilevati Si descrivono i gap di controllo rilevati per l attività in esame Action Plan Si individuano le azioni correttive da intraprendere per l adeguamento del sistema di controllo agli standard

22 Il Progetto Mappatura delle attività sensibili e rilevazione dello stato dei controlli a presidio dei rischi Rilevazione dei gap del sistema di controllo interno rispetto agli standard 231 Estratto del documento Matrice attività sensibili/funzioni aziendali 22

23 Il Progetto Mappatura delle attività sensibili e rilevazione dello stato dei controlli a presidio dei rischi Rilevazione dei gap del sistema di controllo interno rispetto agli standard 231 A seguito della realizzazione della Gap Analysis per il sistema dei controlli sui processi sensibili ex D.Lgs.231/01 sono state formulate proposte di allineamento in materia di: Procedure di gestione degli acquisti e della logistica Procedura di gestione dei flussi finanziari Procedura di gestione delle verifiche effettuate da organi interni ed esterni e della custodia ed accesso alla documentazione obbligatoria Integrazione del Codice Etico Linee guida di gestione del sistema delle deleghe e procure Clausole standard ad integrazione della contrattualistica di CDP Revisione del Regolamento dell OdV confluito del Modello 23

24 Il Progetto Realizzazione di un Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo atto a prevenire la commissione di reati ex 231 Il documento Modello di Organizzazione, Gestione e controllo ex. D.Lgs. 231/01 è articolato in tre sezioni I- Parte Generale II - Parte Speciale: Reati nei rapporti con la Pubblica Amministrazione III - Parte Speciale: Reati Societari 24

25 Il Progetto 231 Attività di attuazione e vigilanza 25

26 AIA e governance Consiglio d Amministrazione Top Management Direzioni/Aree Organismo di Vigilanza Comitato d indirizzo Collegio Sindacale Azionisti MEF-Fondazioni AIA Società di Revisione Banca d Italia Agenzie di Rating Consob Antitrust Autorità Giudiziaria Corte dei Conti Commissione Parlamentare di Vigilanza 26

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