Settore Inclusione Sociale e Nuove Povertà SERVIZIO NUOVE POVERTA AREA PROGETTI INNOVATIVI PROGETTO SPERIMENTALE

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1 Settore Inclusione Sociale e Nuove Povertà SERVIZIO NUOVE POVERTA AREA PROGETTI INNOVATIVI PROGETTO SPERIMENTALE FAMIGLIA IN COMPAGNIA (allegato n. 2) PREMESSA Il Progetto FAMIGLIA IN COMPAGNIA mette al centro la sussidiarietà orizzontale, rendendo protagonista il ruolo delle associazioni di volontariato sociale presenti nel territorio comunale. Le attività e le azioni che le associazioni realizzeranno non saranno più finalizzate alla presa in carico del soggetto escluso socialmente, ma diventeranno un take care di tipo sociale del soggetto all interno della famiglia. Si tratta appunto della dimensione dell affido temporaneo familiare che si trasforma dinamicamente in azione del prendersi cura sociale da parte delle associazioni. Pertanto il concetto del take care, cioè del prendersi cura, diventa centrale perché designa l iter di azioni e interventi specifici pensati intorno al nucleo familiare a cui vengono forniti tutti gli strumenti necessari per intraprendere un percorso verso il raggiungimento dell autonomia sociale. PAROLE CHIAVE Amministrazione condivisa, Sussidiarietà circolare, Autonomia e autodeterminazione, nuovi bisogni, innovazione, Rete per ritrovare la cittadinanza attiva. ANALISI DI SCENARIO La letteratura e i report nazionali e internazionali rimarcano la natura multidimensionale e complessa del significato e dell estensione del concetto di povertà. Soltanto di rado, tuttavia, la povertà multidimensionale trova una compiuta formulazione tanto è che nella maggior parte dei casi reddito e consumo restano gli indicatori principali di povertà a cui si affiancano al più alcuni indicatori relativi ad esempio: le condizioni di salute o d istruzione. A Bologna esiste una forte e complessa rete di servizi pubblici e privati rivolti alle persone con problemi gravi di marginalità, povertà e disagio sociale. La complessità di questa rete riflette il fatto che il mondo del disagio sociale, della marginalità e della povertà si va sempre più complicando. I dati che ne emergono sono: una maggiore affluenza femminile ai luoghi dedicati a fornire servizi, i ritorni di persone o famiglie che fuoriuscite dall assistenza sono tornate a rivolgersi ai servizi 1

2 sociali, nuclei familiari che richiedono aiuti a carattere temporaneo evidenziando una vulnerabilità sociale multidimensionale, over 50 che mostrano una difficoltà maggiore rispetto al passato al nuovo inserimento lavorativo a seguito di licenziamenti o di fallimenti di attività autonome, un alta dispersione scolastica che arriva a toccare il 12% nella fascia di anni tra i 15 e i 17 ed infine l aumento dei working poor (lavoratori che percepiscono stipendi bassi non più sufficienti a vivere). L aggravarsi della complessità del fenomeno è dovuta da una parte a ragioni oggettive, cioè a nuovi processi di esclusione e di auto-esclusione: l aumento della disoccupazione, la non volontà e la vergogna degli utenti a presentarsi ai servizi sociali, la convinzione che si possa uscire dall esclusione sociale con le proprie forze, la mancanza di conoscenze culturali che permettono l inizio di un percorso di fuoriuscita, la depressione, il quietismo, la rassegnazione. Dall altra sicuramente la scarsità di studi e di ricerche non aiuta a tracciare un quadro realistico complessivo della situazione attuale ma ad ogni modo appare evidente che, se si vogliono affrontare problemi legati alla marginalità sociale e al recupero della cittadinanza attiva della persona, sia necessario rendersi conto che ormai alle vecchie povertà si vanno affiancando le cosiddette nuove povertà, dove la povertà economica è in stretta relazione con la vulnerabilità sociale e la solitudine relazionale. La diversa percezione che gli individui hanno del loro stato in relazione ad aspetti emozionali, psicologici e sociali, le discrepanze fra situazione vissuta e aspirazioni personali sono alcuni dei problemi che emergono in maniera evidente quando si parla di povertà soggettiva o povertà percepita. Misurare il livello di soddisfazione delle persone equivale a misurare il grado di adattamento alle proprie condizioni di vita. Fattori psicologici, culturali, emozionali, oltre che sociali ed economici possono condizionare in maniera così rilevante i risultati da rendere assai difficile una loro interpretazione e l impiego ai fini delle scelte di politica pubblica. A conferma di quanto esposto emerge l attuale studio del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali: Quaderni della ricerca sociale 17 - Povertà ed Esclusione Sociale, l Italia nel Contesto Comunitario Anno 2012, dove al rischio di povertà relativa (indicatore già adottato in materia di lotta alla povertà per il monitoraggio della strategia di Lisbona) vengono affiancati altri due nuovi indicatori: indicatore di grave deprivazione materiale e indicatore di esclusione dal mercato del lavoro. Lo studio ha inteso così cogliere anche quella parte di popolazione che, pur in assenza di rischio di povertà relativa dal punto di vista reddituale, si trova in una condizione di deprivazione diretta e immediata ovvero è in una condizione di esclusione sociale, soprattutto in chiave prospettica, con riferimento alla partecipazione al mercato del lavoro. Di seguito descriviamo i tre indicatori: Rischio di Povertà Relativa: sono a rischio di povertà le persone che vivono in famiglie in cui il reddito equivalente netto è inferiore al 60% di quello mediano nazionale. Grave Deprivazione Materiale: è in questa condizione chi vive in una famiglia che presenta almeno 4 dei seguenti 9 sintomi di deprivazione: mancanza di telefono, tv a colori, lavatrice, automobile, impedimenti nel mangiare un pasto a base di carne o pesce ogni due giorni, svolgere una vacanza di almeno una settimana fuori casa nell anno di riferimento, pagare regolarmente rate di mutui o affitto, mantenere l appartamento riscaldato, fronteggiare spese inaspettate. Bassa Intensità di Lavoro: l intensità è calcolata considerando in ogni famiglia gli individui in età da lavoro e computando il numero di mesi (nell anno precedente a quello della 2

3 rilevazione) in cui hanno lavorato sul totale dei mesi dell anno; l intensità si considera molto bassa quando è inferiore al 20%. I Quaderni della ricerca sociale 17 inoltre rilevano che la grave deprivazione materiale gioca un ruolo fondamentale nel definire la popolazione socialmente esclusa indicando che uno stato di deprivazione materiale può essere già osservato in una famiglia che presenta almeno 3 dei 9 sintomi e che tale situazione è particolarmente accentuata nel nostro paese. L indicatore mette dunque in luce aree di disagio, anche molto vaste, che non vengono adeguatamente rappresentate attraverso la sola incidenza del rischio di povertà relativa. Nella prospettiva della vulnerabilità, la povertà è sì un esito, ma rappresenta soprattutto un rischio. Da una parte, infatti, bisogna tener conto che alcune situazioni vulnerabili degenerano effettivamente in povertà; dall altra, tale esito costituisce un rischio che deprime l autonomia e la capacità di autodeterminazione degli individui, ne indebolisce le capacità progettuali, rende difficile effettuare le scelte che i soggetti devono via, via, affrontare nel corso della loro vita. MISSION La crisi sistemica che ha prodotto la contrazione dei redditi porta alla luce target sociali estremamente diversi, che fino a qualche anno fa erano estranei alle dinamiche dell esclusione sociale. Un dato importante è la difficoltà dei servizi sociali istituzionalizzati a fare fronte concretamente a questi nuovi fenomeni di esclusione sociale rispetto ai nuovi indicatori di povertà sopra descritti. In ragione di ciò appare necessario promuovere nuove sperimentazioni che permettano innovativi percorsi d integrazione e di riacquisto della cittadinanza attiva, capaci pertanto di sostenere e aiutare la persona in un cammino. ABSTRACT Il progetto FAMIGLIA IN COMPAGNIA si fonda sulla centralità della sussidiarietà orizzontale coinvolgendo direttamente le associazioni di volontariato sociale in stretta collaborazione con l Ente Pubblico. All viene affidato un nucleo familiare per un periodo di 12 mesi. Durante questo periodo l si occupa di tutte le attività necessarie per restituire la cittadinanza attiva ai componenti del nucleo: sostegno economico finalizzato all autonomia, potenziamento e orientamento lavorativo, informazioni sui servizi sociali, sanitari, scolastici, eventuale sostegno psicologico, tutoraggio dell economia familiare, ricerca di una sistemazione abitativa o miglioramento della stessa, sostegno alle capacità relazionali volto ad offrire ai beneficiari un supporto per meglio integrarsi nella società civile. L Ente Pubblico () controlla il percorso d integrazione che l Associazione di volontariato promuove a favore del nucleo e collabora attivamente con essa per restituire la cittadinanza attiva al nucleo familiare, inoltre sostiene economicamente l Associazione di volontariato con un contributo economico una tantum destinato al nucleo familiare per promuovere la fuoriuscita dalla condizione d indigenza sociale e indirizzarlo verso l autonomia. OBIETTIVO GENERALE Costruzione di un nuovo sistema d integrazione dei servizi-pubblico privato per il raggiungimento dell autonomia di nuclei famigliari socialmente esclusi. 3

4 OBIETTIVO SPECIFICO Restituzione alla cittadinanza attiva dei nuclei famigliari. INNOVAZIONE DEL PROGETTO Il riconoscimento delle autonomie degli individui e delle loro formazioni sociali (art. 2 costituzione) e delle collettività locali (art. 5 costituzione) trovano espressione sintetica nel principio di sussidiarietà: Stato, Regioni, Città metropolitane, Provincie e Comuni favoriscono l autonoma iniziativa dei cittadini, singoli o associati, per lo svolgimento di attività d interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà (art. 118 costituzione, ultimo comma). Alla luce di quanto sopra descritto l Ente Pubblico è investito di una maggiore responsabilità nel favorire l autonoma iniziativa dei cittadini finalizzata all interesse generale, proprio perché è l Ente che rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo. La funzione pubblica non è la funzione svolta dall Ente Pubblico, bensì la funzione che risponde ad un bisogno di collettività, indipendentemente da chi la mette in atto; appunto per questo l Ente Pubblico non è più il soggetto unico che eroga prestazioni, bensì un attore in grado di regolare, coordinare, supervisionare e favorire l azione dei cittadini. In altri termini sussidiarietà orizzontale significa che le funzioni pubbliche, laddove è possibile e conveniente, devono essere svolte dagli stessi cittadini in particolare attraverso le formazioni sociali, adeguatamente sostenute allo scopo dalle Amministrazioni Pubbliche. Infatti si parla oggi più propriamente di Sussidiarietà circolare, cioè l iniziativa dei cittadini rafforza l iniziativa pubblica e viceversa. Attualmente il modello di amministrazione condivisa qui menzionata oltre a realizzarsi per iniziativa dell amministrazione promuovendo il paradigma sussidiario produce effetti positivi in almeno tre direzioni: 1) Una maggiore efficacia degli interventi nell affrontare i problemi della comunità. 2) Promuove virtù civiche che testimoniano la preminente corresponsabilità di tutti nei confronti dei beni comuni. 3) Aiuta l Amministrazione Pubblica ad interpretare la propria funzione che è pubblica non perché è interesse dello Stato ma perché utile alla Società, rapportandosi meglio alle esigenze della società. A questo proposito appare opportuno affermare che il concetto di sussidiarietà circolare, sopra richiamato, si basa sul fatto che vi è un rapporto di reciprocità tra i due soggetti per cui l uno non può fare a meno dell altro e ciascuno dei due è interessato alla crescita e alla promozione dell altro. In definitiva la sussidiarietà orizzontale è una visione della cittadinanza con una forte carica innovativa in quanto stabilisce che il potere d iniziativa sui problemi relativi ai beni comuni e quindi nel campo dell interesse generale non è più prerogativa esclusiva delle amministrazioni ma appartiene anche ai cittadini e alle loro formazioni sociali. In tal senso è un elemento propulsivo del nuovo sistema di Welfare plurale, contemplando non meno Stato e più mercato, ma Stato e società civile con tutte le loro risorse. IPOTESI OPERATIVA E DESTINATARI: Progetto sperimentale su 4 famiglie residenti nel Comune di Bologna in situazione di nuove povertà che non devono aver ricevuto nessun sostegno economico dai servizi sociali territoriali del Comune di Bologna e quattro associazioni attive sul territorio comunale che si occupano di esclusione sociale e nuove povertà. 4

5 DURATA DEL PROGETTO Dodici mesi. Tale durata è indispensabile per poter attivare in modo efficace un percorso di autonomia sociale e per l acquisto della cittadinanza attiva. CRITERI DI SELEZIONE La scelta delle Associazioni di Volontariato sarà effettuata attraverso un avviso di selezione pubblica. Le famiglie selezionate dovranno essere in una situazione di nuova povertà, risiedere sul territorio comunale e non devono aver ricevuto nessun sostegno economico dai servizi sociali territoriali del comune di Bologna. Le segnalazioni delle famiglie potranno essere effettuate dai Servizi Sociali Territoriali, dalle Associazioni sociali, dalla coopeazione sociale, dalla Caritas Diocesana. La scelta delle famiglie sarà effettuata dalle associazioni di volontariato accreditate e dall ASP Poveri Vergognosi tenendo presente i nuovi indicatori di povertà sopra menzionati. RUOLI E FUNZIONI DEL PROGETTO: Gli attori del progetto sono: 1) (Ente Pubblico), 2) Associazioni di Volontariato 3) Nuclei familiari in Situazione di Nuova Povertà. ASP POVERI VERGOGNOSI (ENTE PUBBLICO): Sceglie l che deve promuovere il percorso d integrazione sociale per il Nucleo Familiare attraverso una avviso di selezione pubblica. Sceglie insieme con l accreditata al progetto il Nucleo familiare che deve fare il percorso d integrazione sociale (sono compresi anche i nuclei familiari mono - genitoriali.). Redige la Convenzione tra e l. Controlla e Coordina insieme all il percorso d integrazione sociale che l Associazione promuove a favore del nucleo familiare in situazione di nuove povertà denominato PAS (Piano per l Autonomia Sociale, da ora chiamato PAS) che è il documento all interno del quale viene progettata una strategia sulla persona ed insieme alla persona. Nel PAS sono inoltre presenti gli elementi elencati nella mission del progetto. Sostiene economicamente l con un contributo economico una tantum destinato al nucleo familiare per promuovere la fuoriuscita dallo stato d indigenza sociale, il contributo sarà somministrato all Associazione secondo step che evidenziano il raggiungimento degli obiettivi concordati ed evidenziati nel PAS. Controlla periodicamente che il contributo economico dato all sia speso a favore del nucleo familiare secondo gli step sociali elencati nel PAS. 5

6 Promuove periodici incontri insieme all e secondo necessità, in accordo con l Associazione, con il nucleo familiare per controllare lo stato di avanzamento del PAS. Sostiene l a favore del nucleo familiare per promuovere l Orientamento ai Servizi cittadini in particolare i Servizi di Sostegno Economico, Sanitario e Sociale presenti sul Territorio Comunale. Redige il Follow up circa l efficacia delle azioni messe in campo e promuove la creazione d indicatori finali per l autonomia sociale. Opera il monitoraggio del fenomeno dei nuclei familiari coinvolti relativo alle Nuove Povertà all interno del Territorio Comunale. ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO: Promuove il percorso d integrazione sociale del nucleo affidatogli dall ASP Poveri Vergognosi. Redige il PAS (Piano per l autonomia Sociale, da ora denominato PAS) che è il documento all interno del quale viene progettata una strategia sulla persona insieme alla persona per il raggiungimento dell autonomia individuando le fasi di sviluppo intermedie e la tempistica susseguente. Destina il contributo economico dato dall secondo le esigenze espresse dal nucleo familiare e in accordo con l con l intento di promuovere l autonomia sociale del nucleo stesso. Promuove periodici incontri con il nucleo familiare per comprendere lo stato d indigenza sociale e favorire le relative azioni necessarie al recupero dell autonomia. Redige delle relazioni trimestrali indirizzate all Ente Pubblico dove viene descritta la situazione del nucleo familiare e le azioni sociali ed economiche intraprese per accompagnarlo verso l autonomia sociale. Collabora attivamente con l e si attiva per raggiungere gli obiettivi del progetto. Collabora con l alla creazione degli indicatori del progetto. Sottoscrive la Convenzione con l. NUCLEI FAMILIARI: Collaborano attivamente con l Associazione per riacquistare la cittadinanza attiva seguendo il percorso sociale concordato nel PAS. 6

7 RISULTATI ATTESI Creazione di nuovi indicatori sociali. Promozione e implementazione della Sussidiarietà orizzontale intesa come amministrazione condivisa. Integrazione dei nuclei famigliari. MODALITA DI EROGAZIONE DEL CONTRIBUTO ALL ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO Per lo svolgimento delle attività oggetto delle convenzioni l provvede al rimborso delle spese sostenute dalle organizzazioni di volontariato. Il valore di ciascuna convenzione è contenuto in 1.500,00 (esente IVA ai sensi dell art. 8 della L. 266/1991). Nel caso di rinnovo il valore di ciascuna convenzione potrà accrescersi sino ad 1.800,00. Il pagamento avverrà secondo le seguenti modalità: - una quota di 500, pari ad 1/3 dell importo complessivo, all avvio dell intervento, dopo verifica iniziale; - una quota di 500, pari ad 1/3 dell importo complessivo, dopo sei mesi, secondo lo stato di avanzamento del progetto, e a dimostrazione dell utilizzazione della somma precedentemente erogata, e dopo valutazione; - il saldo, di 500, pari ad 1/3 dell importo complessivo, al termine della convenzione, dietro presentazione della rendicontazione complessiva, che dovrà contenere l elenco dettagliato delle spese sostenute (comprese le quote già erogate) con i relativi documenti probatori (scontrini fiscali, ricevute fiscali, fatture, biglietti di viaggio, ecc...) dell utilizzo delle risorse assegnate, dopo la valutazione finale. 7

8 LE AZIONI DEL PROGETTO: TIPOLOGIA DELL AZIONE ATTIVITA TITOLARIETA DELL AZIONE Azione 1: Scelta Associazioni Azione 2: Scelta del Nucleo familiare Azione 3: Redazione Protocollo D intesa Azione 4: Redazione del PAS (Piano Autonomia Sociale) Indagine per la scelta delle quattro associazioni di volontariato per il progetto sperimentale. Indagine per la scelta delle quattro famiglie per il progetto sperimentale. Creazione e firma della Convenzione per il take care sociale. Firma dell Associazione di volontariato Elaborazione del PAS strategia sulla persona. Collaborazione PAS scelta e ASP Poveri Vergognosi scelta scelta Azione 5: Contributo Economico Somministrazione di un contributo economico una tantum a sostegno del nucleo elargito all Associazione di volontariato scelta Azione 6: Redazione di Relazioni Redazioni di Relazioni trimestrali all ASP PV scelta Azione 7: Controllo e Coordinamento Percorso Integrazione Azione 8: Incontri periodici con il Nucleo Azione 9: Obiettivi, Monitoraggio e Indicatori Controllo e coordinamento del percorso d integrazione sociale. Promuove periodici incontri con l Associazione di volontariato per verifica PAS. Promuove incontri con il nucleo familiare. Attua le azioni necessarie al recupero dell autonomia Si attiva per raggiungere gli obiettivi del progetto. Svolge attività di monitoraggio del fenomeno dei nuclei familiari scelta e scelta.. 8

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