La social TV e le sfide al mondo audiovisivo della piena convergenza

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1 F O C U S TMT 19 S E T T E M B R E La social TV e le sfide al mondo audiovisivo della piena convergenza di Barnaba Costalonga Head of Legal & Business Affairs Viacom International Media Networks Italia

2 La social TV e le sfide al mondo audiovisivo della piena convergenza * di Barnaba Costalonga Head of Legal & Business Affairs Viacom International Media Networks Italia Nell ultima Relazione Annuale dell Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM) presentata al Parlamento, si dà atto del processo di digitalizzazione che, rendendo possibile la piena convergenza tra televisione e internet, ha influito sull intera filiera economica dell audiovisivo ed ha modificato le abitudini e le esperienze di consumo dei telespettatori 1. Si tratta del riconoscimento due fatti di rilevo:(i) anche in Italia la convergenza tra televisione e Internet è giunta a piena maturazione da un punto di vista tecnologico; e (ii) anche in Italia le abitudini di visione dei contenuti televisivi sono modificate dalla possibilità offerta dai mezzi connessi di partecipare alla c.d. social TV. Tali mutamenti pongono delle sfide e chiamano alla verifica dell efficacia dell attuale quadro regolamentare dei servizi di media audiovisivi. In particolare analizzare i comportamenti collegati alla social TV consente di evidenziare alcuni importanti ambiti d indagine per il più ampio dibattito sulle regole dell audiovisivo del prossimo futuro. Le istituzioni europee e nazionali hanno colto la sfida e aperto il dibattito sull impatto della piena convergenza tra mondo dell audiovisivo e reti di comunicazione elettronica sulla regolamentazione esistente. Lo scopo è individuare le scelte di policy making più adatte ad assicurare al mercato dell audiovisivo in Europa un futuro di crescita e innovazione e, nel contempo, ad assicurare il rispetto dei principi del diritto europeo quali il pluralismo nei media, la difesa della dignità umana, in particolare dei soggetti più deboli come minori o disabili. A tale proposito va ricordato che nell aprile 2013 la Commissione Europea ha adottato il Libro Verde * Articolo sottoposto a referaggio. 1AGCOM Relazione Annuale 2014 pag. 102 e federalismi.it focus TMT n. 2/2014

3 Prepararsi a un mondo audiovisivo della piena convergenza: crescita, creazione e valori 2, lanciando nel contempo una consultazione pubblica. Il Libro Verde parte dalla constatazione che la convergenza costituisce un fenomeno ormai compiuto per il mercato europeo dell audiovisivo tale da sfumare rapidamente la linea di demarcazione tra i modelli di fruizione comuni nel ventesimo secolo, cioè la trasmissione lineare ricevuta attraverso il televisore, e gli attuali servizi a richiesta forniti sul computer 3. Di conseguenza la Commissione Europea chiarisce subito l idea di fondo del Libro Verde ovvero: garantire a tutti i cittadini europei un accesso quanto più ampio possibile a contenuti europei diversificati e la più ampia scelta di offerte di qualità elevata. [ ] La necessità, per gli attori economici privati, di incrementare l innovazione e, per i politici, di offrire un contesto adeguato e di riflettere sulle possibili risposte della politica pubblica suscita i seguenti interrogativi che sono appunto sia di tipo economico che di tipo giuridico. 4 Per questo motivo la Commissione si preoccupa dell impatto che la convergenza avrà nei prossimi anni su una serie di direttive europee che costituiscono la cornice normativa in materia di servizi di media audiovisivi e di servizi della società dell informazione quali,in primis, la Direttiva 2010/13/UE, del 10 marzo 2010, (direttiva sui servizi di media audiovisivi), la Direttiva 2000/31/CE, dell 8 giugno 2000, ("Direttiva sul commercio elettronico") ma anche l articolo 31 della direttiva servizio universale, la politica dello spettro radio, l articolo 6 della direttiva accesso. Di recente anche il Parlamento Italiano,ed in particolare la IX Commissione della Camera dei Deputati, ha mostrato il proprio interesse alla materia, avviando un indagine conoscitiva sul sistema dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, allo scopo di valutare l adeguatezza del sistema normativo italiano, con particolare riferimento alle previsioni contenute nel testo unico di cui al decreto legislativo n. 177 del 2005,già ampiamente modificate dal decreto legislativo n. 44 del 2010 (Testo Unico), alle sfide poste dalla piena convergenza nel mercato dell audiovisivo. Tale indagine parte dalla constatazione che il sistema radiotelevisivo sta attraversando una forte evoluzione dovuta in primo luogo al processo di convergenzatecnologica 5 e prendendo spunto proprio dal Libro Verde della Commissione Europea ha lo scopo di verificare sele norme introdotte con il succitato Testo Unico possano considerarsi sufficienti a offrire al sistema dei servizi di media audiovisivi e radiofonici nel nostro paese una normativa adeguata ad affrontare nel modo migliore la «rivoluzione» tecnologica, per effetto della quale i contenuti audiovisivi e radiofonici possono essere trasmessi attraverso una molteplicità di strumenti e di modalità sconosciuta fino ad un recente passato. All indagine conoscitiva hanno partecipato i maggiori operatori 2 Bruxelles, COM(2013) 231 final. 3 Libro Verde Prepararsi a un mondo audiovisivo della piena convergenza: crescita, creazione e valori, p.3. 4 Libro Verde Prepararsi a un mondo audiovisivo della piena convergenza: crescita, creazione e valori, pp Programma dell indagine conoscitivasul sistema dei servizi di media audiovisivi e radiofonici del 30 aprile federalismi.it focus TMT n. 2/2014

4 del mercato italiano (RAI, Mediaset, Sky e Viacom International Media Networks Italia) e Confindustria Radio TV la più rappresentativa delle associazioni di categoria italiane degli operatori radiotelevisivi e le audizioni si sono concluse nello scorso mese di luglio. A queste iniziative,promosse dalle istituzioni Europee e nazionali riguardo il fenomeno della convergenza,vanno aggiunte quelle promosse dagli stakeholders del mercato dell audiovisivo italiano. In particolare appare di estremo interesse la ricerca Rethinking the TV Experience l esperienza della social TV in Italia (presentata il20 giugno 2014). Tale ricerca è stata condotta dall Osservatorio Social Tv, istituito dal Corecom Lazio e l Università di Roma La Sapienza, presso il Centro Interdipartimentale Digilab 6. A tale ricerca hanno partecipato i principali attori del mercato televisivo in Italia che si sono potuti confrontare sul fenomeno della social TV, concordando la metodologia e il percorso di ricerca al fine di gettare luce sul fenomeno della social TV in Italia. Tale fenomeno rappresenta infatti per il pubblico televisivo italiano il primo tangibile effetto della convergenza tra televisione e Internet, modificandone le abitudini e l esperienza di visione. Pertanto, l analisi di tale nuova forma di consumo dei contenuti televisivi appare un utile tassello all indagine più ampia sulla convergenza nel mercato dell audiovisivo. L interesse nell analisi delle pratiche di social tv da parte del pubblico televisivo risiede nelle assonanze che esistono tra le esigenze di ri-valutazione del quadro normativo poste dalle istituzioni europee e nazionali e i meccanismi che più o meno inconsapevolmente il pubblico televisivo socialmente attivo mette in moto. Infatti, approcciarsi all analisi della social TV in Italia e all estero - significa preliminarmente cercare di dare risposte alle seguenti domande: cosa significa oggi guardare la televisione?cosa spinge il pubblico a fare esperienze di Social Tv? Come cambiano le pratiche di consumo televisivo?e evidente che la risposta a tali domande riveste altrettanta utilità per la verifica dell adeguatezza dell esistente quadro normativo alle sfide poste dalla convergenza. Per usare la definizione contenuta nel Libro Verde, la convergenza può essere definita come la fusione progressiva tra i servizi tradizionali di emittenza radiotelevisiva e internet, da cui emergono molteplici possibilità di visione, che vanno dai televisori a cui è aggiunta la connettività a internet, ai set-top box che offrono contenuti audiovisivi over-the-top (OTT), per arrivare ai servizi di media audiovisivi forniti da computer, fissi e portatili, tablet e altri dispositivi mobili. La convergenza così definita ha un effetto immediato sui consumatori perché muta la forma del consumo televisivo consentendo loro di usare il tablet o lo smartphone mentre guardano la tv, ad 6 sotto la presidenza di Francesco Soro, con il coordinamento scientifico di Alberto Marinelli e Romana Andò 4 federalismi.it focus TMT n. 2/2014

5 esempio, per cercare ulteriori informazioni su quello che stanno guardando o connettersi con amici o con il programma televisivo stesso e/o di usare i medesimi mezzi per vedere in contemporanea o differita altri contenuti televisivi (second screen).la convergenza rappresenta quindi il presupposto abilitante di quell insieme di attività digitali che possiamo definire social TV. Una definizione sintetica di social Tv è la seguente: L insieme delle conversazioni e interazioni sociali supportate della tecnologia che fanno riferimento ad un contenuto televisivo 7. Più precisamente Da una parte, Social Tv significa relazione (digitale) tra soggetti a proposito di tv, ovvero tutte le conversazioni generate dalle audience rispetto a device (tablet, laptop, smartphone), ambienti on line (social media e app), flusso di interazione (live/non live, prima/durante/dopo il programma), genere televisivo [ ] emotivazione (condivisione, sostegno al programma, ricerca di rewards). Dall altra vuol dire relazione (digitale) con il contenuto video, ovvero tutte le forme di interazione orientate alla ricerca e condivisione di contenuti relativi ad un contenuto televisivo, al livello di programmi, celeb[rities] (conduttori, protagonisti), contenuti, brand e commercials, gamification. 8. Pertanto la pratica della Social TV rappresenta una nuova esperienza di consumo che si qualifica per due elementi principali: l interazione digitale tra persone rispetto ad un contenuto televisivo e l interazione digitale tra persone e tale contenuto televisivo. L Osservatorio ha condotto per un anno varie attività di ricerca concordate con i partnertelevisivi, utilizzando diverse metodologie 9, indagando sull universo di riferimento degli utenti Internet italiani ovvero quei soggetti che attraverso la connessione al Web e la disponibilità di tecnologie mobili dispongono dell abilitazione alla pratica della Social TV. Tale universo rappresenta più della metà delle famiglie italiane 10 e il 62% della popolazione dai 15 anni in su 11. Il primo dato rilevante è il mutamento dell atteggiamento del pubblico. La possibilità di accedere a Internet durante (ma anche prima o dopo) la visione di un programma televisivo consente agli utenti una serie di attività che li impegnano sui social networks in particolare Twitter appare la principale piattaforma per i commenti ai programmi televisivi in diretta anche attraverso i messaggi ad un cerchio più ristretto di conoscenti attraverso le applicazioni di messaggistica istantanea. Pur registrando diverse intensità rispetto alla pratica, si tratta di un fenomeno 7 Kevin Roebuck - Social TV: High-Impact Strategies - What You Need to Know: Definitions, Adoptions, Impact, Benefits, Maturity, Vendors - Tebbo, Andò, Marinelli, Analisi desk su fonti di ricerca internazionali e nazionali (Nielsen, ComScore, AudiWeb) sul multiscreening e il consumo di video on line; social media monitoring dei volumi e degli stili di buzz on line rispetto ai programmi televisivi; indagine CAWI (Computer Assisted Web Interviewing) sulle pratiche della Social Tv; indagine etnografica: interviste qualitative e osservazione partecipante; focus group su diverse tipologie di utenti per rintracciare le pratiche innovative 10IPSOS febbraio EURISKO federalismi.it focus TMT n. 2/2014

6 intergenerazionale che è spinto dalla tendenza generalista della televisione italiana e dall anatomia dell audience che mostra una prevalenza delle fasce più anziane della popolazione sul totale del pubblico televisivo. Questo porta ad una possibile definizione di questa fetta di pubblico come SociallyEngaged TV Audience un pubblico televisivo socialmente e digitalmente impegnato nel social network - che rappresenta il 15% del pubblico televisivo (pari a più di 13 milioni di utenti internet) che in media quotidianamente commenta o partecipa on line alla programmazione televisiva. E interessante notare che i risultati della ricerca sulla Social TV sono confermati anche dalla Relazione Annuale dell AGCOM che, riportando i dati di un indagine affidata a SWG, evidenzia come la maggior parte dei telespettatori, durante la fruizione del mezzo televisivo, svolge almeno un altra attività, tra cui l utilizzo del telefono cellulare/smartphone (59% degli utenti della Tv) o fisso (53%), la navigazione su internet (39%), nonché l accesso ad altri mezzi (quotidiani e periodici, rispettivamente nel 32% e 28% dei casi, e radio, per il 12% dei telespettatori) 12. Cambia quindi l esperienza di visione e il grado di attenzione del pubblico alla stessa: ora l attenzione del pubblico è divisa tra vari schermi e attività spesso simultanee.ciò ha ricadute importati per gli editori televisivi e per i clienti inserzionisti che devono combattere per l attenzione del pubblico e che devono alimentare offerte adeguate ed appetibili di contenuti lineari e non lineari. La ricerca prosegue affermando che l uso crescente di schermi personali per la visione di contenuti televisivi è motivato dalla volontà d interazione digitale tra le audience a proposito di quello che si sta guardando (o siè guardato) in tv ma anche dalla voglia di trovare in tempo reale informazioni e contenuti correlati a ciò che si sta guardando 13. Il Libro Verde sottolinea che il consumo televisivo lineare nell Unione Europea ammonta a circa 4 ore al giorno e la Relazione Annuale 2014 di Agcom conferma che il maggior accesso alla televisione avviene da casa, ciò significa che, in Italia, i contenuti televisivi continuano ad essere un elemento centrale nella vita quotidiana del pubblico e che la fruizione continua ad essere un fatto domestico. Oggi però è consentito ai telespettatori, grazie alla disponibilità di dispositivi mobili connessi e ad una 12AGCOM Relazione annuale 2014 pag Secondo una recentericerca presentata al Connected Tv Summit, sebbene il primo schermo risulti ancora il più importante, il 72% degli spettatori che ha in mano un altra device cerca contenuti relativi a ciò che sta guardando - presentazione Mashable Social Media Day 30 Giugno 2014 Mattia Nicoletti Co-Founder; 6 federalismi.it focus TMT n. 2/2014

7 predisposizione alla cultura della condivisione sui social network (Facebook, Twitter, Instagram), 14 di interagire digitalmente attorno al contenuto televisivo. Un primo spunto d interesse è la cultura della condivisione che spinge a praticare la social TV. E innegabile che sia diventato un tratto culturale comune scambiare le proprie opinioni, commenti, gusti, attraverso l attività sui diversi social network a fronte di una messa a disposizione - più o meno consapevole o più o meno avvertita - dei propri dati personali da parte dell utente. Tali dati possono essere poi utilizzati per la profilazione degli utenti che costituisce di per sé un valore per la comunicazione commerciale. Inoltre le attività on line, ivi incluse quelle generate da contenuti televisivi, sono destinate a restare virtualmente per sempre nella rete diventando così espressioni indelebili della personalità dell utente, tracce ed esempi del suo agire, in breve espressioni della propria libertà di pensiero. Senza alcuna pretesa di esaustività, si può immediatamente comprendere come i temi sollevati da una semplice azione di social TV coincidano con i temi più attuali de dibattito giuridico quali il diritto all oblio affrontato sia dalla Corte di Giustizia delle Comunità Europee 15 ma anche dalla Corte di Cassazione 16. L aumento dell attività sociale sul web non solo attraverso la pratica della social TV impone un più elevato livello di attenzione da parte del pubblico e da parte degli operatori al tema della raccolta dei dati personali e del consenso informato come mostra il recente provvedimento prescrittivo del Garante dei dati personali che impone a Google l adozione di specifiche misure in materia di informativa, consenso e conservazione dei dati personali degli utenti 17.E non va dimenticata una riflessione al tema dell alfabetizzazione mediatica (media literacy) del pubblico televisivo e di internet quale strumento abilitante ad un utilizzo consapevole dei mezzi convergenti. Nell attuale riflessione sulla riforma del servizio pubblico, la promozione di un efficace alfabetizzazione mediatica dovrebbe rappresentare uno dei pilastri del servizio pubblico convergente ossia tecnologicamente neutro ed impegnato alla realizzazione dei propri fini di servizio non economico 18. Tornando ai risultati della ricerca sulla social TV in Italia, è interessante notare che,da un lato, a seconda dello stile di interazione adottato e dei contenuti commentati, sono state individuate diversi profili di audience, e dall altro il genere del contenuto influenza il comportato di social 14 Rethinking the TV Experience l esperienza della social TV in Italia (20 giugno 2014) 15Corte di Giustizia UE, sez. grande, sentenza n C-131/12 16 Da ultimo Cass. n del Fabio Bassan, Emilio Tosi il Diritto degli Audiovisivi Giuffrè Editore, 2012 Capitolo 5 Il Servizio Pubblico nell audiovisivo 7 federalismi.it focus TMT n. 2/2014

8 TV.Sebbene tutti i generi televisivi generino attività di social TV 19, gli eventi televisivi dal vivo, sportivi, musicali o nazional popolari e i reality show/talent show rappresentano sia in Italia che all estero il maggior catalizzatore di attività sociale da parte del pubblico televisivo 20. Un esempio di consumatore di social TV è il fan. Costui/costei replica meccanismi della fan community ed esalta la dimensione di ricerca di relazionalità (riconoscersi in quanto fan, trovare persone con passioni simili, etc.). Per questa fetta di pubblico sono molto popolari le applicazioni di check ine forme di consumo tv ad elevata fidelizzazione (ad esempio la serialità). Da considerare con attenzione anche evoluzioni comela Social EPG, ossia quella applicazione che fornisce un servizio di guida ai programmi arricchito dai dati in tempo reale provenienti dai social networks sul livello di attività sociale(buzz) generato da un determinato programma. Nei Paesi Bassi il più popolare settimanale di guida ai programmi offre una app che consente la funzionalità di Social EPG. Le dinamiche di audience possono essere influenzate se un determinato programma indipendentemente dalla sua collocazione nell EPG genera un alto livello di attività sociale (buzz) tale da spingere il pubblico a cambiare canale. Da punto di vista dell industria dei contenuti nel nostro paese, la social TV crea interesse ma fino a oggi,salvo casi isolati, è considerata solo un esperimento. Per poter diventare davvero significativa, appare necessario che entri nella scrittura dei contenuti televisivi, in particolare per accentuare la fidelizzazione del pubblico tra un episodio e l altro, mantenendo vivo il dibattito sul contenuto stesso. Ovviamente ciò presuppone investimenti e prese di rischio in un contesto di attuale flessione del mercato pubblicitario. Quindi appare lecito interrogarsi su quale sia il ritorno economico della social TV. La ricerca conferma che uno spettatore di social TV rappresenta un interlocutore pregiato sia per i fornitori di servizi di media lineari e non lineari che per gli inserzionisti pubblicitari. Inoltre le forme della comunicazione commerciale tradizionale trovano nella social TV spazi nuovi e modalità di comunicazione innovative quali,solo per citarne alcuni,l advertising in sync tra gli schermi (lo stesso messaggio pubblicitario è comunicato al pubblico in contemporanea su più 19 Tutti i generi televisivi danno vita a pratiche di Social Tv, nessuno escluso. Cambiano, però, i motivi che spingono alla interazione: il tifo per lo sport, la dimensione di gara per i talent, l immersione nella reality tv, la partecipazione nei talk. Rethinking the TV Experience l esperienza della social TV in Italia (20 giugno 2014) 20 Negli eventi live [ ]chi vuole commentare lo fa in tempo reale mentre si svolge quell evento. Una dimostrazione sono i campionati del mondo di calcio che nei gironi di qualificazione hanno totalizzato 300 milioni di Tweet con 459 milioni di interazioni su Facebook nella prima settimana presentazione Mashable Social Media Day 30 Giugno 2014 Mattia Nicoletti Co-Founder; 8 federalismi.it focus TMT n. 2/2014

9 piattaforme e schermi)l e-commerce in tempo reale sui prodotti visti in tv e forme innovative di product placement dedicati ad esempio ai second screen, in particolare in relazione ai prodotti utilizzati o indossati dalle star di un programma televisivo. Tuttavia, il presupposto per investimenti pubblicitari nella social TV è la messa a disposizione degli operatori di indici di misurazione del fenomeno attendibili ed efficaci. Nielsen Social, la partnership fra Nielsene Twitter già attiva negli Stati Uniti,offrirà anche al mercato italiano, a partire dal prossimo autunno lo strumento Nielsen Twitter TV Ratings che consente di dare dati importanti per la valutazione dell efficacia delle campagne di comunicazione commerciale declinate sulla social TV. Il tema della regolamentazione della comunicazione commerciale nell epoca della convergenza e della social TV è forse uno dei temi principali del dibattito sopra questo fenomeno. In primo luogo perché qualunque scelta di policy making, avulsa da un approccio sistemico, può avere delle conseguenze immediate in un contesto di fragilità di mercato come quello attuale. Dal punto di vista degli operatori lineari/emittenti televisive l attuale situazione di asimmetria regolamentare tra servizi lineari e non lineari (ivi inclusi i servizi OTT esclusi tout court dalla normativa ma ormai in piena concorrenza tra loro) è percepita con sempre maggior preoccupazione. In particolare, le limitazioni quantitative (affollamento orario stabilito ad esempio dall art. 38 del Testo Unico), sono percepite come la dimostrazione di un possibile mancato raggiungimento del playing level filed nel mercato dell audiovisivo convergente 21. Infatti se provvedimenti asimmetrici trovano spesso giustificazione nell interesse da parte del regolatore di difendere mercati emergenti e/o nuovi operatori che si affacciano sul mercato (a tale proposito si pensi al meccanismo graduale di attuazione degli obblighi di programmazione ed investimento a favore di opere europee e di opere di produttori indipendenti da parte degli operatori non lineari 22 ), tale presupposto sembrerebbe non essere applicabile a mercati come quello della pubblicità on line e ad operatori (in particolare gli operatori OTT) aventi ormai un cospicuo peso economico e una conseguente stabilità. Al contempo le nuove forme di pubblicità rese possibili dalla convergenza tecnologica mettono alla prova anche ambiti diversi della normativa, ad esempio l obbligo di separazione tra comunicazione commerciale e contenuti editoriali (come stabilite per le trasmissioni lineari dalle 21 A tale proposito è interessante l intervento di Confindustria Radio TV all audizione pubblica di fronte alla IX Commissione della Camera dei Deputati nel quadro dell indagine conoscitiva promossa dalla stessa, reperibile all indirizzo: nno=2014&mese=07&giorno=03&idcommissione=09&numero=0001&file=indice_stenografico 22 Vedasi le previsioni contenute nell Allegato A alla Delibera n. 66/09/CONS e successive modifiche e integrazioni 9 federalismi.it focus TMT n. 2/2014

10 norme dell art. 37 del Testo Unico e dalle disposizioni della delibera AGCOM). In questo campo vanno positivamente registrate le esperienze di auto-regolamentazione europea nate in ambito digitale,come il codice di autoregolamentazione sulla pubblicità comportamentale 23 promosso dallo IAB che raccoglie le best practise in materia. Uno dei benefici principali di tale codice è la standardizzazione delle notifiche agli utenti circa la possibilità di opt-out da questo tipo di pubblicità. La Commissione stessa nel Libro Verde menziona questo esempio positivo di autoregolamentazione e nel contempo auspica l adozione da parte dell industria di una norma mondiale di Do Not Track 24 a tutela degli utenti di Internet che non intendono mettere a disposizione degli investitori pubblicitari i dati della loro navigazione al momento in corso di codifica. In entrambi i casi si tratta di esperienze di autoregolamentazione che hanno positivi riscontri anche nel contesto della comunicazione lineare (si pensi al Codice di Autoregolamentazione della Comunicazione Commerciale promosso dallo IAP e ai codici di autoregolamentazione in tema di inserimento prodotti previsti dal comma 5 dell art.40 bisdel Testo Unico) e che spingono anche la Commissione Europea a considerare questa forma di regolamentazione appropriata alla disciplina di questi fenomeni. La social TV anche in Italia rappresenta quindi una rilevante modifica delle abitudini di consumo televisivo e rilancia i temi fondamentali del dibattito sulle sfide poste alla regolamentazione dalla convergenza: assicurare lo sviluppo del mercato audiovisivo convergente e tutelare il pubblico promuovendo al contempo la sua alfabetizzazione mediatica, il tutto prediligendo forme di autoregolamentazione. 23 La pubblicità comportamentale usa le informazioni raccolte dal comportamento dell'utente (pagine visitate, ricerche fatte) per individuare gli interessi degli utenti e, su quella base, erogare pubblicità relativa a prodotti o servizi ricercati dall'utente. 24 Do nottrack è unoheader http, una direttiva di controllo delle pagine web che comunica al server le preferenze dell'utente riguardo alla raccolta dei suoi dati di navigazione, raccolta che viene utilizzata per esempio nel caso delle pubblicità personalizzate. Lo scopo dello header do nottrack è richiedere ad una determinata applicazione web la sospensione della raccolta delle informazioni circa l'utente che sta visitando la pagina. 10 federalismi.it focus TMT n. 2/2014

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