CORSO DI GERIATRIA E GERONTOLOGIA Prof Giovanni Ricevuti

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "CORSO DI GERIATRIA E GERONTOLOGIA Prof Giovanni Ricevuti"

Transcript

1 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PAVIA FACOLTÀ DI MEDICINA E CHIRURGIA CORSO DI LAUREA IN SCIENZE INFERMIERISTICHE E OSTETRICHE Testo di riferimento: CORSO DI GERIATRIA E GERONTOLOGIA Prof Giovanni Ricevuti F. Cavazzuti G. Cremonini CASA EDITRICE AMBROSIANA ARGOMENTI PARTE I: ASPETTI GENERALI 9. L accoglienzaa dei pazienti anziani in ospedale e nei servizi 10.Larelazionediaiutoconilpazienteela famiglia 11.Responsabilità nell assistenza della persona anziana 12.Uso dei mezzi di contenzione fisica L ACCOGLIENZA DEI PAZIENTI ANZIANI IN OSPEDALE E NEI SERVIZI 1

2 GRADO DI SODDISFAZIONE DEI PAZIENTI L accoglienza di un anziano nei servizi ospedalieri o territoriali che si occupano di assistenza geriatrica costituisce un elemento «determinante» della qualità del nursing, pur essendo un indicatore di difficileil monitoraggio Nei pazienti in età senile possono sussistere limitazioni fisiologiche (deficit cognitivi o di comunicazione) e condizioni patologiche di varie tipologie che richiedono nei servizi priorità e bisogni diversi. L esperienza insegna che anche l impiego di questionari preelaborati dagli operatori per valutare il grado di soddisfazione dei pazienti, può trascurare aspetti importanti del problema. Resta comunque il dato che l insoddisfazione rende critico il rapporto tra équipe curante e anziani ed è alla base di possibili conflitti, reclami o accuse di trascuratezza e negligenza nei loro confronti (tab. 9-1). GRADO DI SODDISFAZIONE DEI PAZIENTI La soddisfazione del paziente, nella maggioranza dei casi, è correlata all adeguatezza delle informazioni ricevute da parte del personale sulle procedure e sulle modalità di comunicazione con l équipe curante. Tale soddisfazione si rivela normalmente adeguata per quanto riguarda la valutazione dei problemi e il trattamento ricevuto in ospedale, mentre risultano scarsamente curati altri aspetti, quali il livello di sensibilità del personale e delle informazioni ricevute durante l assistenza. Nella valutazione dei reclami e delle lamentele dei malati e delle loro famiglie andrebbero considerati obiettivamenteidiversipuntidivista,datocheil grado di soddisfazione può essere commisurata a molteplici modi di vedere (tab. 9-2). Tab. 9-2 IL QUADRILATERO DELLA SODDISFAZIONE PAZIENTE GIUSTAMENTE SODDISFATTO PAZIENTE INGIUSTAMENTE SODDISFATTO PAZIENTE GIUSTAMENTE INSODDISFATTO PAZIENTE INGIUSTAMENTE INSODDISFATTO 2

3 GRADO DI SODDISFAZIONE DEI PAZIENTI In un modello organizzativo basato sull assistenza incentrata sul paziente (patient centered care) le attività assistenziali, piuttosto che per procedimenti strutturati a misura e per comodo degli operatori, vanno eseguite per soddisfare i bisogni del malato. È necessario porre l attenzione su tutte le aspettative collegate alla sua richiesta, sintonizzandosi sui suoi bisogni (problem solving) e migliorando costantemente i livelli di qualità assistenziale. ACCOGLIENZA E CONDIZIONAMENTI DELL ANZIANO Al momento dell ingresso in ospedale ha grande importanza il grado di dipendenza dell anziano. Il suo vissuto di non autonomia irreversibile, l incombenza di una situazione gravata da scarse possibilità di recupero, gravi deficit cognitivi, personalità disturbate, caratteriali o deluse dalla vita inviano all infermiere, fin dal momento dell accoglienza, inconsci messaggi che rendono ambiguo o problematico il processo assistenziale. In certe situazioni limite l operatore può esserne talmente influenzato, per il timore della «sua» futura vecchiaia, da modificare l atteggiamento verso l assistito. ACCOGLIENZA E CONDIZIONAMENTI DELL ANZIANO Inoltre c è la componente della personalità: più elevate sono la nevrosi o la depressione dell anziano epiù consistenti i deficit cognitivi, maggiori sono le difficoltà di ambientamento e di relazione con lui. Altri condizionamenti che possono inquinare l accoglienza sono i pregiudizi culturali. In questi casi i messaggi inconsci sono: abbiate paura della vecchiaia, l anziano non serve a niente. a che cosa servirà il mio lavoro se l anziano lanziano è demente?. L infermiere deve operare non poco nel suo inconscio per superare questi frequenti pregiudizi e smontare queste barriere. LA MISSION E LA QUALITÀ DELL ACCOGLIENZA Nella letteratura recente si definisce «mission» la ragion d essere o la giustificazione sociale di un organizzazione. Nell assistenza infermieristica il patrimonio culturale si è estremamente arricchito in questi ultimi decenni a livello internazionale con la filosofia del nursing. Il processo dell accoglienza fa parte integrante dell intero processo di nursing, neèilprimogradino,forsequellofondamentale per le prestazioni successive. 3

4 LA MISSION E LA QUALITÀ DELL ACCOGLIENZA Vanno pertanto considerate tutte le componenti del processo dell accoglienza, cioè: attività specifiche logica che le collega eventi ed azioni assistenziali che innescano successivamente tecnologia a disposizione persone che intervengono loro competenza, livello professionale, capacità organizzative distribuzione (o ridistribuzione) dei carichi di lavoro loro esiti. LA MISSION E LA QUALITÀ DELL ACCOGLIENZA Si può definire pertanto l accoglienza come tessuto connettivo, punto di riferimento,, centro di gravità per rendere più efficace e accettabile la ragion d essere (la «mission») di un servizio pubblico a carattere sanitario-assistenziale. Essendo gli infermieri gli operatori più idonei nell identificazione di problemi che interagiscono con la qualità dell assistenza si posso no formulare alcune domande «chiave» sulla qualità dell accoglienza (tab. 9-3). ACCOGLIENZA E MODELLI DI ORGANIZZAZIONE Come già rilevato, nell organizzazione dell accoglienza all anziano è indispensabile la capacità d integrazione delle varie unità operative. A modelli tradizionali di strutturazione piramidale della gestione delle risorse sono preferibili soluzioni più flessibili. Nella struttura piramidale (modello tecnico- gerarchico) l organizzazione lorganizzazione ha una connotazione in prevalenza burocratica, le attività sono scomposte in processi tecnici standardizzati, il ruolo degli operatori è passivo, viene richiesto il minimo delle conoscenze. l autonomia è limitata, il sistema è rigido. 4

5 ACCOGLIENZA E MODELLI DI ORGANIZZAZIONE L organizzazione del modello professionale (o matriciale) si basa su un atteggiamento aperto e condiviso verso il cambiamento, con la consapevolezza della fondamentale utilità dello scambio frequente di idee e punti di vista su qualunque argomento. La professionalità degli infermieri è un elemento fondamentale, si ricercano le modalità più adatte per raggiungere obiettivi specifici, il ruolo degli operatori èattivoepropositivo p per la produzione di servizi e la soddisfazione dei bisogni, l autonomia e la discrezionalità sono elevate. Tale modello richiede tempi lunghi, riunioni frequenti ed è più costoso. ACCOGLIENZA E MODELLI DI ORGANIZZAZIONE L organizzazione in rete ( network structure ) della Harvard Business School 1995) si basa sulla ricerca della cosiddetta competenza distintiva, ovvero della cultura specifica dei diversi specialisti che costituiscono la burocrazia professionale. È necessario il loro coinvolgimento operativo per esplicitare in modo trasparente le strategie più opportune, gli obiettivi e la «mission», che divengono valori condivisi. Tutti gli operatori, da pari a pari e secondo specifiche competenze. convergono verso l interesse comune e collettivo, con alleanze esplicite, cooperazioni, associazioni. L interdipendenza tra gli operatori èelevata. ACCOGLIENZA E MODELLI DI ORGANIZZAZIONE In ospedale gli infermieri prestano la loro opera in modelli organizzativi (spesso fortemente condizionati dalla struttura) che presentano a volte punti deboli. Si osserva tuttavia una tendenza a un evoluzione più positiva verso una miglior qualità dell accoglienza. E allora ancora una domanda «chiave»: in che modello s inserisceis e l accoglienza a e la gestione di un paziente anziano nel servizio in cui svolgo la mia attività d infermiere professionale?. QUALITÀ DELL ACCOGLIENZA E CAMBIAMENTO Come qualsiasi organizzazione, anche l accoglienza nei servizi socio-sanitari può essere suscettibile di cambiamento; in un progetto di miglioramento della qualità dei servizi, i vanno considerati alcuni principi: i i il cambiamento può richiedere una fase in cui, per la complessità dei problemi, sembra che le cose peggiorino; il cambiamento si ottiene con una progressione per gradi (scala del cambiamento); è necessario, a volte, avere una visione d insieme dei problemi, piuttosto che cedere alla tendenza a lasciare le cose come stanno, a lasciarsi i coinvolgere dai conflitti o cadere in alcuni tranelli.. Esempio: abbiamo già provato, ma non ha funzionato ; non l abbiamo mai fatto: se avesse funzionato da altre parti, l avremmo già sperimentato ; tutti saranno contro ; non disponiamo di risorse sufficienti ; è un ottima idea, ma è troppo tardi!.. eccetera 5

6 QUALITÀ DELL ACCOGLIENZA E CAMBIAMENTO Strumenti di riferimento indispensabili per il cambiamento nell accoglienza: a) raccolta dati: leprocedure applicate nell accoglienza (sia gestionali sia professionali) dovrebbero essere documentate con correttezza, leggibilità. accuratezza e professionalità. La registrazione dei dati nei servizi geriatrici oltre che un ottimo strumento di verifica e revisione della qualità delle prestazioni, è utile per provvedere a un esauriente consegna ad altri membri dell équipe, ai fini della prosecuzione dell assistenza del paziente o del follow-up; maggior protezione legale di fronte a eventuali conflitti o reclami; segnalare e monitorare gli eventi sentinella : b) collaborazione con gli altri: le interrelazioni con gli altri dovrebbero essere improntate alla massima educazione, collaborazione, onestà, rispetto re ciproco e delle norme deontologiche: qualsiasi discussione va evitata e rinviata a successive revisioni dei casi: c) confronto di risultati: il raggiungimento dei migliori risultati con il minimo impiego di risorse diventa un imperativo. Essendo l analisi di dati sull accoglienza difficile, la creazione di meccanismi di controllo diventa rilevante ai fini della pianificazione strategica. LE ABILITÀ PSICO-SOCIALI SOCIALI DELL INFERMIERE NELL ACCOGLIENZA IN OSPEDALE L infermiere è quasi sempre il primo interlocutore del paziente anziano nel suo impatto con l ospedale. Le sue capacità non devono limitarsiit i agli aspetti tecnico-operativi, ma anche alle sue abilità relazionali e psico-sociali: il tono, l educazione, il tatto e la discrezione con cui s interroga e si accoglie il paziente condizionano molto spesso (nel bene e nel male) l impressione che l anziano e i famigliari avranno del livello di efficienza della struttura. Un valido comportamento si esprime con le competenze o abilità sociali, ovvero nelle capacità di comunicazione verbale e non verbale. Come strumenti pratici di una comunicazione efficace si ricordano le sei regole di Carnegie (tab. 9-4). LE ABILITÀ PSICO-SOCIALI SOCIALI DELL INFERMIERE NELL ACCOGLIENZA IN OSPEDALE In alcuni ospedali sono in uso suggerimenti specifici. rivolti al personale addetto all accoglienza dei pazienti. Talepersonaledovrebbeessereselezionato,oltreche per capacità tecnico-operative, anche in base a precipue «abilità psico-sociali» (tab. 9-5). Il ruolo degli operatori nel sostenere i pazienti anziani, nell incoraggiarli e nell aiutarli a comprendere è fondamentale. L infermiere ha un compito di catalizzatore della comunicazione, per una maggior autonomia dell ammalato fin dal momento dell accoglienza. In sintesi, sarebbe necessario saper informare il paziente secondo capacità specifiche (tab. 9-6). 6

7 ACCOGLIENZA E RISPOSTE DELL ÉQUIPE CURANTE Nel rapporto tra équipe curante e anziano è possibile, nella maggioranza dei casi, stabilire fin dal momento dell accoglienza una reciproca intesa, su cui normalmente si fondano la fiducia e la comprensione tra l équipe e il suo paziente. Un servizio geriatrico si basa su diversi aspetti semplici, ma importanti, per gli anziani. Tra questi il bisogno di sentirsi accettati, capiti, al centro dell attenzione del sistema, a proprio agio (tab. 9-7). 7

8 ACCOGLIENZA E RELAZIONE DI CURA La «mission» di chi opera in un servizio pubblico è di porsi al servizio delle persone: un azienda che offre servizi dipende, in ultima analisi, dagli operatori e dai loro comportamenti piuttosto che dalla disponibilità di attrezzature o di tecnologie sofisticate. Uno dei principali rischi dell infermiere in ospedale è quello di esprimersi con il paziente anziano in gergo professionale. I malati sono giustamente irritati nei confronti di infermieri che adoperano frasi a effetto o si esprimono, fin dal momento dell accoglienza, con termini tecnici. Recentemente sono state definite dall IPASVI alcune regole nella relazione tra paziente e infermiere, che possono essere applicate all assistenza ad anziani senza gravi deficit cognitivi (tab. 9-8) INTRODUZIONE LA RELAZIONE DI AIUTO CON IL PAZIENTE E LA FAMIGLIA Centrale al concetto di assistenza infermieristica è il concetto di aiuto. L assistenza infermieristica infatti è una relazione di aiuto, i cui obiettivi i sono quelli di sostenere, assistere, prendersi cura. Gli infermieri si occupano dell impatto che la malattia ha sul quotidiano del paziente, più che della malattia di per sé, e della persona con problemi, più che del singolo problema. Pertanto devono avere competenze per gestire (o almeno identificare) i problemi fisici e, per alcuni aspetti, anche quelli psicologici e sociali. Il rischio è di non rispettare l anziano o di considerarlo come un «oggetto» da accudire in un attività di routine. 8

9 INTRODUZIONE Non esiste una definizione precisa di assistenza e la parola assistere comprende una serie di significati: attenzione-preoccupazione per: responsabilità per fare personalmente delle azioni per il paziente o fare in modo che vengano eseguite da altri: Attaccamento, attenzione Le caratteristiche di una relazione di aiuto (o relazione assistenziale) professionale sono: espressione di dedizione-interesse, per tutta la durata della relazione. da parte di chi deve garantire i servizi: possesso di conoscenze e competenze adeguate: rispetto per l integrità di chi riceve l assistenza Per poter assistere è importante che si realizzino alcune condizioni: riconoscimento che l altro è separato da sé: rispetto per la persona, le sue scelte, le sue azioni e i suoi valori:ù possesso di conoscenze: un attività assistenziale comincia con l identificazione di un bisogno assistenziale e l attuazione di un intervento Queste caratteristiche sono considerate anche elementi di base del supporto sociale e/o della relazione di aiuto. CHE TIPO DI AIUTO SI FORNISCE ATTRAVERSO UNA RELAZIONE? Le ricerche confermano che le persone percepiscono alti livelli di supporto dalle relazioni informali: chi ha relazioni interpersonali in cui è possibile uno scambio-condivisione di sensazioni o esperienze ha livelli più alti di benessere molte persone percepiscono questo tipo di sostegno, qualitativo, molto più importante del quantitativo Durante l evento malattia (sia questo acuto che cronico) glioperatorisanitarioccupanospaziesono presenti nella vita del paziente e devono riuscire a fornire anche questo tipo di sostegno in un momento di crisi. CHE TIPO DI AIUTO SI FORNISCE ATTRAVERSO UNA RELAZIONE? Attraverso una relazione interpersonale (e quindi, per alcuni aspetti, anche attraverso un rapporto professionale) si possono fornire quattro diversi tipi di aiuto: 1. Sostegno emotivo 2. Informazione 3. Aiuto strumentale 4. Compagnia o appartenenza 1. Sostegno emotivo: possibilità di essere accettati e ascoltati, di potersi confidare. È il sostegno più importante per il benessere, anche in una relazione di aiuto formale: si aiutailpazienteadaprirsi,aidentificareisuoiproblemiesi dà un contributo per aiutarlo a tollerarli o, se possibile, a risolverli 2. Informazione. Dare informazioni, consigli, guida. Alcuni studi hanno dimostrato che questo tipo di aiuto dà un contributo insostituibile al benessere, in particolare per gli anziani 3. Aiuto strumentale. Fare concretamente cose per un altro: dal sostegno economico, al fornire beni e servizi (es. aiutare in faccende domestiche, spesa..). È un sostegno fornito da famigliari, amici, volontari, ma anche dal personale sanitario. Limitarsi a dare questo tipo di aiuto riduce nella persona la stima di sé perché aumenta il senso d inutilità e dipendenza. È difficile accettare, soprattutto nelle situazioni a lungo termine, di dover dipendere dagli altri. 4. Compagnia o appartenenza. La compagnia sociale, il fare parte di un gruppo, di una famiglia, di una comunità. 9

10 CHE TIPO DI AIUTO SI FORNISCE ATTRAVERSO UNA RELAZIONE? La relazione di aiuto può contribuire a: provocare un cambiamento di umore e di atteggiamento: indurre ottimismo o stima di sé: aumentare la motivazione, la sensazione o la capacità di affrontare i problemi: dare nuove conoscenze o informazioni per affrontare io stress. o svolgere nuovi compiti. ATTENZIONE. Su ciascuno di questi aspetti la relazione di aiuto può avere effetti positivi o negativi. L aiuto concreto nelle attività, ad esempio, può essere fornito in modo efficace ma trasmettendo al paziente un messaggio svalutativo, cioè che è inutile, incapace di fare da sé, che dipende dagli altri: in questo modo anche se si aiuta il paziente, lo si fa in un modo tale da ridurre la stima che ha di sé. LA RELAZIONE DI AIUTO NELL ASSISTENZA INFERMIERISTICA L assistenza infermieristica di per sé è da molti considerata terapeutica, cioèingrado di produrre un cambiamento positivo nel paziente grazie ai seguenti attributi: reciprocità, intimità e scambio. Questo implica che nella relazione di aiuto si mette in comune qualcosa di sé. Aiutare infatti significa mettere a disposizioneione risorse se personali per coloroo che ne hanno più bisogno: occorre però che chi aiuta sia in grado di identificare chiaramente il bisogno. LA RELAZIONE DI AIUTO NELL ASSISTENZA INFERMIERISTICA Uno degli obiettivi della relazione infermierepaziente è quello di aiutare il malato a chiarire i propri obiettivi e di cercare modalità per trovare risposte, in base ai ritmi del soggetto, in accordo con il piano di trattamento medico, anche se non è sempre possibile un cambiamento di condizioni fisiche. Lo star bene è dovuto anche alla capacità di attivare risorse psicologiche per far fronte aeventi stressanti: ti le relazioni icontribuiscono tib i al senso di benessere perché aiutano la persona ad affrontare lo stress emotivo, aumentare la stima di sé e la capacità di affrontare i problemi (coping): i meccanismi per raggiungere questi effetti non sono ancora ben noti. LA RELAZIONE DI AIUTO NELL ASSISTENZA INFERMIERISTICA Elemento di complessità nella relazione in fermiere-paziente anziano è il fatto che le attività quotidiane del paziente non vengono alterate solo per un breve periodo ma si tratta di un processo, spesso irreversibile, e comunque a lungo termine occorrono abilità complesse per impostare una relazione che riesca a trasmettere al paziente un senso di autostima e che al tempo stesso coinvolga la famiglia e rinforzi il suo ruolo nell assistenza. 10

11 LA RELAZIONE DI AIUTO NELL ASSISTENZA INFERMIERISTICA Lo stress psicologico può essere provocato dalla mancanza d informazioni, di fiducia, dal non sentirsi accettati, dal non avere persone con cui condividere le proprie esperienze. Esistono evidenze che sostenere il paziente in tali momenti di stress può influire sulla guarigione e persino sulla mortalità incide sulla compliance conitrattamenti riduce il livello di uso della risorse mediche e dei servizi infermieristici. LA RELAZIONE DI AIUTO NELL ASSISTENZA INFERMIERISTICA La malattia provoca uno stress sia fisico che psicologico. Quest ultimo ha un effetto negativo sulla guarigione da diverse malattie, dall infarto miocardico alle malattie autoimmuni. Parte dello stress psicologico può essere alleviato fornendo assistenza psicologica, che prevede una serie d interventi che vanno organizzati per anticipare o integrare interventi medici: non è sufficiente parlare con il paziente o genericamente rassicurarlo bisogna fornire interventi specifici che vanno identificati e pianificati in base ai suoi problemi. LA RELAZIONE DI AIUTO NELL ASSISTENZA INFERMIERISTICA Riuscire a stabilire una relazione che sia di aiuto non è però scontato. La relazione di aiuto può essere influenzata da diverse caratteristiche sia della persona che aiuta sia di chi è aiutato: religione, carattere, caratteristiche personali, razza, motivo del bisogno di aiuto, influenze sociali, ecc. Un paradosso delle relazioni di aiuto è che alcuni pazienti vengono rifiutati dagli operatori e, tra i pazienti meno popolari ci sono anche gli anziani.. CONCLUSIONI Gli infermieri devono imparare a comprendere le componenti e il profilo di una reale relazione di aiuto. Sfortunatamente a tutt oggi non conosciamo ancora molto le condizioni che influenzano la percezione del supporto o le transazioni personali che favoriscono il senso di essere accettati e sostenuti. Abilità fondamentale di chi opera con gli anziani e con i malati cronici dovrebbe essere quella di impostare una relazione che promuova l autostima del paziente tale che gli consenta di utilizzare al massimo non solo le risorse fornite dal servizio sanitario, ma anche quelle della rete sociale e di supporto che lo circonda. 11

12 RESPONSABILITÀ NELL ASSISTENZA DELLA PERSONA ANZIANA RESPONSABILITÀ E ASSISTENZA GERIATRICA La responsabilità nell assistenza geriatrica può essere intesa genericamente come attitudine a rispondere delle proprie azioni. Essa può corrispondere a funzioni i di affidamento e controllo, guida, azione, oppure a una condizione di colpevolezza oggettiva, legata all insorgenza di un danno correlabile causalmente con una colpa. Per tutti i professionisti che operano nell assistenza ad anziani vi sono responsabilità di tipo giuridico (distinguibili in penale, civile, amministrativa) o disciplinari (riguardanti i sanitari operanti in un rapporto dipendente o convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale), responsabilità deontologiche e responsabilità morali. Ci limiteremo ad alcuni aspetti della responsabilità particolarmente correlati all assistenza a soggetti in età senile. RESPONSABILITÀ E ASSISTENZA GERIATRICA L anziano è persona e come tale va rispettato e non si può scindere la responsabilità dell infermiere nell assistenza geriatrica dai seguenti PRINCIPI, già enunciati da Garitson (1988) Dignità della persona, autonomia e libertà di scelta (per quanto è possibile in relazione alle condizioni cognitive); Beneficialità, attraverso una risposta globale ai bisogni fisici, emotivi, psi cologici e sociali, con l obiettivo di operare per il bene dell anziano; Non maleficenza, cioè il non indurre nessun danno e nessun abuso; Giustizia, cioè necessità di una ripartizione equa delle risorse; Verità, soprattutto nelle informazioni: Socialità e sussidiarietà RESPONSABILITÀ ED ERRORE PROFESSIONALE Per la responsabilità giuridica occorre definire il concetto di «errore professionale». Chiunque, nell esercizio della sua attività, può sbagliare: si tratta perciò di discernere quello che è un «errore scusabile» da quello che invece comporta una colpa punibile. L errore colpevole deve riconoscere alcune condizioni (segue): 12

13 Errore colpevole laprestazioneprofessionaledeveessereviziatadaerrore inequivocabilmente apprezzabile, grave e inescusabile (condotta professionale colposa o dolosa): l errore può basarsi anche suun omissione, i cioè sul fatto di non aver impedito un evento pur avendo l obbligo giuridico di impedirlo: deve sussistere una conseguenza dannosa per il paziente (danno fisico o funzionale, obiettivo e obiettivabile, non preesistente o, se preesistente, aggravato) con una modificazione peggiorativa dello stato antecedente, dimostrabile in modo non equivoco, in rapporto a una condotta colpevole, cioè: deve sussistere il nesso causale tra l errore dell operatore sanitario e il danno subito dal paziente RESPONSABILITÀ ED ERRORE PROFESSIONALE Nell approccio al paziente anziano è molto importante definire Negligenza Imprudenza Imperizia. i NEGLIGENZA La condotta dovuta a negligenza (il non diligere, cioè il trascurare) è quella che meno di altre circostanze può ritenersi scusabile, in quanto elementari verso il paziente. correlata a doveri La diligenza deve essere valutata con riguardo alla natura dell attività esercitata (art CC) e manca ogniqualvolta sia verificabile una scarsa attenzione, ovvero dimenticanza, superficialità, leggerezza o svogliatezza nell osservare quelle norme precauzionali essenziali a evitare una colpa professionale. La negligenza, nella cultura anglosassone, corrisponde alla malpractice. Es. di operatore negligente: chi effettua una valutazione sommaria del paziente, senza tenere conto di tutti i dati (anamnestici, soggettivi e obiettivi); chi non si preoccupa di un supervisione assistenziale di un paziente anziano critico o instabile. NEGLIGENZA - OMISSIONE Un atteggiamento assistenziale che si dimostri rinunciatario, fatalistico o improntato all astensionismo i o al rinvio i della soluzione dei problemi può favorire conseguenze dannose a causa di vari tipi di omissione, diagnostica, terapeutica, assistenziale. L omissione assistenziale può comportare conseguenze gravi, potenzialmente letali, ad esempio: sindrome da immobilizzazione, ulcere da decubito, broncopolmonite ipostatica, infezioni urinarie, infezioni nosocomiali, cadute, ecc. 13

14 IMPRUDENZA L imprudenza (il non prevedere) consiste nella realizzazione di un attività positiva che non si accompagni, nelle speciali circostanze del caso, a quelle cautele che l ordinaria esperienza suggerisce d impiegare a tutela dell incolumità e degli interessi propri e altrui (Cassazione, Sez. V. 5 giugno 1985). Nell assistenza geriatrica bisogna saper valutare i pericoli e i rischi e prevedere il prevedibile. L imprudenza è un fenomeno molto più diffuso di quanto non si immagini: talora essa scaturisce non tanto da un comportamento temerario, quanto da «ingenuità» in buona fede da parte delle persone. Un comportamento imprudente è altresì ravvisabile nei casi di sottovalutazione del significato di alcuni sintomi o segni di allarme, ad esempio: dolore toracico, dispnea, cefalea, dolore dorsale, confusione mentale, precoce incontinenza urinaria, ecc. IMPERIZIA L imperizia (il non sapere o il non saper fare) presuppone un accertamento tecnico e valutazioni delicate. Si considera imperito l infermiere che non sa o non sa fare quello che ogni altro suo collega avrebbe eseguito in una stessa situazione. RESPONSABILITÀ NELL ASSISTENZA IN ÉQUIPE Per équipe s intende l insieme di diverse professionalità tecniche, in grado di esprimere un complesso armonico di competenze individuali, che, pur confluendo nel gruppo, non si confondono con esso. L assistenza geriatrica è tipicamente un lavoro di équipe, in cui può sorgere il problema della punibilità per fatti posti in essere da altri, medici, infermieri o altri operatori, costituenti il gruppo assistenziale. L attribuzione di funzioni e competenze autonome a ciascun membro dell équipe giustifica l aspettativa che egli agisca in modo conforme ai doveri di diligenza e perizia inerenti la sua area d intervento. RESPONSABILITÀ DEONTOLOGICA La responsabilità deontologica è una responsabilità sab disciplinare. L infermiere è tenuto alla conoscenza delle norme contenute nel codice deontologico, la cui ignoranza non esime dalla responsabilità disciplinare. Gli Ordini e i Collegi professionali che si occupano della sanità possono adottare sanzioni nei confronti di coloro che nella loro attività specifica hanno violato i principi deontologici contenuti nel rispettivo Codice Deontologico. 14

15 RESPONSABILITÀ MORALE Nell ambito del sapere scientifico che governa la medicina non si può ignorare la responsabilità morale, basata sull innegabile, profondo contenuto etico che distingue le professioni sanitarie dalle altre. I doveri morali non si esauriscono semplicemente in un arida prestazione d opera, né in una rigorosa osservanza di tutte le norme di legge. Essi vanno dalle specifiche decisioni di volta in volta assunte nell assistenza diretta al paziente al contesto delle norme etiche e giuridiche che la società decide di darsi, con particolare riferimento alla politica sanitaria. RESPONSABILITÀ MORALE Il corretto agire del medico e dell infermiere, oltre che sul piano scientifico e assistenziale, si misura su quello morale, attraverso l introduzione di «valori» nelle scelte decisionali, finalizzate ad aumentarne la qualità. Considereremo alcune scelte di responsabilità di particolare rilievo etico per chi assiste anziani (tab. 11-1). Occorrerebbe in realtà una ricerca epidemiologica infermieristica in un settore in cui è palese una deficitaria pratica di diritti e di doveri. Tabella Principali problemi etici in geriatria. LA VALUTAZIONE DELLA CAPACITÀ DEL PAZIENTE ANZIANO La capacità d intendere e di volere si riferisce rispettivamente «alla coscienza dell agire» alla «libertà dei propri atti». Genericamente, viene considerato «incapace» l infermo abituale di mente. 15

16 LA VALUTAZIONE DELLA CAPACITÀ DEL PAZIENTE ANZIANO In età geriatrica, incapacità d intendere e di volere, parziale o totale, può essere estesa ad altre condizioni, temporanee o permanenti, dipendenti da diverse patologie: oligofrenia, abuso di sostanze alcoliche, assunzione di oppiacei o psicofarmaci, involuzione psichica senile o stati demenziali primitivi o secondari, delirium, psicosi, stato di coma. ecc. Una condizione di deficienza psichica, secondo la corrente interpretazione giurisprudenziale. comprende anche uno stato caratterizzato dalla sminuita possibilità di comprendere le conseguenze dell atto al quale si acconsente. LA VALUTAZIONE DELLA CAPACITÀ DEL PAZIENTE ANZIANO Di fronte a un paziente anziano incapace è rilevante il problema del consenso sugli atti assistenziali: questo (specie su quelli potenzialmente lesivi) può essere fornito solo dal legale rappresentante. Nessuno che non sia provvisto del potere di rappresentanza può essere leqittirnato a esprimere il consenso, nemmeno i congiunti prossimi che, eventualmente, potranno essere interpellati dal medico per un parere o una mediazione di tipo psico-affettivo affettivo. Un autorizzazione all atto medico da parte dei parenti, anche in situazioni di imminente pericolo di vita (stato di necessità), ha un valore di rilevanza morale ma non ha nessuna solidità giuridica e non esonera in alcun caso da eventuali responsabilità. LA VALUTAZIONE DELLA CAPACITÀ DEL PAZIENTE ANZIANO La ricerca del preventivo consenso dei congiunti, inoltre, non solo manca di precisi riferimenti legislativi, ma si presta a inevitabili dubbi di valutazione su chi tra i parenti sia il più titolato a fornirlo. In assenza di un consenso valido dell avente diritto o di un suo legale rappresentante, la decisione finale, in ogni caso, spetterà pertanto al medico. DOVERE DI PROTEZIONE E DI CUSTODIA Nei confronti di anziani incapaci o non autosufficienti ricoverati in ospedale o in istituti residenziali e nell ambito dei loro diritti vi è uno specifico dovere di protezione e di custodia e va garantita la sicurezza. I pazienti a maggior rischio personale d incolumità andrebbero adeguatamente protetti. I pochi pazienti che richiedono l immobilizzazione degli arti per proteggere sé stessi da possibili lesioni devono avere la garanzia che le procedure di immobilizzazione siano realmente necessarie e che verranno adottate secondo procedure definite in protocolli interni sull impiego di mezzi di contenzione. La contenzione del paziente anziano non autosufficiente, mediante mezzi farmacologici (psicofarrnaci) o di altro tipo (sponde nel letto, cinture toraciche o inguinali, fasce ai polsi o al le caviglie. tavolini per carrozzina, ecc.), costituisce un problema assistenziale estremamente delicato per le implicazioni giuridiche, morali e mediche a essa correlate. 16

17 RESPONSABILITÀ, AUTONOMIA E RELAZIONE DI CURA CON L ANZIANO Autonomia, in quanto fondata su specifici contenuti culturali, significa capacità di assumere decisioni i i e di effettuare liberamente degli atti. Nel rapporto con il paziente anziano: da un lato si presume che debba essere garantita un ampia discrezionalità di scelta tra diverse opzioni diagnostico-terapeutiche e assistenzialiiali dall altro sembra necessario preservare l esercizio responsabile della capacità decisionale del paziente eilrispettodeisuoi diritti di malato. RESPONSABILITÀ, AUTONOMIA E RELAZIONE DI CURA CON L ANZIANO Autonomia può assumere il significato positivo di accentuazione del valore della libertà, di autodeterminazione e del libero agire dell uomo. Da questo punto di vista l autonomia è un valore di per sé, a prescindere dai benefici a essa correlabili: l atto sanitario, oltre che realizzare il bene del paziente, deve rispettare la libera scelta e l esecuzione lesecuzionedelle richieste della persona assistita. Il diritto di libertà dell individuo si riferisce all assenza di qualsiasi interferenza illegittima nella sfera di autodeterminazione del singolo IL CONSENSO INFORMATO IN GERIATRIA Il consenso informato costituisce un imprescindibile dovere di operare per l interesse globale l della persona: la liceità di qualsiasi atto sanitario deriva dal consenso dell avente diritto e tale consenso dev essere valido, libero, inequivoco e informato. Il paziente è l unico soggetto a poter decideree interventienti estranei al popio proprio corpo, sulla base dei diritti alla vita, all integrità fisica, alla sicurezza della propria persona, alla libertà personale. IL CONSENSO INFORMATO IN GERIATRIA Il consenso informato rappresenta una libera, personale, competente manifestazione di volontà di adesione all atto sanitario o assistenziale, favorevole, espressa inequivocabilmente. Per essere valida richiede che chi la esprime sia in grado d intendere e di volere e sia stato esaurientemente informato. 17

18 IL CONSENSO INFORMATO IN GERIATRIA In geriatria il consenso dev essere ottenuto, liberamente e consapevolmente, da tutti i pazienti capaci d intendered e divolere (sani di mente e coscienti), quindi in grado di consentire in modo autonomo. Sono esclusi pertanto i malati di mente, cuiprovvedeillegalerappresentanteotutore (consenso surrogato o vicario), lo stato di necessità (art. 54 CP) o gli stati d incoscienza, in cui il medico e l infermiere devono comportarsi secondo principi ispirati alla competenza e all impegno di giovare al paziente. IL CONSENSO INFORMATO IN GERIATRIA Si sottolinea il carattere personale del consenso, che non può essere sostituito da quello dei congiunti, riferito a un bene, quello della salute, che è personalissimo. Tali principi valgono anche quando il rapporto non è sempre ed esclusivamente tra un singolo sanitario e l ammalato. ma più spesso, come nella realtà ospedaliera, tra équipe curante e paziente. IL CONSENSO INFORMATO IN GERIATRIA Purtroppo nell anziano a volte, non è possibile ottenere un consenso informato adeguato poiché la capacità di comprensione è limitata, ad es., da: limitazioni sensoriali deficit neuro-psichici stato di sofferenza correlato alla presenza di una malattia grave substrato culturale COMPORTAMENTI MALTRATTANTI NEI CONFRONTI DEGLI ANZIANI La violenza intrafamiliare o domestica comprende qualsiasi forma di violenza legalmente sanzionata che un membro della famiglia può infliggere a un altro. Essa può estrinsecarsi, tra persone che hanno un rapporto tra loro intimo o affettivo, in diverse manifestazioni: abuso fisico, verbale. psicologico o sessuale, isolamento sociale. deprivazione o intimidazione (tab. 11-2). 18

19 TABELLA 11.2 DEFINIZIONE DI ELDER ABUSE ED ELDER NEGLECT Tutte le azioni o le omissioni che comportano o possano comportare un danno per la salute e il benessere dell anziano : violenze fisiche trascuratezza e abbandono abuso psicologico violazione dei diritti personali abuso economico COMPORTAMENTI MALTRATTANTI NEI CONFRONTI DEGLI ANZIANI Il termine abuso può essere riferito, in generale, a qualsiasi interazione con l anziano arbitraria o illecita: ogni comportamento che sia contrario alle leggi, alle norme morali o ispirato ad approfittare della debolezza del vecchio, volte a proprio vantaggio, facendo cattivo uso della relazione con l anziano stesso, costituisce un abuso. I casi di violenza domestica possono interessare l età senile, sia in quanto verificatisi nell ambito dei componenti della famiglia, sia in un contesto istituzionale o, comunque, formale extra-familiare (assistenza domiciliare, case di riposo, residenze assistenziali, ospedali, ecc.). COMPORTAMENTI MALTRATTANTI NEI CONFRONTI DEGLI ANZIANI Le violenze fisiche si esprimono in vari modi (schiaffi, percosse, lancio di oggetti), con conseguenze lesive di vario tipo, quali contusioni, distorsioni, abrasioni, ferite, ustioni, cadute e fratture, sindrome «da afferramento» nei dementi con ecchimosi agli avambracci. L abuso psicologico, che spesso accompagna quello fisico, comprende l aggressione verbale (es., minacce e insulti, o comunque parole e affermazioni finalizzate a umiliare o a infantilizzare l anziano), l abbandono e l isolamento sociale e la stessa istituzionalizzazione. L abuso economico si verifica per sottrazione materiale di beni (es. della pensione), minaccia al fine di ottenere vantaggi legali o patrimoniali e per qualsiasi forma di coercizione in ambito finanziario. COMPORTAMENTI MALTRATTANTI NEI CONFRONTI DEGLI ANZIANI Abusi e maltrattamenti non sono fenomeni isolati, ma ricorrenti ed episodici. Negli USA si calcola che almeno un anziano su venti sia vittima di abuso o di abbandono e che un numero compreso tra 1 e 2 milioni di persone all anno subisca in età avanzata una qualche forma di maltrattamento. In alcuni Stati del Nord America sono state emanate specifiche disposizioni legislative riguardanti il maltrattamento dell anziano anziano, anche se esistono ancora molti ostacoli nel riconoscimento e nella gestione dell anziano maltrattato, quali, ad esempio, la definizione, il diniego e la scarsa conoscenza del problema. 19

20 COMPORTAMENTI MALTRATTANTI NEI CONFRONTI DEGLI ANZIANI L abuso sull anziano è un fenomeno probabilmente destinato ad aumentare, in rapporto all invecchiamento demografico, all incremento degli anziani i in condizioni i i di dipendenzad e al conseguente stress familiare, indotto dall elevata richiesta di assistenza e di cure da parte degli anziani non autosufficienti. In ambito istituzionale la demotivazione degli operatori, le cattive condizioni di lavoro, i turni stressanti, gli scarsi incentivi, sommati a problematiche personali, possono indurre atteggiamenti deteriori, fino alla trascuratezza, all abbandono o all abuso dell anziano, special mente se cronico o demente I principali fattori di rischio di abuso e/o di maltrattamento nell anziano sono indicati nella tabella COMPORTAMENTI MALTRATTANTI NEI CONFRONTI DEGLI ANZIANI La ricerca di una possibile situazione di abuso nell anziano richiede un esame sistematico del paziente, sia in senso anamnestico (anche per la verifica dell esistenza di eventuali fattori di rischio di maltrattamento) sia in senso obiettivo (tab. 11-4). 20

Le Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (DAT)

Le Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (DAT) Le Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (DAT) Fondamenti giuridici delle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento Numerosi sono i fondamenti normativi e di principio che stanno alla base del diritto

Dettagli

L esperienza irlandese: affrontare l abuso agli anziani

L esperienza irlandese: affrontare l abuso agli anziani L esperienza irlandese: affrontare l abuso agli anziani 2011 Censite 535,595 2021Stimate 909,000 Età 80+ 2.7% della popolazione nel 2011 14% dal 2006 2041-1397,000 7.3% della popolazione nel 2041 La maggior

Dettagli

LA DOCUMENTAZIONE INFERMIERISTICA. Obiettivi della giornata. Obiettivi del progetto

LA DOCUMENTAZIONE INFERMIERISTICA. Obiettivi della giornata. Obiettivi del progetto LA DOCUMENTAZIONE INFERMIERISTICA Obiettivi della giornata Conoscere i presupposti normativi, professionali e deontologici della documentazione del nursing Conoscere gli strumenti di documentazione infermieristica

Dettagli

Codice deontologico dell Assistente Sociale

Codice deontologico dell Assistente Sociale Codice deontologico dell Assistente Sociale Approvato dal Consiglio Nazionale dell Ordine Roma, 6 aprile 2002 TITOLO I Definizione e potestà disciplinare 1. Il presente Codice è costituito dai principi

Dettagli

LA DEPRESSIONE NEGLI ANZIANI

LA DEPRESSIONE NEGLI ANZIANI LA DEPRESSIONE NEGLI ANZIANI Che cos è la depressione? Tutti noi ci possiamo sentire tristi a volte, tuttavia la depressione è una cosa seria. La malattia della depressione a volte denominata Depressione

Dettagli

CHE COS E L EUTANASIA?

CHE COS E L EUTANASIA? CHE COS E L EUTANASIA? Che cosa si intende per eutanasia? Il termine eutanasia deriva dal greco: eu=buono, e thanatos=morte. Interpretato letteralmente quindi, esso significa: buona morte. Nel significato

Dettagli

La Cartella Infermieristica quale strumento operativo di miglioramento della qualità

La Cartella Infermieristica quale strumento operativo di miglioramento della qualità La Cartella Infermieristica quale strumento operativo di miglioramento della qualità Dott. Mag. Nicola Torina Coordinatore infermieristico Unità Terapia Intensiva di Rianimazione Metodologie operative

Dettagli

SONDAGGIO sulle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (D.A.T. - "testamento biologico")

SONDAGGIO sulle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (D.A.T. - testamento biologico) SONDAGGIO sulle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (D.A.T. - "testamento biologico") effettuato tra i chirurghi italiani delle varie branche e delle diverse specialità per conto del Collegio Italiano

Dettagli

Codice Deontologico degli psicologi italiani

Codice Deontologico degli psicologi italiani Codice Deontologico degli psicologi italiani Testo approvato dal Consiglio Nazionale dell Ordine nell adunanza del 27-28 giugno 1997 Capo I - Principi generali Articolo 1 Le regole del presente Codice

Dettagli

CODICE DEL DIRITTO DEL MINORE ALLA SALUTE E AI SERVIZI SANITARI

CODICE DEL DIRITTO DEL MINORE ALLA SALUTE E AI SERVIZI SANITARI CODICE DEL DIRITTO DEL MINORE ALLA SALUTE E AI SERVIZI SANITARI PREMESSO CHE Nel 2001 è stata adottata in Italia la prima Carta dei diritti dei bambini in ospedale. Tale Carta era già ispirata alle norme

Dettagli

CONFERENZA STATO-REGIONI Seduta del 22 febbraio 2001

CONFERENZA STATO-REGIONI Seduta del 22 febbraio 2001 CONFERENZA STATO-REGIONI Seduta del 22 febbraio 2001 Repertorio Atti n. 1161 del 22 febbraio 2001 Oggetto: Accordo tra il Ministro della sanità, il Ministro per la solidarietà sociale e le Regioni e Province

Dettagli

Il Comitato dei Ministri, ai sensi dell'articolo 15.b dello Statuto del Consiglio d'europa,

Il Comitato dei Ministri, ai sensi dell'articolo 15.b dello Statuto del Consiglio d'europa, CONSIGLIO D EUROPA Raccomandazione CM/REC(2014) 3 del Comitato dei Ministri agli Stati Membri relativa ai delinquenti pericolosi (adottata dal Comitato dei Ministri il 19 febbraio 2014 nel corso della

Dettagli

Prof. Francesco D. Capizzi - www.chirgastrolaparomaggiore.it

Prof. Francesco D. Capizzi - www.chirgastrolaparomaggiore.it FRANCESCO DOMENICO CAPIZZI IL MALATO HA SEMPRE RAGIONE? Informazione e consenso informato: la comunicazione medico-malato IL MALATO HA SEMPRE RAGIONE? Informazione e consenso informato: la comunicazione

Dettagli

Proposta di legge «Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (DAT). Istituzione e accesso al Registro Regionale»

Proposta di legge «Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (DAT). Istituzione e accesso al Registro Regionale» Proposta di legge «Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (DAT). Istituzione e accesso al Registro Regionale» La proposta di legge «Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (DAT). Istituzione e accesso

Dettagli

Disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore

Disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore Testo aggiornato al 29 novembre 2011 Legge 15 marzo 2010, n. 38 Gazzetta Ufficiale 19 marzo 2010, n. 65 Disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore La Camera dei

Dettagli

Disegnato il percorso di riforma dell'adi per il 2012

Disegnato il percorso di riforma dell'adi per il 2012 Disegnato il percorso di riforma dell'adi per il 2012 martedì, 17 gennaio, 2012 http://www.lombardiasociale.it/2012/01/17/disegnato-il-percorso-di-riforma-delladi-per-il-2012/ L'analisi del Contesto E

Dettagli

Questionario per operatori/professionisti che lavorano con le famiglie di minori con disabilità

Questionario per operatori/professionisti che lavorano con le famiglie di minori con disabilità Introduzione AIAS Bologna onlus, in collaborazione con altre organizzazioni europee, sta realizzando un progetto che intende favorire lo sviluppo di un ambiente positivo nelle famiglie dei bambini con

Dettagli

Patto europeo. per la salute mentale e il benessere. Bruxelles, 12-13 GIUGNO 2008

Patto europeo. per la salute mentale e il benessere. Bruxelles, 12-13 GIUGNO 2008 Patto europeo per la salute mentale e il benessere CONFERENZA DI ALTO LIVELLO DELL UE INSIEME PER LA SALUTE MENTALE E IL BENESSERE Bruxelles, 12-13 GIUGNO 2008 Slovensko predsedstvo EU 2008 Slovenian Presidency

Dettagli

Alcolismo: anche la famiglia e gli amici sono coinvolti

Alcolismo: anche la famiglia e gli amici sono coinvolti Alcolismo: anche la famiglia e gli amici sono coinvolti Informazioni e consigli per chi vive accanto ad una persona con problemi di alcol L alcolismo è una malattia che colpisce anche il contesto famigliare

Dettagli

IL RISARCIMENTO DEL DANNO

IL RISARCIMENTO DEL DANNO IL RISARCIMENTO DEL DANNO Il risarcimento del danno. Ma che cosa s intende per perdita subita e mancato guadagno? Elementi costitutivi della responsabilità civile. Valutazione equitativa. Risarcimento

Dettagli

Sussidio guida per la stesura della Relazione ex post

Sussidio guida per la stesura della Relazione ex post AGENZIA SANITARIA E SOCIALE REGIONALE ACCREDITAMENTO IL RESPONSABILE PIERLUIGI LA PORTA Sussidio guida per la stesura della Relazione ex post D.Lgs. 229/99 I principi introdotti dal DLgs 502/92 art. 8

Dettagli

Legge 22 maggio 1978, n. 194. Norme per la tutela sociale della maternità e sull interruzione volontaria della gravidanza

Legge 22 maggio 1978, n. 194. Norme per la tutela sociale della maternità e sull interruzione volontaria della gravidanza Legge 22 maggio 1978, n. 194 Norme per la tutela sociale della maternità e sull interruzione volontaria della gravidanza (Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale Gazzetta Ufficiale del 22 maggio 1978, n. 140)

Dettagli

PROGETTO DI ARTICOLI SULLA RESPONSABILITÀ DELLO STATO DELLA COMMISSIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE

PROGETTO DI ARTICOLI SULLA RESPONSABILITÀ DELLO STATO DELLA COMMISSIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE PROGETTO DI ARTICOLI SULLA RESPONSABILITÀ DELLO STATO DELLA COMMISSIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE (2001) PARTE I L ATTO INTERNAZIONALMENTE ILLECITO DI UNO STATO CAPITOLO I PRINCIPI GENERALI Articolo 1

Dettagli

ASU San Giovanni Battista Torino S.C. Cardiologia 2

ASU San Giovanni Battista Torino S.C. Cardiologia 2 ASU San Giovanni Battista Torino S.C. Cardiologia 2 Il processo infermieristico espresso con un linguaggio comune: sviluppo delle competenze professionali attraverso la capacità di formulare diagnosi infermieristiche

Dettagli

CARTA DEI VALORI DEL VOLONTARIATO

CARTA DEI VALORI DEL VOLONTARIATO CARTA DEI VALORI DEL VOLONTARIATO PRINCIPI FONDANTI 1. Volontario è la persona che, adempiuti i doveri di ogni cittadino, mette a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità per gli altri, per

Dettagli

l inabilità temporanea, l invalidità permanente

l inabilità temporanea, l invalidità permanente Inabilità temporanea e invalidità permanente Quali sono le tutele che intervengono in questi casi? Ecco il primo articolo di approfondimento sul tema degli eventi da esorcizzare Con questo primo articolo

Dettagli

Supervisori che imparano dagli studenti

Supervisori che imparano dagli studenti Supervisori che imparano dagli studenti di Angela Rosignoli Questa relazione tratta il tema della supervisione, la supervisione offerta dagli assistenti sociali agli studenti che frequentano i corsi di

Dettagli

Regolamento per gli interventi e servizi sociali del Comune di Milano

Regolamento per gli interventi e servizi sociali del Comune di Milano Regolamento per gli interventi e servizi sociali del Comune di Milano approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 19 del 6 febbraio 2006 e rettificato con deliberazione del Consiglio Comunale

Dettagli

CODICE ETICO. Sommario 1. Premessa Pag. 2 2. Principi Pag. 2

CODICE ETICO. Sommario 1. Premessa Pag. 2 2. Principi Pag. 2 Sommario 1. Premessa Pag. 2 2. Principi Pag. 2 2.1 Principi generali Pag. 2 2.2. Principi di condotta Pag. 2 2.3 Comportamenti non etici Pag. 3 2.3. Principi di trasparenza Pag. 4 3 Relazioni can il personale

Dettagli

CODICE ETICO SOMMARIO. Premessa Principi generali. pag. 2 pag. 2 pag. 3 pag. 3 pag. 4 pag. 4 pag. 5 pag. 7 pag. 7 pag. 7 pag. 8 pag. 8 pag.

CODICE ETICO SOMMARIO. Premessa Principi generali. pag. 2 pag. 2 pag. 3 pag. 3 pag. 4 pag. 4 pag. 5 pag. 7 pag. 7 pag. 7 pag. 8 pag. 8 pag. CODICE ETICO SOMMARIO Premessa Principi generali Art. I Responsabilità Art. II Lealtà aziendale Art. III Segretezza Art. IV Ambiente di Lavoro, sicurezza Art. V Rapporti commerciali Art. VI Rapporti con

Dettagli

Appunti lezione 1 anno Med 48 Educatori Professionale docente Cleta Sacchetti

Appunti lezione 1 anno Med 48 Educatori Professionale docente Cleta Sacchetti Appunti lezione 1 anno Med 48 Educatori Professionale docente Cleta Sacchetti 1 L educatore professionale nasce negli anni successivi alla seconda guerra mondiale Risponde alle esigenze concrete lasciate

Dettagli

DRG e SDO. Prof. Mistretta

DRG e SDO. Prof. Mistretta DRG e SDO Prof. Mistretta Il sistema è stato creato dal Prof. Fetter dell'università Yale ed introdotto dalla Medicare nel 1983; oggi è diffuso anche in Italia. Il sistema DRG viene applicato a tutte le

Dettagli

Principi d Azione. www.airliquide.it

Principi d Azione. www.airliquide.it Principi d Azione Codice Etico www.airliquide.it Il bene scaturisce dall'onestà; l'onestà ha in sè la sua origine: quello che è un bene avrebbe potuto essere un male, ciò che è onesto, non potrebbe essere

Dettagli

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA DIRETTIVA DEL MINISTRO DELLA FUNZIONE PUBBLICA SULLA RILEVAZIONE DELLA QUALITA PERCEPITA DAI CITTADINI A tutti i Ministeri - Uffici

Dettagli

NORME GENERALI PRINCIPI ETICI REGOLAMENTO INTERNO 2013 1

NORME GENERALI PRINCIPI ETICI REGOLAMENTO INTERNO 2013 1 REGOLAMENTO INTERNO 2013 1 NORME GENERALI Art. 1 Validità del regolamento interno Il presente regolamento, derivante dai principi espressi dallo Statuto da cui discende, rappresenta le regole e le concrete

Dettagli

PROBLEMI PSICOLOGICI NEI DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO

PROBLEMI PSICOLOGICI NEI DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO PROBLEMI PSICOLOGICI NEI DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO Enrico Ghidoni Arcispedale S.Maria Nuova, UOC Neurologia, Laboratorio di Neuropsicologia, Reggio Emilia La situazione psicologica dei bambini

Dettagli

Identikit del drogato da lavoro

Identikit del drogato da lavoro INTERVISTA Identikit del drogato da lavoro Chi sono i cosiddetti workaholic? quanto è diffusa questa patologia? Abbiamo cercato di scoprirlo facendo qualche domanda al dottor Cesare Guerreschi, fondatore

Dettagli

I FABBISOGNI NUTRIZIONALI NELL ANZIANO. Chivasso, Ciriè, Ivrea 2011

I FABBISOGNI NUTRIZIONALI NELL ANZIANO. Chivasso, Ciriè, Ivrea 2011 I FABBISOGNI NUTRIZIONALI NELL ANZIANO Chivasso, Ciriè, Ivrea 2011 FABBISOGNI NUTRIZIONALI NELL ANZIANO Proteine: 1-1,2 g/kg/die; Calorie: 20-30/kg/die Es.: anziano di 60 kg 60-72 g di proteine; 1200-1800

Dettagli

Preambolo. (La Sotto-Commissione*,)

Preambolo. (La Sotto-Commissione*,) Norme sulle Responsabilità delle Compagnie Transnazionali ed Altre Imprese Riguardo ai Diritti Umani, Doc. Nazioni Unite E/CN.4/Sub.2/2003/12/Rev. 2 (2003).* Preambolo (La Sotto-Commissione*,) Tenendo

Dettagli

LA COMUNICAZIONE VERBALE E NON VERBALE. MODALITÀ DI COMUNICAZIONE EFFICACE ED INEFFICACE

LA COMUNICAZIONE VERBALE E NON VERBALE. MODALITÀ DI COMUNICAZIONE EFFICACE ED INEFFICACE LA COMUNICAZIONE VERBALE E NON VERBALE. MODALITÀ DI COMUNICAZIONE EFFICACE ED INEFFICACE LA COMUNICAZIONE La comunicazione è una condizione essenziale della vita umana e dell ordinamento sociale, poiché

Dettagli

DIRETTIVA DEL MINISTRO DELLA FUNZIONE PUBBLICA SULLE MISURE FINALIZZATE AL MIGLIORAMENTO DEL BENESSERE ORGANIZZATIVO NELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI

DIRETTIVA DEL MINISTRO DELLA FUNZIONE PUBBLICA SULLE MISURE FINALIZZATE AL MIGLIORAMENTO DEL BENESSERE ORGANIZZATIVO NELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI DIRETTIVA DEL MINISTRO DELLA FUNZIONE PUBBLICA SULLE MISURE FINALIZZATE AL MIGLIORAMENTO DEL BENESSERE ORGANIZZATIVO NELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI A tutti i Ministeri - Uffici di Gabinetto -Uffici del

Dettagli

La Carta di Ottawa per la Promozione della Salute

La Carta di Ottawa per la Promozione della Salute La Carta di Ottawa per la Promozione della Salute The Ottawa Charter for Health Promotion 1 Conferenza Internazionale sulla promozione della salute 17-21 novembre 1986 Ottawa, Ontario, Canada La 1 Conferenza

Dettagli

COSA OFFRONO I SERVIZI SOCIALI DI UN COMUNE AI CITTADINI? A cura di Paola Bottazzi

COSA OFFRONO I SERVIZI SOCIALI DI UN COMUNE AI CITTADINI? A cura di Paola Bottazzi COSA OFFRONO I SERVIZI SOCIALI DI UN COMUNE AI CITTADINI? A cura di Paola Bottazzi Questo documento vuole essere una sintetica descrizione dei servizi e delle opportunità che i servizi sociali del Comune-tipo

Dettagli

DIRITTI DEI CONSUMATORI

DIRITTI DEI CONSUMATORI DIRITTI DEI CONSUMATORI 1. Quali sono i diritti dei consumatori stabiliti dal Codice del Consumo 2. Qual è la portata della disposizione? 3. Qual è l origine dell elencazione? 4. In che cosa consiste il

Dettagli

DISPOSIZIONI DISCIPLINARI CONTRATTUALI PERSONALE NON DIRIGENTE DEL COMPARTO REGIONI E AUTONOMIE LOCALI (estratto C.C.N.L. del 11.04.

DISPOSIZIONI DISCIPLINARI CONTRATTUALI PERSONALE NON DIRIGENTE DEL COMPARTO REGIONI E AUTONOMIE LOCALI (estratto C.C.N.L. del 11.04. ISTITUTO AUTONOMO CASE POPOLARI DELLA PROVINCIA DI FOGGIA DISPOSIZIONI DISCIPLINARI CONTRATTUALI PERSONALE NON DIRIGENTE DEL COMPARTO REGIONI E AUTONOMIE LOCALI (estratto C.C.N.L. del 11.04.2008) TITOLO

Dettagli

Tariffe a carico degli utenti nella RSA Anni Azzurri di Ancona. La sospensiva del TAR Marche

Tariffe a carico degli utenti nella RSA Anni Azzurri di Ancona. La sospensiva del TAR Marche Fabio Ragaini, Gruppo Solidarietà Tariffe a carico degli utenti nella RSA Anni Azzurri di Ancona. La sospensiva del TAR Marche Con Ordinanza 189/2010, www.grusol.it/informazioni/12-04-10.pdf, Il Tar delle

Dettagli

Misurazione e monitoraggio della complessità assistenziale Monitoraggio dei livelli ottimali di staffing Strumenti disponibili e tendenze

Misurazione e monitoraggio della complessità assistenziale Monitoraggio dei livelli ottimali di staffing Strumenti disponibili e tendenze Misurazione e monitoraggio della complessità assistenziale Monitoraggio dei livelli ottimali di staffing Strumenti disponibili e tendenze Filippo Festini Università di Firenze, Dipartimento di Pediatria,

Dettagli

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DI MEDICINA INTERNA

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DI MEDICINA INTERNA REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DI MEDICINA INTERNA Art. 1 Finalità e compiti del Dipartimento ad attività integrata (DAI) di Medicina Interna

Dettagli

LAVORO DI GRUPPO. Caratteristiche dei gruppi di lavoro transnazionali

LAVORO DI GRUPPO. Caratteristiche dei gruppi di lavoro transnazionali LAVORO DI GRUPPO Caratteristiche dei gruppi di lavoro transnazionali Esistono molti manuali e teorie sulla costituzione di gruppi e sull efficacia del lavoro di gruppo. Un coordinatore dovrebbe tenere

Dettagli

Rete Oncologica Piemonte Valle d Aosta

Rete Oncologica Piemonte Valle d Aosta Rete Oncologica Piemonte Valle d Aosta Il CAS (Centro Assistenza Servizi): Aspetti organizzativi e criticità Dott. Vittorio Fusco ASO Alessandria La Rete Oncologica: obiettivi Rispondere all incremento

Dettagli

Gruppo PRADA. Codice etico

Gruppo PRADA. Codice etico Gruppo PRADA Codice etico Indice Introduzione 2 1. Ambito di applicazione e destinatari 3 2. Principi etici 3 2.1 Applicazione dei Principi etici: obblighi dei Destinatari 4 2.2 Valore della persona e

Dettagli

IL RAPPORTO CON SE STESSO E CON GLI ALTRI NEL BAMBINO CON ADHD

IL RAPPORTO CON SE STESSO E CON GLI ALTRI NEL BAMBINO CON ADHD IL RAPPORTO CON SE STESSO E CON GLI ALTRI NEL BAMBINO CON ADHD CHIARA DE CANDIA chiaradecandia@libero.it 1 IL CONCETTO DI SE È la rappresentazione delle proprie caratteristiche e capacità in relazione

Dettagli

Depressione e adolescenza di S. Di Salvo, S. Cavalitto e A. Martinetto

Depressione e adolescenza di S. Di Salvo, S. Cavalitto e A. Martinetto Associazione per la Ricerca sulla Depressione C.so G. Marconi 2 10125 Torino Tel. 011-6699584 Sito: www.depressione-ansia.it Depressione e adolescenza di S. Di Salvo, S. Cavalitto e A. Martinetto Nella

Dettagli

Conoscere per non avere paura. Capire che si può fare molto, ma non tutto. Accudire con attenzione e rispetto.

Conoscere per non avere paura. Capire che si può fare molto, ma non tutto. Accudire con attenzione e rispetto. Conoscere per non avere paura. Capire che si può fare molto, ma non tutto. Accudire con attenzione e rispetto. Gentili congiunti, Questa piccola guida è stata creata per voi con l obiettivo di aiutarvi

Dettagli

Codice di Comportamento Genesi Uno. Linee Guida e Normative di Integrità e Trasparenza

Codice di Comportamento Genesi Uno. Linee Guida e Normative di Integrità e Trasparenza Codice di Comportamento Genesi Uno Linee Guida e Normative di Integrità e Trasparenza Caro Collaboratore, vorrei sollecitare la tua attenzione sulle linee guida ed i valori di integrità e trasparenza che

Dettagli

Convenzione per la protezione dei diritti dell uomo e la dignità dell essere umano riguardo alle applicazioni della biologia e della medicina

Convenzione per la protezione dei diritti dell uomo e la dignità dell essere umano riguardo alle applicazioni della biologia e della medicina Traduzione 1 Convenzione per la protezione dei diritti dell uomo e la dignità dell essere umano riguardo alle applicazioni della biologia e della medicina (Convenzione sui diritti dell uomo e la biomedicina)

Dettagli

IL SETTORE DELL ASSISTENZA E DELL AIUTO DOMICILIARE IN ITALIA

IL SETTORE DELL ASSISTENZA E DELL AIUTO DOMICILIARE IN ITALIA IL SETTORE DELL ASSISTENZA E DELL AIUTO DOMICILIARE IN ITALIA Il settore dell assistenza e dell aiuto domiciliare in Italia L assistenza domiciliare. Che cos è In Italia l assistenza domiciliare (A.D.)

Dettagli

CODICE ETICO DI CEDAM ITALIA S.R.L.

CODICE ETICO DI CEDAM ITALIA S.R.L. CODICE ETICO DI CEDAM ITALIA S.R.L. Il presente codice etico (di seguito il Codice Etico ) è stato redatto al fine di assicurare che i principi etici in base ai quali opera Cedam Italia S.r.l. (di seguito

Dettagli

INDAGINE DI CUSTOMER SATISFACTION SUL SERVIZIO DELL ASSISTENZA OSPEDALIERA DELLA ASP. Relazione Generale

INDAGINE DI CUSTOMER SATISFACTION SUL SERVIZIO DELL ASSISTENZA OSPEDALIERA DELLA ASP. Relazione Generale SERVIZIO SANITARIO REGIONALE BASILICATA Azienda Sanitaria Locale di Potenza INDAGINE DI CUSTOMER SATISFACTION SUL SERVIZIO DELL ASSISTENZA OSPEDALIERA DELLA ASP Relazione Generale A cura degli Uffici URP

Dettagli

Epidemiologia & Salute pubblica

Epidemiologia & Salute pubblica Epidemiologia & Salute pubblica a cura del Medico cantonale vol. VI nr. 3 La medicina non è una scienza esatta Con questo slogan il Dipartimento delle opere sociali è entrato nelle case dei ticinesi. L

Dettagli

Informazione, Consenso/dissenso e DAT (dichiarazioni anticipate di trattamento) nel nuovo C.D.M. del 18.05.14

Informazione, Consenso/dissenso e DAT (dichiarazioni anticipate di trattamento) nel nuovo C.D.M. del 18.05.14 Informazione, Consenso/dissenso e DAT (dichiarazioni anticipate di trattamento) nel nuovo C.D.M. del 18.05.14 Varenna - 27.09.2014 a cura dr. S. Fucci - giurista e bioeticista - sefucci@tiscali.it La relazione

Dettagli

Gioco d Azzardo Patologico (GAP): anche la famiglia e gli amici sono coinvolti

Gioco d Azzardo Patologico (GAP): anche la famiglia e gli amici sono coinvolti Gioco d Azzardo Patologico (GAP): anche la famiglia e gli amici sono coinvolti Informazioni e consigli per chi vive accanto ad una persona con problemi di gioco d azzardo patologico Testo redatto sulla

Dettagli

TRAINING E RE-TRAINING DEL PAZIENTE E/O CARE-GIVER IN TRATTAMENTO DIALITICO DOMICILIARE

TRAINING E RE-TRAINING DEL PAZIENTE E/O CARE-GIVER IN TRATTAMENTO DIALITICO DOMICILIARE Numero pagine: 1 di 8 PAZIENTE E/O CARE-GIVER IN Rev. Data Redatto Verificato Approvato 1 2013 GIT DP Gruppo Infermieristico Numero pagine: 2 di 8 1.COMPOSIZIONE DEL GRUPPO E METODOLOGIA DI LAVORO Le sottoscritte

Dettagli

DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL'UOMO DEL 1948

DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL'UOMO DEL 1948 DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL'UOMO DEL 1948 PREAMBOLO Considerato che il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana, e dei loro diritti, uguali ed inalienabili,

Dettagli

I. C. LENTINI LAURIA PROGETTO SPORTELLO D ASCOLTO PSICOLOGICO UNO SPAZIO PER PENSARE, PER ESSERE, PER DIVENTARE

I. C. LENTINI LAURIA PROGETTO SPORTELLO D ASCOLTO PSICOLOGICO UNO SPAZIO PER PENSARE, PER ESSERE, PER DIVENTARE ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE di Sc. Materna Elementare e Media LENTINI 85045 LAURIA (PZ) Cod. Scuola: PZIC848008 Codice Fisc.: 91002150760 Via Roma, 102 - e FAX: 0973823292 I. C. LENTINI LAURIA PROGETTO

Dettagli

Associazione Italiana Brokers di Assicurazioni e Riassicurazioni

Associazione Italiana Brokers di Assicurazioni e Riassicurazioni Associazione Italiana Brokers di Assicurazioni e Riassicurazioni Codice Etico Rev. 03 Versione del 21/01/2013 Approvato della Giunta Esecutiva del 18/02/2013 Ratificato del Consiglio Direttivo entro il

Dettagli

COS È IL PRONTO SOCCORSO?

COS È IL PRONTO SOCCORSO? AZIENDA OSPEDALIERA UNIVERSITARIA INTEGRATA VERONA COS È IL PRONTO SOCCORSO? GUIDA INFORMATIVA PER L UTENTE SEDE OSPEDALIERA BORGO TRENTO INDICE 4 COS È IL PRONTO SOCCORSO? 6 IL TRIAGE 8 CODICI DI URGENZA

Dettagli

La migliore assistenza nel Nuovo Ospedale Galliera per linee di attività a intensità di cura

La migliore assistenza nel Nuovo Ospedale Galliera per linee di attività a intensità di cura La migliore assistenza nel Nuovo Ospedale Galliera per linee di attività a intensità di cura INTRODUZIONE L obiettivo è fornire la migliore cura per i pazienti con il coinvolgimento di tutto il personale

Dettagli

Napoli. Riconosciuto dal Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca M.I.U.R.

Napoli. Riconosciuto dal Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca M.I.U.R. Napoli Centro Psicopedagogico Formazione Studi e Ricerche OIDA Scuola di Formazione riconosciuta dal M.I.U.R. Decreto 3 agosto 2011 Scuola di Formazione riconosciuta dalla P.ED.I.AS. Comunicazione Efficace

Dettagli

La ricerca empirica: una definizione

La ricerca empirica: una definizione Lucido 35/51 La ricerca empirica: una definizione La ricerca empirica si distingue da altri tipi di ricerca per tre aspetti (Ricolfi, 23): 1. produce asserti o stabilisce nessi tra asserti ipotesi teorie,

Dettagli

CONFERENZA STATO-REGIONI. Seduta del 20 dicembre 2001

CONFERENZA STATO-REGIONI. Seduta del 20 dicembre 2001 (rep.atti n. 1358 del 20 dicembre 2001) CONFERENZA STATO-REGIONI Seduta del 20 dicembre 2001 OGGETTO: Accordo tra il Ministro della salute, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, sugli

Dettagli

Definizione e struttura della comunicazione

Definizione e struttura della comunicazione Definizione e struttura della comunicazione Sono state date molteplici definizioni della comunicazione; la più semplice e comprensiva è forse questa: passaggio di un'informazione da un emittente ad un

Dettagli

Campo d esperienza: IL SE E L ALTRO

Campo d esperienza: IL SE E L ALTRO Campo d esperienza: IL SE E L ALTRO 1. Il bambino sviluppa il senso dell identità personale, è consapevole delle proprie esigenze e dei propri sentimenti, sa controllarli ed esprimerli in modo adeguato

Dettagli

Manifesto dei diritti dell infanzia

Manifesto dei diritti dell infanzia Manifesto dei diritti dell infanzia I bambini costituiscono la metà della popolazione nei paesi in via di sviluppo. Circa 100 milioni di bambini vivono nell Unione europea. Le politiche, la legislazione

Dettagli

L immigrazione in Italia è un fenomeno

L immigrazione in Italia è un fenomeno pubblicazioni Nursing e culture altre Tratto dalla Relazione al 5 0 Congresso Nazionale della Società italiana di medicina tropicale e delle migrazioni (SIMET-SIMVIM) settembre 2005 - Brescia Laura Aletto,

Dettagli

DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI. Preambolo

DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI. Preambolo Il 10 dicembre 1948, l'assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò e proclamò la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, il cui testo completo è stampato nelle pagine seguenti. Dopo questa solenne

Dettagli

Numero 2 del 29 febbraio 2012 PROGETTO CESIPE

Numero 2 del 29 febbraio 2012 PROGETTO CESIPE Numero 2 del 29 febbraio 2012 PROGETTO CESIPE Lo scorso 8 febbraio nella sede del Comitato Consultivo, il Direttore Generale dell Azienda "Policlinico-Vittorio Emanuele", Armando Giacalone, il Direttore

Dettagli

10 passi. verso la salute mentale.

10 passi. verso la salute mentale. 10 passi verso la salute mentale. «La salute mentale riguarda tutti» La maggior parte dei grigionesi sa che il movimento quotidiano e un alimentazione sana favoriscono la salute fisica e che buone condizioni

Dettagli

La definizione L approccio

La definizione L approccio I BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI (BES) La definizione Con la sigla BES si fa riferimento ai Bisogni Educativi Speciali portati da tutti quegli alunni che presentano difficoltà richiedenti interventi individualizzati

Dettagli

Questi effetti variano da una persona ad un altra e dipendono dalla specifica natura della lesione cerebrale e dalla sua gravità.

Questi effetti variano da una persona ad un altra e dipendono dalla specifica natura della lesione cerebrale e dalla sua gravità. Gli effetti delle lesioni cerebrali Dato che il cervello è coinvolto in tutto ciò che facciamo, le lesioni cerebrali possono provocare una vasta serie di effetti. Questi effetti variano da una persona

Dettagli

Codice etico dell AIP

Codice etico dell AIP Codice etico dell AIP Premessa Questo Codice fa parte integrante del Regolamento dell'aip e si propone di regolamentare gli aspetti etici dell'attività di ricerca e di insegnamento della psicologia. Le

Dettagli

Art. 3. Codice disciplinare

Art. 3. Codice disciplinare Art. 3 Codice disciplinare 1. Nel rispetto del principio di gradualità e proporzionalità delle sanzioni in relazione alla gravità della mancanza, e in conformità a quanto previsto dall art. 55 del D.Lgs.n.165

Dettagli

Metodologie di comunicazione con persone disabili

Metodologie di comunicazione con persone disabili Metodologie di comunicazione con persone disabili Eleonora Castagna Terapista della Neuropsicomotricità dell Età Evolutiva Antonia Castelnuovo Psicomotricista Villa Santa Maria, Tavernerio Polo Territoriale

Dettagli

CTI della provincia di Verona. Seminario conclusivo - Bardolino ottobre 2013

CTI della provincia di Verona. Seminario conclusivo - Bardolino ottobre 2013 CTI della provincia di Verona Seminario conclusivo - Bardolino ottobre 2013 Per non perdere nessuno La crisi economica e valoriale che stiamo vivendo entra dapprima nelle famiglie e poi nella scuola. Gli

Dettagli

Gruppo Roche. Policy sull Occupazione

Gruppo Roche. Policy sull Occupazione Gruppo Roche Policy sull Occupazione 2 I Principi Aziendali di Roche esprimono la nostra convinzione che il successo del Gruppo dipenda dal talento e dai risultati di persone coscienziose e impegnate nel

Dettagli

Che cos è un emozione?

Che cos è un emozione? Che cos è un emozione? Definizione Emozione: Stato psichico affettivo e momentaneo che consiste nella reazione opposta all organismo a percezioni o rappresentazioni che ne turbano l equilibrio (Devoto

Dettagli

Lista di controllo per la perdita di coscienza. Soffre di episodi inspiegati di. www.stars-italia.eu

Lista di controllo per la perdita di coscienza. Soffre di episodi inspiegati di. www.stars-italia.eu Collaboriamo con i pazienti, le famiglie e i professionisti sanitari per offrire assistenza e informazioni sulla sincope e sulle convulsioni anossiche riflesse Soffre di episodi inspiegati di Lista di

Dettagli

Percorso formativo ECM/ANCoM all interno del progetto IMPACT

Percorso formativo ECM/ANCoM all interno del progetto IMPACT Percorso formativo ECM/ANCoM all interno del progetto IMPACT Fabrizio Muscas Firenze, 1 Luglio 2011 ANCoM chi rappresenta? 8 Consorzi regionali 98 Cooperative di MMG 5000 Medici di Medicina Generale (MMG)

Dettagli

approfondimento e informazione CHI È LA PERSONA SENZA DIMORA OGGI i clochard esistono ancora? Fondazione Comunità Solidale

approfondimento e informazione CHI È LA PERSONA SENZA DIMORA OGGI i clochard esistono ancora? Fondazione Comunità Solidale Fondazione Comunità Solidale approfondimento e informazione CHI È LA PERSONA SENZA DIMORA OGGI i clochard esistono ancora? chi è la persona senza dimora povertà assoluta e povertà relativa Di cosa parleremo:

Dettagli

Legge 15 marzo 2010, n. 38. Disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore. (G.U. 19 marzo 2010, n.

Legge 15 marzo 2010, n. 38. Disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore. (G.U. 19 marzo 2010, n. Legge 15 marzo 2010, n. 38 Disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore (G.U. 19 marzo 2010, n. 65) Art. 1. (Finalità) 1. La presente legge tutela il diritto del

Dettagli

LA VIOLENZA NEI LUOGHI DI LAVORO. CLAUDIO CORTESI cld.cortesi@gmail.com

LA VIOLENZA NEI LUOGHI DI LAVORO. CLAUDIO CORTESI cld.cortesi@gmail.com LA VIOLENZA NEI LUOGHI DI LAVORO CLAUDIO CORTESI cld.cortesi@gmail.com VIOLENZE NEI LUOGHI DI LAVORO: COSA SONO? any action, incident or behaviour, that departs from reasonable conduct in which a person

Dettagli

Dati della ricerca. Quali i risultati? Jonathan Trobia

Dati della ricerca. Quali i risultati? Jonathan Trobia Dati della ricerca. Quali i risultati? Jonathan Trobia Introduzione I percorsi di Arte Terapia e Pet Therapy, trattati ampiamente negli altri contributi, sono stati oggetto di monitoraggio clinico, allo

Dettagli

REGOLAMENTO PER L ASSISTENZA NON SANITARIA (ANS) NELLE AREE DI DEGENZA DEI PRESIDI OSPEDALIERI DELL AZIENDA USL DI RAVENNA

REGOLAMENTO PER L ASSISTENZA NON SANITARIA (ANS) NELLE AREE DI DEGENZA DEI PRESIDI OSPEDALIERI DELL AZIENDA USL DI RAVENNA REGOLAMENTO PER L ASSISTENZA NON SANITARIA (ANS) NELLE AREE DI DEGENZA DEI PRESIDI OSPEDALIERI DELL AZIENDA USL DI RAVENNA PREMESSA Il ricovero in ambiente ospedaliero rappresenta per la persona e la sua

Dettagli

LA RICERCA DI DIO. Il vero aspirante cerca la conoscenza diretta delle realtà spirituali

LA RICERCA DI DIO. Il vero aspirante cerca la conoscenza diretta delle realtà spirituali LA RICERCA DI DIO Gradi della fede in Dio La maggior parte delle persone non sospetta nemmeno la reale esistenza di Dio, e naturalmente non s interessa molto a Dio. Ce ne sono altre che, sotto l influsso

Dettagli

IDI IRCCS Roma. CRESCERE con l EB. Elisabetta Andreoli. Servizio di Psicologia Clinica e Psicoterapia Psicosomatica

IDI IRCCS Roma. CRESCERE con l EB. Elisabetta Andreoli. Servizio di Psicologia Clinica e Psicoterapia Psicosomatica IDI IRCCS Roma CRESCERE con l EB Elisabetta Andreoli Servizio di Psicologia Clinica e Psicoterapia Psicosomatica EB: patologia organica che interessa l ambito fisico e solo indirettamente quello psicologico

Dettagli

PROTOCOLLO. Prevenzione, Sorveglianza e Controllo delle Infezioni Correlate all Assistenza: attivazione e funzionamento dei relativi organismi.

PROTOCOLLO. Prevenzione, Sorveglianza e Controllo delle Infezioni Correlate all Assistenza: attivazione e funzionamento dei relativi organismi. Pagina 1 di 14 SOMMARIO Sommario...1 Introduzione...2 1. Scopo...2 2. campo di applicazione...3 3 Riferimenti...3 3.1 Riferimenti esterni...3 3.2 Riferimenti interni...3 4. Abbreviazioni utilizzate...4

Dettagli

ORARI E GIORNI VISITE FISCALI 2014-2015. CAMBIA TUTTO PER I LAVORATORI DIPENDENTI - ECCO COME

ORARI E GIORNI VISITE FISCALI 2014-2015. CAMBIA TUTTO PER I LAVORATORI DIPENDENTI - ECCO COME ORARI E GIORNI VISITE FISCALI 2014-2015. CAMBIA TUTTO PER I LAVORATORI DIPENDENTI - ECCO COME Gli Orari Visite Fiscali 2014 2015 INPS lavoratori assenti per malattia dipendenti pubblici, insegnanti, privati,

Dettagli

Corretto utilizzo delle soluzioni concentrate di Potassio cloruro. ed altre soluzioni contenenti Potassio

Corretto utilizzo delle soluzioni concentrate di Potassio cloruro. ed altre soluzioni contenenti Potassio cloruro cloruro Data Revisione Redazione Approvazione Autorizzazione N archiviazione 00/00/2010 e Risk management Produzione Qualità e Risk management Direttore Sanitario 1 cloruro INDICE: 1. Premessa

Dettagli

Oggetto: INSEGNAMENTO/ APPRENDIMENTO DELLE LINGUE STRANIERE E DSA

Oggetto: INSEGNAMENTO/ APPRENDIMENTO DELLE LINGUE STRANIERE E DSA Oggetto: INSEGNAMENTO/ APPRENDIMENTO DELLE LINGUE STRANIERE E DSA PREMESSA A tutt oggi i documenti ufficiali a cui ogni docente di lingue straniere è chiamato a far riferimento nel suo lavoro quotidiano,

Dettagli