Universal Description, Discovery and Integration (UDDI) 1

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1 Universal Description, Discovery and Integration (UDDI) 1 Il progetto UDDI è un ambiziosa proposta finalizzata all integrazione businessto-business, che ha in Microsoft Corp, IBM e Ariba Inc, i suoi principali sostenitori. Introdotto nell agosto 2000, può essere definito come una struttura aperta ed indipendente che permette alle imprese di trovarsi a vicenda, di definire come operano attraverso internet e di condividere informazioni [UDDI.org, 2000a]. In parole più semplici, UDDI servirà come un completo e globale registro di imprese, organizzato per servizi e prodotti; un mezzo, cioè, attraverso il quale poter trovare partner adeguati con cui integrare la propria catena del valore in modo automatico ed efficiente. Ad oggi sono già diverse centinaia le imprese che in tutto il mondo adottano questo standard in via sperimentale: affinché uno strumento di questo tipo diventi un efficace mezzo per contattare potenziali partner, è necessario raggiungere la massa critica, senza la quale il suo utilizzo non sarebbe vantaggioso. Tra queste imprese pioniere, però, sono molti i nomi noti: Dell computer, Nortel Networks, Fujitsu, Sun Microsystems, tutte realtà molto importati attorno alle quali gravitano rileventi network di imprese. Se UDDI si diffonderà tra le realtà più importanti, l espansione alle piccole e medie imprese sarà una conseguenza inevitabile. 1 Il presente articolo è tratto da: Conforti Andreoni (2001), "La standardizzazione delle informazioni nei processi di decostruzione delle catene logistiche", pp , tesi di laurea in Economia Aziendale presso l'università Commerciale Bocconi di Milano 1

2 1 Il contesto di riferimento Con l esplosione del commercio elettronico, alle imprese vengono forniti nuovi strumenti operativi e si aprono nuove opportunità di profitto. Internet garantisce un ampiezza di riferimento ben maggiore: l interconnessione universale dà la possibilità a realtà prima sconosciute le une alle altre di entrare in stretto e proficuo contatto. Chi già da tempo si è dedicato a questo nuovo modo di fare business ha potuto verificarne le opportunità: minori costi, operazioni semplificate, maggiore visibilità, etc.. I processi di integrazione tra imprese necessitano dell utilizzo di linguaggi comuni di riferimento: in tal modo la cooperazione è resa possibile e sistemi informativi anche estremamente eterogenei, possono comunicare al fine di concludere più efficacemente le transazioni. Un ulteriore problema da affrontare sorge a monte di tale possibile interazione: individuare il partner con cui effettuare delle transazioni. Di ciò si occupa l UDDI il cui scopo è proprio quello di facilitare il contatto tra realtà precedentemente sconosciute offrendo uno scambio informativo relativo sia a caratteristiche generali, quali quelle anagrafiche, che più specifiche, come i protocolli informativi impiegati. Trovare il cliente o il fornitore più adeguati non è cosa facile a causa della molteplicità dei canali informativi che vengono oggigiorno utilizzati e della carenza di standard universalmente condivisi ed utilizzati. La mancanza, infatti, di sistemi centralizzati diffusamente riconosciuti con i quali ottenere informazioni circa la potenziale controparte, ha significato limitare drasticamente le potenzialità che l interconnessione offre. Esistono dei tentativi alla risoluzione di tali problemi. I più significativi sono quelli proposti dai sempre più numerosi marketplace e dalle rubriche online. L inefficienza di tali mezzi nella ricerca di potenziali controparti è però spesso palese ed è dovuta alla scarsa integrazione ed uniformità degli approcci, ed alla 2

3 limitatezza delle funzioni di ricerca offerte 2. La mancanza di strumenti adeguati si fa sempre più sentire poiché le possibilità tecniche a disposizione delle imprese sono sempre più avanzate, mentre a ciò non corrispondono adeguate opportunità di utilizzo: il tracking online, ad esempio, è un servizio che giustifica gli investimenti sostenuti solo se ne viene riconosciuto il valore aggiunto da parte dei partner, sia attuali che potenziali. Il modo di gestire il proprio rapporto con la rete deve, quindi, essere modificato al fine di garantire una maggiore possibilità da parte delle imprese di trovarsi a vicenda e di ottenere informazioni circa il modo in cui le stesse operano; grazie a ciò l e-commerce riceverebbe un importante impulso. Per raggiungere tali risultati, è necessaria l esistenza di una soluzione completa che permetta alle società di condividere le proprie informazioni con ogni potenziale partner in tutto il globo. Facendo ciò sarebbe possibile scoprire velocemente il partner più adatto per una determinata transazione, partendo da una base di riferimento potenziale di milioni di soggetti [UDDI.org, 2000a]. Vi sarebbe inoltre la possibilità di definire il modo in cui tale controparte opera e di creare un approccio a tale integrazione universalmente accettato che renda la cooperazione più veloce e redditizia. 2 La critica rivolta ai marketplace è esclusivamente relativa al fatto che, qualora fossero limitati in estensione, risulterebbero scarsamente efficaci come mezzo per ampliare la propria base di contatti. Altra considerazione negativa riguarda l estesa impossibilità di marketplace distinti di fondersi in uno solo a causa delle disomogenee soluzioni tecniche adottate. 3

4 2 Lo standard UDDI è la risposta che Microsoft, Ariba e IBM offrono alla risoluzione dei sopracitati limiti presenti nel commercio elettronico. Come già visto precedentemente, sono tre le finalità che persegue: - Dare la possibilità alle imprese di scoprirsi a vicenda; - Definire il modo in cui si opera in rete; - Scambiarsi informazioni attraverso un elenco globale. UDDI si struttura come un elenco telefonico di livello mondiale al cui interno le imprese inseriscono i propri dati: descrivono se stesse (dove sono localizzate, i prodotti che offrono, etc.) ed il modo in cui operano (i protocolli di comunicazione utilizzati, le strutture informatiche, etc.). Tale elenco, poi, è universalmente consultabile al fine di trovare quello che si considera il miglior partner possibile: inserendo delle opportune chiavi di ricerca, le imprese hanno velocemente un riscontro circa l offerta di un determinato servizio. UDDI, però, non garantisce solo la possibilità di effettuare una ricerca: le informazioni offerte dalle singole imprese vanno ben oltre quelle istituzionali, andando infatti a comprendere tutte le indicazioni relative al modo in cui l impresa opera via internet (ad esempio quali linguaggi utilizza). Una volta, cioè, individuata la controparte più appropriata, è possibile avviare la collaborazione già da subito, senza la necessità di contattarsi per definire gli strumenti del rapporto. La figura 1 mostra il funzionamento di UDDI. 4

5 Figura 1: il funzionamento di UDDI Fornitore Cliente Archivio UDDI Fonte: adattamento da UDDI.org (2000b) Il funzionamento dell archivio è suddiviso in tre fasi successive: - 1. L impresa fornitrice di un determinato prodotto inserisce le proprie caratteristiche all interno del registro UDDI; - 2. L impresa cliente effettua una ricerca all interno del registro al fine di trovare il fornitore più adatto alle proprie esigenze; - 3. Grazie alle informazioni ottenute mediante la ricerca, può avere avvio lo scambio informativo tra i due attori e quindi la collaborazione. Come si evince dal semplice esempio, UDDI è soprattutto un elenco all interno del quale le imprese possono inserire delle informazioni che le riguardano, consultabili da tutti i potenziali partner che accedono al servizio. 5

6 3 Gli archivi Quando si pensa ad UDDI, bisogna immaginarlo come un gigantesco archivio o elenco di imprese, differente dai motori di ricerca consultabili in rete e dagli elenchi telefonici, già comunque molto numerosi e specializzati. Ciò che rende UDDI unico è il fatto di essere composto da tre differenti elenchi contemporaneamente, ognuno dei quali è strettamente correlato agli altri [Goggin, 2000]. Questa particolarità lo differenzia molto dai tradizionali motori di ricerca che sono basati esclusivamente sulle ricerche tramite parole chiave. Nella figura 2 sono rappresentati gerarchicamente questi archivi. Figura 2: gli archivi che compongono l UDDI Fonte: adattamento da UDDI.org,, 2000b Le imprese si registrano all interno di questi archivi fornendo le appropriate informazioni Pagine Bianche Pagine Gialle Pagine Verdi Il primo di questi archivi, le Pagine Bianche, è un semplice elenco di tutte le imprese registrate. Le informazioni inserite sono relative al nome dell impresa, all indirizzo, ai dettagli per contattarla, etc. 6

7 Il secondo, le Pagine Gialle, contiene le indicazioni circa i prodotti offerti. Tre sono le principali tassonomie utilizzate per la classificazione: circa il settore di riferimento UDDI si rifà al NAICS, l insieme di codici proposto dal governo americano; per ciò che riguarda la classificazione dei prodotti, viene utilizzato l UN/SPSC 3 ; un ulteriore strumento serve per l identificazione geografica: GeoWeb. Il terzo ed ultimo archivio, le Pagine Verdi, ha un orientamento più tecnico: al suo interno le imprese descrivono come le altre possano interagire con lei. Tra questi tre elenchi, quello probabilmente più interessante è quello giallo, poiché utilizza delle classificazioni pertinenti e rilevanti. In passato la maggior parte delle imprese statunitensi sono state suddivise in categorie basandosi su di un sistema chiamato codice SIC (Standard Industrial Classification). Tali codici, però, sono rimasti aggiornati fino al 1987, quando sono cioè risultati inadeguati per la descrizione dei settori ad alta tecnologia odierni. Una delle novità introdotte da UDDI è quella di utilizzare i più pertinenti e aggiornati codici NAICS (North American Industry Classification System). Gli archivi UDDI non hanno ancora raggiunto una completa definizione. Sono comunque già da tempo avviate le procedure di preiscrizione, effettuabile presso i siti dei principali partner. Nella figura 3 è possibile osservare la pagina web del sito Microsoft, attraverso la quale iniziare a prendere confidenza con le opportunità offerte da questo nuovo strumento. 3 La classificazione UN/SPSC è trattata in un altro articolo. 7

8 Figura 3: ricerca attraverso le Yellow Pages UDDI Fonte: uddi.microsoft. com Tale servizio è offerto in via sperimentale. Si possono comunque distinguere i tratti della versione definitiva: navigazione tra le Pagine Gialle effettuata per settore di riferimento, per categoria merceologica o per locazione geografica. In basso nella pagina, si può notare la casella in cui inserire parole chiave per effettuare una ricerca incrociata. 8

9 4 Infrastruttura tecnica Oltre ad esistere come registro globale, UDDI riveste notevole importanza per i servizi di accesso agli elenchi stessi che offre. È, infatti, anche una vera e propria API (Applications Programming Interface), termine informatico utilizzato per indicare che tale applicazione permette ad un utente, a software gestionali e a luoghi di scambio (come i marketplace) di effettuare delle ricerche automaticamente all interno degli elenchi. Tale API si può, cioè, integrare completamente nei programmi informatici in modo che, qualora sorgesse la necessità di consultare gli archivi UDDI, tali programmi lo possano fare in automatico attraverso un interfaccia trasparente all utente. Tutto ciò è molto importante poiché incrementa notevolmente le possibilità che due imprese vengano a contatto diretto. Potendo, inoltre, effettuare delle ricerche di gran lunga più precise rispetto ai tradizionali motori di ricerca, i risultati ottenuti hanno un tasso di rilevanza ben maggiore. L intera architettura di questa API è interamente basata su linguaggi standard universalmente riconosciuti, quali ad esempio http, xml e SOAP. Ciò significa che UDDI mantiene inalterata la propria importanza indipendentemente dal sistema operativo che viene utilizzato dai computer adibiti alla gestione del commercio elettronico di una data impresa. La figura 4 mostra come UDDI sfrutti dei linguaggi standard come basi su cui costruire la propria funzionalità. 9

10 Figura 4: i livelli su cui UDDI si basa Universal Description, Discovery and Integration (UDDI) Simple Object Access Protocol (SOAP) Extensible Markup Language (XML) Livello di profondità dello standard Fonte: adattamento da UDDI.org, 2000c Protocolli Internet Comuni (http, tcp/ip) 5 I principali benefici I benefici offerti da uno strumento di questo tipo sono suddivisibili in due categorie [UDDI.org, 2000b]: - Eliminazione della confusione. Uno dei principali impatti di UDDI è proprio quello di creare un contesto di riferimento universale a cui le imprese di tutto il globo possano fare riferimento, e grazie al quale l interoperabilità non sia più un miraggio. Non è, inoltre, da sottovalutare lo stimolo che dà ad imprese estranee al mondo di internet: avere un punto fermo in una realtà così dinamica da sbilanciare gli attori della vecchia economia, può favorire il compimento del grande passo (convertire il proprio business verso un ottica maggiormente elettronica ). UDDI, 10

11 infine, consente una spersonalizzazione dei rapporti commerciali, che possono essere così intrattenuti tra partner estranei gli uni agli altri. - Ampia interconnessione coi partner. L interconnessione potenzialmente infinita che può essere garantita, comporta notevoli conseguenze: i costi di transazione si abbassano notevolmente; il valore che si ottiene attraverso le relazioni di tipo elettronico cresce esponenzialmente; il valore del commercio elettronico mondiale aumenta notevolmente. Se le prospettive di UDDI sono estremamente rassicuranti, d altro canto il lavoro ancora da fare è molto. Se, infatti, la struttura è definita in modo completo, un aspetto da considerare attentamente è quello relativo a chi debba detenerne il controllo. Come nota Tyler McDaniel, analista per conto di Hurwitz Group, questo sforzo verso la standardizzazione ha già ad oggi un alto valore aggiunto. Ma il vero problema è: continuerà a rimanere un ambiente aperto, o verrà governato da una piccola parte di imprese? [Alpher, 2000]. Egli afferma, inoltre, come le tre società fondatrici mantengano un diritto di veto circa qualsiasi nuovo sviluppo proposto al consorzio. C è, d altra parte, chi afferma il contrario. Daryl Plummer, vice presidente del Gartner Group, crede che il controllo esercitato dai membri fondatori possa non essere così negativo. Nessuno sforzo nel campo delle tecnologie informatiche applicate al commercio è mai stato imposto come standard universale da organizzazioni totalmente indipendenti, eccezion fatta per progetti che non hanno richiesto una spinta decisa di marketing, come ad esempio la diffusione dello standard TCP/IP, egli afferma [Alpher, 2000]. Se è acceso il dibattito circa il controllo di UDDI, si è unanimemente d accordo circa la necessità di uno strumento di questo tipo. 11

12 Bibliografia UDDI.org (2000a), UDDI executive white paper, white paper Goggin (2000), Building global B2B, in reviews Alpher (2000), Panacea or Placebo? The Long Term Prognosis for UDDI, in 12

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