Introduzione. di Ersilia Menesini

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1 INTRODUZIONE 7 Introduzione di Ersilia Menesini Negli ultimi anni il termine bullismo è comparso frequentemente nelle cronache dei giornali e della televisione. Alcuni fenomeni di criminalità e di violenza inaudita sono stati etichettati come bullismo. Se ne è parlato recentemente a proposito dell omicidio compiuto in provincia di Brescia e in relazione a episodi di violenza messi in atto dalle cosiddette «baby gang». Anche a scuola gli insegnanti intravedono spesso dei segnali di comportamento violento, in molte occasioni quotidiane in cui si manifestano dei conflitti o si evidenziano comportamenti di prepotenza. Molti ragazzi possono essere presi in giro dai compagni, minacciati e ricattati. Spesso non si tratta di crimini veri e propri ma di occasioni in cui la sicurezza e la fiducia di sé della vittima vengono messe a dura prova, procurandole forti sofferenze fisiche e psicologiche. Tra queste due tipologie di «bullismo» c è chiaramente un carattere di continuità, anche se nel primo caso la gravità delle conseguenze porta a configurare un ipotesi di reato, mentre nel secondo, si delinea un comportamento il cui effetto è prevalentemente psicologico. Fino a che punto certi comportamenti di attacco hanno un valore socialmente più tollerabile mentre altri acquistano un significato di tipo antisociale e di violazione delle norme di convivenza civile? E cosa è possibile fare per ridurre le modalità più diffuse di natura psicologica e relazionale affinché queste non si traducano nelle forme più efferate che creano così tanto sgomento nell opinione pubblica? Il libro intende fornire una risposta a questi interrogativi, presentando

2 8 BULLISMO: LE AZIONI EFFICACI DELLA SCUOLA in modo semplice e con un taglio operativo le principali conoscenze ed esperienze che in questi anni sono state acquisite sul bullismo e sui modi di contrastarlo. L obiettivo principale è infatti quello di presentare alcune linee guida destinate a insegnanti, psicologi o altri operatori che intendono lavorare sul campo in relazione a queste tematiche. Nei capitoli, tutti centrati sulla descrizione analitica di percorsi di lavoro con i ragazzi, si propongono diversi approcci, alcuni di tipo più strettamente curricolare, altri con taglio psicologico e trasversale alle varie discipline, altri ancora volti a potenziare le risorse dei ragazzi mediante un processo di progressiva responsabilizzazione nei ruoli di aiuto o di supporto verso i pari. Con il primo capitolo si cerca di inquadrare il problema del bullismo alla luce delle conoscenze sull argomento. Nel secondo Gini e Rossi presentano tre tipi di strumenti per valutare l entità del fenomeno prima dell intervento e offrono una serie di considerazioni sull utilizzo di tali misure sia per un approccio iniziale al problema, sia come valutazione in itinere. Il terzo capitolo affronta in termini ecologici e sistemici l interessante problema del coinvolgimento della scuola e della comunità nell attivazione di una politica antibullismo. Quali passi è utile intraprendere per coinvolgere ragazzi, docenti, personale non docente e genitori in un progetto di prevenzione delle prepotenze e di promozione della convivenza civile a scuola? Sulla base di un esperienza pluriennale di lavoro come coordinatrice IRRE, Lazzarin delinea alcune indicazioni operative per tutti coloro che intendono muoversi in questa direzione. Il quarto capitolo entra nel merito della gestione del progetto a livello di classe, proponendo un ampio ventaglio di percorsi curricolari che abbracciano la letteratura, le scienze, l attualità, la cinematografia e il diritto, con articolazioni di intervento per la scuola elementare e media e per la scuola superiore. Il merito del contributo di Ongaro è quello di aver presentato una riflessione sul curricolo con un approccio a tutto tondo dal piano umanistico a quello scientifico. Il quinto capitolo si articola in tre parti e propone alcune tecniche di lavoro psicologico con la classe, rivolte al potenziamento delle abilità di comunicazione emotiva e sociale e di soluzione dei problemi da parte dei ragazzi. Si tratta di percorsi di lavoro trasversali alle discipline che possono favorire la capacità dei ragazzi di comunicare in modo più adeguato, di riflettere attraverso un approccio globale sui fenomeni di prepotenza, di capire il punto di vista di altri protagonisti e di adoperarsi in modo cooperativo per risolvere i problemi all interno della classe. Attraverso schede e stimoli di lavoro Pignatti, Menesini e Melan propongono percorsi sistematici di approfondimento delle diverse dimensioni affrontate. Negli ultimi capitoli si delinea un percorso di lavoro particolarmente innovativo basato sull attivazione nella classe di forme di «supporto tra pari». Questi

3 INTRODUZIONE 9 modelli, solo da pochi anni sperimentati nella scuola italiana, si basano sulla possibilità di utilizzare i pari come «agenti di cambiamento», facendo leva su quelle che sono le naturali attitudini prosociali dei ragazzi, sulla loro capacità di provare empatia e di mettersi nei panni di un compagno in difficoltà. In relazione agli interventi antibullismo si presentano due modelli basati sull aiuto dei compagni, l operatore amico e la mediazione tra pari, e si descrivono in dettaglio le varie fasi di gestione del progetto, le proposte per la selezione dei ragazzi operatori, le modalità di conduzione del training e di gestione degli interventi in classe. Il capitolo finale contiene una riflessione sulla valutazione di esperienze condotte a partire dagli approcci operativi presentati nei capitoli precedenti. Nel complesso, il lavoro qui esposto ha avuto un percorso di riflessione e di sperimentazione lungo e articolato, a partire dalla prima metà degli anni Novanta, di cui il libro Bullismo che fare? (Menesini, 2000) testimonia alcune fasi iniziali. Il gruppo di lavoro che ha contribuito al presente volume ha integrato, perfezionato e sistematizzato le esperienze precedenti all interno di un progetto pluriennale coordinato dall Irre Veneto in collaborazione con il Ministero della Pubblica Istruzione e con le scuole del Veneto. Grazie a questa opportunità, alcune tracce già delineate sono state arricchite e approfondite. Per questo intendiamo ringraziare sentitamente tutti coloro che a vario titolo hanno contributo all esperienza di cui questo libro vuol essere la sintesi.

4 Espressione dello spazio interiore SCHEDA 26 Obiettivo Esplorare, esprimere e comunicare i propri sentimenti e saper leggere quelli degli altri. Materiale Il racconto «Un viaggio dentro noi stessi» e il questionario «Ascoltami se vuoi» proposti di seguito. Procedura Il conduttore propone ai ragazzi di partire per un viaggio all interno di se stessi, alla scoperta dei sentimenti propri e altrui, visualizzando una sola emozione o sentimento alla volta. I ragazzi si siedono per terra, in cerchio, con le gambe incrociate e le mani sulle ginocchia. L adulto li invita a chiudere gli occhi e ad ascoltare in silenzio il racconto «Un viaggio dentro noi stessi», immaginando quanto egli descrive loro. Nel suo racconto userà dati sensoriali diversi a seconda del sentimento che vuole introdurre. Ogni ragazzo avrà a disposizione un foglio. Alla fine disegnerà e colorerà liberamente quello che ha visto e provato (linee, forme, colori, personaggi, situazioni, ecc.). I disegni prodotti, raccolti dall insegnante, costituiranno la memoria di un viaggio compiuto insieme nel mondo delle emozioni e dei sentimenti e potranno essere, successivamente, usati come occasione per un momento autobiografico di narrazione in circle-time. UN VIAGGIO DENTRO NOI STESSI Stiamo scendendo lungo una scala che ci porta dentro di noi. I gradini sono (lucenti, scivolosi, freddi, ecc.) Le pareti sono (chiare, scure, umide, ecc.) Ascoltiamo (una dolce musica, un grido, un canto, ) Sentiamo (una brezza tiepida, un vento profumato, un soffio gelato, ecc.) Scendiamo sempre di più. Siamo arrivati ai piedi della scala. Ecco una grande porta Giriamo la chiave attenti, la porta si apre ed entriamo in un giardino! Vediamo È il giardino dei sentimenti. Com è? Oggi incontriamo (la paura, la tristezza, la felicità, la sorpresa, la rabbia, il disgusto e altre emozioni più complesse, quali l amicizia, l invidia, l amore, la gelosia, la simpatia, la generosità, l aggressività, la dolcezza, la noia, ecc.) Stiamo per qualche attimo in silenzio e «fotografiamo» con la mente questo sentimento/emozione. Ora risaliamo lentamente la scala, il viaggio dentro di noi è terminato. Apriamo gli occhi e disegniamo ciò che abbiamo fotografato dentro di noi. (continua)

5 (continua) Dopo il disegno si suggerisce un momento di narrazione in cerchio. Ogni alunno, tenendo in mano il suo disegno, racconterà come e quando ha fatto esperienza di quel sentimento, descrivendo le situazioni vissute e gli stati d animo provati. I compagni ascolteranno in silenzio, per permettere a tutti di rendersi conto dello spazio interiore descritto da ciascuno. Alla fine si potrà proporre il questionario «Ascoltami se vuoi». 26 ASCOLTAMI SE VUOI Leggi le seguenti domande, rifletti e rispondi 1. Ti è piaciuto il gioco dei sentimenti? Perché? È stato bello fare il gioco insieme ai tuoi compagni? Perché? Dalle parole usate dall insegnante per descrivere la scala e il giardino, avevi capito quale sentimento avresti incontrato? È stato più facile per te disegnare il sentimento o raccontarlo agli altri? (continua)

6 (continua) 5. Che cosa provavi mentre raccontavi ai tuoi compagni le tue esperienze riguardo a quel sentimento? Hai scoperto qualcosa di nuovo su te stesso? Hai imparato qualcosa di nuovo sugli altri? Ti è piaciuto di più ascoltare i compagni o essere ascoltato? Perché? Ti è mai capitato che qualcuno ti abbia espresso con le parole i sentimenti che ha provato in una certa situazione? Prova a raccontarmi una storia E tu hai mai provato a raccontare a qualcuno cosa provi in certi momenti? Se sì, racconta; se no, prova a farlo con una persona cara....

7 Attività di role-playing: partire dalla propria esperienza SCHEDA Pensa a un occasione in cui sei stato umiliato da qualcuno che ti ha offeso con brutti nomi, escludendoti dal gruppo o facendoti fare delle cose che non volevi fare. Scrivi una breve storia che descriva che cosa è accaduto e che cosa hai provato. 2. In un gruppo di 4-5 studenti condividi con gli altri le tue esperienze di prepotenza. Discuti delle cose che avresti potuto fare per evitare o fermare la situazione. Prepara un avviso o un opuscoletto per altri ragazzi che hanno subito la tua stessa sorte. 3. Scrivi una storia sul capo di una banda di ragazzi prepotenti. Puoi scrivere la storia sia dal punto di vista del protagonista che fornisce la propria opinione sulla scuola e sulla famiglia, sia dal punto di vista di un conoscente (osservatore, insegnante, genitore, amico o vittima). 4. Immagina di aver subito prepotenze da qualcuno a scuola. Scrivi alcune annotazioni sul tuo diario. Puoi includere pensieri o altri aspetti della vita a scuola, così come la descrizione degli episodi di prepotenza.

8 L impatto delle prepotenze sugli osservatori SCHEDA 37 In gruppi di 4-5 ragazzi, ciascun gruppo riceve una carta di situazione. I componenti del gruppo devono drammatizzare la scena descritta nella carta situazione. Sul treno, durante il viaggio per andare a scuola, un gruppo di ragazzi fa mucchio attorno a un compagno. Non vogliono farlo passare e cominciano a spintonarlo e a offenderlo. Nel cortile tre ragazzi aspettano al cancello; quando arrivano i ragazzi più piccoli, ne afferrano uno e gli chiedono dei soldi. A casa, tuo fratello più grande vorrebbe che tu facessi il suo compito perché lui vuole uscire con i suoi amici. Tu sei più bravo di lui in matematica. Se rispondi di no lui minaccia di dire ai tuoi genitori che hai avuto dei problemi a scuola la settimana scorsa e sai che se lo scoprissero si arrabbierebbero con te. Durante la ricreazione un gruppo di ragazze sorride e manifesta comportamenti maliziosi verso una compagna un po grassottella. Marta sta dicendo a tutti di non parlare più con Camilla, perché ormai ha una compagnia di ragazzi più grandi fuori dal giro della scuola. Ciascun piccolo gruppo presenta la propria rappresentazione a tutta la classe. I membri del pubblico hanno il ruolo di osservatori e possono intervenire nella scena, assumendo un ruolo quando lo desiderano. Che cosa possono fare come testimoni delle prepotenze? In che modo possono essere d aiuto alla vittima? Argomenti di riflessione In che modo i testimoni possono intervenire durante le prepotenze? C è un modo giusto o sbagliato di intervenire in una situazione di prepotenza? Quali sono i dubbi che può avere un ragazzo nel momento in cui osserva un episodio di violenza tra ragazzi? Gli osservatori che non intervengono hanno la stessa responsabilità di coloro che fanno le prepotenze?

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