Ciclo di incontri. Brain and Brains

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Ciclo di incontri. Brain and Brains"

Transcript

1 Ciclo di incontri Brain and Brains

2 Ciclo di incontri Brain and Brains Un neurone o un miliardo di neuroni: dove sta l intelligenza? La matematica dell intelligenza Verso un cervello artificiale globale?

3 1 L Eden delle Termiti È il luogo più simile all Eden che sia rimasto sul pianeta. Con queste parole, Niles Eldredge, zoologo americano, inizia il suo libro La vita in bilico (Einaudi, 2000) parlando del delta dell Okavango, in Botswana. L Okawango è un grande fiume africano che invece di raggiungere il mare, a causa di uno strano gioco geologico, si apre in una vasta pianura costruendo un enorme oasi grande come la Lombardia. L area rappresenta un ecosistema ricchissimo e unico al mondo, in cui vivono migliaia di specie. Le termiti sono gli architetti di questo Eden. Eldredge spiega che se non ci fossero le termiti, non ci sarebbero questi ecosistemi perché l ambiente rimarrebbe presto coperto da un tappeto sempre più spesso di vegetali morti. Ma come contribuiscono le termiti a mantenere questo complesso ecosistema? 1) riciclano l enorme quantità di cellulosa prodotta dalle erbe della savana, trasformandola in cibo per loro (e quindi per i loro predatori) e per altri organismi; 2) ristrutturano il suolo stesso perché lo modificano e lo ossigenano con le loro costruzioni: ad esempio compattano il fango della palude, formano nuclei di accumulazione di detriti, escrementi animali; Figura 1 Il delta dell Okavango, in Botswana 3

4 3) creano nidi sopraelevati, essenziali per dare rifugio, durante le periodiche piene della palude, a migliaia di specie di insetti, animali e piante. Effettivamente, le colonie di tèrmiti hanno avuto un successo evolutivo straordinario. Si tratta di una delle più antiche società del pianeta 1, che si è conservata ed adattata per oltre 100 milioni di anni. Quali sono le caratteristiche fondamentali osservabili in queste colonie? i singoli individui sono dotati di moduli comportamentali semplici e utilizzano solo informazione locale, esaminando solo lo spazio e interagendo con i vicini; il linguaggio comunicativo è semplice, con pochi segni in grado però di mutare significato in base al contesto e al numero di ripetizioni; l organizzazione è distribuita e decentrata da queste interazioni locali; incontri casuali tra gli individui permettono di scoprire nuove possibilità. Tutto ciò che accade nell Eden delle tèrmiti ha le caratteristiche dell emergenza (nel senso dei sistemi complessi adattativi): dall organizzazione cellulare della termite emerge la sua rete nervosa, dalla rete nervosa emerge il comportamento, dall interazione tra singoli emergono squadre operative, da squadre operative Figura 2 Termitaio 1 Menti connettive e produzione di mondi negli Insetti sociali: un modello per l esperienza cosciente? di Roberto Ferrari, Ricardo Pulido, Francesca Ferri Pubblicata in Dedalus - Rivista di scienza, filosofia, cultura. n. 1, ott.2006, pp

5 emergono sottoreti funzionali, da esse emergono enormi termitai di fango, e così via fino a far emergere più complesse interazioni di ecosistemi nella biosfera. Ma qual è l elemento di base da cui tutto ciò emerge? Possiamo identificare la Rete di Reti che possa essere l essenza di tutto questo? Il termitaio ha una rete respiratoria, fondamentale per la vita sottoterra; l architettura è basata su dei camini di aerazione, che rinfrescano e garantiscono il ricambio di aria a condomini di anche 5 milioni di individui. Sono formati da pareti porose in cui si scambiano ossigeno e CO2, con creste per espandere la loro superficie. Queste strutture sono dinamiche e sempre rimodellate da squadre di milioni di costruttori, manutentori, demolitori. La temperatura e l umidità sono garantite da lamelle di evaporazione a spirale appese al soffitto di speciali camere, gestite da squadre di trasportatori d acqua, che permettono di regolare l ambiente interno a 31 C costanti. Un altro esempio di rete è quella energetica: tutti gli individui, di ogni casta e funzione sono legati agli altri da continui scambi di cibo. Tutti sono informati sullo stato energetico della colonia e su quanto cibo e di che qualità è a disposizione. C è inoltre una rete che si occupa di pulizia, grazie alla quale si eliminano i cadaveri o gli escrementi, riciclandoli nella costruzione o isolandoli in camere sigillate. Per impedire il rischio di infezioni da microrganismi come muffe e batteri (molto alto in situazioni in cui, come nelle nostre città, milioni di individui vivono insieme) si disinfetta ogni superficie del termitaio. Le tèrmiti, come le formiche, usano sostanze antisettiche che loro stesse producono, simili alla propoli usata dalle api. Altre reti si occupano di ricerca di cibo, o di difesa (riconoscendo la firma chimica che ogni tèrmite porta sull esoscheletro, e che determina l appartenenza alla propria colonia). Alcune specie non cercano cibo ma lo coltivano: le tèrmiti giardiniere possono digerire la cellulosa grazie alla simbiosi con funghi Termitomyces. Hanno persino sviluppato metodi di fecondazione incrociata per migliorare i propri ceppi di funghi, portandoli all esterno dopo le piogge. L oasi dell Okawango è dunque un meraviglioso ecosistema ricchissimo e unico al mondo, in cui vivono migliaia di specie: le termiti giocano un ruolo fondamentale nel garantire l equilibrio e l autoregolazione di questo ecosistema. C è chi sostiene anche che questo sistema di organizzazione ed interazione potrebbe costituire un modello biologico della cognizione, della mente. Marvin Minsky (il grande vecchio dell Intelligenza artificiale), nel libro La società della mente (Adelphi, Milano, 1989, pag. 20) descrive il cervello umano come una va- 5

6 sta società organizzata, composta da molte parti diverse. Anche il concetto posto alla base del funzionamento del cervello è il decentramento: la mente, secondo Minsky, funziona in modo simile a una società di entità altamente specializzati, dove ognuno ha un suo specifico compito. 2 Gaia: un ecosistema globale Anche la terra può essere vista come un ecosistema vivente auto-regolante (Gaia). Per meglio dire, Gaia è un ecosistema globale, nel senso che possiamo trascurare in prima battuta le interazioni con gli altri corpi celesti (a parte la forza di gravità e l energia solare): questo ecosistema globale è composto da tanti ecosistemi debolmente interconnessi tra loro, ma dalla cui reciproca influenza emerge un equilibrio globale. Molti sono stati i pensatori e gli studiosi che hanno proposto di considerare il pianeta Terra come un essere vivente dotato di fenomeni di omeostasi. È in questa tradizione che si inseriscono le intuizioni del chimico inglese James Lovelock e della biologa americana Lynn Margulis, che agli inizi degli anni Settanta hanno formulato l ipotesi Gaia (dal nome greco della dea della Terra) che rappresenta uno degli approcci più sistemici e completi. Secondo l ipotesi di Lovelock, gli organismi viventi, il clima, l ambiente terrestre, sono un tutto integrato, un unico superorganismo in cui l attività dei viventi modifica gli aspetti fisici e questi, a loro volta, influiscono sull evoluzione e sul mantenimento della vita sul pianeta. Un fisico americano (Jerome Rothstein) ha spiegato molto bene il concetto di Gaia ricorrendo all analogia con la sequoia gigante. Le sequoie, diffuse lungo la costa occidentale dell America del Nord, sono gli alberi più grandi e longevi: superano spesso i mille anni di età, sono alti 100 m e pesano più di 2000 tonnellate. Tuttavia, circa il 97% del loro corpo è costituito da sostanza non vivente, come il legno del tronco e la corteccia. Le sole parti di una sequoia che contengono cellule vive sono quelle del sottile strato anulare che avvolge il legno e si trova sotto la corteccia, le foglie, i fiori e i semi. Come una sequoia anche Gaia, cioè la Terra, è costituita da una grande massa di materia non vivente con un sottile strato di organismi che vivono in un involucro d aria. Il nostro pianeta è allora un insieme di sistemi interconnessi ed interagenti, uno dei quali è proprio la nostra società. Qualunque tipo di organismo, infatti, per il fatto stesso di esistere, tende ad al- 6

7 lontanare Gaia dal suo attuale equilibrio. Gli ecosistemi umani stanno progressivamente sostituendo quelli naturali (terreni agricoli e territori urbani). In prima battuta sembrerebbero vantaggiosi per noi, ma a lungo termine potrebbero mettere in difficoltà il sistema di regolazione di Gaia. Gli esseri umani hanno un pesante effetto sul proprio ecosistema: sfruttamento di risorse non rinnovabili, disboscamento delle foreste, eccesso di pesca, inquinamento in genere. Molte specie viventi stanno scomparendo. Oggi abbiamo problemi, quali: energia, riscaldamento globale, disponibilità di acqua e cibo per una popolazione mondiale in continua crescita. La Scienza ha iniziato a studiare queste interconnessioni, e alle relative dinamiche, allo scopo di trovare delle risposte a problemi di Gaia, come: energia, riscaldamento globale, disponibilità di acqua e cibo per una popolazione mondiale in continua crescita. Lo scopo di questo e-book non è ovviamente fornire delle soluzioni a questi problemi, ma capire meglio l ecosistema Gaia utilizzando i concetti trattati nei due precedenti incontri. Su Gaia, il clima e la composizione chimica si regolano in maniera automatica (si autoregolano) per mantenersi sempre in uno stato favorevole alla vita; questa Figura 3 Gaia: il pianeta Terra 7

8 autoregolazione si realizza dinamicamente, senza rispondere a nessun progetto preventivo e senza un fine particolare. Nelle loro opere Lovelock e Margulis dedicano una particolare attenzione alla tendenza dell uomo a degradare l ambiente per soddisfare le proprie esigenze. Gaia reagisce alle modificazioni indotte dall azione dell uomo, ma i tempi di risposta sono quelli dei sistemi di retroazione, cioè estremamente lunghi. Dopo un periodo di indifferenza, a partire dagli anni Ottanta, l ipotesi di Gaia ha cominciato ad alimentare un articolato dibattito tra gli scienziati. Il carattere rivoluzionario dell'ipotesi risiede nella concezione di un sistema planetario che costituisce, in un certo modo, un'individualità dotata di una sensibilità globale e di una forma di intelligenza che permettano l'autoregolazione planetaria. Ma di quale tipo di sensibilità e di intelligenza si tratta? E importante sapere che vi sono varianti forti e deboli dell'ipotesi di Gaia. Margulis ha adottato le varianti deboli e rifiuta l'idea di Gaia in quanto organismo e individualità. Propone comunque l'ipotesi di un sistema estremamente complesso con proprietà di autoregolazione, specifiche però soltanto alla bassa atmosfera. Questi meccanismi di regolazione costituiscono una proprietà emergente di sistemi con determinati tipi di retroazione. La retroazione (feedback) è la capacità dei sistemi dinamici di tenere conto dei risultati del sistema per modificare le caratteristiche del sistema stesso. Ricordate l esempio del ferro da stiro: un sensore chiude o apre un interruttore elettrico a seconda che la temperatura sia minore o maggiore di quella desiderata, chiudendo un anello (retroazione negativa), tra causa ed effetto. La teoria di Gaia prevede che la vita e quella che si potrebbe normalmente definire la parte inanimata del pianeta, siano strettamente accoppiati a formare un unico sistema nel quale molti anelli di retroazione stabilizzano le condizioni chimico-fisiche della Terra in modo tale da renderlo un luogo ospitale per la vita stessa. Vediamo con maggior dettaglio cos è un ecosistema. 3 Cos è un ecosistema? Un ecosistema è costituito dall insieme di tutti gli esseri viventi di un determinato ambiente fisico e delle relazioni che intercorrono tra loro e tra loro e l ambiente fisico. Un ecosistema comprende una parte inanimata detta "biotopo" in cui vive e con cui interagisce un complesso di organismi detto "biocenosi". Queste con- 8

9 Figura 4 Ecosistema (www.ecoage.it/ ecologia-ambiente. htm) settore abiotico azoto zolfo potassio carbonio ossigeno idrogeno ecc. Decompositori Vegetali settore biotico animali carnivori animali erbivori energia solare tinue interrelazioni tra i componenti della biocenosi e del biotopo danno vita a una continua "circolazione della materia" e a "flussi di energia". Nella figura sono rappresentati i principali scambi di energia-materia-bioenergia presenti nell'ambiente. I "vegetali" trasformano l'energia solare e la materia abiotica del terreno per produrre bioenergia e sono gli unici organismi viventi ad avere questa caratteristica tipica dei "produttori". Gli animali "primari" (erbivori) si cibano dei vegetali assorbendone la bioenergia; divenuti a loro volta prede degli animali "secondari" (carnivori) cedono la bioenergia a questi ultimi. I resti degli animali (primari e secondari) uccisi o morti sono trasformati nuovamente in materia abiotica tramite l'azione dei microrganismi decompositori. La materia è l'oggetto di scambio tra i settori abiotici e biotici mediante continui flussi in equilibrio tra loro. In un ecosistema dunque le specie sono in equilibrio dinamico e c è competizione interna all ecosistema per l acquisizione di risorse. Ad esempio, le catene alimentari negli ecosistemi biologici si stabiliscono attraverso un complesso gioco di relazioni tra specie. Il leone che mangia la gazzella, per fare un esempio. Il consumo di energia è una variabile di riferimento particolarmente importante. La maggior parte dei collassi di ecosistemi sono dipesi da crisi energetiche (pen- 9

10 sate, ad esempio, al crollo dell'impero romano): quando sopraggiunge una crisi energetica le specie che possono vivere con un minor livello di energia prosperano (la penuria di energia colpisce per primi i grandi consumatori che diminuiscono lasciando spazio alla moltiplicazione dei piccoli consumatori). I membri di un ecosistema sono interconnessi in una pervasiva e intricata rete di relazioni non lineari, ovvero sono relazioni che coinvolgono anelli di retroazione multipli (principio di interdipendenza). Questi anelli di retroazione dell ecosistema sono i percorsi attraverso i quali, ad esempio, le sostanze nutritive vengono continuamente riciclate (principio di ciclicità). Gli scambi ciclici di energia e di risorse in un ecosistema sono sostenuti da una cooperazione diffusa. La tendenza ad associarsi, a stabilire legami, a vivere l uno dentro l altro o l uno attaccato all altro è una caratteristica dei sistemi viventi (principio di cooperazione). La flessibilità di un ecosistema è una conseguenza dei suoi anelli di retroazione multipli, che tendono a riportare il sistema in equilibrio qualora ci sia una deviazione dalla norma, dovuta al cambiamento delle condizioni ambientali. Poiché nell ambiente le perturbazioni avvengono di continuo, le variabili di un ecosistema (densità delle popolazioni, disponibilità di nutrienti, ) fluttuano continuamente, mantenendo il sistema dinamico e flessibile, nonché capace di adattarsi alle condizioni ambientali che cambiano (principio di flessibilità). Negli ecosistemi la complessità della rete è una conseguenza della sua biodiversità. Una comunità eterogenea è una comunità elastica, capace di resistere e adattarsi alle perturbazioni, poiché contiene molte specie le cui funzioni ecologiche si sovrappongono e si integrano. Nelle diverse relazioni di causa ed effetto ve ne sono alcune che fanno parte di un sistema di regole ben precise; altre ricadono, invece, in quell insieme di eventi aleatori difficili da definire in modo preciso. Negli ultimi decenni alcuni ricercatori hanno studiato questi fenomeni e con una certa sorpresa si è scoperto che è possibile applicare la matematica per realizzare modelli che li descrivono in modo molto preciso. Si è scoperto che quegli stessi modelli si possono applicare a contesti molto diversi: dallo studio di epidemie, ai movimenti delle azioni in borsa, alle relazioni che si vengono a creare sul web. La rete di relazioni in un ecosistema Un ecosistema è dunque un Piccolo Mondo che ha caratteristiche particolari: può essere piccolo come la cavità di un albero riempita d acqua, oppure grande come il delta dell Okavango; può ospitare pochissime specie, oppure ne può ospitare centinaia o migliaia, come un oceano o una foresta tropicale. E stato osservato che la maggior parte degli ecosistemi (modellati come sistemi 10

11 complessi) si basano su reti Piccolo Mondo. Questo probabilmente perché le reti Piccolo Mondo garantiscono una maggiore efficienza nella circolazione della informazione; perché sono più robuste o hanno una più alta tolleranza agli errori casuali che impedisce la frammentazione totale del sistema Si tratta, di solito, di sistemi non-lineari che non cambiano gradualmente, ma attraversano delle soglie critiche dopo le quali la loro struttura (nello spazio) e/o il loro comportamento (nel tempo) può cambiare drasticamente (transizioni di fase). Si tratta di reti con legami forti e legami deboli. I legami forti rappresentano aggregazioni locali, mentre i legami deboli forniscono la connettività complessiva. In matematica, ma anche nel linguaggio di tutti i giorni, possiamo dire che il legame esistente tra due amici, o quello in una cerchia di amici, è un legame forte, mentre quello tra persone che si sono incrociate magari per caso e non si sono più riviste, è un legame debole. Dal punto di vista della possibilità di raggiungere uno sconosciuto, il legame debole è molto più importante del legame forte. Infatti, il legame forte mi porta da un amico che probabilmente conosce le stesse persone che conosco io, mentre un legame debole mi apre un mondo di conoscenze che non ho. Rimane tutto da dimostrare se effettivamente sia possibile raggiungere una qualunque persona in un massimo di sei passaggi, tuttavia quello che è certo, è che le relazioni tra le persone tendono ad assumere raggruppamenti che sono tipici dei piccoli mondi, molteplicità di aggregazioni unite da legami deboli. Le reti che caratterizzano i piccoli mondi hanno l interessante caratteristica di essere invarianti rispetto alla scala. Questo significa che se anche aggiungiamo molti nuovi elementi, in generale il numero di passi che occorrerà fare, per passare da un elemento all altro, non varierà in modo significativo (come dire che, Figura 5 Curve di distribuzione normale e di potenza 11

12 Figura 6 Internet ed il Web supponendo veri i 6 gradi di separazione tra le persone sulla Terra, oggi che siamo in 6 miliardi, questo grado di separazione rimarrà immutato, anche quando si arriverà a 10 miliardi di persone). Se però osserviamo la rete logica di Internet, cioè le connessioni esistenti tra le diverse pagine del web, ovvero i link su cui, cliccando, si passa dall una all altra pagina, si scopre che è di tipo Piccolo Mondo. Le reti a invarianza di scala hanno un enorme vantaggio: mantengono basso il livello della complessità comunicativa anche quando le dimensioni aumentano. È grazie a questo che possiamo avere in natura organismi così complessi: quello che tiene insieme un organismo è la comunicazione tra le sue parti e questa sarebbe inefficace, se la sua complessità crescesse al crescere della complessità dell organismo. Un altro esempio, molto bello esteticamente, è rappresentato dai frattali. Questi sono delle forme matematiche che vengono generate a partire da una relazione in cui, al variare dei parametri, si creano sottostrutture, ciascuna diversa dalle precedenti ma straordinariamente simile al nostro occhio. E in natura abbiamo un enorme quantità di forme che sono rappresentabili come frattali: dalle nuvole agli alberi, ai fiori. 12

13 Figura 7 Esempio di frattale La scoperta di queste regolarità, in qualunque ambito capitino deve stimolare la nostra curiosità di capirne il perché. I ricercatori addirittura utilizzano questo tipo di matematica per semplificare la trasmissione di immagini, in quanto bastano poche informazioni per descrivere sistemi enormemente complessi. Il fatto che in natura moltissime cose abbiano questo aspetto, spiega anche come mai il frattale evochi in ciascuno di noi un senso di bello. 4 La società delle termiti e la società della mente La complessità è ovunque, dentro ed intorno a noi. Tuttavia non rappresenta un problema perché non la percepiamo. Il nostro cervello infatti coglie l esistenza di strutture semplificate, facili da catturare. La realtà è percepita attraverso queste semplificazioni. Pensiamo al fiocco di neve, nonostante la sua forma complessa, dal punto di vista percettivo cogliamo la sua simmetria che ci da un senso di semplicità e bellezza. Viviamo in un ambiente complesso da capire. Gaia ha un alto grado di complessità sistemica. La semplicità percepita tuttavia è prodotta dal cervello per permetterci una vita normale nel nostro ambiente e delle sua capacità di apprendimento. Apprendere significa in un certo senso trasformare ciò che è complesso in ciò che ci appare semplice. 13

14 Figura 8 Fiocco di Neve: complesso ma simmetrico, quindi semplice e bello Come osserva lo studioso di intelligenza artificiale Douglas Hofstadter, riferendosi alla distribuzione delle cosiddette caste all interno di un formicaio, se si continua a pensare nei termini dei livelli più bassi, cioè del livello delle singole formiche, si perderà di vista la realtà più complessa. Quello è un livello troppo microscopico, e pensando microscopicamente si è destinati a perdere alcune caratteristiche situate al livello macroscopico. Occorre trovare più in alto il livello appropriato entro il quale la distribuzione delle caste va inquadrata e descritta. Per contro il mondo fisico funziona sulla base di semplici regole e di simmetria. Pensiamo alla società delle termiti. Le singole termiti hanno dei comportamenti molto semplici, e nonostante ciò la loro società riesce a mantenere un complesso ecosistema naturale secondo un apparente strategia collettiva. Tutto ciò potrebbe sorprenderci, ma se riflettiamo, anche la nostra intelligenza, la nostra personalità, le nostre abilità, i nostri desideri, il nostro umore sembrano emergere come d incanto da una complicata e caotica sinfonia di scariche neuronali, di impulsi elettrici-chimici. E interessante soffermarsi un attimo ad approfondire quest analogia. Come abbiamo visto nel corso dei due precedenti e-book, le moderne neuroscienze ci insegnano che il sistema nervoso umano ha l aspetto di un enorme rete di cellule, chiamate neuroni. Ciascun neurone è collegato a decine di migliaia di 14

15 altri per mezzo di interconnessioni (dendriti e sinapsi) attraverso cui si propagano segnali di natura elettro-chimica. Negli esseri umani 100 miliardi di interneuroni (neuroni interni) connettono circa un milione di neuroni motori (moto-neuroni responsabili dei movimenti muscolari) con 10 milioni di neuroni sensoriali distribuiti sulle superfici recettrici di tutto il corpo. E come un enorme rete di reti. Sin dalla nascita, il mondo esterno ci bombarda con un enorme quantità di stimoli: visivi, uditivi, olfattivi, gustativi e tattili, stimoli che i nostri sensi avidamente recepiscono e che inviano alle reti neurali del cervello. Ogni singolo impulso provoca immediatamente nel nostro sistema nervoso una tempesta di scariche neuronali parallele e altamente cooperanti. Da questo apparente caos di configurazioni elettriche cerebrali sovrapposte emerge però, come per magia, una sinfonia di risonanze strettamente accoppiata con la nostra attività sensomotoria: il cervello cerca, infatti, di interpretare qualsiasi sequenza di stimoli sensoriali ricorrenti inserendo questi ultimi all interno di cornici cognitive coerenti, in grado di generare risposte motorie efficaci. Questo processo, detto anche anello senso motorio, coinvolge dinamiche rapidissime che interessano un gran numero di sottoreti neurali in competizione, le quali assumono l aspetto esteriore di schemi comportamentali attivati dalla situazione del momento. Il biologo cileno Francisco Varela li ha definiti domini cognitivi o anche, se abbiamo a che fare con schemi più complessi e articolati, micro-mondi. In realtà queste complesse dinamiche cerebrali, basate sulla competizione tra le sottoreti di neuroni e i domini cognitivi da esse codificati, hanno luogo continuamente nel corso di tutte le nostre quotidiane esperienze. Francisco Varela formulò la teoria dell enazione secondo la quale ogni atto cognitivo di un singolo organismo (come la singola tèrmite) è legata alla sua esperienza di essere nel corpo ; quest esperienza corporea è autonoma e autoriferita, nel senso che non dipende dall ambiente esterno ma dalla dinamica interna dell individuo. Ogni singola tèrmite non sa cosa sta facendo o deve fare. Non ha ancora un idea di sé o del suo ambiente. Semplicemente vive dalla prospettiva del suo corpo accoppiato con l ambiente in cicli di percezione/azione. Questi cicli sono poi accoppiati in modo reciproco con un sistema nervoso e con colonia e ambiente. La cognizione nasce dunque da tutti e tre questi anelli di causalità circolare e non da un soggetto cognitivo che di fatto viene costituito a posteriori. 15

16 percezione azione esperienza corporea sistema nervoso colonia, ambiente, interazione con altri organismi Figura 9 Modello di enazione I cicli senso/motori sono normalmente rapidissimi e inafferrabili, ma possono lasciare qualche traccia a livello del sistema nervoso negli istanti di breakdown, momenti di rottura dell agire automatico. Per fare un esempio, è il momento in cui una tèrmite incontra una galleria distrutta e si ferma: in quegli istanti di sospensione il sistema si deve riorganizzare, deve produrre nuovi cicli senso/ motori e un nuovo mondo di significati adeguato alla situazione. La teoria enattiva indica come i cicli di percezione/azione del singolo insetto influenzino molti altri individui e ne siano influenzati: da un piccolo ciclo senso/ motorio altri vi si accoppiano; un gruppo di insetti entra in risonanza e autoproduce una rete di cognizione e attività; l attività si potenzia, genera strutture di fango che amplificano il segnale, fino a che qualche ciclo non lo indebolisce e lentamente il segnale si dissolve 2. Questo accoppiamento o risonanza tra cicli di percezione/azione è reso possibile anche a distanza da uno speciale campo : uno spazio percorso da flussi e gradienti di informazioni: chimiche, elettromagnetiche, metaboliche. Le attività della colonia seguono la vibrazione del campo che ha zone di amplificazione ed attenuazione: solo dove e quando l ampiezza supera determinate soglie, il campo manifesta un azione collettiva, una transizione di fase. Questo determina l auto-organizzazione enattiva, che è all origine dell ordine intrinseco delle colonie. Questa plasticità consente di adattarsi e superare in modo creativo i momenti di difficoltà: un inondazione del nido, una divisione della 2 Questo ricorda straordinariamente il concetto dei domini di coerenza (G. Preparata Dai Quark ai Cristalli: breve storia di un lungo viaggio dentro la materia): regioni spaziali dove ha luogo l evoluzione dinamica coerente di campo elettromagnetico e materia (pp ) 16

17 colonia, un attacco di formiche predatrici o di un oritteropo che distrugge parte del termitaio. La rete può anche deformarsi considerevolmente per assorbire il momento di crisi, poi tende a ritornare alla vibrazione e alla forma originaria (alla sua identità) o ad una forma sufficientemente compatibile con la vita. Come le termiti, ogni animale vive sul suo pianeta: ha una prospettiva sul mondo che non è oggettiva, ma nasce dal suo essere immerso nella situazione sensoriale e motoria del suo corpo. La cognizione non è allora una rappresentazione del mondo ma un processo di generazione di mondi relativo alla complessità dell accoppiamento essere vivente ambiente 3. Abbiamo parlato di analogia tra la società delle termiti e la società della mente. Ma c è un punto in cui questa analogia sembra avere dei problemi. Quando diamo per scontato l esistenza di un centro di comando, di un Sé o di un Io, che sovrintende alle diverse funzioni del nostro organismo e che, soprattutto, ci fornisce quel forte senso di identità che ci fa toccare con mano l apparente unità della nostra vita interiore. C è un bellissimo passaggio nel libro di Hermann Hesse, Il Lupo della Steppa : a quanto pare tutti gli uomini hanno un bisogno innato ed impellente di immaginare il proprio io come unità: è solo quando in certe anime particolarmente intelligenti e delicatamente organizzate balena l intuizione della loro molteplicità: è solo allora che ci si accorge che, pur essendo il corpo sempre uno, le anime invece che vi albergano non sono due, o cinque, ma infinite; l uomo è una cipolla formata di cento bucce, un tessuto di cento fili 5 Stiamo aumentando la gamma di percezioni di Gaia? Se noi siamo una parte di Gaia, diventa interessante chiederci: in quale misura la nostra intelligenza collettiva è pure una parte di Gaia? Ancora più importante è chiedersi se con la nostra capacità di inventiva tecnologica abbiamo la possibilità di accrescere la gamma di percezioni di Gaia. Abbiamo visto che l accoppiamento percezione/azione genera nel corpo schemi senso-motori che sono le radici degli atti cognitivi. Dunque potenziare il ciclo percezione/azione di Gaia potrebbe voler dire potenziare schemi senso-motori 3 Per fare un paragone di natura neurologica, lo stesso accade nella percezione visiva: la retina viene impressionata dall esterno, e scarica segnali lungo il nervo ottico. Questo va ad una struttura bilaterale chiamata Nucleo Genicolato Laterale (NGL), connesso con la corteccia visiva. Ma ogni cellula NGL riceve il 20% delle sue afferenze dal nervo ottico, e l 80% da altre regioni del cervello: la visione sembra molto più determinata da dentro che da fuori (Varela et al, 1991, pp ). 17

18 Figura 10 Modello MAPE-K di un componente autonomico di adattamento. Questo ricorda per certi versi una declinazione degli anelli dei sistemi autonomici (modello MAPE-K). Per fare un esempio, dunque, con le attuali tecnologie autonomiche e di sensoristica miniaturizzata, si potrebbero, quindi, sviluppare dei meccanismi di omeostasi pervasivi e decentralizzati. L omeostasi, infatti, richiede dei sensori, dei comparatori e degli attuatori. I sensori raccolgono dati sulle grandezze caratteristiche dell ambiente e del sistema sotto controllo. I comparatori controllano se tali grandezze, misurate dai sensori, superano i limiti necessari (ad esempio, per conservare un determinato equilibrio); gli attuatori implementano le azioni necessarie secondo dei piani prestabiliti. Figura 11 Esempio di NAV (Nano Aerial Vehicle), in grado di trasportare sensori sofisticati 18

19 Figura 12 Esempio di sensore cacciatore di virus (www.blitzquotidiano.it/ salute/nanotecnologiediagnostica-sensoricacciatori-virus ) Il progetto CeNSE di HP costituisce un altro interessante esempio: l idea è quella di dispiegare milioni e milioni di sensori in ogni parte del pianeta al fine di controllare in tempo reale le condizioni del pianeta stesso, una specie di "sistema nervoso centrale della Terra". Figure 13 Progetto CeNSE (Central Nervous System for the Earth) 19

20 Conclusioni Mettendo assieme tutti gli elementi discussi finora potremmo dunque riassumere il quadro che ci presentano oggi le neuroscienze: la nostra attività mentale, nonostante noi la si percepisca come unitaria, risulta piuttosto emergere dall interazione tra numerosissimi sottosistemi neurali, seguendo il concetto di micromondo di F.Varela 4. Questo ricorda per analogia quanto succede nelle società degli insetti: abbiamo visto l esempio delle termiti dell Okavango, in Botswana. Questi micro-mondi potrebbero infine essere raggruppati e interconnessi secondo regole semplici in una struttura di tipo frattale, simmetrica e ripetitiva. Il prossimo e-book, che chiuderà il ciclo, si intitola Verso un cervello artificiale globale?. Abbiamo visto come il cervello sia un meraviglioso sistema distribuito con una complessa rete di interconnessioni. Oggi, con lo sviluppo di Internet, stiamo creando una rete con miliardi di oggetti interconnessi, la cui complessa struttura va progressivamente acquisendo controllo e capacità di adattamento distribuiti. E possibile l emergere di un intelligenza globale da questa sorta di cervello artificiale? Potrà un giorno il nostro cervello avere accesso a questa intelligenza globale e viceversa questo cervello artificiale distribuito accedere al nostro cervello naturale per aumentare l intelligenza globale? Bibliografia Aleksander I. (2001), Come si costruisce una mente, Einaudi, Torino Bateson G. (1972), Verso una ecologia della mente, Adelphi, Milano Bertossa F., Ferrari R. (2002), Cervello e autocoscienza. La mente tra neuroscienze e fenomenologia, in Rivista di Estetica, 21, n.s., 3/2002, anno XLII. Churchland P.S., Sejnowsky T. (1992), Il cervello computazionale, Il Mulino, Bologna Clark A., Chalmers D. (1998), The extended mind, Analysis, 58, 1, 1998, pp Freeman W.J. (1999), Come pensa il cervello, Einaudi, Torino Gordon D.M., Goodwin B.C., Trainor L.E.H. (1992), A parallel distributed 4 Questo modello appare più volte nella letteratura neuro-scientifica: Gerald Edelman li chiama gruppi neuronali, P.Churchland li chiama invece prototipi nello spazio delle unità nascoste, M.Minsky agenti, M.Arbib ed E.O.Wilson schemi ). 20

SCUOLA PRIMARIA CURRICOLO DI SCIENZE CLASSE PRIMA. INDICATORI COMPETENZE ABILITA CONOSCENZE 1. Esplorare e descrivere oggetti e materiali

SCUOLA PRIMARIA CURRICOLO DI SCIENZE CLASSE PRIMA. INDICATORI COMPETENZE ABILITA CONOSCENZE 1. Esplorare e descrivere oggetti e materiali SCUOLA PRIMARIA CURRICOLO DI SCIENZE CLASSE PRIMA INDICATORI 1. Esplorare e descrivere oggetti e materiali 2. Osservare e sperimentare sul campo Sviluppa atteggiamenti di curiosità verso il mondo circostante

Dettagli

Base di lavoro. Idea principale

Base di lavoro. Idea principale Base di lavoro Idea principale «Gli esseri viventi vivono in relazione tra loro e con l ambiente che li ospita, all interno di particolari ecosistemi dotati di un equilibrio ben preciso. Tutti gli organismi

Dettagli

DISCIPINA: SCIENZE SCUOLA PRIMARIA: CLASSE PRIMA APPRENDIMENTO. 1. Esplorare il mondo attraverso i cinque sensi

DISCIPINA: SCIENZE SCUOLA PRIMARIA: CLASSE PRIMA APPRENDIMENTO. 1. Esplorare il mondo attraverso i cinque sensi SCUOLA PRIMARIA: CLASSE PRIMA COMPETENZE OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO ATTIVITA - VERIFICA E VALUTAZIONE 1. Osserva persone e oggetti nell ambiente circostante 2. Classifica, identifica relazioni, produce

Dettagli

OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO (AL TERMINE DELLA CLASSE PRIMA DELLA SCUOLA PRIMARIA) TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE SCIENZE

OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO (AL TERMINE DELLA CLASSE PRIMA DELLA SCUOLA PRIMARIA) TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE SCIENZE (AL TERMINE DELLA SCUOLA DELL INFANZIA) /ESPERIENZE LA CONOSCENZA DEL MONDO L alunno osserva con curiosità lo svolgersi dei più comuni fenomeni, ne immagina e ne verifica le cause, rendendosi sempre più

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO ENEA TALPINO Nembro. Curricolo verticale SCIENZE

ISTITUTO COMPRENSIVO ENEA TALPINO Nembro. Curricolo verticale SCIENZE ISTITUTO COMPRENSIVO ENEA TALPINO Nembro Curricolo verticale SCIENZE SCIENZE COMPETENZA-CHIAVE: LA COMPETENZA DI BASE DI SCIENZE E TECNOLOGIA TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE NUCLEO Scuola Primaria:

Dettagli

Istituto comprensivo Jacopo della Quercia Siena a.s. 2014/2015 CURRICOLO DI SCIENZE Scuola Secondaria di Primo Grado

Istituto comprensivo Jacopo della Quercia Siena a.s. 2014/2015 CURRICOLO DI SCIENZE Scuola Secondaria di Primo Grado Istituto comprensivo Jacopo della Quercia Siena a.s. 2014/2015 CURRICOLO DI SCIENZE Scuola ria di Primo Grado TRAGUARDI DI COMPETENZA CLASSE TERZA L alunno esplora e sperimenta, in laboratorio e all aperto,

Dettagli

SCUOLA DELL INFANZIA SCUOLA PRIMARIA SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO. ne immagina e ne verifica le cause; ricerca accorgendosi dei loro cambiamenti.

SCUOLA DELL INFANZIA SCUOLA PRIMARIA SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO. ne immagina e ne verifica le cause; ricerca accorgendosi dei loro cambiamenti. Scienze Competenze TRAGUARDI DI SVILUPPO DELLE COMPETENZE SCUOLA DELL INFANZIA SCUOLA PRIMARIA SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO - Osserva con attenzione il suo corpo, L alunno sviluppa atteggiamenti di curiosità

Dettagli

GUIDA NATURALISTICA La Lomellina, agricoltura e natura come conoscenza

GUIDA NATURALISTICA La Lomellina, agricoltura e natura come conoscenza GUIDA NATURALISTICA La Lomellina, agricoltura e natura come conoscenza ECOLOGIA I 9 marzo 2013 Mariella Nicastro Parco Regionale della Valle del Lambro CHE COS E L ECOLOGIA Se lo chiedete a tre professori,

Dettagli

CURRICOLO SCUOLA PRIMARIA SCIENZE COMPETENZE

CURRICOLO SCUOLA PRIMARIA SCIENZE COMPETENZE CURRICOLO SCUOLA PRIMARIA SCIENZE COMPETENZE - L alunno sviluppa atteggiamenti di curiosità e modi di guardare il mondo che lo stimolano a cercare spiegazioni di quello che vede succedere. - Esplora i

Dettagli

SCIENZE. OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO (dalle Indicazioni Nazionali) AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA. Esplorare e descrivere oggetti e materiali

SCIENZE. OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO (dalle Indicazioni Nazionali) AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA. Esplorare e descrivere oggetti e materiali SCIENZE CLASSE 1 a TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO INDICATORI DI VALUTAZIONE (Stabiliti dal Collegio Docenti) AL TERMINE DELLA SCUOLA PRIMARIA AL TERMINE DELLA CLASSE

Dettagli

Progetto OSSERVO E MISURO.L ACQUA Per scuola sec di 1 grado e biennio di scuola sec. di 2 grado

Progetto OSSERVO E MISURO.L ACQUA Per scuola sec di 1 grado e biennio di scuola sec. di 2 grado Progetto OSSERVO E MISURO.L ACQUA Per scuola sec di 1 grado e biennio di scuola sec. di 2 grado ECOLOGIA A MIRABILANDIA Gli organismi delle comunità di un ambiente naturale non vivono isolati. Ciascuno

Dettagli

SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO

SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO Operare in situazioni reali e/o disciplinari con tecniche e procedure di calcolo L alunno si muove con sicurezza nel calcolo anche con i numeri razionali, ne padroneggia le diverse e stima la grandezza

Dettagli

CREA IL TUO ALIENO BREVE DESCRIZIONE PAROLE CHIAVE MATERIALI

CREA IL TUO ALIENO BREVE DESCRIZIONE PAROLE CHIAVE MATERIALI CREA IL TUO ALIENO BREVE DESCRIZIONE Rivedere i fattori ambientali che rendono la Terra abitabile e confrontarli con quelli di altri mondi dentro il nostro Sistema Solare. Usare il pensiero creativo per

Dettagli

SCIENZE SCUOLA PRIMARIA

SCIENZE SCUOLA PRIMARIA SCIENZE SCUOLA PRIMARIA CLASSE PRIMA 1 I CINQUE SENSI 1. Osservare il funzionamento del proprio corpo per riconoscerlo come organismo complesso 2. Osservare e riconoscere alcune caratteristiche dei corpi

Dettagli

Ogni anno muoiono in Italia tra le 30.000 e le 40.000 persone a causa dell inquinamento (OMS 2005) L inquinamento atmosferico determina 22-23 milioni

Ogni anno muoiono in Italia tra le 30.000 e le 40.000 persone a causa dell inquinamento (OMS 2005) L inquinamento atmosferico determina 22-23 milioni Ogni anno muoiono in Italia tra le 30.000 e le 40.000 persone a causa dell inquinamento (OMS 2005) L inquinamento atmosferico determina 22-23 milioni di giornate di assenza per malattia (MISA- 2) Persone

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO LOREDANA CAMPANARI

ISTITUTO COMPRENSIVO LOREDANA CAMPANARI ISTITUTO COMPRENSIVO LOREDANA CAMPANARI Via Monte Pollino, 45-00015 Monterotondo (RM) CURRICOLO VERTICALE DI SCIENZE E TECNOLOGIA A.S. 2013/2014 CURRICOLO Ambito disciplinare SCIENZE SCIENZE E TECNOLOGIA

Dettagli

Seriare e classificare oggetti in base alle loro proprietà. Osservare momenti significativi nella vita di piante e animali.

Seriare e classificare oggetti in base alle loro proprietà. Osservare momenti significativi nella vita di piante e animali. CLASSE PRIMA Sviluppa un atteggiamento di curiosità e di ricerca esplorativa. Sa raggruppare classificare e ordinare in base ad una caratteristica. Individuare la struttura di oggetti semplici e descriverli

Dettagli

Definizioni e concetti di base in campo agronomico-ambientale

Definizioni e concetti di base in campo agronomico-ambientale Definizioni e concetti di base in campo agronomico-ambientale Ambienti terrestri Ambienti costruiti = aree urbane, industriali, infrastrutture: aree ristrette, ma ad elevato consumo energetico e produttrici

Dettagli

PRIMA DELLA VISITA SUL CAMPO

PRIMA DELLA VISITA SUL CAMPO PRIMA DELLA VISITA SUL CAMPO Abbiamo effettuato una sorta di progettazione partecipata per individuare obiettivi ed attività da svolgere durante l esperienza sul campo, stimolando i ragazzi ad individuarli/proporli

Dettagli

*Organizzazione, auto organizzazione, sistema ed Azienda. Coaching & Training Bologna

*Organizzazione, auto organizzazione, sistema ed Azienda. Coaching & Training Bologna *Organizzazione, auto organizzazione, sistema ed Azienda Fin dagli inizi di questo secolo è noto che qualunque sistema fisico può manifestare comportamenti imprevedibilmente complicati e caotici, sfuggendo

Dettagli

L ECOLOGIA e il rapporto UOMO - AMBIENTE. 2^ lezione dell 11 corso GGEV Bernardo FRATELLO

L ECOLOGIA e il rapporto UOMO - AMBIENTE. 2^ lezione dell 11 corso GGEV Bernardo FRATELLO L ECOLOGIA e il rapporto UOMO - AMBIENTE 2^ lezione dell 11 corso GGEV Bernardo FRATELLO Malthus e la nascita dell ecologia - Malthus (1798): la crescita numerica della popolazione umana è esponenziale

Dettagli

LA DIVERSITÀ BIOLOGICA

LA DIVERSITÀ BIOLOGICA LA DIVERSITÀ BIOLOGICA Partiamo da noi Cosa conosco di questo argomento? Cosa si intende con biodiversità? Ma quante sono le specie viventi sul pianeta? ancora domande Come mai esistono tante diverse specie

Dettagli

Psicologia dello Sviluppo

Psicologia dello Sviluppo Psicologia dello Sviluppo DESCRIVE i cambiamenti dell essere umano nei comportamenti e nelle competenze (motorie, percettive, sociali, emotive, comunicativo-linguistiche, cognitive) in funzione del trascorrere

Dettagli

TEORIA DI LAMARCK O DELLA EREDITARIETA DEI CARATTERI ACQUISITI

TEORIA DI LAMARCK O DELLA EREDITARIETA DEI CARATTERI ACQUISITI L EVOLUZIONE IN PASSATO SI PENSAVA CHE LE SPECIE ANIMALI E VEGETALI CHE OGGI POPOLANO LA TERRA AVESSERO AVUTO SEMPRE LA FORMA ATTUALE. SI CREDEVA CIOE NELLA TEORIA DELCREAZIONISMO (NELLA CREAZIONE ORIGINALE)

Dettagli

BIODIVERSITA. Biovarietà o varietà della vita. Mauro Sabatini e Leonardo Barbaresi 12/04/2012 1

BIODIVERSITA. Biovarietà o varietà della vita. Mauro Sabatini e Leonardo Barbaresi 12/04/2012 1 BIODIVERSITA Biovarietà o varietà della vita. Mauro Sabatini e Leonardo Barbaresi 12/04/2012 1 Biodiversità 1 Significato del termine 2 Dal punto di vista dell uomo 3 Dal punto di vista biologico 4 I numeri

Dettagli

L ambiente è costituito da: una componente abiotica - (aria, acqua, terra, rocce, ecc.)

L ambiente è costituito da: una componente abiotica - (aria, acqua, terra, rocce, ecc.) L ambiente è costituito da: una componente abiotica - (aria, acqua, terra, rocce, ecc.) una componente biotica (esseri viventi) - (batteri, funghi, piante, animali, ecc.) ECOLOGIA (Häckel 1866) Scienza

Dettagli

Scuola dell Infanzia SCIENZE OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO

Scuola dell Infanzia SCIENZE OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO ISTITUTO OMNICOMPRENSIVO ALTO ORVIETANO FABRO - TR Scuola dell Infanzia SCIENZE OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO MACRO DESCRITTORI PRIMO ANNO SECONDO ANNO ULTIMO ANNO Esplorare e descrivere oggetti e materiali

Dettagli

CURRICOLO VERTICALE D ISTITUTO DI SCIENZE

CURRICOLO VERTICALE D ISTITUTO DI SCIENZE .C.Trilussa CUCOLO VETCLE D SCENZE stituto Comprensivo Statale TLUSS via Trilussa 10-20157 Milano scuola Primaria e scuola Secondaria di 1 grado Plessi dipendenti: Plessi di Scuola Primaria: via Trilussa

Dettagli

PROGETTAZIONE DIDATTICA CLASSI PRIME ANNO SCOLASTICO 2012-2013 SCIENZE. Traguardi per lo sviluppo delle competenze OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO

PROGETTAZIONE DIDATTICA CLASSI PRIME ANNO SCOLASTICO 2012-2013 SCIENZE. Traguardi per lo sviluppo delle competenze OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO PROGETTAZIONE DIDATTICA CLASSI PRIME ANNO SCOLASTICO 2012-2013 SCIENZE L insegnamento delle scienze dovrebbe essere caratterizzato dall utilizzo e dall acquisizione delle metodologie euristiche, che alimentano

Dettagli

Il materiale ripercorre i presupporti teorici legati al tema del welfare aziendale proponendo quanto emerso in occasione di un intervento in aula.

Il materiale ripercorre i presupporti teorici legati al tema del welfare aziendale proponendo quanto emerso in occasione di un intervento in aula. Il materiale ripercorre i presupporti teorici legati al tema del welfare aziendale proponendo quanto emerso in occasione di un intervento in aula. E possibile approfondire il tema consultando il sito La

Dettagli

Colora tu l avventura Alla scoperta dell energia

Colora tu l avventura Alla scoperta dell energia Colora tu l avventura Alla scoperta dell energia Energia deriva dalla parola greca energheia che significa attività. Nei tempi antichi il termine energia venne usato per indicare forza, vigore, potenza

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO MONTEGROTTO TERME SCUOLA PRIMARIA DISCIPLINA: SCIENZE - CLASSE PRIMA OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO

ISTITUTO COMPRENSIVO MONTEGROTTO TERME SCUOLA PRIMARIA DISCIPLINA: SCIENZE - CLASSE PRIMA OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO PRIMA DELLA DISCIPLINA: SCIENZE - CLASSE PRIMA L alunno sviluppa atteggiamenti di curiosità e modi di guardare il mondo che lo stimolano a cercare spiegazioni di quello che vede succedere. Esplora i fenomeni

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO SAN VENANZO - TR SCUOLA DELL'INFANZIA SCIENZE OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO

ISTITUTO COMPRENSIVO SAN VENANZO - TR SCUOLA DELL'INFANZIA SCIENZE OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO ISTITUTO COMPRENSIVO SAN VENANZO - TR SCUOLA DELL'INFANZIA SCIENZE OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO MACRO DESCRITTORI PRIMO ANNO SECONDO ANNO ULTIMO ANNO Esplorare e descrivere oggetti e materiali 1. Manipolare

Dettagli

LA BASE MOTORIA E INTENZIONALE DELL APPRENDERE

LA BASE MOTORIA E INTENZIONALE DELL APPRENDERE IL CONTRIBUTO DELLE NEUROSCIENZE: IL DIBATTITO IN AMBITO EDUCATIVO. Bressanone 26/10/2012; Daniela Mario LA BASE MOTORIA E INTENZIONALE DELL APPRENDERE I neuroni specchio e le rappresentazioni condivise

Dettagli

Scienze e Tecniche Psicologiche dello Sviluppo della Salute in Età Evolutiva

Scienze e Tecniche Psicologiche dello Sviluppo della Salute in Età Evolutiva Scienze e Tecniche Psicologiche dello Sviluppo della Salute in Età Evolutiva ANNO ACCADEMICO 2007-2008 ROBERTO BAIOCCO Università degli Studi di Roma Sapienza Il corso offre una panoramica delle principali

Dettagli

CURRICOLO SCIENZE SCUOLA PRIMARIA Classe 1, 2, 3

CURRICOLO SCIENZE SCUOLA PRIMARIA Classe 1, 2, 3 CURRICOLO SCIENZE SCUOLA PRIMARIA Classe 1, 2, 3 Nuclei tematici Scienza della materia Traguardi per lo sviluppo della competenza L alunno sviluppa atteggiamenti di curiosità verso fenomeni del mondo fisico

Dettagli

SCIENZE CLASSE PRIMA

SCIENZE CLASSE PRIMA CLASSE PRIMA IL MONDO ATTRAVERSO I CINQUE SENSI 1. Conoscere lo schema corporeo: individuare e denominare le parti principali del corpo umano. 2. Conoscere i cinque sensi: sperimentare, attraverso attività

Dettagli

FONDAMENTI E DIDATTICA DELLE SCIENZE NELLA SCUOLA DELL INFANZIA

FONDAMENTI E DIDATTICA DELLE SCIENZE NELLA SCUOLA DELL INFANZIA FONDAMENTI E DIDATTICA DELLE SCIENZE NELLA SCUOLA DELL INFANZIA giuseppina.rinaudo@unito..rinaudo@unito.itit SFP 2006 - "Introduzione al corso" V. Montel, M. Perosino, G. Rinaudo 1 Impostazione del corso

Dettagli

GESTIONE DELLE TECNOLOGIE AMBIENTALI PER SCARICHI INDUSTRIALI ED EMISSIONI NOCIVE LEZIONE 3. Angelo Bonomi

GESTIONE DELLE TECNOLOGIE AMBIENTALI PER SCARICHI INDUSTRIALI ED EMISSIONI NOCIVE LEZIONE 3. Angelo Bonomi GESTIONE DELLE TECNOLOGIE AMBIENTALI PER SCARICHI INDUSTRIALI ED EMISSIONI NOCIVE LEZIONE 3 Angelo Bonomi COSA E LA TECNOLOGIA Con il nome di tecnologia si indicano cose con vari significati come una tecnologia

Dettagli

Indice. 1 Il funzionamento del sistema uditivo --------------------------------------------------------------------------------------- 3

Indice. 1 Il funzionamento del sistema uditivo --------------------------------------------------------------------------------------- 3 LEZIONE: IL FUNZIONAMENTO DEL SISTEMA UDITIVO PROF. EDORDO ARSLAN Indice 1 Il funzionamento del sistema uditivo --------------------------------------------------------------------------------------- 3

Dettagli

SCUOLA PRIMARIA I.C. di CRESPELLANO PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI SCIENZE. TRAGUARDI DELLE COMPETENZE AL TERMINE della CLASSE I

SCUOLA PRIMARIA I.C. di CRESPELLANO PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI SCIENZE. TRAGUARDI DELLE COMPETENZE AL TERMINE della CLASSE I SCUOLA PRIMARIA I.C. di CRESPELLANO PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI SCIENZE ANNO SCOLASTICO INSEGNANTI TRAGUARDI DELLE COMPETENZE AL TERMINE della CLASSE I Osserva con curiosità che lo circonda, ponendo spontaneamente

Dettagli

Ecolezione : a cura di Matteo Franco e Andrea Bortolotto classe 2 c IPAA G. Corazzin, ISISS Cerletti

Ecolezione : a cura di Matteo Franco e Andrea Bortolotto classe 2 c IPAA G. Corazzin, ISISS Cerletti Ecolezione : a cura di Matteo Franco e Andrea Bortolotto classe 2 c IPAA G. Corazzin, ISISS Cerletti Cos è la biodiversità? Il termine biodiversità è stato coniato nel 1988 dall'entomologo americano Edward

Dettagli

IL LEGNO. Che cos è il legno? Il legno è un materiale da costruzione che si ricava dal tronco degli alberi.si chiama anche:

IL LEGNO. Che cos è il legno? Il legno è un materiale da costruzione che si ricava dal tronco degli alberi.si chiama anche: IL LEGNO 1 Perché è importante il legno? E stato il primo combustibile usato dall uomo per scaldarsi, per cuocere i cibi e fondere i metalli. E stato il primo materiale utilizzato per costruire case, recinti,

Dettagli

SCIENZE E TECNOLOGIA

SCIENZE E TECNOLOGIA SCIENZE E TECNOLOGIA COMPETENZE Dimostra conoscenze scientifico-tecnologiche che gli consentono di analizzare dati e fatti della realtà e di verificare l'attendibilità delle analisi quantitative e statistiche

Dettagli

BIODIVERSITÀ NELL AGROECOSISTEMA

BIODIVERSITÀ NELL AGROECOSISTEMA BIODIVERSITÀ NELL AGROECOSISTEMA po p i l i F ri Alleg Zurla G ia Barbi er i nluca Luca 2^C a.s. 2013/2014 COS È LA BIODIVERSITÀ È LA VARIETÀ DI SPECIE ANIMALI E VEGETALI PRESENTI NELLA BIOSFERA PERCHÉ

Dettagli

Altri metodi di indicizzazione

Altri metodi di indicizzazione Organizzazione a indici su più livelli Altri metodi di indicizzazione Al crescere della dimensione del file l organizzazione sequenziale a indice diventa inefficiente: in lettura a causa del crescere del

Dettagli

INFORMATICA MUSICALE. Docente. Renato Caruso

INFORMATICA MUSICALE. Docente. Renato Caruso INFORMATICA MUSICALE Docente Renato Caruso L'orecchio L orecchio è formato da: orecchio esterno, medio e interno. L'orecchio L'orecchio Nella coclea vi sono tre canali (rampa timpanica, vestibolare e cocleare)

Dettagli

Quale cibo per il futuro?

Quale cibo per il futuro? Quale cibo per il futuro? C. Forni Laboratorio di Botanica e Fitotecnologie Università degli Studi di Roma Tor Vergata forni@uniroma2.it Frascati Scienza 22 9 14 1 Le piante sono costituite da tante molecole

Dettagli

biologica era al culmine. Oggi, man mano che la popolazione umana si accresce aumentano gli p

biologica era al culmine. Oggi, man mano che la popolazione umana si accresce aumentano gli p La specie umana è comparsa sulla Terra nel momento in cui la diversità biologica era al culmine. Oggi, man mano che la popolazione umana si accresce aumentano gli p effetti distruttivi nei confronti delle

Dettagli

Il giardino nella macchina: la vita artificiale. 2003 Mauro Annunziato

Il giardino nella macchina: la vita artificiale. 2003 Mauro Annunziato Il giardino nella macchina: la vita artificiale 2003 Mauro Annunziato La fondazione della vita artificiale Chris Langton ( 89) Artificial Life (Alife) : programmi che autonomamente si evolvono all interno

Dettagli

Indicazioni nazionali 2012 per il curricolo di scuola infanzia e primo ciclo del 4 settembre 2012

Indicazioni nazionali 2012 per il curricolo di scuola infanzia e primo ciclo del 4 settembre 2012 02/12/2014 1 GEOGRAFIA Insegnare geografia nella scuola dell infanzia e nella scuola primaria Indicazioni nazionali 2012 per il curricolo di scuola infanzia e primo ciclo del 4 settembre 2012 02/12/2014

Dettagli

FONDAMENTI DI ILLUMINOTECNICA

FONDAMENTI DI ILLUMINOTECNICA Prof. Ceccarelli Antonio ITIS G. Marconi Forlì Articolazione: Elettrotecnica Disciplina: Tecnologie e progettazione di sistemi elettrici ed elettronici A.S. 2012/13 FONDAMENTI DI ILLUMINOTECNICA CHE COSA

Dettagli

A. S. 1999 /2000 UNA PROPOSTA DI LAVORO IN CONTINUITA EDUCAZIONE AMBIENTALE

A. S. 1999 /2000 UNA PROPOSTA DI LAVORO IN CONTINUITA EDUCAZIONE AMBIENTALE A. S. 1999 /2000 UNA PROPOSTA DI LAVORO IN CONTINUITA EDUCAZIONE AMBIENTALE L EDUCAZIONE AMBIENTALE SI ATTUA Evoluzione culturale dell uomo pag. 1 Perché l educazione ambientale nella scuola pag. 2 Breve

Dettagli

CURRICOLO SCIENZE E TECNOLOGIA

CURRICOLO SCIENZE E TECNOLOGIA 1 CURRICOLO SCIENZE E TECNOLOGIA Competenza 1 al termine della scuola dell Infanzia 2 Il bambino: Schema cognitivo Rileva le caratteristiche principali di oggetti e di situazioni; formula ipotesi; ricerca

Dettagli

L ACQUARIO DI BOLSENA, offre ad adulti e ragazzi una grande quantità di attività:

L ACQUARIO DI BOLSENA, offre ad adulti e ragazzi una grande quantità di attività: L ACQUARIO DI BOLSENA, offre ad adulti e ragazzi una grande quantità di attività: visite guidate, laboratori didattici, filmati, conferenze, convegni, mostre, eventi artistici, ma anche: soggiorni per

Dettagli

DISCIPLINA : SCIENZE NATURALI E SPERIMENTALI CLASSE PRIMA SCUOLA PRIMARIA. TRAGUARDI DI APPRENDIMENTO (AL TERMINE DI: CL.

DISCIPLINA : SCIENZE NATURALI E SPERIMENTALI CLASSE PRIMA SCUOLA PRIMARIA. TRAGUARDI DI APPRENDIMENTO (AL TERMINE DI: CL. DISCIPLINA : SCIENZE NATURALI E SPERIMENTALI CLASSE PRIMA SCUOLA PRIMARIA TRAGUARDI DI APPRENDIMENTO (AL TERMINE DI: CL. 3^ primaria) Esplora i fenomeni con un approccio scientifico: con l'aiuto dell'insegnante

Dettagli

ELABORATO DAI DOCENTI ISTITUTO COMPRENSIVO CALVISANO. ertyuiopasdfghjklzxcvbnmqwertyuiopasdfghj. Anno scolastico 2014-2015

ELABORATO DAI DOCENTI ISTITUTO COMPRENSIVO CALVISANO. ertyuiopasdfghjklzxcvbnmqwertyuiopasdfghj. Anno scolastico 2014-2015 qwertyuiopasdfghjklzxcvbnmqwertyuiopasdf ghjklzxcvbnmqwertyuiopasdfghjklzxcvbnmq wertyuiopasdfghjklzxcvbnmqwertyuiopasdfg CURRICOLO DI SCIENZE hjklzxcvbnmqwertyuiopasdfghjklzxcvbnmqw ELABORATO DAI DOCENTI

Dettagli

COMPETENZE SPECIFICHE

COMPETENZE SPECIFICHE COMPETENZE IN SCIENZE DISCIPLINA DI RIFERIMENTO: SCIENZE TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE FISSATI DALLE INDICAZIONI NAZIONALI PER IL CURRICOLO 2012. SCIENZE TRAGUARDI ALLA FINE DELLA SCUOLA PRIMARIA

Dettagli

Il fenomeno condensa

Il fenomeno condensa Il fenomeno condensa La condensa è un fenomeno naturale molto frequente e presente in vari tipi di abitazioni; è un fenomeno piuttosto fastidioso ed insidioso, anche perché comporta effetti negativi dannosi

Dettagli

CURRICOLO DI TECNOLOGIA Scuola Primaria CLASSE 1^ (MONOENNIO) COMPETENZE CONOSCENZE ABILITÀ

CURRICOLO DI TECNOLOGIA Scuola Primaria CLASSE 1^ (MONOENNIO) COMPETENZE CONOSCENZE ABILITÀ CURRICOLO DI TECNOLOGIA Scuola Primaria CLASSE 1^ (MONOENNIO) COMPETENZE CONOSCENZE ABILITÀ RICONOSCERE E DESCRIVERE FENOMENI FONDAMENTALI DEL MONDO TECNOLOGICO - I bisogni primari dell uomo: gli oggetti,

Dettagli

L UOMO L ORGANIZZAZIONE

L UOMO L ORGANIZZAZIONE UNITÀ DIDATTICA 1 L UOMO E L ORGANIZZAZIONE A.A 2007 / 2008 1 PREMESSA Per poter applicare con profitto le norme ISO 9000 è necessario disporre di un bagaglio di conoscenze legate all organizzazione aziendale

Dettagli

6. La Terra. Sì, la terra è la tua casa. Ma che cos è la terra? Vediamo di scoprire qualcosa sul posto dove vivi.

6. La Terra. Sì, la terra è la tua casa. Ma che cos è la terra? Vediamo di scoprire qualcosa sul posto dove vivi. 6. La Terra Dove vivi? Dirai che questa è una domanda facile. Vivo in una casa, in una certa via, di una certa città. O forse dirai: La mia casa è in campagna. Ma dove vivi? Dove sono la tua casa, la tua

Dettagli

CREPAPANZA ERA. 1.buono e generoso 2.avido ed ingordo 3.cattivo e pericoloso CREPAPANZA ERA. 1.buono e generoso 2.avido ed ingordo 3.cattivo e pericoloso IL NUTRIMENTO E UNA NECESSITA VITALE PER L UOMO,

Dettagli

La candela accesa. Descrizione generale. Obiettivi. Sequenza didattica e metodo di lavoro. Esperimenti sulla crescita delle piante

La candela accesa. Descrizione generale. Obiettivi. Sequenza didattica e metodo di lavoro. Esperimenti sulla crescita delle piante Esperimenti sulla crescita delle piante unità didattica 1 La candela accesa Durata 60 minuti Materiali per ciascun gruppo - 1 candela - 1 vaso di vetro - 1 cronometro - 1 cannuccia - fiammiferi - 1 pezzo

Dettagli

LA BRICIOLA UNA DELICATA STORIA FRA AMBIENTE E LINGUAGGIO

LA BRICIOLA UNA DELICATA STORIA FRA AMBIENTE E LINGUAGGIO LA BRICIOLA UNA DELICATA STORIA FRA AMBIENTE E LINGUAGGIO ATTIVITA per TUTTO IL GRUPPO LA STORIA LA BRICIOLA Lettura e comprensione della storia. La narrazione richiederà più ripetizioni perché in rima

Dettagli

CURRICOLO DI SCIENZE della scuola primaria

CURRICOLO DI SCIENZE della scuola primaria CURRICOLO DI SCIENZE della scuola primaria CURRICOLO DI SCIENZE al termine della classe prima della scuola primaria...2 CURRICOLO DI SCIENZE al termine della classe seconda della scuola primaria...3 CURRICOLO

Dettagli

LA CONOSCENZA DEL MONDO

LA CONOSCENZA DEL MONDO SCUOLA DELL INFANZIA INDICATORI LA CONOSCENZA OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO 3 anni 4 anni 5 anni. DEL MONDO FISICO E.. Esplorare con curiosità attraverso i sensi. Manipolare materiali diversi. Sperimentare

Dettagli

L ECOSISTEMA. Educazione ambientale

L ECOSISTEMA. Educazione ambientale L ECOSISTEMA Sai che cos è un ambiente? Il tuo ambiente, ad esempio, è il posto dove vivi ed è fatto dalla casa dove vivi, ma anche dalle persone, delle piante, degli animali che vi abitano. Un ambiente

Dettagli

Le risposte del rapporto SINTESI

Le risposte del rapporto SINTESI SINTESI Il rapporto Crescita digitale. Come Internet crea lavoro, come potrebbe crearne di più, curato da Marco Simoni e Sergio de Ferra (London School of Economics) per Italia Futura, in collaborazione

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO G. SOLARI LORETO http://www.istitutocomprensivosolari.it/ INDICATORI DI APPRENDIMENTO DELLA SCUOLA PRIMARIA

ISTITUTO COMPRENSIVO G. SOLARI LORETO http://www.istitutocomprensivosolari.it/ INDICATORI DI APPRENDIMENTO DELLA SCUOLA PRIMARIA ISTITUTO COMPRENSIVO G. SOLARI LORETO http://www.istitutocomprensivosolari.it/ INDICATORI DI APPRENDIMENTO DELLA SCUOLA PRIMARIA anno scolastico 2013 2014 1 CLASSE PRIMA ITALIANO - Ascoltare, comprendere

Dettagli

L Età della vecchiaia: i fattori dell invecchiamento

L Età della vecchiaia: i fattori dell invecchiamento L Età della vecchiaia: i fattori dell invecchiamento Agenzia Formativa del Comune di Gorgonzola CORSO A.S.A. 2009 Prof.ssa Chiara Bertonati 1 Il ciclo di vita: la vecchiaia Fasi evolutive (periodi): L

Dettagli

Progettare la manutenzione (a cura di Paolo Stefanini)

Progettare la manutenzione (a cura di Paolo Stefanini) Progettare la manutenzione (a cura di Paolo Stefanini) Progettare la manutenzione significa determinare il miglior sistema di gestione delle fasi che compongono tale processo, vale a dire trovare il giusto

Dettagli

Lezione del 7 novembre Prof.ssa De Stasio

Lezione del 7 novembre Prof.ssa De Stasio Lezione del 7 novembre Prof.ssa De Stasio Indice della lezione: Traccia per lavoro in classe, intervista sulla relazione con l insegnante... 1 Approccio del sopravvivere e fiorire... 1 Integrazione...

Dettagli

PERCORSO DI EDUCAZIONE AMBIENTALE. Con la collaborazione con il Centro R.D.P. del Padule di Fucecchio

PERCORSO DI EDUCAZIONE AMBIENTALE. Con la collaborazione con il Centro R.D.P. del Padule di Fucecchio PERCORSO DI EDUCAZIONE AMBIENTALE Con la collaborazione con il Centro R.D.P. del Padule di Fucecchio SCUOLA PRIMARIA GALILEO GALILEI CLASSE 3A e 3B ANNO SCOLASTICO 2011/2012 Le attività si sono svolte

Dettagli

Tecniche strategie e metodologie del processo di insegnamento-apprendimento. a cura della Dott.ssa Donata Monetti

Tecniche strategie e metodologie del processo di insegnamento-apprendimento. a cura della Dott.ssa Donata Monetti Tecniche strategie e metodologie del processo di insegnamento-apprendimento a cura della Dott.ssa Donata Monetti Gli elementi di base della dinamica insegnamento - apprendimento LA PROGRAMMAZIONE DEGLI

Dettagli

esperienze naturali di gioco ascolti e ricerche in giardino

esperienze naturali di gioco ascolti e ricerche in giardino esperienze naturali di gioco ascolti e ricerche in giardino Indice Esperienze naturali di gioco di Sabrina Bonaccini.6 Il rapporto tra bambino e natura: una convivenza da ritrovare di Federica Marani e

Dettagli

1.2 Il concetto di settore nella teoria economica: criteri economici e regole empiriche di definizione dei confini settoriali

1.2 Il concetto di settore nella teoria economica: criteri economici e regole empiriche di definizione dei confini settoriali 1.2 Il concetto di settore nella teoria economica: criteri economici e regole empiriche di definizione dei confini settoriali OBIETTIVI SPECIFICI COMPRENDERE L INCERTEZZA INTRINSECA NELLA DEFINIZIONE DEI

Dettagli

Il futuro della stampa ECO-Compatibile

Il futuro della stampa ECO-Compatibile Il futuro della stampa ECO-Compatibile Chi è T-Trade Engineering Qual è la situazione attuale nell etichettatura industriale Perché pensare a queste tecnologie ora Cosa può cambiare con le soluzioni T-Trade

Dettagli

MAPPA OPERATIVA PER U.A. DISCIPLINARI. Scuola Secondaria di I grado

MAPPA OPERATIVA PER U.A. DISCIPLINARI. Scuola Secondaria di I grado MAPPA OPERATIVA PER U.A. DISCIPLINARI Scuola Secondaria di I grado Considerate la vastità degli argomenti trattati e le esigenze peculiari di ogni classe, ciascun insegnante deciderà quali unità didattiche

Dettagli

Il consulente aziendale di Richard Newton, FrancoAngeli 2012

Il consulente aziendale di Richard Newton, FrancoAngeli 2012 Introduzione Chiedete a qualunque professionista di darvi una definizione dell espressione consulente aziendale, e vedrete che otterrete molte risposte diverse, non tutte lusinghiere! Con tale espressione,

Dettagli

Il primo questionario di assessment europeo con un approccio sistemico nato per rispondere alle esigenze più evolute di sviluppo delle risorse umane

Il primo questionario di assessment europeo con un approccio sistemico nato per rispondere alle esigenze più evolute di sviluppo delle risorse umane Il primo questionario di assessment europeo con un approccio sistemico nato per rispondere alle esigenze più evolute di sviluppo delle risorse umane Che cos è Dolquest? E uno strumento che favorisce e

Dettagli

L UOMO È CIÒ CHE MANGIA

L UOMO È CIÒ CHE MANGIA L UOMO È CIÒ CHE MANGIA Motivazione Oggi l alimentazione ha assunto un ruolo importante nella determinazione della qualità della vita: essa, pertanto, si configura quale strumento indispensabile per l

Dettagli

U 1 . - - . - - Interfaccia. U m

U 1 . - - . - - Interfaccia. U m Introduzione La teoria delle reti logiche tratta problemi connessi con la realizzazione e il funzionamento di reti per l elaborazione dell informazione (il termine logico deriva dalla stretta parentela

Dettagli

Scienze della natura Biologia, chimica, fisica

Scienze della natura Biologia, chimica, fisica Scienze della natura Biologia, chimica, fisica Obiettivi L insegnamento delle scienze naturali vuole essere un apporto alla comprensione della natura. Esso introduce agli svariati fenomeni e alle leggi

Dettagli

SISSIS Sostegno V ciclo MODELLI ORGANIZZATIVI E RETI DI SOSTEGNO PER L INTEGRAZIONE SCOLASTICA E L INCLUSIONE SOCIALE

SISSIS Sostegno V ciclo MODELLI ORGANIZZATIVI E RETI DI SOSTEGNO PER L INTEGRAZIONE SCOLASTICA E L INCLUSIONE SOCIALE SISSIS Sostegno V ciclo MODELLI ORGANIZZATIVI E RETI DI SOSTEGNO PER L INTEGRAZIONE SCOLASTICA E L INCLUSIONE SOCIALE ANALISI DELLO SVILUPPO PSICOMOTORIO ED EMOTIVO/AFFETTIVO PROF. JOSE ALBERTO FREDA ATTO

Dettagli

ROBOT COME PSICOLOGIA

ROBOT COME PSICOLOGIA FORZA, VELOCITÀ E ACCELERAZIONE: UNO SGUARDO CONTEMPORANEO AI PRINCIPI DELLA DINAMICA 301 ROBOT COME PSICOLOGIA DOMENICO PARISI Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione, Consiglio Nazionale delle

Dettagli

CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO

CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO I. Il bambino gioca in modo costruttivo e creativo con gli altri, sa argomentare, confrontarsi, sostenere le proprie ragioni con adulti e bambini. I I. Sviluppa il

Dettagli

La parola energia deriva dal greco: EN (dentro) e ERGON (lavoro) Significa: capacità di compiere un lavoro

La parola energia deriva dal greco: EN (dentro) e ERGON (lavoro) Significa: capacità di compiere un lavoro La parola energia deriva dal greco: EN (dentro) e ERGON (lavoro) Significa: capacità di compiere un lavoro L energia si trova dappertutto intorno a noi PRIMARIE MESSE A DISPOSIZIONE DALLA NATURA SECONDARIE

Dettagli

L influenza reale di una progettazione sensibile. Casi Studio.

L influenza reale di una progettazione sensibile. Casi Studio. L influenza reale di una progettazione sensibile. Casi Studio. CONTINUA L INTRODUZIONE 1. L Architettura Feng Shui, è dunque un bacino di conoscenza sintetizzato in questo paradigma delle tre vie, che

Dettagli

Giuseppe Riva L come libro, T come tablet. Come si studia meglio? Il Mulino Anno LXIII, Numero 475, Pagine 790-794 http://www.rivistailmulino.

Giuseppe Riva L come libro, T come tablet. Come si studia meglio? Il Mulino Anno LXIII, Numero 475, Pagine 790-794 http://www.rivistailmulino. Giuseppe Riva L come libro, T come tablet. Come si studia meglio? Il Mulino Anno LXIII, Numero 475, Pagine 790-794 http://www.rivistailmulino.it/ L approvazione della legge n. 128/2013 consente da quest

Dettagli

IDEE SOSTENIBILI IN MOVIMENTO: CON IL LUDOBUS LA SCIENZA SI TRASFORMA IN ESPERIENZA

IDEE SOSTENIBILI IN MOVIMENTO: CON IL LUDOBUS LA SCIENZA SI TRASFORMA IN ESPERIENZA IDEE SOSTENIBILI IN MOVIMENTO: CON IL LUDOBUS LA SCIENZA SI TRASFORMA IN ESPERIENZA Il progetto In compagnia di tre amici, Elettra, Semino e Azzurro, andiamo a presentarvi le iniziative del progetto Idee

Dettagli

ENERGIA SOLARE: Centrali fotovoltaiche e termosolari. Istituto Paritario Scuole Pie Napoletane - Anno Scolastico 2012-13 -

ENERGIA SOLARE: Centrali fotovoltaiche e termosolari. Istituto Paritario Scuole Pie Napoletane - Anno Scolastico 2012-13 - ENERGIA SOLARE: Centrali fotovoltaiche e termosolari L A V E R A N A T U R A D E L L A L U C E La luce, sia naturale sia artificiale, è una forma di energia fondamentale per la nostra esistenza e per quella

Dettagli

PRIMI PASSI NELLA SCIENZA

PRIMI PASSI NELLA SCIENZA PRIMI PASSI NELLA SCIENZA L allenamento a realizzare esperimenti, a procedere per tentativi ed errori e a osservare i risultati degli esperimenti che si realizzano sono attività che possono cominciare

Dettagli

Amplificatori Audio di Potenza

Amplificatori Audio di Potenza Amplificatori Audio di Potenza Un amplificatore, semplificando al massimo, può essere visto come un oggetto in grado di aumentare il livello di un segnale. Ha quindi, generalmente, due porte: un ingresso

Dettagli

Disciplina: SCIENZE MATEMATICHE UNITÀ DI APPRENDIMENTO 1

Disciplina: SCIENZE MATEMATICHE UNITÀ DI APPRENDIMENTO 1 Disciplina: SCIENZE MATEMATICHE UNITÀ DI APPRENDIMENTO 1 OBIETTIVO FORMATIVO Comprendere come gli strumenti matematici siano necessari per operare nella realtà. L alunno si muove con sicurezza nel calcolo

Dettagli

MAKING IDEAS HAPPEN. Le 10 cose da sapere per essere innovatori nel proprio business online

MAKING IDEAS HAPPEN. Le 10 cose da sapere per essere innovatori nel proprio business online MAKING IDEAS HAPPEN Le 10 cose da sapere per essere innovatori nel proprio business online Questa guida è stata realizzata dal team di Innovazione quotidiana. Tutti i diritti sono riservati 2015 www.innovazionequotidiana.it

Dettagli

Api che vanno, bombi che vengono

Api che vanno, bombi che vengono Unità didattica 7 Piante e Alimentazione Api che vanno, bombi che vengono Durata 1 ora più osservazioni all aperto Materiali - schede di lavoro F24 (se possibile stampata a colori), F25 e F26 - schede

Dettagli

All aperto, in una giornata fredda, ci si chiede come fare per riscaldare le mani?

All aperto, in una giornata fredda, ci si chiede come fare per riscaldare le mani? Temperatura e calore All aperto, in una giornata fredda, ci si chiede come fare per riscaldare le mani? Le strofino forte forte Le metto in tasca o le infilo sotto le ascelle Ho freddo ai piedi, ho le

Dettagli

Tesina di tecnica. L Energie Rinnovabili

Tesina di tecnica. L Energie Rinnovabili Tesina di tecnica L Energie Rinnovabili L Energia: parte della nostra vita quotidiana Nella vita di tutti i giorni, forse senza saperlo, consumiamo energia, anche senza saperlo. Infatti un corpo che è

Dettagli

Che volontari cerchiamo? Daniela Caretto Lecce, 27-28 aprile

Che volontari cerchiamo? Daniela Caretto Lecce, 27-28 aprile Che volontari cerchiamo? Daniela Caretto Lecce, 27-28 aprile Premessa All arrivo di un nuovo volontario l intero sistema dell associazione viene in qualche modo toccato. Le relazioni si strutturano diversamente

Dettagli