4. La riforma del collocamento dei lavoratori disabili: il primo anno d applicazione in provincia di Milano 1

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1 4. La riforma del collocamento dei lavoratori disabili: il primo anno d applicazione in provincia di Milano La legge 68 del 1999 Il 2000 è stato il primo anno di applicazione della legge 68 del 12 marzo 1999, legge che ha profondamente riformato la filosofia e le procedure dell avviamento al lavoro delle persone disabili. Precedentemente la materia era normata dalla legge 482 del 1968, che però, a fronte degli alti obiettivi numerici proposti, si era dimostrata per molti aspetti inefficace ed era rimasta nei risultati inapplicata. L elemento più significativo di continuità tra la legge 68/99 e la normativa precedente è che il diritto al lavoro delle persone disabili continua a essere tutelato attraverso l obbligo, per i datori di lavoro, di garantire a questa categoria di cittadini l accesso a una quota di assunzioni, proporzionale alle dimensioni del proprio personale dipendente. Al di là di questo aspetto di fondo, la nuova normativa segna un importante scarto rispetto alla legge 482/68, soprattutto in ciò che riguarda le metodologie di avviamento al lavoro delle persone disabili: essa, infatti, si basa sul superamento dell avviamento numerico obbligatorio che caratterizza la vecchia legge e sull assunzione di diversi strumenti propri delle politiche attive del lavoro. La legge 68/99 si pone il duplice obiettivo di rispondere all esigenza di lavoro della popolazione disabile senza che ciò divenga, per le aziende e gli enti pubblici vincolati un mero costo, bensì un inserimento proficuo di soggetti produttivi. La filosofia che sottostà a tale norma è che l avviamento al lavoro debba essere realizzato attraverso l incontro tra le caratteristiche di una persona disabile e quelle di una mansione in cui la persona possa effettivamente essere impiegata, rispondendo in questo modo alle esigenze di entrambi i soggetti coinvolti (i disoccupati disabili e i datori di lavoro) e ampliando le possibilità di successo e durata temporale. Non si dimentichi che l inserimento lavorativo per la persona disabile, ancora di più che per il resto della popolazione, ha una valenza che va ben oltre l ottenimento di autonomia economica e riguarda aspetti di integrazione e acquisizione di dignità fondamentali. È evidente che solo inserimenti in lavori veri, nel rispetto delle possibilità, delle capacità e dei limiti del soggetto, possono rispondere a tali esigenze. La legge indica nel collocamento mirato lo strumento cardine per giungere a questo tipo di inserimento. Per collocamento mirato dei disabili si intende quella serie di strumenti tecnici e di supporto che permettono di valutare adeguatamente le persone con disabilità nelle loro 1 Questa sezione è stata elaborata sulla base dei documenti e dei dati messi a disposizione dal Servizi per il Collocamento Obbligatorio e l Inserimento Mirato dei Disabili della Provincia di Milano, oltre che delle interviste al Dott. Messori, responsabile di tale servizio, al Dott. Quattropani, Dirigente del Settore Politiche del Lavoro della Provincia, al Dott. Leanti, funzionario della Regione Lombardia, alla Dott.ssa Stea dell Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili. 223

2 capacità lavorative e di inserirle nel posto adatto, attraverso analisi di posti di lavoro, forme di sostegno, azioni positive e soluzioni dei problemi connessi con gli ambienti, gli strumenti e le relazioni interpersonali sui luoghi quotidiani di lavoro e di relazione. (legge. 68/99 art.2) Compito del collocamento mirato quindi non è solo individuare un corretto incontro tra le caratteristiche della persona e quelle della mansione, ma, ove ciò non sia immediatamente possibile, porre in campo una serie di risorse e di servizi atti a permettere sia alla persona di adeguare le proprie competenze, sia all azienda di intervenire su aspetti strutturali e di organizzazione del lavoro per rendere accessibile la mansione designata. Ciò non è una novità assoluta della legge 68/99, non solo perché si pone nel solco della più generale riforma del collocamento ordinario, ma anche perché recepisce i contenuti della legge 104 del 5 febbraio 1992 Legge-quadro per l assistenza, l integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate. : [ ] Ai fini dell avviamento al lavoro, la valutazione della persona handicappata tiene conto della capacità lavorativa e relazionale dell individuo e non solo della minorazione fisica o psichica.[ ] (legge 104/92 art. 18). Alla luce di tale quadro normativo, il ruolo dei servizi per l impiego e degli uffici competenti assume una valenza diversa rispetto al passato, passando da una logica basata sull adempimento di obblighi formali-burocratici riconducibili essenzialmente al controllo, alla promozione di politiche attive volte all ottenimento di risultati, soprattutto qualitativi, nel campo dell inserimento lavorativo delle persone disabili. I soggetti tutelati I soggetti tutelati dalla legge 68/99 sono: a. le persone in età lavorativa affette da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali o portatrici di handicap intellettivo, che abbiano il riconoscimento di invalidità civile con una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45% b. le persone invalide da lavoro con un grado di invalidità superiore al 33% c. le persone non vedenti e sordomute d. le persone invalide di guerra, invalide civili di guerra e invalide per servizio (dalla I all VIII categoria) Rispetto alla legge 482/68, le categorie ora tutelate dalla legge sono maggiormente omogenee e rientrano esclusivamente nell area della disabilità. Questa differenza è già percepibile nei titoli delle leggi: dove la legge 482/68 indicava genericamente la disciplina delle assunzioni obbligatorie, la legge 68/99 parla esplicitamente e più precisamente di diritto al lavoro dei disabili. Le categorie precedentemente incluse (gli orfani e i coniugi di coloro che sono deceduti per cause di lavoro, di guerra o di servizio, i coniugi e i figli di soggetti riconosciuti grandi invalidi per le medesime cause e i profughi italiani rimpatriati), e oggi non contemplate nell art 1 della legge 68/99, sono tutelate in via provvisoria dalla medesima legge, in attesa di una disciplina specifica. Ad esse spetta una quota di riserva pari a un punto percentuale del numero dei dipendenti per i datori di lavoro pubblici e privati che occupano più di 50 persone(art.18). Altro elemento distintivo della nuova normativa è l inclusione delle persone con disabilità di carattere psichico tra i soggetti tutelati: la vecchia legge infatti considerava 224

3 invalidi civili da tutelare esclusivamente coloro che erano affetti da minorazioni fisiche. Questo principio era però già presente nella normativa in vigore, in quanto la Corte Costituzionale, con sentenza n. 50 del 2 febbraio 1990, aveva dichiarato incostituzionale tale discriminazione e la legge 104/92 (all art.19) aveva esplicitato l estensione delle norme sul collocamento obbligatorio alle persone affette da minorazioni psichiche. I soggetti vincolati I soggetti vincolati ad avere alle proprie dipendenze lavoratori disabili sono i datori di lavoro pubblici e privati che occupano più di 15 dipendenti. In particolare tale obbligo è di avere tra i propri dipendenti: a. un lavoratore per chi occupa tra i 15 e i 35 dipendenti; b. due lavoratori per chi occupa tra i 36 e i 50 dipendenti c. il 7% degli occupati per chi occupa più di 50 dipendenti Rispetto alla 482/68 vi è una redistribuzione degli oneri: essa prevedeva (in linea generale) che i datori di lavoro con più di 35 addetti dovessero avere alle proprie dipendenze almeno il 15% di persone appartenenti alle categorie protette. La nuova legge abbassa la percentuale (per diversi aspetti irrealistica) da destinarsi alla quota di riserva, ma, nel contempo, allarga l area dei soggetti vincolati ad aziende ed enti minori. Al fine di non gravare eccessivamente su questi ultimi, per i datori di lavoro che occupano tra i 15 e i 35 dipendenti l obbligo subentra solo entro un anno dal primo incremento di personale. La nuova legge inoltre equipara i vincoli di soggetti pubblici e privati: in precedenza l ente pubblico aveva, oltre all obbligo di assunzione generico del 15%, un aumento al 40% per il personale ausiliario. Complessivamente però questi obblighi erano subordinati alla verifica di una effettiva vacanza del posto in pianta organica. La nuova legge definisce vincoli parzialmente differenti solo per alcune categorie di datori di lavoro: in primo luogo i partiti politici, le organizzazioni sindacali e le organizzazioni che, senza scopo di lucro, operano nel campo della solidarietà sociale, dell assistenza e della riabilitazione, in secondo luogo i servizi di polizia, della protezione civile e della difesa nazionale. Per entrambe le categorie la quota di riserva è calcolata esclusivamente sul personale tecnico esecutivo; inoltre, per i primi, l obbligo subentra solo in caso di nuove assunzioni. La legge 68/99 prevede la sospensione degli obblighi di assunzione solo in casi precisi, in particolare alle imprese coinvolte in procedure che prevedono il conferimento di integrazioni salariali o in procedure di mobilità. Ciò razionalizza e restringe la concessione di tale beneficio rispetto alla prassi applicativa della 482/68. Per il calcolo della quota di riserva, e quindi del numero di dipendenti, la legge prevede che non siano computati una serie di soggetti: in primo luogo i disabili assunti per gli obblighi della legge stessa, quindi i contratti a termine fino a 9 mesi, i soci di cooperative di produzione e lavoro e i dirigenti. Sono invece esplicitamente esclusi dalla quota di riserva i lavoratori che divengono inabili successivamente all assunzione, se hanno una riduzione della capacità lavorativa inferiore al 60%, o se sono divenuti inabili a causa dell inadempimento, da parte del datore di lavoro, delle norme in materia di sicurezza e igiene del lavoro. Inoltre la legge prevede che non sia possibile il licenziamento di questi lavoratori ove siano comunque individuabili mansioni inferiori in cui impiegarli (pur mantenendo il regime di trattamento più favorevole delle mansioni di provenienza). Qualora tali mansioni non 225

4 fossero individuabili all interno dall azienda, queste persone sono direttamente avviate dagli uffici competenti a lavori compatibili presso un altro datore di lavoro. Esclusioni ed esoneri La normativa prevede l esclusione dagli obblighi di assunzione per i datori di lavoro pubblici e privati che operano nel settore del trasporto pubblico (aereo, marittimo e terrestre) per tutta la parte del personale viaggiante. I datori di lavoro privati (e gli enti economici pubblici) che per le speciali condizioni della loro attività non possono occupare l intera percentuale dei disabili (art.5), possono richiedere un esonero parziale dall obbligo di assunzione. Sono però tenuti a versare, a titolo compensativo, un contributo esonerativo al Fondo regionale per l occupazione dei disabili, pari a lire per ogni giorno lavorativo e per ogni lavoratore disabile non occupato. Nella filosofia della legge questo strumento non assume alcuna funzione sanzionatoria nei confronti dei datori di lavoro coinvolti, ma ha lo scopo di vincolare anche costoro, attraverso un contributo economico, all obiettivo della normativa di assicurare il diritto al lavoro delle persone disabili 2. Nella legge 68/99 è inoltre confermata la possibilità di compensare territorialmente le assunzioni di disabili, concentrandole o distribuendole sulle diverse unità produttive di un medesimo datore di lavoro. Ciò vale in ambito nazionale per i soggetti privati, esclusivamente a livello regionale per quelli pubblici. Modalità di avviamento Per assumere una persona disabile in adempimento agli obblighi di legge i datori di lavoro devono farne richiesta agli uffici competenti. In assenza di convenzione (di cui si vedrà in seguito) le richieste di assunzione sono di carattere nominativo: a) per i datori di lavoro che occupano da 15 a 35 dipendenti, oltre che per i partiti politici, le organizzazioni sindacali e sociali e gli enti da essi promossi; b) per una delle due assunzioni a cui sono tenuti i datori di lavoro che occupano tra i 36 e i 50 dipendenti; c) per il 60% delle assunzioni cui sono tenuti i datori di lavoro che impiegano più di 50 dipendenti. La legge 68/99 segna un netto ampliamento della possibilità di ricorso all assunzione nominativa che la legge 482/68 limitava, per le aziende private, alle mansioni di concetto, ai compiti di custodia e al personale specializzato. Nella nuova normativa l avviamento numerico mantiene un ruolo prioritario solo nelle assunzioni di bassi profili professionali all interno degli enti pubblici. Inoltre, nella pratica applicativa, la procedura di avviamento numerico verrà ulteriormente limitata dal fatto che, attraverso le convenzioni stipulabili con gli uffici provinciali, è possibile assumere in deroga a questi limiti esclusivamente attraverso assunzioni nominative. Ciò si inserisce pienamente nella filosofia che anima la legge, quella cioè di avviare le persone disabili non più a un lavoro semplicemente compatibile con la loro disabilità, ma a un giusto incontro tra le capacità, le aspirazioni e le possibilità della persona e le esigenze produttive delle aziende e degli enti. È evidente la convinzione di 2 Si veda: Armando Tursi, La nuova disciplina del diritto al lavoro dei disabili pag in: Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale,

5 fondo che, in molti casi, ciò possa avvenire in modo spontaneo attraverso i normali meccanismi del mercato del lavoro. Ove questo non avvenga, il ruolo dell ufficio competente è primariamente di facilitare e accompagnare tale incontro attraverso attività di mediazione e formazione. Anche le procedure di avviamento numerico sono fortemente influenzate da questa impostazione. I datori di lavoro devono inoltrare richiesta di avviamento entro sessanta giorni dall insorgenza dell obbligo specificando la qualifica richiesta. L ufficio competente è tenuto ad avviare lavoratori con tale qualifica se presenti negli elenchi dei propri iscritti. In mancanza di tali figure professionali il datore di lavoro è chiamato a concordare una figura professionale alternativa sulla base di quelle presenti nelle liste. Nel caso non sia possibile tale individuazione, questi è chiamato a sottoscrivere una convenzione di inserimento lavorativo che preveda percorsi formativi (tramite tirocinio) volti a far raggiungere a un lavoratore con qualifiche simili a quelle individuate il profilo professionale richiesto (legge 68/99 art.7 e Regolamento di esecuzione art.6-8). Per i disabili psichici è previsto il solo avviamento su richiesta nominativa attraverso convenzioni. Ciò, se può sembrare in contrasto con l intento di parificare il trattamento tra disabilità fisica e psichica (in linea con il dettato della Corte Costituzionale già segnalato), in verità tiene conto delle particolari difficoltà che l inserimento di tali lavoratori comporta e la necessità di attivare servizi di accompagnamento e sostegno. Le già citate convenzioni, benché presenti a livello regionale anche nella normativa precedentemente in vigore, nella legge 68/99 assumono un ruolo sicuramente rilevante e inseriscono nuove modalità di compimento dell obbligo di assunzione. La convenzione è un patto per l assunzione tra un datore di lavoro e gli uffici competenti, che stabilisce i tempi e le modalità di che il datore di lavoro si impegna a effettuare. La convenzione dà la possibilità di accedere ad alcuni strumenti di inserimento e flessibilizzazione del rapporto: [ ] Tra le modalità che possono essere convenute vi sono anche la facoltà della scelta nominativa, lo svolgimento di tirocini con finalità formative o di orientamento, l assunzione con contratto di lavoro a termine, lo svolgimento di periodi di prova più ampi di quelli previsti dal contratto collettivo[ ] (legge 68/99 art.11) A fianco della convenzione di inserimento sono individuate dalla legge altre due forme di convenzionamento possibili. La prima è la Convenzione di integrazione lavorativa, finalizzata all inserimento nel ciclo produttivo di disabili che presentino particolari difficoltà. Questo tipo di convenzione prevede l attivazione di forme di sostegno, di consulenza e di tutoraggio nella fase di inserimento lavorativo da parte di servizi territoriali, di centri di orientamento professionale o di strutture del privato sociale. La seconda è la convenzione del datore di lavoro privato con cooperative sociali tipo B (individuate dalla legge 381 del 1991) o con liberi professionisti disabili. Questa convenzione permette il distacco del lavoratore disabile presso tali strutture per un anno, (rinnovabile al massimo a due). Condizioni necessarie perché ciò avvenga sono che il lavoratore sia assunto a tempo indeterminato dal datore di lavoro vincolato (anche se per il periodo di distacco la retribuzione e gli oneri previdenziali e assistenziali sono a carico della struttura ricevente), che questi si impegni ad affidare alla cooperativa o al libero professionista una quantità di lavoro sufficiente a compensare il costo complessivo del lavoratore inserito e che esista, infine, un progetto formativo personalizzato. 227

6 Le convenzioni inoltre sono anche lo strumento attraverso cui possono essere concesse agevolazioni fiscali ai datori di lavoro privati che adempiono gli obblighi assumendo persone disabili con requisiti che le rendono più difficilmente impiegabili. Un ultimo aspetto significativo della nuova legge è la definizione di un nuovo impianto sanzionatorio: sono previste sanzioni non trascurabili sia a fronte della mancata presentazione dei prospetti informativi annuali, sia per la non copertura (per cause addebitabili al datore di lavoro) degli obblighi di assunzione. In particolare è previsto il pagamento al Fondo regionale per l occupazione dei disabili di lire per ogni giorno lavorativo non prestato, per ciascun lavoratore disabile non impiegato. Tali somme sono rivedibili ogni 5 anni mediante decreto ministeriale 4.2 Applicazione della legge 68/99 in provincia di Milano Naturalmente la legislazione, da sola, non è in grado di influire sui processi sociali, ma necessita di una serie di soggetti, strumenti e azioni che la trasformino da dettato in prassi. La quantità di risorse a disposizione di questi soggetti, l efficacia degli strumenti individuati e l adeguatezza delle azioni messe in campo hanno un ruolo fondamentale nel determinare il grado di effettiva applicazione della norma. Ancor di più in un campo come quello del diritto al lavoro dei disabili, dove è stata evidente la scollatura tra dettato legislativo e prassi sociale. Infatti, se la legge 482/68 definiva in genere un obbligo di assunzione pari al 15% degli occupati (per i datori di lavoro sopra i 35 dipendenti), si parla di un tasso effettivo di rispetto che non supera il 3-4%. Ciò era dovuto essenzialmente all impostazione vincolistica della legge che non offriva gli spazi per un incontro tra le esigenze dell utente e quelle dell azienda (non solo da un punto di vista professionale, ma anche, più banalmente, di vicinanza territoriale negli ampi confini della provincia), così come alla mancanza di strumenti sanzionatori adeguati a imporne i contenuti. Come già visto, la legge 68/99 affronta entrambi questi problemi, anche se l impianto della legge sposta i nodi critici dell applicazione verso altri due elementi: 1. la necessità di definire indirizzi operativi chiari che coniughino la flessibilità d azione degli uffici preposti con garanzie di equità e trasparenza nella gestione delle procedure di convenzionamento e avviamento. 2. la necessità di far fronte al deciso incremento dei compiti (e della complessità di tali compiti) degli stessi uffici, che richiedono un aumento sia delle risorse impiegate, sia delle competenze professionali interne. Nel territorio da noi preso in considerazione (la Provincia di Milano), questi due elementi hanno caratterizzato pienamente il primo anno di applicazione della legge. Con la nuova legge il ruolo degli uffici competenti all avviamento al lavoro delle persone disabili (per la Provincia di Milano, i Servizi per il Collocamento Obbligatorio e l Inserimento Mirato dei Disabili) si arricchisce e acquisisce responsabilità in termini di politiche attive volte all effettivo buon inserimento lavorativo della persona disabile. La gestione dell avviamento mirato sulla base di valutazioni qualitative (e non di liste costruite attraverso l assegnazione di punteggi associati a caratteristiche documentabili) oltre che la possibilità, attraverso il sistema delle convenzioni, di 228

7 lavorare in deroga rispetto ai limiti generali imposti dalla legge, offrono ai servizi provinciali un potere, in termini di discrezionalità e flessibilità operativa, sicuramente inedito. Il Collocamento Obbligatorio assume cioè capacità contrattuale di fronte alle aziende, in un ottica non solo sanzionatoria, ma anche di agevolazioni e supporto all inserimento. Naturalmente questa maggior discrezionalità non è a completo appannaggio degli uffici preposti ma deve rispondere a precise direttive e indicazioni fornite agli enti locali competenti: Regione e Provincia. I luoghi istituzionali di concertazione di tali indirizzi sono le commissioni tripartite regionali e provinciali a cui partecipano rappresentati dell istituzione, delle organizzazioni imprenditoriali, dei sindacati e delle associazioni di invalidi. In Lombardia la commissione regionale è stata istituita dalla legge regionale 1 del 1999 (emanata in applicazione del decreto legislativo 469/97 Conferimento alle regioni e agli enti locali di funzioni e compiti in materia di mercato del lavoro [ ] ) ed è denominata Commissione Regionale per le Politiche del Lavoro. La commissione ha lavorato nel corso del 2000 per offrire riferimenti comuni alle Province su alcuni punti nodali di applicazione della legge 68/99. L esito principale di questo lavoro è stata la Delibera 13/2000 che definiva i Criteri omogenei per la stipula da parte delle Province delle convenzioni con privati (art.11 e 12 legge 68/99). Nel testo si prevedeva che i datori di lavoro che stipulavano le convenzioni avrebbero potuto assolvere al proprio obbligo in modo progressivo, assumendo annualmente il 12,5% delle proprie scoperture di persone disabili. Si definiva cioè la possibilità di dilazionare tale obbligo su 8 anni. Questo limite era ulteriormente allungabile se l inserimento avesse previsto un periodo di tirocinio o l erogazione di interventi formativi, i datori di lavoro avessero documentato una situazione di difficoltà occupazionale, si fosse trattato di convenzioni di integrazione lavorativa, si fosse previsto l inserimento di disabili psichici o, infine, si fosse trattato di aziende di nuova costituzione o insediamento. Per tutta la durata della convenzione venivano sospesi gli avviamenti di carattere numerico e le sanzioni per la non copertura dell obbligo. Inoltre il servizio avrebbe rilasciato, alle aziende convenzionate che ne avessero fatto richiesta, il certificato di ottemperanza necessario per la partecipazione ad appalti pubblici. A tale delibera si è opposta, già in fase di discussione, l ANMIC (Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili) che, insieme all Ente Nazionale Sordomuti, all Unione Italiana Ciechi e all Unione Nazionale Mutilati per Servizio, ha presentato ricorso al TAR contro di essa. I ricorrenti, oltre a contestare la competenza stessa della Commissione Regionale a definire criteri vincolanti per le Province in materia, hanno sostenuto che la delibera 13/2000 fosse in contrasto con il dettato legislativo stesso della legge 68/99. In particolare venivano considerati illegittimi due punti: - il riconoscere come globalmente ottemperanti datori di lavoro convenzionati solo per una copertura parziale dei propri obblighi (sospendendo i vincoli di assunzione per la quota rimanente e rilasciando i certificati di ottemperanza necessari per la partecipazione ad appalti pubblici) - l introduzione di possibilità di sospensione o parziale esonero dagli obblighi di assunzione per casi diversi da quelli definiti dalla legge Il TAR, accogliendo le ragioni dell ANMIC, ha prima sospeso e quindi annullato la delibera con sentenza del 9 novembre

8 Al di là dei giudizi giuridici, è evidente che la delibera 13/2000, nel suo complesso, avrebbe comportato un depotenziamento della normativa con dubbi effetti di reale agevolazione dell avviamento delle fasce più deboli e problematiche della popolazione disabile. In seguito al pronunciamento del TAR e non riuscendo a pervenire a una mediazione in materia, la Commissione Regionale ha demandato alle singole Province il compito di definire in modo autonomo le regole di convenzionamento. In provincia di Milano la Commissione Provinciale del Lavoro ha autorizzato gli uffici a procedere comunque nella stipula delle convenzioni, basandosi sugli elementi non contestati della delibera 13/2000 e chiedendo un impegno complessivo di assunzione per tutte le scoperture in tempi definiti. Nel luglio del 2001 la Commissione provinciale ha infine varato, con voto unanime, le linee guida definitive per le convenzioni sia per gli enti pubblici che per le aziende private; questa importante decisione sblocca la possibilità di inserimenti in tutti gli enti che si sono dichiarati interessati al convenzionamento, con effetti sicuramente positivi sui livelli di occupazione delle persone disabili. Altro elemento di positività di tale decisione è il fatto che diventa finalmente possibile attivare le risorse del Fondo Nazionale e del Fondo Regionale per l Occupazione dei Disabili, che assicurano fondi sia per agevolazioni alle imprese che tramite le convenzioni garantiscono l assunzione di disabili gravi, sia la realizzazione di azioni di accompagnamento all inserimento lavorativo. Alla trasformazione del ruolo del vecchio Ufficio di Collocamento Obbligatorio si lega una profonda trasformazione della qualità (ma anche della quantità) del lavoro che esso deve espletare. La gestione dell incrocio domanda - offerta di lavoro sulla base delle caratteristiche qualitative del candidato e della mansione necessita di un approccio e di una professionalità ben diversi rispetto alla gestione di liste dal forte contenuto amministrativo. Lo svolgimento dei nuovi compiti richiede quindi personale in grado di costruire bilanci di competenze, di leggere le caratteristiche di una mansione e di un luogo di lavoro, ma anche di applicare una normativa che lasci spazi di concertazione tra ufficio e datore di lavoro sulla tipologia, i tempi e le modalità dell avviamento. Tutto ciò in un contesto che ha spostato la propria attenzione dall adempimento amministrativo all ottenimento di risultati, con particolare attenzione alla qualità di tali risultati. La gestione dell Ufficio di Collocamento Obbligatorio di Milano è stata acquisita dalla Provincia di Milano il 26 novembre 1999, poco prima dell entrata in vigore della legge 68/99. La situazione trovata è stata descritta dagli attuali responsabili come estremamente difficile: a fronte di più di utenti registrati vigeva una situazione di confusione sia nelle pratiche cartacee, sia nei data base elettronici, dovuta alla presenza diffusa di errori, doppioni e mancanze. Oltre alle difficoltà di gestione della eredità storica, l entrata in vigore della nuova legge ha comportato un forte incremento degli impegni per i nuovi Servizi per il Collocamento Obbligatorio e l Inserimento Mirato dei Disabili. Di questi i fondamentali sono: 230

9 - la gestione delle procedure di avviamento mirato (dalla costruzione del data base con le caratteristiche dettagliate dell utenza e delle mansioni aziendali fino alle effettive pratiche di incrocio tra domanda e offerta) - la stipula delle convenzioni di inserimento e integrazione - la concessione delle agevolazioni e dei contributi finanziati dal Fondo Ministeriale e dal Fondo Regionale Tutto ciò in un quadro di deciso aumento dei datori di lavoro obbligati, saliti dai del 1999 ai del 2000, mentre per il 2001 il servizio calcola di aver ricevuto tra gli e i prospetti informativi. La Provincia di Milano ha fortemente potenziato il servizio, incrementando il numero di dipendenti addetti che sono passati da 4 a 25 unità. Malgrado ciò il servizio si trova ancora in una situazione di insufficienza di personale sia dal punto di vista numerico, sia da quello della qualifica professionale. Oltre a una quota limitata di dipendenti acquisiti dalla precedente gestione ministeriale, esso, infatti, ha avuto a disposizione soprattutto personale con contratti a termine di breve durata o di consulenza professionale, con conseguenti difficoltà di formazione, di continuità e anche di tenuta. Tra le attività messe in campo dai Servizi per il Collocamento Obbligatorio e l Inserimento Mirato dei Disabili riveste una particolare importanza il Progetto Match. Questo progetto prevede l utilizzo nelle pratiche di avviamento al lavoro di un software (denominato Match) in grado di gestire l incontro tra domanda e offerta di lavoro specificamente per le persone disabili con i criteri dell inserimento mirato. Si tratta di un programma informatico che in grado di riconoscere e incrociare una serie di caratteristiche che riguardano da una parte le mansioni e i luoghi di lavoro e, dall altra le persone disabili (considerate sotto gli aspetti della formazione scolastica e lavorativa, delle condizioni fisica e mentale, delle capacità e attitudini). La realizzazione del software Match è stata frutto di un percorso che ha cercato di raccogliere le competenze maturate in diversi anni da operatori di enti pubblici e non, nel campo dell inserimento mirato. Come si è già accennato infatti il passaggio dalla legge 482/68 alla legge 68/99 è stato segnato da tappe intermedie che hanno permesso l ampliarsi delle esperienze di inserimento mirato. Tra queste tappe, fondamentali sono state le convenzioni regionali per l inserimento lavorativo Le convenzioni C.R.I. e la sperimentazione Match La già citata legge 104 del 1992 Legge-quadro per l assistenza, l integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate stabiliva, tra i diversi interventi volti a migliorare il quadro dei diritti delle persone disabili, che le regioni istituissero un albo degli enti, istituzioni, cooperative, centri di lavoro guidato, associazioni e organizzazioni di volontariato che svolgono attività idonee a favorire l inserimento e l integrazione lavorativa di persone handicappate. Si tratta del riconoscimento di una realtà importante e ormai consolidata: all inserimento delle persone disabili concorrono diversi attori, anche del privato sociale, che operano con strumenti diversi rispetto all avviamento numerico del collocamento obbligatorio. 231

10 La legge inoltre consentiva alle Regioni di disciplinare, attraverso proprie leggi, gli incentivi, le agevolazioni e i contributi ai datori di lavoro anche ai fini dell adattamento del posto di lavoro per l assunzione delle persone handicappate (104/94 art18). La Regione Lombardia ha recepito tale possibilità con la delibera sperimentale con validità di un anno n 476 del 12 febbraio 1996, emanata dalla Commissione regionale per l Impiego, che è stata successivamente ribadita e integrata attraverso una seconda delibera (505/97) prorogata fino all entrata in vigore della nuova disciplina del collocamento obbligatorio. Elemento cardine delle delibere regionali era la definizione di una serie di agevolazioni rivolte alle aziende che avessero fatto richiesta di convenzionarsi con la Regione Lombardia presentando programmi di inserimento e formazione di persone disabili. A seguito del convenzionamento le aziende ottenevano di: - adempiere gradualmente agli obblighi occupazionali della legge 482/68 - la possibilità di assumere nominativamente i soggetti appartenenti alle categorie protette - non ricevere durante il periodo di convenzione avviamenti non concordati Le convenzioni sono state la base giuridica attraverso cui si sono diffuse le esperienze di inserimento mirato in Lombardia, in quanto aggiravano le procedure vincolistiche della legge 482/68 e permettevano la compartecipazione nel processo di inserimento di soggetti altri rispetto all Ufficio di Collocamento Obbligatorio, che erano in grado, grazie al sistema delle agevolazioni disponibili, di costruire un rapporto di collaborazione con i datori di lavoro vincolati. Si tratta di esperienze che hanno avuto un ruolo non marginale: dal 1996 al 1999 in Provincia di Milano sono state stipulate convenzioni. È in questo contesto che nasce la sperimentazione legata all evoluzione del Progetto Match. L obiettivo era quello di standardizzare e informatizzare alcune procedure di collocamento mirato, in modo da costruire uno strumento in grado di supportare il lavoro di operatori, anche non specializzati, nell inserimento lavorativo delle persone disabili. Il primo passo è stato fatto tra il 1996 e il 1998 con il Progetto SEA (Supported Employment Agency), promosso dalla Fondazione Don Gnocchi e finanziato dalla Comunità Europea e dal Ministero del Lavoro nell ambito dell iniziativa Occupazione Horizon, che ha costruito il programma informatico. Finalità generale del progetto era la creazione di un modello di Agenzia di Orientamento e Supporto all impiego per persone con disabilità, finalizzata a favorire la loro integrazione sociale e lavorativa. Al software si è quindi interessata la Provincia di Milano che, a seguito del passaggio di competenze dallo Stato alle Province in merito al collocamento ordinario e in prospettiva della riforma del collocamento obbligatorio, voleva sperimentare strumenti operativi innovativi rivolti alla promozione dell occupazione per le fasce più deboli della popolazione. Da ciò nasce una intesa tra la Provincia e la Fondazione Don Gnocchi al fine di testare il programma Match in due diverse realtà territoriali e da parte di due strutture diverse: da un lato il Centro Lavoro Sud-Ovest Milano e dall altro il CIFAP di Sesto San Giovanni Obiettivo della sperimentazione era quello di verificare l applicabilità del programma anche su un campione esteso di persone e di verificare l esistenza di una corrispondenza tra le indicazioni degli esperti orientatori umani e gli incroci effettuati dal software. 232

11 Al termine della sperimentazione (febbraio 2000) i Servizi per il Collocamento Obbligatorio e l Inserimento Mirato dei Disabili assumono il software Match come lo strumento attraverso cui operare le selezioni per gli avviamenti mirati. Naturalmente nel corso delle sperimentazioni e nel confronto con le caratteristiche reali di utenza e aziende è stata ampliata e affinata la gamma di caratteristiche che il programma è in grado di raccogliere e valutare. Match si configura oggi come un data base composto da due archivi: uno riguardante l utenza e l altro le aziende. Nella Banca Dati Utenza vengono registrate le informazioni riguardanti gli utenti che accettano di essere inseriti nel progetto, raccolte attraverso la somministrazione di test e un colloquio individuale. I test prevedono due percorsi differenziati a seconda delle capacità espresse dalla persona. Nel percorso completo sono finalizzati a rilevare sia le capacità cognitive generali, sia il livello di padronanza grammaticale e matematica oltre che l abilità nello svolgimento di alcune mansioni base caratteristiche dei lavori impiegatizi, sia, infine, un profilo della personalità secondo una serie di parametri rilevanti nel lavoro e nell interazione con gli altri. Il colloquio ha invece l obiettivo di descrivere la situazione anagrafica, familiare e sanitaria dell utente, il suo curriculum scolastico e professionale, la presenza di competenze o di aspirazioni e permettere all operatore di proporre un ambito di inserimento lavorativo. Nella Banca Dati Aziende vengono raccolti i dati generali dell azienda, notizie sulla struttura (fisica e organizzativa) della sede di lavoro e, soprattutto, informazioni approfondite sul tipo di mansione a cui la persona disabile dovrà essere adibita. Queste informazioni vengono assunte attraverso un intervista a uno o più referenti aziendali e, possibilmente, attraverso una visita alla postazione (o alle postazioni) di lavoro individuata. Sia partendo da una mansione, sia partendo da un utente è possibile effettuare gli incroci tra domanda e offerta lavorativa. Compito del software è quello di individuare, secondo una serie di parametri e filtri impostati dall operatore, una rosa di soluzioni, rendendo immediatamente leggibili, per ogni incrocio, i punti di forza e le criticità da affrontare (un esempio banale: persona con difficoltà motorie e presenza di barriere architettoniche nello spazio di lavoro). In tempi ridottissimi il Match è in grado di filtrare migliaia di candidati o di posizioni lavorative, individuando le soluzioni che rispondono ai criteri richiesti. [ ] va sottolineato che la specificità del programma non consiste nella precisione dell abbinamento mansione-candidato, rispetto alla quale un colloquio qualitativo darà sempre maggiori garanzie [ ], ma nel grande numero di abbinamenti che è in grado di fare in simultanea, offrendo altresì degli abbinamenti compatibili. Il margine di errore sul caso singolo sarà sempre più elevato rispetto alle indagini qualitative, ma la rapidità con cui viene effettuato l abbinamento Match è molto maggiore 3 Naturalmente l intenzione di utilizzare questo strumento comporta la necessità di pianificare una ricognizione di massa delle caratteristiche dell utenza iscritta alle liste del Collocamento Obbligatorio oltre che di quelle delle mansioni indicate dalle aziende vincolate. Si tratta di un lavoro estremamente ampio per il grado di specificità e la numerosità dei dati raccolti e per il numero di soggetti potenziali: più di utenti e quasi aziende. 3 Centro Lavoro Sud Ovest Milano, relazione al progetto: Intervento a favore delle fasce deboli iscritte al Collocamento Obbligatorio (Circoscrizione di Rozzano) 233

12 Questa mappatura è iniziata nel maggio 2000 ed è stata rivolta agli utenti disponibili a essere inseriti nel progetto e alle aziende che avevano dichiarato, sul prospetto informativo 2000, l interesse alla convenzione con la Provincia di Milano. Si prevede che la ricognizione dell utenza (che sul comune di Milano è stata affidata alla Fondazione Don Gnocchi) possa terminare per giugno 2001, mentre quella delle aziende non prima dell autunno dello stesso anno. Naturalmente ciò non ha significato la sospensione degli avviamenti, anche se è evidente che solo con il data base completo sarà possibile entrare a regime con le procedure di avviamento mirato e verificare effettivamente l efficacia della nuova legislazione. 4.4 Alcuni dati sul primo anno di applicazione, in Provincia di Milano Per le ragioni sopra evidenziate, i soli dati relativi agli iscritti e agli avviati dai Servizi per il Collocamento Obbligatorio e l Inserimento Mirato nel 2000 sono sicuramente insufficienti per trarre un bilancio sull applicazione della legge. Il primo anno di applicazione, infatti, è sembrato un periodo di rodaggio, di assestamento e di definizione di pratiche più che un momento di applicazione piena della normativa. Peraltro, questo periodo di transizione non è concluso e probabilmente si dovrà attendere la fine del 2001 prima di un effettiva entrata a regime della normativa, nel lavoro quotidiano di tutti i soggetti chiamati a realizzare l inserimento lavorativo mirato dei disabili. Malgrado ciò i dati a nostra disposizione forniscono già indicazioni interessanti e, anche se non privi di contraddizioni, evidenziano importanti cambiamenti in atto. Il primo dato da considerare riguarda sicuramente il numero delle persone iscritte al collocamento. In Provincia di Milano a gennaio 2001 erano iscritte alle liste di Collocamento Obbligatorio persone disabili. Di queste si erano dichiarate disponibili al lavoro. Il fatto che queste due cifre non corrispondano e che anzi la seconda sia più bassa della prima di un quinto (-19,9%) può sembrare (in effetti, lo è) una contraddizione. Sappiamo che l iscrizione all ufficio di collocamento dovrebbe essere funzionale alla dichiarazione di interesse alla ricerca di una occupazione, ma sappiamo altresì che ciò non è vero per una ampia fascia di iscritti. In realtà l iscrizione alle liste di collocamento risponde a una pluralità di interessi che non sempre hanno un rapporto diretto con la ricerca di un posto di lavoro. Nella categoria delle persone disabili questa fetta di popolazione ha un peso sicuramente maggiore rispetto al collocamento ordinario e, se mai, il dato a nostra disposizione delle persone non disponibili all inserimento è ancora calcolato per difetto (come ci indicano i dati di risposta al progetto MATCH) a causa della mancanza di uno screening su tutta l utenza e della reticenza di chi si iscrive al collocamento di dichiararsi non disponibile al lavoro. In termini generali però notiamo una crescita nel numero di iscritti di quasi il 25% ( unità). Questo aumento non è facilmente spiegabile; in un primo momento si potrebbe pensare sia dovuto a una battuta d arresto degli avviamenti nel corso del 2000 e quindi a un inizio sicuramente negativo della legge 68/99. In verità, come si vedrà fra poco, l andamento degli avviamenti è stato nettamente positivo e quindi le cause devono risiedere altrove. 234

13 Graf. 1 - Disabili iscritti alle liste del Collocamento Obbligatorio. Dal passaggio di competenze Ministero - Provincia, a dopo un anno di applicazione della L. 68/ Disabili disoccupati disponibili Disabili disoccupati non disponibili Disabili disoccupati al al Fonte: Elaborazione C.D.R.L. su dati della Provincia di Milano Tab. 1 - Disabili iscritti al Collocamento Obbligatorio. Serie storica Data Disabili iscritti 25 ottobre dicembre maggio dicembre dicembre Fonte: Elaborazione C.D.R.L. su dati della Provincia di Milano I responsabili dei Servizi per il Collocamento Obbligatorio e l Inserimento Mirato dei Disabili individuano in questo aumento un segnale sia di interesse rispetto alla nuova legge, sia di fiducia nelle possibilità di avviamento del Servizio di Milano. Si ipotizza cioè che parte dell incremento provenga da persone che fino al 2000 avevano scelto di non iscriversi al Collocamento Obbligatorio perché non interessate o non fiduciose nei meccanismi di avviamento della legge 482/68 e che oggi, invece, vedono delle nuove opportunità. 235

14 Graf. 2 - Disabili iscritti alle liste del Collocamento Obbligatorio. Serie storica 25/11/99-18/01/ nov-99 dic-99 25/11/99 31/12/99 31/05/00 gen-00 feb-00 mar-00 apr-00 mag-00 giu-00 lug-00 ago-00 set-00 ott-00 nov-00 dic-00 Fonte: Elaborazione C.D.R.L. su dati della Provincia di Milano 31/12/00 18/01/01 Iscritti In parte invece l incremento sarebbe dovuto a numerosi trasferimenti da altre province, con l idea che il territorio e le politiche attive messe in atto dal Servizio Provinciale forniscano maggiori opportunità lavorative. Questa ipotesi sembrerebbe confermata dal fatto che l incremento di disabili iscritti si è concentrato negli ultimi mesi del 1999 e, in parte, nella prima metà del 2000, mentre successivamente la tendenza è di una diminuzione, anche se contenuta, degli iscritti (grafico n.2). La lettura offerta dai Servizi provinciali è forse eccessivamente ottimistica, ma sembra preferibile (in quanto più corrispondente ai dati disponibili) rispetto all idea di un fallimento, ancora nella culla, della legge 68/99. I dati più interessanti riguardano però gli avviamenti effettuati e soprattutto la loro composizione (cfr. Tab. 2). Come già accennato, tra il 1999 e il 2000 vi è stato un netto incremento degli avviamenti (+90,8%) che sono passati da 852 a Oltre alla differenza quantitativa esiste però una importante differenza qualitativa nella composizione di questi avviamenti. Mentre nel 1999 quasi il 30% degli avviamenti era di carattere numerico, nel 2000 questa tipologia si è abbassata al 5%. Inoltre gli avviamenti nominativi diretti (cioè i nulla osta ad assunzioni di soggetti che si sono incontrati sul normale mercato del lavoro senza intermediazione di enti pubblici) sono più che quadruplicati (+331,7%). 4 Nei prospetti a nostra disposizione il dato del 1999 è calcolato su 11 mesi, mentre l applicazione della nuova legge è calcolata sull anno intero dal 18 gennaio 2000 al 18 gennaio Data però la consistenza delle variazioni esistenti, questa differenza non influenza la veridicità dei trend individuati. 236

15 Tab. 2 - Nulla osta rilasciati dai Servizi per il Coll. Obb. e l Ins. Mirato dei Disabili per tipologia Ex L. 482/68 nel 1999 (11 mesi) Ex L. 68/99 al Var. % Val. Ass. Val. % Val. Ass. Val. % Nulla osta numerici ,0 81 5,0-67,2 Nulla osta nominativi diretti , ,8 331,7 attraverso C.R.I , ,6-52,3 in convenzione ,6 - Totali , ,0 155,4 Totali avviamenti , ,0 90,8 Fonte: Elaborazione C.D.R.L. su dati della Provincia di Milano Probabilmente questo è il dato più significativo di cui disponiamo, in quanto rappresenta anche in termini reali il cambiamento di impostazione della nuova legge. Questo dato, infatti, sembra confermare la scommessa della legge di puntare su una parziale liberalizzazione delle assunzioni dei lavoratori disabili e su una maggior fiducia nell incontro spontaneo tra domanda e offerta di lavoro. Il dato assume inoltre una maggior rilevanza se si considera l alto livello di insuccessi legati agli avviamenti numerici: nel 2000 il tasso di successo degli 81 avviamenti si è assestato intorno al 10%. Non vi sono motivi per ritenere (pur mancando informazioni certe) che negli anni precedenti la situazione fosse diversa. Spesso, infatti, l avviamento fallisce in quanto è lo stesso disabile a rifiutarlo perché non corrisponde alle sue aspettative, capacità o possibilità di movimento sul territorio. Nel caso dell inserimento nominativo invece questo elemento di incertezza sugli esiti dell avviamento viene superato in quanto datore di lavoro e lavoratore si sono scelti direttamente. Naturalmente si tratta di inserimenti che danno maggiori garanzie anche in termini di durata del rapporto di lavoro e di solito, se il disabile torna all ufficio di collocamento, è per registrare uno spostamento per lui vantaggioso. La lettura di questo dato non deve però suggerire conclusioni troppo ottimistiche: sebbene ci manchino informazioni specifiche in materia possiamo ritenere che questi 1200 avviamenti nominativi abbiano riguardato la parte più abile della popolazione disabile iscritta alle liste del collocamento obbligatorio. Inoltre una parte di queste assunzioni nominative potrebbe essere composta da lavoratori disabili che, già in forza al datore di lavoro e assunti dal collocamento ordinario, vengono ora registrati presso il collocamento obbligatorio, magari attraverso la dimissione e la riassunzione del dipendente, a volte con l intento di semplificare e velocizzare le procedure, altre volte invece per aggirare le disposizioni di legge. (Si ricordi che per il riconoscimento nella quota di riserva di lavoratori già alle dipendenze del datore di lavoro non basta che questi abbiano il 45% di inabilità, ma devono raggiungere il 60%. Questa norma è eludibile riassumendo il lavoratore dallo stato di disoccupazione). Infine, se si guarda agli avviamenti dell anno 2000, si nota come i Servizi per il Collocamento Obbligatorio e l Inserimento Mirato dei Disabili abbiano avuto un ruolo tutto sommato marginale nell avvio al lavoro delle persone disabili. Gli avviamenti in convenzione ex legge 68/99, gli avviamenti in rispetto di C.R.I. già stipulate nel regime 237

16 normativo precedente e gli avviamenti numerici rappresentano insieme poco più del 26% del totale degli avviamenti (nel 1999 questo dato era del 67%). Graf. 3 - Avviamenti per tipologia negli anni 1999 (L. 482/68) e 2000 (L. 68/99) Nominativi in convenzione nominativi attraverso C.R.I. Nominativi diretti Numerici Legge 482/68 nel Legge 68/99 nel 2000 Fonte: Elaborazione C.D.R.L. su dati della Provincia di Milano È evidente che gli avviamenti accompagnati da convenzione (ma anche, seppure con minor efficacia, quelli numerici) sono lo sbocco principale per chi ha caratteristiche meno spendibili sul mercato del lavoro. Un ruolo attivo dei servizi pubblici preposti all inserimento lavorativo delle persone disabili è quindi fondamentale per incentivare l effettivo ingresso nel mercato del lavoro di quell ampia fascia di persone che, iscritte alle liste del collocamento obbligatorio, ne sarebbero altrimenti cronicamente escluse. Come si è detto, i motivi di questo basso profilo di intervento risiedono nella lentezza attraverso cui si è giunti a definire le regole attuative della nuova legge e nelle difficoltà dei Servizi di far fronte al carico aggiuntivo di lavoro che essa ha comportato. In questo contesto non si può però ignorare che le 189 persone avviate in convenzione ex legge 68/99 sono da riferirsi al solo periodo da ottobre 2000 al 18 gennaio 2001, avendo gli uffici provinciali iniziato a sottoscrivere convenzioni dall agosto Inoltre le procedure di avviamento mirato richiedono un approfondita raccolta di informazioni su ogni utente che si realizza attraverso il lavoro di screening di massa descritto in precedenza. Solo quando il data base del Progetto Match avrà coperto l utenza e le aziende di tutta la provincia vi saranno le condizioni per l entrata a regime delle procedure di avviamento mirato. I dati sulle convenzioni mostrano comunque un andamento interessante: negli ultimi 5 mesi del 2000 sono state stipulate 227 convenzioni ex art.11 della legge 68/99 con un impegno all assunzione, entro gli 8 anni, di 569 persone di cui 458 nel primo biennio. 238

17 Nei primi quattro mesi del 2001 le convenzioni stipulate sono state 673 per un impegno complessivo all assunzione di persone nei prossimi 10 anni, 848 di queste entro i primi mesi del Complessivamente si tratta di 900 convenzioni stipulate, per un impegno complessivo di assunzioni. Questo dato assume maggior importanza se si considera che, sulla base del prospetto informativo consegnato dai datori di lavoro a marzo 2000, il numero di aziende ed enti interessati alla convenzione con la Provincia di Milano era di Graf. 4 - Convenzioni per tipologia negli anni 1999 (L. 482/68) e 2000 (L. 68/99) Soggetti obbligati Convenzioni C.R.I. 476/96 (dal 1996 al 1999) Intenti di convenzione da Prospetto informativo Convenzioni stipulate al 10/5/ Ex legge 482/68 al Ex legge 68/99 al Fonte: Elaborazione C.D.R.L. su dati della Provincia di Milano Tale cifra mette in risalto due elementi: in primo luogo le ampie potenzialità dello strumento convenzionatorio di giocare un ruolo rilevante nei processi di inserimento lavorativo dei disabili (con i vantaggi sopra ricordati); in secondo luogo, che solo una parte delle aziende, dopo aver dichiarato il proprio interesse, si è effettivamente attivata per la stipula della convenzione. I dati sulle assunzioni in convenzione per l anno 2000 mostrano un quadro in cui è nettamente maggioritaria l assunzione a tempo indeterminato e dove la maggior parte delle persone avviate lavora full time. Da segnalare un significativo ricorso al tirocinio che è dedicato a persone disabili che non hanno le caratteristiche per accedere direttamente alla mansione individuata. Sulla base dei dati dei colloqui effettuati con l utenza fino ad aprile 2001 per l inserimento nella banca dati Match si possono ricavare alcune informazioni interessanti sulle caratteristiche delle persone coinvolte. 239

18 Tab.3 - Convenzioni stipulate ex legge 68/99 Serie storica Periodo Convenzioni Intenti di assunzione nell anno stipulate Totale 6/8. 31/ /1 10/ Totale Fonte: Provincia di Milano Tab. 4 - Convenzioni stipulate nell anno 2000 e assunzioni effettuate per tipologia Convenzioni stipulat e Assunzioni effettuate tempo indeter. Tempo Deter. Tipologia inserimenti appren c.f.l. di stato full time part time tirocin i C.R.I. 476/ L.68/99 art.11* Fonte: Provincia di Milano In primo luogo il tasso di risposta all invito del Servizio a partecipare allo screening è stato abbastanza basso: complessivamente poco meno della metà dei convocati ha effettuato i test e i colloqui. In linea generale ciò dimostra che solo una parte delle persone iscritte alle liste del Collocamento Obbligatorio è effettivamente alla ricerca di un impiego, anche se sarebbe un errore identificare un rapporto esatto tra partecipazione allo screening e ricerca di lavoro. Una parte delle persone che vi hanno partecipato, infatti, lo hanno fatto esclusivamente per timore di perdere la propria iscrizione alle liste e con essa alcuni diritti acquisiti (come la pensione o l assegno di inabilità). D altra parte però esiste sicuramente una quota di persone che non si è presentata allo screening perché fortemente sfiduciata (anche sulla base della propria esperienza personale) sulla capacità del Collocamento Obbligatorio di avviarla al lavoro. Inoltre si sono verificate variazioni significative nel tasso di risposta tra i diversi Centri per l Impiego: da un minimo del 29% nella circoscrizione di Cassano d Adda fino a un massimo del 53,5% in quella di Sesto San Giovanni. È difficile comprendere il perché di variazioni così significative, a fronte di un organizzazione sostanzialmente standard degli incontri sui diversi territori. Si può ipotizzare che ciò sia legato al tasso di disoccupazione reale (che tenga conto cioè anche del lavoro sommerso) delle diverse aree della provincia, oltre che al taglio delle informazioni offerte in merito dai Centri per l Impiego locali. 240

19 Tab. 5 Utenza coinvolta, ad aprile 2001, nel progetto Match per Centro per l Impiego. CENTRI PER L IMPIEGO Iscritti Aspiranti al lavoro contattati intervistati Psichici presenti Abbiategrasso , ,3 Legnano , ,2 Magenta , ,4 Sesto s. Giovanni , ,3 Rozzano , ,7 Vimercate , ,8 Carate Brianza , ,4 Cassano d Adda , ,0 Melzo , ,6 Cesano Maderno , ,9 Seregno , ,1 Corsico Rho Monza San donato m. Milano ,2 (362) * Totale ,2 858** 41,3** *dato incompleto **Non comprende Milano Fonte: Elaborazione C.D.R.L. su dati della Provincia di Milano Graf. 5 - Disabili inseriti in Match per tipologia di disabilità 37% Psichici Fisici 63% Fonte: Provincia di Milano Un altro elemento di interesse è il forte peso della quota di persone con disabilità di carattere psichico (intellettiva o mentale): se si esclude Milano, il cui dato è ancora incompleto, verifichiamo che si tratta approssimativamente del 40% dell utenza intervistata. Naturalmente si tratta di un dato estremamente significativo date le difficoltà di inserimento legate a questa tipologia di disabilità. 241

20 Tab. 6 - Utenza inserita in Match per titolo di studio e sesso Maschi Femmine Totale Val. Ass. Val. % Val. Ass. Val. % Val. Ass. Val. % Analfabeti 14 0,9 12 0,9 26 0,9 Licenza elementare , , ,2 Licenza media , , ,6 Qualifica , , ,9 Diploma , , ,0 Laurea 33 2,1 28 2,0 61 2,1 Non rilavati 4 0,3 2 0,1 6 0,2 Totale , , ,0 Fonte: Elaborazione C.D.R.L. su dati della Provincia di Milano Un altro dato interessante di cui si dispone è il titolo di studio delle persone intervistate: è immediatamente evidente che circa la metà (53,6%) degli utenti ha la sola licenza media; vi è inoltre un 14% di persone con la qualifica elementare e una percentuale residua di analfabeti. Complessivamente le persone con una qualifica superiore alla scuola dell obbligo sono inferiori a un terzo (31,1%) dell utenza intervistata e quelle con almeno un diploma non raggiungono il 15%. Si tratta quindi di una popolazione con livelli tendenzialmente bassi di istruzione (senza differenze significative tra uomini e donne); ciò naturalmente ha un peso rilevante sulle possibilità di inserimento in un mercato che sempre più richiede lavoratori qualificati. Graf. 6 - Disabili inseriti in Match per grado di istruzione 12% 2% 1% 14% 15% Analfabeti Licenza elementare Licenza media Qualifica Diploma Laurea 56% Fonte: Provincia di Milano 242

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