4. La riforma del collocamento dei lavoratori disabili: il primo anno d applicazione in provincia di Milano 1

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "4. La riforma del collocamento dei lavoratori disabili: il primo anno d applicazione in provincia di Milano 1"

Transcript

1 4. La riforma del collocamento dei lavoratori disabili: il primo anno d applicazione in provincia di Milano La legge 68 del 1999 Il 2000 è stato il primo anno di applicazione della legge 68 del 12 marzo 1999, legge che ha profondamente riformato la filosofia e le procedure dell avviamento al lavoro delle persone disabili. Precedentemente la materia era normata dalla legge 482 del 1968, che però, a fronte degli alti obiettivi numerici proposti, si era dimostrata per molti aspetti inefficace ed era rimasta nei risultati inapplicata. L elemento più significativo di continuità tra la legge 68/99 e la normativa precedente è che il diritto al lavoro delle persone disabili continua a essere tutelato attraverso l obbligo, per i datori di lavoro, di garantire a questa categoria di cittadini l accesso a una quota di assunzioni, proporzionale alle dimensioni del proprio personale dipendente. Al di là di questo aspetto di fondo, la nuova normativa segna un importante scarto rispetto alla legge 482/68, soprattutto in ciò che riguarda le metodologie di avviamento al lavoro delle persone disabili: essa, infatti, si basa sul superamento dell avviamento numerico obbligatorio che caratterizza la vecchia legge e sull assunzione di diversi strumenti propri delle politiche attive del lavoro. La legge 68/99 si pone il duplice obiettivo di rispondere all esigenza di lavoro della popolazione disabile senza che ciò divenga, per le aziende e gli enti pubblici vincolati un mero costo, bensì un inserimento proficuo di soggetti produttivi. La filosofia che sottostà a tale norma è che l avviamento al lavoro debba essere realizzato attraverso l incontro tra le caratteristiche di una persona disabile e quelle di una mansione in cui la persona possa effettivamente essere impiegata, rispondendo in questo modo alle esigenze di entrambi i soggetti coinvolti (i disoccupati disabili e i datori di lavoro) e ampliando le possibilità di successo e durata temporale. Non si dimentichi che l inserimento lavorativo per la persona disabile, ancora di più che per il resto della popolazione, ha una valenza che va ben oltre l ottenimento di autonomia economica e riguarda aspetti di integrazione e acquisizione di dignità fondamentali. È evidente che solo inserimenti in lavori veri, nel rispetto delle possibilità, delle capacità e dei limiti del soggetto, possono rispondere a tali esigenze. La legge indica nel collocamento mirato lo strumento cardine per giungere a questo tipo di inserimento. Per collocamento mirato dei disabili si intende quella serie di strumenti tecnici e di supporto che permettono di valutare adeguatamente le persone con disabilità nelle loro 1 Questa sezione è stata elaborata sulla base dei documenti e dei dati messi a disposizione dal Servizi per il Collocamento Obbligatorio e l Inserimento Mirato dei Disabili della Provincia di Milano, oltre che delle interviste al Dott. Messori, responsabile di tale servizio, al Dott. Quattropani, Dirigente del Settore Politiche del Lavoro della Provincia, al Dott. Leanti, funzionario della Regione Lombardia, alla Dott.ssa Stea dell Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili. 223

2 capacità lavorative e di inserirle nel posto adatto, attraverso analisi di posti di lavoro, forme di sostegno, azioni positive e soluzioni dei problemi connessi con gli ambienti, gli strumenti e le relazioni interpersonali sui luoghi quotidiani di lavoro e di relazione. (legge. 68/99 art.2) Compito del collocamento mirato quindi non è solo individuare un corretto incontro tra le caratteristiche della persona e quelle della mansione, ma, ove ciò non sia immediatamente possibile, porre in campo una serie di risorse e di servizi atti a permettere sia alla persona di adeguare le proprie competenze, sia all azienda di intervenire su aspetti strutturali e di organizzazione del lavoro per rendere accessibile la mansione designata. Ciò non è una novità assoluta della legge 68/99, non solo perché si pone nel solco della più generale riforma del collocamento ordinario, ma anche perché recepisce i contenuti della legge 104 del 5 febbraio 1992 Legge-quadro per l assistenza, l integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate. : [ ] Ai fini dell avviamento al lavoro, la valutazione della persona handicappata tiene conto della capacità lavorativa e relazionale dell individuo e non solo della minorazione fisica o psichica.[ ] (legge 104/92 art. 18). Alla luce di tale quadro normativo, il ruolo dei servizi per l impiego e degli uffici competenti assume una valenza diversa rispetto al passato, passando da una logica basata sull adempimento di obblighi formali-burocratici riconducibili essenzialmente al controllo, alla promozione di politiche attive volte all ottenimento di risultati, soprattutto qualitativi, nel campo dell inserimento lavorativo delle persone disabili. I soggetti tutelati I soggetti tutelati dalla legge 68/99 sono: a. le persone in età lavorativa affette da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali o portatrici di handicap intellettivo, che abbiano il riconoscimento di invalidità civile con una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45% b. le persone invalide da lavoro con un grado di invalidità superiore al 33% c. le persone non vedenti e sordomute d. le persone invalide di guerra, invalide civili di guerra e invalide per servizio (dalla I all VIII categoria) Rispetto alla legge 482/68, le categorie ora tutelate dalla legge sono maggiormente omogenee e rientrano esclusivamente nell area della disabilità. Questa differenza è già percepibile nei titoli delle leggi: dove la legge 482/68 indicava genericamente la disciplina delle assunzioni obbligatorie, la legge 68/99 parla esplicitamente e più precisamente di diritto al lavoro dei disabili. Le categorie precedentemente incluse (gli orfani e i coniugi di coloro che sono deceduti per cause di lavoro, di guerra o di servizio, i coniugi e i figli di soggetti riconosciuti grandi invalidi per le medesime cause e i profughi italiani rimpatriati), e oggi non contemplate nell art 1 della legge 68/99, sono tutelate in via provvisoria dalla medesima legge, in attesa di una disciplina specifica. Ad esse spetta una quota di riserva pari a un punto percentuale del numero dei dipendenti per i datori di lavoro pubblici e privati che occupano più di 50 persone(art.18). Altro elemento distintivo della nuova normativa è l inclusione delle persone con disabilità di carattere psichico tra i soggetti tutelati: la vecchia legge infatti considerava 224

3 invalidi civili da tutelare esclusivamente coloro che erano affetti da minorazioni fisiche. Questo principio era però già presente nella normativa in vigore, in quanto la Corte Costituzionale, con sentenza n. 50 del 2 febbraio 1990, aveva dichiarato incostituzionale tale discriminazione e la legge 104/92 (all art.19) aveva esplicitato l estensione delle norme sul collocamento obbligatorio alle persone affette da minorazioni psichiche. I soggetti vincolati I soggetti vincolati ad avere alle proprie dipendenze lavoratori disabili sono i datori di lavoro pubblici e privati che occupano più di 15 dipendenti. In particolare tale obbligo è di avere tra i propri dipendenti: a. un lavoratore per chi occupa tra i 15 e i 35 dipendenti; b. due lavoratori per chi occupa tra i 36 e i 50 dipendenti c. il 7% degli occupati per chi occupa più di 50 dipendenti Rispetto alla 482/68 vi è una redistribuzione degli oneri: essa prevedeva (in linea generale) che i datori di lavoro con più di 35 addetti dovessero avere alle proprie dipendenze almeno il 15% di persone appartenenti alle categorie protette. La nuova legge abbassa la percentuale (per diversi aspetti irrealistica) da destinarsi alla quota di riserva, ma, nel contempo, allarga l area dei soggetti vincolati ad aziende ed enti minori. Al fine di non gravare eccessivamente su questi ultimi, per i datori di lavoro che occupano tra i 15 e i 35 dipendenti l obbligo subentra solo entro un anno dal primo incremento di personale. La nuova legge inoltre equipara i vincoli di soggetti pubblici e privati: in precedenza l ente pubblico aveva, oltre all obbligo di assunzione generico del 15%, un aumento al 40% per il personale ausiliario. Complessivamente però questi obblighi erano subordinati alla verifica di una effettiva vacanza del posto in pianta organica. La nuova legge definisce vincoli parzialmente differenti solo per alcune categorie di datori di lavoro: in primo luogo i partiti politici, le organizzazioni sindacali e le organizzazioni che, senza scopo di lucro, operano nel campo della solidarietà sociale, dell assistenza e della riabilitazione, in secondo luogo i servizi di polizia, della protezione civile e della difesa nazionale. Per entrambe le categorie la quota di riserva è calcolata esclusivamente sul personale tecnico esecutivo; inoltre, per i primi, l obbligo subentra solo in caso di nuove assunzioni. La legge 68/99 prevede la sospensione degli obblighi di assunzione solo in casi precisi, in particolare alle imprese coinvolte in procedure che prevedono il conferimento di integrazioni salariali o in procedure di mobilità. Ciò razionalizza e restringe la concessione di tale beneficio rispetto alla prassi applicativa della 482/68. Per il calcolo della quota di riserva, e quindi del numero di dipendenti, la legge prevede che non siano computati una serie di soggetti: in primo luogo i disabili assunti per gli obblighi della legge stessa, quindi i contratti a termine fino a 9 mesi, i soci di cooperative di produzione e lavoro e i dirigenti. Sono invece esplicitamente esclusi dalla quota di riserva i lavoratori che divengono inabili successivamente all assunzione, se hanno una riduzione della capacità lavorativa inferiore al 60%, o se sono divenuti inabili a causa dell inadempimento, da parte del datore di lavoro, delle norme in materia di sicurezza e igiene del lavoro. Inoltre la legge prevede che non sia possibile il licenziamento di questi lavoratori ove siano comunque individuabili mansioni inferiori in cui impiegarli (pur mantenendo il regime di trattamento più favorevole delle mansioni di provenienza). Qualora tali mansioni non 225

4 fossero individuabili all interno dall azienda, queste persone sono direttamente avviate dagli uffici competenti a lavori compatibili presso un altro datore di lavoro. Esclusioni ed esoneri La normativa prevede l esclusione dagli obblighi di assunzione per i datori di lavoro pubblici e privati che operano nel settore del trasporto pubblico (aereo, marittimo e terrestre) per tutta la parte del personale viaggiante. I datori di lavoro privati (e gli enti economici pubblici) che per le speciali condizioni della loro attività non possono occupare l intera percentuale dei disabili (art.5), possono richiedere un esonero parziale dall obbligo di assunzione. Sono però tenuti a versare, a titolo compensativo, un contributo esonerativo al Fondo regionale per l occupazione dei disabili, pari a lire per ogni giorno lavorativo e per ogni lavoratore disabile non occupato. Nella filosofia della legge questo strumento non assume alcuna funzione sanzionatoria nei confronti dei datori di lavoro coinvolti, ma ha lo scopo di vincolare anche costoro, attraverso un contributo economico, all obiettivo della normativa di assicurare il diritto al lavoro delle persone disabili 2. Nella legge 68/99 è inoltre confermata la possibilità di compensare territorialmente le assunzioni di disabili, concentrandole o distribuendole sulle diverse unità produttive di un medesimo datore di lavoro. Ciò vale in ambito nazionale per i soggetti privati, esclusivamente a livello regionale per quelli pubblici. Modalità di avviamento Per assumere una persona disabile in adempimento agli obblighi di legge i datori di lavoro devono farne richiesta agli uffici competenti. In assenza di convenzione (di cui si vedrà in seguito) le richieste di assunzione sono di carattere nominativo: a) per i datori di lavoro che occupano da 15 a 35 dipendenti, oltre che per i partiti politici, le organizzazioni sindacali e sociali e gli enti da essi promossi; b) per una delle due assunzioni a cui sono tenuti i datori di lavoro che occupano tra i 36 e i 50 dipendenti; c) per il 60% delle assunzioni cui sono tenuti i datori di lavoro che impiegano più di 50 dipendenti. La legge 68/99 segna un netto ampliamento della possibilità di ricorso all assunzione nominativa che la legge 482/68 limitava, per le aziende private, alle mansioni di concetto, ai compiti di custodia e al personale specializzato. Nella nuova normativa l avviamento numerico mantiene un ruolo prioritario solo nelle assunzioni di bassi profili professionali all interno degli enti pubblici. Inoltre, nella pratica applicativa, la procedura di avviamento numerico verrà ulteriormente limitata dal fatto che, attraverso le convenzioni stipulabili con gli uffici provinciali, è possibile assumere in deroga a questi limiti esclusivamente attraverso assunzioni nominative. Ciò si inserisce pienamente nella filosofia che anima la legge, quella cioè di avviare le persone disabili non più a un lavoro semplicemente compatibile con la loro disabilità, ma a un giusto incontro tra le capacità, le aspirazioni e le possibilità della persona e le esigenze produttive delle aziende e degli enti. È evidente la convinzione di 2 Si veda: Armando Tursi, La nuova disciplina del diritto al lavoro dei disabili pag in: Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale,

5 fondo che, in molti casi, ciò possa avvenire in modo spontaneo attraverso i normali meccanismi del mercato del lavoro. Ove questo non avvenga, il ruolo dell ufficio competente è primariamente di facilitare e accompagnare tale incontro attraverso attività di mediazione e formazione. Anche le procedure di avviamento numerico sono fortemente influenzate da questa impostazione. I datori di lavoro devono inoltrare richiesta di avviamento entro sessanta giorni dall insorgenza dell obbligo specificando la qualifica richiesta. L ufficio competente è tenuto ad avviare lavoratori con tale qualifica se presenti negli elenchi dei propri iscritti. In mancanza di tali figure professionali il datore di lavoro è chiamato a concordare una figura professionale alternativa sulla base di quelle presenti nelle liste. Nel caso non sia possibile tale individuazione, questi è chiamato a sottoscrivere una convenzione di inserimento lavorativo che preveda percorsi formativi (tramite tirocinio) volti a far raggiungere a un lavoratore con qualifiche simili a quelle individuate il profilo professionale richiesto (legge 68/99 art.7 e Regolamento di esecuzione art.6-8). Per i disabili psichici è previsto il solo avviamento su richiesta nominativa attraverso convenzioni. Ciò, se può sembrare in contrasto con l intento di parificare il trattamento tra disabilità fisica e psichica (in linea con il dettato della Corte Costituzionale già segnalato), in verità tiene conto delle particolari difficoltà che l inserimento di tali lavoratori comporta e la necessità di attivare servizi di accompagnamento e sostegno. Le già citate convenzioni, benché presenti a livello regionale anche nella normativa precedentemente in vigore, nella legge 68/99 assumono un ruolo sicuramente rilevante e inseriscono nuove modalità di compimento dell obbligo di assunzione. La convenzione è un patto per l assunzione tra un datore di lavoro e gli uffici competenti, che stabilisce i tempi e le modalità di che il datore di lavoro si impegna a effettuare. La convenzione dà la possibilità di accedere ad alcuni strumenti di inserimento e flessibilizzazione del rapporto: [ ] Tra le modalità che possono essere convenute vi sono anche la facoltà della scelta nominativa, lo svolgimento di tirocini con finalità formative o di orientamento, l assunzione con contratto di lavoro a termine, lo svolgimento di periodi di prova più ampi di quelli previsti dal contratto collettivo[ ] (legge 68/99 art.11) A fianco della convenzione di inserimento sono individuate dalla legge altre due forme di convenzionamento possibili. La prima è la Convenzione di integrazione lavorativa, finalizzata all inserimento nel ciclo produttivo di disabili che presentino particolari difficoltà. Questo tipo di convenzione prevede l attivazione di forme di sostegno, di consulenza e di tutoraggio nella fase di inserimento lavorativo da parte di servizi territoriali, di centri di orientamento professionale o di strutture del privato sociale. La seconda è la convenzione del datore di lavoro privato con cooperative sociali tipo B (individuate dalla legge 381 del 1991) o con liberi professionisti disabili. Questa convenzione permette il distacco del lavoratore disabile presso tali strutture per un anno, (rinnovabile al massimo a due). Condizioni necessarie perché ciò avvenga sono che il lavoratore sia assunto a tempo indeterminato dal datore di lavoro vincolato (anche se per il periodo di distacco la retribuzione e gli oneri previdenziali e assistenziali sono a carico della struttura ricevente), che questi si impegni ad affidare alla cooperativa o al libero professionista una quantità di lavoro sufficiente a compensare il costo complessivo del lavoratore inserito e che esista, infine, un progetto formativo personalizzato. 227

6 Le convenzioni inoltre sono anche lo strumento attraverso cui possono essere concesse agevolazioni fiscali ai datori di lavoro privati che adempiono gli obblighi assumendo persone disabili con requisiti che le rendono più difficilmente impiegabili. Un ultimo aspetto significativo della nuova legge è la definizione di un nuovo impianto sanzionatorio: sono previste sanzioni non trascurabili sia a fronte della mancata presentazione dei prospetti informativi annuali, sia per la non copertura (per cause addebitabili al datore di lavoro) degli obblighi di assunzione. In particolare è previsto il pagamento al Fondo regionale per l occupazione dei disabili di lire per ogni giorno lavorativo non prestato, per ciascun lavoratore disabile non impiegato. Tali somme sono rivedibili ogni 5 anni mediante decreto ministeriale 4.2 Applicazione della legge 68/99 in provincia di Milano Naturalmente la legislazione, da sola, non è in grado di influire sui processi sociali, ma necessita di una serie di soggetti, strumenti e azioni che la trasformino da dettato in prassi. La quantità di risorse a disposizione di questi soggetti, l efficacia degli strumenti individuati e l adeguatezza delle azioni messe in campo hanno un ruolo fondamentale nel determinare il grado di effettiva applicazione della norma. Ancor di più in un campo come quello del diritto al lavoro dei disabili, dove è stata evidente la scollatura tra dettato legislativo e prassi sociale. Infatti, se la legge 482/68 definiva in genere un obbligo di assunzione pari al 15% degli occupati (per i datori di lavoro sopra i 35 dipendenti), si parla di un tasso effettivo di rispetto che non supera il 3-4%. Ciò era dovuto essenzialmente all impostazione vincolistica della legge che non offriva gli spazi per un incontro tra le esigenze dell utente e quelle dell azienda (non solo da un punto di vista professionale, ma anche, più banalmente, di vicinanza territoriale negli ampi confini della provincia), così come alla mancanza di strumenti sanzionatori adeguati a imporne i contenuti. Come già visto, la legge 68/99 affronta entrambi questi problemi, anche se l impianto della legge sposta i nodi critici dell applicazione verso altri due elementi: 1. la necessità di definire indirizzi operativi chiari che coniughino la flessibilità d azione degli uffici preposti con garanzie di equità e trasparenza nella gestione delle procedure di convenzionamento e avviamento. 2. la necessità di far fronte al deciso incremento dei compiti (e della complessità di tali compiti) degli stessi uffici, che richiedono un aumento sia delle risorse impiegate, sia delle competenze professionali interne. Nel territorio da noi preso in considerazione (la Provincia di Milano), questi due elementi hanno caratterizzato pienamente il primo anno di applicazione della legge. Con la nuova legge il ruolo degli uffici competenti all avviamento al lavoro delle persone disabili (per la Provincia di Milano, i Servizi per il Collocamento Obbligatorio e l Inserimento Mirato dei Disabili) si arricchisce e acquisisce responsabilità in termini di politiche attive volte all effettivo buon inserimento lavorativo della persona disabile. La gestione dell avviamento mirato sulla base di valutazioni qualitative (e non di liste costruite attraverso l assegnazione di punteggi associati a caratteristiche documentabili) oltre che la possibilità, attraverso il sistema delle convenzioni, di 228

7 lavorare in deroga rispetto ai limiti generali imposti dalla legge, offrono ai servizi provinciali un potere, in termini di discrezionalità e flessibilità operativa, sicuramente inedito. Il Collocamento Obbligatorio assume cioè capacità contrattuale di fronte alle aziende, in un ottica non solo sanzionatoria, ma anche di agevolazioni e supporto all inserimento. Naturalmente questa maggior discrezionalità non è a completo appannaggio degli uffici preposti ma deve rispondere a precise direttive e indicazioni fornite agli enti locali competenti: Regione e Provincia. I luoghi istituzionali di concertazione di tali indirizzi sono le commissioni tripartite regionali e provinciali a cui partecipano rappresentati dell istituzione, delle organizzazioni imprenditoriali, dei sindacati e delle associazioni di invalidi. In Lombardia la commissione regionale è stata istituita dalla legge regionale 1 del 1999 (emanata in applicazione del decreto legislativo 469/97 Conferimento alle regioni e agli enti locali di funzioni e compiti in materia di mercato del lavoro [ ] ) ed è denominata Commissione Regionale per le Politiche del Lavoro. La commissione ha lavorato nel corso del 2000 per offrire riferimenti comuni alle Province su alcuni punti nodali di applicazione della legge 68/99. L esito principale di questo lavoro è stata la Delibera 13/2000 che definiva i Criteri omogenei per la stipula da parte delle Province delle convenzioni con privati (art.11 e 12 legge 68/99). Nel testo si prevedeva che i datori di lavoro che stipulavano le convenzioni avrebbero potuto assolvere al proprio obbligo in modo progressivo, assumendo annualmente il 12,5% delle proprie scoperture di persone disabili. Si definiva cioè la possibilità di dilazionare tale obbligo su 8 anni. Questo limite era ulteriormente allungabile se l inserimento avesse previsto un periodo di tirocinio o l erogazione di interventi formativi, i datori di lavoro avessero documentato una situazione di difficoltà occupazionale, si fosse trattato di convenzioni di integrazione lavorativa, si fosse previsto l inserimento di disabili psichici o, infine, si fosse trattato di aziende di nuova costituzione o insediamento. Per tutta la durata della convenzione venivano sospesi gli avviamenti di carattere numerico e le sanzioni per la non copertura dell obbligo. Inoltre il servizio avrebbe rilasciato, alle aziende convenzionate che ne avessero fatto richiesta, il certificato di ottemperanza necessario per la partecipazione ad appalti pubblici. A tale delibera si è opposta, già in fase di discussione, l ANMIC (Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili) che, insieme all Ente Nazionale Sordomuti, all Unione Italiana Ciechi e all Unione Nazionale Mutilati per Servizio, ha presentato ricorso al TAR contro di essa. I ricorrenti, oltre a contestare la competenza stessa della Commissione Regionale a definire criteri vincolanti per le Province in materia, hanno sostenuto che la delibera 13/2000 fosse in contrasto con il dettato legislativo stesso della legge 68/99. In particolare venivano considerati illegittimi due punti: - il riconoscere come globalmente ottemperanti datori di lavoro convenzionati solo per una copertura parziale dei propri obblighi (sospendendo i vincoli di assunzione per la quota rimanente e rilasciando i certificati di ottemperanza necessari per la partecipazione ad appalti pubblici) - l introduzione di possibilità di sospensione o parziale esonero dagli obblighi di assunzione per casi diversi da quelli definiti dalla legge Il TAR, accogliendo le ragioni dell ANMIC, ha prima sospeso e quindi annullato la delibera con sentenza del 9 novembre

8 Al di là dei giudizi giuridici, è evidente che la delibera 13/2000, nel suo complesso, avrebbe comportato un depotenziamento della normativa con dubbi effetti di reale agevolazione dell avviamento delle fasce più deboli e problematiche della popolazione disabile. In seguito al pronunciamento del TAR e non riuscendo a pervenire a una mediazione in materia, la Commissione Regionale ha demandato alle singole Province il compito di definire in modo autonomo le regole di convenzionamento. In provincia di Milano la Commissione Provinciale del Lavoro ha autorizzato gli uffici a procedere comunque nella stipula delle convenzioni, basandosi sugli elementi non contestati della delibera 13/2000 e chiedendo un impegno complessivo di assunzione per tutte le scoperture in tempi definiti. Nel luglio del 2001 la Commissione provinciale ha infine varato, con voto unanime, le linee guida definitive per le convenzioni sia per gli enti pubblici che per le aziende private; questa importante decisione sblocca la possibilità di inserimenti in tutti gli enti che si sono dichiarati interessati al convenzionamento, con effetti sicuramente positivi sui livelli di occupazione delle persone disabili. Altro elemento di positività di tale decisione è il fatto che diventa finalmente possibile attivare le risorse del Fondo Nazionale e del Fondo Regionale per l Occupazione dei Disabili, che assicurano fondi sia per agevolazioni alle imprese che tramite le convenzioni garantiscono l assunzione di disabili gravi, sia la realizzazione di azioni di accompagnamento all inserimento lavorativo. Alla trasformazione del ruolo del vecchio Ufficio di Collocamento Obbligatorio si lega una profonda trasformazione della qualità (ma anche della quantità) del lavoro che esso deve espletare. La gestione dell incrocio domanda - offerta di lavoro sulla base delle caratteristiche qualitative del candidato e della mansione necessita di un approccio e di una professionalità ben diversi rispetto alla gestione di liste dal forte contenuto amministrativo. Lo svolgimento dei nuovi compiti richiede quindi personale in grado di costruire bilanci di competenze, di leggere le caratteristiche di una mansione e di un luogo di lavoro, ma anche di applicare una normativa che lasci spazi di concertazione tra ufficio e datore di lavoro sulla tipologia, i tempi e le modalità dell avviamento. Tutto ciò in un contesto che ha spostato la propria attenzione dall adempimento amministrativo all ottenimento di risultati, con particolare attenzione alla qualità di tali risultati. La gestione dell Ufficio di Collocamento Obbligatorio di Milano è stata acquisita dalla Provincia di Milano il 26 novembre 1999, poco prima dell entrata in vigore della legge 68/99. La situazione trovata è stata descritta dagli attuali responsabili come estremamente difficile: a fronte di più di utenti registrati vigeva una situazione di confusione sia nelle pratiche cartacee, sia nei data base elettronici, dovuta alla presenza diffusa di errori, doppioni e mancanze. Oltre alle difficoltà di gestione della eredità storica, l entrata in vigore della nuova legge ha comportato un forte incremento degli impegni per i nuovi Servizi per il Collocamento Obbligatorio e l Inserimento Mirato dei Disabili. Di questi i fondamentali sono: 230

9 - la gestione delle procedure di avviamento mirato (dalla costruzione del data base con le caratteristiche dettagliate dell utenza e delle mansioni aziendali fino alle effettive pratiche di incrocio tra domanda e offerta) - la stipula delle convenzioni di inserimento e integrazione - la concessione delle agevolazioni e dei contributi finanziati dal Fondo Ministeriale e dal Fondo Regionale Tutto ciò in un quadro di deciso aumento dei datori di lavoro obbligati, saliti dai del 1999 ai del 2000, mentre per il 2001 il servizio calcola di aver ricevuto tra gli e i prospetti informativi. La Provincia di Milano ha fortemente potenziato il servizio, incrementando il numero di dipendenti addetti che sono passati da 4 a 25 unità. Malgrado ciò il servizio si trova ancora in una situazione di insufficienza di personale sia dal punto di vista numerico, sia da quello della qualifica professionale. Oltre a una quota limitata di dipendenti acquisiti dalla precedente gestione ministeriale, esso, infatti, ha avuto a disposizione soprattutto personale con contratti a termine di breve durata o di consulenza professionale, con conseguenti difficoltà di formazione, di continuità e anche di tenuta. Tra le attività messe in campo dai Servizi per il Collocamento Obbligatorio e l Inserimento Mirato dei Disabili riveste una particolare importanza il Progetto Match. Questo progetto prevede l utilizzo nelle pratiche di avviamento al lavoro di un software (denominato Match) in grado di gestire l incontro tra domanda e offerta di lavoro specificamente per le persone disabili con i criteri dell inserimento mirato. Si tratta di un programma informatico che in grado di riconoscere e incrociare una serie di caratteristiche che riguardano da una parte le mansioni e i luoghi di lavoro e, dall altra le persone disabili (considerate sotto gli aspetti della formazione scolastica e lavorativa, delle condizioni fisica e mentale, delle capacità e attitudini). La realizzazione del software Match è stata frutto di un percorso che ha cercato di raccogliere le competenze maturate in diversi anni da operatori di enti pubblici e non, nel campo dell inserimento mirato. Come si è già accennato infatti il passaggio dalla legge 482/68 alla legge 68/99 è stato segnato da tappe intermedie che hanno permesso l ampliarsi delle esperienze di inserimento mirato. Tra queste tappe, fondamentali sono state le convenzioni regionali per l inserimento lavorativo Le convenzioni C.R.I. e la sperimentazione Match La già citata legge 104 del 1992 Legge-quadro per l assistenza, l integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate stabiliva, tra i diversi interventi volti a migliorare il quadro dei diritti delle persone disabili, che le regioni istituissero un albo degli enti, istituzioni, cooperative, centri di lavoro guidato, associazioni e organizzazioni di volontariato che svolgono attività idonee a favorire l inserimento e l integrazione lavorativa di persone handicappate. Si tratta del riconoscimento di una realtà importante e ormai consolidata: all inserimento delle persone disabili concorrono diversi attori, anche del privato sociale, che operano con strumenti diversi rispetto all avviamento numerico del collocamento obbligatorio. 231

10 La legge inoltre consentiva alle Regioni di disciplinare, attraverso proprie leggi, gli incentivi, le agevolazioni e i contributi ai datori di lavoro anche ai fini dell adattamento del posto di lavoro per l assunzione delle persone handicappate (104/94 art18). La Regione Lombardia ha recepito tale possibilità con la delibera sperimentale con validità di un anno n 476 del 12 febbraio 1996, emanata dalla Commissione regionale per l Impiego, che è stata successivamente ribadita e integrata attraverso una seconda delibera (505/97) prorogata fino all entrata in vigore della nuova disciplina del collocamento obbligatorio. Elemento cardine delle delibere regionali era la definizione di una serie di agevolazioni rivolte alle aziende che avessero fatto richiesta di convenzionarsi con la Regione Lombardia presentando programmi di inserimento e formazione di persone disabili. A seguito del convenzionamento le aziende ottenevano di: - adempiere gradualmente agli obblighi occupazionali della legge 482/68 - la possibilità di assumere nominativamente i soggetti appartenenti alle categorie protette - non ricevere durante il periodo di convenzione avviamenti non concordati Le convenzioni sono state la base giuridica attraverso cui si sono diffuse le esperienze di inserimento mirato in Lombardia, in quanto aggiravano le procedure vincolistiche della legge 482/68 e permettevano la compartecipazione nel processo di inserimento di soggetti altri rispetto all Ufficio di Collocamento Obbligatorio, che erano in grado, grazie al sistema delle agevolazioni disponibili, di costruire un rapporto di collaborazione con i datori di lavoro vincolati. Si tratta di esperienze che hanno avuto un ruolo non marginale: dal 1996 al 1999 in Provincia di Milano sono state stipulate convenzioni. È in questo contesto che nasce la sperimentazione legata all evoluzione del Progetto Match. L obiettivo era quello di standardizzare e informatizzare alcune procedure di collocamento mirato, in modo da costruire uno strumento in grado di supportare il lavoro di operatori, anche non specializzati, nell inserimento lavorativo delle persone disabili. Il primo passo è stato fatto tra il 1996 e il 1998 con il Progetto SEA (Supported Employment Agency), promosso dalla Fondazione Don Gnocchi e finanziato dalla Comunità Europea e dal Ministero del Lavoro nell ambito dell iniziativa Occupazione Horizon, che ha costruito il programma informatico. Finalità generale del progetto era la creazione di un modello di Agenzia di Orientamento e Supporto all impiego per persone con disabilità, finalizzata a favorire la loro integrazione sociale e lavorativa. Al software si è quindi interessata la Provincia di Milano che, a seguito del passaggio di competenze dallo Stato alle Province in merito al collocamento ordinario e in prospettiva della riforma del collocamento obbligatorio, voleva sperimentare strumenti operativi innovativi rivolti alla promozione dell occupazione per le fasce più deboli della popolazione. Da ciò nasce una intesa tra la Provincia e la Fondazione Don Gnocchi al fine di testare il programma Match in due diverse realtà territoriali e da parte di due strutture diverse: da un lato il Centro Lavoro Sud-Ovest Milano e dall altro il CIFAP di Sesto San Giovanni Obiettivo della sperimentazione era quello di verificare l applicabilità del programma anche su un campione esteso di persone e di verificare l esistenza di una corrispondenza tra le indicazioni degli esperti orientatori umani e gli incroci effettuati dal software. 232

11 Al termine della sperimentazione (febbraio 2000) i Servizi per il Collocamento Obbligatorio e l Inserimento Mirato dei Disabili assumono il software Match come lo strumento attraverso cui operare le selezioni per gli avviamenti mirati. Naturalmente nel corso delle sperimentazioni e nel confronto con le caratteristiche reali di utenza e aziende è stata ampliata e affinata la gamma di caratteristiche che il programma è in grado di raccogliere e valutare. Match si configura oggi come un data base composto da due archivi: uno riguardante l utenza e l altro le aziende. Nella Banca Dati Utenza vengono registrate le informazioni riguardanti gli utenti che accettano di essere inseriti nel progetto, raccolte attraverso la somministrazione di test e un colloquio individuale. I test prevedono due percorsi differenziati a seconda delle capacità espresse dalla persona. Nel percorso completo sono finalizzati a rilevare sia le capacità cognitive generali, sia il livello di padronanza grammaticale e matematica oltre che l abilità nello svolgimento di alcune mansioni base caratteristiche dei lavori impiegatizi, sia, infine, un profilo della personalità secondo una serie di parametri rilevanti nel lavoro e nell interazione con gli altri. Il colloquio ha invece l obiettivo di descrivere la situazione anagrafica, familiare e sanitaria dell utente, il suo curriculum scolastico e professionale, la presenza di competenze o di aspirazioni e permettere all operatore di proporre un ambito di inserimento lavorativo. Nella Banca Dati Aziende vengono raccolti i dati generali dell azienda, notizie sulla struttura (fisica e organizzativa) della sede di lavoro e, soprattutto, informazioni approfondite sul tipo di mansione a cui la persona disabile dovrà essere adibita. Queste informazioni vengono assunte attraverso un intervista a uno o più referenti aziendali e, possibilmente, attraverso una visita alla postazione (o alle postazioni) di lavoro individuata. Sia partendo da una mansione, sia partendo da un utente è possibile effettuare gli incroci tra domanda e offerta lavorativa. Compito del software è quello di individuare, secondo una serie di parametri e filtri impostati dall operatore, una rosa di soluzioni, rendendo immediatamente leggibili, per ogni incrocio, i punti di forza e le criticità da affrontare (un esempio banale: persona con difficoltà motorie e presenza di barriere architettoniche nello spazio di lavoro). In tempi ridottissimi il Match è in grado di filtrare migliaia di candidati o di posizioni lavorative, individuando le soluzioni che rispondono ai criteri richiesti. [ ] va sottolineato che la specificità del programma non consiste nella precisione dell abbinamento mansione-candidato, rispetto alla quale un colloquio qualitativo darà sempre maggiori garanzie [ ], ma nel grande numero di abbinamenti che è in grado di fare in simultanea, offrendo altresì degli abbinamenti compatibili. Il margine di errore sul caso singolo sarà sempre più elevato rispetto alle indagini qualitative, ma la rapidità con cui viene effettuato l abbinamento Match è molto maggiore 3 Naturalmente l intenzione di utilizzare questo strumento comporta la necessità di pianificare una ricognizione di massa delle caratteristiche dell utenza iscritta alle liste del Collocamento Obbligatorio oltre che di quelle delle mansioni indicate dalle aziende vincolate. Si tratta di un lavoro estremamente ampio per il grado di specificità e la numerosità dei dati raccolti e per il numero di soggetti potenziali: più di utenti e quasi aziende. 3 Centro Lavoro Sud Ovest Milano, relazione al progetto: Intervento a favore delle fasce deboli iscritte al Collocamento Obbligatorio (Circoscrizione di Rozzano) 233

12 Questa mappatura è iniziata nel maggio 2000 ed è stata rivolta agli utenti disponibili a essere inseriti nel progetto e alle aziende che avevano dichiarato, sul prospetto informativo 2000, l interesse alla convenzione con la Provincia di Milano. Si prevede che la ricognizione dell utenza (che sul comune di Milano è stata affidata alla Fondazione Don Gnocchi) possa terminare per giugno 2001, mentre quella delle aziende non prima dell autunno dello stesso anno. Naturalmente ciò non ha significato la sospensione degli avviamenti, anche se è evidente che solo con il data base completo sarà possibile entrare a regime con le procedure di avviamento mirato e verificare effettivamente l efficacia della nuova legislazione. 4.4 Alcuni dati sul primo anno di applicazione, in Provincia di Milano Per le ragioni sopra evidenziate, i soli dati relativi agli iscritti e agli avviati dai Servizi per il Collocamento Obbligatorio e l Inserimento Mirato nel 2000 sono sicuramente insufficienti per trarre un bilancio sull applicazione della legge. Il primo anno di applicazione, infatti, è sembrato un periodo di rodaggio, di assestamento e di definizione di pratiche più che un momento di applicazione piena della normativa. Peraltro, questo periodo di transizione non è concluso e probabilmente si dovrà attendere la fine del 2001 prima di un effettiva entrata a regime della normativa, nel lavoro quotidiano di tutti i soggetti chiamati a realizzare l inserimento lavorativo mirato dei disabili. Malgrado ciò i dati a nostra disposizione forniscono già indicazioni interessanti e, anche se non privi di contraddizioni, evidenziano importanti cambiamenti in atto. Il primo dato da considerare riguarda sicuramente il numero delle persone iscritte al collocamento. In Provincia di Milano a gennaio 2001 erano iscritte alle liste di Collocamento Obbligatorio persone disabili. Di queste si erano dichiarate disponibili al lavoro. Il fatto che queste due cifre non corrispondano e che anzi la seconda sia più bassa della prima di un quinto (-19,9%) può sembrare (in effetti, lo è) una contraddizione. Sappiamo che l iscrizione all ufficio di collocamento dovrebbe essere funzionale alla dichiarazione di interesse alla ricerca di una occupazione, ma sappiamo altresì che ciò non è vero per una ampia fascia di iscritti. In realtà l iscrizione alle liste di collocamento risponde a una pluralità di interessi che non sempre hanno un rapporto diretto con la ricerca di un posto di lavoro. Nella categoria delle persone disabili questa fetta di popolazione ha un peso sicuramente maggiore rispetto al collocamento ordinario e, se mai, il dato a nostra disposizione delle persone non disponibili all inserimento è ancora calcolato per difetto (come ci indicano i dati di risposta al progetto MATCH) a causa della mancanza di uno screening su tutta l utenza e della reticenza di chi si iscrive al collocamento di dichiararsi non disponibile al lavoro. In termini generali però notiamo una crescita nel numero di iscritti di quasi il 25% ( unità). Questo aumento non è facilmente spiegabile; in un primo momento si potrebbe pensare sia dovuto a una battuta d arresto degli avviamenti nel corso del 2000 e quindi a un inizio sicuramente negativo della legge 68/99. In verità, come si vedrà fra poco, l andamento degli avviamenti è stato nettamente positivo e quindi le cause devono risiedere altrove. 234

13 Graf. 1 - Disabili iscritti alle liste del Collocamento Obbligatorio. Dal passaggio di competenze Ministero - Provincia, a dopo un anno di applicazione della L. 68/ Disabili disoccupati disponibili Disabili disoccupati non disponibili Disabili disoccupati al al Fonte: Elaborazione C.D.R.L. su dati della Provincia di Milano Tab. 1 - Disabili iscritti al Collocamento Obbligatorio. Serie storica Data Disabili iscritti 25 ottobre dicembre maggio dicembre dicembre Fonte: Elaborazione C.D.R.L. su dati della Provincia di Milano I responsabili dei Servizi per il Collocamento Obbligatorio e l Inserimento Mirato dei Disabili individuano in questo aumento un segnale sia di interesse rispetto alla nuova legge, sia di fiducia nelle possibilità di avviamento del Servizio di Milano. Si ipotizza cioè che parte dell incremento provenga da persone che fino al 2000 avevano scelto di non iscriversi al Collocamento Obbligatorio perché non interessate o non fiduciose nei meccanismi di avviamento della legge 482/68 e che oggi, invece, vedono delle nuove opportunità. 235

14 Graf. 2 - Disabili iscritti alle liste del Collocamento Obbligatorio. Serie storica 25/11/99-18/01/ nov-99 dic-99 25/11/99 31/12/99 31/05/00 gen-00 feb-00 mar-00 apr-00 mag-00 giu-00 lug-00 ago-00 set-00 ott-00 nov-00 dic-00 Fonte: Elaborazione C.D.R.L. su dati della Provincia di Milano 31/12/00 18/01/01 Iscritti In parte invece l incremento sarebbe dovuto a numerosi trasferimenti da altre province, con l idea che il territorio e le politiche attive messe in atto dal Servizio Provinciale forniscano maggiori opportunità lavorative. Questa ipotesi sembrerebbe confermata dal fatto che l incremento di disabili iscritti si è concentrato negli ultimi mesi del 1999 e, in parte, nella prima metà del 2000, mentre successivamente la tendenza è di una diminuzione, anche se contenuta, degli iscritti (grafico n.2). La lettura offerta dai Servizi provinciali è forse eccessivamente ottimistica, ma sembra preferibile (in quanto più corrispondente ai dati disponibili) rispetto all idea di un fallimento, ancora nella culla, della legge 68/99. I dati più interessanti riguardano però gli avviamenti effettuati e soprattutto la loro composizione (cfr. Tab. 2). Come già accennato, tra il 1999 e il 2000 vi è stato un netto incremento degli avviamenti (+90,8%) che sono passati da 852 a Oltre alla differenza quantitativa esiste però una importante differenza qualitativa nella composizione di questi avviamenti. Mentre nel 1999 quasi il 30% degli avviamenti era di carattere numerico, nel 2000 questa tipologia si è abbassata al 5%. Inoltre gli avviamenti nominativi diretti (cioè i nulla osta ad assunzioni di soggetti che si sono incontrati sul normale mercato del lavoro senza intermediazione di enti pubblici) sono più che quadruplicati (+331,7%). 4 Nei prospetti a nostra disposizione il dato del 1999 è calcolato su 11 mesi, mentre l applicazione della nuova legge è calcolata sull anno intero dal 18 gennaio 2000 al 18 gennaio Data però la consistenza delle variazioni esistenti, questa differenza non influenza la veridicità dei trend individuati. 236

15 Tab. 2 - Nulla osta rilasciati dai Servizi per il Coll. Obb. e l Ins. Mirato dei Disabili per tipologia Ex L. 482/68 nel 1999 (11 mesi) Ex L. 68/99 al Var. % Val. Ass. Val. % Val. Ass. Val. % Nulla osta numerici ,0 81 5,0-67,2 Nulla osta nominativi diretti , ,8 331,7 attraverso C.R.I , ,6-52,3 in convenzione ,6 - Totali , ,0 155,4 Totali avviamenti , ,0 90,8 Fonte: Elaborazione C.D.R.L. su dati della Provincia di Milano Probabilmente questo è il dato più significativo di cui disponiamo, in quanto rappresenta anche in termini reali il cambiamento di impostazione della nuova legge. Questo dato, infatti, sembra confermare la scommessa della legge di puntare su una parziale liberalizzazione delle assunzioni dei lavoratori disabili e su una maggior fiducia nell incontro spontaneo tra domanda e offerta di lavoro. Il dato assume inoltre una maggior rilevanza se si considera l alto livello di insuccessi legati agli avviamenti numerici: nel 2000 il tasso di successo degli 81 avviamenti si è assestato intorno al 10%. Non vi sono motivi per ritenere (pur mancando informazioni certe) che negli anni precedenti la situazione fosse diversa. Spesso, infatti, l avviamento fallisce in quanto è lo stesso disabile a rifiutarlo perché non corrisponde alle sue aspettative, capacità o possibilità di movimento sul territorio. Nel caso dell inserimento nominativo invece questo elemento di incertezza sugli esiti dell avviamento viene superato in quanto datore di lavoro e lavoratore si sono scelti direttamente. Naturalmente si tratta di inserimenti che danno maggiori garanzie anche in termini di durata del rapporto di lavoro e di solito, se il disabile torna all ufficio di collocamento, è per registrare uno spostamento per lui vantaggioso. La lettura di questo dato non deve però suggerire conclusioni troppo ottimistiche: sebbene ci manchino informazioni specifiche in materia possiamo ritenere che questi 1200 avviamenti nominativi abbiano riguardato la parte più abile della popolazione disabile iscritta alle liste del collocamento obbligatorio. Inoltre una parte di queste assunzioni nominative potrebbe essere composta da lavoratori disabili che, già in forza al datore di lavoro e assunti dal collocamento ordinario, vengono ora registrati presso il collocamento obbligatorio, magari attraverso la dimissione e la riassunzione del dipendente, a volte con l intento di semplificare e velocizzare le procedure, altre volte invece per aggirare le disposizioni di legge. (Si ricordi che per il riconoscimento nella quota di riserva di lavoratori già alle dipendenze del datore di lavoro non basta che questi abbiano il 45% di inabilità, ma devono raggiungere il 60%. Questa norma è eludibile riassumendo il lavoratore dallo stato di disoccupazione). Infine, se si guarda agli avviamenti dell anno 2000, si nota come i Servizi per il Collocamento Obbligatorio e l Inserimento Mirato dei Disabili abbiano avuto un ruolo tutto sommato marginale nell avvio al lavoro delle persone disabili. Gli avviamenti in convenzione ex legge 68/99, gli avviamenti in rispetto di C.R.I. già stipulate nel regime 237

16 normativo precedente e gli avviamenti numerici rappresentano insieme poco più del 26% del totale degli avviamenti (nel 1999 questo dato era del 67%). Graf. 3 - Avviamenti per tipologia negli anni 1999 (L. 482/68) e 2000 (L. 68/99) Nominativi in convenzione nominativi attraverso C.R.I. Nominativi diretti Numerici Legge 482/68 nel Legge 68/99 nel 2000 Fonte: Elaborazione C.D.R.L. su dati della Provincia di Milano È evidente che gli avviamenti accompagnati da convenzione (ma anche, seppure con minor efficacia, quelli numerici) sono lo sbocco principale per chi ha caratteristiche meno spendibili sul mercato del lavoro. Un ruolo attivo dei servizi pubblici preposti all inserimento lavorativo delle persone disabili è quindi fondamentale per incentivare l effettivo ingresso nel mercato del lavoro di quell ampia fascia di persone che, iscritte alle liste del collocamento obbligatorio, ne sarebbero altrimenti cronicamente escluse. Come si è detto, i motivi di questo basso profilo di intervento risiedono nella lentezza attraverso cui si è giunti a definire le regole attuative della nuova legge e nelle difficoltà dei Servizi di far fronte al carico aggiuntivo di lavoro che essa ha comportato. In questo contesto non si può però ignorare che le 189 persone avviate in convenzione ex legge 68/99 sono da riferirsi al solo periodo da ottobre 2000 al 18 gennaio 2001, avendo gli uffici provinciali iniziato a sottoscrivere convenzioni dall agosto Inoltre le procedure di avviamento mirato richiedono un approfondita raccolta di informazioni su ogni utente che si realizza attraverso il lavoro di screening di massa descritto in precedenza. Solo quando il data base del Progetto Match avrà coperto l utenza e le aziende di tutta la provincia vi saranno le condizioni per l entrata a regime delle procedure di avviamento mirato. I dati sulle convenzioni mostrano comunque un andamento interessante: negli ultimi 5 mesi del 2000 sono state stipulate 227 convenzioni ex art.11 della legge 68/99 con un impegno all assunzione, entro gli 8 anni, di 569 persone di cui 458 nel primo biennio. 238

17 Nei primi quattro mesi del 2001 le convenzioni stipulate sono state 673 per un impegno complessivo all assunzione di persone nei prossimi 10 anni, 848 di queste entro i primi mesi del Complessivamente si tratta di 900 convenzioni stipulate, per un impegno complessivo di assunzioni. Questo dato assume maggior importanza se si considera che, sulla base del prospetto informativo consegnato dai datori di lavoro a marzo 2000, il numero di aziende ed enti interessati alla convenzione con la Provincia di Milano era di Graf. 4 - Convenzioni per tipologia negli anni 1999 (L. 482/68) e 2000 (L. 68/99) Soggetti obbligati Convenzioni C.R.I. 476/96 (dal 1996 al 1999) Intenti di convenzione da Prospetto informativo Convenzioni stipulate al 10/5/ Ex legge 482/68 al Ex legge 68/99 al Fonte: Elaborazione C.D.R.L. su dati della Provincia di Milano Tale cifra mette in risalto due elementi: in primo luogo le ampie potenzialità dello strumento convenzionatorio di giocare un ruolo rilevante nei processi di inserimento lavorativo dei disabili (con i vantaggi sopra ricordati); in secondo luogo, che solo una parte delle aziende, dopo aver dichiarato il proprio interesse, si è effettivamente attivata per la stipula della convenzione. I dati sulle assunzioni in convenzione per l anno 2000 mostrano un quadro in cui è nettamente maggioritaria l assunzione a tempo indeterminato e dove la maggior parte delle persone avviate lavora full time. Da segnalare un significativo ricorso al tirocinio che è dedicato a persone disabili che non hanno le caratteristiche per accedere direttamente alla mansione individuata. Sulla base dei dati dei colloqui effettuati con l utenza fino ad aprile 2001 per l inserimento nella banca dati Match si possono ricavare alcune informazioni interessanti sulle caratteristiche delle persone coinvolte. 239

18 Tab.3 - Convenzioni stipulate ex legge 68/99 Serie storica Periodo Convenzioni Intenti di assunzione nell anno stipulate Totale 6/8. 31/ /1 10/ Totale Fonte: Provincia di Milano Tab. 4 - Convenzioni stipulate nell anno 2000 e assunzioni effettuate per tipologia Convenzioni stipulat e Assunzioni effettuate tempo indeter. Tempo Deter. Tipologia inserimenti appren c.f.l. di stato full time part time tirocin i C.R.I. 476/ L.68/99 art.11* Fonte: Provincia di Milano In primo luogo il tasso di risposta all invito del Servizio a partecipare allo screening è stato abbastanza basso: complessivamente poco meno della metà dei convocati ha effettuato i test e i colloqui. In linea generale ciò dimostra che solo una parte delle persone iscritte alle liste del Collocamento Obbligatorio è effettivamente alla ricerca di un impiego, anche se sarebbe un errore identificare un rapporto esatto tra partecipazione allo screening e ricerca di lavoro. Una parte delle persone che vi hanno partecipato, infatti, lo hanno fatto esclusivamente per timore di perdere la propria iscrizione alle liste e con essa alcuni diritti acquisiti (come la pensione o l assegno di inabilità). D altra parte però esiste sicuramente una quota di persone che non si è presentata allo screening perché fortemente sfiduciata (anche sulla base della propria esperienza personale) sulla capacità del Collocamento Obbligatorio di avviarla al lavoro. Inoltre si sono verificate variazioni significative nel tasso di risposta tra i diversi Centri per l Impiego: da un minimo del 29% nella circoscrizione di Cassano d Adda fino a un massimo del 53,5% in quella di Sesto San Giovanni. È difficile comprendere il perché di variazioni così significative, a fronte di un organizzazione sostanzialmente standard degli incontri sui diversi territori. Si può ipotizzare che ciò sia legato al tasso di disoccupazione reale (che tenga conto cioè anche del lavoro sommerso) delle diverse aree della provincia, oltre che al taglio delle informazioni offerte in merito dai Centri per l Impiego locali. 240

19 Tab. 5 Utenza coinvolta, ad aprile 2001, nel progetto Match per Centro per l Impiego. CENTRI PER L IMPIEGO Iscritti Aspiranti al lavoro contattati intervistati Psichici presenti Abbiategrasso , ,3 Legnano , ,2 Magenta , ,4 Sesto s. Giovanni , ,3 Rozzano , ,7 Vimercate , ,8 Carate Brianza , ,4 Cassano d Adda , ,0 Melzo , ,6 Cesano Maderno , ,9 Seregno , ,1 Corsico Rho Monza San donato m. Milano ,2 (362) * Totale ,2 858** 41,3** *dato incompleto **Non comprende Milano Fonte: Elaborazione C.D.R.L. su dati della Provincia di Milano Graf. 5 - Disabili inseriti in Match per tipologia di disabilità 37% Psichici Fisici 63% Fonte: Provincia di Milano Un altro elemento di interesse è il forte peso della quota di persone con disabilità di carattere psichico (intellettiva o mentale): se si esclude Milano, il cui dato è ancora incompleto, verifichiamo che si tratta approssimativamente del 40% dell utenza intervistata. Naturalmente si tratta di un dato estremamente significativo date le difficoltà di inserimento legate a questa tipologia di disabilità. 241

20 Tab. 6 - Utenza inserita in Match per titolo di studio e sesso Maschi Femmine Totale Val. Ass. Val. % Val. Ass. Val. % Val. Ass. Val. % Analfabeti 14 0,9 12 0,9 26 0,9 Licenza elementare , , ,2 Licenza media , , ,6 Qualifica , , ,9 Diploma , , ,0 Laurea 33 2,1 28 2,0 61 2,1 Non rilavati 4 0,3 2 0,1 6 0,2 Totale , , ,0 Fonte: Elaborazione C.D.R.L. su dati della Provincia di Milano Un altro dato interessante di cui si dispone è il titolo di studio delle persone intervistate: è immediatamente evidente che circa la metà (53,6%) degli utenti ha la sola licenza media; vi è inoltre un 14% di persone con la qualifica elementare e una percentuale residua di analfabeti. Complessivamente le persone con una qualifica superiore alla scuola dell obbligo sono inferiori a un terzo (31,1%) dell utenza intervistata e quelle con almeno un diploma non raggiungono il 15%. Si tratta quindi di una popolazione con livelli tendenzialmente bassi di istruzione (senza differenze significative tra uomini e donne); ciò naturalmente ha un peso rilevante sulle possibilità di inserimento in un mercato che sempre più richiede lavoratori qualificati. Graf. 6 - Disabili inseriti in Match per grado di istruzione 12% 2% 1% 14% 15% Analfabeti Licenza elementare Licenza media Qualifica Diploma Laurea 56% Fonte: Provincia di Milano 242

Disciplina delrapportodilavoro deilavoratoridisabili

Disciplina delrapportodilavoro deilavoratoridisabili Disciplina delrapportodilavoro deilavoratoridisabili Assunzione Tipologie contrattuali Ai lavoratori avviati mediante il cd. collocamento obbligatorio vanno applicate le norme valide per la generalità

Dettagli

Centro per l Impiego Carta dei servizi alle Aziende e agli Enti pubblici

Centro per l Impiego Carta dei servizi alle Aziende e agli Enti pubblici Centro per l Impiego Carta dei servizi alle Aziende e agli Enti pubblici SOMMARIO SERVIZI ALLE AZIENDE E AGLI ENTI PUBBLICI - accoglienza; - consulenza relativa alle comunicazioni obbligatorie; - servizio

Dettagli

GUIDE Il lavoro part time

GUIDE Il lavoro part time Collana Le Guide Direttore: Raffaello Marchi Coordinatore: Annalisa Guidotti Testi: Iride Di Palma, Adolfo De Maltia Reporting: Gianni Boccia Progetto grafico: Peliti Associati Illustrazioni: Paolo Cardoni

Dettagli

Scheda approfondita LAVORO PART-TIME

Scheda approfondita LAVORO PART-TIME Scheda approfondita LAVORO PART-TIME Nozione Finalità Ambito soggettivo di applicazione Legenda Contenuto Precisazioni Riferimenti normativi Ambito oggettivo di applicazione Forma Durata Trattamento economico

Dettagli

Bando speciale BORSE LAVORO 2015

Bando speciale BORSE LAVORO 2015 Bando speciale BORSE LAVORO 2015 PREMESSA La Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia considera la mancanza di occasioni di lavoro per i giovani, in misura non più conosciuta da decenni, come

Dettagli

JOBS ACT : I CHIARIMENTI SUL CONTRATTO A TERMINE

JOBS ACT : I CHIARIMENTI SUL CONTRATTO A TERMINE Lavoro Modena, 02 agosto 2014 JOBS ACT : I CHIARIMENTI SUL CONTRATTO A TERMINE Legge n. 78 del 16 maggio 2014 di conversione, con modificazioni, del DL n. 34/2014 Ministero del Lavoro, Circolare n. 18

Dettagli

DISCIPLINA IN MATERIA DI LAVORO A TEMPO PARZIALE E DELLE INCOMPATIBILITA

DISCIPLINA IN MATERIA DI LAVORO A TEMPO PARZIALE E DELLE INCOMPATIBILITA Città di Medicina Via Libertà 103 40059 Medicina (BO) Partita I.V.A. 00508891207 Cod. Fisc.00421580374 Tel 0516979111 Fax 0516979222 personale@comune.medicina.bo.it DISCIPLINA IN MATERIA DI LAVORO A TEMPO

Dettagli

,OQXRYRSDUWWLPH 7LSRORJLHFRQWUDWWXDOLDPPHVVH

,OQXRYRSDUWWLPH 7LSRORJLHFRQWUDWWXDOLDPPHVVH ,OQXRYRSDUWWLPH $PELWRGLDSSOLFD]LRQH La circolare ministeriale n. 9 del 18 marzo 2004 ha integrato ed in alcuni casi ampliato, la revisione all istituto del part- time attuata con il D.lgs. n. 276/2003

Dettagli

Testo Unico dell apprendistato

Testo Unico dell apprendistato Testo Unico dell apprendistato Art. 1 Definizione 1. L apprendistato è un contratto di lavoro a tempo indeterminato finalizzato alla formazione e alla occupazione dei giovani. 2. Il contratto di apprendistato

Dettagli

Regolamento per gli interventi e servizi sociali del Comune di Milano

Regolamento per gli interventi e servizi sociali del Comune di Milano Regolamento per gli interventi e servizi sociali del Comune di Milano approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 19 del 6 febbraio 2006 e rettificato con deliberazione del Consiglio Comunale

Dettagli

REGOLAMENTO SUL RAPPORTO DI LAVORO A TEMPO PARZIALE. Art. 1 Personale richiedente il rapporto di lavoro a tempo parziale

REGOLAMENTO SUL RAPPORTO DI LAVORO A TEMPO PARZIALE. Art. 1 Personale richiedente il rapporto di lavoro a tempo parziale REGOLAMENTO SUL RAPPORTO DI LAVORO A TEMPO PARZIALE Art. 1 Personale richiedente il rapporto di lavoro a tempo parziale 1. I rapporti di lavoro a tempo parziale possono essere attivati, a richiesta, nei

Dettagli

computo dell organico aziendale e assunzioni agevolate

computo dell organico aziendale e assunzioni agevolate MERCATO DEL LAVORO: ADEMPIMENTI E INCENTIVI ALL occupazione 9 computo dell organico aziendale e assunzioni agevolate a cura di Alberto Bosco e Cristian Valsiglio IN COLLABORAZIONE CON LA RIFORMA DEL LAVORO

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA DEFINIZIONE DEI CRITERI E DELLE MODALITA DI TRASFORMAZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO DA TEMPO PIENO A TEMPO PARZIALE.

REGOLAMENTO PER LA DEFINIZIONE DEI CRITERI E DELLE MODALITA DI TRASFORMAZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO DA TEMPO PIENO A TEMPO PARZIALE. COMUNE DI USMATE VELATE Provincia di Monza e della Brianza. Corso Italia n. 22 20040 USMATE VELATE Cod.Fisc.01482570155 REGOLAMENTO PER LA DEFINIZIONE DEI CRITERI E DELLE MODALITA DI TRASFORMAZIONE DEL

Dettagli

DISCIPLINA IN MATERIA DI LAVORO A TEMPO PARZIALE

DISCIPLINA IN MATERIA DI LAVORO A TEMPO PARZIALE Comune di Castel San Pietro Terme Provincia di Bologna SERVIZIO RISORSE UMANE DISCIPLINA IN MATERIA DI LAVORO A TEMPO PARZIALE APPROVATO CON DELIBERAZIONE GC. N. 159 IN DATA 4/11/2008 ART. 1 Oggetto Dipendenti

Dettagli

PREMESSA. L opuscolo tratta la disciplina dei rapporti di lavoro alle dipendenze pubbliche.

PREMESSA. L opuscolo tratta la disciplina dei rapporti di lavoro alle dipendenze pubbliche. PREMESSA L opuscolo tratta la disciplina dei rapporti di lavoro alle dipendenze pubbliche. delle amministrazioni Una cospicua parte è dedicata al concorso, che costituisce la principale procedura con la

Dettagli

5. Il contratto part-time

5. Il contratto part-time 5. Il contratto part-time di Elisa Lorenzi 1. L andamento dei contratti part-time Il part-time è una modalità contrattuale che in Italia, nonostante la positiva dinamica registrata negli ultimi anni, riveste

Dettagli

TITOLO X Tempo parziale (Part Time) Premessa

TITOLO X Tempo parziale (Part Time) Premessa TITOLO X Tempo parziale (Part Time) Premessa Le parti, nel ritenere che il rapporto di lavoro a tempo parziale possa essere mezzo idoneo ad agevolare l incontro fra domanda e offerta di lavoro, ne confermano

Dettagli

Bozza di Regolamento sul rapporto di lavoro a tempo parziale

Bozza di Regolamento sul rapporto di lavoro a tempo parziale Bozza di Regolamento sul rapporto di lavoro a tempo parziale Art. 1 Personale avente diritto I rapporti di lavoro a tempo parziale possono essere attivati nei confronti dei dipendenti comunali a tempo

Dettagli

COMUNE DI ORBETELLO (Provincia di Grosseto)

COMUNE DI ORBETELLO (Provincia di Grosseto) COMUNE DI ORBETELLO (Provincia di Grosseto) REGOLAMENTO DI ISTITUZIONE DELLE POSIZIONI ORGANIZZATIVE Art. 1 - Area delle posizione organizzative 1. Nel rispetto dei criteri generali contenuti nelle disposizioni

Dettagli

Differenze tra il trattamento di mobilità in deroga annualità 2012 e annualità 2013

Differenze tra il trattamento di mobilità in deroga annualità 2012 e annualità 2013 Vademecum per la gestione del trattamento di mobilità in deroga Annualità 2013 Istruzioni per la compilazione della domanda di mobilità in deroga e informazioni generali sul trattamento. Differenze tra

Dettagli

Decreto Part-time. Decreto legislativo varato il 28-1-2000 dal Consiglio dei ministri in base alla direttiva 97/81/Ce sul lavoro part-time

Decreto Part-time. Decreto legislativo varato il 28-1-2000 dal Consiglio dei ministri in base alla direttiva 97/81/Ce sul lavoro part-time Decreto Part-time Decreto legislativo varato il 28-1-2000 dal Consiglio dei ministri in base alla direttiva 97/81/Ce sul lavoro part-time ARTICOLO 1 Definizioni 1.Nel rapporto di lavoro subordinato l assunzione

Dettagli

SEZIONE I LEGGI E REGOLAMENTI REGIONALI 12.4.2006 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 11

SEZIONE I LEGGI E REGOLAMENTI REGIONALI 12.4.2006 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 11 SEZIONE I 12.4.2006 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 11 LEGGI E REGOLAMENTI REGIONALI LEGGE REGIONALE 3 aprile 2006, n. 12 Norme in materia di polizia comunale. IL CONSIGLIO REGIONALE

Dettagli

Dir.P.C.M. 27 gennaio 1994 Princìpi sull erogazione dei servizi pubblici

Dir.P.C.M. 27 gennaio 1994 Princìpi sull erogazione dei servizi pubblici Dir.P.C.M. 27 gennaio 1994 Princìpi sull erogazione dei servizi pubblici IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI Visto l art. 5, comma 2, lettere b), e) ed f), della legge 23 agosto 1988, n. 400; Ritenuta

Dettagli

Prot.n. 39056 Brescia, 16.9.2002 DETERMINAZIONE N. 273/SG : CRITERI GENERALI PER LA DISCIPLINA DEL RAPPORTO DI LAVORO A TEMPO PARZIALE.

Prot.n. 39056 Brescia, 16.9.2002 DETERMINAZIONE N. 273/SG : CRITERI GENERALI PER LA DISCIPLINA DEL RAPPORTO DI LAVORO A TEMPO PARZIALE. Prot.n. 39056 Brescia, 16.9.2002 DETERMINAZIONE N. 273/SG : CRITERI GENERALI PER LA DISCIPLINA DEL RAPPORTO DI LAVORO A TEMPO PARZIALE. IL SEGRETARIO GENERALE con la capacità e con i poteri del privato

Dettagli

TESTO AGGIORNATO DEL DECRETO-LEGGE 20 marzo 2014, n. 34

TESTO AGGIORNATO DEL DECRETO-LEGGE 20 marzo 2014, n. 34 Pagina 1 di 7 TESTO AGGIORNATO DEL DECRETO-LEGGE 20 marzo 2014, n. 34 Testo del decreto-legge 20 marzo 2014, n. 34 (in Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 66 del 20 marzo 2014), coordinato con la

Dettagli

L INCENTIVO PER LE ASSUNZIONI DEI GIOVANI DI ETA COMPRESA TRA I 18 ED I 29 ANNI

L INCENTIVO PER LE ASSUNZIONI DEI GIOVANI DI ETA COMPRESA TRA I 18 ED I 29 ANNI L INCENTIVO PER LE ASSUNZIONI DEI GIOVANI DI ETA COMPRESA TRA I 18 ED I 29 ANNI (pubblicato sul n. 51 della rivista: "The world of il Consulente") (Le considerazioni che seguono sono frutto esclusivo del

Dettagli

REGOLAMENTO COMUNALE PER LA GESTIONE DEL PART-TIME

REGOLAMENTO COMUNALE PER LA GESTIONE DEL PART-TIME REGOLAMENTO COMUNALE PER LA GESTIONE DEL PART-TIME ART. 1 Oggetto Il presente regolamento disciplina le procedure per la trasformazione dei rapporti di lavoro da tempo pieno a tempo parziale dei dipendenti

Dettagli

PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE Diritto all apprendimento permanente

PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE Diritto all apprendimento permanente PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE Diritto all apprendimento permanente Articolo 1 (Principi generali) 1. Ogni persona ha diritto all apprendimento permanente. 2. Per apprendimento permanente si

Dettagli

VADEMECUM SUL PART-TIME (RAPPORTO DI LAVORO A TEMPO PARZIALE)

VADEMECUM SUL PART-TIME (RAPPORTO DI LAVORO A TEMPO PARZIALE) Normativa VADEMECUM SUL PART-TIME (RAPPORTO DI LAVORO A TEMPO PARZIALE) a cura di Libero Tassella da Scuola&Scuola, 8/9/2003 Riferimenti normativi: artt. 7,8 legge 29.12.1988, N. 554; artt. 7,8 Dpcm 17.3.1989,

Dettagli

Il MERCATO. del LAVORO in LOMBARDIA

Il MERCATO. del LAVORO in LOMBARDIA Il MERCATO Dipartimento Mercato del Lavoro del LAVORO in LOMBARDIA Legge Regionale 22 approvata il 19 settembre 2006 dal Consiglio Regionale Lombardo ll nuovo testo è migliore rispetto al precedente su

Dettagli

CIRCOLARE N. 13/E. Roma, 26 marzo 2015

CIRCOLARE N. 13/E. Roma, 26 marzo 2015 CIRCOLARE N. 13/E Direzione Centrale Servizi ai Contribuenti Roma, 26 marzo 2015 OGGETTO: Articolo 1, comma 154, legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Legge stabilità 2015) Contributo del cinque per mille dell

Dettagli

Forme e termini del procedimento disciplinare nel pubblico impiego

Forme e termini del procedimento disciplinare nel pubblico impiego Forme e termini del procedimento disciplinare nel pubblico impiego La riforma Brunetta, introdotta dal D.Lgs. 150/09, ha modificato profondamente il sistema disciplinare nel pubblico impiego, intervenendo

Dettagli

Norme per la costituzione dei rapporti di lavoro a tempo parziale

Norme per la costituzione dei rapporti di lavoro a tempo parziale Norme per la costituzione dei rapporti di lavoro a tempo parziale 1 - Individuazione qualifiche e numero di rapporti di lavoro a tempo parziale Il rapporto di lavoro a tempo parziale, anche se a tempo

Dettagli

IL MINISTRO DELL ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA

IL MINISTRO DELL ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA DECRETO 30 settembre 2011. Criteri e modalità per lo svolgimento dei corsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno, ai sensi degli articoli 5 e 13 del decreto

Dettagli

OPERE RIUNITE BUON PASTORE ISTITUZIONE PUBBLICA DI ASSISTENZA E BENEFICENZA CASTELLO N. 77 VENEZIA Tel. 0415222689-0415222353

OPERE RIUNITE BUON PASTORE ISTITUZIONE PUBBLICA DI ASSISTENZA E BENEFICENZA CASTELLO N. 77 VENEZIA Tel. 0415222689-0415222353 OPERE RIUNITE BUON PASTORE ISTITUZIONE PUBBLICA DI ASSISTENZA E BENEFICENZA CASTELLO N. 77 VENEZIA Tel. 0415222689-0415222353 BANDO DI CONCORSO PUBBLICO PER TITOLI ED ESAMI A N. 5 POSTI A TEMPO PIENO ED

Dettagli

DOMANDA DI AGGIORNAMENTO AI FINI DELLA COSTITUZIONE DELLE GRADUATORIE PER L A.S. 2015/16

DOMANDA DI AGGIORNAMENTO AI FINI DELLA COSTITUZIONE DELLE GRADUATORIE PER L A.S. 2015/16 Modello B2 GRADUATORIE PERMANENTI DEL PERSONALE AMMINISTRATIVO, TECNICO E AUSILIARIO AI SENSI DELL ART. 554 DEL D.L.VO 297/94 (indizione concorsi nell a.s. 2014/15) DOMANDA DI AGGIORNAMENTO AI FINI DELLA

Dettagli

LEGGE REGIONALE 10 marzo 2014, n. 8

LEGGE REGIONALE 10 marzo 2014, n. 8 9306 LEGGE REGIONALE 10 marzo 2014, n. 8 Norme per la sicurezza, la qualità e il benessere sul lavoro. IL CONSIGLIO REGIONALE HA APPROVATO IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE PROMULGA LA SEGUENTE LEGGE:

Dettagli

Dai rapporti temporanei all occupazione stabile: un percorso sempre più incerto?

Dai rapporti temporanei all occupazione stabile: un percorso sempre più incerto? Dai rapporti temporanei all occupazione stabile: un percorso sempre più incerto? di Anna de Angelini La maggior flessibilità in entrata introdotta dalla normativa sui rapporti di lavoro a partire seconda

Dettagli

Legge 12 marzo 1999, n. 68. "Norme per il diritto al lavoro dei disabili"

Legge 12 marzo 1999, n. 68. Norme per il diritto al lavoro dei disabili Legge 12 marzo 1999, n. 68 "Norme per il diritto al lavoro dei disabili" pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 68 del 23 marzo 1999 - Supplemento Ordinario n. 57 Capo I DIRITTO AL LAVORO DEI DISABILI

Dettagli

HEALTH MANAGEMENT ISTITUTO DI MANAGEMENT SANITARIO FIRENZE www.health-management.it

HEALTH MANAGEMENT ISTITUTO DI MANAGEMENT SANITARIO FIRENZE www.health-management.it 1 OGGETTO PART TIME PER RICONGIUNGIMENTO FAMILIARE QUESITO (posto in data 23 marzo 2014) Sono una dipendente a tempo indeterminato dal 2010, trasferita in mobilità nel luglio 2011 presso un Azienda Sanitaria

Dettagli

JOBS ACT: DISPOSIZIONI LEGGE N. 78 DEL 16/05/2014 DI CONVERSIONE DEL D.L. N. 34 DEL 20/03/2014

JOBS ACT: DISPOSIZIONI LEGGE N. 78 DEL 16/05/2014 DI CONVERSIONE DEL D.L. N. 34 DEL 20/03/2014 Tipologia: LAVORO Protocollo: 2006614 Data: 26 maggio 2014 Oggetto: Jobs Act: disposizioni Legge n. 78 del 16/05/2014 di conversione del D.L. n. 34 del 20/03/2014 Allegati: No JOBS ACT: DISPOSIZIONI LEGGE

Dettagli

LA PENSIONE DI REVERSIBILITA (O AI SUPERSTITI)

LA PENSIONE DI REVERSIBILITA (O AI SUPERSTITI) LA PENSIONE DI REVERSIBILITA (O AI SUPERSTITI) La pensione di reversibilità (introdotta in Italia nel 1939 con il Rdl. n. 636) spetta ai: Superstiti del pensionato per invalidità, vecchiaia o anzianità,

Dettagli

STIME VALUTAZIONI TENDENZE DEL MERCATO DEL LAVORO DI MILANO - economia territoriale in pillole-

STIME VALUTAZIONI TENDENZE DEL MERCATO DEL LAVORO DI MILANO - economia territoriale in pillole- STIME VALUTAZIONI TENDENZE DEL MERCATO DEL LAVORO DI MILANO - economia territoriale in pillole- A cura del dipartimento mercato del lavoro Formazione Ricerca della Camera del Lavoro Metropolitana di Milano

Dettagli

Commissione indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l Integrità delle amministrazioni pubbliche Autorità Nazionale Anticorruzione

Commissione indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l Integrità delle amministrazioni pubbliche Autorità Nazionale Anticorruzione Commissione indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l Integrità delle amministrazioni pubbliche Autorità Nazionale Anticorruzione Delibera n.12/2013: Requisiti e procedimento per la nomina dei

Dettagli

Legge 12 marzo 1999, n. 68

Legge 12 marzo 1999, n. 68 Legge 12 marzo 1999, n. 68 "Norme per il diritto al lavoro dei disabili" (Pubblicata nel Supplemento Ordinario n. 57/L alla Gazzetta Ufficiale 23 marzo 1999) con le modifiche apportate dalla Legge 28 giugno

Dettagli

IL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE

IL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE IL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE COSA CAMBIA CON LA RIFORMA PREVISTA NEL D.LGS DI ATTUAZIONE DELLA LEGGE DELEGA 15/2009. L OBBLIGO DI AFFISSIONE DEL CODICE DISCIPLINARE La pubblicazione sul sito istituzionale

Dettagli

PROGETTO PROVINCIA DI TORINO FORMA.TEMP DESCRIZIONE DEL PROCESSO

PROGETTO PROVINCIA DI TORINO FORMA.TEMP DESCRIZIONE DEL PROCESSO PROGETTO PROVINCIA DI TORINO FORMA.TEMP DESCRIZIONE DEL PROCESSO Questo documento descrive le principali fasi del progetto congiuntamente promosso dalla Provincia di Torino e da Forma.Temp nei termini

Dettagli

All. 2 REGOLAMENTO SUI DIRITTI, DOVERI E MANCANZE DISCIPLINARI DEGLI STUDENTI. Art. 1-

All. 2 REGOLAMENTO SUI DIRITTI, DOVERI E MANCANZE DISCIPLINARI DEGLI STUDENTI. Art. 1- All. 2 REGOLAMENTO SUI DIRITTI, DOVERI E MANCANZE DISCIPLINARI DEGLI STUDENTI Art. 1- Diritti e doveri degli studenti I diritti e i doveri degli studenti sono disciplinati dagli art. 2 e 3 del D.P.R. 21

Dettagli

Modello di organizzazione, gestione e controllo ex d.lgs. 231/01 PARTE SPECIALE- REATI SOCIETARI. Art. 25 Duodecies Impiego di cittadini di paesi

Modello di organizzazione, gestione e controllo ex d.lgs. 231/01 PARTE SPECIALE- REATI SOCIETARI. Art. 25 Duodecies Impiego di cittadini di paesi Modello di organizzazione, gestione e controllo ex d.lgs. 231/01 PARTE SPECIALE- REATI SOCIETARI. Art. 25 Duodecies Impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare Adozione con delibera

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEL PART - TIME, DELLE INCOMPATIBILITÀ E DEI SERVIZI ISPETTIVI.

REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEL PART - TIME, DELLE INCOMPATIBILITÀ E DEI SERVIZI ISPETTIVI. REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEL PART - TIME, DELLE INCOMPATIBILITÀ E DEI SERVIZI ISPETTIVI. APPROVATO CON DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE N. 244 IN DATA 28 OTTOBRE 1997. MODIFICATO CON DELIBERAZIONI

Dettagli

STATO DELLA CITTÀ DEL VATICANO LIV. Legge sulla tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori nei luoghi di lavoro.

STATO DELLA CITTÀ DEL VATICANO LIV. Legge sulla tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori nei luoghi di lavoro. STATO DELLA CITTÀ DEL VATICANO LIV Legge sulla tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori nei luoghi di lavoro. N. LIV Legge sulla tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori nei luoghi

Dettagli

Gestore Comunicazioni Obbligatorie. Progetto SINTESI. Comunicazioni Obbligatorie. Modulo Applicativo COB. - Versione Giugno 2013 -

Gestore Comunicazioni Obbligatorie. Progetto SINTESI. Comunicazioni Obbligatorie. Modulo Applicativo COB. - Versione Giugno 2013 - Progetto SINTESI Comunicazioni Obbligatorie Modulo Applicativo COB - Versione Giugno 2013-1 Versione Giugno 2013 INDICE 1 Introduzione 3 1.1 Generalità 3 1.2 Descrizione e struttura del manuale 3 1.3 Requisiti

Dettagli

Le novità per gli appalti pubblici

Le novità per gli appalti pubblici Le novità per gli appalti pubblici La legge 98/2013 contiene disposizioni urgenti per il rilancio dell economia del Paese e, fra queste, assumono particolare rilievo quelle in materia di appalti pubblici.

Dettagli

Comune di Lecco AVVISO DI MOBILITA VOLONTARIA FRA ENTI PUBBLICI ABILE CATEGORIA

Comune di Lecco AVVISO DI MOBILITA VOLONTARIA FRA ENTI PUBBLICI ABILE CATEGORIA Comune di Lecco Prot. n. 50286 AVVISO DI MOBILITA VOLONTARIA FRA ENTI PUBBLICI PER LA EVENTUALE COPERTURA RA A TEMPO INDETERMINATO DI UN POSTO DI FUNZIONARIO DA INQUADRARE NEL PROFILO AMMINISTRATIVO, O

Dettagli

HEALTH MANAGEMENT ISTITUTO DI MANAGEMENT SANITARIO FIRENZE www.health-management.it

HEALTH MANAGEMENT ISTITUTO DI MANAGEMENT SANITARIO FIRENZE www.health-management.it 1 OGGETTO ANZIANITÀ DI SERVIZIO QUESITO (posto in data 11 luglio 2013) Sono Dirigente Medico di primo livello dal marzo del 2006 e di ruolo, senza interruzioni di servizio, dal luglio 2007. Mi hanno già

Dettagli

COMUNE DI ALSENO Provincia di Piacenza

COMUNE DI ALSENO Provincia di Piacenza COMUNE DI ALSENO Provincia di Piacenza REGOLAMENTO SULL ORDINAMENTO DEGLI UFFICI E DEI SERVIZI Approvato con deliberazione di G.C. n. 232 in data 30.09.1998 Modificato con deliberazione di G.C. n. 102

Dettagli

Presiede il Consiglio di Classe il Dirigente Scolastico, Prof. oppure per delega del Dirigente Scolastico, il Prof., funge da Segretario il Prof.

Presiede il Consiglio di Classe il Dirigente Scolastico, Prof. oppure per delega del Dirigente Scolastico, il Prof., funge da Segretario il Prof. ISTITUTO DI ISTRUZIONE SUPERIORE CESARE BECCARIA ISTITUTO TECNICO - SETTORE ECONOMICO - ISTITUTO PROFESSIONALE per l AGRICOLTURA e l AMBIENTE Sedi associate di - SANTADI e VILLAMASSARGIA VERBALE N. SCRUTINIO

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA REALIZZAZIONE DI PROGETTI PERSONALIZZATI DI INTEGRAZIONE SOCIALE

REGOLAMENTO PER LA REALIZZAZIONE DI PROGETTI PERSONALIZZATI DI INTEGRAZIONE SOCIALE REGOLAMENTO PER LA REALIZZAZIONE DI PROGETTI PERSONALIZZATI DI INTEGRAZIONE SOCIALE I Progetti Personalizzati sono rivolti a minori e adulti con disabilità, residenti nel territorio dell Azienda ULSS n.

Dettagli

AVVISO PER IL CONFERIMENTO DI INCARICHI DI COLLABORAZIONE A NORMA DELL ARTICOLO 7 COMMA 6, D.LGS N. 165 DEL 30.03.2001 E SS.MM.II.

AVVISO PER IL CONFERIMENTO DI INCARICHI DI COLLABORAZIONE A NORMA DELL ARTICOLO 7 COMMA 6, D.LGS N. 165 DEL 30.03.2001 E SS.MM.II. AVVISO PER IL CONFERIMENTO DI INCARICHI DI COLLABORAZIONE A NORMA DELL ARTICOLO 7 COMMA 6, D.LGS N. 165 DEL 30.03.2001 E SS.MM.II. In esecuzione della deliberazione del Direttore generale n. 765 del 30.04.2013,

Dettagli

ART. 1 Premessa. ART. 2 - Presupposti per il conferimento degli incarichi

ART. 1 Premessa. ART. 2 - Presupposti per il conferimento degli incarichi Allegato al Decreto del Direttore Generale n. 53.. del 04/02/14 REGOLAMENTO PER L ASSUNZIONE A TEMPO DETERMINATO EX ART. 15 SEPTIES DEL D.LGS. 502/92 AREA DIRIGENZA MEDICA E VETERINARIA E AREA DIRIGENZA

Dettagli

10. LICENZIAMENTI INDIVIDUALI di Mauro Soldera

10. LICENZIAMENTI INDIVIDUALI di Mauro Soldera 10. di Mauro Soldera La Legge n. 92/2012 (Riforma Fornero) interviene in maniera significativa sulla disciplina dei licenziamenti individuali regolamentati dall art. 18 della Legge n. 300/1970 (Statuto

Dettagli

Paghe. La retribuzione delle ore di viaggio Fabio Pappalardo - Consulente del lavoro

Paghe. La retribuzione delle ore di viaggio Fabio Pappalardo - Consulente del lavoro La retribuzione delle ore di viaggio Fabio Pappalardo - Consulente del lavoro Il luogo della prestazione lavorativa è un elemento fondamentale del contratto di lavoro subordinato. Per quanto nella maggior

Dettagli

Tabella di sintesi elaborata dagli uffici senza alcun valore normativo. COOPERATIVE SOCIALI iscritte alla sezione A dell Albo.

Tabella di sintesi elaborata dagli uffici senza alcun valore normativo. COOPERATIVE SOCIALI iscritte alla sezione A dell Albo. CAPO II INVESTIMENTI Acquisto, costruzione, ristrutturazione, ammodernamento ed ampliamento di immobili aziendali Art. 9 comma 1 200.000,00) 200.000,00) Fino al 50% 200.000,00) se LEASING: fino al 40%

Dettagli

PROVINCIA DI REGGIO EMILIA

PROVINCIA DI REGGIO EMILIA PROVINCIA DI REGGIO EMILIA REGOLAMENTO PER IL CONSEGUIMENTO DELL IDONEITA PROFESSIONALE PER L ESERCIZIO DELL ATTIVITA DI CONSULENZA PER LA CIRCOLAZIONE DEI MEZZI DI TRASPORTO - Approvato con deliberazione

Dettagli

Ufficio studi IL LAVORO NEL TURISMO

Ufficio studi IL LAVORO NEL TURISMO Ufficio studi I dati più recenti indicano in oltre 1,4 milioni il numero degli occupati nelle imprese del turismo. Il 68% sono dipendenti. Per conto dell EBNT (Ente Bilaterale Nazionale del Turismo) Fipe,

Dettagli

RAPPORTO GLI ALUNNI CON DISABILITÀ NELLA SCUOLA ITALIANA:

RAPPORTO GLI ALUNNI CON DISABILITÀ NELLA SCUOLA ITALIANA: RAPPORTO GLI ALUNNI CON DISABILITÀ NELLA SCUOLA ITALIANA: BILANCIO E PROPOSTE Edizioni Erickson Presentano il Rapporto: Attilio Oliva Vittorio Nozza Andrea Gavosto Intervengono: Valentina Aprea Maria Letizia

Dettagli

RELAZIONI TRA SERVIZI PER L IMPIEGO

RELAZIONI TRA SERVIZI PER L IMPIEGO RELAZIONI TRA SERVIZI PER L IMPIEGO E AZIENDE-UTENTI L IMPATTO DELLE PROCEDURE INFORMATIZZATE a cura di Germana Di Domenico Elaborazione grafica di ANNA NARDONE Monografie sul Mercato del lavoro e le politiche

Dettagli

L attuazione della Legge 162/98 in Sardegna

L attuazione della Legge 162/98 in Sardegna A cura dell ABC Sardegna, ediz. rivista in ottobre 2005 L attuazione della Legge 162/98 in Sardegna La Legge Nazionale 162/98 ha apportato modifiche alla legge quadro sull handicap L.104/1992, concernenti

Dettagli

http://www.gazzettaufficiale.it/atto/stampa/serie_generale/originario

http://www.gazzettaufficiale.it/atto/stampa/serie_generale/originario Pagina 1 di 6 DECRETO LEGISLATIVO 4 marzo 2015, n. 23 Disposizioni in materia di contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183. (15G00037)

Dettagli

Codice di Comportamento Genesi Uno. Linee Guida e Normative di Integrità e Trasparenza

Codice di Comportamento Genesi Uno. Linee Guida e Normative di Integrità e Trasparenza Codice di Comportamento Genesi Uno Linee Guida e Normative di Integrità e Trasparenza Caro Collaboratore, vorrei sollecitare la tua attenzione sulle linee guida ed i valori di integrità e trasparenza che

Dettagli

REGOLAMENTO PER IL CONFERIMENTO DEGLI INSEGNAMENTI NEI CORSI DI STUDIO DELL OFFERTA FORMATIVA. Titolo I Norme comuni

REGOLAMENTO PER IL CONFERIMENTO DEGLI INSEGNAMENTI NEI CORSI DI STUDIO DELL OFFERTA FORMATIVA. Titolo I Norme comuni REGOLAMENTO PER IL CONFERIMENTO DEGLI INSEGNAMENTI NEI CORSI DI STUDIO DELL OFFERTA FORMATIVA Titolo I Norme comuni Art. 1 Oggetto e finalità del Regolamento 1. Il presente regolamento disciplina il conferimento

Dettagli

Regolamento Centri di Aggregazione Sociale/Ludoteche

Regolamento Centri di Aggregazione Sociale/Ludoteche COMUNE di ORISTANO Provincia di Oristano Assessorato ai Servizi Sociali Regolamento Centri di Aggregazione Sociale/Ludoteche Approvato con Delibera di C.C. n. 38 del 20.05.2014 1 INDICE TITOLO I DISPOSIZIONI

Dettagli

ORDINANZA DELLA CORTE (Ottava Sezione) 12 dicembre 2013 (*)

ORDINANZA DELLA CORTE (Ottava Sezione) 12 dicembre 2013 (*) ORDINANZA DELLA CORTE (Ottava Sezione) 12 dicembre 2013 (*) «Rinvio pregiudiziale Articolo 99 del regolamento di procedura della Corte Politica sociale Direttiva 1999/70/CE Clausola 5 dell accordo quadro

Dettagli

PROCEDURE DEL MODELLO ORGANIZZATIVO 231 PROCEDURE DI CONTROLLO INTERNO (PCI)

PROCEDURE DEL MODELLO ORGANIZZATIVO 231 PROCEDURE DI CONTROLLO INTERNO (PCI) Pag. 1 di 16 PROCEDURE DEL MODELLO Pag. 2 di 16 Indice PROCEDURE DEL MODELLO... 1 PCI 01 - VENDITA DI SERVIZI... 3 PCI 02 PROCEDIMENTI GIUDIZIALI ED ARBITRALI... 5 PCI 03 AUTORIZZAZIONI E RAPPORTI CON

Dettagli

Legge 15 luglio 1966 n. 604 Norme sui licenziamenti individuali. pubblicata nella G.U. n. 195 del 6 agosto 1966. con le modifiche della

Legge 15 luglio 1966 n. 604 Norme sui licenziamenti individuali. pubblicata nella G.U. n. 195 del 6 agosto 1966. con le modifiche della Legge 15 luglio 1966 n. 604 Norme sui licenziamenti individuali pubblicata nella G.U. n. 195 del 6 agosto 1966 con le modifiche della legge 4 novembre 2010, n. 183 (c.d. Collegato Lavoro) Legge 28 giugno

Dettagli

STATUTO DELL ACCADEMIA NAZIONALE DEI LINCEI (*)

STATUTO DELL ACCADEMIA NAZIONALE DEI LINCEI (*) 1 STATUTO DELL ACCADEMIA NAZIONALE DEI LINCEI (*) I - Costituzione dell Accademia Articolo 1 1. L Accademia Nazionale dei Lincei, istituzione di alta cultura, con sede in Roma, ai sensi dell art. 33 della

Dettagli

ACCORDI EXPO PER IL LAVORO

ACCORDI EXPO PER IL LAVORO ACCORDI EXPO PER IL LAVORO Milano, 27 aprile 2015 Il 26 marzo scorso tra Unione Confcommercio Milano e le organizzazioni sindacali di categoria Filcams-CGIL, Fisascat-CISL e Uiltucs-UIL di Milano e di

Dettagli

di Francesco Verbaro 1

di Francesco Verbaro 1 IL LAVORO PUBBLICO TRA PROCESSI DI RIORGANIZZAZIONE E INNOVAZIONE PARTE II - CAPITOLO 1 I L L A V O R O P U B B L I C O T R A P R O C E S S I D I R I O R G A N I Z Z A Z I O N E E I N N O V A Z I O N E

Dettagli

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA. VISTI gli articoli 76, 87, quinto comma, e 117, terzo comma, della Costituzione;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA. VISTI gli articoli 76, 87, quinto comma, e 117, terzo comma, della Costituzione; SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO RECANTE DISPOSIZIONI PER IL RIORDINO DELLA NORMATIVA IN MATERIA DI AMMORTIZZATORI SOCIALI IN CASO DI DISOCCUPAZIONE INVOLONTARIA E DI RICOLLOCAZIONE DEI LAVORATORI DISOCCUPATI,

Dettagli

2. 1. Il datore di lavoro, imprenditore o non imprenditore, deve comunicare per iscritto il licenziamento al prestatore di lavoro.

2. 1. Il datore di lavoro, imprenditore o non imprenditore, deve comunicare per iscritto il licenziamento al prestatore di lavoro. L. 15 luglio 1966, n. 604 (1). Norme sui licenziamenti individuali (2). (1) Pubblicata nella Gazz. Uff. 6 agosto 1966, n. 195. (2) Il comma 1 dell art. 1, D.Lgs. 1 dicembre 2009, n. 179, in combinato 1.

Dettagli

LO STANDARD SA8000 ALPHAITALIA GENERALITA. S.p.A.

LO STANDARD SA8000 ALPHAITALIA GENERALITA. S.p.A. GENERALITA ALPHAITALIA Spa ha deciso di adottare, integrare nel proprio sistema di gestione (insieme agli aspetti dell assicurazione qualità, della gestione ambientale e della sicurezza sul luogo di lavoro)

Dettagli

La legge Fornero e la tutela dei lavoratori sospesi o cessati dal rapporto di lavoro. Antonino Sgroi Andrea Rossi

La legge Fornero e la tutela dei lavoratori sospesi o cessati dal rapporto di lavoro. Antonino Sgroi Andrea Rossi La legge Fornero e la tutela dei lavoratori sospesi o cessati dal rapporto di lavoro. Antonino Sgroi Andrea Rossi La legge n. 92 del 2012 è intervenuta nella materia previdenziale laddove la stessa appresta

Dettagli

COMUNE DI ROVELLASCA

COMUNE DI ROVELLASCA COMUNE DI ROVELLASCA Provincia di COMO REGOLAMENTO SERVIZIO DI VOLONTARIATO CIVICO COMUNALE Approvato con deliberazione C.C. n. 5 del 13.04.2015 Ripubblicato all Albo pretorio dal 13.05.2015 al 28.05.2015

Dettagli

4.04 Prestazioni dell AI Rendite d invalidità dell AI

4.04 Prestazioni dell AI Rendite d invalidità dell AI 4.04 Prestazioni dell AI Rendite d invalidità dell AI Stato al 1 gennaio 2015 1 In breve Hanno diritto a prestazioni dell assicurazione invalidità (AI) gli assicurati cui un danno alla salute di lunga

Dettagli

La definizione L approccio

La definizione L approccio I BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI (BES) La definizione Con la sigla BES si fa riferimento ai Bisogni Educativi Speciali portati da tutti quegli alunni che presentano difficoltà richiedenti interventi individualizzati

Dettagli

Prot. n. MIUR AOODRVE.UFF.III/10821/C21 Venezia, 20 luglio 2012. Dirigenti delle scuole statali di ogni ordine e grado

Prot. n. MIUR AOODRVE.UFF.III/10821/C21 Venezia, 20 luglio 2012. Dirigenti delle scuole statali di ogni ordine e grado MINISTERO DELL ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITA E DELLA RICERCA UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE PER IL VENETO DIREZIONE GENERALE Riva di Biasio Santa Croce, 1299-30135 VENEZIA Ufficio III Personale della Scuola

Dettagli

DICHIARAZIONE DELL ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE DEL LAVORO SUI PRINCIPI E I DIRITTI FONDAMENTALI NEL LAVORO E SUOI SEGUITI

DICHIARAZIONE DELL ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE DEL LAVORO SUI PRINCIPI E I DIRITTI FONDAMENTALI NEL LAVORO E SUOI SEGUITI DICHIARAZIONE DELL ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE DEL LAVORO SUI PRINCIPI E I DIRITTI FONDAMENTALI NEL LAVORO E SUOI SEGUITI adottata dalla Conferenza internazionale del Lavoro nella sua Ottantaseiesima

Dettagli

Norme finalizzate alla promozione di forme flessibili e semplificate di telelavoro

Norme finalizzate alla promozione di forme flessibili e semplificate di telelavoro Lo smart working è una modalità di lavoro innovativa basata su un forte elemento di flessibilità, in modo particolare di orari e di sede. Il futuro dell organizzazione del lavoro passa necessariamente

Dettagli

L'EVOLUZIONE DEL PART-TIME NEL CONTRATTO DEL COMPARTO NAZIONALE DELLA SANITA' PUBBLICA

L'EVOLUZIONE DEL PART-TIME NEL CONTRATTO DEL COMPARTO NAZIONALE DELLA SANITA' PUBBLICA L'EVOLUZIONE DEL PART-TIME NEL CONTRATTO DEL COMPARTO NAZIONALE DELLA SANITA' PUBBLICA a cura del Nucleo Promozione e Sviluppo Responsabile: Cesare Hoffer Il presente documento non ha la pretesa di essere

Dettagli

OSSERVATORIO SUL PRECARIATO gennaio-marzo 2015

OSSERVATORIO SUL PRECARIATO gennaio-marzo 2015 OSSERVATORIO SUL PRECARIATO gennaio-marzo 2015 RAPPORTI DI LAVORO ATTIVATI (1) NEI MESI GENNAIO-MARZO DEGLI ANNI 2013, 2014 E 2015 A. NUOVI RAPPORTI DI LAVORO A1. Assunzioni a tempo indeterminato gen-mar

Dettagli

Per i licenziamenti collettivi: semplificazione delle procedure, variabilità del regime sanzionatorio e termini più stretti per le impugnazioni

Per i licenziamenti collettivi: semplificazione delle procedure, variabilità del regime sanzionatorio e termini più stretti per le impugnazioni Per i licenziamenti collettivi: semplificazione delle procedure, variabilità del regime sanzionatorio e termini più stretti per le impugnazioni di Pierluigi Rausei * La Sezione II, del Capo III (Disciplina

Dettagli

Towards Responsible Public Administration BEST PRACTICE CASE

Towards Responsible Public Administration BEST PRACTICE CASE 7 TH QUALITY CONFERENCE Towards Responsible Public Administration BEST PRACTICE CASE INFORMAZIONI DI BASE 1. Stato: Italia 2. Nome del progetto: La diffusione di Best Practice presso gli Uffici Giudiziari

Dettagli

PRONTUARIO. DELLE PRINCIPALI NOVITA IN MATERIA DI PROCEDIMENTI E TERMINI PROCESSUALI (ad uso delle segreterie)

PRONTUARIO. DELLE PRINCIPALI NOVITA IN MATERIA DI PROCEDIMENTI E TERMINI PROCESSUALI (ad uso delle segreterie) Codice del processo amministrativo - Commissione per l esame dei profili organizzativi ed informatici - PRONTUARIO DELLE PRINCIPALI NOVITA IN MATERIA DI PROCEDIMENTI E TERMINI PROCESSUALI (ad uso delle

Dettagli

BANDO PER LA COLLABORAZIONE PART-TIME DEGLI STUDENTI AI SERVIZI ERSU

BANDO PER LA COLLABORAZIONE PART-TIME DEGLI STUDENTI AI SERVIZI ERSU BANDO PER LA COLLABORAZIONE PART-TIME DEGLI STUDENTI AI SERVIZI ERSU Ai sensi delle seguenti disposizioni: Legge 02.12.1991, n. 390 Articolo 13 D.P.C.M. 09/04/2001 Articolo 4 comma 17 D.P.C.M. 05/12/2013

Dettagli

Direttive per il collocamento e l avviamento al lavoro

Direttive per il collocamento e l avviamento al lavoro Provincia Autonoma di Trento Direttive per il collocamento e l avviamento al lavoro Testo adottato dalla Giunta Provinciale con deliberazione n. xxxx del xx/xx/xxxx ART. 1. ELENCO ANAGRAFICO DEI LAVORATORI

Dettagli

COMUNE DI VILLACHIARA. Provincia di Brescia REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEL PART TIME, DELLE INCOMPATIBILITA E DEI SERVIZI ISPETTIVI

COMUNE DI VILLACHIARA. Provincia di Brescia REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEL PART TIME, DELLE INCOMPATIBILITA E DEI SERVIZI ISPETTIVI COMUNE DI VILLACHIARA Provincia di Brescia REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEL PART TIME, DELLE INCOMPATIBILITA E DEI SERVIZI ISPETTIVI (Approvato con deliberazione della Giunta Comunale n. 174 del 22/10/1997,

Dettagli

PROGETTO ACCOGLIENZA RIFUGIATI SOMALI

PROGETTO ACCOGLIENZA RIFUGIATI SOMALI ASSOCIAZIONE ROS ACCOGLIENZA ONLUS Piazza del Popolo, 22 Castagneto Carducci (LI) Tel. 0565 765244 FAX 0586 766091 PROGETTO ACCOGLIENZA RIFUGIATI SOMALI Target I beneficiari del progetto saranno circa

Dettagli

COOPERATIVA LOMBARDA F.A.I. Societa Cooperativa Sociale - Onlus. Carta. dei Servizi. Famiglie Anziani Infanzia

COOPERATIVA LOMBARDA F.A.I. Societa Cooperativa Sociale - Onlus. Carta. dei Servizi. Famiglie Anziani Infanzia COOPERATIVA LOMBARDA F.A.I. Societa Cooperativa Sociale - Onlus Carta dei Servizi Famiglie Anziani Infanzia Indice di revisione n. 1 del 1/3/2014 3 INDICE CHI SIAMO IDENTITA E VALORI 4 5 COSA FACCIAMO

Dettagli

l inabilità temporanea, l invalidità permanente

l inabilità temporanea, l invalidità permanente Inabilità temporanea e invalidità permanente Quali sono le tutele che intervengono in questi casi? Ecco il primo articolo di approfondimento sul tema degli eventi da esorcizzare Con questo primo articolo

Dettagli

Tale comma 6-bis dell art. 92 del codice è stato abrogato in sede di conversione (cfr. infra). www.linobellagamba.it

Tale comma 6-bis dell art. 92 del codice è stato abrogato in sede di conversione (cfr. infra). www.linobellagamba.it Il nuovo incentivo per la progettazione Aggiornamento e tavolo aperto di discussione Lino BELLAGAMBA Prima stesura 4 ottobre 2014 Cfr. D.L. 24 giugno 2014, n. 90, art. 13, comma 1, nella formulazione anteriore

Dettagli