Il Mobility Management. Maria Lelli

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1 Il Mobility Management Maria Lelli

2 IL MOBILITY MANAGEMENT Il MOBILITY MANAGEMENT è un approccio ai problemi della mobilità orientato alla gestione della domanda per la promozione della MOBILITA SOSTENIBILE volto al cambiamento del comportamento di gruppi di utenti attraverso misure cosiddette soft (leggere) 2

3 MOBILITA SOSTENIBILE Un sistema di trasporti può essere definito sostenibile, cioè che garantisce la sostenibilità sociale, economica ed ecologica, quando: consente un accesso sicuro, economicamente attuabile e socialmente accettabile a persone, luoghi, beni e servizi e soddisfa i bisogni di categorie differenti nella società e per generazioni diverse; è progettato in modo compatibile con la salute e la sicurezza della popolazione; realizza obiettivi generalmente accettati per la salute e la qualità ambientale; protegge gli ecosistemi evitando i superamenti di carichi e i livelli critici per la loro integrità; non aggrava i fenomeni globali avversi, come ad esempio il mutamento climatico; permette un uso efficiente del territorio e delle risorse naturali; favorisce il benessere economico; coinvolge esperti del settore ambientale, sanitario, energetico e urbanistico in un processo di pianificazione integrata; promuove l educazione e la partecipazione della comunità alle decisioni relative ai trasporti 05 FEBBRAIO

4 Comportamento Gli spostamenti In un giorno medio feriale sono 98 Milioni, il 60% in ambito urbano: Gli spostamenti sistematici: ogni giorno feriale nel 2012 sono usciti di casa quasi 22 milioni di occupati e 11 milioni di scolari e studenti per recarsi a lavoro e a scuola/università. Di questi, rispettivamente l 80% e il 40% utilizzano un mezzo di trasporto motorizzato privato (auto/moto) Fonte: ISFORT Anno: 2012 Fonte: ISTAT Anno:

5 IMPATTI CAMBIAMENTI CLIMATICI: Incidenza sulle emissioni totali di climalteranti: INQUINAMENTO ATMOSFERICO: Incidenza dei trasporti sulle emissioni totali di inquinanti: SICUREZZA: Nel 2012 sono stati quasi 190 mila gli incidenti, 142 mila su strade urbane. Degli oltre morti, più di sono in città. Gli accidenti da trasporto rappresentano la principale causa di morte tra 15 e 24 anni (un terzo dei decessi nei ragazzi, un quarto dei 464 decessi nelle ragazze), e lo sono anche per gli uomini tra i 25 e 44 anni. Considerando la scala spaziale delle sorgenti emissive 5

6 Qualità dell aria e salute Concentrazione di inquinanti in atmosfera e effetti sulla salute: due esempi PM10: incremento sia di mortalità che di ricoveri ospedalieri per malattie cardiache e respiratorie nella popolazione generale; effetti sanitari a lungo termine anche a seguito di esposizione a basse concentrazioni di PM10: mortalità ed altre patologie croniche come la bronchite e la riduzione della funzione polmonare. Il PM outdoor è stato inserito dall agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) tra i cancerogeni di gruppo 1. NO 2 : è un inquinante ad ampia diffusione che ha effetti negativi sulla salute umana e insieme al monossido di azoto contribuisce ai fenomeni di smog fotochimico (è precursore per la formazione di inquinanti secondari come ozono troposferico e particolato fine secondario), di eutrofizzazione e delle piogge acide. 6

7 Le politiche soft In linea generale le politiche che si possono adottare nella gestione della mobilità sono divise in due grandi gruppi: azioni hard e azioni soft. Le prime agiscono sull offerta di mobilità (per esempio aumentando le dotazioni strutturali del territorio) le seconde, invece, operano sulla domanda di mobilità e cercano di andare ad agire sul comportamento delle persone (per esempio attraverso una razionalizzazione e migliore gestione del sistema dei trasporti tenendo conto in primis delle esigenze degli utenti). Le misure soft adempiono più spesso al compito di migliorare l efficacia delle misure cosiddette hard (pesanti) impiegate nel trasporto urbano (es. nuove linee di tram, strade o piste ciclabili). Le misure di Mobility Management (a differenza delle misure hard ) non richiedono necessariamente la realizzazione di grandi investimenti finanziari, potendo garantire al contempo un elevato rapporto benefici/costi. 7

8 Misure di MM Interventi migliorativi della situazione: interventi di persuasione (per esempio azioni che creino la consapevolezza del problema e che quindi modifichino le abitudini quotidiane); interventi di concessione (per esempio fornendo nuovi servizi e agevolazioni e incentivi verso l uso del TPL); interventi di restrizione (per esempio con la limitazione alla circolazione stradale di alcune zone, con l introduzione di tariffazioni e altre azioni che disincentivino l uso dell auto privata). Azioni finalizzate alla comunicazione strumenti cartacei (pubblicazioni periodiche come newsletter, cartellonistica, booklet), strumenti elettronici (posta elettronica, video istituzionali, apps), eventi (convention, family day, premiazioni e celebrazioni). 8

9 Il MOBILITY MANAGEMENT in Italia In Italia il Mobility Management viene istituito il 27 marzo 1998 con il Decreto sulla Mobilità sostenibile nelle aree urbane (Decreto Ronchi) Al fine di: ridurre l uso delle auto private, diminuire i consumi e le emissioni, ridurre i fenomeni di congestione stradale, aumentare la sicurezza stradale Viene introdotta la figura del Mobility Manager d Azienda: ad oggi in Italia sono più di 800, ma di questi solo un centinaio hanno implementato azioni Viene istituito il Mobility Manager di Area: sono 58 i MM d area nominati ufficialmente, su di una popolazione di 89 capoluoghi e 38 altri enti. 9

10 MM di area Il MM di AREA accoglie le esigenze dei singoli Mobility Manager ed elabora le strategie orientate alla gestione della mobilità casa-lavoro nel suo complesso: introduce, quindi, il Mobility Management, sviluppa lo schema generale, promuove le misure implementate ed utilizza schemi di coinvolgimento e partecipazione dei cittadini, dei lavoratori e dei datori di lavoro utili per individuare e gestire le opzioni alternative. MM di Area ha un importante funzione di coordinamento, e funge da intermediario tra tutte le differenti parti coinvolte. Anziché proporre il potenziamento dell offerta, il Mobility Manager di Area si concentra sullo studio dei comportamenti degli utenti e sulla domanda di trasporto a livello aggregato, in modo da individuare e dimensionare le possibili azioni applicabili in ciascuna impresa, migliorando la mobilità dei lavoratori stessi. PRINCIPALI AZIONI: PIANI DI SPOSTAMENTO CASA-LAVORO, CASA-SCUOLA, PER ALTRI POLI DI ATTRAZIONE ATTIVITA DI SUPPORTO AI MM AZIENDALI (CONVENZIONI PER SERVIZI DI MOBILITA, FORNITURA DI STRUMENTI PER LA REDAZIONE DEL PIANO, TAVOLI DI CONCERTAZIONE ) ATTIVAZIONE SERVIZI DI MOBILITA SOSTENIBILE: CAR/BIKE SHARING, CAR POOLING, TAXI COLLETTIVI, ABBONAMENTI INTEGRATI CAMPAGNE INFORMATIVE 10

11 MM aziendale Il suo compito è valutare costi e benefici dell adozione di misure di mobilità sostenibile: far sì che le risorse impiegate per lo scopo siano inferiori ai benefici per l azienda/l ente, i suoi dipendenti e la società. In questo modo lo scopo sociale dello strumento (favorire la mobilità sostenibile) si fonde con lo scopo privato (per l azienda/ente non avere un bilancio negativo del progetto). I vantaggi per il dipendente Minori costi del trasporto Riduzione dei tempi di spostamento Possibilità di premi economici Riduzione del rischio di incidenti Maggiore regolarità nei tempi di Spostamento Minore stress psicofisico da traffico Aumento delle facilitazioni e dei servizi per coloro che già utilizzano modi alternativi I vantaggi per la collettività Riduzione dell inquinamento atmosferico Benefici in termini di sicurezza Riduzione della congestione stradale Riduzione dei tempi di trasporto I vantaggi per l azienda Una migliore accessibilità all azienda rappresenta un valore aggiunto Riduzione dei costi e dei problemi legati ai servizi di parcheggio Migliori rapporti con gli abitanti dell area circostante l azienda (più posti di sosta e meno rumore del traffico) Riduzione dei costi per i rimborsi accordati sui trasporti Riduzione dello stress per i dipendenti e conseguente aumento della produttività Riduzione dei costi dei trasporti organizzati o pagati dall azienda Conferimento di un immagine aziendale aperta ai problemi dell ambiente Promozione di una filosofia aziendale basata sulla cooperazione 11

12 AZIONI DEL MM AZIENDALE PRINCIPALI AZIONI: PIANO DI SPOSTAMENTO CASA-LAVORO PREDISPOSIZIONE DI NAVETTE AZIENDALI O SERVIZIO DI RACCOLTA DEI DIPENDENTI INIZIATIVE VOLTE A FAVORIRE L'USO DELLA BICICLETTA INCENTIVI PER FAVORIRE L'USO DEL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE PREDISPOSIZIONE DEL SERVIZIO DI CAR POOLING PREDISPOSIZIONE DI UNA FLOTTA AZIENDALE PER IL BIKE/CAR SHARING TELELAVORO CAMPAGNE DI INFORMAZIONE E SENSIBILIZZAZIONE SUL TEMA DELLA MOBILITA SOSTENIBILE 12

13 PIANO SPOSTAMENTO CASA-LAVORO LE FASI OPERATIVE DEL PSCL: fase informativa e di analisi: conoscere la reale domanda di mobilità dei dipendenti (questionario) fase progettuale: definire gli obiettivi enunciare progetti - predisporre un programma di implementazione delle azioni fase di confronto: verificare fattibilità tecnico ed economica oltre alla congruenza con le azioni e le iniziative con gli altri MM Aziendali e dell Amministrazione comunale/provinciale fase attuativa: esecuzione degli interventi previsti fase di aggiornamento e di monitoraggio: accompagna tutta la realizzazione del piano - monitoraggio delle azioni attuate in base alla variazione degli indicatori di efficacia stabiliti nella fase progettuale da cui si procede all aggiornamento del piano 13

14 PIANO SPOSTAMENTI CASA-LAVORO HOWMOVE

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