BANCA PER IL PAESE DICEVAMO, MA COM È IN REALTÀ IL NOSTRO PAESE E DI CHE TIPO DI BANCA HA BISOGNO?

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1 Arezzo, 6 giugno 2007 DIRETTIVI CONGIUNTI INTESA SANPAOLO FISAC CGIL Ordine del giorno: Piano Industriale Accordi sottoscritti Prospettive negoziali nel Gruppo Una grande Banca per il Paese questa è la frase più ricorrente e dall agosto 2006, da quando è stata annunciata la fusione tra i Gruppi Intesa e Sanpaolo. Dal 18 di maggio le Banche per il Paese, per la verità, solo almeno 2 se si considera il matrimonio tra Unicredit e Capitalia con una capitalizzazione che raggiunge la soglia psicologica di 100 miliardi d euro. Le dimensioni d Unicredit Group lo pongono al primo posto in Italia, il secondo in Europa, al sesto nel mondo, con sportelli, di cui in Italia, quattro mercati di riferimento e più di dipendenti dislocati in 17 Paesi. In poco più di 6 mesi il risiko bancario ha ridisegnato, nella sua cornice italica, il panorama bancario europeo. Ma torniamo a noi. BANCA PER IL PAESE DICEVAMO, MA COM È IN REALTÀ IL NOSTRO PAESE E DI CHE TIPO DI BANCA HA BISOGNO? Il 23 maggio 2007 è stata presentata alla Camera la relazione Istat dell Italia modello 2006, scorriamone insieme le caratteristiche e le prestazioni. Nel 2006 il Pil italiano è cresciuto del 1,9%, meglio dell anno precedente, ma tuttavia, in termini di tasso di crescita del Pil, il confronto con l area dell euro mostra un differenziale negativo di quasi 1% nel 2006, di poco inferiore a quello di 1,3 punti registrato nel 2005, con un nuovo rallentamento nel primo trimestre 2007 (Pil 0,2% rispetto allo 0,6% dell Uem). La ripresa italiana è indicativa nell industria, con una crescita della produzione del 2,6%, ma in ogni caso inferiore di circa 1% rispetto all area Uem; il contributo dei servizi è invece modesto: 1,6 per cento contro il 2,6 dell Uem. In particolare, è rimasta sotto la media europea in servizi quali il credito e le attività professionali e imprenditoriali, forse anche per l aumento del grado di penetrazione dell offerta estera in questo settore. 1

2 Produttività e redditività delle Imprese italiane rispetto alla media Uem: su un totale di 4,2 Mln d imprese il: 21% redd.> media prod.> media 16% redd.= media prod.= media Tipo di imprese Area geografica Tipologia settore Piccole imprese (professionisti e lavoratori autonomi) SPA di medie dimensioni Nord Servizi all impresa di 29% prod.<50% media redd.>50% media Professionisti, lav. autonomi e ditte individuali Centro Sud 34% prod.<33% media redd.<33% media Imprese individuali Soc. Semplici e 43% al Sud Made Italy da questa tabella emergono 3 tipologie d imprese: - 37% produce ricchezza per sé e per il Paese - 29% a produce solo per sé - 34% non la produce né per sé né per gli altri. Di quest ultima categoria, in cui sono presenti 1,5 mln d imprese italiane, di cui il 43% ha sede al SUD. In Italia, nel 2006, il tasso d attività e quello d occupazione giovanile sono inferiori del 15 % rispetto alla media Ue; il differenziale si è ampliato di 6 punti in dieci anni. Nel 2006 il tasso d attività delle donne in Italia ha superato il 50% (nel Mezzogiorno 31%), ma è inferiore di 13 punti a quello dell Ue, distanza pressoché invariata rispetto al In particolare, è grave il ritardo di partecipazione delle donne in coppia con figli tra i 35 e i 44 anni, età nella quale sono più rilevanti gli ostacoli posti dagli impegni di cura. Nel Mezzogiorno l occupazione delle donne in questa fascia d età s attesta ad un livello del 38%. Un ampio insieme, che comprende il 42% della popolazione del Mezzogiorno, è caratterizzato da una sottoutilizzazione delle risorse particolarmente grave; in particolare in Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Il dualismo territoriale continua a caratterizzare il Paese: per la performance e la specializzazione delle imprese, per il mercato del lavoro, per il reddito delle famiglie e degli individui, per l organizzazione della vita quotidiana, per la disponibilità delle infrastrutture e dei servizi. 2

3 Ormai l Italia è il paese più vecchio d Europa. Al 1 gennaio 2006 si contano 141 persone di 65 anni e oltre per 100 giovani con meno di 15 anni. Nel mondo ci supera soltanto il Giappone (154 anziani ogni 100 giovani). Inoltre, le famiglie costrette ad utilizzare maggiormente servizi d assistenza sostengono un costo ingente, con evidenti ripercussioni sui bilanci familiari sulla loro capacità di risparmio. L aumento della domanda di cura appare particolarmente preoccupante con riferimento alle persone con disabilità, attualmente stimate in circa 2,6 milioni (più dei 2/3 delle quali sono anziani di 65 anni e oltre) e destinate ad aumentare già per il solo effetto d inerzia demografica. In questo contesto le politiche sociali finalizzate a favorire processi di conciliazione famiglia-lavoro, oltre che con riferimento all area della maternità e dell infanzia, dovranno dunque porsi l obiettivo del sostegno alle famiglie con anziani in difficoltà e persone disabili a carico superando il concetto di genere. Uno studio sul sistema bancario realizzato da KMPG Advisory anche l età media della popolazione determina la demarcazione tra economie in sviluppo e quelle mature: più la popolazione invecchia e più la crescita economica frena e, con essa i risparmi. Gli effetti si vedranno tra qualche anno e l impatto si avrà anche nel mondo del credito. L incidenza della povertà è aumentata tra le coppie con figli (dal 14,8% al 17,7%), le famiglie monogenitore (dal 13,5% al 15,6%) e le famiglie d altra tipologia (dal 15,3% al 18,3%). La politica concertativi ha fallito, infatti, mentre i salari negli ultimi 10 anni sono aumentati del 25,5% (gennaio gennaio inflazione nello stesso periodo pari al 25,9%. dati:http://con.istat.it) non si è fatto nessun controllo sui prezzi reali (vedasi articolo Rassegna Sindacale n.39 del 23-29/10/2003) costringendo le famiglie all indebitamento. La Banca d Italia segnala una riduzione del risparmio nelle famiglie da 80 a 65 mld ( ) con una crescita dell indebitamento per credito al consumo del 17,9% e per le abitazioni del 12,3%. Tuttavia la ricchezza finanziaria delle famiglie italiane, nel 2006, era pari al 2,7 volte il reddito disponibile, come nel 2005, livello superiore alla media Uem. Evidenziando una linea di demarcazione netta tra: le famiglie appartenenti al 20% più povero della scala del reddito, che percepiscono il 7,8% del reddito totale e le famiglie che costituiscono il 20% più ricco, che percepiscono il 39,1% del reddito totale. La novità storica è che l Italia è divenuta una delle mete europee privilegiate di consistenti flussi in entrata dall estero, tali da far raggiungere alla popolazione straniera regolarmente presente (in possesso di permesso di soggiorno valido) i 2,8 milioni al 1 gennaio 2006, pari al 4,7 per cento della popolazione residente totale, di cui lo 88% risiede nel Centro-nord, in Lombardia pari al 7% dei residenti, con un incidenza simile anche in Emilia- Romagna, Veneto e Umbria. 3

4 IL SISTEMA BANCARIO: In questo Sistema Paese il Sistema Bancario nazionale è interessato dalla 2a fase di ristrutturazione, dopo quella degli anni 90, condizionata da elementi che incidono forzatamente sul modo d essere e di stare, delle Banche, nel sistema economico, in particolare: 1) L ANTITRUST (Catricalà) è intervenuta pesantemente sul funzionamento del sistema bancario; 2) La BANCA D ITALIA (Draghi) ha ridotto al minimo il suo dirigismo lasciando spazio alle difformità di pensiero e di comportamento del Sistema Bancario; 3) il LEGISLATORE (Bersani), con le Liberalizzazioni, ha influito sulle attività significative delle Banche e delle Assicurazioni (si pensi alla portabilità dei mutui, ancoraggio tasso attivo-passivo, spese d estinzione etc.); 4) le AGGREGAZIONI cambiano gli assetti proprietari ed economici, modificano il potere delle Banche e delle loro politiche per il Paese. MCKinsey prevede che nel 2020 le banche avranno attivi per Mld d euro controllando il 45% del mercato finanziario globale. Le 7 grandi fusioni: 2000 HSBC (Uk) acquisisce CCF (Fr); 2004 Santander (Sp) acquisisce Abbey Nazionale (Fr); 2005 Unicredit (it) acquisisce Hypo Vereinsbank (Ge); 2006 fusione Intesa - Sanpaolo Imi e Bnp Paribas (Fr) acquisisce BNL (It); 2007 Barclays (Uk) acquisisce Abn AMRO (Ol) e fusione Unicredit - Capitalia. Tra le prime 20 banche europee abbiamo 2 banche italiane: Unicredit Group e Intesa Sanpaolo. Dal 18 maggio 2007 Intesa SAnpaolo vive la sindrome da 2 posto in Europa e l affronto di non essere tra le prime 10 nel mondo; Unicredit Group è il 6 Gruppo nel mondo dopo Citigroup (Usa), Bank of America, ICBC (Cina), HSBC (Uk), Jp Morgan Chase (Usa), e prima di Ubs (Cina), Royal Bank of Scotland (Uk),Mitsubishi (Giappone) e Well Fargo (Usa). 4

5 Per quanto riguarda il mercato domestico dobbiamo aggiungere le fusioni tra: Banche Popolari Unite (BPU) e Banca Lombarda, Banca Popolare Italiana (BPI) e Banca Popolare di Verona (BPV) ed è in fase di realizzazione l operazione Banca Popolare Emilia Romagna (BPER) e Banca Popolare di Milano (BPM). Le operazioni riguardano il 70% degli occupati nel settore. 5) l ABI vede da qualche tempo uno sfilacciamento della sua rappresentatività con una lenta migrazione dei suoi associati verso Confindustria. 6) La crisi di credibilità iniziata con gli scandali finanziari del 2003 (Cirio, Bond Argentini, Parmalat, My way, Finpart ect.) unita ad una pratica finanziaria di breve periodo che punta al guadagno immediato (utilizzando prodotti poco trasparenti come Index, strutturate, sonni tranquilli etc.) a scapito della costruzione di un rapporto banca - cliente che si sviluppa nel tempo; questo ha determinato scarsa fiducia dei risparmiatori nei confronti di partner creditizi considerati costosi e inefficienti (4mnl di clienti hanno cambiato banca negli ultimi 2 anni). Nel contempo, il completamento del Piano d azione dell Unione Europea sui servizi finanziari (FSAP), per la realizzazione di un mercato integrato e concorrenziale, ha richiesto alle istituzioni europee e ai comitati tecnici introdotti dalla cosiddetta procedura Lamfalussy di adeguare regole e prassi applicative. La procedura ha rappresentato la risposta organizzativa delle istituzioni dell Unione ad un processo d integrazione dei mercati nazionali. L approccio è pertanto cambiato. Dal principio dell armonizzazione minima delle normative nazionali, adottato nel 1993 per il completamento del mercato unico, si è passati al metodo della normazione prevalentemente elaborata a livello centrale dalle istituzioni e dai comitati tecnici dell Unione Europea, seppure con il fondamentale contributo dei rappresentanti degli Stati membri. Il sistema prescelto determinerà un quadro normativo che varrà in tutti i paesi europei; l intermediario che deciderà di operare cross-border nell ambito dell Unione sarà sottoposto ad un insieme di norme sostanzialmente uniformi, favorendo le aggregazioni transnazionali. L adeguamento alle nuove regole da parte degli intermediari è complesso: 1) A partire dal 2007 (o dal 2008 per gli istituti che adotteranno i metodi avanzati di misurazione dei rischi) entrerà in vigore il nuovo schema di regolamentazione sul capitale delle banche (Basilea 2), pienamente recepito in ambito europeo. L impatto sugli assetti organizzativi e sui sistemi di controllo interno degli intermediari è rilevante, anche per effetto delle previsioni contenute nel secondo pilastro dell Accordo. Esso rimette alle banche la valutazione dell adeguatezza del capitale a fronte di tutti i rischi ai quali sono esposte, anche oltre i requisiti patrimoniali previsti nell ambito del primo pilastro. 2) Nel corso del 2005 sono stati introdotti gli IAS (International Accounting Standards); principi contabili 5

6 internazionali sulla base dei quali le banche e gli altri soggetti vigilati italiani stanno redigendo, o approvando, almeno il bilancio consolidato. Il passaggio da un sistema di valutazione basato in prevalenza sul costo storico ad un imperniato sul fair value rappresenta un profondo mutamento, che non si riflette soltanto sulle politiche contabili aziendali. Aumenterà la comparabilità dei bilanci d intermediari operanti in paesi diversi e, per questa via, si rafforzeranno il vaglio del mercato sull operato degli amministratori, la concorrenza, l integrazione dei mercati finanziari internazionali. 3) Di recente è stata recepita nel nostro Paese la direttiva comunitaria sugli abusi di mercato che introduce importanti innovazioni in tema di reati contro l integrità del mercato e di rafforzamento della vigilanza al fine di prevenire e sanzionare comportamenti anomali. 4) È in corso, a livello sia comunitario sia nazionale, il complesso iter d attuazione della Direttiva sui mercati degli strumenti finanziari (MiFID). Essa determina una forte spinta verso un mercato finanziario unico; fissa nuove regole a tutela dell investitore, in termini sia di trasparenza contrattuale sia di condotta degli intermediari. 5) è proseguita la fase d irrigidimento della politica monetaria nell Area euro: il tasso minimo d offerta sulle operazioni di rifinanziamento principali è stato portato dal 3,50% al 3,75% (con decorrenza 14 marzo u.s.). Si tratta del 7 rialzo, dopo quelli di dicembre 2005, di marzo, giugno, agosto, ottobre e dicembre

7 IL PIANO INDUSTRIALE DI INTESA SANPAOLO PIANO INDUSTRIALE 2007 / 2009 Non parlerò dei numeri del Piano industriale, o in ogni caso non saranno quelli il punto focale del mio ragionamento, li utilizzerò come spunto - dando per scontato che la platea, qui riunita, in questi mesi li abbia assimilati, dai giornali, dalle rassegne stampa, dai report e dai documenti ufficiali circolati tramite la comunicazione aziendale e sindacale - per parlarvi delle trattative già chiuse e di quelle che stiamo aprendo o che andremo ad aprire, per illustrare la nostra linea politica, il contesto in cui si realizza e sollecitare la vostra analisi e i vostri contributi. Si, perché oggi siamo qui per leggere in controluce il PIANO INDUSTRIALE, per individuare tra i numeri e i grafici del progetto aziendale e i punti di pericolo e d opportunità per le donne e gli uomini che noi rappresentiamo, per delineare la nostra azione. LA STRUTTURA DUALISTICA La struttura di comando dualistica può essere un formidabile motore di rinnovamento per il sistema se preluderà al superamento dei patti di sindacato per tutte le decisioni all interno degli organi statutari. Al momento è prematuro dare giudizi a riguardo ci limitiamo a costatare che l incidenza dei patti di sindacato è cresciuta, nell ultimo decennio, dal 4,8% al 16,5%. IL MODELLO ORGANIZZATIVO Dei due modelli organizzativi rivenienti dalle 2 ex banche, divisionale misto (erano comunque presenti Banche territoriali come Friuladria, Cariparma, Biverbanca e Cis) per Intesa con le diverse realtà che perdono la loro identità (ragione giuridica, marchio) e confluiscono in un nuovo soggetto -; modello federato per Sanpaolo, la cosiddetta Banca dei Territori composta dal mosaico delle banche territoriali con la sola confluenza degli sportelli nel marchio prevalente in un dato territorio. La nuova realtà si è organizzata in 6 AREE d AFFARI (Business Unit): - Banca dei Territori divisa in 27 Aree 18 delle quali corrispondono a Banche territoriali, - Corporate & Investment Banking Corporate Mid e Large Corporate- - Banche Estere - Finanza Pubblica - Eurizon Financial Group - Finanza di Gruppo Il funzionamento ottimale delle 6 Aree d affari è assicurato da 16 Direzioni centrali raggruppate in 4 aree di Governo: Risorse, Valore, Crediti e Amministrazione. Al momento la scelta operata non genera, a nostro parere e anche secondo esperti del settore come Caselli della Bocconi, nessun valore aggiunto, se non i risparmi da economie di scala indicati in 600/800 Mnl d euro nel PI, dal quale deriverebbe il 15% dell attuale utile netto combinato. Non emerge nessuna strategia per la valorizzazione dei territori, nessun indirizzo strategico 7

8 per l economia sottostante se non l indicazione della vicinanza al cliente (introducendo una contraddizione con il contemporaneo snaturarsi del rapporto con il cliente per effetto dell introduzione della self banca), l aumento delle risorse commerciali e il rinnovo dei prodotti; evidente e ridondante la mancanza di un progetto per il Mezzogiorno, a riguardo l AD alla presentazione del PI a Torino ha laconicamente dichiarato che l az. intende svilupparsi in tutto il Paese senza strategie particolari per il Sud. Certo la fotografia dell istat che abbiamo analizzato prima pone in primo piano quest emergenza e quindi diventa poco credibile la volontà d essere Banca per il Paese senza una politica precisa per il SUD o in altre aree come il NORD EST (il Veneto non ha trovato ancora un assetto definitivo, con la presenza simultanea di: Intesa Sanpaolo, Cariparo e CariVe), il NORD OVEST (dove si è deciso, solo due giorni fa, di risolvere la concentrazione con la cessione di Biverbanca a MPS), il CENTRO dove non è stata ancora ufficializzata né l acquisizione di Carifirenze né l aumento di partecipazione nella Banca delle Marche (partecipata al 11% da SPIMI dipendenti); se la prima risolverebbe la scarsa penetrazione del Gruppo in Toscana (pur con le incognite sovrapposizioni di Findomestic, Carispezia, Cr Orvieto e Cr Pistoia e Pescia e forte presenza di Carifirenze anche nel modenese con l incorporazione avvenuta nel 2006 di Cr Mirandola (la trattativa pare in dirittura d arrivo: il prezzo di 6,5 euro, indicato come target price, ipotizzando un concambio di 1 a 1, porterebbe un 32% dell'istituto toscano ad Intesa Sanpaolo, in cambio di una partecipazione del 3-3,3% all Ente. Riguardo la parte per cassa, Intesa Spimi metterebbe sul piatto 6,2 euro per azione che corrispondono ad un esborso pari a 5,1 miliardi d euro. In questo modo, però, l'operazione consentirebbe d accrescere l'utile per azione solo a partire dal 2010); STRUTTURA SOCIETARIA DEL GRUPPO CARIFIRENZE 8

9 con la seconda si aprirebbero altri scenari di sovrapposizione (la quota di mercato, nelle Marche, pari al 25% porrebbe altri interventi dell Antitrust) con le banche dell Holding del Centro e la Banca dell Adriatico (potrebbe prefigurare la mancata opzione d acquisto del restante capitale di Carifano che scade a luglio 2008) con ripercussioni su Marche, Umbria e Abruzzo. La Fisac evidenzia perplessità sulla reale capacità di produrre ricchezza del modello organizzativo, almeno nell attuale PI , e teme che i risultati promessi agli azionisti provengano principalmente da dismissioni di filiali, società, partecipazioni (attualmente un valore di carico pari a 10 mld per cui sono previste cessioni per 3-4 mld nel PI) e riduzione di costi tra cui anche quelli del personale. Le segreterie nei mesi scorsi hanno promosso un documento per il sud per sottolineare l importanza del tema nell attesa dell assestamento complessivo sugli altri territori e quindi della possibilità di fare proposte complessive. Perché ricordiamoci che il ruolo del sindacato è quello di governare, denunciare e mitigare i processi industriali, non potendo in nessun modo tracciarli. È connaturato nel ruolo sindacale richiamare l Azienda ad un dialogo proficuo con chi rappresenta le Lavoratrici e i Lavoratori sono per questo motivo che il tema primo che abbiamo affrontato è stato l individuazione di un modello di relazioni industriali uniforme in tutte le cosiddette Banche del Perimetro (banche del territorio e alcune società di prodotto); l accordo non è ancora stato condiviso da tutte le società interessate. È chiaro che in un percorso d armonizzazione ci possono essere delle realtà che nello specifico di un accordo possono registrare una stasi ma il saldo dell armonizzazione va stimato nel complesso dei capitoli trattati. È altrettanto evidente che anche nel caso di mancata ratifica dell accordo gli interessati non rimarranno in assenza di normativa ma vedranno applicarsi gli accordi di settore in materia. Per le Banche in cui si applica l accordo è ora il tempo di farlo vivere, di esercitare la nostra capacità politica, di rivendicare relazioni industriali decentrate per la risoluzione delle questioni territoriali. La Delegazione insieme ai direttivi e alla consulta cerca d individuare gli strumenti più efficaci per raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati ma l esercizio dei mezzi e la raccolta dei risultati sono demandati ai territori. La Fisac si è dotata, con responsabilità, di una struttura di rappresentanza (Rsa, Coordinatori, consulta, direttivi e delegazione con l ausilio dei territoriali, regionali e segr. nazionali responsabili) adeguata all impegno a cui ci chiamano i lavoratori, sta a noi farla attiva e produttiva. Nel PI l Azienda dichiara di voler condurre rapporti con le OO.SS. improntati al reciproco rispetto e lealtà, all osservanza dell esigibilità delle regole nonché ai principi concertativi di cui ai protocolli di legge occorre agire ed esigere questi intenti. 9

10 COSTI Sinergie da costo mln nel triennio (con un costo operativo in sostanza costante -calo medio anno del 0,4%) di cui 35% risparmiati sull ITecnology, 11% razionalizzazione delle strutture centrali, 27% dalla riunificazione e rinegoziazione di contratti d acquisto, 15% integrazione/ristrutturazione back office, 10% integrazione società di prodotto e l 1% economie di scala sulle banche estere. Diminuzione di 13 punti percentuali del rapporto costi/ricavi per il 2009 (dal 52% a 42%). CESSIONE SPORTELLI Con decorrenza 1 aprile 2007 sono state cedute 29 filiali a Friuladria per un totale di 227 colleghi; entro giugno saranno cedute 173 filiali a Cariparma per un totale di dipendenti. Per la sola vendita delle partecipazioni in Friuladria e Cariparma il Gruppo avrà una plusvalenza di Mln. Entro l anno si realizzerà la cessione delle 197 Filiali Antitrust (le province di Biella, Vercelli, Aosta molto probabilmente non avranno riduzioni per effetto della vendita di Biverbanca) il numero certo dei lavoratori coinvolti, non ancora comunicato, si può ragionevolmente stimare una platea di circa lavoratori. Per queste filiali devono essere ancora individuati i compratori, molto probabilmente Intesa Sanpaolo procederà ad un asta per ottimizzare la vendita, il tutto entro fine ottobre 2007, come indicato nella delibera dell antitrust. Negli ultimi giorni sono frequenti le voci che danno il Montepaschi di Siena e Banca Antonveneta come possibili acquirenti, non abbiamo ad oggi notizie ufficiali. Per un totale di circa lavoratori che fuoriescono dal Gruppo. La trattativa per la prima trance di cessioni ha visto le OOSS impegnate in una negoziazione attenta e precisa portata avanti con un interlocutore senza mandato o meglio con un preciso mandato: non aprire varchi pericolosi per le cessioni successive e per il CCNL in fase di rinnovo. Elementi di difficoltà si sono riscontrati: nell assenza, nel Gruppo Cariparma, di un Fondo previdenziale in grado di accogliere sia i dipendenti di Friuladria (circa 800, fino al quel momento iscritti al Fapa di Gruppo -fondo finanziario- o al Fapa Bav -fondo assicurativo-) sia i colleghi oggetto di cessione e nella modifica, in atto, delle norme previdenziali per il conferimento del TFR. In ogni caso - nonostante l Azienda abbia chiuso la procedura il 27 marzo senza un accordo e con il conseguente invio di comunicazione aziendale ai colleghi ceduti, contenente tutte le norme che regolava il loro contratto di lavoro in Friuladria - le OO.SS, anche per il tramite dei segretari nazionali, hanno fatto sì che l azienda si risedesse al tavolo per concordare i capitoli: salario complessivo, previdenza e assistenza che erano rimasti in sospeso. L accordo nel suo complesso, compreso il testo spedito unilateralmente ai lavoratori, contiene tutte le garanzie previste in caso di cessione di ramo d azienda; il nodo prevalente, determinato dalle garanzie occupazionali ci deve trovare informati del fatto che esiste un solo precedente, nel settore, che sostenga pari responsabilità tra cedente e cessionario (cessione da SPIMI a Banca Popolare d Ancona di 10 sportelli); altri casi si possono 10

11 ritrovare solo in accordi per esternalizzazioni (decentramenti di servizi centrali). L ACCORDO SOTTOSCRITTO è complessivamente un buon accordo che mantiene inalterati i costi complessivi del personale a carico del cessionario (salario complessivo, salario incentivante, previdenza, assistenza, premio d anzianità maturato) dal punto di vista normativa introduce un principio di mobilità in un gruppo in cui non esiste un accordo per tale materia; contiene una garanzia occupazionale nel caso di cessione ad istituti che non aderiscono all Abi; cerca di garantire il proseguo dei percorsi professionali in corso. Naturalmente ad ogni trattativa noi cerchiamo di portare qualcosa in più, lo faremo anche nelle prossime trattative ma è giusto valutare gli accordi per i loro contenuti e nel contesto degli accordi analoghi del settore e non in forza d aspettative, che se pur comprensibili, rischiano di creare false e strumentali aspettative da parte delle persone che rappresentiamo. È con questo spirito che la delegazione si è apprestata all apertura della trattativa per la cessione di filiali a Cariparma ieri. Infatti, il 24 maggio l azienda ha attivato la procedura di cessione delle 173 filiali a Cariparma che si chiuderà entro fine giugno, con decorrenza dal 1/7/07. FONDO DI SOLIDARIERÀ DEL CREDITO esuberi attesi nel triennio del Piano industriale. La 1 trimestre 2007 evidenzia un risparmio delle spese del personale del 7,5% rispetto allo stesso periodo del 2006 (pari a 116 mnl). Alla data del 18/5 le adesioni erano (2654 fondo e 311 Ago) su una platea di potenziali aderenti all iniziativa. Anche nel nuovo corso - come quello precedente e in analogia a quanto accade nel sistema del così detto libero mercato, e contrariamente a quanto qualcuno diceva nell autunno scorso: nasce una grande banca e avremo bisogno di tanta gente - la riduzione degli oneri operativi rischia di realizzarsi sulle spese del personale. L accordo firmato il 1/12/07, in assenza del PI e che ha segnato la presenza di una Fisac coesa e lungimirante, prevede una verifica entro giugno per monitorarne l applicazione. All interno di un PI che prevede la razionalizzazione dei centri elettronici, delle direzioni centrali e delle attività di back office che interesserà in Italia 2.000/2.500 lavoratori con processi di mobilità che andremo a governare (vedremo di seguito con quale spirito) è evidente che in un ottica di tutela complessiva del posto di lavoro, di riduzione dei disagi di pendolarismo, e necessitando della credibilità per rendere esigibile e qualitativa una richiesta di formazione del personale oggetto di riconversione professionale, il sindacato dovrà affrontare la questione degli attuali 888 AGO che, per il momento, non hanno ancora deciso di aderire al Fondo. È importante che qui se ne parli valutando le possibili scelte in modo responsabile e complessivo. Va agita anche la prima parte dell art.11 dell Accordo Esodi che prevede di tener conto in via prioritaria delle domande di trasferimento presentate dai lavoratori, quindi, intendiamo chiedere all azienda, elemento che potrebbe intrecciarsi con la stesura dell accordo di mobilità, di stilare (individuando modalità omogenee tra le due ex reti) un informativa trasparente delle richieste di trasferimento giacenti e modalità di soddisfacimento di queste. 11

12 NUOVA OCCUPAZIONE Il PI non entra nello specifico della nuova occupazione è stato il sindacato che con l accordo del 1 dicembre 2006 ha imposto nuove assunzioni e conferma dei tempi determinati. Cose scontate? Non tanto, i numeri di cui abbiamo parlato fin qui andavano in tutt altra direzione. Si sostituisce buona occupazione con cattiva occupazione? Forse. La Legge 30 e l introduzione dei 4 anni d apprendistato nel settore non ci aiutano di certo. Nella piattaforma di rinnovo si propone una riduzione a 3 anni, forse non basta. Sui giornali e non solo, si comincia a parlare dell effetto sul sistema economico e sui servizi in generale della cattiva occupazione, dell assenza di formazione. Significativo l articolo di Michele Serra pubblicato su Repubblica del 25/5 I mestieri perduti dei nuovi precari questo mercato del lavoro, non offe più lavori, ma parodie, ovviamente pagate poco. ( ) è la fine dei mestieri. ( ) torna in mente uno slogan del 68 a salario di merda lavoro di merda ( ) se ne desume che dei 3 soggetti coinvolti: azienda, lavoratore, consumatore, almeno uno trae enormi vantaggi dal ricorso sempre più massiccio al lavoro precario. Gli altri 2 lavoratori e consumatori si fronteggiano. ( ). Il carnefice (l azienda) è lontano anni luce, in Consigli d amministrazione che valutano soddisfatti il calo del costo del lavoro. E non calcolano il calo della qualità della vita, la perdita di dignità di chi lavora male e chi riceve il frutto avvelenato del cattivo lavoro, pagandolo come se fosse buono. Per questo la Fisac, coinvolgendo anche le altre sigle sindacali, aveva cercato di inserire la questione APPRENDISTI nell accordo di Programma per elaborare una piattaforma normativa a tutto tondo che riducesse/eliminasse le discriminazioni riservate ai nuovi assunti, l azienda non ha accettato. Non intendiamo però trascurare questo tema, presteremo attenzione costante ad ogni accordo affinché si ottenga, anche se non con una piattaforma specifica, il sanarsi di molte situazioni di disagio. Abbiamo iniziato con la trattativa del sistema incentivante; proseguito con l accordo sulla Previdenza con il versamento e l iscrizione ai fondi dal momento dell assunzione, stiamo facendo proposte specifiche per la mobilità e per le agevolazioni finanziarie, continueremo a prestare un attenzione in più per i giovani ad ogni capitolo che andrà ad affrontare. Ad oggi le assunzioni previste dall accordo risultano 335. Entro giugno 136 assunzioni, attivate per Piemonte, Lombardia, Veneto e nelle società Cariparo e Carisbo (78 esterni e, in seguito, 58 figli di dipendenti). Conferma di 93 tempi determinati in scadenza: 29 già assunti a tempo indeterminato, 18 verranno assunti a luglio, per i rimanenti 46 occorre attendere la scadenza. Confermati alla scadenza 31 tempi determinati e 60 contratti d inserimento in servizio presso le Strutture Centrali, con contestuale assegnazione alla rete. Per la piazza di Napoli confermato l impegno per l assunzione di 50 apprendisti entro il 2007; i 35 apprendisti già in servizio, inizialmente assunti per il Call Center, saranno assegnati alla rete Banco Napoli. Per un totale di 604 lavoratori. FORMAZIONE E RICONVERSIONE PROFESSIONALE Il PI prevede giornate di formazione. Allo stato attuale possiamo considerarlo insufficiente su un bacino di lavoratori per almeno due motivazioni: la prima è data dalla straordinarietà dell attività lavorativa sia per i cambiamenti in atto, legati alla trasformazione aziendale, sia per l introduzione di nuove normative europee che incidono in tutti i settori lavorativi (IAS, Basilea2, Antiriciclaggio, norme a tutela dei 12

13 mercati etc.); la seconda, è data dall utilizzo frequente di e learning, alias autoformazione, in spazi, tempi e con strumenti inadeguati a garantire un reale accrescimento professionale. A questo si aggiunge il carattere prevalentemente commerciale dei corsi. L Azienda ci ha convocato, l 8 giugno, per trattare questo tema, sappiamo tutti che l UE stanzia fondi alle aziende sulla base di progetti formativi, FOR.TE (Formazione Permanente) per intenderci. L anno scorso nell ex Intesa era stato presentato un programma formativo che prevedeva un collegamento stretto tra l avanzamento professionale (legato ai percorsi normati dall accordo sugli inquadramenti) e formazione ad ogni step d avanzamento corrispondeva una formazione minima per garantire la crescita conoscitiva del lavoratore l idea mi sembrava buona, proseguire su questa strada contribuendo ad abbinare formazione professionale e commerciale con un preciso mix di modalità di fruizione: auto-formazione, formazione d aula e affiancamento, con prevalenza di quest ultime due forme, potrebbe essere l obiettivo a cui puntare in termini di formazione. Sarebbe importante arrivare ad un accordo sia per i contenuti e le modalità sia per normare l accesso alla formazione in termini di: tempo, luogo, orari (compresi tempi di viaggio, rimborsi) e precise indicazioni per i part time e per particolari categorie di lavoratori (penso ai non vedenti, a problemi di mobilità, ai lavoratori con figli fino a 12 anni o anziani e/o invalidi da accudire). Formazione fa rima con Valutazione e affrontiamo un altro aspetto sia del PI che si sbilancia dicendo che sistemi di valutazione delle posizioni, delle prestazioni e del potenziale improntati alla chiarezza e sull equità sia della trattativa in corso, anche se il CCNL non prevede né confronto né procedura su quest argomento, Micheli ha detto - in risposta ad una ns. richiesta d entrare nel merito dell argomento-: non so se lo dobbiamo condividere (sottintendendo il contrario) ma sicuramente intendiamo illustrarvelo. La valutazione, dicevo, si compone di 3 elementi: competenze professionali, comportamenti e risultati quali/quantitativi (l attenta valutazione del merito di cui parla il PI è tradotta in: quanto vendi di quello che ti dico io? ) ma mentre il primo parametro è utilizzato solo per individuare eventuali percorsi formativi, gli altri due concorrono alla determinazione del VOTO. La modalità di determinazione è semplice: autovalutazione del lavoratore, in cui s innesta il risultato di budget sia di squadra (il peso % dipende dalla figura professionale) sia individuale (ogni figura ha i suoi pesi % e alla determinazione di tale peso concorrono diversi prodotti con diversa incidenza individuale. In questo modo è fortemente indirizzato sia la quantità che la qualità dell obiettivo stesso. Altro che prodotto su misura!). Tutto questo si traduce in un punteggio finale di sintesi che per le Figure di coordinamento sarà formato per il 70% dai risultati ind., e il 30% dai comportamenti, per le figure professional: 50% + 50% e per gli operativi da 70% comportamenti e 30% risultati. Il punteggio finale è dato dalla somma dei risultati di budget e il valore dei comportamenti (entrambi pesati per le percentuali che illustravo prima. Esempio: il raggiungimento del 105% del budget mi da un voto 5, la media dei miei comportamenti mi da 4. Quale sarà il mio punteggio sintetico finale? Dipende dal ruolo che ricopro. Se sono in direttore avrò 4,7, un commerciale avrò 4,5, un operativo avrò 4,2). Per la rete è prevista la corresponsione del premio incentivante a partire dal voto 4, sotto tale votazione non si percepisce nulla; con voto è possibile ottenere 13

14 l ulteriore premio individuale in aggiunta al premio base. Per il personale delle direzioni centrali al posto della figura professionale si prende in considerazione il profilo professionale. Il sistema prevede una valutazione di medio periodo (Mid Year Review) attraverso un autovalutazione da compiersi tra il 1-30 settembre 2007 e una valutazione competenze comportamenti effettuata dai capi dal 15/9 al 31/10/07. In questo modo i lavoratori potranno avere un momento preliminare di verifica della prestazione professionale. È prevista la consegna di una scheda sintetica di voto correlata da tutti i dati inseriti con relativi punteggi assegnati. Il giudizio su questo Sistema di Valutazione professionale è negativo, pensiamo che l interpretazione della parola prestazioni, presente nell art.65 del CCNL, con risultati/budget è una forzatura. La logica del CCNL è una crescita professionale che si sviluppa nel tempo (tanto che si prevede un bilancio delle competenze dopo un quinquennio, tempo minimo per la costruzione di una professionalità strutturata) fatta di competenze professionali, precedenti prof.,padronanza del ruolo, attitudini e potenzialità prof., nel nostro caso si è costruito un sistema in cui l azienda indirizza in modo preciso gli obiettivi in termini qualitativi/quantitativi e giudica la professionalità esclusivamente sul raggiungimento di tali obiettivi perché anche i comportamenti devono dirigersi verso questi se si vuole conseguire una votazione adeguata. DIREZIONI CENTRALI, CENTRI ELETTRONICI E POLI DI BACK OFFICE Entro 2008 si avrà il completamento della migrazione dei sistemi informatici d Intesa Sanpaolo sulla piattaforma TARGHET2 che è un mix composto dalla piattaforma esistente in Spimi alimentata da diverse aree d eccellenza ex Intesa soprattutto per quanto riguarda le applicazioni di sportello per la rete, Finanza e Amministrazione del personale. In un intervista del 12/3/07 pubblicata sul Computerworld (CWI) Bankworld Luigi Curcuruto responsabile DSI del Gruppo Intesa Sanpaolo indica in un numero di il personale della DSI di Gruppo che sarà impegnato in due anni intensi di lavoro con non meno di 40 week end di lavorativi. ( ) Per quanto riguarda l area credito è completamente da rivedere. Stiamo già lavorando. L intervista poi prosegue con l elencazione degli investimenti in IT evidenziati nel PI con un costo di 3 mld d euro nel triennio. I centri elettronici presenti a Milano, Torino, Vicenza, Padova, Parma, Bologna e Napoli e le direzioni centrali di tutta Italia saranno oggetto di razionalizzazione. Il Ceo nell incontro per la presentazione del PI ha fatto i nomi di Torino Moncalieri e Parma come centri che lavoreranno a pieno regime per la nuova realtà. La Fisac ha creato un coordinamento dei centri e delle direzioni per coordinare i progetti e le iniziative di pertinenza e intende sostenere la dislocazione su tutto il territorio delle lavorazioni, avendo compreso che ogni centro ha le sue peculiari lavorazioni e specializzazioni, spesso non duplicate negli altri centri. Oltre al problema occupazione emerge il problema riconversione professionale e le caratterizzazioni legate alle prestazioni in turni, la notte e nelle giornate festive. In Intesa esiste un buon accordo, firmato nel 2005, che potrà essere esteso a tutto il mondo Intesa Sanpaolo ed eventualmente dovrà essere ricercato un accordo a hoc per lo sforzo straordinario richiesto a questa categoria di lavoratori. In sintesi: tutela occupazionale, formazione, controllo dei carichi e 14

15 ritmi di lavoro e remunerazione adeguata per un impegno straordinario sia nei centri sia nella rete se fossero necessarie giornate di lavoro extra per la migrazione dei sistemi informatici. Altro obiettivo del PI consiste nello snellimento dei processi operativi sollevando le Filiali dalle attività di tipo amministrativo con l accentramento d attività non commerciali nei centri di back office di rete estendendo il modello ex Intesa a tutto il nuovo Perimetro (favorendo, attraverso sinergie operative, l aumento dei ricavi e il liberamente di risorse per il commerciale). Da Aprile 2007 sono partiti alcuni poli pilota che interreranno le lavorazioni già previste in Intesa con lavorazioni già previste in SPIMI (bonifici e incassi estero) il progetto si completerà a fine 2008 e sarà collegato al piano di migrazione dei SI; nei 15 Poli (16 a regime) si passerà dagli attuali lavoratori a circa dei quali 700 (dei che si libereranno provenienti dal settore estero) migreranno dalla rete e 600 dalla DSO e DSI presenti sul territorio. Abbiamo già avuto un incontro su quest aspetto, l azienda si è resa disponibile a tener conto delle domande di trasferimento giacenti, almeno nei poli sperimentali che sono già partiti. Affrontando la questione efficientamenti e razionalizzazioni emerge un tema importante e oggetto della prossima trattativa: la mobilità. Il 25/5 abbiamo avuto un primo incontro intersindacale per tracciare linee condivise sul tema. La situazione attuale è data da un accordo sulla mobilità scaduto nell ex Intesa e una mobilità ordinaria/pendolarismo e straordinaria normata nel CIA ex SPIMI. Da una prima analisi emerge che la richiesta si potrebbe articolare in 3 parti: -trasferimenti a richiesta: si pensa alla divisione in ZONE delle 27 aree territoriali, infragruppo, con un raggio di 20 km circa; domande di trasferimento con indicazione di un n. di zone con ordine di preferenza di collocazione; creazione di liste di trasferimento in ordine di data di presentazione tenendo conto dell anzianità di servizio e di particolari categorie protette (legge 104, 53, part time, studenti). Non previsto un vincolo temporale entro il quale non è possibile fare domanda, compresi gli apprendisti; - trasferimenti d ufficio: per quanto riguarda la possibilità del verificarsi dell evento si è pensato di utilizzare il criterio che abbina inquadramento ai Km dalla residenza (aree=xxkm andata + xx ritorno; QD 1 e 2 xxkm e part time xxkm. I valori sono in fase di determinazione), mentre per il compenso al disagio si è pensato al trattamento economico ex Spimi sia senza cambio di residenza sia con cambio di residenza; - mobilità straordinaria: utilizzo delle motivazioni e del compenso economico ex SPIMI unito all art.4 comma 2 ex Intesa in pratica l obbligo di confronto con relativa procedura nel caso di trasferimento di più di 3 lavoratori nell unità produttiva e la non ritraferibilità per 2 anni; i lavoratori soggetti a mobilità straordinaria acquisiscono diritto di priorità nelle liste di trasferimento. Proposto l inserimento di progetti di mobilità sostenibile (concessione d orari elastici per utilizzo mezzi pubblici etc). La fase d elaborazione della Bozza d accordo, da presentare all azienda, proseguirà nell intersindacale del 13 c.m.. 15

16 INTRODUZIONE DEL NUOVO MODELLO DI FILIALE E DI OPERAZIONI E SERVIZI AUTOMAZZATI 655 mnl previsti nel triennio per ristrutturazione delle filiali (n ) e aperture di nuovi sportelli (n. 300).Per la nuova Banca è prevista l adozione del modello di filiale ex Intesa con massiccia attivazione di sportelli ATM. Questo comporta tutta una serie di problematiche che si possono riassumere in 3 macro temi: salute e sicurezza sul lavoro, occupazione e qualità del servizio. Per quanto riguarda il primo punto intendiamo pervenire ad un accordo per l introduzione dei Responsabili della Sicurezza sul Lavoro (era già presente un impegno di Micheli abbiamo la rete dei RLS SPIMI e Comit non abbiamo difficoltà ad elaborare una proposta a riguardo), si aggiunge l esistenza del Protocollo sulla Sicurezza esigibile e preciso a cui si aggiungono i risultati dei Focus Group. Anche quest accordo va agito e adeguato alle nuove realtà territoriali. Per gli altri due punti, interconnessi tra loro, riteniamo che l automazione delle operazioni di sportello con conseguente utilizzo della self banca non sia in linea con la scarsa affezione della clientela italiana a questa metodologia, inoltre pensiamo che la creazione di prodotti innovativi per la clientela su cui punta il PI va accompagnata da una pratica di vendita che permetta al cliente di avvalersi di un servizio di qualità. Il PI prevede l introduzione di nuove figure commerciali, servirà formazione adeguata. L estensione di macchine automatizzata non accompagnata dalla riduzione di commissioni alla cliente rischia di tradursi in un peggioramento del servizio che produce solo risparmi in termini di costo per l azienda, un peggioramento del servizio per la clientela e la possibile perdita d occupazione. Lo evidenzia chiaramente un confronto sul costo dei cc gli UE dove l Italia è prima in classifica con un costo di 182 mentre l Olanda è ultima con un costo di 31 euro con un differenziale del 83%. Riteniamo che la crescita sostenibile, tema ridondante nel PI, si possa ritrovare nell accrescimento di professionalità, stratificata e consolidata, che promuova un servizio di qualità per consulenza e prodotti; occorre abbandonare la logica della massificazione dei consumi dove la ricchezza non sta in quello che produci (servizio, prodotto) ma in quanto vendi. Questa logica bulimica snatura il lavoro e il valore dell uomo poiché non è valutato l ingegno ma la quantità di consumo diretta o per il tramite di altri. OTTIMIZZAZIONE DELLE SOCIETA DI PRODOTTO Il PI prevede la fusione di: - Caboto e Banca Imi per il Capital Market; - BIIS e Banca OPI, per la finanza pubblica, (Banca Opi sarà scissa in 3 rami d azienda e solo il ramo bancario finirà in BIIS) mentre il ramo leasing finirà nella società per il Leasing del gruppo e il ramo FIN.Opi (è una finanziaria di Partecipazioni per cui è allo studio la riconversione in società specializzata nella gestione di fondi chiusi nel settore delle infrastrutture e delle utilità pubbliche: trasporti, energia, utilities, partnerariato Pubblico privato) direttamente in Capogruppo. 16

17 - Neos Banca, per il credito al consumo, è la società del Gruppo Intesa Sanpaolo specializzata nel credito al consumo. Opera nel settore dei finanziamenti a privati anche attraverso la controllata Neos Finance con una rete capillare di succursali, agenzie ed esercizi convenzionati. Da oltre sedici anni Neos offre un'ampia gamma di prodotti finanziari in grado di soddisfare le diverse esigenze del mercato, fornendo ai propri clienti la disponibilità finanziaria. 4 mln di clienti, 3 mld d euro di prestiti erogati nel 2006, più di 240 punti aperti al pubblico, tra succursali dirette ed agenzie, su tutto il territorio nazionale, oltre esercizi convenzionati. Intesa Sanpaolo per il credito al consumo potrà mantenere per 3 anni gli accordi con Crédit Agricole (proprietaria del 51% di Sofinco) per Agos ItaFinco; nel periodo sarà possibile un opzione call/putt per la cessione a C.Agricole del 49% detenuto in Agos da Intesa. Al momento la questione è ferma perché al concretizzarsi dell acquisizione di Carifirenze entrerebbe nel Gruppo la società Findomestic Gruppo (impieghi di 9.324mln e un ROE del 16,9%) aprendo altri possibili scenari. Per il momento la preoccupazione è concentrata ai 750 dipendenti (400 a Bologna, sede) di Neos. Findomestic Group Spa: Findomestic Banca S.p.A. in qualità di capo gruppo, Findomestic Leasing S.p.A., Credirama S.p.A., Credial Italia S.p.A Findomestic Banca - società leader in Italia nel credito alla famiglia per l'acquisto di beni e servizi ad uso privato, opera attraverso 3 principali canali di vendita: Operatori Commerciali Convenzionati, Centri Clienti Findomestic Banca, Banche, Assicurazioni, Società di Servizi Dipendenti, 109 Uffici e 2 Piattaforme Call Center Il PI prevede una crescita del credito al consumo (del 10% annuo per 3 anni) in cui l AD Passera ha dichiarato, durante la presentazione del PI a Torino, di volersi inserire anche per togliere dal mercato le finanziarie che applicando, a dir suo, tassi da usura. Prendendo anche per realistica la funzione di calmieratore dei tassi, che l AD s'attribuisce, è comunque messa in conto una crescita dell indebitamento collettivo, probabile considerata la difficile situazione economica in cui versano le famiglie italiane, che sottovaluta la qualità del credito e la reale capacità individuale di far fronte all indebitamento sottoscritto. Tale considerazione è ancora più fondata se si ritiene fondata la previsione d aumento dei tassi dello 0,75% da qui alla fine dell anno, dopo un trend consolidato di crescita dei tassi degli ultimi 18 mesi. - Setefi Cartasì, per i sistemi di pagamento, (i sitemi di pagamento sono indicati come attività da potenziare anche all estero) Intesa Sanpaolo detiene una partecipazione del 36% circa nel Gruppo Cartasì, dove solo ieri (5/6/07) si è concluso positivamente un tentativo di 17

18 ristrutturazione selvaggia che prevedeva un taglio immediato di 150 lavoratori, per questo il Gruppo CARTASI è avviato le procedure di licenziamento collettivo e annunciato la volontà di chiudere la sede di Roma; in aggiunta ad un tentativo d esternalizzazione/appalto di quelle attività attualmente svolte nelle aziende del Gruppo ad Omnia Network già tristemente nota alle cronache per le vicende Wind. È chiaro che anche in questo settore l Azienda arriverà alle determinazioni che in tutti i casi produrranno degli effetti sull occupazione. - Sanpaolo Leasint e Intesa Leasing con integrazione del ramo leasing di Banca OPI. - Eurizon fusione per incorporazione di Nextra, per il risparmio gestito, con quotazione del 30% della nuova società. RICAVI 18 banche del territorio divise in 27 aree con filiali, 10,2 mln di clienti e lavoratori. La nuova realtà è organizzata in 6 AREE d AFFARI (Business Unit), ognuna con una missione specifica. 1) Banca dei Territori ha nel triennio obiettivi chiari: proventi operativi netti in crescita del 7,3% medio annuo (contribuendo per 2541mln alla crescita complessiva dei proventi op. netti che passeranno da a mln nel triennio. Pari al 60% della crescita complessiva). Oneri operativi in riduzione dello 0,8%, cost income in calo al 44% (-11,7 p.p.) nel 2009, attivi ponderati per i rischi di credito (RWA) in crescita del 10,8% medio annuo, crediti ai clienti in crescita del 10,9% medio annuo. Per raggiungere gli obiettivi si agirà sui 3 segmenti di mercato di cui si compone: retail, imprese e private. Nel segmento retail si punta ad una crescita a regime della base cliente di unità (dai 10mln200mila a 10mln800mila, un 2% su base annua.); ad un forte incremento delle masse gestite ed intermediate in crescita del 6,1% m.a. passando da 338 a 404mld e con l aumento della penetrazione di prodotti (cross selling + 26%) allineando il nostro paese alle pratiche di best player internazionali(con le seguenti potenzialità di crescita: carte di credito 8,2p.p., mutui 31,5p.p., credito al consumo 3,8p.p., assicurazione vita 20,5p.p.); un aumento degli impieghi annuale del 12,1% (da 97 a 136mln). Nel segmento imprese il tema delicato è l incremento degli impieghi 9,6 da 76 a 99mln, potenziamento delle operazioni di sviluppo attraverso l introduzione di figure dedicate, adozione di politiche creditizie differenziate in base al rischio potenziale del cliente ed il rafforzamento della base clienti (3000 pari al 1,2% su base annua). Costituzione di Banca Prossima, leader nel mercato no profit, che a settembre 2006 deteneva un bacino di clienti potenziali (somma delle 2 ex reti ma non tutti passeranno a Prossima) pari a 44mla unità con una raccolta diretta di mln, indiretta di e una massa impieghi di 800 mln. In Italia operano organizzazioni No profit, con ricavi complessivi per 48mld d euro; in EU l Italia è leader nel settore con il Regno Unito. Il nostro gruppo detiene un mercato del 18% contro il 9,3% d Unicredit Group, il 4,5% di MPS, il resto del mercato, pari al 18

19 68,2%, è detenuto dalle BPCC(Banche Popolari di Credito Cooperativo). Per questa società è prevista un offerta di prodotti dedicati denominati Sistema Mosaico (finanza d esercizio, di capitale, sviluppo, cc dedicati e monetica sociale) che saranno distribuiti sia nella rete Intesa Spimi sia da una rete commerciale Prossima con 12 presidi territoriali (To, Mi, Ve, Bo, Fi, Pe, Roma, Na, Ba, Pa, Rc e Ca con un organico iniziale di circa 100 persone) di cui 2 con servizi di cassa, che si avvarrà, per le operazioni di back e di cassa, dei sistemi della rete retail banca dei territori e di canali telematici. Per la clientela imprese: centri imprese (ft da 2,5 mnl a 150 mnl), - i clienti ex Spimi sup. a 150 mnl devono migrare al Corporate, mentre- i clienti corporate ex Intesa dai 50 ai 150 mnl devono migrare al settore imprese della Banca dei territori- (Mid) Risulta evidente che l impatto maggiore della riportafogliazione si avrà sul MID Corporate e sui Centri imprese (a cui si aggiunge nei centri ex Spimi la migrazione delle operazione di Back office) abbiamo già ottenuto un incontro, per il 19 c.m., per avere informazioni sull impatto occupazionale, mobilità e formazione. Per il momento i colleghi ci segnalano che viene sovrautilizzata la frase riguardante le eccezioni (Ad eccezione delle imprese con Gruppo )a pag.4 della circolare n.44 del 6/2/2007. Nel segmento private è prevista nel breve la razionalizzazione del ramo Private, con l integrazione degli Uffici Banca Private e il ramo private ex Spimi con un contemporaneo potenziamento della rete (+ 300 sportelli che passeranno dagli attuali 750 ai 1050) e una razionalizzazione delle attività fiduciaria in sinergia con le controllate del Lussemburgo e della Svizzera che avranno il compito di fabbrica prodotti a bassa fiscalità vista la normativa fiscale presente in questi paesi. Stimata una crescita della massa amministrata del 7,5% annua (da 60 a 74 mld). 2) La Divisione Corporate & Investment Banking Corporate italiano - (ft. superiore ai 150 nml) e Large Corporate che gestisce i Gruppi(idealmente sup. 500 mnl anche se la valutazione avviene rapporto per rapporto, in base alla possibilità di profitto) e le società che pur avendo un fatturato inferiore sono legate alla capogruppo, estero e Fondi di private Equità - con una rete di 28 centri domestici (Caboto e Banca Imi, Imi Investimenti e Intesa Mediofactoring), una rete internazionale di 5 Banche Corporate (Banca Intesa France, Intesa Bank Ireland, Sanpaolo IMI Bank Ireland, Société Européenne de Banque e Zao Banca Intesa) con 35 paesi coperti per mezzo di 14 filiali e 25 uffici di rappresentanza Si pone l obiettivo di consolidare le relazioni corporate con i clienti, tramite l aumento della specializzazione dei suoi gestori e l affinamento del modello di servizio con una serie di prodotti a catalogo con processi di vendita standardizzati. Favorita da un cost income 2006 pari al 34,7% si propone l obiettivo di accrescere i proventi operativi netti del 7,4% e l aumento dei volumi corporate del 8,4%. 3) La Divisione Public Finance BIIS e Banca OPI cercheranno di consolidare un polo di competenze unico in Italia - L importante missione assegnata a questa divisione è contribuire allo sviluppo del Paese finanziando le grandi infrastrutture, la sanità, la ricerca e i progetti di pubblica utilità creando nuove opportunità di crescita all estero, con particolare riferimento al finanziamento d opere pubbliche e infrastrutture in Paesi ritenuti 19

20 strategici per l EU. Un bacino di clienti e 38mld di finanziamenti. Il nuovo Gruppo sì auto-attribuisce la mission di contribuire alla crescita e allo sviluppo del Paese proponendosi come nuovo soggetto sociale in sostituzione dello stato che in questi lunghi anni di liberalizzazioni, in nome dell autoregolamentazione del libero mercato e dei grandi benefici che ne dovevano derivare all economia nel suo complesso e ai privati cittadini, ha lasciato spazio ad un imprenditoria che ha puntato, quasi esclusivamente, al guadagno facile in assenza di un progetto per il futuro. La perplessità però è tanta, il potere finanziario ha lavorato fin qui con l unico obiettivo di produrre un utile per gli azionisti e il PI ce lo dice chiaramente indicando come obiettivo 1 un risultato netto al 2009 di 7mld d euro (contro i 4,4 del 2006), con un utile netto per azione pari a 0,59 euro (contro i 0,38 del 2006) con un monte dividendi dal 2006 al 2009 di 18mld d euro con un ritorno per gli azionisti del 52% nel triennio e un ROE che passa dal 15% del 2006 al 21% del La nostra preoccupazione è però un altra e va direttamente alla base della concezione di una sana economia di mercato capitalistica: siamo convinti che il sistema di mercato funziona solo se esiste un allocazione delle risorse equa e non distorta, se nessuna degli attori ha la posizione dominante e dove la regolamentazione non è affidata al sistema finanziario ma semmai allo Stato. Il problema quindi evidenzia due aspetti differenti: - il bisogno di un mercato concorrenziale senza posizioni dominanti e correlate pratiche distorcenti la concorrenza, un settore bancario aperto anche ad Istituti stranieri che permetta agli operatori economici, alle imprese e alle famiglie di conoscere le migliori opportunità e i migliori prodotti necessari al finanziamento dei rispettivi bisogni di capitale, basato su regole chiare ed efficaci. Questo perché poteri finanziari, la prima banca del paese in primo luogo, siano richiamati alle loro responsabilità primarie che riguardano lo sviluppo delle imprese e la tutela dei risparmiatori, investendo veramente sulla qualità del servizio in totale trasparenza; - il rafforzamento del ruolo di supporto all imprenditoria ed alle comunità locali nel quadro, però, di una politica industriale di settore che orienti il comportamento dei principali attori. In assenza di questaultima, i leasders assumeranno ruoli e mansioni improprie, sfruttando le quote considerevoli di mercato possedute per imporre accordi di cartello o per distogliere risorse dagli obiettivi di natura industriale, con atteggiamenti vagamente ricattatori; è superfluo specificare che queste condotte hanno la spiacevole conseguenza di danneggiare la qualità ed il prezzo dei servizi offerti, lucrando introiti significativi e allo stesso tempo mascherando le inefficienze del sistema, per scaricare gli oneri degli aggiustamenti strutturali e finanziari sui piccoli azionisti e risparmiatori. 4)La Divisione Banche Estere attualmente dispone di una rete di 14 Banche in 10 Paesi, Est Europeo, Russia e in Egitto, circa 7mln di clienti e 1250 sportelli. I principali indici statistici dimostrano che è possibile un impetuosa crescita sul totale attivi bancari, depositi ed impieghi solo con l attuazione di una serie d interventi in casa mirati alla riorganizzazione e all efficienza. Alla base vi è la valorizzazione dei segmenti d eccellenza nel quale queste banche primeggiano (leasing, carte, 20

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