Il mestiere del delegato RSU

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1 Il mestiere del delegato RSU Il mestiere del delegato RSU a cura della FLC Cgil 1

2 PREMESSA 3 IL DELEGATO RSU 4 PARTE 1 IL NEGOZIATO 6 LA PIATTAFORMA E IL MANDATO A TRATTARE 7 L ARTE DI NEGOZIARE 10 PREPARARE IL NEGOZIATO 14 IL COSTO DEL MANCATO ACCORDO 17 AL TAVOLO DELLE TRATTATIVE 20 PARTE 2 LA COMUNICAZIONE 25 COMUNICARE. COME? 26 COMUNICARE IN ASSEMBLEA 31 Il mestiere del delegato RSU a cura della FLC Cgil 2

3 Premessa La Rsu è un organismo, ma è fatto di persone. In questo libretto viene esaminato il mestiere del delegato Rsu, cioè le competenze che deve avere una persona che, insieme ad altre, svolge il ruolo di rappresentare i colleghi nel negoziare con il dirigente scolastico il contratto di ateneo e nel controllarne l applicazione. Prima ancora che conoscere norme, il delegato deve avere competenze relazionali e comunicative. Deve cioè esercitare competenze che possiede ogni persona ma in un contesto particolare che è il luogo di lavoro. Giugno 2007 Il mestiere del delegato RSU a cura della FLC Cgil 3

4 Il delegato Rsu Nel linguaggio corrente si dice la Rsu Cgil, la Rsu Cisl, ecc. Come se la Rsu non fosse un organismo, si privilegiano le sigle sindacali. Ma chi è eletto nella Rsu non ha un potere individuale. E la Rsu, l organismo di cui fa parte, che ha la capacità giuridica di firmare accordi con la Parte Pubblica (Rettore e Direttore amministrativo o loro delegati) o di decidere come esercitare i propri diritti sindacali, quando convocare l assemblea, come usare la bacheca e i permessi. Ogni eletto deve quindi fare squadra con gli altri colleghi, discutere e trovare un accordo per lavorare assieme. Chi è eletto nella Rsu, che da ora in avanti chiamiamo delegato Rsu, non è una funzionaria o un funzionario del sindacato. E una persona che è stata eletta per rappresentare con altri colleghi (da un minimo di tre, nei piccoli atenei, ad oltre 50 nei grandi atenei) le esigenze dei lavoratori della sua università. È un ruolo a tempo. La Rsu, infatti, rimane in carica 3 anni; alla scadenza decade automaticamente e se ne elegge una nuova. Fare il delegato è svolgere un ruolo che non è in contrasto con il ruolo professionale. Un delegato deve continuare ad essere un amministrativo, un bibliotecario, un tecnico per essere anche un delegato. Ma nello stesso tempo deve rappresentare tutti i lavoratori dell ateneo, non solo il personale della categoria cui appartiene. Il delegato RSU non deve occuparsi di tutto quel che accade in ateneo. La sua attività consiste nel: negoziare con la Parte pubblica il contratto di ateneo, il cuore della sua attività; controllare l applicazione del contratto e degli accordi che la Rsu stipula. Il delegato Rsu non deve conoscere tutte le norme che regolano la vita dell ateneo. Gli basta un sapere minimo, relativo alle materie su cui negozia con la Parte pubblica. La Rsu non contratta con gli organi collegiali, ma solo con il Rettore e/o con il direttore amministrativo, attraverso specifici incontri, chiamati relazioni sindacali. Ciò non vuol dire che la Rsu è indifferente a quello che deliberano gli organi collegiali, soprattutto se ha effetto sull organizzazione del lavoro. In tal caso la Rsu può chiarire, facilitare, influenzare le decisioni degli organi collegiali. Un delegato Rsu ha un rapporto di collaborazione con il sindacato di appartenenza, ma non riceve dal sindacato la legittimazione. E stato eletto dai colleghi per rappresentarli tutti. Può accadere che il delegato decida di firmare un accordo che il proprio sindacato non condivide. Il delegato deve essere aiutato dal sindacato, almeno per noi della Cgil è un impegno primario. Ed il delegato deve aiutare il sindacato, informandolo sulla situazione della sua Università. Il delegato viene visto dai colleghi come una sorta di Robin Hood, che li difende dai soprusi. Ma il delegato non potrà farsi carico di tutte le vertenze individuali. Rischia di logorare il rapporto con il Rettore o con il direttore con cui deve negoziare. C è il sindacato per la tutela. Il mestiere del delegato RSU a cura della FLC Cgil 4

5 Se un collega chiede aiuto, il delegato non se ne lava le mani, ma può chiarire la fondatezza della sua pretesa, oppure può indirizzarlo alla persona giusta del sindacato. Se è in grado, può anche farsi carico di una prima tutela, cercando di chiarire o anche risolvere il problema con il direttore amministrativo. Poi la tutela passa al sindacato e ai legali. La Rsu, in quanto organismo, tutela i lavoratori collettivamente, trasformando un particolare problema in una vertenza di ateneo, negoziando una soluzione e controllandone l applicazione. Il delegato viene anche visto dai colleghi come uno sportello informazioni, sempre aperto. Non rientra tra i compiti istituzionali della Rsu dare consulenza, c è il sindacato. Però se il delegato è in grado almeno di chiarire alcuni aspetti semplici del rapporto di lavoro ha più credibilità. Per il resto deve sapere indirizzare alla persona giusta del sindacato che possa chiarire il problema. La forza del delegato non dipende dal suo sindacato. Dipende dai poteri assegnati alla Rsu dal contratto e dalle leggi. Ma non basta, perché la Rsu cammina con i piedi dei delegati. Cioè costoro devono esercitare questi poteri. Per farlo occorre che ogni delegato abbia: la competenza di risolvere problemi la capacità di raccogliere consenso su quello che propone. I voti ricevuti alle elezioni sono una misura di questa capacità, che viene poi migliorata con l esercizio del ruolo. Per esercitare il ruolo, il delegato deve avere soprattutto una competenza relazionale, perché entra in contatto con i lavoratori, con il Rettore, con il D.A., con il sindacato, con gli organi di gestione dell ateneo. E gli servono anche competenze comunicative. Il delegato infatti deve comunicare con i lavoratori che rappresenta, con volantini o riunioni, o contatti informali, o in assemblea. Lo scopo è informarli non di quello che fa il sindacato, ma di cosa fa la Rsu, di cosa negoziare con la Parte pubblica, degli accordi stipulati. Vi è il rischio, che il delegato deve aver sempre presente, che i lavoratori preferiscano delegare, ma non assumersi la responsabilità di fare qualcosa. Così la Rsu, ed il delegato con essa, rischiano di essere isolati. Il modo in cui il delegato svolge il suo ruolo dipende dalla sua competenza, ma anche dal modello organizzativo del sindacato provinciale, che oltre l assistenza agli iscritti deve creare una rete per sostenere i propri delegati. Il mestiere del delegato RSU a cura della FLC Cgil 5

6 Parte 1 il negoziato Il mestiere del delegato RSU a cura della FLC Cgil 6

7 La piattaforma e il mandato a trattare La Rsu rappresenta i lavoratori. Uno degli aspetti fondamentali del rappresentare è il rapporto con i rappresentati. Essere stati eletti non significa aver ricevuto un mandato in bianco per 3 anni, anche se il delegato Rsu lavora ogni giorno a contatto con chi deve rappresentare. Quindi costruire la relazione con i rappresentati è più importante che conoscere le norme. Spesso ce lo dimentichiamo, sopraffatti dai commi, dagli accordi e dalle circolari che ci tocca di leggere. Non è semplice mettere d accordo le persone. Chi non pensa con orrore alle riunioni di condominio? Lo strumento usato nel mondo del lavoro è costruire la piattaforma, che significa raccogliere bisogni e problemi dei lavoratori e trasformarli in obiettivi rivendicativi. Operazione non facile che implica fare scelte, perché non sempre le richieste sono realistiche, o chiare, o pertinenti. COME COSTRUIRE LA PIATTAFORMA Un metodo La costruzione della piattaforma si sviluppa attraverso alcune riunioni, da preparare bene, in modo che siano produttive, che non si concludano con il rinvio ad un altra riunione. La Rsu, nel suo insieme: - raccoglie sia le esigenze dei lavoratori (con riunioni e/o agili questionari, appunti presi via via ) sia le informazioni utili per la trattativa (dati quantitativi, altri accordi di ateneo, normativa, ) - presenta un documento di lavoro, in cui fa un bilancio dell accordo scaduto ed individua nuove esigenze da soddisfare o nuovi problemi da risolvere. Ogni delegato Rsu può inoltre consultare sia la sezione sindacale sia lo stesso sindacato di riferimento. Fare un documento solo Cgil può servire per chiarirsi le idee, non per farne una bandiera. L identità è un bisogno che va soddisfatto senza perdere la capacità di ascoltare le ragioni degli altri e tenerne conto. Se nella Rsu vi sono divisioni tra le sigle sindacali, è bene non accentuarle, ma cercare soluzioni comuni. Alla fine le proposte devono confluire in una ipotesi unitaria di piattaforma che riassume il lavoro fatto ed indica le scelte. Ciò non vuol dire che si devono tacere i dissensi, ma che alla fine si deve trovare un accordo. I problemi irrisolti all inizio si presenteranno tutti alla fine, al momento della trattativa. Maggiore è il grado di unità raggiunto, migliori i risultati della trattativa. L ipotesi di piattaforma viene varata con una decisione formale della Rsu e viene quindi presentata all assemblea. La Rsu deve anche decidere come gestire la trattativa, come coinvolgere i lavoratori. L accordo su questi aspetti è decisivo per ottenere un buon risultato. Il mestiere del delegato RSU a cura della FLC Cgil 7

8 Se, nella fase di costruzione della piattaforma, si registra un disaccordo tra i delegati della Rsu su qualche rivendicazione, non è il caso di votare, ma è preferibile rimettere la decisione all assemblea sindacale. Perché ciò sia possibile è bene limitare i punti di dissenso a pochi ed essenziali, preparando formulazioni alternative da discutere con i lavoratori. Trasformare le esigenze in obiettivi La piattaforma non è un cahier des doléances ma un elenco di obiettivi (rivendicazioni) legati tra loro in modo che abbiano un senso per i colleghi, ma anche per la Parte pubblica con cui devono essere negoziati. Gli obiettivi devono essere pertinenti, chiari, realistici, condivisi. 1. Pertinenti Bisogna avere chiara l area del negoziato. Per stabilire se una certa proposta possa essere inserita nel contratto di ateneo occorre farsi tre domande: 1. riguarda il rapporto di lavoro? Se sì, occorre chiedersi 2. è in contrasto con il Ccnl? Se non lo è, occorre chiedersi: 3. comporta oneri non previsti? Solo se la risposta è no, la proposta è pertinente. In caso contrario occorre aver presente che la proposta incontrerà la resistenza, sia da parte della delegazione pubblica, che non può firmare accordi che siano in contrasto con il Ccnl, sia da parte dei sindacati provinciali, i quali, essendo firmatari del Ccnl, hanno titolo ad obiettare alle richieste non pertinenti. Una proposta può essere pertinente, ma non rientrare nelle materie che sono esplicitamente oggetto di contrattazione (art. 4). Allora è possibile incontrare la resistenza del rettore e del D.A., o perché hanno paura, o perché non sono d accordo, o per altri motivi. La Rsu deve prevedere come superare queste resistenze: argomentando, mettendo in luce gli aspetti positivi per l organizzazione del lavoro, usando forme di pressione se necessario e se hanno il consenso dei lavoratori, offrendo uno scambio. 2. Realistici Bisogna chiedersi cosa è possibile ottenere. Vale la pena inserire nella piattaforma richieste popolari, ma poco realistiche? Lo scopo potrebbe essere tattico, per successivi eventuali scambi durante la trattativa; o per ottenere facilmente il consenso dei lavoratori, e poi addossare alla Parte pubblica la responsabilità per non aver ottenuto quanto chiesto. Occorre però valutare gli effetti: se le richieste sono improbabili, la Parte pubblica potrebbe scoprire facilmente il bluff, facendo svanire lo scambio; i lavoratori potrebbero prendere sul serio le richieste. Lo scarto tra accordo e piattaforma sarebbe però pagato poi, in termini di credibilità, dalla Rsu. Il mestiere del delegato RSU a cura della FLC Cgil 8

9 3. Chiari La piattaforma viene presentata ai lavoratori per ottenerne il consenso e deve quindi chiarire le motivazioni, il senso delle richieste. 4. Condivisi La Rsu tratta a nome di lavoratori. Deve quindi chiedere un mandato a trattare, facendo approvare la piattaforma dalla assemblea sindacale. E poi deve chiedere un mandato a concludere, a firmare l accordo, attraverso l approvazione della ipotesi di accordo. Il coinvolgimento dei lavoratori non è un adempimento burocratico. È un passaggio necessario per verificare se le proposte della piattaforma hanno il consenso necessario, che costituirà la risorsa fondamentale durante la trattativa. Una piattaforma condivisa non vuol dire, approvata all unanimità, ma con un largo consenso. Il voto vincola, ma rafforza la Rsu. Il grado di consenso è un punto di forza della Rsu al tavolo delle trattative. La Parte pubblica sa il grado di consenso raccolto; se è basso potrà mettere in difficoltà la Rsu. Ad esempio: se non è stata fatta un assemblea per spiegare la piattaforma, o se poche persone hanno partecipato all assemblea o se la piattaforma ha ottenuto pochi voti, la Rsu è in difficoltà nel sostenere che una certa richiesta è voluta dai lavoratori. Il Rettore e il D.A. potrebbero minare la credibilità delle richieste. La Rsu deve quindi convocare l assemblea sindacale di ateneo, in orario di lavoro, per l approvazione della piattaforma. Così ottiene il mandato a trattare. Il consenso deve essere continuamente alimentato informando i lavoratori dell andamento delle trattative. Non occorre fare un assemblea dopo ogni incontro, basta un semplice comunicato che accompagni il contatto individuale, il passaparola. Il consenso è decisivo per il negoziato. Il mestiere del delegato RSU a cura della FLC Cgil 9

10 L arte di negoziare Le competenze negoziali non sono esclusive del delegato Rsu o della Parte pubblica. Le esercita ogni persona in molti contesti: per comprare o vendere qualcosa, per stabilire con amici la meta di un viaggio, per decidere una spesa nel condominio. Gli esempi si sprecano. Con il negoziato io cerco di ottenere dagli altri il risultato che voglio.si tratta quindi di particolari competenze relazionali. Esaminiamo il negoziato in ateneo. Il negoziato può essere bilaterale o multilaterale. La trattativa sindacale è bilaterale, almeno formalmente, tra la parte pubblica e la parte sindacale. La parte sindacale è così numerosa che potrebbe svolgersi anche una parallela trattativa multilaterale. La trattativa è una relazione tra persone con ruoli formali, portatori cioè di interessi collettivi: - il Rettore è il rappresentante dell ateneo ad ogni effetto di legge, garantisce il perseguimento dei compiti istituzionali ed esercita le funzioni di indirizzo politico dell ateneo; - il direttore amministrativo è il responsabile dei risultati del servizio che offre l ateneo agli utenti; il suo interesse è (dovrebbe essere) di utilizzare al meglio le risorse a sua disposizione per perseguire le linee di indirizzo dell ateneo e raggiungere gli obiettivi assegnati, coordinando le attività del personale; - la Rsu rappresenta (parla a nome di) le persone che lavorano in ateneo; il suo interesse è (dovrebbe essere) rappresentare le loro esigenze relative alla organizzazione del lavoro; - i sindacati territoriali rappresentano ognuno il loro sindacato nazionale che ha firmato il CCNL; il loro interesse è che il contratto integrativo sia vantaggioso per i lavoratori, nel rispetto del CCNL. Il negoziato si svolge nel mondo giuridico del diritto civile. Ma sappiamo quanto sia dominante il mondo del diritto amministrativo, che regola il funzionamento degli organi collegiali. E probabile che, in particolare le persone della parte pubblica (il Rettore, il direttore, ) abbiano la tendenza a vedere il contratto di ateneo come un procedimento amministrativo, come se il contratto fosse in fondo una delibera che si chiama contratto. Talvolta infatti i contratti di ateneo iniziano come se fossero un atto amministrativo: Visto Considerato. Ma il contratto è un atto di diritto civile. Le parti del negoziato non devono applicare una norma ma dovrebbero esplorare le soluzioni per la migliore utilizzazione delle persone, il che implica un attenzione maggiore ai problemi e alle possibili soluzioni che alle norme. Il negoziato, qualunque esso sia, si svolge sui contenuti cioè sui punti della piattaforma Rsu, sulle proposte della parte pubblica, dei sindacati provinciali, i compromessi; ma anche sulle regole della trattativa, il metodo o la strategia con cui ottenere risultati. Il mestiere del delegato RSU a cura della FLC Cgil 10

11 E poi c è il livello delle relazioni interpersonali. Come ogni partecipante vive la trattativa, come tiene a bada (o non tiene a bada) i propri sentimenti, se evita che il conflitto degeneri nel duello personale, se migliora le relazioni tra i partecipanti. La trattativa è anche una relazione tra persone, con proprie convinzioni, con proprie rappresentazioni del conflitto e del negoziato sindacale. Occorre aver presente che un conto sono le norme e un conto sono le rappresentazioni del negoziato e del conflitto del Rettore e del dirittore amministrativo, ma anche dei componenti della Rsu. E questi modelli influenzano il modo di affrontare il conflitto ed il negoziato. Nell ateneo infatti si usano modelli diversi per descrivere l organizzazione ed il conflitto. Molti sono inadeguati al nuovo contesto dell autonomia e della riforma del rapporto di lavoro. Vediamone alcuni. Modello burocratico L organizzazione è vista in modo gerarchico, dipendente da un centro che decide tutto. E regolata solo da norme; ciò che non è previsto è vietato. Il dirigente si limita ad applicare le norme, quando ha dubbi, ovvero non intende assumere responsabilità pone un quesito al Ministero o all Avvocatura dello stato. L attenzione è rivolta alla forma degli atti. Il conflitto dipende da una cattiva formulazione o interpretazione della norma. Modello famiglia L organizzazione è informale, regolata da norme non scritte, applicate discrezionalmente. Il direttore è come un buon padre. L attenzione è agli affetti. Il conflitto è un tradimento. Chi dissente è la pecora nera della famiglia. Modello comunità educante L organizzazione è vista come partecipata, i vari interessi si compongono armonicamente. L attenzione è alla didattica e alla ricerca. Il conflitto è rimosso. Modello azienda Il dirigente sogna di essere libero da vincoli. Il conflitto è vissuto come peste ed il delegato è l untore. Il conflitto è guerra che si può concludere solo con la resa o la morte del nemico. In questi modelli il conflitto o è negato, o è rimosso o è visto nei termini di io vinco, tu perdi. Il direttore, che è spesso parte del conflitto, talvolta reagisce, per scarsa preparazione nella gestione delle persone, alimentando il conflitto. E se anche il delegato cerca il conflitto per il conflitto, come per celebrare un rito, il conflitto tende a diventare irriducibile e senza fine. Un duello tra persone che si affrontano, con un solo esito: la sconfitta dell altro. La sindrome dei duellanti, come nel racconto omonimo di Joseph Conrad dove due ufficiali napoleonici si contrappongono in un conflitto senza fine, di cui hanno smarrito le ragioni. Per evitare che il conflitto diventi un duello, occorre rappresentarselo come un fatto normale in una organizzazione, come un problema da risolvere. Per cui occorre individuare gli interessi in gioco e negoziare una soluzione che li soddisfi. Il mestiere del delegato RSU a cura della FLC Cgil 11

12 Nel negoziato per il contratto nazionale l Aran e i sindacalisti, concluso l accordo, non si rivedono per molto tempo. In ateneo dirigente e Rsu si vedono ogni giorno. E questo non è indifferente. Le parti considerano (dovrebbero considerare) importante il clima dei rapporti interpersonali. Vi sono diversi modi di affrontare una (qualunque) trattativa, che possiamo riassumere in uno stile morbido e in uno stile duro, descritti nelle prime due colonne della tabella che segue, tratta dal classico Fisher Ury Patton L arte del negoziato 2005 Corbaccio. Alla domanda quale sia lo stile migliore da usare gli autori rispondono né l una, né l altra consigliando un negoziato centrato sui principi, cioè sui criteri e non sulle posizioni, cioè sulle proposte delle parti. Il mestiere del delegato RSU a cura della FLC Cgil 12

13 Stile morbido Stile duro Per un negoziato efficiente che non peggiori le relazioni Negoziare sui criteri Le parti sono amici. Le parti sono avversari. Le parti sono persone che risolvono un problema. Lo scopo è accordarsi. Lo scopo è vincere. Lo scopo è un buon esito raggiunto con efficienza e amichevolmente. Fare concessioni per coltivare il rapporto. Essere morbidi con le persone e con il problema. Chiedere concessioni come una condizione per il rapporto. Essere duri con il problema e con le persone. Scindete le persone dal problema. Siate morbidi con le persone, duri con il problema. Fidarsi degli altri. Diffidare degli altri. Procedete indipendente mente dalla fiducia. Cambiare posizione facilmente Trincerarsi sulla propria posizione. Concentratevi sugli interessi, non sulle posizioni. Fare offerte. Fare minacce. Esplorate gli interessi. Svelare fin dove potete scendere Cercare una sola risposta: quella che essi accetteranno. Insistere sull'accordo. Cercare di evitare la prova di forza. Nascondere fin dove potete scendere. Pretendere guadagni unilaterali come prezzo dell'accordo. Cercare una sola risposta: quella che voi accetterete. Insistere sulla propria posizione. Cercare di vincere la prova di forza. Evitate di avere un limite invalicabile. Inventate soluzioni vantaggiose per ambo le parti. Sviluppate molte opzioni fra le quali scegliere; deciderete più tardi. Insistete su criteri oggettivi. Cercate di raggiungere un risultato che si basi su criteri indipendenti dalla volontà. Cedere alla pressione. Far pressione. Ragionate e siate aperti al ragionamento; inchinatevi ai principi, non alle pressioni. Il mestiere del delegato RSU a cura della FLC Cgil 13

14 Preparare il negoziato Lo scopo del negoziato è stipulare il contratto integrativo di ateneo. La piattaforma contiene proposte, ma dietro ad esse vi sono degli interessi, degli obiettivi. Un esempio: la trattativa per l acquisto di una casa si svolge attorno al prezzo, c è la proposta di chi vende e quella di chi acquista. Dietro le proposte ci sono gli interessi, che guidano la trattativa. Chi compra è interessato ad una casa più grande perché. oppure più vicina al lavoro oppure.. Sono gli interessi a guidare la trattativa. Individuare la zona di accordo In vista di una trattativa sindacale è normale definire i propri punti irrinunciabili della piattaforma. Ma anche la Parte pubblica ha i suoi punti irrinunciabili. Per evitare di arrivare allo stallo o ad una soluzione insoddisfacente per entrambi è bene tenerlo presente. Per negoziare in modo efficace occorre guardare sempre tutti e due i lati del tavolo e non solo il proprio. Occorre aver chiari quali siano gli interessi della Rsu, ma anche chiedersi quali siano quelli della Parte pubblica. Occorre aver chiari quali sono i punti i forza e i punti debolezza della Rsu, ma anche quelli dell altra parte. Durante la trattativa può accadere che si riveli più utile adottare una proposta diversa da quella prevista all inizio per raggiungere lo stesso scopo, per soddisfare gli stessi interessi. Occorre quindi individuare una zona di accordo che dipende: - dagli obiettivi che si intende raggiungere; - dai risultati al di sotto dei quali non si ritiene conveniente un accordo; - dalla zona di accordo della Parte pubblica. E decisivo anche individuare come ogni parte valuta il costo del mancato accordo che viene esaminato nel capitolo successivo. Elaborare una strategia Individuata la zona di accordo, occorre elaborare una strategia: prefigurare tutti i risultati possibili, anche quelli indesiderati, immaginare comportamenti adeguati (cosa faccio se?), inventare soluzioni vantaggiose per entrambi pensare alla mossa di apertura e alle offerte possibili. Una bozza di contratto La piattaforma raccoglie le rivendicazioni e ne esplicita le motivazioni. E rivolta soprattutto ai lavoratori. E uno strumento di comunicazione. Lo stile con cui è scritto è quello normale, quindi approssimativo, ambiguo. Il risultato della trattativa è un contratto. Lo stile deve essere preciso, perché sia interpretabile da tutti, lavoratore e direttore amministrativo, senza l ausilio di esperti sindacali. Il mestiere del delegato RSU a cura della FLC Cgil 14

15 È meglio quindi che la trattativa avvenga su un testo che prefiguri il risultato, che abbia cioè la forma dell articolato, strutturato per articoli come il contratto, che traduce le richieste in clausole, ed è rivolta soprattutto alla Parte pubblica e a chi si siede al tavolo delle trattative. Differenziare la piattaforma dall articolato ha alcuni vantaggi: - serve a distinguere: la clausola che si vuole inserire nel contratto, che crea diritti delle persone, dal motivo, l esigenza per cui viene inserita, che porta a scrivere frasi che non hanno alcun effetto giuridico. - serve a verificare se la richiesta è formulata in termini che consentano una applicazione facile e condivisa da entrambi le parti, Rsu e Parte pubblica. consente di tenere sotto controllo tutte le richieste, evita il rischio che ogni partecipante privilegi alcuni aspetti rispetto ad altri o ne dia una lettura parziale; favorisce una discussione concreta: si tratta per modificare o inserire clausole. Sulle questioni di stile si rimanda al sito Come scrivere il contratto. Raccogliere informazioni Per sostenere una richiesta occorre argomentare in termini di principi, di criteri oggettivi. E utile poter dire: lo hanno fatto nell università Quindi è utile raccogliere altri contratti di ateneo che contengono la norma che si intende adottare. Anche se i dati necessari alla trattativa (ad esempio la dimensione del fondo di ateneo, il numero degli addetti, ) deve fornirli il direttore amministrativo, è importante avere proprie fonti. E utile anche raccogliere le poche norme relative alle materie oggetto della trattativa e che si possono ricavare dal sito Una volta raccolte le informazioni utili, devono essere ordinate in relazione alle varie richieste della piattaforma, in modo da usarle non tutte in una volta, ma in relazione alla trattativa, per giustificare le richieste o per controbattere obiezioni. Individuare i vincoli Aiuta la trattativa sapere che ci sono dei vincoli per entrambe le parti che delimita l area negoziale, anche se con confini mobili. Non si può trattare tutto. Vedi Lo spazio negoziale nel libretto Rsu Le relazioni sindacali Il mestiere del delegato RSU a cura della FLC Cgil 15

16 Curare il rapporto con i lavoratori Il consenso si costruisce con la piattaforma. Se manca, non è possibile usare in modo credibile gli strumenti di pressione. Inoltre durante la trattativa occorre informare i lavoratori sul suo andamento, sulle difficoltà e sugli eventuali scarti tra piattaforma ed accordo. Avere alleati La Rsu deve cercare una alleanza soprattutto con i rappresentanti del personale tecnico amministrativo in Consiglio di amministrazione ed in Senato accademico, ma non confondere i ruoli. La Rsu rappresenta gli interessi di chi lavora in ateneo. Le categorie di personale organizzano i propri interessi direttamente, attraverso le loro rappresentanze di ateneo. Il mestiere del delegato RSU a cura della FLC Cgil 16

17 Il costo del mancato accordo Prima di iniziare una trattativa, qualunque essa sia, è importante immaginare quale sia il costo del mancato accordo per le due parti, perché i costi possono essere molto diversi. Per il Rettore rifiutarsi di aprire le trattative, di fronte all iniziativa della Rsu o del sindacato provinciale, ha costo alto: può essere denunciato per condotta antisindacale. Vedi Condotta antisindacale in Rsu e Relazioni sindacali Anche per la Rsu il costo del mancato accordo è alto: se non conclude il contratto di ateneo il suo ruolo diventa marginale. Ma, tra i due costi è maggiore quello della RSU. Visto che c è uno squilibrio teorico, per la Rsu è importante che la Parte pubblica abbia una percezione del costo del mancato accordo maggiore di quella che potrebbe avere in astratto. Come? Argomentando: - che l accordo è preferibile al non accordo per chi vuole gestire le persone; - che vi sono comunque dei vincoli in caso di mancato accordo: i compensi accessori, ad esempio, non possono essere dati unilateralmente; non possono essere assegnate le risorse per lo straordinario alle strutture, né possono essere adottati provvedimenti non conformi alla politica sull orario di lavoro diversi da quelli concordati precedentemente in contrattazione. Se ciò accadesse la Rsu dovrebbe informare i revisori dei conti. Minacciando di ritirare la collaborazione, di usare gli strumenti sindacali di agitazione e di pressione. Perché la minaccia sia credibile occorre avere ottenuto il consenso dei lavoratori e costruito una rete di alleati. La minaccia ha lo scopo di rendere maggiore per la controparte il costo del mancato accordo, perché comporta un clima che avrebbe effetti negativi sul servizio. La Rsu è un organismo: quindi la valutazione del costo del mancato accordo è il risultato di una discussione tra i suoi componenti. Non sempre è chiaro in ateneo che, in genere, per un sindacato non portare a casa nulla è una sconfitta: ha un costo. Può accadere che anche la Rsu, o la sua maggioranza, pensi che il mancato accordo non abbia un costo, perché si ritiene preferibile il nobile gesto della rottura o si abbonda nella retorica invece di trovare una soluzione condivisa. Lo stallo I momenti di stallo della trattativa possono essere ricondotti a due tipologie, che è bene tener distinte perché gli strumenti che si possono adottare sono diversi. 1. le trattative non si avviano o languono perché la Parte pubblica non vuole (o teme di) trattare. Il mestiere del delegato RSU a cura della FLC Cgil 17

18 E importante capire se il comportamento è imputabile al Rettore o al Direttore amministrativo e, in quest ultimo caso se sia dovuto ad una inconfessabile paura di affrontare situazioni critiche o di sbagliare o sia il risultato di una strategia dilatoria impostagli dal Rettore. Nel primo caso sarebbe sufficiente che il Rettore si occupasse della formazione alle nuove competenze richieste ai dirigenti. Purtroppo non avviene di rado. Tuttavia anche la Rsu può fare la sua parte, rassicurando il direttore, esplicitando i propri obiettivi. Se viceversa è il Rettore a mettere in atto atteggiamenti dilatori, si può ricorrere al giudice. Avviata la trattativa, le parti sono tenute a condurle con correttezza e buona fede. Impedire lo svolgimento di una attività (contratto integrativo di ateneo) prevista dalla legge (Dlgs 165/01) e dal contratto nazionale è comportamento antisindacale. È auspicabile che in sede di valutazione dell attività del Rettore rientri anche il comportamento nelle relazioni sindacali, sia come titolare della parte pubblica, sia come responsabile del raggiungimento dei risultati del servizio. Questo avrebbe l effetto di aumentare per il Rettore il costo del mancato accordo. 2. Vi è un disaccordo su un contenuto. Un giudice non può imporre un contratto, che è un accordo tra parti. È quindi compito delle parti trovare una soluzione condivisa. Hanno un ruolo decisivo in queste occasioni sia la valutazione che ognuna delle parti ha fatto del costo del mancato accordo, sia la capacità di riconoscimento dell altro e la capacità di ascolto. Forme di lotta o di pressione Che fare nei momenti di stallo, se lo deve chiedere la Rsu prima di trovarsi in questa situazione, quando prepara la trattativa. E ciò non vuol dire affrontare la trattativa con un atteggiamento pregiudizialmente ostile nei confronti della Parte pubblica, ma immaginare tutti i possibili sviluppi della trattativa. La via giudiziaria è l ultima chance. Prima di affrontarla la Rsu dovrebbe usare i normali strumenti a disposizione per fare pressione sul Rettore che non intende concludere il contratto. Per indire uno sciopero occorre avere il consenso dei colleghi. Altrimenti è farsi del male da soli. È quindi il consenso l elemento decisivo di una trattativa sindacale, il vero strumento di pressione. Maggiore è il consenso, minore la probabilità di rimanere bloccati in una situazione di stallo. La Rsu non è sola nella ricerca del consenso dei lavoratori. In una vertenza di ateneo anche la Parte pubblica cercherà di acquisirne il consenso e dimostrare che le rivendicazioni della Rsu non sono condivise, mentre sono più efficaci le sue proposte. Può farlo in vari modi. Ad esempio potrebbe inviare ai dipendenti, via , l informativa sulle proprie proposte contrapponendole a quelle della Rsu delegittimandola. I lavoratori potrebbero sentire la pressione della Parte pubblica anche in forma indiretta: il timore di subire le conseguenze di un conflitto, ad esempio nella gestione dei permessi o altro. Il mestiere del delegato RSU a cura della FLC Cgil 18

19 E preferibile allora utilizzare il tentativo obbligatorio di conciliazione, previsto se la Rsu minaccia lo stato di agitazione. Si tratta di un incontro presso la Prefettura. La prefettura potrebbe svolgere un uitle ruolo di arbitro. Sul come fare vedi il libretto I diritti sindacali. In una vertenza di ateneo la Rsu infatti può utilizzare il ventaglio di forme di agitazione e di lotta sindacale: sciopero dello straordinario o delle attività aggiuntive; sciopero breve di un ora sciopero di una giornata. Sul come la Rsu possa proclamare uno sciopero si parla nel citato libretto I diritti sindacali della Rsu. Queste forme di sciopero hanno un impatto maggiore in una vertenza di ateneo che non in una vertenza nazionale, perché l utenza è più limitata, ma anche più direttamente coinvolgibile. Inoltre è possibile cadenzare le varie forme di lotta in relazione all andamento della vertenza. Il mestiere del delegato RSU a cura della FLC Cgil 19

20 Al tavolo delle trattative La trattativa è un modello di relazioni tra le parti regolate dal diritto civile e non dal diritto amministrativo. L incontro è tra due parti. Non è una riunione di organo collegiale. Non vi è un presidente che dà ordine ai lavori, fissa l ordine del giorno o dà e toglie la parola. Non vi è un segretario. Non occorre fare il verbale di ogni incontro. Si fa, se tutti lo ritengono utile e se serve a qualcosa, per esempio per registrare via via le clausole del contratto in costruzione su cui si concorda. Non vi sono regole su come svolgere la trattativa, se non quelle concordate da entrambi. Sulle procedure negoziali vedi il libretto Rsu e relazioni sindacali. Il punto di partenza è riconoscersi entrambi come parti di un negoziato, anche se conflittuale. Lo scopo della trattativa è fare un accordo insieme, non vincere una competizione o fare un duello. La trattativa si svolge su due piani: - dei contenuti (le proposte della Rsu e le controproposte della Parte pubblica) e - della relazione. Non confondere i due piani, ma tenerli sempre presenti. Esplicitare quando si passa dal piano dei contenuti a quello della relazione (della meta-comunicazione): creare un clima di fiducia reciproca è condizione decisiva per negoziare. Evitare riferimenti alle persone (la colpa è di, tu sei ), preferire, invece, identificare i problemi (le esigenze dei lavoratori) e le soluzioni (le clausole da inserire nel contratto). Concentrarsi sui contenuti e non sulle persone, morbidi con le persone, duri con il problema. Vedi la tabella del capitolo L arte del negoziare È possibile, utile, fare concessioni per mantenere la relazione. Finite le trattative i rappresentanti sindacali vanno via, mentre Rettore, direttore e delegati Rsu continuano a lavorare nello stesso posto. Se si fanno concessioni, dirlo esplicitamente, in modo che la controparte lo capisca. Per questo è bene avere preparato soluzioni alternative. Ascoltare La trattativa si fa in due, perché l accordo deve convenire ad entrambi. Per questo occorre capire gli interessi della controparte. Serve per valutare i punti di forza e di debolezza propri e dell altra parte. Non occorre dire le proprie intenzioni oltre a quello scritto dalla piattaforma se prima non si è compresa la intenzione della controparte. Capire quello che sta succedendo, ma capire anche quello che ci sta succedendo: anche noi possiamo essere parte del conflitto. Durante una discussione è normale non capirsi. Per evitare equivoci, è utile riformulare le proposte di una parte: Provo a dire con parole mie quello che ha detto. In tal modo si dimostra che è stato ascoltato ciò che ha detto l'altra parte. Inoltre serve ad entrambi per controllare l efficacia della comunicazione. Il mestiere del delegato RSU a cura della FLC Cgil 20

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