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1 Dipartimento Direttore Danilo Massai Via Oberdan / Sovigliana/Vinci Telefono Fax Pagina di 0

2 INDICE PRESENTAZIONE... LINEE STRATEGICHE ED OBIETTIVI FORMATIVI AZIENDALI... 5 Settori dell organizzazione aziendale...5 Obiettivi formativi strategici e indicatori di valutazione... ANALISI FABBISOGNI FORMATIVI... 9 CRITERI PER L INDIVIDUAZIONE DEL PERSONALE... PERSONALE DA COINVOLGERE NELLA FORMAZIONE... SOLUZIONI INNOVATIVE DEL PROGRAMMA... La struttura formativa... Gli Attori...5 AZIONI DI FORMAZIONE PROGRAMMATA PER IL PERSONALE DIPENDENTE... 7 Sicurezza...8 ai sensi del Decreto del Presidente della Giunta Regionale 4//00 n. /R...9 Direzione Generale...0 Dipartimento Amministrativo... Dipartimento Chirurgico... Dipartimento Diagnostica...5 Dipartimento Emergenza Urgenza... Dipartimento Interaziendale per la Continuità nell Assistenza...9 Dipartimento Materno Infantile...0 Dipartimento Medico... Dipartimento Prevenzione...4 Dipartimento Professioni Sanitarie...9 Dipartimento Salute Mentale...45 Dipartimento Specialistica...49 Dipartimento Tecnico...50 Dipartimento Territorio Fragilità...5 AZIONI DI FORMAZIONE PROGRAMMATA PER IL PERSONALE CONVENZIONATO... 5 di na Generale...54 Continuità Assistenziale...55 Pediatri di Libera Scelta...55 AZIONI DI FORMAZIONE A CATALOGO... 5 EVENTI E CONVEGNI RISORSE FINANZIARIE Comparto...58 Dirigenza Sanitaria Tecnica - Professionale - Amministrativa...58 Dirigenza Medica e Veterinaria...59 VERIFICA STATO DI REALIZZAZIONE DEL PROGRAMMA... 0 Pagina di 0

3 PRESENTAZIONE Il 9 aprile 0 è stato approvato l'accordo Stato-Regioni n.0 sull'ecm, Il nuovo sistema di formazione continua in medicina - Linee guida per i Manuali di accreditamento dei provider, albo nazionale dei provider, crediti formativi triennio 0/0, federazioni, ordini, collegi e associazioni professionali, sistema di verifiche, controlli e monitoraggio della qualità, liberi professionisti. In base a questo accordo e al conseguente atto regionale n. 599/ si rende necessaria una riflessione sulla formazione ECM e sulle modalità di gestione e valutazione della stessa. Nelle linee di indirizzo declinate nell accordo e riprese dall atto regionale vengono declinate 7 aree tematiche che saranno prioritarie per la formazione nella sanità e che riportiamo qui di seguito: Le 7 aree tematiche, che si propongono di migliorare i sistemi sanitari nel loro complesso, sono riferite a tutti gli operatori sanitari e fanno riferimento a: - il soddisfacimento dei bisogni formativi nel campo specifico delle proprie conoscenze e competenze tecnico professionali relative alle attività svolte; - la capacità di collaborazione e integrazione tra strutture, tra attività e tra professionisti; - il trasferimento nelle pratiche preventive e clinico assistenziali, delle conoscenze e delle innovazioni tecnico scientifiche, organizzative e gestionali, con le relative valutazioni di impatto; - la cultura e la pratica della sistematica valutazione della qualità dei processi, degli esiti, della qualità percepita delle attività rese attraverso programmi educazionali finalizzati ad un uso esperto delle tecniche di audit, di revisione tra pari, di seminari di autovalutazione dando così impulso al circuito del miglioramento continuo; - la sistematica attività di diffusione dei principi, degli strumenti e delle procedure idonee ed efficaci al radicamento delle buone pratiche professionali in particolare l'adesione, l'adattamento, l'applicazione e la valutazione di impatto di linee guida, raccomandazioni, protocolli diagnostico-terapeutici, percorsi di cura ed assistenza; - la cultura della sicurezza delle cure attraverso programmi di formazione per la prevenzione, la rilevazione e la gestione degli errori nei sistemi e nelle procedure tecnico professionali; - la cultura dei valori etici e civili del nostro sistema di tutela della salute, in particolare la centralità del cittadino-paziente nei servizi perseguendo gli obiettivi di una comunicazione efficace per una migliore gestione del consenso informato e delle plurime relazioni interprofessionali, di umanizzazione dei luoghi, dei processi e delle relazioni di cura, di utilizzo efficace, efficiente (management) ed appropriato delle risorse, anche attraverso una sistematica attività di informazione e formazione sui codici deontologici professionali. Oltre a queste sette aree, nel PAAF 0 vengono riportati tutti gli obiettivi nazionali dall Accordo Stato-Regioni n. 9 del 009 declinati nelle tre aree: competenze tecnico specialistiche, competenze di processo relazionali/comunicative e competenze sistema, organizzativo/gestionale e situazionali di ruolo. La delibera regionale, inoltre, declina come ambiti di particolare rilievo: - umanizzazione delle cure, nell'ambito del quale viene sottolineato il trattamento del dolore acuto e cronico; - qualità dei sistemi e dei processi clinico assistenziali, nell'ambito del quale vengono sottolineati l'applicazione nella pratica quotidiana dei principi e delle procedure dell'evidence Pagina di 0

4 based practice, l'appropriatezza delle prestazioni nei LEA, i sistemi di valutazione verifica e miglioramento dell'efficienza e dell'efficacia e gli aspetti relazionali; - contenuti tecnico-professionali specifici di ciascuna professione. La formazione quindi diventa lo strumento fondamentale per supportare le indicazioni nazionali e regionali e mantenere continuamente aggiornate le competenze dei professionisti del SSR e SSN. Pagina 4 di 0

5 LINEE STRATEGICHE ED OBIETTIVI FORMATIVI AZIENDALI L Agenzia per la predispone il Programma Annuale delle Attività Formative (PAAF), come previsto dal Piano Pluriennale della 0 05, sulla base dei fabbisogni formativi rilevati e nel rispetto di quanto previsto nei C.C.I.A. Settori dell organizzazione aziendale Le attività formative descritte nel programma accompagnano la realizzazione degli obiettivi strategici per l anno 0 ed in particolare impattano sulle seguenti aree:. Rete Ospedaliera ed intensità di cura Completare il processo di assistenza per intensità di cura Ridisegnare la giornata di ricovero scandita sugli orari del paziente Elaborare i piani di attività e di assistenza. Sistema Emergenza Urgenza Garantire la funzionalità del DEU. Rete Territoriale e sanità d iniziativa Sviluppare modelli multiprofessionali riconducendo i professionisti del territorio in strutture di riferimento per l erogazione dell assistenza primaria Strutturare percorsi alternativi e preventivi alla ospedalizzazione Estendere la sanità di iniziativa 4. Prevenzione Rimodulare l attività di prevenzione in linea con le indicazioni e gli obiettivi regionali 5. Qualità e Sicurezza Implementare i processi di accreditamento, di certificazione ISO 900:008 e di certificazione all eccellenza Implementare il modello di gestione e controllo ex D. Lgs /0 Predisporre i piani di sviluppo individuali Implementare il sistema di sicurezza aziendale. Sociale Promuovere azioni di sostegno alla fragilità del singolo/famiglie Implementare il percorso di accreditamento nei servizi sociali 7. Management sanitario Mantenere i livelli di garanzie e di diritti per i cittadini ricollocando le risorse sulla base della funzione e dei volumi di attività Ridefinire gli assetti amministrativi in funzione della semplificazione delle procedure per il cittadino Sostenere lo sviluppo di un sistema organizzativo orientato alla centralità del cittadino utente Garantire il mantenimento e lo sviluppo di modelli operativi integrati ed efficienti Migliorare la comunicazione sia interna che esterna Pagina 5 di 0

6 8. na penitenziaria Sviluppare un sistema di servizi per il recupero e il reinserimento sociale dei malati psichici Garantire l attuazione degli obiettivi strategici della Regione Toscana relativi alla gestione di casi di malattie infettive (hiv, tbc ed epatite) in carcere Obiettivi formativi strategici e indicatori di valutazione L azienda mira ad implementare un sistema attraverso il quale attuare e promuovere un'organizzazione flessibile, dinamica, basata su un approccio olistico, in grado di rispondere ai bisogni e ai problemi del cittadino, inserito nei percorsi della rete integrata di servizi efficaci ed efficienti, attivati in relazione all'intensità e alla complessità assistenziale. Partendo da queste premesse sono stati ripresi dal Piano Pluriennale di gli obiettivi formativi e sono stati correlati alla competenza che contribuiscono a sviluppare. Competenze tecnico specialistiche OBIETTIVI PAAF Epidemiologia, prevenzione e promozione della. salute Argomenti di carattere generale: informatica e lingua inglese scientifica di livello avanzato.. Normativa in materia sanitaria: i principi etici e civili del SSN/SSR Contenuti tecnico-professionali (conoscenze e. competenze) specifici di ciascuna specializzazione e di ciascuna attività ultraspecialistica. Malattie rare ne non convenzionali: valutazione 4. dell efficacia in ragione degli esiti e degli ambiti di complementarietà Processi di innovazione organizzativa all interno dell Azienda X CORRELAZIONI Obiettivi di programmazione regionale X X X Analisi aziendale dei fabbisogni formativi 5. Trattamento del dolore acuto e cronico. Palliazione X X. Fragilità (minori, anziani, tossicodipendenti, salute mentale): tutela degli aspetti assistenziali e socio assistenziali X X X 7. Sicurezza alimentare e/o patologie correlate X X 8. Sicurezza negli ambienti e nei luoghi di lavoro e/o patologie correlate 9. Sanità veterinaria X Farmacoepidemiologia, farmacoeconomia, 0. farmacovigilanza Implementazione della cultura e della sicurezza in. materia di donazione-trapianto Innovazione tecnologica: valutazione, miglioramento dei processi di gestione delle. tecnologie biomediche e dei dispositivi medici. Technology assessment Tematiche speciali del SSN e SSR ed a carattere urgente e/o straordinario individuate dalla. Commissione Nazionale ECM e dalle Regioni/Province Autonome per far fronte a specifiche emergenze sanitarie X X X X X X X X X X X X X Pagina di 0

7 Competenze di processo relazionali/comunicative OBIETTIVI PAAF Documentazione clinica. Percorsi clinico 4. assistenziali diagnostici riabilitativi, profili di assistenza-profili di cura Appropriatezza prestazioni sanitarie nei LEA. 5. Sistemi di valutazione, verifica e miglioramento dell efficienza ed efficacia Integrazione interprofessionale e. multiprofessionale, interistituzionale Integrazione tra assistenza territoriale e 7. ospedaliera Management sanitario. Innovazione gestionale e 8. sperimentazione di modelli organizzativi e gestionali Aspetti relazionali (comunicazione interna, esterna, 9. con paziente) e umanizzazione cure La comunicazione efficace, privacy, consenso 0. informato Metodologia e tecniche di comunicazione sociali per. lo sviluppo dei programmi nazionali e regionali di prevenzione primaria Multiculturalità e cultura dell accoglienza. nell attività sanitaria Tematiche speciali del SSN e SSR ed a carattere urgente e/o straordinario individuate dalla. Commissione Nazionale ECM e dalle Regioni/Province Autonome per far fronte a specifiche emergenze sanitarie Processi di innovazione organizzativa all interno dell Azienda CORRELAZIONI Obiettivi posti dalla programmazion e regionale Analisi aziendale dei fabbisogni formativi X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X Competenze di sistema, organizzativo/gestionale e situazionali di ruolo OBIETTIVI PAAF Processi di innovazione organizzativa all interno dell Azienda CORRELAZIONI Obiettivi posti dalla programmazione regionale Analisi aziendale dei fabbisogni formativi Applicazione nella pratica quotidiana dei principi e 4. delle procedure dell evidence based practice (ebmebn-ebp) X X 5. Linee guida, protocolli e procedure X X Principi, procedure e strumenti per il governo. clinico delle attività sanitarie X X X 7. La sicurezza del paziente risk management X X X 8. Etica, bioetica e deontologia X Argomenti di carattere generale: informatica e lingua inglese scientifica di livello avanzato. 9. Normativa in materia sanitaria: i principi etici e civili del SSN/SSR X X Gli indicatori che consentono all azienda di valutare la propria attività formativa sono: - Gli obiettivi formativi declinati nei progetti di dettaglio risultano coerenti con gli obiettivi strategici aziendali. - Realizzazione dell 80% degli eventi programmati. - Coinvolgimento di almeno l 80% del personale per attività formative. - Almeno il 50% degli eventi formativi realizzati presenta il carattere multidisciplinare - Il 90% delle attività formative accreditabili risultano accreditate ECM Pagina 7 di 0

8 - Implementazione dati nel sistema AFR per le attività formative accreditate ECM e realizzate. - Le valutazioni di apprendimento risultano positive per almeno il 90% dei partecipanti. Pagina 8 di 0

9 ANALISI FABBISOGNI FORMATIVI Il Programma Annuale Attività Formative (PAAF) del 0 deriva dal Piano Pluriennale di (PPF) Un analisi preliminare delle necessità formative emerge dallo stato di avanzamento dei progetti presenti sul PFT 008/0 e dalla percentuale dei corsi realizzati su quelli programmati per i vari Dipartimenti. Inoltre il Dipartimento Agenzia per la, con i propri professionisti, ha programmato e svolto gli incontri con i Dipartimenti in modo da valutare lo stato dell arte dei percorsi programmati per l anno in corso e la programmazione per il 0, verificando la coerenza degli obiettivi proposti dai singoli Dipartimenti con il contesto organizzativo e strategico nel quale ci stiamo muovendo. L analisi dei bisogni risulta comunque una fase molto delicata nel processo e deve essere condotta parallelamente, rispetto al complesso contesto di relazioni organizzative che fa da sfondo all attività di formazione. Tale percorso, anche se inserito all inizio dell intero processo, in realtà può essere ritrovato in svariati altri momenti, dato che il processo è caratterizzato dalla circolarità e dal miglioramento continuo. Il Dipartimento Agenzia per la ha affiancato e supportato, con i propri formatori, la dirigenza nelle riunioni dei Dipartimenti e durante l intero processo, non circoscrivendo la propria attività solo alla fase iniziale. Inoltre il sistema di bisogni è fortemente vincolato dall appartenenza organizzativa, ed i bisogni di formazione, se pure costituiscono un elemento molto specifico, non possono essere considerati come estranei ai processi aziendali, di area vasta, regionali e nazionali. I bisogni di formazione, essendo parte del sistema di bisogni degli individui, ne vengono in vario modo influenzati, quindi non sono altro che ciò che di volta in volta emerge proprio dall incontro tra la definizione che ne dà l organizzazione e quella che danno gli individui (Bennis W.G., 974). Risulta pertanto necessario analizzare risorse e vincoli presenti nell azienda per effettuare una corretta analisi dei bisogni. Per tale scopo esistono varie metodologie da scegliere in base al contesto e al fine. Per la costruzione del PAAF 0, le metodologie utilizzate sono state: riunioni aziendali e focus group di seguito descritte più in dettaglio. Inoltre, la strutturazione aziendale di un sistema di mappatura delle posizioni lavorative (job desdcription) permetterà di misurare lo scarto tra quanto richiesto dall azienda per le varie posizioni e quanto posseduto dal singolo professionista, in modo da tarare percorsi formativi professionalizzanti ad hoc, con la logica della formazione modulare descritta nel paragrafo dedicato alle metodologie. Dopo il percorso che ha portato alle creazione della figura dei Referenti Assicurazione Qualità (RAQ), il sistema aziendale e della formazione dispone di varie figure di supporto per l analisi dei bisogni formativi: Formatori, Animatori di (AdF) e RAQ. Il passo successivo sarà quello di sviluppare il dossier del professionista che contenga le competenze acquisite con i vari percorsi formativi e consenta all azienda di avere un cruscotto per la gestione del capitale umano. Pagina 9 di 0

10 RIUNIONI AZIENDALI: Vista la creazione di una nuova architettura formativa per la costruzione e lo sviluppo delle attività per i professionisti dell Azienda USL, sono stati svolti incontri con la Direzione Aziendale, con i formatori e con ogni Dipartimento, al fine di presentare un nuovo modello di gestione della formazione e di analisi dei fabbisogni. Ogni Dipartimento ha valutato la necessità di effettuare incontri interni per condividere le proprie strategie formative per il 0. Le riunioni sono state autogestite dai vari Dipartimenti/UU.OO. con il supporto diretto dei formatori di riferimento del Dipartimento della e dagli AdF dello specifico Dipartimento FOCUS GROUP: L idea che sta alla base di questa metodologia, come di altre che si basano sull interazione di gruppo, è che, se diversi osservatori che analizzano un fenomeno lo descrivono nello stesso modo, è molto probabile che tale osservazione risultati attendibile. Il focus group è un intervista di gruppo guidata da un moderatore che stimola la discussione e riporta i partecipanti al problema nel caso di divagazioni. Gli incontri sono stati gestiti in collaborazione con i formatori dell Agenzia per la e gli AdF ed effettuati per tutti i Dipartimenti. Durante i comitati di Dipartimento sono state discusse le necessità emerse dalle varie UU.OO. Le richieste dei Direttori sono state valutate ed integrate con le necessità rilevate dagli animatori nei vari settori. Gli incontri hanno avuto una durata variabile. Dall incrocio tra le necessità emerse dalla Direzione e quelle emerse dagli animatori, e quindi dal personale, sono state stilate le proposte di dettaglio per l attivazione dei percorsi che sono confluiti nel PAAF 0. Bertin in L. Stagi Il focus group come tecnica di valutazione in Rassegna Italiana di Valutazione n.0 ott-dic. 000 Pagina 0 di 0

11 CRITERI PER L INDIVIDUAZIONE DEL PERSONALE Le iniziative di formazione riguardano tutto il personale a tempo indeterminato, il personale dirigente e il personale con contratto superiore ad un anno. Il Dipartimento Agenzia per la può, altresì, autorizzare il personale a tempo determinato a partecipare ad iniziative di formazione per nuovi assunti o con ricaduta nel breve periodo. Nel periodo 0 05 si prevede di offrire opportunità formative a tutto il personale dipendente e convenzionato dell azienda. Per il personale del ruolo sanitario l opportunità formativa sarà orientata a massimizzare l acquisizione dei crediti ECM così come previsto dalla normativa. La formazione è garantita anche a coloro che sono esonerati dall obbligo dei crediti. Per formazione non si intende solo i corsi d aggiornamento strutturati, attuati sia in sede sia fuori sede, in forma obbligatoria che facoltativa, ma anche formazione sul campo, audit e riunioni di struttura a scopo. PERSONALE DA COINVOLGERE NELLA FORMAZIONE RUOLO SANITARIO Professionisti con obbligo ECM QUALIFICA N. Assistente sanitario 0 Biologo 0 Chimico Dietista 4 Dirigente sanitario Educatore 5 Farmacista 0 Fisioterapista 55 Infermiere 87 Logopedista 5 Medico 87 Odontotecnico Ortottista Ostetrica 59 Ottico Psicologo Tecnico audiometrista Tecnico di neurofisiopatologia 4 Tecnico prevenzione 0 Terapista neuropsicomotricista Terapista occupazionale 4 TSLB 54 TSRM 49 Veterinario 5 TOTALE 8 Pagina di 0

12 Professionisti esclusi dall obbligo ECM QUALIFICA N. Infermiere generico 7 Massofisioterapista 4 Puericultrice TOTALE RUOLO AMMINISTRATIVO QUALIFICA N. Assistente amministrativo 95 Coadiutore amministrativo 04 Collaboratore amministrativo 98 Commesso Dirigente amministrativo 0 RUOLO TECNICO TOTALE QUALIFICA N. Assistente sociale 8 Assistente tecnico 5 Ausiliario 5 Collaboratore tecnico professionale 5 Dirigente sanitario Operatore socio sanitario 5 Operatore tecnico 4 OTAA 0 RUOLO PROFESSIONALE TOTALE 47 QUALIFICA N. Avvocato Ingegnere CONVENZIONATI Professionisti con obbligo ECM TOTALE 7 TIPOLOGIA N. na Generale 7 Pediatri Libera Scelta Emergenza Sanitaria Territoriale 9 Continuità Assistenziale 4 Specialisti Ambulatoriali 45 TOTALE Pagina di 0

13 SOLUZIONI INNOVATIVE DEL PROGRAMMA La struttura formativa La costruzione del piano pluriennale, al fine di ottimizzare le risorse economiche e garantire la formazione al personale, seguirà una logica di progettazione modulare. Di conseguenza, il PAAF 0 si basa sulla stessa logica. Il primo anno verrà mantenuta sia la logica per Dipartimenti sia quella per aree con l obiettivo di avvicinarsi sempre più, nell arco dei cinque anni, ad una gestione degli eventi formativi per aree. L obiettivo è quello di creare percorsi formativi ad hoc per i professionisti tramite la frequenza a moduli formativi predefiniti. Tale struttura si basa su due pilastri fondamentali: l architettura intesa come insieme delle aree tematiche e dei moduli formativi e il percorso del singolo professionista personalizzato in base ai suoi bisogni formativi. Ogni modulo vedrà la partecipazione di vari professionisti al fine di implementare sempre più la logica multidisciplinare. Architettura moduli aree tematiche aree tematiche aree tematiche aree tematiche aree tematiche Il professionista segue il proprio piano di sviluppo entrando e uscendo da questi moduli. L «entrata» in ogni modulo è definita dall autovalutazione/valutazione del professionista sulle competenze associate alla propria job description (rilevazione gap ) e dal conseguente piano di sviluppo individuale, elaborato e/o approvato dal diretto superiore. Pagina di 0

14 Percorso moduli aree tematiche aree tematiche aree tematiche aree tematiche aree tematiche CREDITI ECM DOSSIER FORMATIVO Un architettura formativa di questo tipo permette di creare una struttura flessibile e quindi integrabile con nuove linee di sviluppo in base a indicazioni nazionali, regionali ed aziendali che possono pervenire in un arco di tempo relativamente lungo (0 05). Questo nuovo sistema, orientato ad una forte integrazione tra formazione e obiettivi strategici aziendali, di area vasta e del SSR/SSN, consente inoltre economie di scala ma soprattutto è orientato allo sviluppo di competenze (job description) attraverso piani di sviluppo personalizzati e attraverso attività formativa integrata multiprofessionale. Facilita la tracciabilità ed il monitoraggio dei percorsi formativi e di sviluppo dei singoli professionisti (dossier ) ed offre maggiori possibilità di rilevare le ricadute della formazione. Per il periodo 0-05 sono state individuate le seguenti aree di sviluppo; per ogni area vengono identificati alcuni moduli che saranno sviluppati nei vari programmi annuali. INTENSITA DI CURA: organizzazione per intensità di cura, infermiere referente, medico tutor, linee guida e percorsi DTAR, continuità clinico assistenziale, processo di budgeting e controllo di gestione, sistema in, formazione formatori, dolore e palliazione. SANITA D INIZIATIVA: Expanded chronic care model (ECCM), strumenti di gestione, linee guida e percorsi DTAR, continuità clinico assistenziale, telemedicina, politica e management, counselling e self management, sistema in, infermiere di comunità, dolore e palliazione. QUALITA : i sistemi di accreditamento, accreditamento istituzionale, procedure e metodologie per l accreditamento, diffusione e informazione, accreditamento all eccellenza, auditing, reporting, sistema integrato per la sicurezza e la qualità. SICUREZZA AZIENDALE: RLS, Dirigenza, Rischi specifici, preposti alla sicurezza, informazioni sulla sicurezza, RSPP/ASP, pronto soccorso, antincendio, sistema gestione rischio clinico, sistema di gestione per la sicurezza. COMUNICAZIONE: comunicazione interna, comunicazione e benessere organizzativo, empowerment, comunicazione esterna, bioetica, comunicazione difficile, comunicazione organizzativa, comunicazione integrata, comunicazione pubblica. MANAGEMENT: gestione capitale umano, Health Technology Assessment (HTA), project management, processo di budgeting e controllo di gestione, la gestione per processi, l appropriatezza. Pagina 4 di 0

15 SVILUPPO AZIENDALE: sviluppo sistema controllo di gestione, analisi scostamenti e flussi informativi, sviluppo sistema qualità, formazione e innovazione, sviluppo progettazione e attuazione percorsi formativi, supervisione dell'attività formativa pratica e di tirocinio clinico. FABBISOGNI SPECIFICI DI CONTESTO: in questa area rientrano i percorsi formativi specifici per ogni Dipartimento/ professionale, ad esempio l emergenza-urgenza, la prevenzione, la medicina penitenziaria, il sociale, l area materno infantile, la salute mentale, l area chirurgica, l area medica, l area diagnostica, la formazione.. Gli Attori Collegio di direzione e Comitato tecnico scientifico L organismo preposto alla validazione del Programma Formativo (PAAF) a livello scientifico è costituito dal collegio di direzione, il quale si avvale del comitato tecnico scientifico presieduto dal Direttore Sanitario, che lo presiede anche mediante delegato e composto da: - Direttore Dipartimento Professioni Sanitarie. - Un membro individuato dal Consiglio dei Sanitari. - Due membri individuati dai componenti del Collegio di Direzione. Il comitato tecnico scientifico individua e nomina il coordinatore scientifico e i responsabili scientifici per ogni programma o di norma identificati nei Direttori di Dipartimento. Il comitato tecnico scientifico assicura il monitoraggio generale degli eventi per quanto riguarda la qualità scientifica e i risultati delle valutazioni. Il Programma Annuale delle Attività Formative (PAAF) viene approvato e deliberato dalla Direzione Aziendale. Comitato di Dipartimento Il comitato di Dipartimento formula le proposte formative in base ai bisogni raccolti ed elaborati dagli Animatori, dai Formatori e dai RAQ di riferimento. Il formatore Il formatore è un professionista che, per il ruolo professionale che ricopre, deve interfacciarsi con diversi stakeholder: con il management aziendale, gli animatori, i docenti e i discenti, i professionisti del corso di laurea al fine di interpretare e declinare, con una conseguente azione formativa, conoscenze, capacità, nuovi atteggiamenti e colmare i singoli gap cognitivi o comportamentali dei professionisti della sanità. Il Formatore sa integrare adeguatamente le proprie competenze personali e professionali con le esigenze del percorso. Si occupa principalmente del soggetto che apprende, dei suoi bisogni e di tutte le problematiche connesse a tale apprendimento inteso dal teaching al learning. Secondo la definizione di AIF (Associazione Italiana Formatori) Il formatore conosce il processo nelle sue variabili sistemiche ed i principi di gestione organizzativa. Presidia inoltre le modalità di progettazione, realizzazione e valutazione delle unità didattiche e le variabili d'aula relative alla dinamica di gruppo ed ai rapporti interpersonali. Il formatore è in grado di agire autonomamente per acquisire le informazioni rispetto al compito affidato e raggiungere gli obiettivi formativi assegnati attraverso un'adeguata progettazione, realizzazione e monitoraggio del proprio intervento. E' inoltre in grado di orientare l'attenzione e la motivazione dei partecipanti/destinatari, gestendo adeguatamente il clima d'aula e Pagina 5 di 0

16 favorendo la partecipazione e l'interazione. Rielabora ed integra, quindi, i contenuti in funzione dei destinatari con chiarezza e proprietà di linguaggio, utilizzando i supporti ed i sussidi d'aula tradizionali ed avanzati e rispettando la programmazione didattica nei tempi e nei contenuti. L Animatore della (AdF) Secondo l allegato A della DGRT n. 0 del 0 Ottobre 000 l animatore è "un professionista che, oltre a svolgere il suo ruolo professionale specifico collabora alla promozione, realizzazione e verifica delle attività formative in particolare nel proprio settore operativo di appartenenza ed indica la struttura organizzativa funzionale quale ambito per l'individuazione. Tale figura non opera quindi a tempo pieno per la gestione delle attività formative ma integra queste attività nell'ambito delle funzioni professionali normalmente svolte, dedicando a tale compito una quota parte del proprio orario di servizio da determinarsi caso per caso in sede aziendale. Il modello in cui si colloca la figura dell'animatore di formazione deve integrare la cura di processi di formazione continua delle singole professionalità con il ruolo strategico della formazione professionale come strumento fondamentale dell'azienda per la gestione delle risorse umane rispetto agli obiettivi di miglioramento qualitativo dell'assistenza. L'animatore quindi esprime la cultura professionale di un singolo profilo o di più profili professionali collocati in un ambito operativo omogeneo di cui deve garantire la costante evoluzione in termini di capacità e competenze, ma, nello stesso tempo, deve anche realizzare, tramite lo strumento, le strategie aziendali di miglioramento dei livelli qualitativi della struttura di riferimento. Il ruolo dell'animatore si svolge all'interno dell'attività di linea e non di staff, come invece la struttura aziendale preposta alla formazione, anche se il rapporto di collaborazione fra i due livelli nelle varie fasi dell'attività di formazione, implica inevitabilmente che l'attività dell'animatore di formazione si intrecci anche con le attività svolta dalla struttura preposta alla formazione del personale a livello di staff. L Animatore di è, quindi, una figura centrale nella promozione della formazione dei professionisti sanitari in quanto riesce a incentivare e sostenere programmi di sviluppo e strategie aziendali mirati ed essenziali in termini di aggiornamento professionale, tenendo conto del cambiamento culturale che la multiprofessionalità comporta. La competenza dell AdF, esperto nel campo della metodologia andragogica e dell organizzazione delle attività formative, spazia fino alla valutazione dell in termini di ricadute ed efficacia e non solo di qualità dell apprendimento. L Istruttore BLSD e BLSD Pediatrico Annualmente questa Azienda USL organizza circa 70 corsi di rianimazione cardipolmonare di base tra adulto, pediatrico e retraining ed una delle figure di prioritaria importanza per la realizzazione di questi percorsi è l istruttore. Secondo il regolamento unificato dei corsi di formazione base IRC l istruttore è un professionista, medico od infermiere, che ha seguito un percorso ad hoc composto da una parte teorica e da almeno affiancamenti durante i corsi base. Per mantenere lo status di istruttore è obbligatorio partecipare ad almeno corsi l anno e seguire un percorso di ricertificazione ogni 4 anni. Vista l attività di formazione prevista si rende necessario formare per l anno 0 almeno 0 nuovi istruttori. I potenziali candidati dovranno essere individuati durante i corsi base dagli istruttori presenti e dal Direttore del corso e successivamente seguiranno lo specifico percorso. Pagina di 0

17 AZIONI DI FORMAZIONE PROGRAMMATA PER IL PERSONALE DIPENDENTE Pagina 7 di 0

18 Sicurezza Budget disponibile.000,00 Sicurezza aziendale 8 Sicurezza aziendale 8 Sicurezza aziendale 8 art. 7 D. Lgs. 8/008 per preposti art. 7 D. Lgs. 8/008 per dirigenti Aggiornamento Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza Destinatari N. Totale 8 Corso Preposti aziendali 0 0 Corso Dirigenti aziendali Corso RLS aziendali Sicurezza aziendale 8 Sicurezza aziendale 8 addetti antincendio art. 8 comma D. Lgs. 8/008 addetti antincendio art. 8 comma D. Lgs. 8/008 4 Corso Profili vari Corso Profili vari Sicurezza aziendale 8 Rischi specifici 50 Corso Profili vari Sicurezza aziendale 8 Aggiornamento obbligatorio Sistema Sicurezza Aziendale e D. Lgs. 8/08 FAD + aula Profili vari Sicurezza aziendale 8 neoassunti e neo-inseriti 0 Corso Profili vari Sicurezza aziendale 8 Aggiornamento obbligatorio RSPP e ASPP 4 Corso 5 5 Pagina 8 di 0

19 ai sensi del Decreto del Presidente della Giunta Regionale 4//00 n. /R Allegato A - Sezione A - Requisiti organizzativi generali - Gestione risorse umane Budget disponibile 49.90,00 Destinatari N. Totale contesto: emergenza - urgenza 4 BLSD 8 5 Corso Altre professioni sanitarie contesto: emergenza - urgenza 4 PBLSD 8 8 Corso Altre professioni sanitarie contesto: emergenza - urgenza 4 Retraining BLSD 4 7 Corso Altre professioni sanitarie 5 7 Pagina 9 di 0

20 Direzione Generale Budget disponibile 0.4,40 critica prevenzione La donazione di tessuti nell ASL 4 0 Seminario Prevenzione e controllo delle infezioni ospedaliere 5 Corso Management - 8 Animatore di formazione 8 Corso Fabbisogno specifico di contesto: emergenza urgenza Fabbisogno specifico di contesto: emergenza urgenza Fabbisogno specifico di contesto: emergenza urgenza Fabbisogno specifico di contesto: emergenza urgenza OSS Animatori di nuova nomina - AVC Infermiere certificato See and Treat 80 Corso tutor in See and Treat 4 Corso 4 4 Formare formatori in See and Treat 8 Corso 4-5 Il triage 50 Corso 0 0 Comunicazione 8 comitato etico locale 5 Giornata di studio 0 4 Finanziamento regionale Finanziamento regionale Finanziamento regionale Finanziamento regionale Finanziamento regionale Finanziamento regionale Finanziamento regionale Componenti CEL ,00 Intensità di cura Il tutor clinico Corso ,00 Qualità e sicurezza 7 Il piano aziendale per la gestione delle maxiemergenze 4 Seminario ,00 Management 8 To be expert 4 Corso Amministrativi ,00 Management - 8 Attività formativa inerente modifiche organizzative / assistenziali, cambiamenti legislativi ed innovazioni in genere Percorso soggetto a valutazione d impatto Pagina 0 di 0

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