C e s e n a C e n t r o S t o r i c o F i u m e S a v i o I V E d i z i o n e d a l 2 0 a l 2 9 g i u g n o

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1 C e s e n a C e n t r o S t o r i c o F i u m e S a v i o I V E d i z i o n e d a l 2 0 a l 2 9 g i u g n o Tutto vive nella leggerezza, in un tempo fatto di giochi con le penne e coi bastoni: vive altrove in un luogo in cui si radica la vita, dove gli opposti convergono e si fondono. ANTEPRIME Centro Storico, Chiesa dello Spirito Santo e Teatro Bonci dal 20 al 26 giugno FESTIVAL CIRCUS CITY Lungo Fiume Savio 27, 28 e 29 giugno SOMMARIO 02 locandina 03 presentazione di Itinerario Stabile 04 il progetto Circus City 05 comunicato poetico 06 i ragazzi della Facoltà di Architettura raccontano il progetto Circus City la collaborazione con I suoni del tempo 07 programma e anteprime 08 programma Circus City 09 schede dettagliate Circus City 12 Indipendenz Dei 3 13 Itinerario praticità 14 crediti tel.fax +39 [0] // oppure

2 LOCANDINA è un progetto di AIDORU ASSOCIAZIONE e OFFICINA VALDOCA in collaborazione con PLASTIKART realizzato grazie al contributo e la collaborazione di COMUNE DI CESENA Assessorati alla Cultura, Politiche Giovanili e Sociali, Turismo e Ambiente Cesena Città Malatestiana, Gesturist, Emilia Romagna Teatro Fondazione/Teatro Bonci 02 EDIL PIÙ COSTRUZIONI e PRONTO CASA I SUONI DEL TEMPO rassegna a cura di Franco Pollini con il patrocinio ALMA MATER STUDIORUM_UNIVERSITA' DI BOLOGNA il supporto progettuale della FACOLTÀ DI ARCHITETTURA ALDO ROSSI DI CESENA con il patrocinio e il contributo di REGIONE EMILIA ROMAGNA e PROVINCIA DI FORLÌ-CESENA con il patrocinio di CORRIERE ROMAGNA mediapartner RADIO BRUNO e realizzato grazie al contributo e alla collaborazione di CONAD CESENA (Punti vendita di Case Finali, Oltresavio e Ponte Abbadesse) EXPRESS by HOLIDAY INN, LEGO METRONOME CAFÈ e OSTERIA VOLANTE e di BANCA POPOLARE DELL EMILIA ROMAGNA, SYC - CONTAINERS E SERVIZI, SER.IN.AR., ROMAGNA ACQUE SOCIETA DELLE FONTI, QUARTIERE CENTRO URBANO e CONFA e di CONFESERCENTI CESENATE e CONFCOMMERCIO e la preziosa collaborazione di ASSOCIAZIONE PARCO FIUME SAVIO, AREASMICA, SOILMEC, STRUMENTI MUSICALI CECCARONI, Ombrellificio MAGNANI e T. LUGARESI - PADRI GIUSEPPINI la direzione generale e la progettazione artistica sono a cura di DARIO GIOVANNINI, ROBERTA MAGNANI e SAMANTHA TURCI il progetto artistico CIRCUS CITY (installazione lungo le sponde del Fiume Savio) è a cura di TVAN ZIMMERMANN (Plastikart) con la collaborazione di Aidoru Ass.ne e di un gruppo di studenti della Facoltà di Architettura "Aldo Rossi" e con il supporto di Edil più Costruzioni Itinerario Festival lavora in rete con Ipercorpo (Forlì) e Malafesta (Santarcangelo) tre festival. tre poetiche a confronto. Una linea ideale lungo la via Emilia. Per ricercare, crescere, condividere.

3 PRESENTAZIONE DI ITINERARIO STABILE Itinerario Stabile, festival di musica, arte, paesaggio, performance e architettura, nasce dalla necessità di messa in moto di un processo di riflessione e di riconquista da parte dell'arte di alcuni spazi della città, per divenire vero e proprio ragionamento teorico e progettuale sullo spazio scenico, sul paesaggio, sullo spazio fisico di movimento dell'artista e dello spettatore. La necessità è di vedere e far vedere le cose con uno sguardo nuovo, di catturare lo sguardo, di renderlo consapevole, di fermarlo e formarlo. Il primo limite dell esperienza è il punto di vista, e mutarlo, forse, vuole dire aprirsi. 03 Itinerario Stabile nasce quasi per caso fra le parole necessità, abbandono e destino. Queste sono parole che spesso nutrono la progettazione. Di queste poi s'è cercata l'origine e scoperto come fosse stretto il legame con il modo nostro di procedere, di cercare e viverci le cose. Necessità in latino vuole dire adoperarsi per raggiungere un fine. Abbandono è una parola bellissima... quante cose trattiene, possiede e ci dice, ha in sé la separazione, il distacco, il lasciare andare e poi c'è in lei la parola dono. Destino o sorte, vuol dire annodare, legare insieme ma è anche ciò che si dà e che avviene... Itinerario ha così scandito e segnato in questi ultimi anni la vita e il percorso artistico di Aidoru Associazione spostandoci da un primario interesse nei confronti del teatro e della musica a un'attenzione sempre più forte per le nuove forme d'arte e di comunicazione, in particolare per l ambiente, il paesaggio, l'architettura e le scienze applicate in rapporto allo spazio scenico e alle arti performative. Con Itinerario si vuole quindi attivare una riflessione che porti all'avvicinamento e alla comprensione del prossimo, della propria cultura e del proprio spazio di vita attraverso l'arte pubblica, partendo dal concetto che "il luogo stesso è parte integrante dell'opera d'arte". La prospettiva è di superare la concezione dell'opera d'arte come oggetto a sé nel contesto paesaggistico, urbano ed architettonico, e di sperimentare la creazione di luoghi in cui le diverse competenze disciplinari siano coinvolte in un dialogo progettuale. Luoghi in cui entriamo con tutti nostri sensi e non solo con lo sguardo: da spettatori a interpreti del paesaggio. Il paesaggio, l'architettura e l'arte divengono "strumento" aperto ad ogni singola esperienza, che si svolge intrecciandosi nel territorio con le conoscenze altrui. Questo perché per noi il luogo non è solo quello fisico, ma anche quello culturale. Da una parte cambiare l uomo significa cambiare la città, dall altra cambiare la conformazione dello spazio con il quale l uomo si mette in relazione, equivale a pensare ad un uso differente dello spazio e di conseguenza del tempo. Così, ad esempio, il tempo dello svago non equivarrà forse più a tempo di consumo passivo, ma diverrà tempo attivo e costruttivo. Crediamo che l arte sia capace di suggerire ed inventare nuove modalità per intervenire negli spazi, per renderli visibili e vivibili; che possa trasformare il luogo di transito in spazio espositivo, in spazio d indugio, e che possa scardinare dalle fondamenta l uso statico dei luoghi, permettendo a chi li abita di sperimentare forme altre di vissuto urbano e facendo loro percepire tutti i differenti livelli del reale, compreso l invisibile... per reimparare che immagine, simbolo, linguaggio, azione e universo sono una cosa sola; per imparare che la parola svuotata, la perdita del nome e del significato, si rispecchiano e ritrovano in quello che costruiamo, in ciò che viviamo abitualmente. Tutto è architettato, dalle curve umane al linguaggio, e la lingua e il pensiero sono anch essi spazi da modellare oltre che mezzi per costruire. Con Itinerario si è dato inizio a un cammino, un'impresa che può avere negli anni una reale implicazione politica - nel senso proprio del termine - ed essere un modo di porre non solo l'arte ma anche il progetto architettonico, scientifico, ambientale e sociale al centro di un racconto, per mettere in luce ciò che veramente è necessario per poter vivere e crescere bene.

4 IL PROGETTO CIRCUS CITY 04 Ogni anno, in stretta sinergia con il Comune di Cesena, la Facoltà di Architettura "Aldo Rossi" (dove il Festival è divenuto nel 2008 vero e proprio workshop), la ditta di costruzioni Edil più*, e coinvolgendo maestri diversi, Itinerario reinventa un luogo attraverso un'installazione artistica, caratterizzandosi così come momento d'unione ed evento importante intorno alle tematiche dell'arte, della progettazione dell ambiente, del paesaggio, dell'urbano. Questa avventura iniziata con Cesare Ronconi_Teatro Valdoca, nel 2007, con la realizzazione di "Lato Selvatico: tane+rifugi+nidi", luogo che per qualche tempo è stato casa, rifugio, spazio di quiete, punto d incontro e riflessione per molte persone; continua quest'anno attraverso la collaborazione con Istvan Zimmermann_Plastikart, artista e sapiente maestro ungherese, che da anni vive e lavora a Cesena operando a livello internazionale nel campo dell'arte, in particolare nel campo delle arti plastiche. Avvalendosi della direzione tecnico/scenografica di Zimmermann, di un attento e volenteroso gruppo di studenti della Facoltà di Architettura, e del supporto progettuale di Edil più, Itinerario Stabile per il 2008 si fa carico di un tema tanto popolare quanto attuale in ambito artistico: il circo. Ovvero città come circo e circo come città, nel confronto tra gioco e serietà, magico e alchemico, stabilità e instabilità, capovolto o dritto, alto fino al cielo o basso a raso terra. In particolare, con Itinerario, le sponde del Fiume Savio, saranno trasformate in una CIRCUS CITY. Qui la precarietà cara al funambolo si esprimerà attraverso strutture nomadi, architetture effimere, installazioni, elementi sonori e performativi per formare una baraccopoli, mai inefficiente al suo scopo. Artisti di ogni provenienza abiteranno il Savio con le installazioni scenografiche dei loro spettacoli e concerti. Il rapporto artisti/committenza/cantiere/comunità, proprio come in un vecchio circo, si unirà per dare forma ad un unica grande installazione. La comunità abitante il fiume accoglierà i visitatori in una dimensione relazionale e produttiva, completamente autocostruita con elementi transitori. Lo stupore risveglierà l attenzione nel guardare e nell ascoltare. Lo stupore stimola la partecipazione, lancia un idea germinale che si propaga e favorisce l'incontro e il pensiero. Il passante diverrà spettatore e attore, entrerà dentro l oggetto, non lo guarderà più solo dall esterno. Questo perché pensiamo che in tutte le cose l esperienza cominci entrandovi e che sia più importante stimolare la partecipazione che soddisfare la passività. Il cammino in questa direzione è lungo, e sicuramente non saremo noi a dare risposte e soluzioni; ma vorremmo fare un piccolo passo, mediante ciò che crediamo possa essere fra gli altri potente veicolo e strumento per comprendere il "nostro modo" di percepire il mondo, per esplorare e forse trasformare i nostri spazi: l arte in tutte le sue forme e secondo tutti i suoi approcci estetici. Un' arte che sappiamo concretamente possibile solo grazie ai numerosi e indispensabili rapporti che si sono instaurati dai "nostri maestri" alla Facoltà, dal Comune a Edil più. Rapporti determinanti per dare inizio alla nostra avventura. In particolare quello con Edil più, sia perché s'è aperta la possibilità per noi di utilizzare una numerosa gamma di materiali, ma anche perchè attraverso lo scambio di idee e di consigli, possiamo progettare con maggiore facilità e concretezza. Tramite aiuti pratici, economici e teorici Edil più è presente a vari livelli nella progettazione del festival. Livelli altamente professionali ma anche di grande umanità. Itinerario si nutre quindi di una serie di rapporti che riteniamo di grande importanza nella prospettiva di una modalità interdisciplinare, che veda privato, pubblico, artisti, università, ecc. al lavoro insieme per progettare luoghi fisici e mentali del nostro quotidiano. progetto artistico a cura di TVAN ZIMMERMANN (Plastikart) con la collaborazione di Roberta Magnani e Samantha Turci degli studenti della Facoltà di Architettura "Aldo Rossi" di Cesena: Nicola Battistelli, Gabriele Battistini, Simone Bombardi, Margherita Castellani, Stefano Gabrielli, Giulia Maria Lontani, Pietro Losco, Davide Lucrezio, Giancarlo Maresi, Laura Masini, Lorenzo Nanni, Pierfrancesco Paradisi, Valentina Pozzi, Monica Roselli, Andrea Sperandio e grazie ai Proff. Gianni Braghieri, Francesco Saverio Fera e Massimo Sordi e all'arch. Giada Vignali con il supporto, per l organizzazione e la realizzazione di Francesco Macori e tutto lo staff di EDIL PIÙ

5 COMUNICATO POETICO "Per parlare della città quest'anno parliamo del circo. 05 Il circo non è altro che una tenda aerea, una casa che si porta con sé. Il circo è lo spettacolo itinerante, dal vivo, per eccellenza, s'articola per numeri, per proiezioni, passaggi, salti, slanci, strappi, tagli bruschi, abbozzi del gesto: il tempo avanza per scosse dello spazio e l'azione va avanti senza meta con irruzione di personaggi e storie ritmiche. Personaggi che entrano trascinandosi in sequenza, lungo un tempo lacerato e che spesso hanno un aspetto troppo umano. Nel circo l'emozione è il momento, il trauma, la folgorazione, la commozione: il passaggio da un mondo all altro. Le maschere in equilibrio sui volti, i costumi, il trucco, le sproporzioni, sono figure per uscire, sono la sospensione del tempo e dello spazio: danno il via a gesti meravigliosi fuori dal tempo. Il salto dei nastri, le stelle filanti, la pista meccanica, il filo teso alto, l'orrorifico, il contorsionista, l'equilibrista, il cerchio di fuoco e poi gli animali: dentro a tutto l'equilibrio e la centratura dell'esercizio c'è l'addestramento e la vertigine della chiusura. Oltre la destrezza tutto è sbavatura, errore, caduta, sgretolatura del gesto, tutto è esagerato, sguaiato, folle, sbagliato: tutto vive in uno stato sospeso fra la furia dell'azione e l'infinita dolcezza della recettività. Tutto vive nella leggerezza, in un tempo fatto di giochi con le penne e coi bastoni: vive altrove in un luogo in cui si radica la vita, dove gli opposti convergono e si fondono. Le coreografie disegnano figure d'aria, che mostrano la grazia e insieme la forza e la resistenza del corpo teso a superare i propri limiti. Costumi fluttuanti che rendono la velocità impacciata mettono in mostra tutta l'agilità del peso umano. Alcune figure invertendo le dimensioni del corpo, portando le maniche ai piedi, disperdono i loro passi nello spazio, su una linea che disegna il luogo dove noi camminiamo. Altre fanno uscire cose dal nulla, aggiungono un segno: tracce dell'uomo, tracce degli animali. Ad altre ancora invece, come il clown o il domatore, non occorre aggiungere nulla per creare gli spazi dell'altrove, per loro è sufficiente il nostro oltrepassare la soglia, per portarci alla deriva. Per arrivarvi dobbiamo perciò scoprire un mistero. Il mistero non viene da un trucco, da una sfumatura, da un gesto drappeggiato, da un pensiero ingombrante e poco chiaro, ma dallo spazio, da persone cariche di spazio, di strati e strati di stoffe, mai dimentiche di camminare sulla portata del suolo, a venti metri d'altezza, in bilico sull'orizzonte. Il mistero viene dall intreccio, dal recidere, dal contrasto, dal netto allontanarsi per poi ricadervi. Per arrivarvi dobbiamo perciò varcare una soglia. Entrare dentro e esplorare, vivere i dettagli, respirare pienamente ciò che avviene, fino a trasformarlo con il nostro essere lì. La tentazione perciò è di aprire, di essere nell'intimo di un luogo, di conquistarlo: di conquistare il piccolo dio della soglia per poter passare di là, per riuscire a leggere l'altrove con i suoi ritmi e le sue misure precise. E poi la tentazione è trovare il punto verso il quale convergono gli occhi perché nulla è omogeneo, continuo, compreso, proprio, ma tutto vortica. Tutto vortica in questo cerchio, dietro quella linea di frontiera, seguendo la sua legge: la legge dell'altrove. La frontiera è il luogo dove le diversità si confrontano, l esterno e l interno si legano, e se si varca, i confini si fanno più sottili. Il punto di frontiera è una linea che traccia. Traccia la pista del circo, il boccascena di un teatro, il bordo di un fosso, la riva di un fiume, il dritto della strada e l'altezza del marciapiede, il solco del campo, il taglio netto del mare, l'arco del cielo, il dentro e il fuori. E in questo solo punto la durata è inghiottita dal tempo, il tempo non segue più le sue leggi, non segue più il suo filo, il suo corso, la sua pendenza frecciata, ma deborda sui nostri sensi e ci porta in squilibrio sul crinale sottile che divide la favola dal reale."

6 I RAGAZZI DELLA FACOLTA' DI ARCHITETTURA RACCONTANO IL PROGETTO CIRCUS CITY "Il progetto di allestimento sulle sponde del fiume Savio 06 Per l allestimento di Circus City abbiamo lavorato alla ricerca di forme e relazioni che potessero comunicare senso di collettività e appartenenza a un gruppo che condivide un principio comune. La formazione universitaria, ricevuta in questi anni, ci ha aiutati nel progettare armonia tra i luoghi, articolando il tempo e lo spazio, primi elementi che portano al modificarsi della realtà fisica, per creare uno spazio che spinga chi lo percorre all'incontro e al pensiero. Lo studio di luoghi estemporanei dedicati alla ricerca scientifica, osservatori, campi base e stazioni nomadi, ma soprattutto di insediamenti primordiali, ci ha portati a riscoprire la figura del cerchio. A comprendere i motivi della dislocazione delle costruzioni relazionate al valore sociale che esse ricoprivano, e che la forma circolare di esse rivestiva un carattere simbolico e non solamente derivante dalla soluzione strutturale adottata. La forma del cerchio, presente nella configurazione planimetrica dell allestimento di Circus City ricorda, quindi, i resti dei villaggi nomadi primordiali, costruzioni antiche e ricche di significati simbolici dove la comunità era rappresentata da questa forma perfetta, senza inizio né fine, tale da poter rappresentare il tempo che scorre e i cicli della natura. Come in un insediamento a noi antenato, in Circus City, ogni funzione è connessa a un'altra e fatalmente ne scaturisce una forma che vive solo se risulta essere compatta e connessa tra le parti e priva di confini ben tracciati. Da queste riflessioni nasce l'assetto degli ambienti atti a ospitare gli artisti. Li abbiamo dapprima aggregati in maniera logica secondo il ciclo degli spettacoli e delle dimensioni e durata di essi (spazio e tempo), per poi quasi capovolgerli nel tentativo di creare un luogo, un agglomerato di costruzioni che si relazionano tra loro per forma e funzioni, ma che comunque si adattano alla conformazione della riva del Fiume Savio. Questo criterio progettuale porta gli artisti a condividere spazi gemelli, luoghi con forme simili ma con forze dissimili, centrifughe, che tendono a completarsi, mentre la loro concatenazione crea percorsi che svelano lentamente i luoghi della rappresentazione, ed ecco che come in un piccolo villaggio o in un circo, ogni spazio assolve a una funzione e l insieme di esse crea un unico spettacolo generato dall'incontro e lo scambio fra musica, arte, paesaggio, performance, architettura e visitatori. per gli Studenti Davide Lucrezio LA COLLABORAZIONE CON I SUONI DEL TEMPO Con il concerto di John De Leo, il poliedrico musicista-cantante-autore romagnolo, sul palco insieme agli Aidoru per un omaggio speciale a Federico Fellini, inauguriamo una collaborazione che speriamo possa essere proficua e duratura fra la rassegna I SUONI DEL TEMPO - arrivata alla sua XXVII ed._in sogno con Fellini - e ITINERARIO STABILE - appena alla sua IV ed._circus City. Collaborazione che speriamo possa portare ad una progettualità caratterizzata al contempo da freschezza ed esperienza, in un gioco continuo di scambio, d'analogie e di percorsi comuni, dettati da una ricerca attenta e generosa verso il pubblico e dalla necessità di apertura e legami collaborativi fra le strutture culturali e sociali di Cesena per creare mobilità nella conoscenza e nella fruizione. Ringraziamo Franco Pollini, per avere creduto in questa unione!! la direzione artistica per altre info: I Suoni del Tempo John De Leo AIDORU

7 PROGRAMMA d a l u n e d ì 9 a g i o v e d ì 2 6 g i u g n o I L C A N T I E R E C i r c u s C i t y Itinerario reinventa il lungo fiume Savio, fra Ponte Vecchio e Ponte del Risorgimento. Dopo un periodo di ricerca, sperimentazione e progettazione il workshop con gli studenti di Architettura continua con una preziosa esperienza sul campo per la costruzione dell'installazione artistica CIRCUS CITY che inaugurerà venerdì 27 alle ore LE ANTEPRIME DI I.S.08 d a v e n e r d ì 2 0 a d o m e n i c a 2 9 g i u g n o I t i n e r a n t i d a l l e h ( d u r a t a 4 h. ) C A R R E T T I M U S I C A L I I musicisti del Forum Giovani di Cesena fra melodie ska, timbri rock e improvvisazioni percorreranno Cesena e la Fiera di San Giovanni approdando in alcuni luoghi speciali per regalare a tutta la Città i loro suoni e le loro visioni. I Carretti Musicali sono una tribù rock in movimento. Una banda musicale formata da trombe, sassofoni, ma anche da chitarre elettriche, percussioni e cantanti amplificati. I Carretti Musicali sono dedicati a cinque grandi paesi: Italia, Cina, Giappone, India e America. Di questi portano in sé tratti e suggestioni. I Carretti Musicali vogliono essere di Cesena un buon cantore!! ideazione, trucchi e costumi di Cesare Ronconi (Teatro Valdoca) realizzato da Maurizio Bertoni e Cesare Ronconi in collaborazione con Forum Giovani con il supporto di Edil più Costruzioni grazie alla collaborazione di Strumenti musicali Ceccaroni v e n e r d ì 2 0 e s a b a t o 2 1 C h i e s a d e l l o S p i r i t o S a n t o d a l l e h ( d u r a t a 2 h. ) ingresso a pagamento (5 ) prenotazione obbligatoria (vedi spazio praticità) S A C R I F I C A L E : S U O N O + V U O T O + E C O ( p a r t e s e c o n d a : v u o t o ) T E A T R O V A L D O C A Fare ciò che è da fare, come il sole che è sopra, studiato il lavoro, lavorare, come in un sogno, dietro il tempo. (G. Rapetti) progetto in collaborazione con la Facoltà di Architettura "Aldo Rossi" di Cesena con il contributo di Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Emilia Romagna, Provincia di Forlì Cesena e Comune di Cesena m a r t e d ì 2 4 T e a t r o B o n c i h I O, D O N G I O V A N N I d a l t e s t o d i A R T U R O M A S S O L O progetto di I Suoni del Tempo Prima esecuzione assoluta in collaborazione con l Università di Urbino m e r c o l e d ì 2 5 e g i o v e d ì 2 6 T e a t r o B o n c i h ( d u r a t a 5 0 m i n. ) ingresso a pagamento (7 ) prenotazione obbligatoria (vedi spazio praticità) V O I L A ' d i V i n c e n z o S c h i n o Voilà. Ecco. In un intervista Carmelo Bene parla di Buster Keaton. Immaginando la terra sferica e unta di sapone si scivola e si scivola continuamente Talvolta ci si rialza per compiere degli et voilà! per poi ricominciare a cadere. Ecco. A mani vuote davanti ad uno sguardo. Il vostro e il nostro. Voilà è il luogo dove una dopo l altra, svolgendosi, ci hanno portato gli studi chiamati OPERETTE. Una staffetta. Un occhio che si apre, si spalanca, perde la palpebra e non può più richiudersi. Cieco. Lavorare sulla visione con la cecità. Cosa vede un cieco dalla nascita? Al risveglio si aprono gli occhi e la sensazione non è di vista. È di accecamento, di bagliore. Voilà in francese vuol dire ecco. Voilè vuol dire velato. I gattini, appena nati hanno un velo sugli occhi. e ci sono dei fili, da qualche parte. (Vincenzo Schino) produzione Teatro Valdoca e Officina Valdoca, Festival delle Colline Torinesi, Associazione Demetra e Centro di Palmetta con il contributo di Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Emilia Romagna, Provincia di Forlì Cesena e Comune di Cesena

8 v e n e r d ì 2 7, s a b a t o 2 8 e d o m e n i c a 2 9 g i u g n o L u n g o F i u m e S a v i o d a l l e h a l l e C I R C U S C I T Y con J O H N D E L E O + A I D O R U M K & G u e s t s B E A T R I C E A N T O L I N I C A R R E T T I M U S I C A L I E T T O R E. P A O L O. M A R C A N T O N I O H. E. R. M U S I C A D A C U C I N A V I N C E N Z O S C H I N O G L I O R S I O R T H O G R A P H E P I G R E C O T A F U Z Z Y C I R C U S S V I O O D E L C I N E M A M U T O A S T R O F I L I C E S E N A T I D J A L E F R A N C H I N I D J T O M E I L E S T A G I O N I D E L L ' A R C H I T E T T U R A F A B I O V E N T U R I L I N G U A C E R B A S C E N A R I U R B A N I 08 PROGRAMMA v e n e r d ì Carretti Musicali (durata 30 min.) Tafuzzy Circus con Mr. Brace (durata 1 h.) Musica da cucina (durata 50 min.) Beatrice Antolini (durata 1 h.) Orthographe (durata 40 min.) Vincenzo Schino (durata 30 min.) Proiezione del film dei ragazzi del Quartiere Oltre Savio ::pigreco:: (durata 20 min.) H.E.R (durata 40 min.) Orthographe (durata 40 min.) Svio o del cinema muto con "The cameraman - Io... e la scimmia" Buster Keaton (durata 70 min.) s a b a t o Carretti Musicali (durata 30 min.) Musica da cucina (durata 50 min.) Tafuzzy Circus con Chewingum (durata 40 min.) dalle MK (durata 3 h.) Orthographe (durata 40 min.) Vincenzo Schino (durata 1 h.) John De Leo + Aidoru (durata 1.20 h.) concerto in collaborazione con I SUONI DEL TEMPO Tafuzzy Circus con Cosmetic (durata 40 h.) ::pigreco:: (durata 20 min.) Svio o del cinema muto con "Pinocchio" di Antamoro (durata 70 min.) Orthographe (durata 40 min.) d o m e n i c a Carretti Musicali (durata 30 min.) Tafuzzy Circus con I Camillas (durata 1 h.) Musica da cucina (durata 50 min.) Orthographe (durata 40 min.) Ettore, Paolo e Marcantonio (durata 50 min.) Gli Orsi (durata 1 h.) Tafuzzy Circus con Fitness Pump (durata 40 h.) ::pigreco:: (durata 20 min.) Svio o del cinema muto con "Il Circo" di Charlie Chaplin (durata 71 min.) Orthographe (durata 40 min.) t u t t i i g i o r n i sempre con noi DJ Tomei e DJ Ale Franchini per frequenzeindipendenti.com dalle Camper Notti Sicure dalle A sguardo capovolto: nel suo doppio una stella si svela. A cura di Astrofili Cesenati proiezioni video fisse "Non ho mai oltrepassato il fiume" a cura di Fabio Venturi per Linguacerba installazioni fisse Scenari Urbani in Formato A4 Stagioni dell'architettura Tafuzzy Circus Viaterrea Venerdì 27 Cesena in zir par e fiom: sbiciclettata lungo il parco del fiume Savio a cura dei ragazzi del Quartiere Oltresavio. Partenza ore e riapprodo ore A seguire presentazione del libro sulle realtà associative del Quartiere Oltresavio. si potrà visitare la Circus City anche durante il giorno e la sera sarà possibile bere e mangiare grazie a Lego Metronome Cafè e Osteria Volante

9 SCHEDE DETTAGLIATE C i r c u s C i t y L u n g o F i u m e S a v i o v e n e r d ì 2 7 g i u g n o h ( d u r a t a 1 h. ) B E A T R I C E A N T O L I N I Pianista, cantante e molto altro ancora. Una rivelazione. Un microcosmo di canzoni formalmente spurie, ostinatamente anarchiche e inevitabilmente curiose. Come una scombiccherata sinfonia pop orchestrata da un rappresentante di strumenti giocattolo e un rigattiere specializzato in reperti di modernariato sonoro e d'accatto. Arte povera di mezzi e ricca di idee che fa pensare ad un Paolo Conte o a un Jerry Lee Lewis in gonnella alfabetizzati alla scuola degli Stereolab o affiancati dal più improbabile degli orchestrali: Marco Fasolo dei Jennifer Gentle. Una drag queen, allora? Macchè: una sirenetta in gilet e speroni. (Elio Bussolino, Rokerilla) 09 v e n e r d ì 2 7 g i u g n o h ( d u r a t a 4 0 m i n. ) H. E. R. Violino e voce si fondono in un unico suono vibrante nei pezzi di "Magma", nuovo disco di Erma Castriota, in arte H.E.R., la violinista elettrica più famosa d Italia. H.E.R. vanta nel suo curriculum ruoli teatrali (Die Die, my Darling dell'accademia degli Artefatti, Operette e Voilà di Vincenzo Schino), partecipazioni a colonne sonore (Figli d Annibale, ), comparse in film (Mater Natura di Massimo Andrei), collaborazioni musicali (Nidi d Arac, Teresa De Sio), aperture per artisti internazionali (Marc Almond) e diversi progetti solisti. v e n e r d ì 2 7 h s a b a t o 2 8 h ( d u r a t a 3 0 m i n. / 1 h. ) P O L I T T I C O ( o p e r e t t a 2 ) d i V i n c e n z o S c h i n o Operetta due, polittico, è una performance che fa parte di un ciclo chiamato operette. Un ciclo a staffetta di esperimenti su alcuni problemi che ci appartengono. Uno di questi, e anche il più evidente è lo sguardo. Lo sguardo in tutta la sua complessità tecnica e filosofica. Ogni operetta ne enfatizza un aspetto, lo ingrandisce sino a sgranarlo. La tensione è sempre quella di sciogliere i punti di partenza in favore della vita delle cose. A teatro, come nella vita, ogni persona ha un suo punto di vista. Ogni visione è unica. Ogni spettatore vede uno spettacolo diverso. L oggetto in questione invece, la scena, è una. Polittico parte da questo semplice aspetto e lo enfatizza. Ogni spettatore guarda l attore attraverso uno spioncino che oltre a deformare l immagine, si trova in posizione opposta a quella di un altro che a sua volta, in qualche modo rientra nella visione degli altri. Inoltre le figure che abitano nella struttura di Polittico sono le stesse che animano tutti gli altri lavori. Apriamo una crepa su di loro in un altro momento. Come se, in un altro luogo, non smettessero mai di esistere. produzione Teatro e Officina Valdoca e Centro di Palmetta s a b a t o 2 8 g i u g n o h ( d u r a t a h. ) V A G O S V A N E N D O, J O H N D E L E O + A I D O R U John De Leo, cantante e compositore, è la voce più interessante del panorama musicale italiano dell ultimo decennio. Una voce-strumento - ora calda e grave, ora acuta e graffiante le cui fondamenta soul sorreggono un articolato percorso che spazia dal rock al be-bop, fino alla musica contemporanea. Dopo mille esperienze diverse, fra cui gli anni nei Quintorigo, con Vago svanendo ecco giungere De Leo al suo "disco d'esordio solista". Vago Svanendo è nato fra canzone e sperimentazione, slanci e geometrie, strumenti giocattolo e giochi strumentali, in due anni e mezzo di lavoro intenso e diverse collaborazioni: dal trombonista Gianluca Petrella all'orchestra Arturo Toscanini di Parma, da Alessandro Bergonzoni a Stefano Benni. Undici tracce che spaziano per generi, linguaggi e formazioni coinvolte, e assieme al cd due cortometraggi sospesi fra racconto teatrale e cinematografia. Sul palco per Itinerario Stabile 2008 insieme agli AIDORU, ospiti che ritroviamo nell'ultima traccia di Vago Svanendo: Sinner. concerto in collaborazione con I suoni del tempo prodotto da Adele Di Palma per Cose di Musica etichetta Carosello Records s a b a t o 2 8 g i u g n o d a l l e h ( d u r a t a 3 h. ) H A P P E N E D, M K & G u e s t s Un gruppo di performers si immerge in un ambiente per abitarlo. L'ambiente può avere fogge e dimensioni assai diverse, può essere in interni o in esterni, purché sia possibile pernottarvi e lavorare indisturbati. A ognuno dei performers invitati viene chiesto di costruire un proprio spazio privato sotto forma di baracca/capanna/igloo/qualsiasi forma ritenga opportuna per il pernottamento e l'azione. Si costruisce un prototipo di habitat precario - allo stesso tempo domestico e selvaggio - e se ne considerano tutti i disequilibri. Un piccolo quartiere, generatore di suono. Baracche vuote, traslochi o visite a se stessi. Abitanti sedentari e con tendenze nomadi, che ricostruiscono e smontano in funzione dei propri desideri di contatto o di attenzione. Intrusioni esterne. L'incontro avrà un andamento caotico; le attività di costruire, danzare, abitare saranno dislocate secondo un piano regolatore flessibile, che smussa ogni accento rappresentativo. Interno ed esterno coincidono o meglio collassano l'uno sull'altro. Nota: Lo spettacolo sarà visibile solamente a distanza grazie all'ausilio di binocoli. Alcuni saranno disponibili in sede di spettacolo. Si consiglia alle persone che possiedono un binocolo o un cannocchiale di portarlo con loro. produzione Mk 08 con Xing. Dal prototipo Wasted intuizioni sul mondo in attesa che diventino una costruzione compiuta.

10 SCHEDE DETTAGLIATE d o m e n i c a 2 9 g i u g n o h ( d u r a t a 5 0 m i n. ) E T T O R E, P A O L O E M A R C A N T O N I O Tensioni silenziose, commedia degli errori, grotteschi personaggi che si barcamenano in improbabili situazioni ed estemporanee soluzioni, colpi di scena, improvvisazioni, corpo immaginario, l assurdo che diviene condizione normale e la magia del gioco aprono le porte a un mondo surreale in cui entrano in gioco le grandi pulsioni della natura umana fino alle strutture e sovrastrutture comuni. Un mondo dove ogni reazione produce un azione esattamente opposta all intento. Dove gli oggetti quotidiani hanno un uso fuori dal comune. Un teatro che vive dell assurdo comico. 10 d o m e n i c a 2 9 g i u g n o h ( d u r a t a 1 h. ) G L I O R S I n e o f o l k Stefano Bonato, Umberto Giovannini e Stefano Pagliarani ci regalano una musica popolare tutt altro che da cartolina. Di sicuro non è immediatamente folk, ma dal folk inconfondibilmente germina, fiorisce e si stacca per prillare in una dimensione sospesa fra tradizione e originale liricità. Che si tratti di un valzer o di una moresca ogni brano è fatto di intro, temi e sviluppi, veloci o diradati, con o senza stacchi: di fluttuazioni insomma, giocate sugli intrecci dei flussi e sui pieni-vuoti melodici. Il suono de Gli Orsi è l altrofolk di una Romagna profondamente, soavemente europea, colonna sonora di un road movie con pochi dialoghi e tanto, potente paesaggio. Si tratta di suggestioni che vanno e vengono senza strappi, prodotte da rimandi sottili, evanescenti. Potremmo trovarci in una visione fanta-pop-folk di Yann Tiersen oppure nel Pinocchio di Comencini. Non importa. A ognuno i suoi sogni. (Giulio Accettulli, Ribéss records) v e n e r d ì 2 7 h , s a b a t o 2 8 h d o m e n i c a 2 9 g i u g n o h ( d u r a t a 5 0 m i n. ) M U S I C A D A C U C I N A I suoni della cucina, intimità e atmosfere dal tintinnio di bicchieri al fischio del bollitore in una performance che cresce piano piano, come una pietanza nel forno, svelando la magia dei gesti quotidiani. Come un arrotino o uno spazzacamino che passano di casa in casa ad affilare e pulire, così anche con la musica poter andare di cucina in cucina a creare canzoni e musica con gli utensili a disposizione nel luogo, portando di casa in casa, di paese in paese, pensieri, emozioni e poesia. L idea è quello di catturare i suoni della cucina per creare un tappeto sonoro sul quale ricamare melodie di chitarra, clarinetto e fisarmonica. L effetto è una musica particolarmente suggestiva, un corpo sonoro etereo e ipnotico in cui si innestano suoni familiari ed evocativi come l acqua che scorre. Il progetto si inserisce in un percorso di ricerca di nuove sonorità e modalità di utilizzo di strumenti non convenzionali, senza disdegnare comunque una forte componente melodica ritenuta fondamentale perchè il risultato finale sia effettivamente comunicativo. v e n e r d ì 2 7 h , s a b a t o 2 8 h e d o m e n i c a 2 9 g i u g n o h ( d u r a t a 2 0 m i n. ) : : P I G R E C O : : I l m o s t r o s u l l ' a l t a l e n a e l E k t r o L i v E c i r C u s Il progetto nasce dall urgenza di affermare che c è una musica elettronica che non è una pratica nerd di rinuncia alla vita. Il tentativo è di porsi all incrocio tra la purezza igienica del software, e la necessaria sporcizia palpabile della musica suonata, come simulacro del mondo reale e come mondo reale stesso. Di certa elettronica si recuperano alcune sonorità, o l utilizzo del loop come unico fattore ritmico, ma anche come fluidificante e segmentatore insieme. Del loop però se ne offre una specie di parodia in quanto per definizione l analogico, non dà mai due copie identiche. Non per questo si tratta di abbandonare il loop, piuttosto di utilizzarlo in questo modo umanizzato e revitalizzato. Da vero nerd, l unico personaggio umano in scena, spinge bottoni per attivare applicazioni. Si tratta però di pulsanti reali per applicazioni altrettanto fisiche. Applicazioni ingigantite e analogizzate. La strapresenza di macchine viene confrontata con le incombenze della materia. Con le sue imperfezioni, con i suoi difetti, con l umanità delle piccole storie che ogni meccanismo racconta purché sia possibile verificarne il funzionamento. Un live-media in cui l unica cosa da vedere non sia una faccia tesa illuminata dallo schermo del portatile. Il termine live in questo senso esclude il campionamento, come riesumazione di eventi registrati in passato e riproposti nel presente. v e n e r d ì 2 7 h , s a b a t o 2 8 h e d o m e n i c a 2 9 g i u g n o h e ( d u r a t a 1 h. / 4 0 m i n. ) T A F U Z Z Y C I R C U S T a f u z z y r e c o r d s Tafuzzy Circus è un progetto pensato in esclusiva per Itinerario Stabile Facendo finta di giocare perché crederci sembrava ancora troppo nasceva nel 2003: Tafuzzy Records, etichetta indipendente romagnola. Tafuzzy Records è nata grazie alla convinzione che insieme è meglio e che la stampante laser jet, il masterizzatore e internet sono grandi invenzioni dell epoca moderna. E' contenitore di esperienze varie, di artisti a tutto tondo, di teste calde e teste dure, di incontenibile creatività e creazioni. Gli artisti Tafuzzy metteranno in scena, per Itinerario Stabile, attraverso interventi sonori, visivi, pittorici e performativi, il mondo e il sentire proprio dell esperienza Tafuzzy, affatto dissimile da alcuni aspetti peculiari del concetto di circo: dall idea di carovana in movimento a quella di comunità chiusa e autosufficiente, la condivisione di risorse e l apporto personale a quello che sarà lo spettacolo comune, l impegno certosino nella propria disciplina e l inevitabile amarezza e malinconia di fondo presentata al pubblico con la maschera del divertimento, dell ironia e dello stupore.

11 SCHEDE DETTAGLIATE 1 v e n e r d ì 2 7 h e , s a b a t o 2 8 h e d o m e n i c a 2 9 g i u g n o h e ( d u r a t a 4 0 m i n. ) O R T H O G R A P H E E r i n n e r u n g L o s p a r t i t o d e i n u m e r i p r i m i Erinnerung è un ascolto musicale composto da due tracce sonore realizzate a partire dalla stessa sequenza numerica di cui viene seguito, in maniera geometrica, il criterio di costruzione e compilazione. Lo spartito è la trasposizione sonora della serie dei numeri primi ordinati secondo i multipli del numero sei: una specie di gioco matematico simile al crivello di Eratostene, un setaccio meccanico che permette di selezionare i numeri primi dall'insieme dei numeri naturali. Tale serie può essere visualizzata come una doppia sequenza infinita di coppie di numeri gemelli che differiscono tra loro di due unità (5 e 7; 11 e 13; 17 e 19...). La caratteristica di tali coppie è di precedere e seguire rispettivamente tutti i multipli del sei. Questa duplice serie non include solo tutti i numeri primi ma anche tutti i prodotti dei numeri primi moltiplicati tra loro. Nelle due composizioni la trama sonora diviene il negativo di un positivo di numeri primi associati al vuoto lasciato dall'interruzione di suoni. Ciò che ha un suono, che può essere tradotto in uno spartito leggibile ed eseguibile all'infinito, sono le ripetizioni; per ogni numero primo che fa la sua comparsa partendo dalla prima coppia 5 e 7 esistono infinite ripetizioni a intervalli regolari dei rispettivi multipli. Il procedimento che genera lo spartito segue le regole di un bizzarro ricamo: l'ornamento si dipana in una serie infinita di linee spezzate e asimmetriche che riuniscono i multipli di ciascun numero primo in un intreccio sempre più fitto. Si crea una melodia e un ritmo quasi familiare. Qualcosa che ci ha sempre accompagnati fin da quando siamo piccoli e abbiamo la capacità di ricordare, ma che nonostante questa familiarità non si ripete mai uguale a se stesso nell'insieme. Erinnerung in tedesco significa "ricordo", ma la parola di per sé ha una consistenza onomatopeica che ricorda il componimento stesso che abbiamo realizzato. produzione Orthographe in collaborazione con il Festival delle Colline Torinesi L E S T A G I O N I D E L L ' A R C H I T E T T U R A Le stagioni dell'architettura è uno spazio di dialogo fra natura e architettura, progettato da Riccardo Belinci e Carlo Scolari, che in occasione di Itinerario Stabile si vestirà di una nuova forma divenendo parte integrante della scenografia di Circus City. la crescita e il mutamento dello spazio nel tempo diventano le variabili secondo le quali il progetto evolve in un opera che, come la vita, non è mai finita progetto prodotto dal Bando Nutrimenti 2007 sostenuto dalla Provincia di Forlì-Cesena e dalla Regione Umbria S C E N A R I U R B A N I I N F O R M A T O A 4 Il progetto Scenari Urbani in Formato A4 partito nel 2007 assume nuova forma e diviene un'installazione all'interno del progetto scenografico Circus City. Dal 27 al 29 giugno 2008 sarà quindi possibile camminare, ascoltare, osservare e distendersi nella Audio Guida Urbana creata a seguito del concorso aperto ai cittadini di Cesena. Progetto installativo a cura degli studenti di Architettura Scenari urbani diviene una Audio Guida Urbana in collaborazione con Unità Progetto Giovani e Quartiere Oltre Savio S V I O O D E L C I N E M A M U T O Tre visioni sul Circo a cura di Morena Cecchetti T H E C A M E R A M A N O I O... E L A S C I M M I A di Buster Keaton USA, 1928, 70' venerdì 27 h Filmare è riprodurre le apparenze del reale. E catturare il mondo e riattivarlo. (F.Casetti) La scimmia imita, sbeffeggia e copia i gesti. La macchina da presa ri-prende, duplica e ri-vede, ri-vive. Buster Keaton trarrà giovamento dall incontro di queste due figure: la scimmia infatti imiterà il comportamento del cineoperatore, girando la manovella della cinepresa P I N O C C H I O di Giulio Antamoro (Gant) ITA, 1911, 70' sabato 28 h Il primo film della storia del cinema su Pinocchio. Il protagonista è Ferdinand Guillaume, meglio conosciuto con i nomi d arte Tontolini e Polidor. Polidor è figlio di artisti circensi e, come da tradizione, diventa acrobata, clown, giocoliere. E con un acrobazia, una piroetta all indietro, che si trasforma in Pinocchio per dare inizio al film. I L C I R C O di Charlie Chaplin USA, 1928, 69' domenica 29 h Il film vale l Oscar alla carriera a Charles Chaplin appena trentenne, ne riceverà un altro nel Il padrone di un circo cerca di iniziare Charlot al mestiere di clown. Otterrà scarsi risultati. Charlot è un clown involontario, la sua comicità risiede proprio nella non consapevolezza. Tutte le volte che tenterà un ruolo circense, sia esso il clown o il funambolo, romperà gli equilibri del tendone irrompendo con le disavventure che tanto ce lo fanno amare.

12 d o m e n i c a 2 9 m a t t i n a h C i r c u s C i t y L u n g o F i u m e S a v i o INDIPENDENZ DEI 3 Incontro aperto della rete nazionale degli spazi indipendenti organizzato da "La Differenza". Coordina Gian Maria Tosatti. 12 Nel settembre del 2007, all interno del Festival Teatro Italia di Napoli alcune delle più vivaci e rappresentative strutture indipendenti del teatro italiano si incontravano su invito del Damm. Da quel momento, sotto il titolo di Indipendenz dei, prendeva avvio un percorso estremamente significativo nella scena culturale nazionale. Nasceva un percorso consapevole di emersione di quegli operatori che nei rispettivi territori, negli ultimi anni erano stati il motore più dinamico nella promozione e produzione di ricerche artistiche contemporanee, sia sul piano spettacolare che su quello del rapporto con il pubblico. Il primo appuntamento napoletano passò il testimone ad un secondo incontro al Teatro Palladium di Roma, promosso dalla Provincia di Roma nell ambito del progetto Scenari Indipendenti ed organizzato dalla redazione de La differenza settimale di cultura finanziato dalla Provincia di Roma, dalla Regione Lazio e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. In quell appuntamento (aperto al pubblico) gli operatori incontratisi a Napoli, con l aggiunta di altri invitati, iniziavano ad esprimere con chiarezza una serie di necessità organizzative e politiche perché quel gruppo autoconvocato iniziasse a prendere la forma di una rete nazionale di operatori indipendenti attivi nel contemporaneo. Gli obiettivi di questo nuovo soggetto in costituzione si riassumevano in cinque punti sintetici: scambiare informazioni sulle progettualità utili a favorire sinergie interregionali, costituire una rappresentanza politica in grado di confrontarsi e dialogare con le istituzioni nazionali in campo a riforme legislative sullo spettacolo, aprire sottoreti di dialogo nelle diverse regioni e costruire le basi per una ottimale relazione con le istituzioni territoriali e con gli altri operatori dello spettacolo (tra cui il mondo della stabilità più vicino alle istanze dell innovazione), proseguire periodicamente incontri di livello nazionale per definire di volta in volta un agenda di priorità. Dopo alcuni mesi di lavoro compiuto dalle strutture nei propri territori, la redazione de La differenza, chiamata a coordinare i primi incontri della rete, in collaborazione con Itinerario Festival, convocano un nuovo appuntamento di confronto in apertura della stagione festivaliera. Indipendenz dei 3 appuntamento previsto all interno di Itinerario Stabile 08 vedrà coinvolti: Graziano Graziani Rialtosantambrogio (Roma) Giorgina Pilozzi Angelo Mai (Roma) Luca Brinchi Kollatino Underground / Santasangre lab (Roma) Luca Ricci Kilowatt Festival (Arezzo) Lucio Mattioli es.terni festival (Terni) Edoardo Favetti PiM (Milano) Federica Fracassi Teatro i (Milano) Alessandra Maculan Compagnia Dionisi (Milano) Andrea Saggiano Damm (Napoli) Agostino Riitano Eruzioni Festival (Napoli) Sergio Zinna Zoculture (Catania) Maurizio Argan Festival le Voci dell Anima (Rimini) Claudio Angelini Ipercorpo Città di Ebla (Forlì) Eugenio Tontini MalaFesta (Santarcangelo) L incontro sarà aperto al pubblico e agli operatori che vorranno partecipare e intervenire. w w w. d i f f e r e n z a. o r g

13 ITINERARIO PRATICITA' d a v e n e r d ì 2 7 a d o m e n i c a 2 9 d a l l e h sarà aperto il punto ristoro gestito da LEGO METRONOME CAFE' e OSTERIA VOLANTE Tutti gli spettacoli sono a ingresso libero eccetto: 13 venerdì 20 e sabato 21 Teatro Valdoca Sacrificale - Chiesa dello Spirito Santo (Via Milani, 15) 4 repliche per 50 persone alla volta (h ) ingresso a pagamento (5 ) prenotazione obbligatoria il biglietto si potrà ritirare presso la Sede del Teatro e Officina Valdoca entro le h di giovedì 19 giugno oppure direttamente venerdì 20 e sabato 21 giugno dalle h presso la biglietteria che sarà collocata all'ingresso della Chiesa dello Spirito Santo. mercoledì 25 e giovedì 26 Vincenzo Schino Voilà - Teatro Bonci (Piazza Guidazzi, 1) h (durata 50 min.) ingresso a pagamento (7 ) prenotazione obbligatoria il biglietto si potrà ritirare presso la Sede del Teatro e Officina Valdoca entro le di martedì 24 giugno oppure direttamente i giorni di spettacolo dalle alle dalle alle venerdì 27 e sabato 28 Vincenzo Schino Polittico_Operetta2 - Circus City (Lungo Fiume Savio) venerdì 27 h (durata 30 min.) sabato 28 h (durata 1 h.) ingresso per 9 spettatori alla volta ogni 5 min. circa le modalità e l'orario di ingresso devono essere concordati con la biglietteria. ingresso a pagamento (2 ) prenotazione obbligatoria - il biglietto si potrà ritirare presso la Sede del Teatro e Officina Valdoca entro le di giovedì 26 giugno oppure direttamente venerdì 27 telefonando al in caso di pioggia gli spettacoli avranno luogo nei seguenti spazi: Teatro Valdoca (Via Aldini 26) e Cinema Jolly (Via Canonico Lugaresi 202) per prenotazioni e informazioni: + 39 [0] per ritiro biglietti: Sede del Teatro e Officina Valdoca > Via Aldini 26 - Cesena (FC) l'ufficio è aperto dalle alle dal lunedì al venerdì E' PREFERIBILE PRENDERE ACCORDI CIRCA LE MODALITA' DI RITIRO DEL BIGLIETTO. per gli operatori e per la stampa: PUNTI INFORMATIVI Uffici URP e IAT (Loggiato di Piazza del Popolo) Lego Metronome Cafè (Vicolo Cesuola) Ufficio Cultura (Via Aldini 22) per pernottare a Cesena Express by Holiday Inn + 39 [0]

14 CREDITI la direzione generale e la progettazione artistica sono a cura di Dario Giovannini, Roberta Magnani e Samantha Turci 14 progetto artistico CIRCUS CITY a cura di Istvan Zimmermann (Plastikart) con la collaborazione di Roberta Magnani e Samantha Turci degli studenti della Facoltà di Architettura "Aldo Rossi" di Cesena: Nicola Battistelli, Gabriele Battistini, Simone Bombardi, Margherita Castellani, Stefano Gabrielli, Giulia Maria Lontani, Pietro Losco, Davide Lucrezio, Giancarlo Maresi, Laura Masini, Lorenzo Nanni, Pierfrancesco Paradisi, Valentina Pozzi, Monica Roselli, Andrea Sperandio e grazie ai Proff. Gianni Braghieri, Francesco Saverio Fera e Massimo Sordi e all'arch. Giada Vignali con il supporto, per l organizzazione e la realizzazione di Francesco Macori e lo staff di EDIL PIÙ Costruzioni progetto SVIO o del Cinema Muto a cura di Morena Cecchetti direzione logistica e ospitalità Mirko Abbondanza e Samantha Turci organizzazione e amministrazione Valentina Baruzzi, Morena Cecchetti, Dario Giovannini, Roberta Magnani e Samantha Turci direzione tecnica Michele Bertoni e Luca Fusconi collaboratore organizzativo per la rete Ipercorpo_Itinerario_MalaFesta Eugenio Tontini fotografia Alessio Cavallucci reportage video Fabio Venturi_Linguacerba progetto grafico Dario Giovannini, Samantha Turci e Studenti della Facoltà di Architettura ufficio stampa / comunicazione Roberta Magnani tecnico del suono Paolo Baldoni collaboratore tecnico Dario Sajeva stagista Silvia Castagnino chef de cuisine Rurie Ogata e Piero Corradino Giovannini sous-chef Luca Fedele ringraziamo Maurizio Bertoni, Gianni Braghieri, Francesco Macori, Massimo e Meri di Edil Più, Cesare Ronconi grazie anche a Fabrizio Abbondanza, Claudio Angelini e Città di Ebla, Pierluigi Bazzocchi e tutto lo IAT, Andrea Biondi, Eddi Bisulli e Viaterrea, Isabella Bordoni, Stefano Campana e il Quartiere Oltre Savio, Barbara Canfarini, Christian Casadei, Emanuela Dallagiovanna, Monica Esposito, Francesco Saverio Fera, Gionni e Areasismica, Matteo Gaggi, Francesca Giovanardi e tutta l'unità di Progetto Giovani/Garage e Bulirò, Daniele Gualdi, Mariangela Gualtieri, Paolo Lucchi, Giuditta Lughi, Gino Malacarne, Cristina Nisi, Valdes Onofri, Giovanni Poletti, Franco Pollini, Sandro Soldati e il Quartiere Centro Urbano, Massimo Sordi, Remo Vigorelli e Blunautilus. e infine grazie a Istvan e tutto lo staff della Plastikart, Officina Valdoca Tutta, gli Aidoru, tutti i ragazzi di Architettura e tutti i nostri preziosi e valorosi volontari!! tel.fax + 39 [0] mob

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