Il telerilevamento per il monitoraggio degli effetti degli incendi forestali

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Il telerilevamento per il monitoraggio degli effetti degli incendi forestali"

Transcript

1 Il telerilevamento per il monitoraggio degli effetti degli incendi forestali Lorenzo Bottai 1, Alessandro Montaghi 2 e Fabio Maselli 3 1 LaMMA, Via Madonna del Piano, Edificio D Sesto Fiorentino (Fi). 2 geolab, Dipartimento di Scienze e Tecnologie Ambientali Forestali, Università degli Studi di Firenze, Via S. Bonaventura 13, Firenze 3 IBIMET-CNR, Via Caproni 8, Firenze Riassunto Gli incendi boschivi sono un fenomeno che si verifica stagionalmente nell area mediterranea, in particolare nella penisola Italiana, in dipendenza delle caratteristiche climatiche dell area, della vegetazione e dello stato di secchezza del combustibile presente. Nel presente lavoro vengono illustrate le principali capacità del telerilevamento, integrato con l utilizzo di Sistemi Informativi Geografici (GIS), per il monitoraggio della vegetazione percorsa da incendio. In questo ambito vengono considerati sia lo studio delle aree percorse da incendio, che il monitoraggio della ripresa vegetativa negli anni successivi all evento. Nel lavoro vengono identificate due metodologie principali. La prima è basata su analisi multitemporali, attraverso scene acquisite in due istanti diversi (pre- e post-evento), applicando procedure di analisi dei cambiamenti (Change Detection Analysis). La seconda metodologia riguarda l acquisizione di una singola immagine monotemporale post-evento, utilizzando tecniche di estrazione di oggetti presenti sulle scene digitali con classificazioni digitali (Image Segmentation Analysis). Le due tipologie di analisi possono essere applicate partendo dalle bande spettrali che costituiscono la scena acquisita, oppure utilizzando idonee elaborazioni per realizzare indici di vegetazione al fine di evidenziare alcune caratteristiche della vegetazione. Oltre ad una panoramica generale delle principali tecniche di analisi, viene illustrata la metodologia sviluppata presso il LaMMA, nell ambito del progetto Interreg-Medifire, per la perimetrazione delle superfici forestali percorse da incendio. Parole chiave: telerilevamento, immagini multispettrali Landsat, monitoraggio, incendi forestali Remote sensing for monitoring the effects of forest fires Abstract Forest fires are a phenomenon which occurs regularly in the Mediterranean basin, and particularly in the Italian Peninsula. They generally depend on the climatic features of the area, on the vegetation type and on the dryness of existing fuel. The present work illustrates the capacity of remote sensing and GIS methodologies to monitor the effects of fires on forest vegetation. Specifically, both the delineation of areas affected by fires and the monitoring of vegetation re-growth are considered. Two main methodologies are identified, the first based on the analysis of multitemporal scenes (pre and post event), the second based on the use of an unique scene (post event). In the former case change detection techniques are applied, while image segmentation analysis are utilized in the latter case. The two approaches may be applied both starting from the original spectral bands of a scene and star- 75

2 Bottai et al. Il telerilevamento per il monitoraggio degli effetti degli incendi forestali ting from specific transforms aimed at highlighting some vegetation features. A classical example of the second method is provided by the combination of red and near infrared data to compute vegetation indices. The paper concludes with an overview of the methodology developed by LaMMA within the INTERREG-MEDIFIRE project, aimed at delineating forest areas affected by fires. Keywords: remote sensing, Landsat multispectral data, monitoring, forest fires Introduzione Nell area Mediterranea ed in particolare nella penisola Italiana, il fenomeno degli incendi rappresenta una calamità a carattere stagionale data la sua dipendenza dalle condizioni meteorologiche, dalle caratteristiche dei combustibili vegetali e dalle particolarità fisiografiche del territorio. Sovente gli incendi non sono confinati alle sole superfici forestali ma interessano anche sistemi agro-pastorali e aree urbanizzante, costituendo un pericolo reale per la popolazione. Riferendoci alle sole aree boscate, questo fenomeno si verifica principalmente in due distinti periodi dell anno, secondo la diversa dislocazione geografica delle zone considerate. Nelle regioni del centro e sud Italia il massimo degli incendi avviene nel periodo estivo, mentre nel Nord e per zone di alta montagna il fenomeno si verifica principalmente alla fine del periodo invernale. Secondo i dati pubblicati dal Corpo Forestale dello Stato [1990, 2000] il fenomeno monitorato dal 1990 al 2000 mostra caratteristiche preoccupanti. Un primo dato riscontrabile è la costante crescita del numero e della superficie forestale colpita, passando da una media di circa ha incendiati nel 1990 a circa ha nel A livello regionale le più colpite, come numero di incendi, sono la Sardegna, in cui si verificano la metà degli incendi totali del Paese, la Calabria, la Campania e la Toscana [Corpo Forestale dello Stato, 2005, 2006, 2007]. A livello europeo la situazione degli incendi boschivi presenta caratteri allarmanti per tutti i paesi che si affacciano sul bacino del Mediterraneo. Questi paesi sono ogni anno interessati dal problema secondo dinamiche simili a quelle Italiane per l esistenza di comuni aspetti climatici, vegetazionali, storici e culturali che concorrono a determinare diffuse condizioni di vulnerabilità nei confronti del fuoco [Barbosa et al., 2007]. In materia di incendi forestali, Leggi Nazionali e Comunitarie disciplinano le modalità di intervento sia preventivo sia di recupero. In base alla normativa corrente, alle Regioni spetta la programmazione degli interventi di prevenzione, di lotta e di ricostituzione dei soprassuoli bruciati. Gli interventi di avvistamento, spegnimento e la circoscrizione degli incendi sono di competenza dei Comandi stazione del Corpo Forestale, dei Carabinieri e dei Comuni. Di particolare importanza risulta essere la prescrizione formulata circa l impossibilità di edificare a qualunque titolo sui terreni boscati percorsi dal fuoco. Tali zone non possono avere una destinazione diversa da quella in atto prima dell incendio, per evitare che questo possa essere uno strumento per le speculazioni connesse all edilizia. Da questa considerazione deriva la necessità operativa del censimento delle aree bruciate, prevista nella normativa esistente sia a livello nazionale sia a livello locale. La legge quadro di riferimento in materia di incendi boschivi è la L. 353/2000, nella quale si prevede la realizzazione, da parte dei Comuni, di un catasto degli incendi che riporti gli eventi verificatisi negli ultimo quinquennio, la loro localizzazione e relativa perimetrazione, al fine di apporre il vincolo quindicennale al mutamento di destinazione ed il vincolo di inedificabilità, di pascolo e di caccia. Nel caso della Regione Toscana la legge di riferimento è L.R. 39/2000 che attribuisce alle Province il compito di predisporre l inventario e la cartografia delle aree incendiate, mentre è di pertinenza dei singoli Comuni l istituzione del catasto dei boschi e dei pascoli colpiti dalla suddetta calamità. Il presente contributo è basato sulle attività sviluppate presso il laboratorio LaMMA (Labo- 76

3 ratorio di Meteorologia e Modellistica Ambientale) della Regione Toscana, unitamente alla collaborazione con l istituto IBIMET-CNR, nell ambito delle attività di ricerca compiute in questi ultimi 15 anni. In riferimento al progetto GRINFOMED MEDIFIRE, relativo all iniziativa INTERREG, la regione Toscana e il laboratorio LaMMA, si sono occupati della problematica della perimetrazione delle aree forestate percorse da incendio, attraverso l utilizzo di tecnologie innovative di elaborazioni di immagini digitali per l integrazione dei risultati in un Sistema Informativo Territoriale. Uso dei dati satellitari per il monitoraggio degli effetti degli incendi L uso di immagini riprese dai sensori montati a bordo di satelliti per il monitoraggio delle risorse terrestri si è notevolmente diffuso negli ultimi 20 anni, trovando applicazioni pratiche anche in progetti operativi di monitoraggio. Nell ambito del monitoraggio degli incendi, le applicazioni del Telerilevamento contribuiscono a stimare il rischio, la quantità e la tipologia del combustile. Tali informazioni risultano necessarie anche per lo sviluppo e l implementazione dei modelli di simulazione [Finney e Ryan, 1995; Chuvieco et al., 2002; Aguado et al., 2003; Chirici e Corona 2005]. Altri aspetti, sull uso del Telerilevamento, riguardano la perimetrazione delle aree bruciate e il monitoraggio della variazione nel tempo della struttura della vegetazione post-incendio [Marchetti et al., 1995; Chuvieco, 1999; Díaz- Delgado e Pons, 2001; Díaz-Delgado et al., 2003]. Per quanto riguarda la perimetrazione, questa è stata condotta a piccole scale utilizzando dati derivati da sensori a bassa e bassissima risoluzione (es: NOAA-AVHRR, MODIS, METEOSAT, ecc) attraverso tecniche di estrazione automatica o semi-automatica dei perimetri delle aree bruciate [Barbosa et al., 1999; Pereira, 1999]. L avvento delle immagini a media e alta risoluzione multispettrali ha portato ad ampliare il ventaglio di applicazioni possibili, anche in settori dove la scala di riferimento induceva l utilizzo di immagini aeree come sorgente informativa. Diversi studi hanno dimostrato la capacità del Landsat Thematic Mapper (TM) e del Landsat Enhanced Thematic Mapper Plus (ETM+) nelle applicazioni per la delimitazione delle aree percorse dal fuoco [White et al., 1996; Miller e Yool, 2002; Silva et al., 2005; Röder et al., 2008]. Una singola immagine acquisita appena dopo il passaggio del fuoco si è dimostrata sufficiente per lo sviluppo di mappe tematiche in varie superfici forestali [Turner, 1994; Kushla e Ripple, 1998; Twele, 2004; Van Wagtendonk et al., 2004; Cocke et al., 2005; Epting et al., 2005]. Attualmente sono allo studio le informazioni derivate dai sensori montati sui satelliti di tipo commerciale. Negli ultimi anni abbiamo assistito alla progettazione e al successivo lancio in orbita di satelliti ad altissima risoluzione spaziale (risoluzione a terra variabile tra 1 e 0,60 metri) con la possibilità di acquisizione di dati multispettrali, utilizzabili anche nell individuazione e delimitazione delle aree percorse dal fuoco [Chirici et al., 2001; Chirici et al., 2002; De Matteo, 2007]. Le possibilità offerte da queste nuove tecnologie sono quindi sempre più simili a quelle dei prodotti realizzati con sensori aviotrasportati. I sistemi di elaborazione delle immagini da satellite sono normalmente integrati in software per la gestione e l elaborazione dei dati territoriali noti anche con l acronimo GIS (Geographic Information System). La scelta di inserire funzionalità di elaborazione di immagini telerilevate in ambiente GIS deriva dalla necessità di esplicitare delle informazioni che sono contenute potenzialmente nelle immagini e rese disponibili da appropriati algoritmi di calcolo. Attraverso questa tecnologia è possibile attingere ad una fonte di dati di grosso dettaglio geometrico e tematico facilmente reperibile ed aggiornabile. Metodologie di analisi L identificazione delle aree percorse da incendio può essere effettuata utilizzando due metodologie distinte, basate rispettivamente su analisi multispettrale monotemporale e su ana- 77

4 Bottai et al. Il telerilevamento per il monitoraggio degli effetti degli incendi forestali lisi multispettrale multitemporale [Hall et al., 1980; Tanaka et al., 1983; Burgan et al., 1984; Milne et al., 1986; Chuvieco et al., 1988; Jakubauskas et al. 1990; Lopez Garcia et al. 1991; Bottai et al. 1999]. Nel caso dell analisi monotemporale vengono utilizzate varie metodologie per mettere in evidenza l area percorsa da incendio. Molte di queste tecniche sono basate sull uso di immagini derivate dall elaborazioni delle singole bande, secondo apposite combinazioni, per far risaltare alcuni aspetti della vegetazione (indici di vegetazione). Diversi autori hanno dimostrato una buona correlazione tra gli indici di vegetazione, calcolati da dati telerilevati delle aree incendiate, e il grado di danno dell incendio [García-Haro et al., 2001; Sunar e Özkan, 2001; Díaz-Delgado et al., 2003; Ruiz-Gallardo et al., 2004; Doerr et al., 2006; Hammill e Bradstock, 2006]. Tra gli indici più comunemente utilizzati l NDVI (Normalized Difference Vegetation Index) mostra una buona correlazione con i dati misurati a terra della gravità del danno [Sunar e Özkan, 2001; Chafer et al., 2004; Hammill e Bradstock, 2006]. L NDVI è definito come [1]: NDVI = (ρnir- ρred)/ (ρnir+ ρred) [1] dove ρnir e ρred sono rispettivamente le riflettanze delle bande del vicino infrarosso e del rosso. In accordo con White et al. (1996) la banda del 7 (SWIR) del Landsat Thematic Mapper (TM), utilizzata al posto di quella del rosso (NIR-SWIR), mostra una correlazione maggiore rispetto all NDVI. L indice NIR-SWIR, originariamente designato per stimare il contenuto di acqua della vegetazione [Hunt e Rock, 1989; Gao, 1996; Fraser et al., 2000; De Santis et al., 2006], si dimostrato utile anche per la mappatura delle aree bruciate [López García e Caselles, 1991], in quanto l incendio determina una forte diminuzione nel contenuto di umidità delle piante e del suolo. L indice NIR-SWIR più efficace nello stimare il grado di danno dell incendio è il NBR (Normalized Burned Ratio), proposto da Key e Benson [2002], espresso come [2]: NBR = (ρ4- ρ7)/ (ρ4+ ρ7) [2] dove ρ4 e ρ7 sono rispettivamente la banda 4 (NIR) e la banda 7 (SWIR) del Landsat TM. L indice NBR si basa sul principio che in un area a vegetazione, in cui si è verificato il passaggio del fuoco, si osserva una diminuzione della riflettanza del NIR con un aumento sia della riflettanza dell infrarosso medio [Chuvieco e Congalton, 1988] e della temperatura. In base a questo concetto, è stato proposto recentemente da Holden et al. [2005] l indice NBRT (Normalized Burn Ratio-Thermal), che include anche la banda del termico. La formulazione di questo ultimo indice, che si è rilevato molto efficace nella determinazione dell area colpita, risulta la seguente [3]: NBRT = (b4 (b7 *SBb6)) / (b4 + (b7 *SBb6)) [3] Dove b4 e b7 sono rispettivamente le bande 4 e 7 del Landsat mentre SBb6 scaled brightness temperature è ricavata dalla banda 6 [Holden et al., 2005]. Altre tecniche sono incentrate sull elaborazione per l individuazione di oggetti, presenti nell immagine, tramite classificazioni automatiche [Wulder et al., 2006]. Nel caso dell analisi multitemporale, vengono utilizzate tutte le metodologie di indagine sovra-descritte, seguite da analisi con algoritmi di Change-detection. Questi algoritmi possono essere basati su dati qualitativi (confronto tra due classificazioni ottenute in due istanti temporali successivi) o quantitativi (confronto tra bande o elaborazioni di bande, 78

5 indici di vegetazione, acquisite e calcolate in due istanti temporali successivi). In genere gli algoritmi di classificazione automatica delle aree percorse da incendi sono basati sull uso di indici di vegetazione [Tanaka et al., 1983; Sader et al., 1989]. La seguente Tabella 1 descrive in maniera sintetica i principali metodi di analisi degli effetti degli incendi basati sull uso di una o più immagini. Tabella 1 - Principali tecniche di analisi per la derivazione delle aree percorse da incendio. Analisi basata su una scena Tutte le elaborazioni sono basate sulle caratteristiche spettrali dell oggetto area bruciata e utilizzano metodi di classificazione delle immagini, considerando le bande della scena o singoli indici elaborati con semplici algoritmi di level-slicing (soglie sull istogramma). Analisi basata su due scene In questo caso, molte tecniche pixel-based sono state sviluppate al fine di comparare alcune caratteristiche dei singoli pixel riferiti a scene acquisite in periodi diversi. Sempre in questo tipo di analisi possiamo distinguere: Analisi per comparazione multitemporale sulle singole bande Analisi per comparazione multitemporale sulle classificazioni Analisi per comparazione di indici di vegetazione Caso di studio Reggello In questo paragrafo viene descritta operativamente la procedura sviluppata presso il LaMMA (Laboratorio di Meteorologia e Modellistica Ambientale Regione Toscana), che consente la realizzazione del catasto informatizzato delle aree percorse da incendio a partire dall integrazione di immagini telerilevate e dati ausiliari in formato GIS. In questo caso di studio sono stati testati alcuni degli algoritmi di classificazione delle aree percorse da incendio descritti precedentemente. L incendio analizzato è avvenuto in data , vicino all abitato di Reggello (Firenze). La superficie percorsa stimata, riportata nelle schede A.I.B. (Anti Incendi Boschivi) del Corpo Forestale, è stata di circa 140 ha. Rispetto ai numerosi incendi che si verificano nelle aree caratterizzate da clima mediterraneo, questo caso risulta particolare essendo localizzato in un area pedomontana a quota di circa m sull Appennino Toscano, nella zona fito-climatica del Castanetum. L incendio si è sviluppato in una zona caratterizzata da boschi a densità rada e cespuglieti in evoluzione. La formazione forestale presente era costituita da boschi eterogenei di Pino nero (Pinus nigra L.), Roverella (Quercus pubescens L.) e Castagno (Castanea sativa Mill.) di età compresa tra 25 e 30 anni. Dall intera superficie colpita sono da scorporare circa 30 ha di territori agricoli coltivati principalmente ad oliveti. In termini di uso suolo le superfici colpite sono state le seguenti: alto fusto resinose 30 ha, alto fusto misto 20 ha, ceduo semplice 20 ha, boschi radi 40 ha, frutteti e oliveti 20 ha, pascolo 10 ha. Metodologia utilizzata per la mappatura dell incendio Il sistema sviluppato è in grado di delimitare le aree boscate percorse da incendio e di generare una apposita cartografia digitale sovrapponibile a quelle tecniche di riferimento. In questo sistema è previsto l utilizzo del dato digitale multispettrale in modo da consentire un analisi in automatico delle aree potenzialmente percorse da incendio. Una fase di fo- 79

6 Bottai et al. Il telerilevamento per il monitoraggio degli effetti degli incendi forestali tointerpretazione a video è necessaria per il rilievo definitivo e per riportare l area rilevata su base catastale. In generale, la metodologia sviluppata è in gradi di supportare qualsiasi dato digitale multispettrale, sia derivato da sensori satellitari che da sensori aviotrasportati, anche se la soluzione prefigurata prevede un analisi di dati digitali multispettrali acquisiti con sensori aviotrasportati o dati satellitari della nuova generazione. Il sistema è basato su software GIS con funzioni di ImageProcessing che ha consentito di gestire contemporaneamente i seguenti dati: - basi cartografiche: 1) cartografia tecnica Regionale sezioni CTR 10K; 2) cartografia Catastale mosaico in scala 1:5.000; 3) canopine catastali in scala 1:2.000 relative all area di indagine. - dati digitali multispettrali: 1) immagini satellitari Landsat TM antecedenti all incendio; 2) immagini satellitari Landsat TM successive all incendio. I dati digitali sono stati elaborati attraverso la seguente catena di pre-processamento: 1) Correzioni di sistema per eliminare gli errori di acquisizione e di posizione del mezzo di trasporto; 2) correzioni geometriche al fine di eliminare le deformazioni introdotte dall orografia del territorio ripreso (orto-correzione con DTM). Segue la fase di Gereferenziazione ed eventuale proiezione nel sistema di riferimento adottato per una perfetta sovrapposizione tra il dato digitale e le mappe topografiche e catastali di riferimento. Elaborazioni digitali effettuate Prima dell elaborazione degli indici di vegetazione sono stati trasformati i valori digitali in valori di riflettanza e con essi è stato calcolato l indice di vegetazione NDVI [Jackson 1983, Hute 1988]. Le immagini di NDVI pre- e post-incendio sono mostrate nella Figura 1. Da questa figura si può facilmente notare l area colpita dell incendio. Prima dell evento l indice di vegetazione presenta valori decisamente più alti rispetto alla scena ripresa successivamente. La scena post-evento mostra l area percorsa, evidenziando un area compatta a basso valore di indice di vegetazione. Oltre all indice NDVI è stata utilizzata direttamente anche la sola banda dell infrarosso vicino. Attraverso questa fase l operatore identifica con una sola scena l area percorsa da incendio per fotointerpretazione o identificando delle soglie specifiche sui singoli indici. In pratica i valori bassi degli indici sono legati alla perdita di copertura vegetale attiva. Il sistema è in grado di effettuare la classificazione e segmentazione di scene monotemporali. La tecnica di classificazione si basa su una procedura che consta di tre fasi: 1) ricerca delle firme spettrali; 2) classificazione con algoritmo di massima verosimiglianza; 3) verifica dell accuratezza. Nel caso di utilizzo di dati multitemporali la procedura adottata prevede l applicazione di tecniche decorrelanti, tipo le analisi delle componenti principali (PCA). In pratica si seleziona l indice di vegetazione più promettente delle due scene e viene applicata la trasformata PCA. La prima componente rappresenta le aree con caratteristiche di non cambiamento mentre la seconda mette in evidenza le aree con maggiore decorrelazione, che corrispondono nel caso di studio alle zone che hanno subito i maggiori cambiamenti dovuti al passaggio del fuoco. I risultati di questa analisi effettuata sui dati di Reggello sono mostrati in Figura 2. La Figura 3 riporta le firme spettrali di un area percorsa da incendio ed di una non percorsa. 80

7 Figura 1A - Immagine NDVI di Reggello derivata dalla scena TM acquisita prima dell incendio. Figura 1B - Immagine NDVI di Reggello derivata dalla scena TM acquisita dopo l incendio (all interno del quadrato è visibile l area percorsa dall incendio). Tale figura ci permette di comprendere il comportamento spettrale delle superfici da evidenziare. In particolare si vuole sottolineare oltre all evidente diminuzione della riflettanza nella banda dell infrarosso anche l innalzamento della emissione nella banda del termico. Questo fenomeno è utilizzato per mettere in evidenza in modo più preciso le aree colpite dall incendio. Figura 2 - Risultati dell algoritmo automatico di decorrelazione applicato all immagini IRI di Reggello. L immagine di sinistra mostra il grafico riportante sull ascissa l indice IRI prima dell evento mentre sull ordinata quello post-evento. Le aree che presentano i cambiamenti e quindi quelle che probabilmente sono state percorse da incendio sono quelle lontane dalla linea di regressione (IRI post evento più basso rispetto ad IRI pre-evento). L immagine di destra mostra il risultato dell analisi decorrelante realizzata con l elaborazione per PCA (Principal Component Analisys) con le due immagini derivate (all interno del quadrato è visibile l area percorsa dall incendio). 81

8 Bottai et al. Il telerilevamento per il monitoraggio degli effetti degli incendi forestali Figura 3 - Confronto tra firme spettrali di un area percorsa da incendio e una non percorsa. Notare come sia diversa nei conteggi digitali la banda 4 della scena acquisita dopo l incendio. La Figura 4 mostra gli scatter plot ottenuti utilizzando le bande del sensore ETM+ montato su satellite Landsat. I box in evidenza sono i limiti massimi e minini delle firme spettrali delle seguenti categorie: area incendiata, vegetazione forestale, aree nude. In tutti gli scatter plot la distribuzione dei pixel relativi alle diverse categorie è comunque in senso orario partendo dall alto con la classe vegetazione forestale, seguita dalle aree prive di vegetazione fino alla categoria area percorsa da incendio. Risulta visibile la forte separabilità delle classi prese come riferimento, con la differenza maggiore per le classi vegetato ed area incendiata, con una evidente separazione anche tra la classe area incendiata e area nuda [Richards, 1993]. La Figura 5 rappresenta l elaborazione in falsi colori utilizzata come dato ausiliario per la fase di fotointerpretazione. L immagine di sinistra risulta essere una comune combinazione in falsi colori 4,5,3 che spesso viene utilizzata per la realizzazione di cartografia tematica dell uso suolo (progetto Corine2000). L immagine di destra è stata realizzata a partire da una combinazione di bande che utilizzano anche la banda 6 del termico. In pratica sono state realizzate tre bande sintetiche utilizzate successivamente in combinazione RGB. Queste immagini sintetiche sono state calcolate secondo la seguente formula [4, 5 e 6]: Canale del rosso = B7 + 3B6 + B5 [4]; Canale del verde = B6+3B5+B4 [5]; Canale del blu = B3+3B2 + B1 [6]. Questa combinazione di bande risulta molto promettente per la determinazione delle aree percorse da incendio in quanto la banda 6 del termico, utilizzata in combinazione con la banda 7 e 5, mette bene in evidenza le aree percorse da incendio che risultano di colore granata. Attraverso l utilizzo dei tematismi descritti, sono state individuate le aree percorse da incendio con digitalizzazione diretta a video. Successivamente è stata realizzata una scheda per ogni area percorsa da incendio dove sono indicate tutte le informazioni geometriche, la percentuale e il tipo di uso del suolo dell area interessata e una monografia riportante il po- 82

9 Figura 4 - Caratteristiche spettrali e confronto tra aree percorse da incendio, aree boscate e aree nude utilizzando le bande del landsat. Si notino la forte separabilità delle tre classi individuate (figura a sinstra: rapporto B4/B6; centrale: B4/B3; a destra: B4/B7). Figura 5A - Elaborazione RGB 453 della scena dopo l incendio (all interno del quadrato è visibile l area percorsa dall incendio). Figura 5B - Elaborazione RGB = (B7+3B6+B5), (B6+3B5+B4), (B3+3B2+B1) della scena dopo l incendio (all interno del quadrato è visibile l area percorsa dall incendio). ligono sovrapposto alla cartografia di riferimento. Contemporaneamente sono stati riportati gli estremi catastali (Comune, foglio e Particella) delle particelle ricadenti dentro la zona interessata al fenomeno. Si è infine provveduto alla verifica dell area percorsa da incendio nell immagine LANDSAT 5 ETM 29 settembre I risultati delle elaborazioni effettuate sono visibili in Figura 6. L area percorsa dall incendio è risultata di circa 172 ha. Con l operazione di intersect tra i fogli catastali e lo shape di fotointerpretazione sono stati individuate le particelle investite dall evento. Conclusioni Nella prima parte del presente articolo è stato mostrato come siano attualmente disponibili numerose metodologie basate sull uso di immagini telerilevate che consentono la mappatu- 83

10 Bottai et al. Il telerilevamento per il monitoraggio degli effetti degli incendi forestali Figura 6 - Risultato cartografico ottenuto dall intersezione dell area individuata da satellite e i fogli catastali con le relative particelle sovrapposto alla Carta Tecnica regionale (scala 1:10.000). ra automatica o semi-automatica delle aree dove sono avvenuti incendi boschivi. E inoltre possibile usare simili metodologie per la valutazione del livello di danno e delle relative fasi di recupero della vegetazione forestale. La sperimentazione condotta ha mostrato i risultati ottenibili applicando queste metodologie ad un caso di studio in Toscana. Tale sperimentazione ha anche messo in luce la presenza di alcune problematiche aperte a livello applicativo. Gli standard per la restituzione cartografica delle mappe ottenute richiedono infatti l uso di immagini ad altissima risoluzione spaziale (nell ordine del metro), che sono piuttosto costose e necessitano di lunghi tempi di pre-elaborazione. Deve inoltre essere affrontato il problema del riconoscimento dei vari livelli di danno, che è spesso di difficile realizzazione senza una taratura locale delle metodologie adottate. Alla luce dei risultati ottenuti, e nonostante le limitazioni descritte, le metodologie di analisi semi-automatica delle immagini satellitarie per mappare gli effetti degli incendi stanno divenendo sempre più diffuse. Le prossime fasi sperimentali dovranno rendere tali metodologie sempre più capaci di funzionare in modo automatico e di produrre output standardizzati di alta qualità sia geometrica che tematica. Bibliografia Aguado I., Chuvieco E., Martín P., Salas J. (2003) - Assessment of forest fire danger conditions in southern Spain from NOAA images and meteorological indices. Int. J. Remote 84

11 Sens., 24(8): Barbosa P., Amatulli G., Boca R., Camia A., Kucera J., Libertà G., San-Miguel Ayanz J., Schmuck G., Schulte E., Dierks H.H. (2006) - Forest Fires in Europe EUR - Scientific and Technical Research series, Luxembourg pp. 77. Barbosa P. M., Grégoire J.M., Pereira J.M.C. (1999) - An algorithm for extracting burned areas from time series of AVHRR GAC data applied at continental scale. Remote Sens. Environ., 69: Bottai L., Bagnoli M., Carnemolla S., Oradini A. (1999) - Satellite based monitoring of tuscany wildfires. Proceedings of IUFRO Conference on Remote Sensing and Forest Monitoring, Poland. Burgan R.E., Shasby M.B., (1984) - Mapping broad-area fire potential from digital fuel, terrain and weather data. Journal of Forestry, 82: Chafer C.J., Noonan M., Macnaught E. (2004) - The post-fire measurement of fire severity and intensity in the Christmas 2001 SydneyWildfires. Int. J. Wildland Fire, 13: Chirici G., Corona P. (2005) - An overview of passive remote sensing for post-fire monitoring. 2: Chirici G., Corona P., Marchetti M., Portoghesi P., Travaglini D. (2002) - Feasibility assessment of very high resolution satellite imagery for hierrchical classification of burnt pine stando in a Mediterranean coastal environment. Atti III Congresso SISEF Alberi e foreste per il nuovo millennio, Viterbo, pp Chirici G., Corona P., Dellisanti R., Di Giovine M., Marchetti M., Rossigni P., Travaglini D. (2001) - Confronto e integrazione di dati telerilevati IKONOS e Landsat 7 ETM+ nella valutazione dei danni da incendio in ambiente mediterraneo: il caso della Pineta di castel Fusano. Atti VI Conferenza ASITA, Perugia, vol. I, pp Chuvieco E., Riano D., Aguado I., Cocero D. (2002) - Estimation of fuel moisture content from multitemporal analysis of Landsat thematic mapper reflectance data: Applications in fire danger assessment. Int. J. Remote Sens., 23(11): Chuvieco, E. (1999) - Remote sensing of large wildfires: in the European Mediterranean Basin. Springer Ed., Berlin, pp Chuvieco E., Congalton R.G., (1988) - Mapping and Inventory of Forest Fires form Digital Processing of TM Data. Geocarto International 4: Cocke A.E., Fulé P. Z., Crouse J.E. (2005) - Comparison of burn severity assessments using differenced normalized burn ratio and ground data. Int. J. Wildland Fire, 14: Corpo Forestale dello Stato (2007) - Gli incendi boschivi Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Roma. Corpo Forestale dello Stato (2006) - Gli incendi boschivi Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, Roma. Corpo Forestale dello Stato (2005) - Gli incendi boschivi Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, Roma. De Matteo E., Colombo R., Meroni M., Comini B., Fracassi G., Cavini L., Olivieri M., Deligios G. (2007) - Delimitazione di aree boschive montane percorse dal fuoco mediante immagini satellitari ad alta risoluzione geometrica. 3: De Santis A., Vaughan P., Chuvieco E. (2006) - Foliage moisture content estimation from 1-D and 2-D spectroradiometry for fire danger assessment. Journal of Geophysical Research - Biosciences. Díaz-Delgado R., Lloret F., Pons X. (2003) - Influence of fire severity on plant regeneration through remote sensing imagery. Int. J. Remote Sens., 24(8): Díaz-Delgado R., Pons X. (2001) - Spatial patterns of forest fires in Catatonia (NE of Spain) along the period Analysis of vegetation recovery after fire. Forest 85

12 Bottai et al. Il telerilevamento per il monitoraggio degli effetti degli incendi forestali Ecology and Management, 147: Doerr S.H., Shakesby R.A., Blake W.H., Chafer C.J., Humphreys G.S., Wallbrink P.J. (2006) -Effects of differing wildfire severities on soil wettability and implications for hydrological response. Journal of Hydrology, 319: Epting J., Verbyla D., Sorbel B. (2005) - Evaluation of remotely sensed indices for assessing burn severity in interior Alaska using Landsat TM and ETM+. Remote Sens. Environ., 96: Fraser R.H., Li Z., Cihlar J. (2000) - Hotspot and NDVI Differencing Synergy (HANDS): A new technique for burned area mapping over boreal forest. Remote Sens. Environ., 74, Gao B.C. (1996) - NDWI-A normalized difference water index for remote sensing of vegetation liquidwater fromspace. Remote Sens. Environ., 58: Finney M. A., Ryan, K.C. (1995) - Use of the FARSITE fire growth model for fire prediction in US national parks. Proceedings of the international emergency management and engineering conference, May 1995, Sofia Antipolis (pp ). Garcia-Haro J., Gilabert M.A., Melia, J. (1996) - Linear spectral mixture modelling to estimate vegetation amount from optical spectral data. Int. J. Remote Sensing, 17: Hall D.K., Ormsby J.P., Johnson L., Brown J., (1980) - Landsat Digital Analysis of the initial Recovery of Burned Tundra at Kokolik River, Alaska. Remote Sensi. Environ., 10: Hammill K.A., Bradstock R.A. (2006) - Remote sensing of fire severity in the Blue Mountains: Influence of vegetation type and inferring fire intensity. Int. J. Wildland Fire, 15: Holden Z.A., Smith A.M., Morgan P., Rollins M.G., Gessler P.E. (2005) - Evaluation of novel thermally enanched spectral indices for mapping fire perimeters and comparisons with fires atlas data. Int. J. Remote Sens.. 26: Hunt E.R., Rock B.N. (1989) - Detection of changes in leaf water content using near and middle-infrared reflectances. Remote Sensi. Environ., 30: Hute A.E., (1988) - A soil-adjusted Vegetation Index (SAVI). Remote Sens. Environ., 25: Jackson R.D. (1983) - Spectral indices in n-space. Remote Sens. Environ., 13: Jakubauskas M.E., Lulla K.P., Mausel P.W. (1990) - Assessment of Vegetation Change in Fire-Altered Forest Landscape. Photogram. Eng. Remote Sens. 56: Key C.H., Benson N.C. (2002) - Fire effects monitoring and inventory protocol - Landscape assessment. Missoula, MT: USDA Forest Service Fire Science Laboratory. Kushla J.D., Ripple W.J. (1998) - Assessing wildfire effects with Landsat Thematic Mapper data. Int. J. Remote Sens., 19: Lopez Garcia M.J., Caselles V. (1991) - Mapping Burns and Natural Reforestation Using Thematic Mapper Data. Geocarto International 7: Marchetti M., Ricotta C., Volpe F. (1995) - A qualitative approach to the mapping of postfire regrowth in Mediterranean vegetation with Landsat-TM. Int. J. Remote Sens., 16: Miller J.D., Yool S.R. (2002) - Mapping forest post-fire canopy consumption in several overstory types using multi-temporal Landsat TM and ETM data. Remote Sens. Envirn., 82: Milne A.K. (1986) - The use of Remote Sensing in Mapping and Monitoring Vegetation Change Associated with Bushfire Events in Eastern Australia. Geocarto International 2: Pereira J. M. C. (1999) - A comparative evaluation of NOAA/AVHRR vegetation indexes for burned surface detection and mapping. IEEE Trans. Geosci. Remote Sens., 37(1),

13 Richards J.A., (1993) - Remote Sensing Digital Image Analysis. Springer Ed., New Yoirk pp Röder A., Hill J., Duguy B., Alloza J.A., Vallejo R. (2008) - Using long time series of Landsat data to monitor fire events and post-fire dynamics and identify driving factors. A case study in the Ayora region (eastern Spain). Remote Sens. Environ., 112: Ruiz-Gallardo J. R., Castaño S., Calera, A. (2004) - Application of remote sensing and GIS to locate priority intervention areas after wildland fires in Mediterranean system: A case study from south-eastern Spain. Int. J. Wildland Fire, 13: Sader S.A., Waide R., Lawrence W., Joyce A. (1989) - Tropical Forest Biomass and Successional Age Class Relationship to a Vegetation Index Derived from Landsat TM data. Remote Sens. Environ., 28: Silva L.M.N., Sà A.C.L., Pereira J.M.C., (2005) - Comparasion of burned area estimates derived from SPOT-VEGETATION and Landsat ETM+ data in Africa: influence of spatial pattern and vegetation type. Remote Sens. Envirn., 96: Sunar F., Özkan C. (2001) - Forest fire analysis with remote sensing data. Int. J. Remote Sens., 22: Tanaka S., Kimura H., Suga Y. (1983) - Preparation of a 1: Landsat map for assessment of burnt area on Etajima Island. Int. J. Remote Sens., 4: Turner M. G., Hargrove W. W., Gardner R. H., Romme W. H. (1994) - Effects of fire on landscape heterogeneity in Yellowstone National Park, Wyoming. Journal of Vegetation Science, 5: Twele A. (2004) - Post-fire vegetation regeneration. The case study of the Masif de l Étoile fire. European Commission, Directorate General Joint Research Centre (EUR 21010). Van Wagtendonk, J. W., Root, R. R., Key, C. H. (2004) - Comparison of AVIRIS and Landsat ETM+ detection capabilities for burn severity. Remote Sens. Environ., 92: White J.D., Ryan K.C., Key C.C., Running, S.W. (1996) - Remote sensing of forest fire severity and vegetation recovery. Int. J. Wildland Fire, 6: Wulder M.A., White J.C., Bentz B., Alvarez M.F., Coops N.C. (2006) - Estimating the probability of mountain pine beetle red-attack damage. Remote Sens. Environ., 101: Manoscritto ricevuto il 15/05/2007, accettato il 27/12/

Cartografia di base per i territori

Cartografia di base per i territori Cartografia di base per i territori L INFORMAZIONE GEOGRAFICA I dati dell informazione geografica L Amministrazione Regionale, nell ambito delle attività di competenza del Servizio sistema informativo

Dettagli

Urban Sprawl e Adattamento al Cambiamento Climatico: il caso di Dar es Salaam

Urban Sprawl e Adattamento al Cambiamento Climatico: il caso di Dar es Salaam XVI CONFERENZA NAZIONALE SOCIETÀ ITALIANA DEGLI URBANISTI 9 Maggio 2013 Luca Congedo 1, Silvia Macchi 1, Liana Ricci 1, Giuseppe Faldi 2 1 DICEA - Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale,

Dettagli

Evoluzione del Servizio di Meteorologia Aeronautica di ENAV S.p.A. : Meteosat Second Generation

Evoluzione del Servizio di Meteorologia Aeronautica di ENAV S.p.A. : Meteosat Second Generation Evoluzione del Servizio di Meteorologia Aeronautica di ENAV S.p.A. : Meteosat Second Generation Con la Disposizione Organizzativa n.07/04 viene fissata la missione della Funzione Meteorologia il cui obiettivo

Dettagli

Istituto per l Energia Rinnovabile. Autori: David Moser, PhD; Daniele Vettorato, PhD. Bolzano, Gennaio 2013

Istituto per l Energia Rinnovabile. Autori: David Moser, PhD; Daniele Vettorato, PhD. Bolzano, Gennaio 2013 Istituto per l Energia Rinnovabile Catasto Solare Alta Val di Non Relazione Versione: 2.0 Autori: David Moser, PhD; Daniele Vettorato, PhD. Coordinamento e Revisione: dott. Daniele Vettorato, PhD (daniele.vettorato@eurac.edu)

Dettagli

I carichi critici: attività e criticità identificate dal National Focal Point

I carichi critici: attività e criticità identificate dal National Focal Point I carichi critici: attività e criticità identificate dal National Focal Point P. Bonanni*, F.Fornasier*, A. De Marco * ISPRA, ENEA Carico critico Stima quantitativa dell esposizione ad uno o più inquinanti

Dettagli

di4g: Uno strumento di clustering per l analisi integrata di dati geologici

di4g: Uno strumento di clustering per l analisi integrata di dati geologici di4g: Uno strumento di clustering per l analisi integrata di dati geologici Alice Piva 1, Giacomo Gamberoni 1, Denis Ferraretti 1, Evelina Lamma 2 1 intelliware snc, via J.F.Kennedy 15, 44122 Ferrara,

Dettagli

Introduzione al GIS (Geographic Information System)

Introduzione al GIS (Geographic Information System) Introduzione al GIS (Geographic Information System) Sommario 1. COS E IL GIS?... 3 2. CARATTERISTICHE DI UN GIS... 3 3. COMPONENTI DI UN GIS... 4 4. CONTENUTI DI UN GIS... 5 5. FASI OPERATIVE CARATTERIZZANTI

Dettagli

Valutazione modellistica ricaduta al suolo delle emissioni dell impianto Rena Energia srl

Valutazione modellistica ricaduta al suolo delle emissioni dell impianto Rena Energia srl Valutazione modellistica ricaduta al suolo delle emissioni dell impianto Rena Energia srl Studio Settembre 2014 1 Pag / indice 3 / Premessa 4 / Descrizione della catena modellistica 6 / Lo scenario simulato

Dettagli

WP5: LiDAR and Forest Accessibility Evaluation LiDAR e valutazione dell accessibilità dei popolamenti forestali

WP5: LiDAR and Forest Accessibility Evaluation LiDAR e valutazione dell accessibilità dei popolamenti forestali WP5: LiDAR and Forest Accessibility Evaluation LiDAR e valutazione dell accessibilità dei popolamenti forestali Marco Pellegrini Dipartimento TESAF Università degli Studi di Padova marco.pellegrini@unipd.it

Dettagli

La rilevazione del radon e del toron con strumenti attivi ad elevata risoluzione

La rilevazione del radon e del toron con strumenti attivi ad elevata risoluzione La rilevazione del radon e del toron con strumenti attivi ad elevata risoluzione 1 Carlo Sabbarese Gruppo di ricerca: R. Buompane, F. De Cicco, V. Mastrominico, A. D Onofrio 1 L attività di ricerca è svolta

Dettagli

Antonio Motisi. Dipartimento di Colture Arboree Università degli Studi di Palermo

Antonio Motisi. Dipartimento di Colture Arboree Università degli Studi di Palermo Giornate di Studio: Un approccio integrato allo studio dei flussi di massa e di energia nel sistema suolo pianta atmosfera: esperienze e prospettive di applicazione in Sicilia Tecniche di misura dei flussi

Dettagli

Lezione 12: La visione robotica

Lezione 12: La visione robotica Robotica Robot Industriali e di Servizio Lezione 12: La visione robotica L'acquisizione dell'immagine L acquisizione dell immagine Sensori a tubo elettronico (Image-Orthicon, Plumbicon, Vidicon, ecc.)

Dettagli

Interpretazione delle immagini SAR: interazione delle onde em con la superficie

Interpretazione delle immagini SAR: interazione delle onde em con la superficie Interpretazione delle immagini SAR: interazione delle onde em con la superficie Il segnale radar viene riflesso, diffuso, assorbito e trasmesso (rifratto). La riflessione è originata da materiali con alta

Dettagli

C M Y K C M Y K. 5. La normativa

C M Y K C M Y K. 5. La normativa 5. La normativa 5.1 Il quadro normativo Numerose sono le norme di riferimento per la pianificazione e la progettazione delle strade. Vengono sinteticamente enunciate quelle che riguardano la regolazione

Dettagli

Effetti dell incendio sull ambiente

Effetti dell incendio sull ambiente Effetti dell incendio sull ambiente Dott. For. Antonio Brunori Effetti del fuoco Il fuoco danneggia e spesso distrugge il bosco, per valutare le effettive conseguenze di un incendio su un ecosistema forestale

Dettagli

SISMO. Storia sismica di sito di ManOppello

SISMO. Storia sismica di sito di ManOppello SISMO Storia sismica di sito di ManOppello Rapporto tecnico per conto del: Dr. Luciano D Alfonso, Sindaco Comune di Pescara (PE) Eseguito da: Umberto Fracassi Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia

Dettagli

APPLICAZIONE MODELLISTICA PER LA VALUTAZIONE DELLA QUALITÀ DELL ARIA NELL AREA DI INSEDIAMENTO DEL CENTRO AGRO ALIMENTARE TORINESE

APPLICAZIONE MODELLISTICA PER LA VALUTAZIONE DELLA QUALITÀ DELL ARIA NELL AREA DI INSEDIAMENTO DEL CENTRO AGRO ALIMENTARE TORINESE APPLICAZIONE MODELLISTICA PER LA VALUTAZIONE DELLA QUALITÀ DELL ARIA NELL AREA DI INSEDIAMENTO DEL CENTRO AGRO ALIMENTARE TORINESE Introduzione La porzione di territorio situata a sud-ovest dell Area Metropolitana

Dettagli

Carta dei tipi forestali della Regione Lombardia LA BANCA DATI FORESTALE. Relatore: Michele Carta

Carta dei tipi forestali della Regione Lombardia LA BANCA DATI FORESTALE. Relatore: Michele Carta Carta dei tipi forestali della Regione Lombardia LA BANCA DATI FORESTALE Relatore: Michele Carta LA BANCA DATI Insieme di cartografie e dati descrittivi, gestite tramite GIS, di supporto alla modellizzazione

Dettagli

STRUMENTAZIONE INNOVATIVA E NUOVE METODOLOGIE PER LA VALUTAZIONE DELL ESPOSIZIONE A CAMPI ELETTROMAGNETICI

STRUMENTAZIONE INNOVATIVA E NUOVE METODOLOGIE PER LA VALUTAZIONE DELL ESPOSIZIONE A CAMPI ELETTROMAGNETICI STRUMENTAZIONE INNOVATIVA E NUOVE METODOLOGIE PER LA VALUTAZIONE DELL ESPOSIZIONE A CAMPI ELETTROMAGNETICI Gaetano Licitra, Fabio Francia Italia - Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana

Dettagli

Proposition for a case-study identification process. 6/7 May 2008 Helsinki

Proposition for a case-study identification process. 6/7 May 2008 Helsinki Conférence des Régions Périphériques Maritimes d Europe Conference of Peripheral Maritime Regions of Europe ANALYSIS PARTICIPATION TO THE FP THROUGH A TERRITORIAL AND REGIONAL PERSPECTIVE MEETING WITH

Dettagli

La Visione Artificiale: Controllo di Qualità, Fotogrammetria e Realtà Virtuale

La Visione Artificiale: Controllo di Qualità, Fotogrammetria e Realtà Virtuale La Visione Artificiale: Controllo di Qualità, Fotogrammetria e Realtà Virtuale D. Prattichizzo G.L. Mariottini F. Moneti M. Orlandesi M. Fei M. de Pascale A. Formaglio F. Morbidi S. Mulatto SIRSLab Laboratorio

Dettagli

Prof. Ing. Alberto Pistocchi, Ing Davide Broccoli. Ing Stefano Bagli, PhD. Ing Paolo Mazzoli. Torino, 9-10 Ottobre 2013. Italian DHI Conference 2013

Prof. Ing. Alberto Pistocchi, Ing Davide Broccoli. Ing Stefano Bagli, PhD. Ing Paolo Mazzoli. Torino, 9-10 Ottobre 2013. Italian DHI Conference 2013 Implementazione di un modello dinamico 3D densità a dipendente all'interno di un sistema Web-GIS per la gestione e il monitoraggio della qualità delle acque di falda per un comparto di discariche Prof.

Dettagli

ATTIVITA DELLA REGIONE LIGURIA NELL AMBITO DEGLI STUDI E INDAGINI SULLA MICROZONAZIONE SISMICA

ATTIVITA DELLA REGIONE LIGURIA NELL AMBITO DEGLI STUDI E INDAGINI SULLA MICROZONAZIONE SISMICA STUDI DI MICROZONAZIONE SISMICA: TEORIA ED APPLICAZIONI AOSTA, Loc. Amérique Quart (AO), 18-19 Ottobre 2011 Assessorato OO.PP., Difesa Suolo e Edilizia Residenziale Pubblica - Servizio Geologico ATTIVITA

Dettagli

Come creare un satellite metereologico?

Come creare un satellite metereologico? NATIONAL OCEANIC AND ATMOSPHERIC ADMINISTRATION U.S. DEPARTMENT OF COMMERCE Come creare un satellite metereologico? Libretto adattato dal lavoro originale di Ed Koenig Sono un metereologo. Devo poter vedere

Dettagli

Oppure passaggio all Urbano di un fabbricato rurale senza subalterni,

Oppure passaggio all Urbano di un fabbricato rurale senza subalterni, Schede esemplificative delle Tipologie di atti di aggiornamento attualmente trattate dalla procedura Pregeo 10 APAG Nella Tabella seguente sono riportate sinteticamente le tipologie di atti di aggiornamento

Dettagli

e r r e 3 s t u d i o t e c n i c o a s s o c i a t o a r c h. c r i s t i n a r o s t a g n o t t o

e r r e 3 s t u d i o t e c n i c o a s s o c i a t o a r c h. c r i s t i n a r o s t a g n o t t o Come disposto nelle norme di attuazione, artt. 15, 16, 17 e dall Allegato 5 alle NTA del PTC2 gli strumenti urbanistici generali e le relative varianti assumono l obbiettivo strategico e generale del contenimento

Dettagli

Analisi dei requisiti e casi d uso

Analisi dei requisiti e casi d uso Analisi dei requisiti e casi d uso Indice 1 Introduzione 2 1.1 Terminologia........................... 2 2 Modello del sistema 4 2.1 Requisiti hardware........................ 4 2.2 Requisiti software.........................

Dettagli

Valutazione dei rischi legati all'ambiente nell'intorno della diga

Valutazione dei rischi legati all'ambiente nell'intorno della diga REPORT FINALE Valutazione dei rischi legati all'ambiente nell'intorno della diga Davide Damato Alessio Colombo Luca Lanteri Rocco Pispico Arpa Piemonte, DT Geologia e Dissesto geologia.dissesto@arpa.piemonte.it

Dettagli

Data Alignment and (Geo)Referencing (sometimes Registration process)

Data Alignment and (Geo)Referencing (sometimes Registration process) Data Alignment and (Geo)Referencing (sometimes Registration process) All data aquired from a scan position are refered to an intrinsic reference system (even if more than one scan has been performed) Data

Dettagli

DELIBERAZIONE N X / 2525 Seduta del 17/10/2014

DELIBERAZIONE N X / 2525 Seduta del 17/10/2014 DELIBERAZIONE N X / 2525 Seduta del 17/10/2014 Presidente ROBERTO MARONI Assessori regionali MARIO MANTOVANI Vice Presidente VALENTINA APREA VIVIANA BECCALOSSI SIMONA BORDONALI PAOLA BULBARELLI MARIA CRISTINA

Dettagli

Il suolo è una risorsa essenzialmente non rinnovabile, che garantisce la sopravvivenza degli ecosistemi e fornisce servizi essenziali per le attività

Il suolo è una risorsa essenzialmente non rinnovabile, che garantisce la sopravvivenza degli ecosistemi e fornisce servizi essenziali per le attività Il suolo è una risorsa essenzialmente non rinnovabile, che garantisce la sopravvivenza degli ecosistemi e fornisce servizi essenziali per le attività umane. Le pressioni ambientali a cui è sottoposto sono

Dettagli

Homeland & Logistica e Servizi di Distribuzione

Homeland & Logistica e Servizi di Distribuzione STE è una società di integrazione di sistemi che opera nell Information e Communication Technology applicata alle più innovative e sfidanti aree di mercato. L azienda, a capitale italiano interamente privato,

Dettagli

MONITORARE IL TERRITORIO CON SISTEMI RADAR SATELLITARI

MONITORARE IL TERRITORIO CON SISTEMI RADAR SATELLITARI MONITORARE IL TERRITORIO CON SISTEMI RADAR SATELLITARI Dalla tecnica PSInSAR al nuovo algoritmo SqueeSAR : Principi, approfondimenti e applicazioni 30 Novembre - 1 Dicembre 2010 Milano Il corso è accreditato

Dettagli

MASTER UNIVERSITARI CORSI di PERFEZIONAMENTO CORSI di FORMAZIONE AVANZATA

MASTER UNIVERSITARI CORSI di PERFEZIONAMENTO CORSI di FORMAZIONE AVANZATA Allegato 1 al bando di gara SCUOLA TELECOMUNICAZIONI FF.AA. CHIAVARI REQUISITO TECNICO OPERATIVO MASTER UNIVERSITARI CORSI di PERFEZIONAMENTO CORSI di FORMAZIONE AVANZATA MASTER DI 2 LIVELLO 1. DIFESA

Dettagli

PMI. Management Maturity Model, OPM3 Second Edition 2008

PMI. Management Maturity Model, OPM3 Second Edition 2008 Nuovi standard PMI, certificazioni professionali e non solo Milano, 20 marzo 2009 PMI Organizational Project Management Maturity Model, OPM3 Second Edition 2008 Andrea Caccamese, PMP Prince2 Practitioner

Dettagli

Università di Camerino

Università di Camerino Università di Camerino FONDO DI ATENEO PER LA RICERCA Bando per il finanziamento di Progetti di Ricerca di Ateneo Anno 2014-2015 1. Oggetto del bando L Università di Camerino intende sostenere e sviluppare,

Dettagli

Progettare, sviluppare e gestire seguendo la Think it easy philosophy

Progettare, sviluppare e gestire seguendo la Think it easy philosophy Progettare, sviluppare e gestire seguendo la Think it easy philosophy CST Consulting è una azienda di Consulenza IT, System Integration & Technology e Servizi alle Imprese di respiro internazionale. E

Dettagli

Curriculum Vitae di ENRICO NARDELLI

Curriculum Vitae di ENRICO NARDELLI Curriculum Vitae di ENRICO NARDELLI (Versione Abbreviata) Ultimo Aggiornamento: 24 Febbraio 2011 1 Posizioni Enrico Nardelli si è laureato nel 1983 in Ingegneria Elettronica (110/110 con lode) presso l

Dettagli

È uno Stato unitario dal 1861, una Repubblica dal 1948. Oggi l Italia ha una popolazione di circa 57 milioni. È un paese con 20 regioni.

È uno Stato unitario dal 1861, una Repubblica dal 1948. Oggi l Italia ha una popolazione di circa 57 milioni. È un paese con 20 regioni. È uno Stato unitario dal 1861, una Repubblica dal 1948. Oggi l Italia ha una popolazione di circa 57 milioni. È un paese con 20 regioni. 8 regioni settentrionali: il Piemonte (Torino), la Val d Aosta (Aosta),

Dettagli

Contenuti dello studio di impatto ambientale (SIA)

Contenuti dello studio di impatto ambientale (SIA) Contenuti dello studio di impatto ambientale (SIA) Ai progetti sottoposti alla procedura di impatto ambientale ai sensi degli articoli 52 e seguenti, è allegato uno studio di impatto ambientale, redatto

Dettagli

Processi ITIL. In collaborazione con il nostro partner:

Processi ITIL. In collaborazione con il nostro partner: Processi ITIL In collaborazione con il nostro partner: NetEye e OTRS: la piattaforma WÜRTHPHOENIX NetEye è un pacchetto di applicazioni Open Source volto al monitoraggio delle infrastrutture informatiche.

Dettagli

Che cos'è il radon? Il gas radon è rilevabile con i sensi?

Che cos'è il radon? Il gas radon è rilevabile con i sensi? Che cos'è il radon? Il Radon è un gas inodore e incolore presente in natura. Il suo isotopo (atomo di uno stesso elemento chimico con numero di protoni fisso e numero di neutroni variabile) 222Rn è radioattivo

Dettagli

SLAM: UN PROGETTO PER LA MAPPATURA E IL MONITORAGGIO DELLE FRANE

SLAM: UN PROGETTO PER LA MAPPATURA E IL MONITORAGGIO DELLE FRANE ORDINE REGIONALE DEI GEOLOGI PUGLIA SLAM: UN PROGETTO PER LA MAPPATURA E IL MONITORAGGIO DELLE FRANE Antonio Buonavoglia & Vincenzo Barbieri Planetek Italia s.r.l. n 2/2004 pagg. 32-36 PREMESSA Il progetto

Dettagli

group HIGH CURRENT MULTIPLEX NODE

group HIGH CURRENT MULTIPLEX NODE HIGH CURRENT MULTIPLEX NODE edizione/edition 04-2010 HIGH CURRENT MULTIPLEX NODE DESCRIZIONE GENERALE GENERAL DESCRIPTION L'unità di controllo COBO è una centralina elettronica Multiplex Slave ; la sua

Dettagli

Principal Component Analysis

Principal Component Analysis Principal Component Analysis Alessandro Rezzani Abstract L articolo descrive una delle tecniche di riduzione della dimensionalità del data set: il metodo dell analisi delle componenti principali (Principal

Dettagli

I COLORI DEL CIELO: COME SI FORMANO LE IMMAGINI ASTRONOMICHE

I COLORI DEL CIELO: COME SI FORMANO LE IMMAGINI ASTRONOMICHE I COLORI DEL CIELO: COME SI FORMANO LE IMMAGINI ASTRONOMICHE Nell ultima notte di osservazione abbiamo visto bellissime immagini della Galassia, delle sue stelle e delle nubi di gas che la compongono.

Dettagli

Indicizzazione terza parte e modello booleano

Indicizzazione terza parte e modello booleano Reperimento dell informazione (IR) - aa 2014-2015 Indicizzazione terza parte e modello booleano Gruppo di ricerca su Sistemi di Gestione delle Informazioni (IMS) Dipartimento di Ingegneria dell Informazione

Dettagli

Progetto Didattico di Informatica Multimediale

Progetto Didattico di Informatica Multimediale Progetto Didattico di Informatica Multimediale VRAI - Vision, Robotics and Artificial Intelligence 20 aprile 2015 Rev. 18+ Introduzione Le videocamere di riconoscimento sono strumenti sempre più utilizzati

Dettagli

Utilizzo della vegetazione ripariale in Alto Adige: biomassa presente, produttività ed aspetti ambientali

Utilizzo della vegetazione ripariale in Alto Adige: biomassa presente, produttività ed aspetti ambientali Utilizzo della vegetazione ripariale in Alto Adige: biomassa presente, produttività ed aspetti ambientali Francesco Comiti, Daniela Campana Libera Università di Bolzano Sustainable use of biomass in South

Dettagli

REALIZZAZIONE DI UNA BANCA DATI AMBIENTALE

REALIZZAZIONE DI UNA BANCA DATI AMBIENTALE REALIZZAZIONE DI UNA BANCA DATI AMBIENTALE Arch. Alverio Camin Progetto Speciale Recupero Ambientale e Urbanistico delle aree Industriali - PAT REALIZZAZIONE DI UNA BANCA DATI AMBIENTALE 1. Esperienza

Dettagli

FAQ: Condizionalità. Cosa si intende per condizionalità?

FAQ: Condizionalità. Cosa si intende per condizionalità? FAQ: Condizionalità Cosa si intende per condizionalità? La condizionalità è una delle maggiori novità introdotte dalla Politica Agricola Comune (PAC) approvata nel 2003. Rappresenta l insieme delle norme

Dettagli

IT FINANCIAL MANAGEMENT

IT FINANCIAL MANAGEMENT IT FINANCIAL MANAGEMENT L IT Financial Management è una disciplina per la pianificazione e il controllo economico-finanziario, di carattere sia strategico sia operativo, basata su un ampio insieme di metodologie

Dettagli

Il clima degli ultimi 50 anni in Veneto

Il clima degli ultimi 50 anni in Veneto Abano Terme, 27 29 Aprile 2007 Il clima degli ultimi 50 anni in Veneto Adriano Barbi, Alessandro Chiaudani, Irene Delillo ARPAV Centro Meteorologico di Teolo Sabato 28 Aprile 2007 In collaborazione con

Dettagli

.2Modulo 2 di 4 Modifiche in atto. Gli impatti. Progetto RACES Kit didattico sul cambiamento climatico http://www.liferaces.

.2Modulo 2 di 4 Modifiche in atto. Gli impatti. Progetto RACES Kit didattico sul cambiamento climatico http://www.liferaces. .2Modulo 2 di 4 Modifiche in atto. Gli impatti Progetto RACES Kit didattico sul cambiamento climatico http://www.liferaces.eu/a_scuola 2Modifiche in atto. Gli impatti Il riscaldamento globale Evidenze

Dettagli

RICOSTRUZIONE DEI TREND DI PIOVOSITA E TEMPERATURA NEGLI ULTIMI 80 ANNI IN SICILIA. PRIMI RISULTATI

RICOSTRUZIONE DEI TREND DI PIOVOSITA E TEMPERATURA NEGLI ULTIMI 80 ANNI IN SICILIA. PRIMI RISULTATI Giuseppe Basile (1), Marinella Panebianco (2) Pubblicazione in corso su: Geologia dell Ambiente Rivista della SIGEA - Roma (1) Geologo, Dirigente del Servizio Rischi Idrogeologici e Ambientali del Dipartimento

Dettagli

Un percorso nell affido

Un percorso nell affido Un percorso nell affido Progetto nazionale di promozione dell affidamento familiare Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali Coordinamento Nazionale Servizi Affido SOMMARIO Il PROGETTO

Dettagli

Sistemi di gestione dei dati e dei processi aziendali. Information Technology General Controls

Sistemi di gestione dei dati e dei processi aziendali. Information Technology General Controls Information Technology General Controls Indice degli argomenti Introduzione agli ITGC ITGC e altre componenti del COSO Framework Sviluppo e manutenzione degli applicativi Gestione operativa delle infrastrutture

Dettagli

OGRA R FIA I I N AMBI B TO ED E I D LE E E

OGRA R FIA I I N AMBI B TO ED E I D LE E E LA TERMOGRAFIA TERMOGRAFIA IN AMBITO EDILE E ARCHITETTONICO LA TERMOGRAFIA IN ABITO EDILE ED ARCHITETTONICO INDICE: LA TEORIA DELL INFRAROSSO LA TERMOGRAFIA PASSIVA LA TERMOGRAFIA ATTIVA ESEMPI DI INDAGINI

Dettagli

LINEE GUIDA PER LA REVISIONE SISTEMATICA DI LETTERATURA

LINEE GUIDA PER LA REVISIONE SISTEMATICA DI LETTERATURA LINEE GUIDA PER LA REVISIONE SISTEMATICA DI LETTERATURA report tecnico nr. 03/08 v. 1 indice dei contenuti 1. Utilità delle RSL Pag. 1 2. Principali metodi Pag. 2 3. Esempi di RSL Pag. 3 4. Protocollo

Dettagli

4 - Dati generali e climatici

4 - Dati generali e climatici 4 - Dati generali e climatici 88 Sommario 4.1 Dati catasto energetico... 91 4.1.1 Edificio... 91 4.1.2 Proprietario e responsabile dell impianto... 92 4.2 Dati generali... 96 4.2.1 Richiesta... 96 4.2.2

Dettagli

COMUNE DI SCARNAFIGI PROVINCIA DI CUNEO

COMUNE DI SCARNAFIGI PROVINCIA DI CUNEO COMUNE DI SCARNAFIGI PROVINCIA DI CUNEO OGGETTO : PIANO ESECUTIVO CONVENZIONATO PER L AREA D1 DELLA ZONA P1.8 DEL P.R.G.C. RIF. CATASTALI : FOGLIO 26 MAPP.NN.232(ex36/a), 233(ex37/a, 112, 130, 136, 171,

Dettagli

Oggetto: Autorizzazione per l esecuzione di opere e lavori di qualunque genere sui beni culturali (articolo 21, comma 4, d.lgs. n.

Oggetto: Autorizzazione per l esecuzione di opere e lavori di qualunque genere sui beni culturali (articolo 21, comma 4, d.lgs. n. PROTOCOLLO Responsabile del procedimento 14,62 Al Ministero per i beni e le attività culturali Soprintendenza..... Oggetto: Autorizzazione per l esecuzione di opere e lavori di qualunque genere sui beni

Dettagli

Gi-Gi Art. 859 - User's Guide Istruzioni d'uso

Gi-Gi Art. 859 - User's Guide Istruzioni d'uso doc.4.12-06/03 Gi-Gi Art. 859 - User's Guide Istruzioni d'uso A belaying plate that can be used in many different conditions Una piastrina d'assicurazione che può essere utilizzata in condizioni diverse.

Dettagli

LE NOVITÀ DELL EDIZIONE 2011 DELLO STANDARD ISO/IEC 20000-1 E LE CORRELAZIONI CON IL FRAMEWORK ITIL

LE NOVITÀ DELL EDIZIONE 2011 DELLO STANDARD ISO/IEC 20000-1 E LE CORRELAZIONI CON IL FRAMEWORK ITIL Care Colleghe, Cari Colleghi, prosegue la nuova serie di Newsletter legata agli Schemi di Certificazione di AICQ SICEV. Questa volta la pillola formativa si riferisce alle novità dell edizione 2011 dello

Dettagli

Sempre attenti ad ogni dettaglio Bosch Intelligent Video Analysis

Sempre attenti ad ogni dettaglio Bosch Intelligent Video Analysis Sempre attenti ad ogni dettaglio Bosch Intelligent Video Analysis 2 Intervento immediato con Bosch Intelligent Video Analysis Indipendentemente da quante telecamere il sistema utilizza, la sorveglianza

Dettagli

Appendice III. Criteri per l utilizzo dei metodi di valutazione diversi dalle misurazioni in siti fissi

Appendice III. Criteri per l utilizzo dei metodi di valutazione diversi dalle misurazioni in siti fissi Appendice III (articolo 5, comma 1 e art. 22 commi 5 e 7) Criteri per l utilizzo dei metodi di valutazione diversi dalle misurazioni in siti fissi 1. Tecniche di modellizzazione 1.1 Introduzione. In generale,

Dettagli

SMARTCARD Studente: Elvis Ciotti Prof: Luciano Margara 1

SMARTCARD Studente: Elvis Ciotti Prof: Luciano Margara 1 SMARTCARD Studente: Elvis Ciotti Prof: Luciano Margara 1 Introduzione SmartCard: Carta intelligente Evoluzione della carta magnetica Simile a piccolo computer : contiene memoria (a contatti elettrici)

Dettagli

GIS più diffusi. Paolo Zatelli. Dipartimento di Ingegneria Civile ed Ambientale Università di Trento. GIS più diffusi

GIS più diffusi. Paolo Zatelli. Dipartimento di Ingegneria Civile ed Ambientale Università di Trento. GIS più diffusi GIS più diffusi GIS più diffusi Paolo Zatelli Dipartimento di Ingegneria Civile ed Ambientale Università di Trento Paolo Zatelli Università di Trento 1 / 19 GIS più diffusi Outline 1 Free Software/Open

Dettagli

ALLEGATO al verbale della riunione del 3 Settembre 2010, del Dipartimento di Elettrotecnica e Automazione.

ALLEGATO al verbale della riunione del 3 Settembre 2010, del Dipartimento di Elettrotecnica e Automazione. ALLEGATO al verbale della riunione del 3 Settembre 2010, del Dipartimento di Elettrotecnica e Automazione. COMPETENZE MINIME- INDIRIZZO : ELETTROTECNICA ED AUTOMAZIONE 1) CORSO ORDINARIO Disciplina: ELETTROTECNICA

Dettagli

OLTRE IL MONITORAGGIO LE ESIGENZE DI ANALISI DEI DATI DEGLI ASSET MANAGER

OLTRE IL MONITORAGGIO LE ESIGENZE DI ANALISI DEI DATI DEGLI ASSET MANAGER Asset Management Day Milano, 3 Aprile 2014 Politecnico di Milano OLTRE IL MONITORAGGIO LE ESIGENZE DI ANALISI DEI DATI DEGLI ASSET MANAGER Massimiliano D Angelo, 3E Sales Manager Italy 3E Milano, 3 Aprile

Dettagli

XIII. B4b OL: DE ANLAGE/ANNEXE/ALLEGATO/PRILOGA

XIII. B4b OL: DE ANLAGE/ANNEXE/ALLEGATO/PRILOGA Tagung der Alpenkonferenz Réunion de la Conférence alpine Sessione della Conferenza delle Alpi Zasedanje Alpske konference XIII TOP / POJ / ODG / TDR B4b IT OL: DE ANLAGE/ANNEXE/ALLEGATO/PRILOGA 1 ACXIII_B4b_1_it

Dettagli

Metodi e Strumenti per la Caratterizzazione e la Diagnostica di Trasmettitori Digitali RF ing. Gianfranco Miele g.miele@unicas.it

Metodi e Strumenti per la Caratterizzazione e la Diagnostica di Trasmettitori Digitali RF ing. Gianfranco Miele g.miele@unicas.it Corso di laurea magistrale in Ingegneria delle Telecomunicazioni Metodi e Strumenti per la Caratterizzazione e la Diagnostica di Trasmettitori Digitali RF ing. Gianfranco Miele g.miele@unicas.it Trasmettitore

Dettagli

Analisi termografica su celle litio-ione sottoposte ad esperienze di "second life" Francesco D'Annibale, Francesco Vellucci. Report RdS/PAR2013/191

Analisi termografica su celle litio-ione sottoposte ad esperienze di second life Francesco D'Annibale, Francesco Vellucci. Report RdS/PAR2013/191 Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l energia e lo sviluppo economico sostenibile MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO Analisi termografica su celle litio-ione sottoposte ad esperienze di "second

Dettagli

Qual è l errore più comune tra i Trader sul Forex e come possiamo evitarlo? David Rodriguez, Quantitative Strategist drodriguez@dailyfx.

Qual è l errore più comune tra i Trader sul Forex e come possiamo evitarlo? David Rodriguez, Quantitative Strategist drodriguez@dailyfx. Qual è l errore più comune tra i Trader sul Forex e come possiamo evitarlo? David Rodriguez, Quantitative Strategist drodriguez@dailyfx.com Avvertenza di Rischio: Il Margin Trading su forex e/o CFD comporta

Dettagli

WWW.TINYLOC.COM CUSTOMER SERVICE GPS/ RADIOTRACKING DOG COLLAR. T. (+34) 937 907 971 F. (+34) 937 571 329 sales@tinyloc.com

WWW.TINYLOC.COM CUSTOMER SERVICE GPS/ RADIOTRACKING DOG COLLAR. T. (+34) 937 907 971 F. (+34) 937 571 329 sales@tinyloc.com WWW.TINYLOC.COM CUSTOMER SERVICE T. (+34) 937 907 971 F. (+34) 937 571 329 sales@tinyloc.com GPS/ RADIOTRACKING DOG COLLAR MANUALE DI ISTRUZIONI ACCENSIONE / SPEGNERE DEL TAG HOUND Finder GPS Il TAG HOUND

Dettagli

Editoriale VALUTAZIONE PER L E.C.M.: ANALISI DEI QUESTIONARI DI GRADIMENTO

Editoriale VALUTAZIONE PER L E.C.M.: ANALISI DEI QUESTIONARI DI GRADIMENTO Lo Spallanzani (2007) 21: 5-10 C. Beggi e Al. Editoriale VALUTAZIONE PER L E.C.M.: ANALISI DEI QUESTIONARI DI GRADIMENTO IL GRADIMENTO DEI DISCENTI, INDICATORE DI SODDISFAZIONE DELLE ATTIVITÀ FORMATIVE

Dettagli

2.1 DATI NAZIONALI E TERRITORIALI (AREE E Regioni)

2.1 DATI NAZIONALI E TERRITORIALI (AREE E Regioni) ANALISI TERRITORIALE DEL VALORE DEL PATRIMONIO ABITATIVO Gli immobili in Italia - 2015 ANALISI TERRITORIALE DEL VALORE DEL PATRIMONIO ABITATIVO Nel presente capitolo è analizzata la distribuzione territoriale

Dettagli

Corso Base ITIL V3 2008

Corso Base ITIL V3 2008 Corso Base ITIL V3 2008 PROXYMA Contrà San Silvestro, 14 36100 Vicenza Tel. 0444 544522 Fax 0444 234400 Email: proxyma@proxyma.it L informazione come risorsa strategica Nelle aziende moderne l informazione

Dettagli

Risorse energetiche, consumi globali e l ambiente: la produzione di energia elettrica. Alessandro Clerici

Risorse energetiche, consumi globali e l ambiente: la produzione di energia elettrica. Alessandro Clerici Risorse energetiche, consumi globali e l ambiente: la produzione di energia elettrica Alessandro Clerici Presidente FAST e Presidente Onorario WEC Italia Premessa La popolazione mondiale è ora di 6,7 miliardi

Dettagli

Tecnologia personale per l autonomia di persone con disabilità nel calcolo del resto

Tecnologia personale per l autonomia di persone con disabilità nel calcolo del resto Tecnologia personale per l autonomia di persone con disabilità nel calcolo del resto Giovanni Dimauro 1, Marzia Marzo 2 1 Dipartimento di Informatica, Università degli Studi di Bari, dimauro@di.uniba.it

Dettagli

Web conferencing software. Massimiliano Greco - Ivan Cerato - Mario Salvetti

Web conferencing software. Massimiliano Greco - Ivan Cerato - Mario Salvetti 1 Web conferencing software Massimiliano Greco - Ivan Cerato - Mario Salvetti Arpa Piemonte 2 Che cosa è Big Blue Button? Free, open source, web conferencing software Semplice ed immediato ( Just push

Dettagli

Geodati per tutti. sapere dove. swisstopo. Geodati Info 2015

Geodati per tutti. sapere dove. swisstopo. Geodati Info 2015 Geodati Info 2015 Geodati per tutti sapere dove swisstopo Schweizerische Eidgenossenschaft Confédération suisse Confederazione Svizzera Confederaziun svizra Ufficio federale di topografia swisstopo www.swisstopo.ch

Dettagli

CAMPIONAMENTO SPAZIALE A DUE PASSI PER INDAGINI VOLTE ALL IDENTIFICAZIONE DI AREE A MAGGIOR PRESENZA DI RADON INDOOR IN LOMBARDIA

CAMPIONAMENTO SPAZIALE A DUE PASSI PER INDAGINI VOLTE ALL IDENTIFICAZIONE DI AREE A MAGGIOR PRESENZA DI RADON INDOOR IN LOMBARDIA CAMPIONAMENTO SPAZIALE A DUE PASSI PER INDAGINI OLTE ALL IDENTIFICAZIONE DI AREE A MAGGIOR PRESENZA DI RADON INDOOR IN LOMBARDIA Riccardo Borgoni, Piero Quatto, Daniela de Bartolo 2, Angela Alberici 2

Dettagli

Tanta visibilità posteriore! Tanto spazio libero sul pianale! Totalmente integrato! Scarrabile in 30 secondi! CITY26-35-52 HP diesel

Tanta visibilità posteriore! Tanto spazio libero sul pianale! Totalmente integrato! Scarrabile in 30 secondi! CITY26-35-52 HP diesel CITY26-35-52 HP diesel Totalmente integrato! Scarrabile in 30 secondi! Tanta visibilità posteriore! Tanto spazio libero sul pianale! Disinfestatrici di Classe Superiore C I T I Z E N CITYPlus Ecology Macchina

Dettagli

CURRICOLI SCUOLA DELL INFANZIA LA CONOSCENZA DEL MONDO Ordine, misura, spazio, tempo, natura

CURRICOLI SCUOLA DELL INFANZIA LA CONOSCENZA DEL MONDO Ordine, misura, spazio, tempo, natura CURRICOLI SCUOLA DELL INFANZIA LA CONOSCENZA DEL MONDO Ordine, misura, spazio, tempo, natura TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE Il bambino raggruppa e ordina secondo criteri diversi, confronta

Dettagli

MANUALE UTENTE DEL SOFTWARE DI GESTIONE DEGLI ART. SDVR040A/SDVR080A/SDVR160A

MANUALE UTENTE DEL SOFTWARE DI GESTIONE DEGLI ART. SDVR040A/SDVR080A/SDVR160A MANUALE UTENTE DEL SOFTWARE DI GESTIONE DEGLI ART. SDVR040A/SDVR080A/SDVR160A Leggere attentamente questo manuale prima dell utilizzo e conservarlo per consultazioni future Via Don Arrigoni, 5 24020 Rovetta

Dettagli

Piano Stralcio di Bacino per l Assetto Idrogeologico (P.A.I.) (ART.1 D.L. 180/98 CONVERTITO CON MODIFICHE CON LA L.267/98 E SS.MM.II.

Piano Stralcio di Bacino per l Assetto Idrogeologico (P.A.I.) (ART.1 D.L. 180/98 CONVERTITO CON MODIFICHE CON LA L.267/98 E SS.MM.II. REPUBBLICA ITALIANA Regione Siciliana Assessorato Regionale del Territorio e dell Ambiente DIPARTIMENTO REGIONALE DELL AMBIENTE Servizio 3 "ASSETTO DEL TERRITORIO E DIFESA DEL SUOLO (P.A.I.) (ART.1 D.L.

Dettagli

Soggetto proponente (docente, gruppo di docenti e struttura didattica) Facoltà di Pianificazione del Territorio, prof.

Soggetto proponente (docente, gruppo di docenti e struttura didattica) Facoltà di Pianificazione del Territorio, prof. Soggetto proponente (docente, gruppo di docenti e struttura didattica) Facoltà di Pianificazione del Territorio, prof. Luigi Di Prinzio Titolo del master Informazione Ambientale e Nuove Tecnologie II livello

Dettagli

Nelle immediate vicinanze dell impianto, secondo la simulazione sul dominio 4x4km, i risultati sono quelli di figura 3.36.

Nelle immediate vicinanze dell impianto, secondo la simulazione sul dominio 4x4km, i risultati sono quelli di figura 3.36. Capitolo 3 Caratterizzazione delle sorgenti pag. 75 Nelle immediate vicinanze dell impianto, secondo la simulazione sul dominio 4x4km, i risultati sono quelli di figura 3.36. Figura 3.36. Superamenti di

Dettagli

La modellistica fotochimica nel Piano della qualità dell aria in Umbria

La modellistica fotochimica nel Piano della qualità dell aria in Umbria La modellistica fotochimica nel Piano della qualità dell aria in Umbria Marco Vecchiocattivi Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale dell Umbria Sommario Introduzione Modellistica fotochimica Applicazione

Dettagli

I n d i c e. 163 Appendice B Questionari su utilità e uso delle Strategie di Studio (QS1 e QS2)

I n d i c e. 163 Appendice B Questionari su utilità e uso delle Strategie di Studio (QS1 e QS2) I n d i c e 9 Introduzione 11 CAP. 1 I test di intelligenza potenziale 17 CAP. 2 La misura dell intelligenza potenziale nella scuola dell infanzia 31 CAP. 3 La misura dell intelligenza potenziale nella

Dettagli

ISTITUTI PROFESSIONALI

ISTITUTI PROFESSIONALI ISTITUTI PROFESSIONALI Settore Industria e Artigianato Indirizzo Manutenzione e assistenza tecnica Nell indirizzo Manutenzione e assistenza tecnica sono confluiti gli indirizzi del previgente ordinamento

Dettagli

PET. Radionuclidi più utilizzati nella PET. Elemento prodotto T 1/2 in minuti primi B5 20 C6 10 N7 2 F 9 O8 110

PET. Radionuclidi più utilizzati nella PET. Elemento prodotto T 1/2 in minuti primi B5 20 C6 10 N7 2 F 9 O8 110 PET L acronimo PET sta per Positron Emission Tomography. Come per la SPECT, anche in questo caso si ha a che fare con una tecnica tomografica d indagine di tipo emissivo in quanto la sorgente di radiazione

Dettagli

Present-day Vertical kinematic. Northern Italy form permanent GPS stations

Present-day Vertical kinematic. Northern Italy form permanent GPS stations Present-day Vertical kinematic pattern in the Central and Northern Italy form permanent GPS stations N. Cenni 12, P. Baldi 2, F. Loddo 3, G. Casula 3, M. Bacchetti 2 (1) Dipartimento Scienze Biologiche,

Dettagli

Indagine Agronomica. Obiettivi: Progetto CORINAT

Indagine Agronomica. Obiettivi: Progetto CORINAT Progetto CORINAT Indagine Agronomica Obiettivi: Creazione di un sistema cartografico (GIS) per l analisi territoriale Valutazione della influenza della misura 214 azione i sui componenti della produzione

Dettagli

Giunta Regionale della Campania

Giunta Regionale della Campania Avvertenze: il testo vigente qui pubblicato è stato redatto dal Settore Legislativo dell'a.g.c. 01 della Giunta Regionale al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni della legge, integrata

Dettagli

I l Cotto Nobile Arrotat o

I l Cotto Nobile Arrotat o I l Cotto Nobile Arrotat o RAPPORTO DI PROVA N. 227338 Data: 25062007 Denominazione campione sottoposto a prova: NOBILE ARROTATO UNI EN ISO 105454:2000 del 30/06/2000 Piastrelle di ceramica. Determinazione

Dettagli

Indice degli elaborati del PdG PIANO DI GESTIONE. Ambito territoriale dei Monti di Trapani. versione conforme al DDG ARTA n 588 del 25/06/09

Indice degli elaborati del PdG PIANO DI GESTIONE. Ambito territoriale dei Monti di Trapani. versione conforme al DDG ARTA n 588 del 25/06/09 Unione Europea Regione Siciliana Dipartimento Regionale Azienda Foreste Demaniali Codice POR: 1999.IT.16.1.PO.011/1.11/11.2.9/0334 Ambito territoriale dei Monti di Trapani PIANO DI GESTIONE versione conforme

Dettagli

Prosegue il percorso di riflessione

Prosegue il percorso di riflessione strategie WEB MARKETING. Strategie di Customer Journey per la creazione di valore Il viaggio del consumatore in rete Come le aziende possono calarsi nell esperienza multicanale del cliente per costruire

Dettagli

www.integrateddesign.eu IDP Integrated Design Process Processo di progettazione integrata

www.integrateddesign.eu IDP Integrated Design Process Processo di progettazione integrata www.integrateddesign.eu IDP Integrated Design Process Processo di progettazione integrata Cosa può fare l Istituto per le Energie Rinnovabili dell EURAC? E quando? Il team di EURAC è in grado di: gestire

Dettagli