NTRODUZIONE al Piano dell Offerta Formativa (POF)

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2 I NTRODUZIONE al Piano dell Offerta Formativa (POF) Attraverso questo documento, la scuola intende far conoscere, in modo schematico, gli aspetti fondamentali della realtà in cui opera, perché la reciproca conoscenza è un presupposto indispensabile per una collaborazione proficua tra tutti coloro che condividono gli obiettivi e i problemi della formazione dei giovani. Solo con il concorso responsabile dei soggetti in formazione, delle loro famiglie e delle Istituzioni del territorio, si può dare concretezza all azione didattico/educativa dell Istituto. Il POF non è un documento statico, definito una volta per tutte, ma cresce e si modifica con il variare delle esigenze della società, degli alunni e di tutti coloro che operano nella scuola. E, a suo modo, un protocollo di sperimentazione soggetto quindi a monitoraggio, verifica e riallineamento continuo al progetto complessivo. Ogni anno ci si apre all innovazione, ai suggerimenti che possono provenire dall utenza o da altre Agenzie formative e si rinnova l impegno con i propri utenti con l approvazione al Collegio Docenti e l adozione al Consiglio di Istituto del Piano dell Offerta Formativa. 2

3 L attuale POF rappresenta l insieme delle linee guida da seguire nel corrente anno scolastico e porta al suo interno i valori di riferimento, gli strumenti, le risorse e le modalità che si intendono adottare. L istituto si impegna a realizzare una rete di azioni integrate, atte a valorizzare lo stile cognitivo dei diversi studenti, favorendo la trasmissione del sapere, ma anche di quei valori che sviluppano il senso di appartenenza, identità, passione, per il proprio percorso/ambiente scolastico. In questo momento di crisi sociale è molto importante mantenere vivi la curiosità e lo stupore per la conoscenza" e promuovere attraverso di essi lo sviluppo dei saperi e delle competenze irrinunciabili e indispensabili". Per questo il nostro Istituto si sta impegnando sul fronte dei miglioramenti tecnologici e soprattutto sull innovazione didattica. La scuola tuttavia, oltre che fornire ai ragazzi/e conoscenze ed abilità spendibili nel mondo del lavoro, deve poter agire sulla crescita personale di ogni studente, favorendo la relazione educativa e l inclusione, affinché ciascun alunno possa realizzare pienamente la propria personalità e la propria vita. Preparazione culturale e crescita personale sono, quindi, un tutt uno nel progetto formativo proposto dalla nostra scuola, progetto che, per essere efficace, deve basarsi sulla condivisione e interazione tra tutti i soggetti coinvolti, in primo luogo tutto il personale scolastico, gli alunni, le famiglie e gli Enti che a vario titolo collaborano con la Scuola. Il Dirigente Scolastico Prof.ssa Santa Zenobi 3

4 Parte I IL POF E LA MISSION DEL FILELFO 1.1 COSA SI INTENDE PER POF Ogni istituzione scolastica predispone, con la partecipazione di tutte le componenti, il Piano dell Offerta Formativa. Il Piano è il documento fondamentale costitutivo dell identità culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche ed esplicita la progettazione curricolare, extracurricolare, educativa ed organizzativa che le singole scuole adottano nell ambito della loro autonomia. (DPR 275/99, art. 3, c. 1) Quindi il Piano dell Offerta Formativa di ogni scuola esplicita le indicazioni generali relative alle scelte educative, didattiche ed organizzative di ciascuna istituzione ed in questo senso costituisce un impegno per tutta la comunità scolastica, coinvolgendo nella stesura le varie componenti secondo i loro compiti e ruoli. La scuola si configura come istituzione formativa autonoma con il compito di garantire e tutelare Il diritto ad apprendere, la valorizzazione delle diversità, la promozione delle potenzialità e il successo formativo Essa si pone quindi come ambiente educativo in grado di offrire un clima sociale positivo e di dare una risposta alle esigenze ed ai bisogni degli studenti, delle famiglie, della realtà territoriale e culturale. Valorizza le attività di collaborazione e di interazione tra la scuola e le famiglie, tra la scuola ed il territorio e tutti gli enti promotori di cultura e formazione. Rende trasparenti le regole del funzionamento e della gestione. Il POF è un documento strategico che rende note: la missione formativa le finalità educative gli obiettivi delle diverse aree di programmazione rispetto ai quali costruire: -la programmazione educativa 4

5 -la programmazione delle attività curricolari, extra curriculari e di ampliamento dell offerta formativa Il P.O.F. si propone quindi di essere il primo e strategico impegno del Filelfo verso i propri utenti e rappresenta un itinerario educativo che vede al centro del processo lo studente, con le sue potenzialità, le sue inclinazioni e le sue esigenze. La nostra offerta formativa è così diversificata: Liceo classico Liceo scientifico Liceo Coreutico Istituto tecnico economico con i suoi due indirizzi: -amministrazione, finanza, marketing e amministrazione, finanza, marketing nell articolazione sistemi informativi -turismo 5

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7 Organigramma d istituto Staff dirigenziale Dirigente Scolastico: SANTA ZENOBI DSGA: ELISABETTA TURCHI Collaboratori del DS: MERI ZAMPERA (con funzioni vicarie) - CLAUDIA CANESTRINI, Coordinatrice ITE: ISABELLA CALCATERRA, Coordinatrice Liceo Coreutico:LAURA ALICI Funzione si supporto al collaboratore vicario: MANILA MECCARELLI Funzioni strumentali: M.PAOLA GIORGI (1) MARCELLA BORGIANI (2) LAILA BOLDORINI (3) MARZIO MASTROCOLA (4) ALBERTO PAOLONI (5) Alle Figure strumentali, nominate dal Collegio Docenti sono state assegnate i seguenti aree e compiti: Area 1 Gestione del POF MARIA PAOLA GIORGI individuazione dei bisogni formativi adeguamento POF progettazioni extracurricolari Area 2 Coordinamento e sostegno all attività dei docenti MARCELLA BORGIANI inserimento nuovi docenti programmazioni e verbalizzazioni monitoraggio corsi di recupero corsi di aggiornamento Area 3 Orientamento LAILA BOLDORINI (LC) accoglienza orientamento in ingresso orientamento in uscita Area 4 Coordinamento attività studenti MARZIO MASTROCOLA. organizzazione attività integrative servizi informatici e web stage e percorsi scuola-lavoro rapporto delle attività degli studenti Area 5 Rapporti con il territorio- Monitoraggio ALBERTO PAOLONI rapporti con il territorio centro documentazione accreditamento regionale e qualità monitoraggi attività Invalsi 7

8 Coordinatori dei dipartimenti disciplinari Arte: Concettoni Roberta Discipline giuridico- economiche:marzio Mastrocola Educazione Fisica: Marcello Capponi Lettere: Manila Maccarelli Lettere Classiche: Claudia Canestrini Matematica e Fisica: Giuseppina Zucchini Lingue: Rossella Di Franza Religione:Paola Giacobelli Scienze: Graziella Chiatti Sostegno: Caterina Francioni Storia-Filosofia:Marcella Borgiani Referenti e responsabili Referente educazione interculturale: Isabellla Calcaterra Referente Legge anti-fumo: Luca Berardi Referente Centro sportivo studentesco: Mauro Bonfigli Responsabili biblioteca: Luciano Rascioni, Cristina Lembo, Marzia Chiaradia, Carla Rocchi. Responsabili laboratori: - ITE Ivan Losego (chimica, biologia e fisica); Marzio Mastrocola (informatica); Pazzelli (lingue); - LICEI Graziella Chiatti (chimica e biologia); Luciano Guardati (fisica); Emanuele Zoccari (informatica); Rossella Di Franza (lingue). Referenti sicurezza interni: Roberto Verolini, Lucia Soverchia Referente gruppo H: Gabriella Fondato Referente visite guidate e viaggi di istruzione: Manila Meccarelli Referenti LIM e registro elettronico: Luca Berardi, Roberto Pinciaroli e Emanuele Zoccari Referente Invalsi: Alberto Paoloni Referenti ECDL: Mastrocola, Zoccari 8

9 Commissioni ACCOGLIENZA E ORIENTAMENTO: Boldorini, Cola, Dionisi, Soverchia, Lembo, Chiatti, Alici, Tiberi, Calcaterra, Fondato. ALTERNANZA SCUOLA LAVORO: Mastrocola,Giorgi, Romagnoli, Paoloni P. BENESSERE A SCUOLA (H, BES, DISAGIO, DISPERSIONE, INTEGRAZIONE INTERCULTURALE): Fenati, Fondato, Francioni, Giacobelli, Bracaccini, Ferranti, Scagnetti, Marziali COMMISSIONE ELETTORALE: Alici, Giacobelli, Paoloni A. POF Componenti commissione tecnico-scientifica PREVENZIONE FUMO: Berardi, Bracaccini, Zucchini, Mariani QUALITÀ AUMI: Boldorini, Giorgi, Pinciaroli TECNICO-SCIENTIFICA E DELL INNOVAZIONE DIDATTICA: Pinciaroli, Merelli, collaboratori dirigente, referenti dei dipartimenti, funzioni strumentali VIAGGI E VISITE D ISTRUZIONE: Meccarelli, Calcaterra, Concettoni, Roccetti, Giberti, Di Franza, Giacobelli. C.I.C.: Giacobelli,Ferranti. GLI costituito come segue: Santa Zenobi Dirigente scolastico Gabriella Fondato coord insegnanti Caterina Francioni insegnante specializzata Katia Capradossi insegnante specializzata Angela Pozzuto insegnante specializzata Carla Rocchi coordinatore di classe Lucia Soverchia coordinatore di classe M. Federica Fenati coordinatore di classe Daniela Barabucci coordinatore di classe Roberto Romagnoli coordinatore di classe Lorenzo Bistocco rappresentante degli alunni Giacinta Cantarini rappresentante dei genitori Roberta Gesuelli rappresentante del personale ATA 9

10 Stefania Francioni Referente UMEE n.3 Maria Pia Branchesi servizi sociali Comune di Tolentino Responsabile del servizio di prevenzione e protezione- RSPP- :ing. Leonardi Enzo Consiglio d Istituto eletto a novembre 2013 (componente genitori,docenti personale ATA e ad ottobre 2014 la componente alunni Dirigente.scolastico: Prof.ssa Santa Zenobi Docenti: Alici Laura, Boldorini Laila, Calcaterra Isabella, Canestrini Claudia, Giorgi Paola, Lembo Cristina, Paoloni Alberto, Romagnoli Roberto Personale.A.T.A.: Gesuelli Roberta, Vitali Dania Genitori: Raul Brambatti (Presidente) Bianchini Giuliano, Pagliari Silvio, Salvucci Stefania Alunni: Bistocco Lorenzo, Michele Cesca, Mazzocchetti Niccolò, Marinozzi Lara Giunta esecutiva Il Dirigente Scolastico; docenti: Romagnoli Roberto; genitori: Bianchini Giuliano; alunni: Salvatori Leonardo; ATA: Gesuelli Roberta. Organo di Garanzia: La Dirigente: Prof.ssa S.Zenobi; i docenti: A.Paoloni, I. Calcaterra; per i genitori: S. Salvucci; per gli alunni: L.Bistocco. Comitato di valutazione docenti in anno di prova a.s Effettivi: Rascioni Luciano Pantanella Laura Giorgi M.Paola Romagnoli Roberto Supplenti: Chiatti Graziella Alici Laura Tutor d istituto per Docenti immessi in ruolo DOCENTI Katia Capradossi TUTOR formatori dei docenti in anno di prova: Caterina Francioni 10

11 Coordinatori A. S. 2014/2015 CLASSI COORDINATORI-VERBALIZZATORI DEI SOSTITUTI CONSIGLI DI CLASSE LICEO SCIENTIFICO 1 A GRATANI LOSEGO 1 B PAOLONI P. MERELLI 1 C GUARDATI CANESTRINI 2 A COLA FUSARI 2 B SCAGNETTI SCARAMUCCI 2 C GIBERTI VEROLINI 3 A ALICI ZUCCHINI 3 B BRACACCINI COLA 3 C PIANA MECCARELLI 4 A LEMBO PINCIAROLI 4 B GIORGI RASCIONI 4 C BARABUCCI GIBERTI 5 A ZUCCHINI CHIATTI 5 B BRACACCINI GIACOBELLI 5 C CHIATTI CONCETTONI LICEO CLASSICO 1 A ZOCCARI VEROLINI 2 A FENATI BOLDORINI 2 B BARABUCCI BOLDORINI 3 A DIONISI PANTANELLA 3 B ROMAGNOLI BARABUCCI 4 A CANESTRINI VEROLINI 4 B ROCCETTI ZUCCHINI 5 A BOLDORINI BORGIANI 11

12 ISTITUTO TECNICO ECONOMICO 1 A ROCCHI MARIANI 1 B PAZZELLI LOSEGO 2 A MARZIALI FERRANTI 3 A FONDATO PAOLONI A. 4 A MICUCCI PAZZELLI 4 B SOVERCHIA PUCCIARELLI 5 A PAOLONI A MASTROCOLA 5 B CHIARADIA BONFIGLI 5 C CALCATERRA BERARDI 3 SIRIO RASCIONI SCARAMUCCI LICEO COREUTICO 1 MERELLI CONCETTONI 2 RASCIONI VEROLINI 3 TIBERI ZOCCARI 4 DI FRANZA GIULI MISSION FORMATIVA IL FILELFO: 4 INDIRIZZI E UN UNICA MISSION Il progetto formativo della nostra scuola è unico per quanto riguarda l area del curriculum comune : obiettivi trasversali alle discipline che consentono allo studente, non importa quale indirizzo abbia deciso di frequentare, di individuare le linee guida che conducono al successo formativo. Intendiamo, infatti, favorire la crescita globale dello studente nella dimensione cognitiva, operativa e relazionale. Fasi essenziali del processo: favorire la metacognizione: stimolare la consapevolezza dei processi di apprendimento, l organizzazione delle conoscenze acquisite, promuovendo la ricerca e la sperimentazione didattica nonché l aggiornamento dei metodi e dei contenuti culturali. Anche il percorso di auto-orientamento attivato attraverso la 12

13 riflessione sulle diverse discipline consente una maggiore consapevolezza nelle scelte per il futuro. rendere più solide le motivazioni allo studio: migliorare il rendimento scolastico attraverso l innovazione tecnologica, metodologica e didattica. Promuovere le esperienze che aprono al mondo esterno,stage, alternanza, scambi internazionali, processi di accoglienza, continuità con la scuola media e percorsi di orientamento in entrata e in uscita. favorire la flessibilità mentale: formare studenti capaci di adattarsi a situazioni nuove di studio, di lavoro, di esperienze. Indurre la partecipazione attiva alla vita della scuola e favorire il protagonismo degli alunni nello sviluppo dei valori umani, sociali ed ambientali raggiungere standard internazionali: promuovere una crescita culturale globale anche attraverso le certificazioni riconosciute in ambito europeo (Lingue, CLIL, ECDL, Olimpiadi della Matematica) e gli esiti INVALSI Educare alla legalità: favorire,attraverso il rispetto dell altro, l accettazione del diverso e la conoscenza delle basilari regole di convivenza. PROFILO IN USCITA Al termine del quinquennio gli studenti, grazie all acquisizione dei saperi disciplinari e alla partecipazione al dialogo educativo, saranno in grado di possedere le seguenti competenze trasversali 13

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15 FINALITA EDUCATIVE STRATEGIE DIDATTICHE 15

16 Qui sono descritte, nelle loro linee essenziali, le procedure e metodologie generali dell Istituto. L individuazione e l articolazione delle diverse procedure sono funzionali al perseguimento di obiettivi formativi che attengono al sapere cioè all acquisizione di conoscenze (nuclei concettuali fondanti, strutture delle discipline), al saper fare, cioè alla formazione di capacità (capacità cognitive, affettive, sociali, linguistiche ecc.), al saper essere, cioè alla formazione di atteggiamenti (interessi, motivazioni, propensione, disponibilità).ci proponiamo di: Mantenere il rispetto dei programmi di ordinamento, con l obiettivo prioritario di portarli a termine; Promuovere innovazione metodologico/didattica; Perseguire l eccellenza dei risultati e cercare di elevare lo standard medio degli apprendimenti; Favorire lo sviluppo della creatività degli studenti con un clima di sperimentazione necessario a perseguirla (almeno nelle esperienze di laboratorio); Progettare attività di recupero e sostegno, per integrare e recuperare lo svantaggio o la disabilità; Integrare, dove possibile, l attività curriculare mattutina con iniziative pomeridiane; Progettare organiche attività di orientamento e di riorientamento; Promuovere iniziative affinchè gli studenti si sentano accolti a scuola e trovino in essa le opportunità per essere aiutati a stare bene con se stessi e con gli altri, per studiare con motivazione e con interesse; Creare connessioni ed interscambio con il mondo del lavoro; Promuovere la definizione e la stipulazione di patti formativi tra docenti, studenti, genitori. LIVELLI DI PROGRAMMAZIONE Il lavoro di programmazione didattica è guidato dagli obiettivi-criteri generali individuati dal Collegio dei Docenti e si articola in: Pianificazione per dipartimenti: l articolazione del Collegio Docenti per dipartimenti consente ai docenti dell Istituto di condividere e rendere omogenea la programmazione disciplinare per materia, dare senso alla continuità orizzontale e verticale di Istituto Pianificazione didattica: la programmazione viene effettuata da ogni Consiglio di Classe (Progetti Educativi di Classe), a partire dall analisi dei prerequisiti, individuando finalità formative, obiettivi didattici, contenuti, modalità organizzativa (es. moduli didattici di base, moduli di sostegno, moduli di approfondimento, moduli specifici di interesse, anche di tipo interdisciplinare e trasversale) 16

17 Piano di Lavoro individuale: (Piano Annuale Personale) che ogni singolo docente elaborerà in linea con la programmazione educativa generale dell'istituto e del consiglio di classe, e nel quale saranno indicate finalità, obiettivi, contenuti e parametri valutativi disciplinari concordati nei dipartimenti, (Piano Analitico per Materia) che riguardano lo specifico della singola disciplina Opportunità formative differenziate, semplificate e personalizzate per coloro che hanno diversi ritmi di apprendimento o in possesso di specifiche certificazioni. NELLA SETTIMANA DI APPROFONDIMENTO E RECUPERO - moduli di sostegno : sia a livello individuale che collettivo, per tutti quegli alunni che mostreranno rallentamenti nel raggiungere gli obiettivi prefissati nel piano di lavoro dei singoli docenti. Tutti i moduli dovranno proporre gli stessi contenuti studiati ma debbono avere particolari attenzioni per gli aspetti metodologico e meta cognitivo e se necessario dovranno essere utilizzate tecniche o percorsi più rispondenti allo stile cognitivo dello studente. - moduli di approfondimento : per gli alunni desiderosi di raggiungere obiettivi d eccellenza. Detti moduli prevedono il coordinamento con altre discipline e verteranno su argomenti comuni individuati nei dipartimenti disciplinari, nei consigli di classe o proposti dagli alunni. METODOLOGIE DIDATTICHE COMUNI Le metodologie e le strategie messe in atto nel concreto lavoro di insegnamentoapprendimento nel nostro istituto riflettono la necessità di seguire e adattarsi ai diversi ritmi e modalità di apprendimento degli allievi, usando anche gli strumenti messi oggi a disposizione dalle nuove tecnologie didattiche e formative. Naturalmente, come si rileverà dai piani disciplinari specifici, le metodologie sono diverse. Esse possono, tuttavia, sinteticamente e complessivamente, essere indicate come di seguito: Lezioni frontali e dialogate Lezioni interattive con LIM Gruppi di studio di interesse o di livello Flipped classroom Brainstorming Utilizzo di filmati, video, pc Azione guidata nell utilizzo dei testi Esercizi di controllo 17

18 Esercitazioni ed esperienze guidate Schede operative e mappe concettuali Attività di laboratorio e problem solving Interazione con facilitatori, esperti o tutor Visite guidate Attività complementari sul territorio Partecipazione ad attività culturali Partecipazione a gare sportive UN SALTO DI QUALITA La nostra scuola ha aderito con entusiasmo alla volontà del M.I.U.R di investire risorse finalizzate all utilizzo della multimedialità nell insegnamento di tutte le discipline e alla creazione di laboratori multimediali dedicati agli studenti. Sono state acquistate in Istituto 36 postazioni con computer e Lavagne interattive per consentire l applicazione del registro on-line e migliorare la didattica. Ci si è resi subito conto che, per effettuare un salto di qualità, la formazione del personale in servizio è un fattore cruciale per un efficace acquisizione ed introiezione dei cambiamenti culturali indotti dalle ICT. L insegnante, infatti, da erogatore di conoscenza dovrà diventare tutor capace di agire maieuticamente sull alunno per favorirne lo sviluppo critico e la consapevolezza dell appreso. Un salto in avanti verso l apprendimento significativo (Novak 1999) e la modellazione di una testa ben fatta, piuttosto che semplicemente piena (Morin 2000). Dal primo giorno di scuola è apparso subito chiaro che l aver introdotto tecnologia non serve a nulla se contemporaneamente non si agisce con la formazione metodologicodidattica dei docenti. Per ottenere tale risultato il corpo docente, disponibile al cambiamento, si è impegnato nel lavoro di squadra e nel rimettere in discussione il proprio metodo di lavoro. La scelta effettuata alla fine del 2013 si sta rivelando solo oggi in tutta la sua portata, la Scuola ha scelto di effettuare UN SALTO DI QUALITA tecnologico per aprirsi alla didattica del futuro. La possibilità di avere a disposizione in ogni classe un punto di accesso Wifi, uno strumento LIM, una connessione al registro on-line e, attraverso il software di quest ultimo, un server specifico per l e-learning con gli studenti, un interscambio fra docenti, vuol dire aver creato un ISTITUTO

19 Ci si aspettano notevoli cambiamenti da tutti questi strumenti: per le famiglie Una migliore comunicazione Una evidente trasparenza dei processi didattici Un controllo efficace delle assenze e dei ritardi Maggiori potenzialità nell utilizzo dei testi digitali in segreteria Una maggiore strutturazione e controllo dell utenza Procedimenti rapidi di comunicazione,di stampe documenti e certificazioni Codificazione dei processi e relativo controllo Monitoraggio continuo del servizio nella didattica in presenza Capacità di utilizzare materiali multimediali per la lezione Innovazione nella costruzione delle lezioni Possibilità di avvicinare i diversi stili cognitivi degli allievi e utilizzare software specifico per DSA, H e più genericamente per i bisogni educativi speciali Possibilità di sfruttare la RETE per viaggi virtuali in paesi lontani, musei, gallerie, esposizioni o in laboratori virtuali mai sperimentati nell e-learning Interscambio per problemi e riflessioni sull appreso Sostegno al lavoro domestico Possibilità di autovalutazioni on-line Classe 2.0 all ITE LA SCUOLA COME POLO CULTURALE DELLA CITTÀ La scuola vuole porsi come Polo di riferimento culturale del territorio e per questo motivo intende mettere in campo i migliori professionisti del suo corpo docente e intrecciare una fitta Rete di relazioni ed interscambi con altre Agenzie formative e 19

20 Culturali del territorio, con le Università con il sostegno dell Ente Comunale, dell USR, dei diversi settori di riferimento della Provincia e della Regione Marche. Progetti che evidenziano la vivacità dell Istituto sui diversi settori sono: Progetto Lauree Scientifiche Sperimentazione Liceo Musicale (in collaborazione con l Istituto Nicola Vaccaj e il Conservatorio Rossini di Pesaro) Interazione con Accademia Nazionale di Danza di Roma Collaborazione con il Teatro Sangallo Collaborazione con Fondazione INDA (teatro greco Palazzolo Acreide) Interazione con Istituto Confucio (lingua cinese) Collaborazione con il settore Cultura dell Ente Comunale (manifestazioni culturali a vari livelli) Caffè Storico-Filosofici Collaborazione con ISREC Istituzione di IFTS Regionali Rete degli Istituti Tecnico-Economici Alternanza Scuola Lavoro- Impresa simulata Intercultura Partecipazione a più RETI di scuole a livello Regionale tra cui i progetti di autovalutazione e miglioramento dell AuMi Certificazioni linguistiche Certificazioni ECDL Centro sportivo scolastico (come da nota Ministeriale n del 03/09/2009) Altri progetti e attività scolastiche ed extrascolastiche descritte nel capitolo relativo all ampliamento dell offerta formativa 20

21 Parte II: IL TERRITORIO E L IIS F. FILELFO BREVE STORIA L Istituto d Istruzione Superiore F. Filelfo costituisce un importante polo scolastico raggruppando quattro scuole superiori della città di Tolentino. L Istituto nasce, all inizio degli anni 90 dall annessione del Liceo Classico Francesco Filelfo istituito nel 1953, al Liceo Scientifico Leonardo da Vinci sorto come sezione staccata del Liceo G. Galilei di Macerata nel Successivamente, in seguito al processo di razionalizzazione della rete scolastica provinciale, nell anno scolastico 1995/96, ai licei è stata aggiunta, come sezione associata, l Istituto Tecnico Commerciale Luigi Einaudi ora Istituto Tecnico Economico. Dal 2003 la scuola è ufficialmente denominata ISTITUTO DI ISTRUZIONE SUPERIORE FRANCESCO FILELFO. Dall anno scolastico 2011/12 l IIS Filelfo si è arricchito anche del Liceo Coreutico, uno dei pochissimi autorizzati in Italia, un liceo vocazionale unico in Regione. Il bacino d utenza La città di Tolentino ( abitanti), le zone cittadine limitrofe facenti parte della Comunità Montana "Monti Azzurri" e il comune di San Severino Marche costituiscono il bacino storico d utenza dell Istituto. Inoltre ci sono alunni provenienti da altre località della provincia, della regione o di regioni limitrofe soprattutto per poter frequentare il Liceo Coreutico. Analisi demografica L analisi delle più recenti dinamiche demografiche rileva che la popolazione scolastica dell Istituto è andata lentamente stabilizzandosi per gli spostamenti della popolazione verso le zone pedemontane a fronte di un deflusso migratorio extracomunitario. Tale trend, soprattutto negli ultimi due anni, ha subito delle lievi variazioni in negativo. 21

22 Contesto socio-economico A partire dai primi anni del Novecento, Tolentino è stata protagonista di un processo di espansione del sistema produttivo che ha influito notevolmente sia sull economia locale che sulla qualità della vita dei suoi abitanti. Attualmente alla base dell economia del territorio vi sono piccole e medie imprese specializzate soprattutto nelle lavorazioni della pelle, del cuoio, della carta, alcune delle quali operano anche a livello internazionale; sono presenti, inoltre, aziende legate all agricoltura ed al terziario. Tale processo di sviluppo è stato favorito da molti fattori tra cui la determinazione e professionalità delle maestranze e soprattutto degli imprenditori. Questi ultimi hanno investito sul territorio dimostrando una rara capacità di programmazione supportata da una totale dedizione al lavoro. Negli ultimissimi anni la crisi economica ha travolto quella stabilità che aveva richiamato a Tolentino molte persone e questo ha inciso sulle presenze in città. Le principali conseguenze sono state la diminuzione del numero degli extracomunitari e la chiusura di numerose attività artigianali e commerciali. La scuola ha raccolto la sfida di un territorio orientato verso una formazione solida ma anche versatile, attenta ai processi innovativi e alle richieste di un mercato in continua evoluzione ed espansione; ha cercato, inoltre, di rappresentare un polo di aggregazione culturale per gli utenti diretti e indiretti e anche per la cittadinanza tutta. Le richieste delle famiglie preoccupate per il futuro dei loro figli, quanto mai incerto, sono orientate a richiedere quelle conoscenze utili a far fronte alle sfide quantitative e qualitative del nuovo millennio. La scuola quindi secondo i principi dell accoglienza e del dialogo, professionalità e passione, propone quattro percorsi di studio di qualità, rispettosi delle vocazioni dei ragazzi ed efficacemente rivolti verso la cultura europea ed internazionale, garantendo quindi un ampio respiro culturale. LE NOSTRE STRUTTURE Le sedi scolastiche Sono situate nel centro storico della città su due edifici distinti: L edificio dell ITE in piazza Don Bosco il complesso, dei Licei, che occupa un intero isolato tra p.zza dell Unità, via Parisani, p.zza Piccinino e via Tambroni (ex orfanotrofio e annessi). L attesa ristrutturazione degli stabili dell ex orfanotrofio e il collegamento dei diversi edifici attraverso particolari scelte architettoniche hanno permesso la restituzione di uno spazio ampio e capace di ospitare i tre licei. Sono unici la Dirigenza e il Consiglio di Istituto. 22

23 LE RISORSE STRUMENTALI : - N.24 spazi attrezzati, interni all edificio scolastico - N.37 aule per attività didattiche di cui 1 all ITE organizzata come classe 2.0 -Tutte le aule sono dotate di LIM, computer e connessione Internet per registro elettronico - N.4 laboratori: scientifici, di cui 3 attrezzati con PC e videoproiettore - N.2 laboratori linguistici,(circa 30 postazioni) - N.3 laboratori informatici (circa 27 postazioni) - N.1 Classe 2.0 all ITE - N.2 aule video attrezzate per multimedialità - Biblioteca dell ITE -Biblioteca licei Padre D. Gentili. Dotata di circa tra volumi, riviste scientifiche ed umanistico-letterarie,dvd,cassette VHS, videoproiettore, 10 postazioni di lettura, 1 postazione/computer connessa ad Internet. Prosegue il lavoro di catalogazione del 23

24 materiale presente nella biblioteca e la consultazione è possibile anche all interno del sistema OPAC MC -N. 1 aula disegno licei, -N. 2 aule H con 1 postazione PC -N. 1 aula magna ITE attrezzata per videoproiezioni -Auditorium licei -N.2 Infermerie -N.2 Uffici di presidenza -N.6 Uffici segreteria (di cui n.5 contigui ai licei) con 11 postazioni PC -N.2 sala docenti con 4 postazioni PC -N.2 archivi -N.3 videoproiettori spostabili -N.2 TV, N.2 videoregistratori, N.2 lettori DVD -N.36 LIM, una per ciascuna classe, con pc portatile per registro on line e tablet per le palestre e le sale danza - N.1 Sala danza coreutico interna all istituto - N.2 Sala danza coreutico esterna c/o teatro Sangallo - Ampio cortile, ai licei, adibito a parcheggio - Rapporto tra numero di postazioni informatiche e numero allievi 1/5 (150 postazioni compresi i laboratori linguistici su 750 alunni circa) - Rapporto tra N. libri (su supporto cartaceo e/o informatico) delle due Biblioteche e N. allievi 13972/718=19 circa - Numero medio ore settimanali di apertura della scuola a disposizione degli alunni e/o dei genitori oltre l orario scolastico del mattino: ore 9,15 per ogni pomeriggio da lunedì a venerdì (dalla 13,30 alle 22,45 senza interruzione dall orario delle lezioni c/o la sede centrale dei licei). 24

25 Parte III L OFFERTA FORMATIVA INDIRIZZI E PIANI DI STUDIO CURRICULARI Il profilo culturale, educativo e professionale dei licei. I percorsi liceali forniscono allo studente gli strumenti culturali e metodologici per una comprensione approfondita della realtà, affinché egli si ponga, con atteggiamento razionale, creativo, progettuale e critico, di fronte alle situazioni, ai fenomeni e ai problemi, ed acquisisca conoscenze, abilità e competenze sia adeguate al proseguimento degli studi di ordine superiore, sia all inserimento nella vita sociale e nel mondo del lavoro coerenti con le capacità e le scelte personali dal Regolamento per la "Revisione dell assetto ordinamentale, organizzativo e didattico dei licei ai sensi dell articolo 64, comma 4, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito dalla legge 6 agosto 2008, n. 133" del 15 marzo 2010, Allegato A Il profilo culturale, educativo e professionale dei Licei. 25

Allegato A. Il profilo culturale, educativo e professionale dei Licei

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