A cura di: Massimo Centemero Scuola Agraria del Parco di Monza. Marino Perelli Studio Arvan

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "A cura di: Massimo Centemero Scuola Agraria del Parco di Monza. Marino Perelli Studio Arvan"

Transcript

1 Studio ed ipotesi di applicazione di un SAQ per il compost in Italia SISTEMA DI ASSICURAZIONE DELLA QUALITA (SAQ) PER IL COMPOST A cura di: Massimo Centemero Scuola Agraria del Parco di Monza Marino Perelli Studio Arvan Con la collaborazione del Comitato Tecnico del Consorzio Italiano Compostatori Consorzio Italiano Compostatori, gennaio

2 PREMESSA...3 INTRODUZIONE...5 L IMPORTANZA DEL SISTEMA DI ASSICURAZIONE QUALITÀ...6 NORME SPECIFICHE SUL COMPOST IN DIVERSI STATI EUROPEI: IL VALORE LIMITE IN METALLI PESANTI...11 MARCHI DI QUALITÀ EUROPEI DEL COMPOST : VALORI LIMITE IN METALLI PESANTI...12 SCENARIO EUROPEO SULLA CERTIFICAZIONE DEL COMPOST...13 AUSTRIA...13 BELGIO...14 STRUTTURA DEL VLACO...15 CONTROLLO E CERTIFICAZIONE DEL VLACO...16 GERMANIA...17 MARCHI EUROPEI...20 LA CERTIFICAZIONE DI PRODOTTO IN EUROPA: L ECOLABEL...20 LA SITUAZIONE ITALIANA: I SOGGETTI COINVOLTI...22 COMMERCIALIZZAZIONE DI COMPOST CERTIFICAZIONE DELLA QUALITA IL CONSORZIO ITALIANO COMPOSTATORI...23 SCENARI PER LA CERTIFICAZIONE E LO SVILUPPO DEL MARCHIO...25 I SCENARIO...27 IL CONTROLLO DEL PRODOTTO: LA VERIFICA DEL RISPETTO DELLA NORMA PER LA COMMERCIALIZZAZIONE DEL COMPOST...27 II SCENARIO...30 L INTRODUZIONE DI UN SISTEMA DI ASSICURAZIONE DELLA QUALITÀ CIC...30 FASE DI RICONOSCIMENTO FASE DI ISTRUTTORIA E VERIFICA FASE DI MANTENIMENTO RIEPILOGO COSTI PER IL RILASCIO DEL MARCHIO COSTI COMPLESSIVI RILASCIO MARCHIO...37 COSTI COMPLESSIVI PER LA FASE DI MANTENIMENTO III SCENARIO...39 L INTRODUZIONE DI UN SISTEMA DI ASSICURAZIONE DELLA QUALITÀ CONDIVISO (CIC ED ALTRI ENTI)...39 IPOTESI PROGRAMMATICA COSTI CONCLUSIONI...41 Consorzio Italiano Compostatori, gennaio

3 Premessa Il Consorzio Italiano Compostatori ha commissionato il presente lavoro alla Scuola Agraria del Parco di Monza e allo Studio Arvan allo scopo di verificare in modo preliminare gli scenari prefigurabili e gli effetti conseguenti all adozione di un Marchio Compost CIC. La creazione di un marchio è senza dubbio un operazione di fondamentale importanza per la collocazione valorizzata del compost: numerosi studi di mercato condotti a livello europeo stanno a dimostrare come l adozione di un programma di assicurazione della qualità abbia ripercussioni positive sull acquirente. Si intende in questo studio utilizzare il termine Sistema di Assicurazione della Qualità in vece del termine Marchio in quanto concetto più ampio con coinvolgimento dell intera filiera: matrici compostabili, processo di biostabilizzazione, qualità e commercializzazione del prodotto. Come si sviluppa il testo ed i contenuti In una prima fase vengono presentati alcuni dati relativi alla situazione europea relativa alla produzione e al sistema di certificazione di prodotto adottata in alcuni paesi. Sono poin presi in considerazione e trattati nel dettaglio alcuni marchi europei che hanno una considerevole importanza nello svilpuppo del mercato del compost. E descritto anche l unico sistema di certificazione di prodotto adottato dalla Unione Europea; si trata dell Ecolabel riferito ai Soil Improvers le cui caratteristiche generali corrispondono esattamente alla descrizione di terricci compostati. In seguito si delineano i tratti essenziali della situazione italiana con specifico riferimento allo scenario nazionale legato alla produzione, commercializzazione e certificazione potenziale. Questo passaggio è essenziale per definire il Marchio del Compost in Italia: pur mantenendo i principi generali dei marchi europei (molto diffusi ed efficienti in Germania, Belgio, Austria ed Olanda) si dovrà costruire un Sistema di Assicurazione della qualità con specifici adattamenti alla relatà italiana. Consorzio Italiano Compostatori, gennaio

4 Al termine sono proposti tre scenari di Certificazione di prodotto che presuppongono una diversificazione degli interventi per il rilascio del Marchio di Qualità. 1. Il controllo del prodotto: la verifica del rispetto della norma per la commercializzazione del compost 2. L introduzione di un Sistema di Assicurazione della Qualità CIC 3. L introduzione di un Sistema di Assicurazione della Qualità condiviso Consorzio Italiano Compostatori, gennaio

5 Introduzione L adozione di un Sistema qualità assume un significato complesso che coinvolge diverse fasi del processo produttivo. Prima di analizzare lo scenario europeo e prima di proporre alcune modalità per l acquisizione del Marchio, vediamo quali sono i criteri per la definizione della qualità in un impianto di compostaggio. Criteri per la definizione di un sistema qualità: minimizzazione dei rischi per il suolo e la salute umana garanzia della qualità agronomica controlli esterni indipendenti dal produttore affidabilità e riproducibilità dei metodi analitici riproducibilità ed applicabilità dei criteri in tutti gli impianti dotati di diverse opzioni tecnologiche (si ritiene di fondamentale importanza quindi un censimento delle soluzioni tecniche e tecnologiche presenti sul territorio italiano) Momenti topici per l esame e la definizione del sistema di assicurazione della qualità: Matrici compostabili Processo di compostaggio Criteri per la valutazione della qualità del compost Controlli interni Controlli esterni Marchi di qualità Raccomandazione per l uso Formazione degli operatori Gestione impiantistica Eichettatura prodotto Certificazione annuale Trasporto Consorzio Italiano Compostatori, gennaio

6 L importanza del Sistema di Assicurazione Qualità Lo scenario europeo La produzione di compost a livello europeo ha subìto negli ultimi anni un costante incremento, grazie all estendersi della separazione dello scarto organico come priorità operativa nei sistemi integrati di gestione dei rifiuti. Ne sono un esempio paesi come la Germania, l Olanda, l Austria. Il caso più eclatante è costituito dalla Germania che, estendendo la separazione alla fonte del rifiuto biologico a partire dalla metà degli anni 80, è il paese che conta il maggior numero di impianti, una situazione di mercato consolidata e una certificazione di prodotto che sta spingendo gli operatori ad adeguarsi ai criteri di qualità imposti al processo e al prodotto. Nella tabella 1 sono riportati i dati europei suddivisi per paese relativi alla produzione di compost di qualità (dati relativi solo a compost da scarti alimentari e scarti verdi). A questi dati sono da aggiungere i quantitativi di compost derivato dal trattamento di fanghi in miscela con altre matrici (lignocellulosico, scarti agroindustriali, ecc.). E interessante notare (cfr. fig.1), come si sottolineava sopra, che delle ca t totali più del 40% del compost commercializzato in Europa provienee dalla Germania. Germania, Olanda ed Austria producono insieme il 70% del totale. Sono questi quindi i paesi che possono fornirci delle indicazioni sui sistemi di qualità adottati per il compost. Tab. 1: produzione complessiva di compost nell EU e incidenza relativa (Barth, 2000, modificato) Paese Compost da scarti organici urbani (.000 t/anno) COMPOST DA UMIDO E VERDE COMPOST DA VERDE TOTALE A B Fiandre B Vallonia 40 n.r. 40 D n.r DK F FIN 30 n.r. 30 GR n.r. n.r. / I 525 n.r. 525 IRE n.r. n.r. / Lux 10 n.r. 10 NL P n.r. 4 4 ES 20 (Catal.) n.r. 20 S UK Totale n.r.: non rilevante Consorzio Italiano Compostatori, gennaio

7 L importanza del controllo del sistema compost nei confronti del mercato del prodotto Diverse indagini condotte a livello europeo tra i produttori e gli utilizzatori di compost hanno evidenziato alcuni punti essenziali che riportiamo schematicamente: la qualità ed il mercato del compost rappresentano il problema cruciale del processo di compostaggio; sia i produttori che gli utilizzatori sono dell opinione che il riciclaggio dei rifiuti organici richieda regole chiare circa il tipo di materiale riciclabile; le matrici compostabili ed il processo di compostaggio devono essere gestite e controllate; un programma di certificazione della qualità potrebbe far aumentare in modo definitivo il riciclaggio dei rifiuti organici. Fig. 1 Produzione compost in Europa: importanza relativa degli stati membri 0% 14% 0% 0% 2% 5% 14% 5% 9% 1% 5% 3% 42% Austria Belgio Germania Danimarca Francia Finlandia Italia Lussemburgo Olanda Portogallo y Spagna Svezia Regno Unito Le analisi di mercato degli ultimi anni condotte in diversi paesi europei hanno mostrato che tutti gli utilizzatori di compost richiedono un prodotto di qualità standardizzato e supervisionato da organizzazioni esterne agli impianti di compostaggio. In uno studio condotto nel Sud della Germania è stato riportato che il 94% gli utilizzatori di compost hanno preteso, come prerequisito per l acquisto, tale certificazione di qualità. Secondo altri studi condotti in Germania tra i cittadini di Colonia e Düsseldorf, l 80% delle persone coinvolte hanno mostrato un atteggiamento più positivo nei riguardi del compost e delle tecniche agronomiche legate all impiego di compost per la coltivazione di prodotti destinati al consumo alimentare; ciò solo se presente un sistema di controllo a garanzia della qualità. Consorzio Italiano Compostatori, gennaio

8 Quindi l introduzione della raccolta differenziata ed il conseguente compostaggio di matrici selezionate devono andare di pari passo con l introduzione di un sistema di certificazione della qualità. L assicurazione della qualità del sistema compost (impianti, processi e prodotti) garantisce una valenza di gran lunga superiore rispetto alla presenza di leggi più o meno restrittive (per es. limiti sul contenuto in metalli pesanti); la presenza di un controllo della qualità del sistema compost garantisce la presenza di verifiche in tutti gli stadi del trattamento dei rifiuti organici: Raccolta differenziata Il controllo della qualità può essere utilizzato per ottenere informazioni sulla qualità della separazione alla fonte e quindi introdurre misure per attuare dei miglioramenti; indagine merceologica dello scarto organico da R.D. e criteri di accettazione o diversificazione tariffaria; Progettazione degli impianti Errori nella progettazione degli impianti possono essere facilmente identificati attraverso i controlli di qualità. Inoltre un ruolo importante del controllo di qualità garantisce l igiene e la sicurezza degli ambienti da lavoro; Produzione del compost Soltanto i controlli costanti della qualità del processo mediante sopralluoghi e stesura di protocolli produttivi garantiscono elevati livelli degli standard agroambientali del compost; Mercato I consumatori pretendono un compost di qualità standardizzato (costanza e omogeneità delle partite). Un sistema di controllo di qualità basato su parametri analitici spia può garantire tutto ciò. Pubbliche relazioni Una buona immagine per il compost può essere costruita con l ausilio di un sistema di gestione qualità e l affiliazione a marchi specifici di qualità; come esempio di ottimo funzionamento del sistema compost si riporta il caso della Germania che, con l affiliazione al RAL compost, garantisce un sistema istituzionalizzato per il controllo della qualità; Applicazione I riscontri analitici effettuati sul processo e sul prodotto costituiscono elementi indispensabili, in fase di etichettatura, per la descrizione finale del prodotto e per la definizione delle modalità/raccomandazioni d uso e di conseguenza per l impiego corretto del compost. Caratteristiche del prodotto Solo attraverso l esatta conoscenza dei parametri e dei loro valori medi (media aritmetica e intervalli di fluttuazione) possono essere sviluppati molti prodotti a base di compost. Consorzio Italiano Compostatori, gennaio

9 Certificazione ISO Un sistema di assicurazione della qualità costituisce un prerequisito, una precondizione per la certificazione ISO Politiche/Leggi La valutazione statistica dei risultati (acquisiti in modo omogeneo ed univoco), permette al legislatore l esatta comprensione sia delle caratteristiche analitiche del compost sia della reale situazione degli impianti di compostaggio; ciò contribuisce a facilitare il compito del legislatore che può emanare direttive appropriate alla situazione attuale sulla qualità del compost. Il ruolo centrale che riveste il sistema di controllo per la garanzia della qualità è evidente in quei paesi dove il compostaggio è molto sviluppato: Austria, Germania, Danimarca, Paesi Bassi e Belgio. Questi paesi hanno istituito una estesa gestione della qualità degli impianti di compostaggio. Molti altri come la Svezia, la Norvegia, e la Francia sono ad uno stato di attivazione di iniziative legate alla gestione della qualità (marchi, leggi, ecc.). I criteri di qualità per il compost per quanto riguarda la quantità, i requisiti ed i valori limite sono variabili a seconda dei diversi paesi europei. Come si evidenzia nella tabella 2 esistono in alcuni paesi diverse classi di qualità distinte dai valori limite dei metalli: ne sono un esempio l Austria (Classe I e Classe II), la Germania e i Paesi Bassi. I requisiti olandesi per la classe di compost molto pulito sono così restrittivi da non permettere, se non in casi eccezionali, il rispetto dei limiti; per ciò gli operatori di settore stanno cercando di ottenere una modifica di tali parametri. In Belgio la diversificazione in due tipologie qualitative di compost non è applicata, mentre è applicata la distinzione tra compost da diverse matrici d origine (Compost Verde e Compost da scarti alimentari). In Germania invece sono state introdotte due classi di compost (compost A e B) differenziando la caricabilità sui suoli e le procedure per il libero impiego o l impiego controllato. E provato che dove esiste la distinzione in due classi qualitative di compost (senza distinzione tra compost a diversa matrice d origine e/o e agli impieghi agronomici) soltanto i compost appartenenti alla classe migliore sono richiesti dal mercato; ciò implica una carente offerta di prodotti compostati in quanto solo determinate biomasse possono, dopo opportuno trattamento di compostaggio, garantire standard così elevati. In base alla definizione dei criteri di qualità è curioso osservare l impostazione generale e l approccio al sistema di gestione qualità da parte di alcuni paesi: l Austria e l Olanda se da un lato impongono linee guide relativamente restrittive (come quelle riguardanti i metalli pesanti) dall altro permettono di gestire i dati analitici in modo abbastanza elastico: le deviazioni dal valore limite fino ad un massimo del 4050 % dello stesso consente di limitare i casi di partite non conformi dovute ad errori di campionamento, analitici o all eterogeneità del Consorzio Italiano Compostatori, gennaio

10 materiale compostato; i limiti tedeschi invece meno restrittivi, ma applicano deviazioni più basse ( 15% dal valore limite). In realtà è stato dimostrato che l individuazione di valori guida (abbinati alla deviazione) si sono mostrati più efficaci e funzionali rispetto alla definizione di valori limite senza possibilità di fluttuazione. Ciò in considerazione di un fatto: dato che gli impianti di compostaggio hanno scarsa influenza sul materiale in ingresso in qualche caso è naturale aspettarsi un variabilità durante i controlli/verifiche e una certa deviazione dai limiti previsti dai criteri di qualità. I diversi paesi danno differenti priorità ai parametri che definiscono i criteri di qualità: le sostanze organiche pericolose costituiscono un grande problema solo in Danimarca, gli aspetti igienici lo sono per la Germania, l emissione di odori per il Belgio. Una differenza essenziale tra i paesi europei consiste nella differente approccio alla filiera compostaggio da parte del sistema di qualità: il marchio di qualità RAL tedesco si pone l obiettivo di assicurare la qualità del prodotto finito; nei paesi bassi ed in Belgio il controllo del prodotto finito è combinato con il controllo della produzione; in Belgio il periodo di attivazione di un nuovo impianto di compostaggio e di acquisizione del marchio di qualità è di due anni; nel primo anno è effettuato un controllo continuo della produzione e nel secondo è fatto soltanto il controllo del compost prodotto; la certificazione per il marchio di qualità nei Paesi Bassi prescrive un vasto monitoraggio interno della produzione di compost con l analisi settimanale di determinati parametri. Tutti i paesi europei concentrano i propri sforzi nel trattamento biologico della maggior quantità possibile dei scarti organici. In alcune realtà esistono ancora diversi impianti di compostaggio che trattano rifiuti solidi urbani indifferenziati, soprattutto nel Sud Europa. Consorzio Italiano Compostatori, gennaio

11 Norme specifiche sul compost in diversi stati europei: il valore limite in metalli pesanti Al fine di rendere confrontabili le legislazioni di ciascun stato membro sono riportati i limiti in metalli pesanti previsti sia per il compost destinato al libero mercato (che prevede solo un rispetto delle caratteristiche del prodotto) sia del compost di qualità inferiore per il quale si deve garantire un applicazione controllata ovvero un autorizzazione all impiego e limiti in metalli pesanti sia nel suolo che nel compost e limiti di caricabilità su suolo. Tabella 2: rassegna dei limiti di qualità del compost nei diversi Paesi Europei: valore limite in metalli pesanti (ppm s.s.) Paese Regolamento Cd Cr tot. Cr Cu Hg Ni Pb Zn As VI EU EC/Ecolabel CEE 488/ Austria ÖN S Classe I Classe II Classe III Ord. Fed.le: agricoltura : recupero amb. Belgio Agricoltura Parchi Standard Vlaco (Fiandre) Danimarca Dal Francia NF.U / Germania Legge Fed. BioAbfV (1998) classe I classe II Italia L. 748/84 (modd.27.3/2000): Del.Com.Interm. 27/7/ D.lgs. 99/92 (fanghi) Lussemburgo Come RAL Germania Olanda Compost Very clean compost Spagna Decr. Ammendanti n 877/ Regno Unito OWCA In GRASSETTO: regolamentazioni che prevedono meccanismi di controllo preventivo che configurano lo spandimento controllato (autorizzazione all impiego) Consorzio Italiano Compostatori, gennaio 2001

12 Marchi di qualità europei del compost: valori limite in metalli pesanti Come si può notare nella tabella sottostante per Austria, Fiandre (B), Germania e Paesi Bassi, hanno un SAQ molto radicato e, come si potrà vedere anche in seguito, il Marchio coinvolge anche le istituzioni: in Germania, in Belgio (solo nella regione delle Fiandre) e in Austria. Prima di prefigurare scenari di SAQ in Italia esaminiamo i singoli casi europei. Paese Austria Belgio (solo Fiandre) Germania Olanda Organo Responsabile del Sistema di assicurazione della qualità MARCHIO KGVÖ Produttori e istituto di normalizzazione MARCHIO VLACO Organizzazione fiamminga per la promozione del compost BGK Organizzazione Federale per l Assicurazione del Sistema Qualità del Compost RAL Istituto tedesco per la qualità e la standardizzazione MARCHIO KIWA Organizzazione per la certificazione VVAV Associazione aziende di trattamento rifiuti Controllo produzione Indiretto Marchio VLACO nel primo anno di produzione Controllo prodotto Marchio KGVÖ Marchio VLACO dal secondo anno di produzione FCQAO Organizzazione Federale per l Assicurazione del Sistema Qualità del Compost Marchio RAL Certificazione del KIWA Certificazione del KIWA Consorzio Italiano Compostatori, gennaio

13 Scenario europeo sulla certificazione del compost Si intendono descrivere alcune situazioni europee significative dal punto di vista del consolidamento della produzione e certificazione del compost. Austria CERTIFICAZIONE DEL COMPOST In Austria, a garanzia del consumatore sulla qualità del compost, esistono quattro livelli di certificazione (a volte e in parte corrispondenti): 1. NORME NAZIONALI DI CERTIFICAZIONE ÖNORM S 2200 Prevede un sistema di controlli sia interni sia esterni ed un ampio spettro d indagine analitica secondo i metodi e i criteri di controllo previsti dalla ÖNORM S La procedura di approvazione prevede: A. L impianto è sottoposto ad un esame per un periodo di produzione di almeno due mesi; B. esame costante dei lotto produttivi con una frequenza di 2000 m3; C. approvazione del contratto con un laboratorio autorizzato. 2. FERTILIZZANTI, AMMENDANTI O SUBSTRATI come definiti dalla Legge sulla commercializzazione dei Fertilizzanti: vale solo per compost da scarti verdi. 3. TERRICCI TORBOSI E AMMENDANTI secondo l ECOLABEL austriaco, linee guida UZ MARCHIO DI QUALITA KGVÖ KompostGuteVerbandÖsterreich Emanato dalla società austriaca dei produttori di compost. L organizzazione ha un sistema di approvazione interna secondo i criteri della ÖNORM S L associazione supporta tecnicamente i produttori per il marketing, le tecnologie e la gestione della qualità Consorzio Italiano Compostatori, gennaio

14 Belgio La raccolta differenziata e il compostaggio sono molto diffuse soprattutto nella Regione delle Fiandre; la produzione di compost nelle Fiandre ha subìto uno sviluppo notevole grazie alle azioni intraprese dall OVAM, emanazione del ministero dell ambiente delle Fiandre. Le iniziative che hanno contribuito alla crescita di tutto il settore (dalle raccolte differenziate degli scarti organici fino alla commercializzazione del compost) sono state: PIANO GENERALE SUI RIFIUTI (1991) PIANO DI ATTUAZIONE SUI RIFIUTI ORGANICI ( ) PIANO DI ATTUAZIONE SUI RIFIUTI ORGANICI DOMESTICI ( ) Questi piani hanno costituto la base per l istituzione del MARCHIO VLACO (31 gennaio 1992), organizzazione fiamminga per la promozione ed il marketing del compost di qualità. Gli standard per la commercializzazione del compost sono fissati dal Ministero dell Agricoltura del Belgio. Nelle Fiandre oltre ai citati standard esiste la certificazione di qualità del compost (COMPOST VLACO) che garantisce, tramite il rilascio di un certificazione e l apposizione del marchio sulle confezioni di compost, la validità del sistema produttivo. I limiti analitici del sistema di Certificazione Vlaco sono simili ma diversi da quelli fissati dal Ministero dell Agricoltura; non differiscono per il contenuto in metalli pesanti ma per i parametri agronomici. STRUTTURA DEL VLACO La struttura è composta da più di 40 membri (anno 1997) che comprendono i produttori di compost, le aziende municipali oltre ai rappresentanti dell OVAM. Consorzio Italiano Compostatori, gennaio

15 STRUTTURA DEL VLACO ASSEMBLEA GENERALE Tutti i soci CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE (10 produttori + Responsabili della Gestione ordinaria) RESPONSABILI DELLA GESTIONE ORDINARIA (OVAM + 3 produttori) SEZIONE PER LA QUALITA SEZIONE MARKETING SEZIONE PROGETTAZIONE Gruppi di lavoro: legislazione marketing problemi di odori controlli standardizzazione Consorzio Italiano Compostatori, gennaio

16 Controllo e certificazione del VLACO Le procedure di certificazione messe in atto dal Vlaco seguono tre momenti: 1. FASE DI RICOGNIZIONE Durata: 1 anno Standard di riferimento: Ministero dell Agricoltura n di analisi: 8 per impianti che trattano quantitativi di scarto ton/y 12 per impianti che trattano quantitativi di scarto < ton/y Monitoraggio del processo di compostaggio Redazione verbali di sopralluogo 2. FASE DI APPLICAZIONE Durata: 1 anno Standard di riferimento: Standard Vlaco n di analisi: 8 per impianti che trattano quantitativi di scarto ton/y 12 per impianti che trattano quantitativi di scarto < ton/y Monitoraggio del processo di compostaggio Redazione verbali di sopralluogo 3. RILASCIO MARCHIO Dopo due anni viene rilasciato il marchio Vlaco Consorzio Italiano Compostatori, gennaio

17 Germania In Germania esistono due marchi di qualità ( RAL KOMPOST a carattere nazionale e KOMPOST, relativo al compost prodotto in Baviera) e vengono attribuiti da associazioni volontarie dei produttori. Marchio di Qualità RAL Kompost Nel 1989 è stato istituito il BGK, Bundesgütegemeinschaft Kompost E.V. (Federal Compost Quality Assurance Organization, FCQAO), promosso dalle associazioni di produttori e consumatori sotto l egida del RAL (Ente per la Qualità) e del Ministero dell Economia. Nel gennaio del 1992 l Organismo Federale ha creato il sistema di certificazione del compost con il marchio RAL. L Organizzazione Federale per il controllo della Qualità del compost (FCQAO) ha definito uno standard di qualità generale (marchio di qualità RAL compost) e stabilito un sistema nazionale per il monitoraggio esterno degli impianti di compostaggio e del compost prodotto. Già nel impianti aderivano al programma di qualità del BGK e nel 1996 erano 252 gli impianti di compostaggio (53% degli impianti tedeschi) membri del BGK. Ora il 70% degli impianti aderisce al BGK.. Il programma di qualità BGK regolamenta i requisiti di qualità, l organizzazione e l esecuzione del controllo della qualità, le sanzioni per omissioni e violazioni del regolamento ed il rilascio del marchio di qualità. La definizione e la valutazione della qualità del compost deve tener conto delle caratteristiche chimicofisiche del prodotto variabili a seconda del tipo di uso cui il compost è destinato. Il BGK, in associazione con le industrie coinvolte, cioè la maggior parte degli utilizzatori di compost, ha quindi definito lo standard di qualità per il compost che assicura i più elevati requisiti di qualità del prodotto. Questo passo non solo ha reso oggettivamente valutabile e comparabile la qualità del compost, ma ha anche creato uno standard di prodotto disponibile per il mercato. Per l identificazione di prodotti di questo tipo, il BGK ha creato un marchio per il compost (RALGZ 251). L Organizzazione Federale per il controllo della Qualità del compost è riconosciuta dal RALInstitute come l organizzazione responsabile del monitoraggio e della salvaguardia della qualità del compost in Germania. In accordo con il RAL, un programma per l accertamento della qualità deve prevedere quanto segue: Definizione dei requisiti di qualità e loro mantenimento Organizzazione ed esecuzione del monitoraggio della qualità Sanzioni per omissioni e violazioni del regolamento Etichettatura dello standard di qualità Consorzio Italiano Compostatori, gennaio

18 Organizzazione del programma di accertamento della qualità Fondamentalmente, il programma di accertamento della qualità rappresenta un organizzazione triangolare comprendente il gestore dell impianto di compostaggio, il BGK ed uno dei laboratori riconosciuti dal BGK. Il riconoscimento e l autorizzazione dei laboratori segue criteri prestabiliti. Il gestore dell impianto è un membro di un associazione regionale per la qualità del compost; attraverso tale associazione egli presenta una domanda al BGK per l utilizzo del marchio di qualità del compost e, allo stesso tempo, s impegna a sottostare alle regole che governano il programma di accertamento della qualità. Il gestore sceglie uno dei laboratori registrati per il monitoraggio esterno dell impianto, che si occupa di prelevare il numero annuale richiesto di campioni ed analizzarli (sono specificate sia le modalità per il prelievo del campione e i successivi trattamenti, sia le metodologie analitiche). Siccome il laboratorio è riconosciuto dal BGK è anche obbligato a sottostare alle regole che regolamentano il programma di accertamento della qualità. Il laboratorio comunica i risultati degli esami al gestore dell impianto e, allo stesso tempo, al BGK; in questo modo, viene garantito che tutti gli esami sono utilizzati per la valutazione e che il monitoraggio esterno ha effettivamente luogo. Procedura di monitoraggio per il rilascio del marchio di qualità RAL 3 Gestore 2 dell impianto FCQAO 2 1 Laboratorio esterno autorizzato per l esame dei campioni ITER PER L OTTENIMENTO DEL MARCHIO Procedura di riconoscimento: durata 1 anno verifica dei requisiti da parte di una commissione di qualità Procedura di controllo Consorzio Italiano Compostatori, gennaio

19 Controlli esterni verifica del mantenimento dei requisiti da parte di una commissione di qualità: i controllo sono mensili per impianti con potenzialità di trattamento > t/y; conferma annuale del BGK che l impianto di compostaggio è qualificato per l uso del marchio di qualità; Per garantire uno standard di controllo di qualità in tutta la Germania, il BGK ha istituito un ufficio centrale dove vengono valutati tutti i risultati dei controlli esterni dei vari impianti di compostaggio. L istituzione di questo ufficio ha reso possibile redigere certificati uniformi agli impianti di compostaggio da un capo all altro della Germania. Se il compost non corrisponde ai requisiti non può essere immesso sul mercato con marchio RAL.. Oltre ai controlli esterni, i gestori sono tenuti ad effettuare dei controlli interni al fine di verificare con regolarità la qualità del compost prodotto. Sia nella fase iniziale di verifica dell idoneità all utilizzo del marchio, sia in quella successiva di controllo ordinario, il produttore deve documentare l avvenuta igienizzazione del materiale durante il compostaggio. Al gestore vengono inoltre consigliate ulteriori indagini come il contenuto di umidità, la densità apparente, la salinità, il ph, la fitocompatibilità e il contenuto di materiali estranei. Dette analisi non sostituiscono quelle previste nell ambito dei controlli esterni. Consorzio Italiano Compostatori, gennaio

20 Marchio di Qualità KOMPOST Da alcuni anni in Baviera si è costituita l Associazione Produttori Bavaresi di Compost (FBK, Fachvereingung Bayerischer Kompostersteller e. V.), per la creazione di un nuovo marchio di qualità che, rispetto al RAL, stabilisce limiti più restrittivi nell intento di presentare un immagine quanto più positiva del compost agli agricoltori. Marchi europei La Unione Europea ha adottato un Label (marchio) di qualità Ecologico per Soil Improvers (Ammendanti); si tratta dell Ecolabel che prevede la possibilità di etichettatura di prodotti derivati dal riciclo di biomasse di scarto. La descrizione corrisponde in modo inequivocabile alla definizione del compost che, quindi, è etichettabile (con cortecce ed altri scarti a matrice organica) secondo i criteri stabiliti dall Ecolabel. La certificazione di prodotto in Europa: l Ecolabel Normativa di riferimento: Regolamento Cee n. 880/92 Istituzione di un sistema comunitario di q8ualità ecologica a partecipazione volontaria volta alla promozione di prodotti che durante il ciclo di vita presentino il minor impatto possibile e allo stesso tempo sia garantita la necessaria informazione al consumatore. Reg. CE n. 1980/00 Riesame e modifica del sistema comunitario di etichettatura ecologica Ecolabel Decisione della Commissione n. 98/448/CE del 7 aprile 1999 Criteri per l assegnazione dell ecolabel ai Soil Improvers. Obiettivi dell ecolabel: incoraggiare i produttori a progettare e produrre prodotti amici dell ambiente; fornire ai consumatori la possibilità di fare scelte ambientalmente consapevoli nei loro acquisti. Il Marchio Ecolabel è uno strumento: volontario: consente ai produttori che decidono di richiederlo di beneficiare dei vantaggi competitivi; selettivo: basato sulla valutazione delle qualità ecologiche e prestazionali dell intero ciclo di vita dei prodotti, ideato per premiare non più del 30% del mercato Soggetti coinvolti nell assegnazione e nel controllo del Marchio: Il Comitato Ecolabel Ecoaudit è responsabile del rilascio del marchio Ecolabel. ANPA Agenzia Nazionale per la Protezione dell Ambiente fornisce il supporto al Comitato per tutte le attività tecniche inerenti lo sviluppo, la diffusione e la concessione del marchio Ecolabel. Consorzio Italiano Compostatori, gennaio

Cos è il Compostaggio

Cos è il Compostaggio Composabilità Milano, 23 gennaio 2008 Massimo Centemero Direttore Tecnico Consorzio Italiano Compostatori Il Consorzio Italiano Compostatori riunisce imprese, enti pubblici e privati produttori di compost

Dettagli

Il compostaggio a ventilazione forzata : le biocelle. Messina, 20/03/2015

Il compostaggio a ventilazione forzata : le biocelle. Messina, 20/03/2015 Il compostaggio a ventilazione forzata : le biocelle Messina, 20/03/2015 CHIARIMENTI NORMATIVI D.Lgs n 205 del 2010, all articolo 182-ter (Rifiuti organici) recepisce la Waste Framework Directive: la raccolta

Dettagli

Massimo Centemero Direttore Tecnico Consorzio Italiano Compostatori centemero@compost.it zanardi@compost.it

Massimo Centemero Direttore Tecnico Consorzio Italiano Compostatori centemero@compost.it zanardi@compost.it Composabilità Milano, 23 gennaio 2008 Massimo Centemero Direttore Tecnico Consorzio Italiano Compostatori centemero@compost.it zanardi@compost.it Il Consorzio Italiano Compostatori riunisce imprese, enti

Dettagli

Gazzetta ufficiale delle Comunità europee

Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 12.9.2001 IT Gazzetta ufficiale delle Comunità europee L 242/17 DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 28 agosto 2001 che stabilisce i criteri per l'assegnazione di un marchio comunitario di qualità ecologica

Dettagli

Certificazione del compost: una garanzia in più per gli utilizzatori. Werner Zanardi

Certificazione del compost: una garanzia in più per gli utilizzatori. Werner Zanardi Certificazione del compost: una garanzia in più per gli utilizzatori Werner Zanardi Torino 27 marzo 2009 Sistema Compostaggio 2007 I numeri indice Impianti di compostaggio in Italia Scarto organico trattato

Dettagli

15 Frazione organica. 15.1 Dati e valutazioni relative al contesto europeo. 15.2 Dati e valutazioni sull andamento del settore a livello nazionale

15 Frazione organica. 15.1 Dati e valutazioni relative al contesto europeo. 15.2 Dati e valutazioni sull andamento del settore a livello nazionale 15.1 Dati e valutazioni relative al contesto europeo La Direttiva discariche n. 31/1999 ha richiesto agli Stati membri della Comunità europea una riduzione progressiva del quantitativo di rifiuti urbani

Dettagli

CONTRATTO PER IL SERVIZIO DI COMPOSTAGGIO DEI RIFIUTI BIODEGRADABILI

CONTRATTO PER IL SERVIZIO DI COMPOSTAGGIO DEI RIFIUTI BIODEGRADABILI CONTRATTO PER IL SERVIZIO DI COMPOSTAGGIO DEI RIFIUTI BIODEGRADABILI Allegato A CRITERI DI ACCETTAZIONE E CONTROLLO DEI RIFIUTI IN INGRESSO pag.1/9 1. Premessa La presente procedura descrive le modalità

Dettagli

La filiera degli imballaggi compostabili

La filiera degli imballaggi compostabili IV Forum Interregionale sul Compostaggio 5 marzo 2008 Torino La filiera degli imballaggi compostabili Werner Zanardi Focus qualità dell ammendante compostato il problema delle plastiche nella FORSU standard

Dettagli

13.3 Sistemi di gestione ambientale

13.3 Sistemi di gestione ambientale 13.3 Sistemi di gestione ambientale 13.3.1 La certificazione ambientale Il continuo incremento della produzione industriale e l espansione delle aree urbane comportano un aumento della pressione antropica

Dettagli

Digestione ed impiego di fanghi di depurazione in agricoltura

Digestione ed impiego di fanghi di depurazione in agricoltura Digestione anaerobica da biomasse, scarti agroindustriali e riduzione dell azoto dai digestati Udine, 22 settembre 2011 Digestione ed impiego di fanghi di depurazione in agricoltura Prof. Ing. Daniele

Dettagli

ESPERIENZE E PROSPETTIVE PER IL MERCATO DEGLI AMMENDANTI COMPOSTATI NELLA PROVINCIA DI ROMA LE NORMATIVE SUI COMPOST

ESPERIENZE E PROSPETTIVE PER IL MERCATO DEGLI AMMENDANTI COMPOSTATI NELLA PROVINCIA DI ROMA LE NORMATIVE SUI COMPOST ESPERIENZE E PROSPETTIVE PER IL MERCATO DEGLI AMMENDANTI COMPOSTATI NELLA PROVINCIA DI ROMA LE NORMATIVE SUI COMPOST Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Roma Roma, 20.09.2011

Dettagli

DECISIONE DELLA COMMISSIONE. del 15 dicembre 2006

DECISIONE DELLA COMMISSIONE. del 15 dicembre 2006 6.2.2007 IT Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 32/137 DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 15 dicembre 2006 che istituisce criteri ecologici aggiornati e i rispettivi requisiti di valutazione e verifica

Dettagli

ECOMASTER: I rifiuti se li conosci, li usi

ECOMASTER: I rifiuti se li conosci, li usi ECOMASTER: I rifiuti se li conosci, li usi Asti 7 marzo 2013 Gestione biomasse e sottoprodotti Dr. Franco Parola agronomo Responsabile Servizio Ambiente e Territorio Coldiretti Piemonte Le conseguenze

Dettagli

LINEA GUIDA SISTEMA TRACCIABILITA MARCHI D AREA

LINEA GUIDA SISTEMA TRACCIABILITA MARCHI D AREA LINEA GUIDA SISTEMA TRACCIABILITA MARCHI D AREA 1 SOMMARIO 1 PREMESSA...3 2 SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE...4 3 DEFINIZIONI...5 4 NORMATIVE DI RIFERIMENTO...7 5 PRINCIPI BASE DEL SISTEMA DI TRACCIABILITÀ

Dettagli

TECNICO SUPERIORE PER L AMBIENTE, L ENERGIA E LA SICUREZZA IN AZIENDA

TECNICO SUPERIORE PER L AMBIENTE, L ENERGIA E LA SICUREZZA IN AZIENDA ISTRUZIONE E FORMAZIONE TECNICA SUPERIORE SETTORE INDUSTRIA E ARTIGIANATO TECNICO SUPERIORE PER L AMBIENTE, L ENERGIA E LA SICUREZZA IN AZIENDA STANDARD MINIMI DELLE COMPETENZE TECNICO PROFESSIONALI DESCRIZIONE

Dettagli

IL TRATTAMENTO BIOLOGICO IN ITALIA: LA PRODUZIONE DI BIOSTABILIZZATO E DI AMMENDANTE COMPOSTATO

IL TRATTAMENTO BIOLOGICO IN ITALIA: LA PRODUZIONE DI BIOSTABILIZZATO E DI AMMENDANTE COMPOSTATO IL TRATTAMENTO BIOLOGICO IN ITALIA: LA PRODUZIONE DI BIOSTABILIZZATO E DI AMMENDANTE COMPOSTATO Massimo Centemero, Werner Zanardi Consorzio Italiano Compostatori e-mail: centemero@compost.it Sommario Esaminando

Dettagli

La strategia regionale per il recupero della frazione organica da raccolta differenziata

La strategia regionale per il recupero della frazione organica da raccolta differenziata La strategia regionale per il recupero della frazione organica da raccolta differenziata Servizio tutela dell atmosfera e del territorio Salvatore Pinna 1 2 3 4 5 6 Gli scenari futuri: caratteristiche

Dettagli

Chi siamo. Assobioplastiche nasce nel 2011 e ha la sede legale a operativa a Roma.

Chi siamo. Assobioplastiche nasce nel 2011 e ha la sede legale a operativa a Roma. Chi siamo L Associazione Italiana delle bioplastiche e dei materiali biodegradabili e compostabili (Assobioplastiche) è nata dalla volontà dei produttori, trasformatori e utilizzatori delle bioplastiche

Dettagli

LE ANALISI MERCEOLOGICHE

LE ANALISI MERCEOLOGICHE S.p.A. G.A.I.A. s.p.a. via A. Brofferio,48 14100 Asti (AT) Tel. 0141/35.54.08 Fax 0141/35.38.49 sito: www.gaia.at.it e-mail : info@gaia.at.it Ing. Flaviano Fracaro Direttore Generale di G.A.I.A. spa LE

Dettagli

Digestato da rifiuti e da matrici agricole

Digestato da rifiuti e da matrici agricole Ravenna 2012 Workshop I CIC Consorzio Italiano Compostatori Ravenna, 27 settembre 2012 Digestato da rifiuti e da matrici agricole Lorella ROSSI C.R.P.A. - Reggio Emilia, Comitato Tecnico CIC DIGESTIONE

Dettagli

RAPPORTO RIFIUTI URBANI ISPRA 2013 Sintesi dei dati

RAPPORTO RIFIUTI URBANI ISPRA 2013 Sintesi dei dati RAPPORTO RIFIUTI URBANI ISPRA 2013 Sintesi dei dati Contesto europeo Secondo i dati resi disponibili da Eurostat, integrati con i dati ISPRA per quanto riguarda l Italia, nel 2011 i 27 Stati membri dell

Dettagli

Olio extra vergine di oliva Denominazione di Origine Protetta APRUTINO PESCARESE

Olio extra vergine di oliva Denominazione di Origine Protetta APRUTINO PESCARESE Manuale e piano di per la certificazione dell olio extra vergine di oliva rispondente ai requisiti per l ottenimento della Denominazione di Origine Protetta ai sensi del Reg. CEE 2081/92 Olio extra vergine

Dettagli

www.sepro.it www.sepro.it Sepro srl VIa Vittorio Alfieri 1/a 30038 Spinea (VE) sepro@sepro.it Tel Fax +39 041 994839 +39 041 5411392

www.sepro.it www.sepro.it Sepro srl VIa Vittorio Alfieri 1/a 30038 Spinea (VE) sepro@sepro.it Tel Fax +39 041 994839 +39 041 5411392 VIa Vittorio Alfieri 1/a 30038 Spinea (VE) sepro@sepro.it Tel Fax +39 041 994839 +39 041 5411392 www.sepro.it www.sepro.it L ambiente in cui viviamo viene giorno dopo giorno occupato dai rifiuti che produciamo

Dettagli

I RIFIUTI URBANI IN SARDEGNA

I RIFIUTI URBANI IN SARDEGNA REPORT STATISTICO I RIFIUTI URBANI IN SARDEGNA ANNI A 2007 2007-20122012 1 I RIFIUTI URBANI IN SARDEGNA 2014 REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA Redazione a cura della Presidenza Direzione generale della Programmazione

Dettagli

P.O. 01 Accettazione rifiuti

P.O. 01 Accettazione rifiuti Accettazione dei rifiuti (Piano gestione rifiuti ai sensi della DGR X/2031 del 01/07/2014) ELENCO DELLE REVISIONI REV. N Descrizione Revisioni DATA Preparato RI Verificato RQ Approvato PRE 0 PRIMA EMISSIONE

Dettagli

ANFOR (Francia); BSI (Regno Unito); BSI DIN (Germania); DIN UNI (Italia); UNI CEN (Europa). CEN A COSA SERVONO QUESTE NORME?

ANFOR (Francia); BSI (Regno Unito); BSI DIN (Germania); DIN UNI (Italia); UNI CEN (Europa). CEN A COSA SERVONO QUESTE NORME? Le norme volontarie sono emesse da Enti di Normazione, questi sono nazionali o europei: ANFOR (Francia); BSI (Regno Unito); BSI DIN (Germania); DIN UNI (Italia); UNI CEN (Europa). CEN A COSA SERVONO QUESTE

Dettagli

TECNICO SUPERIORE PER I SISTEMI DI RACCOLTA E SMALTIMENTO DEI RIFIUTI

TECNICO SUPERIORE PER I SISTEMI DI RACCOLTA E SMALTIMENTO DEI RIFIUTI SETTORE AMBIENTE TECNICO SUPERIORE PER I SISTEMI DI RACCOLTA E SMALTIMENTO DEI RIFIUTI STANDARD MINIMI DELLE COMPETENZE TECNICO PROFESSIONALI TECNICO SUPERIORE PER I SISTEMI DI RACCOLTA E SMALTIMENTO DEI

Dettagli

L 143/18 Gazzetta ufficiale dell Unione europea 7.6.2005

L 143/18 Gazzetta ufficiale dell Unione europea 7.6.2005 L 143/18 Gazzetta ufficiale dell Unione europea 7.6.2005 DIRETTIVA 2005/38/CE DELLA COMMISSIONE del 6 giugno 2005 relativa ai metodi di campionamento e di analisi per il controllo ufficiale del tenore

Dettagli

Ridurre l impatto l ambientale nella scelta degli imballaggi: indicazioni operative e requisiti essenziali ambientali

Ridurre l impatto l ambientale nella scelta degli imballaggi: indicazioni operative e requisiti essenziali ambientali Ridurre l impatto l ambientale nella scelta degli imballaggi: indicazioni operative e requisiti essenziali ambientali Torino, 8 ottobre 2013 Francesca Ilgrande Quanti rifiuti da imballaggio in un anno?

Dettagli

LE CERTIFICAZIONI DI QUALITÀ NEL SETTORE AGRO-ALIMENTARE

LE CERTIFICAZIONI DI QUALITÀ NEL SETTORE AGRO-ALIMENTARE LE CERTIFICAZIONI DI QUALITÀ NEL SETTORE AGRO-ALIMENTARE 1 L'EVOLUZIONE della POLITICA COMUNITARIA in TEMA DI ARMONIZZAZIONE E TUTELA QUALITATIVA DEI PRODOTTI ALIMENTARI Il Mercato Interno Europeo e La

Dettagli

Studio Mastracci. P. Le De Matthaeis, 27-03100 Frosinone (FR) Tel. 0775-1880146 - Fax 0775-1880147 info@studiomastracci.it www.studiomastracci.

Studio Mastracci. P. Le De Matthaeis, 27-03100 Frosinone (FR) Tel. 0775-1880146 - Fax 0775-1880147 info@studiomastracci.it www.studiomastracci. Studio Mastracci P. Le De Matthaeis, 27-03100 Frosinone (FR) Tel. 0775-1880146 - Fax 0775-1880147 info@studiomastracci.it www.studiomastracci.it indice RIFIUTI BONIFICHE INQUINAMENTO DA AGENTI FISICI

Dettagli

MANUALE DEL SISTEMA DI GESTIONE AMBIENTALE ALLEGATO 13

MANUALE DEL SISTEMA DI GESTIONE AMBIENTALE ALLEGATO 13 Data: 7/12/2012 Ora e luogo: 14.30 - Comune VALUTAZIONI SUGLI ELEMENTI DEL SGA ANALIZZATI Evoluzione occorsa dalla precedente riunione relativamente allo scenario ambientale, alle attività dell organizzazione

Dettagli

PROVINCIA DI CATANZARO ACCORDO DI PROGRAMMA PER LA GESTIONE DEI RIFIUTI INERTI DA COSTRUZIONE E DEMOLIZIONE LINEE-GUIDA PER I COMUNI

PROVINCIA DI CATANZARO ACCORDO DI PROGRAMMA PER LA GESTIONE DEI RIFIUTI INERTI DA COSTRUZIONE E DEMOLIZIONE LINEE-GUIDA PER I COMUNI PROVINCIA DI CATANZARO ACCORDO DI PROGRAMMA PER LA GESTIONE DEI RIFIUTI INERTI DA COSTRUZIONE E DEMOLIZIONE LINEE-GUIDA PER I COMUNI Obiettivo dell Accordo di Programma per la gestione dei rifiuti inerti

Dettagli

GLI STRUMENTI VOLONTARI DI GESTIONE AMBIENTALE La norma ISO 14001:2001 E IL REGOLAMENTO EMAS (Reg. n. 761/2001 CE)

GLI STRUMENTI VOLONTARI DI GESTIONE AMBIENTALE La norma ISO 14001:2001 E IL REGOLAMENTO EMAS (Reg. n. 761/2001 CE) COMUNE DI GREVE IN CHIANTI Provincia di Firenze Servizio nr. 6 Ambiente e Patrimonio GLI STRUMENTI VOLONTARI DI GESTIONE AMBIENTALE La norma ISO 14001:2001 E IL REGOLAMENTO EMAS (Reg. n. 761/2001 CE) 1.

Dettagli

IMPIANTI DI COMPOSTAGGIO. Giuseppe Zicari Ilaria Gorrasi Valerio Vecchiè

IMPIANTI DI COMPOSTAGGIO. Giuseppe Zicari Ilaria Gorrasi Valerio Vecchiè IMPIANTI DI COMPOSTAGGIO Giuseppe Zicari Ilaria Gorrasi Valerio Vecchiè I RIFIUTI Determinazione del rischio accettabile RIFIUTI E RISCHI SANITARI Almeno il 2,5% di tutte le emissioni in aria Si stima

Dettagli

Tecnologie innovative di trattamento di fanghi di depurazione per la produzione di ammendanti compostati misti

Tecnologie innovative di trattamento di fanghi di depurazione per la produzione di ammendanti compostati misti PROGRAMMA DI MASSIMA DELL ATTIVITA DI DOTTORATO DI RICERCA IN TECNOLOGIE CHIMICHE ED ENERGETICHE INQUINAMENTO E DEPURAZIONE DELL AMBIENTE XXIII CICLO Dottoranda: Titolo dell attività di dottorato di ricerca:

Dettagli

Benito Campana. Strumenti per la qualità dell impresa agricola e agroalimentare

Benito Campana. Strumenti per la qualità dell impresa agricola e agroalimentare Benito Campana Strumenti per la qualità dell impresa agricola e agroalimentare Itinerario Programmare le politiche aziendali per la qualità in relazione alla normativa, alle esigenze dei mercati e alle

Dettagli

Schema DPCM Emendamenti Osservazioni Regioni. 2 di 19 27/01/16, 18:42

Schema DPCM Emendamenti Osservazioni Regioni. 2 di 19 27/01/16, 18:42 Allegato Osservazioni e proposte di emendamento allo schema di DPCM recante Ricognizione dell offerta esistente e del fabbisogno residuo degli impianti di recupero della frazione organica dei rifiuti urbani

Dettagli

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DISCIPLINARE DI PRODUZIONE Passata di Pomodoro Emissione 02 14/09/2007 Copia n 01 Assegnata a: Settore agricoltura e ambiente rurale provincia Lodi Firma Dirigente. ( ) INDICE 1. Premessa...3 2. Introduzione...3

Dettagli

Marchio dei prodotti agroalimentari del Parco di Montevecchia e della Valle del Curone DISCIPLINARE DI PRODUZIONE ROSMARINO DA PRODUZIONE INTEGRATA

Marchio dei prodotti agroalimentari del Parco di Montevecchia e della Valle del Curone DISCIPLINARE DI PRODUZIONE ROSMARINO DA PRODUZIONE INTEGRATA pag. 1 Marchio dei prodotti agroalimentari del Parco di Montevecchia e della Valle del Curone DISCIPLINARE DI PRODUZIONE ROSMARINO DA PRODUZIONE INTEGRATA Premessa Il Parco Regionale di Montevecchia e

Dettagli

**** Capitolato TECNICO PRESTAZIONALE

**** Capitolato TECNICO PRESTAZIONALE **** Capitolato TECNICO PRESTAZIONALE Servizio di noleggio contenitori, trasporto, smaltimento o recupero dei rifiuti speciali provenienti da impianto di depurazione periodo dal 01-01-2016 al 31-12-2016.

Dettagli

Sistema di Prevenzione della Corruzione - Attività di Auditing

Sistema di Prevenzione della Corruzione - Attività di Auditing Procedura Audit PROTOCOLLI OPERATIVI. Piano Audit anno 2015 Allegato_C )al PTPC 2015-2017 INDICE: 1. Premesse 2. Campo di applicazione; 3. Obiettivi dell attività di auditing 4. Ruoli e responsabilità

Dettagli

World cafè Peccioli, 10 Febbraio 2012... 1/1

World cafè Peccioli, 10 Febbraio 2012... 1/1 World cafè Peccioli, 10 Febbraio 2012... 1/1 La gerarchia dei rifiuti Il principale riferimento normativo in tema di rifiuti è la direttiva comunitaria 2008/98/CE, recentemente recepita nell ordinamento

Dettagli

L attività dell ICQRF nel comparto dei fertilizzanti

L attività dell ICQRF nel comparto dei fertilizzanti Salone Internazionale della Ricerca, Innovazione e Sicurezza Alimentare Tavola Rotonda Sicurezza alimentare: il controllo su frodi e qualità dei fertilizzanti Società Umanitaria, Milano L attività dell

Dettagli

IL TRATTAMENTO BIOLOGICO IN ITALIA: GLI ASPETTI TECNICI E STRATEGICI DI UN SISTEMA

IL TRATTAMENTO BIOLOGICO IN ITALIA: GLI ASPETTI TECNICI E STRATEGICI DI UN SISTEMA IL TRATTAMENTO BIOLOGICO IN ITALIA: GLI ASPETTI TECNICI E STRATEGICI DI UN SISTEMA Massimo Centemero CONSORZIO ITALIANO COMPOSTATORI Bologna, Gennaio 2006 IL COMPOSTAGGIO SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO

Dettagli

COME VIENE REALIZZATA UNA CONSULENZA GESTIONALE PER L AZIENDA AGRICOLA?

COME VIENE REALIZZATA UNA CONSULENZA GESTIONALE PER L AZIENDA AGRICOLA? COME VIENE REALIZZATA UNA CONSULENZA GESTIONALE PER L AZIENDA AGRICOLA? Copyright Università degli Studi di Torino, Progetto Atlante delle Professioni 2009 Richiesta di consulenza da parte delle aziende

Dettagli

PROCEDURE PER LE AUTORIZZAZIONI ALLA GESTIONE E ALLO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI SPECIALI

PROCEDURE PER LE AUTORIZZAZIONI ALLA GESTIONE E ALLO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI SPECIALI PROCEDURE PER LE AUTORIZZAZIONI ALLA GESTIONE E ALLO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI SPECIALI Principale normativa di riferimento - decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 (legge quadro, attuativa di tre direttive

Dettagli

Produzione di quantità sempre maggiori Mancanza di procedure di raccolta, separazione, recupero e smaltimento Competenze tecniche e risorse

Produzione di quantità sempre maggiori Mancanza di procedure di raccolta, separazione, recupero e smaltimento Competenze tecniche e risorse Produzione di quantità sempre maggiori Mancanza di procedure di raccolta, separazione, recupero e smaltimento Competenze tecniche e risorse finanziarie non adeguate Rilascio dei rifiuti senza sistemi di

Dettagli

MANUALE DELSISTEMA DI GESTIONE AMBIENTALE

MANUALE DELSISTEMA DI GESTIONE AMBIENTALE Osservatorio per il Settore Chimico Ministero dell Industria del Commercio e dell Artigianato MANUALE DELSISTEMA DI Responsabile: Aggiornamento: 2 di 49 NOME AZIENDA Manuale del sistema di Gestione Ambientale

Dettagli

SETTORE ECOLOGIA N 330/04 PROGRESSIVO GENERALE DETERMINAZIONI DATA: 21/01/2004

SETTORE ECOLOGIA N 330/04 PROGRESSIVO GENERALE DETERMINAZIONI DATA: 21/01/2004 SETTORE ECOLOGIA OGGETTO: Servizio Gestione Rifiuti Approvazione dei primi indirizzi tecnici operativi provinciali per la corretta applicazione della nuova disciplina sulle discariche. (decreto legislativo

Dettagli

SUPERATA!!!! Definizione di RIFIUTO. INQUADRAMENTO NORMATIVO: rifiuti, sottoprodotti e prodotti

SUPERATA!!!! Definizione di RIFIUTO. INQUADRAMENTO NORMATIVO: rifiuti, sottoprodotti e prodotti INQUADRAMENTO NORMATIVO: rifiuti, sottoprodotti e prodotti Corso avanzato La produzione di compost e biogas da rifiuti organici Lorella Rossi, Oristano, 28 maggio 2012 Centro Ricerche Produzioni Animali

Dettagli

3 Rifiuti speciali DATI 2010

3 Rifiuti speciali DATI 2010 3 Rifiuti speciali DATI 2010 Relazione produzione rifiuti, art. 18, l.r. 26/2003 Come già accennato nell introduzione, per la produzione e gestione dei rifiuti speciali relativi al 2010, la fonte dei dati

Dettagli

Criteri Ambientali Minimi (CAM) Gestione del verde pubblico

Criteri Ambientali Minimi (CAM) Gestione del verde pubblico Criteri Ambientali Minimi (CAM) Gestione del verde pubblico Marco Glisoni Maria Lisa Procopio Incontro formativo Progetto APE settembre 2014 Il Piano d Azione Nazionale per il GPP Piano d azione per la

Dettagli

SICUREZZA QUALITÀ AMBIENTE MEDICINA DEL LAVORO

SICUREZZA QUALITÀ AMBIENTE MEDICINA DEL LAVORO SICUREZZA QUALITÀ AMBIENTE MEDICINA DEL LAVORO Economie_corretto_14mar2011.indd 1 27-03-2011 17:07:00 2 Un azienda in regola è un azienda tranquilla. Un azienda tranquilla si dedica al proprio sviluppo.

Dettagli

Sistemi di gestione aziendale Sistema di gestione per la qualità - ISO 9001:2008

Sistemi di gestione aziendale Sistema di gestione per la qualità - ISO 9001:2008 Sistemi di gestione aziendale Sistema di gestione per la qualità - ISO 9001:2008 Per dare evidenza dell'efficace gestione organizzativa dell'azienda. Sistema di gestione ambientale - ISO 14001:2004 Per

Dettagli

Corretta gestione dei rifiuti derivanti da prodotti fitosanitari

Corretta gestione dei rifiuti derivanti da prodotti fitosanitari Corretta gestione dei rifiuti derivanti da prodotti fitosanitari Elena Anselmetti Direzione Ambiente, Governo e Tutela del Territorio Le nuove norme nell ambito degli Agrofarmaci Biella, 2 febbraio 2016

Dettagli

La norma UNI EN ISO 14001:2004

La norma UNI EN ISO 14001:2004 La norma COS È UNA NORMA La normazione volontaria Secondo la Direttiva Europea 98/34/CE del 22 giugno 1998: "norma" è la specifica tecnica approvata da un organismo riconosciuto a svolgere attività normativa

Dettagli

Gestione rifiuti tossici e nocivi. Gestione imballaggi e rifiuti da imballaggio Elenchi rifiuti pericolosi (Catalogo Europeo dei Rifiuti- CER)

Gestione rifiuti tossici e nocivi. Gestione imballaggi e rifiuti da imballaggio Elenchi rifiuti pericolosi (Catalogo Europeo dei Rifiuti- CER) ALLEGATO 4: Riferimenti legislativi La regolamentazione della gestione dei rifiuti è stata oggetto di diversi provvedimenti normativi a livello comunitario, nella tabella che segue vengono riportati i

Dettagli

Principi di politica ambientale

Principi di politica ambientale Principi di politica ambientale a. Il principio chi inquina paga (polluters payers principle) Se l inquinamento ambientale crea una divergenza tra costo privato e costo sociale (l esternalità), un criterio

Dettagli

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI CIRCOLARE 13 settembre 1999, n.8 (pubblicata nella G.U. n. 258 del 03-11-1999) Quadro di riferimento per l'utilizzazione dei fertilizzanti in agricoltura

Dettagli

REGOLAMENTI. Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 342/1. (Atti adottati a norma dei trattati CE/Euratom la cui pubblicazione è obbligatoria)

REGOLAMENTI. Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 342/1. (Atti adottati a norma dei trattati CE/Euratom la cui pubblicazione è obbligatoria) 22.12.2009 Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 342/1 I (Atti adottati a norma dei trattati CE/Euratom la cui pubblicazione è obbligatoria) REGOLAMENTI REGOLAMENTO (CE) n. 1221/2009 DEL PARLAMENTO

Dettagli

Relazione sull esito della sperimentazione della raccolta congiunta di scarti organico e cellulosici

Relazione sull esito della sperimentazione della raccolta congiunta di scarti organico e cellulosici Scuola Agraria del Parco di Monza 1 Relazione sull esito della sperimentazione della raccolta congiunta di scarti organico e cellulosici MASSIMO CENTEMERO, SANDRO DI SCERNI, MARCO RICCI, VALENTINA CAIMI

Dettagli

Norme per la disciplina dei fertilizzanti 10ª edizione

Norme per la disciplina dei fertilizzanti 10ª edizione Marino Perelli Norme per la disciplina dei fertilizzanti 10ª edizione giugno 2010 ARVAN Mira-Venezia Copyright 1994 1998 by Marino Perelli (1ª 4ª edizione) Copyright 2000 2009 by Arvan s.r.l. (5ª 9ª edizione)

Dettagli

AUDIZIONE VIII COMMISSIONE della Camera dei Deputati del 3 giugno 2014 POSITION PAPER ASSOBIOPLASTICHE SULL ART. 15

AUDIZIONE VIII COMMISSIONE della Camera dei Deputati del 3 giugno 2014 POSITION PAPER ASSOBIOPLASTICHE SULL ART. 15 Disegno di legge C. 2093 "Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell'uso eccessivo di risorse naturali (collegato alla legge di stabilità 2014)"

Dettagli

PROTOCOLLO DI INTESA TRA REGIONE TOSCANA, ARSIA, CIC E CISPEL PER LO SVILUPPO DELL IMPIEGO DEL COMPOST DI QUALITA. (Del. G.R. 1247 del 28/12/2009)

PROTOCOLLO DI INTESA TRA REGIONE TOSCANA, ARSIA, CIC E CISPEL PER LO SVILUPPO DELL IMPIEGO DEL COMPOST DI QUALITA. (Del. G.R. 1247 del 28/12/2009) PROTOCOLLO DI INTESA TRA REGIONE TOSCANA, ARSIA, CIC E CISPEL PER LO SVILUPPO DELL IMPIEGO DEL COMPOST DI QUALITA (Del. G.R. 1247 del 28/12/2009) Firenze, 26 Gennaio 2010 PROTOCOLLO DI INTESA TRA REGIONE

Dettagli

PROGETTO QUALITA PIANO FINANZIARIO

PROGETTO QUALITA PIANO FINANZIARIO PROGETTO QUALITA PIANO FINANZIARIO Progetto Qualità INTESA-CCA 2014-2016 Pagina 1 PROGETTO QUALITA 2014-2016 PREMESSA: Il progetto dopo il periodo di avvio e consolidamento, in base alle osservazioni poste

Dettagli

STATISTICHE SUI RIFIUTI

STATISTICHE SUI RIFIUTI STATISTICHE SUI RIFIUTI 1 Rifiuti: comportamento virtuoso dell Isola nella gestione dei rifiuti urbani. Le ultime statistiche mostrano come il comparto della gestione dei rifiuti urbani in Sardegna sia

Dettagli

PRODUZIONE E GESTIONE DEI RIFIUTI URBANI NEL VENETO

PRODUZIONE E GESTIONE DEI RIFIUTI URBANI NEL VENETO PRODUZIONE E GESTIONE DEI RIFIUTI URBANI NEL VENETO Anno 2012 ARPAV Direzione Tecnica Servizio Osservatorio Rifiuti OSSERVATORIO REGIONALE RIFIUTI Giugno 2013 PRINCIPALI INDICATORI DEI RIFIUTI URBANI -

Dettagli

IO DIFFERENZIO, MA POI? LA FILIERA DEI RIFIUTI. QUALE È IL DESTINO DEI

IO DIFFERENZIO, MA POI? LA FILIERA DEI RIFIUTI. QUALE È IL DESTINO DEI Dicomano, 5 giugno 2015 IO DIFFERENZIO, MA POI? LA FILIERA DEI RIFIUTI. QUALE È IL DESTINO DEI MATERIALI PROVENIENTI DA RACCOLTA DIFFERENZIATA? QUALE LA POSSIBILITÀ DI RIUTILIZZO E RIUSO LA GESTIONE DEL

Dettagli

Ars Rifiuti Srl PROGETTAZIONE SISTEMI INTEGRATI RACCOLTA RU www.arsrifiuti.it

Ars Rifiuti Srl PROGETTAZIONE SISTEMI INTEGRATI RACCOLTA RU www.arsrifiuti.it PROGETTAZIONE E MONITORAGGIO DI SISTEMI INTEGRATI DI RACCOLTA DEI RIFIUTI URBANI Anallisi ambientalli,, consullenza e progettazione Introduzione ARS RIFIUTI S.r.l. è una dinamica società fondata nel 2001

Dettagli

IMPIANTI I.P.P.C. ATTIVITA DI CONTROLLO PROGRAMMATA ANNO 2009

IMPIANTI I.P.P.C. ATTIVITA DI CONTROLLO PROGRAMMATA ANNO 2009 IMPIANTI I.P.P.C. ATTIVITA DI CONTROLLO PROGRAMMATA ANNO 2009 ARPA - Sezione Provinciale di Bologna Servizio Territoriale Unita Operativa IPPC Novembre 2010 Attività di controllo programmata 2009 svolta

Dettagli

Il nuovo Pacchetto di Direttive sull economia circolare

Il nuovo Pacchetto di Direttive sull economia circolare Il nuovo Pacchetto di Direttive sull economia circolare Edo Ronchi Fondazione per lo sviluppo sostenibile Sponsor Le modifiche alle Direttive sui rifiuti del pacchetto sull economia circolare La Direttiva

Dettagli

Progetto LIFE10 ENV IT 000307 NO.WA. Azione 3 - Attività 3.1

Progetto LIFE10 ENV IT 000307 NO.WA. Azione 3 - Attività 3.1 Azione 3 - Attività 3.1 Organizzazione delle attività di mappatura GENERALITÀ Denominazione della buona pratica: WASTELESS IN CHIANTI Promotore/i: Provincia di Firenze Soggetti partner: Ente Ente pubblico/gdo

Dettagli

La norma internazionale sulla gestione della sicurezza alimentare (ISO 22000) nell attuale contesto legislativo

La norma internazionale sulla gestione della sicurezza alimentare (ISO 22000) nell attuale contesto legislativo La norma internazionale sulla gestione della sicurezza alimentare (ISO 22000) nell attuale contesto legislativo Il Pacchetto igiene : la normativa europea cogente in materia di sicurezza alimentare Maria

Dettagli

Compost di qualità: normativa e certificazioni. Dr Werner Zanardi

Compost di qualità: normativa e certificazioni. Dr Werner Zanardi Compost di qualità: normativa e certificazioni Dr Werner Zanardi Oristano - 30 maggio 2012 Disciplina dei Fertilizzanti Focus D.Lgs 75/2010 Registro Fabbricanti e Fertilizzanti Etichettatura prodotto Certificazione

Dettagli

Progetto Regionale FAS Fitosanitari - Ambiente - Salute

Progetto Regionale FAS Fitosanitari - Ambiente - Salute giunta regionale 9^ legislatura ALLEGATO _A Dgr n. del pag. 1/7 Progetto Regionale FAS Fitosanitari - Ambiente - Salute Piano Regionale di controllo ufficiale sul commercio e sull impiego dei prodotti

Dettagli

BIOLOGA e BIOLOGO SPECIALISTA IN BIOMONITORAGGIO E VALUTAZIONE DEL RISCHIO

BIOLOGA e BIOLOGO SPECIALISTA IN BIOMONITORAGGIO E VALUTAZIONE DEL RISCHIO BIOLOGA e BIOLOGO SPECIALISTA IN BIOMONITORAGGIO E VALUTAZIONE DEL RISCHIO Aggiornato il 17 luglio 2009 1. CARTA D IDENTITÀ... 2 BIOLOGA E BIOLOGO SPECIALISTA IN BIOMONITORAGGIO E VALUTAZIONE DEL RISCHIO...

Dettagli

1. B - Caratteristiche essenziali e modalità applicative del Sistema di Gestione Responsible Care

1. B - Caratteristiche essenziali e modalità applicative del Sistema di Gestione Responsible Care 1. B - Caratteristiche essenziali e modalità applicative del Sistema di Gestione Responsible Care 20 gennaio 2009 INDICE Sezione Contenuto 1. Il programma Responsible Care: scopo e campo di applicazione

Dettagli

Il recupero della frazione organica della raccolta differenziata. I numeri del sistema. Valeria Frittelloni Andrea M. Lanz

Il recupero della frazione organica della raccolta differenziata. I numeri del sistema. Valeria Frittelloni Andrea M. Lanz Il recupero della frazione organica della raccolta differenziata. I numeri del sistema Valeria Frittelloni Andrea M. Lanz Comunicazioni della Commissione Europea Comunicazione della Commissione al Consiglio

Dettagli

CAPANNORI: IL PRIMO COMUNE IN ITALIA VERSO RIFIUTI ZERO I

CAPANNORI: IL PRIMO COMUNE IN ITALIA VERSO RIFIUTI ZERO I CAPANNORI: IL PRIMO COMUNE IN ITALIA VERSO RIFIUTI ZERO I parte Introduzione Generale Acqua, rifiuti ed energia rappresentano tre questioni fondamentali per il futuro del nostro pianeta. Emergenze ambientali

Dettagli

RACCOLTA DIFFERENZIATA DELLO SCARTO ORGANICO: ALCUNI ELEMENTI PER IMPOSTARE UNA BUONA PRATICA

RACCOLTA DIFFERENZIATA DELLO SCARTO ORGANICO: ALCUNI ELEMENTI PER IMPOSTARE UNA BUONA PRATICA RACCOLTA DIFFERENZIATA DELLO SCARTO ORGANICO: ALCUNI ELEMENTI PER IMPOSTARE UNA BUONA PRATICA La presente nota tecnica è stata redatta a seguito della pubblicazione del Correttivo Ambientale (D.lgs. 4/08)

Dettagli

Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 Programme de Développement Rural 2007 2013

Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 Programme de Développement Rural 2007 2013 Région Autonome Vallée d Aoste Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 Programme de Développement Rural 2007 2013 ALLEGATO 3: PIANO AZIENDALE (DA ALLEGARE ALLA DOMANDA DI PREMIO DI PRIMO INSEDIAMENTO MISURA

Dettagli

Gestione degli imballaggi

Gestione degli imballaggi Gestione degli imballaggi Attività di gestione dei rifiuti di imballaggio; obiettivi; obblighi dei produttori e degli importatori; raccolta differenziata e obblighi della pubblica amministrazione; organizzazione

Dettagli

CAPITOLO 1 INTRODUZIONE

CAPITOLO 1 INTRODUZIONE CAPITOLO 1 INTRODUZIONE 1. EVOLUZIONE DEL CONCETTO DI QUALITÀ 2. DEFINIZIONE DI QUALITÀ 3. IL SISTEMA QUALITÀ 4. CERTIFICAZIONE DI QUALITÀ 5. LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO 6. LA NORMA UNI EN ISO 8402 1.

Dettagli

Ai Direttori degli Uffici periferici LORO SEDI

Ai Direttori degli Uffici periferici LORO SEDI Ai Direttori degli Uffici periferici LORO SEDI Ufficio II Prot. n. 22280 pos.26 Al Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroambientali dell Università di Bologna Laboratorio LaRAS Via Fanin, 40 40127 BOLOGNA

Dettagli

CAPITOLO 2 - NORMATIVA GENERALE DI RIFERIMENTO

CAPITOLO 2 - NORMATIVA GENERALE DI RIFERIMENTO CAPITOLO 2 - NORMATIVA GENERALE DI RIFERIMENTO La gestione dei rifiuti, dei rifiuti pericolosi, degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggi è disciplinata dal Decreto Legislativo n 22 del 5/02/1997 Attuazione

Dettagli

PIANO DEI CONTROLLI DI CONFORMITÀ AL DISCIPLINARE GRANO DELLA MAREMMA GROSSETANA

PIANO DEI CONTROLLI DI CONFORMITÀ AL DISCIPLINARE GRANO DELLA MAREMMA GROSSETANA PIANO DEI CONTROLLI DI CONFORMITÀ AL DISCIPLINARE GRANO DELLA MAREMMA GROSSETANA INDICE GENERALE 1. 2. PREMESSA... 3 GENERALITÀ... 3 2.1 SCOPO DELLE VERIFICHE DI AGROQUALITÀ... 3 2.2 RIFERIMENTI... 4 2.3

Dettagli

SINTESI PIANO REGIONALE DI GESTIONE DEI RIFIUTI E DELLE BONIFICHE

SINTESI PIANO REGIONALE DI GESTIONE DEI RIFIUTI E DELLE BONIFICHE SINTESI PIANO REGIONALE DI GESTIONE DEI RIFIUTI E DELLE BONIFICHE PERCORSO DEL PIANO FASI Elaborazione Schema di Piano e RP Scoping PROCEDURA PIANO Elaborazione Schema di Piano PROCEDURA VAS L Autorità

Dettagli

CAPITOLO I INQUADRAMENTO NORMATIVO E STRUTTURA DEL PIANO. Piano d Ambito ATO n. 6 Chietino CAP. I Inquadramento normativo e struttura del piano

CAPITOLO I INQUADRAMENTO NORMATIVO E STRUTTURA DEL PIANO. Piano d Ambito ATO n. 6 Chietino CAP. I Inquadramento normativo e struttura del piano CAPITOLO I INQUADRAMENTO NORMATIVO E STRUTTURA DEL PIANO 1 INDICE 1. INQUADRAMENTO NORMATIVO DI RIFERIMENTO... 3 1.1 RICOGNIZIONE... 7 1.2 LIVELLI DI SERVIZIO... 9 1.3 AREE CRITICHE E PROGRAMMA DEGLI INTERVENTI...

Dettagli

Il ruolo del CONAI nella filiera del recupero

Il ruolo del CONAI nella filiera del recupero Il ruolo del CONAI nella filiera del recupero Latina, 28 maggio 2009 Giancarlo Longhi Direttore Generale CONAI Adempimenti nella gestione degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio 1 Prevenire la formazione

Dettagli

Certificazione delle bioplastiche. Petra Horvat Andrej Krzan

Certificazione delle bioplastiche. Petra Horvat Andrej Krzan Certificazione delle bioplastiche Petra Horvat Andrej Krzan 1 E difficile immaginare il mondo moderno senza la plastica, tuttavia questo materiale così versatile entra spesso in conflitto con la crescente

Dettagli

DISCARICA DI CA LUCIO DI URBINO. Relatore: Ing. UGOLINI DANIELA

DISCARICA DI CA LUCIO DI URBINO. Relatore: Ing. UGOLINI DANIELA DISCARICA E IMPIANTO DI COMPOSTAGGIO DI CA LUCIO DI URBINO Relatore: Ing. UGOLINI DANIELA 01/07/2009: CESSIONE RAMO D AZIENDA FILIERA DISCARICA E FILIERA COMPOSTAGGIO A MARCHE MULTISERVIZI S.p.a.: C.M.

Dettagli

ANALISI PER LA GESTIONE DELLE MACERIE DERIVANTI DALLA RICOSTRIZIONE DEI FABBRICATI COLPITI DAL SISMA UMBRIA MARCHE DEL SETTEMBRE 1997

ANALISI PER LA GESTIONE DELLE MACERIE DERIVANTI DALLA RICOSTRIZIONE DEI FABBRICATI COLPITI DAL SISMA UMBRIA MARCHE DEL SETTEMBRE 1997 ANALISI PER LA GESTIONE DELLE MACERIE DERIVANTI DALLA RICOSTRIZIONE DEI FABBRICATI COLPITI DAL SISMA UMBRIA MARCHE DEL SETTEMBRE 1997 (Rapporto per l Università di Urbino) Dr. Geol. Andrea Dignani 1 Programma

Dettagli

PROGRAMMA OPERATIVO INTERREG IVC

PROGRAMMA OPERATIVO INTERREG IVC PROGRAMMA OPERATIVO INTERREG IVC Finalità: Obiettivo generale Migliorare, attraverso la cooperazione interregionale l efficacia dello sviluppo di politiche regionali nelle aree innovative, l economia della

Dettagli

Codice CER. Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. Codice CER: chi deve assegnarlo, come, con quali rischi e criticità

Codice CER. Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. Codice CER: chi deve assegnarlo, come, con quali rischi e criticità Codice CER Codice CER: chi deve assegnarlo, come, con quali rischi e criticità Laura Saviano e Antonello Dimiccoli, www.kemis.it Una cosa ben diversa da una pura pratica formale I codici CER assegnati

Dettagli

PROMUOVERE L ACCESSIBILITA DELLE INFORMAZIONI PER UN APPRENDIMENTO PER TUTTO L ARCO DELLA VITA

PROMUOVERE L ACCESSIBILITA DELLE INFORMAZIONI PER UN APPRENDIMENTO PER TUTTO L ARCO DELLA VITA PROMUOVERE L ACCESSIBILITA DELLE INFORMAZIONI PER UN APPRENDIMENTO PER TUTTO L ARCO DELLA VITA L accesso all informazione è un diritto fondamentale di ogni studente, con o senza disabilità e/o specifiche

Dettagli

Valutazione delle procedure di autocontrollo di un ente gestore

Valutazione delle procedure di autocontrollo di un ente gestore Valutazione delle procedure di autocontrollo di un ente gestore Dr.Fiorella Costa TREVISO 5 DICEMBRE 2007 1 Con il Decreto Legislativo 31/2001 e la DGRV 4080/2004 il panorama legislativo delle acque destinate

Dettagli

Meno rifiuti a Roma. A cura di: Nome Cognome - Nome Cognome - Nome Cognome - Nome Cognome

Meno rifiuti a Roma. A cura di: Nome Cognome - Nome Cognome - Nome Cognome - Nome Cognome Meno rifiuti a Roma A cura di: Nome Cognome - Nome Cognome - Nome Cognome - Nome Cognome Marco Campagna Rachele Caracciolo Luigi De Roma Francesco Grasselli Chiara Iobbi Gianluca Pica Workshop Safe Roma,

Dettagli

Rifiuti: quali e quanti sono e come sono gestiti

Rifiuti: quali e quanti sono e come sono gestiti SCUOLA PRIMARIA PERCORSI PER LE CLASSI I E II MATERIALE DI APPROFONDIMENTO Rifiuti: quali e quanti sono e come sono gestiti I rifiuti vengono classificati secondo la loro origine e pericolosità. La loro

Dettagli

Le certificazioni ambientali. Sistemi di gestione ambientale - ISO 14001 - EMAS Certificazione ambientale di prodotto - Ecolabel - Marchi nazionali

Le certificazioni ambientali. Sistemi di gestione ambientale - ISO 14001 - EMAS Certificazione ambientale di prodotto - Ecolabel - Marchi nazionali Le certificazioni ambientali Sistemi di gestione ambientale - ISO 14001 - EMAS Certificazione ambientale di prodotto - Ecolabel - Marchi nazionali Evoluzione storica L attenzione alle questioni ambientali

Dettagli