Design for All. Le radici storiche

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1 Design for All. Le radici storiche Il mio intervento è formulato su un percorso storico, sulla pratica del Design for All o Universal Design. Si intende per Design for All come l intervento sull intorno costruito, sul prodotto, sulla comunicazione visuale e servizi, per offrire eguali opportunità a tutti, tenendo presente la diversità delle persone e la propria variabilità nel tempo. Per questo il Design for All signica migliorare la qualità della vita di tutti i cittadini ed è direttamente proporzionale alle necessità che ogni individuo possa svilupparsi nelle migliori condizioni possibili. Con questa premessa la mia curiosità è stata stimolata per capire perchè la società attuale, in generale, si trova in un momento storico particolarmente sensibile. Una delle risposte quasi ovvia è stato ricercare, scavare nel passato per analizzare il contesto della società industriale, nell'ambito del project design quali personaggi misero la loro migliore sensibilità e professionalità, per pensare alla gente meno fortunata, non standard ; incontrare diverse soluzioni ai piccoli e grandi problemi quotidiani che tutta la popolazione, indistintamente, necessita. Fig. 1 Proporzioni evolutive nelle differenti tappe della vita Il Design for All si concreta partendo dalla diversità degli individui. Basicamente è una metodología per avvicinarsi al progetto e risolvere i problema pensando nelle esigenze reali che un utente stabilisce con un prodotto o servizio. Attualmente, esiste in questa era dell informazione una nuova minaccia per le persone, non solo la tradizionale povertà e analfabetismo ma anche quella riferita al conoscimento tecnologico, come Internet, il cellulare, la domotica e la genetica. Queste difficoltà si possono evitare aumentando la usabilità dei differenti elementi che compongono il contesto che ci circunda, migliorando così le capacità individuali attraverso dei processi educativi e garantendo che le differenti soluzioni individuali non impediscano lo sviluppo per il vantaggio della popolazione in generale.

2 Radici storiche In questo percorso storico per stabilire le radici del Design for All, si uniscono ed intersecano due ambiti che operano nell ambiente. Uno di provenienza sociale e fattoriale: l uomo, le sue abilità e l altro di progetto, sia dell intorno che di prodotto: il design e quindi l industria e la produzione. Thomas Paine con il Marchese di Condorcet, nella formulazione dei Diritti dell Uomo in piena Rivoluzione Francese, sicuramente hanno creato le basi sociali per il futuro sviluppo dell umanità. L Illuminismo, come causa, ha posto le premesse teoriche. La scienza sperimentale con l Encyclopédie di Diderot e D Alembert ha concretato i dati. Il mercantilismo, cioè la libera circolazione delle merci -espressa attraverso le grandi esposizioni universali- come effetto per la nascita dell industria. L industria, a sua volta, ha sviluppato e realizzato il progetto di design. Dall avvento del progetto e della produzione svoltasi nell epoca della Rivoluzione Industriale, passando per il Bauhaus, l Art Déco ed il funzionalismo, incontriamo che il riferimento più vicino al pensiero attuale del Design for All lo troviamo alla nascita dell Industrial Design nordamericano. Proprio da uno dei fautori del Streamline, Henry Dreyfuss pensò e applicò le basi teoriche destinate agli iniziati della nuova professione del design, evidenziando la utilità, le leggi del mercato, dando un ruolo secondario alla forma del prodotto e che è la macchina che deve adattarsi ai bisogni degli utenti. Scrive: Il designer industriale esordì eliminando gli eccessivi ornamenti, ma il suo vero lavoro iniziò quando si fermò a guardare intimamente il prodotto, cercando di capire quale fosse il motivo che lo faceva acquistare, escogitando dei mezzi che lo rendessero più vendibile - facendolo così più bello. Egli non dimentica mai che la bellezza è soltanto epidermica. Per anni nel nostro ufficio abbiamo tenuto presente il concetto: l'oggetto su cui stiamo lavorando sarà guidato, ci si siederà sopra, sarà osservato, ci si parlerà dentro, sarà attivato, maneggiato e usato in qualche modo dal singolo o dalla massa. Se il punto di contatto tra prodotto e pubblico diventa punto di attrito, allora il disegnatore índustriale avrà fallito il suo compito. Se invece il pubblico è reso più sicuro, più tranquillo, più desideroso di acquistare, più efficiente o semplicemente più felice, allora il disegnatore avrà vinto. (Designing for People,1955). Fig. 2 Fattori vitali del Industrial Design. H. Dreyfuss, 1950 In ergonomia Dreyfuss è conosciuto per l apporto, dovuto all esperienza militare che sviluppò negli anni 40, concretizzato dal volume The measures of Man, dove raccoglie i dati antropometrici e le indicazioni in campo ergonomico, valido tutt oggi con gli aggiornamenti del 1993 dove per la prima volta si riportano dati statistici relativi ai diversi disabili, alle donne gravide, ai bambini ed agli anziani.

3 . Fig. 3 Studio e applicazione di pomoli per i comandi nelle cabine degli aerei: non solo si analizza la prensilità ergonomica ma anche la diversificazione tattile. H. Dreyfuss, años A metà degli anni venti, nel campo della comunicazione visiva, Otto Neurath, scientifico sociale e Gerd Arntz, grafico, entrambi austriaci, svilupparono a metà degli anni venti ISOTYPE, International System of Typographic Picture Education, un sistema grafico per visualizzare, in forma più o meno schematica, dati economici o statistici. Questa forma di rappresentazione che utilizza simboli pittorici è stata fondamentale per la comprensione di dati normalmente complessi sino ad allora a pieno appannaggio degli specialisti. Neurath dichiarò: Il cittadino normale deve poter conseguire l informazione liberamente su tutti gli argomenti di cui è interessato, così come può capire le carte geografiche. Non esiste nessun campo dove l apprendimento umano attraverso l occhio non è possibile. Fig. 4 Diagrama figurato, Otto Neurath y Gerd Arntz, Sempre nella comunicazione visiva occupa uno spazio particolare Harry Beck, inglese e passeggero giornaliero, come utente, del Metro di Londra. Suoi gli studi, con la prima proposta grafica nel 1931, per rendere più chiara, comprensibile e veloce la lettura delle mappe dei percorsi delle linee della metropolitana. L'attuale visualizzazione del trasporto pubblico, in tutto il mondo, è basata su questa ricerca. Ricordiamo che nel 1948, alla fine della II Guerra Mondiale, si approvò la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

4 In questo stesso anno, un neurochirurgo tedesco, Ludwig Guttmann coinvolse dei veterani inglesi della II Guerra Mondiale con danni alla colonna vertebrale, organizzando una competizione sportiva come forma terapeutica, la Stoke Mandeville Games. Attraverso un esperienza nefasta, come è la guerra, nacque un incontro sportivo che si trasformò nei primi Giochi per atleti con delle disabilità fisiche, visive o mentali a Roma nel Nel 1976 le prime Paralimpiadi Invernali furono tenute a Örnsköldsvik, in Svezia ed arriviamo ad oggi con Torino Nel 1958 il governo indiano invita Ray e Charles Eames a valutare le possibili applicazioni del design nella piccola industria. La relazione Eames Report viene messo a profitto dal NID, National Institute of Design, a Ahmedabad in India per formare e indirizzare la professione del designer utilizzando risorse locali. Charles Eames negli anni 50 dichiarò: Il design dovrebbe apportare il meglio di se stesso al maggior numero di persone con un costo mimimo. Richard Buckminster Fuller, ingegnere strutturalista americano, formula il suo concetto fondamentale sul pianeta terra come Space ship earth, questo dovuto alla sua esperienza in marina e della necessità di razionalizzare per la produzione industriale. Dichiara che Le circostanze per questa risoluzione del 27 erano vitali. Questa nuova esistenza era nata estattamente cinque anni dopo la morte del nostro primo figlio, e sarebbe andata avanti solo altri quattro anni. Lei doveva sopravvivere per la breve vita con influenza, menengite spinale, paralisi infantile, e finalmente una polmonite che ha potuto terminare le sue sofferenze. Credo che potete immaginare l intensità del nostro amore e il dolore per la perdita. Io dissi allora: se questa figlia avesse potuto vivere e crescere sana, per scoprire che io ho usato tutta la mia esperienza e capacità per produrre solo un vantaggio economico per lei, da opporre alla crescente avarizia del mondo dei nonabbienti e alla scomparsa di molti altri, potrebbe sentirsi realmente triste. Per questa ragione io mi sono dedicato all umanità, serntendo che lei si sarebbe sentita contenta solo in un mondo in cui si fosse progrediti a a unico e totale vantaggio dell umanità. (Luciano Rubino, Ray & Charles Eames. Il collettivo della fantasia, 1981, 91) Inizia quindi nel 1928 con le Unità Dymaxion, prodotte industrialmente, completamente autonome come ricovero per le operazioni oltremare dell esercito americano. Diventato famoso per le strutture geodetiche Dome propose, a fine anni 60, di climatizzare Manhattan coprendola con un immensa campana traslucida. Ammirevole progetto utopico che dimostra dove la tecnologia può arrivare, però senza pensare al risultato ecologico dell habitat che si sarebbe sviluppato sotto tale cupola. Fig. 5 Trasporto con elicottero di una cupola geodesica. Buckminster Fuller, 1953.

5 Sulla scia dell invenzione del transistor e quindi la possibilità di miniaturizzare, riducendo drasticamente le dimensioni dei prodotti e del Good Design, Arthur Pulos, teorico e docente di Industrial Design, anche alla Syracuse University, nel libro del 1983 scrive sulla etica riferendosi ai primi anni della pratica del design. Il designer iniziò a perdere il senso della responsabilità del mercato e del pubblico. Il consumatore, preso dalla frenesia della commercializzazione del postguerra, si trasformò in qualcosa da comprare più che in qualcosa di utile. La obsolescenza del prodotto, fattore di vendita, fu la richiesta, anzi la raccomandazione, ai designers più che la manipolazione della forma e dell ornamento per stimolare il mercato. Gli impulsi al cambio arrivano normalmente dalla società. Per esempio negli anni 60 al culmine con i movimenti del 68 e con Woodstock nell agosto del 69 formalizzano la dichiarazione di indipendenza della gioventù alternativa americana, teorizzati da Allen Gisberg nel suo decalogo che parlava di liberazione a tutti i livelli: sessuali, razziali, religiosi; di solidarietà con i popoli oppressi e di rispetto ecologico; di libertà fuori dal conformismo e da quella che si chiamava American way of life. La ecologia ed il tema ambientale escono alla luce nel 1962 attraverso Rachel Carson, biologa marina, con la denuncia dal libro Silent Spring, dove difende l ambiente di tutto il mondo per gli effetti delle tecniche impiegate in agricultura, dell uso degli insetticidi chimici e delle sostanze velenose, contaminanti, cancerogene o letali all uomo ed alla natura. Il DDT si vietò dopo l uscita della pubblicazione. Indubbiamente in Victor Papanek riscontriamo, attraverso la sua collaborazione con l UNESCO, un influenza di un forte impegno sociale che trasmette nei libri Designing for the real world e How things don t work. Notevole ed essenziale la sua partecipazione nei progetti e nella docenza per la disabilità, la povertà, i paesi sottosviluppati. Stiamo ancora progettando per le minoranze? Il fatto è che a un certo punto della nostra vita siamo stati bambini, e abbiamo bisogno di educazione durante tutta la vita. Diventiamo adolescenti, di mezz età e vecchi. Abbiamo bisogno dei servizi e dell aiuto di insegnanti, dottori, dentisti e ospedali. Apparteniamo tutti a speciali gruppi di bisogni, e tutti viviamo in un paese, il paese della mente umana che è appena nato ed è in via di sviluppo, non importa quale sia la nostra collocazione geografica e culturale. Abbiamo bisogno di trasporti, comunicazioni, prodotti, utensili, riparo e vestiti. Abbiamo bisogno di acqua e aria pura. Come specie abbiamo bisogno della sfida della ricerca, dell appagamento della conoscenza. Se quindi mettiamo insieme tutte le minoranze apparentemente piccole di cui s è parlato sopra e se combiniamo tutti questi bisogni speciali, ci rendiamo conto di aver disegnato per la maggioranza. Fig. 6 Bastón per ciechi realizzati in fibra luminescente. Progetto di R. Senn, 1969.

6 Anche se l atteggiamento colonialista e paternalista risalta nella progettazione di oggetti e apparecchi ottenuti con materiali riciclati e di ripiego con soluzioni di fortuna per paesi sottosviluppati, senza però il tentativo di darle un autonomia ed un riscatto. Critico a questo atteggiamento troviamo Gui Bonsiepe, designer e teorico tedesco della scuola di Ulm, che sviluppa in Teoria e pratica del disegno industriale, il problema della progettazione dei prodotti nei paesi del terzo mondo o in via di sviluppo, cioè ottenere nei paesi di Periferia una autosufficienza tecnologica attraverso un autonomia progettuale e produttiva. Parallelamente, un economista europeo, Ernst F. Schumacher, scrive ammonendo sulle risorse limitate e la produzione. Le risorse naturali sono un capitale e non una rendita, quindi attingendo ad esse senza controllo porterà alla distruzione delle materie prime e di conseguenza dell umanità. Solo intervenendo tecnologicamente su piccola scala si riesce a valutare se funziona ed eventualmente applicarlo su grande scala. È utile riportare il testo dove parla sullo sviluppo e afferma che il governo britannico in un libro bianco sullo sviluppo nell Oltremare così definiva gli obiettivi degli aiuti all estero: Fare ció che è in nostro potere per aiutare i paesi in via di sviluppo a fornire ai loro popoli le opportunità materiali di usare il loro talento, di vivere una vita piena e felice e di migliorare stabilmente il loro destino. (Piccolo è bello, uno studio di economia come se la gente contasse qualcosa, 1977). In generale, anche se si basa in una morale, direi fondamentalista, da questi concetti si è sviluppata la filosofia di Small is beautiful e le Tecnologie Alternative degli anni settanta. In questi stessi anni un antropologo statunitense, Edward T. Hall, iniziava ad applicare i principi ed i metodi della semiologia al comportamento umano nello spazio naturale e sociale. Uno dei fondatori della prossemica: la scienza che studia il significato e l uso dello spazio da parte dell umano. Nella pubblicazione La dimensione nascosta (1971) si riscontrano le profonde differenze nell uso del vivere lo spazio: fisico, antropizzato, socio-culturale, interattivo e psichico però mantenendo tra loro una stretta relazione. A metà degli anni 70 il Gruppo di Lavoro 5 dell ICSID, International Council of Societies of Industrial Design, sviluppò, in collaborazione con la Croce Rossa Internazionale, uno studio internazionale di design sui soccorsi per catastrofi con differenti proposte per risolvere moduli compatti di protezione, mezzi di sussistenza, unità di ricovero ed accessori. A fine anni 80 un architetto americano, Ronald L. Mace, obbligato per la maggior parte della sua vita alla sedia a rotelle, dovuto ad una poliomielite infantile, fonda il Centro per il design universale in Raleigh nel North Carolina. Sostenuto da una idea semplice ma geniale, sviluppata negli anni 70, sulle barriere architettoniche dichiarando che tutti hanno diritto ad utilizzare meglio l intorno. Creatore del termine Universal Design così definito: Il design universale cerca di incoraggiare prodotti attraenti, commerciabili che siano più usabili da ognuno. È design per l ambiente costruito e per prodotti per una definizione molto ampia di utilizzatori. Analogamente un designer europeo, Krzysztof Wodiczko, polacco, dopo essersi trasferito a New York, sviluppa, tra il 1986 ed il 1988, alcuni progetti con una forte carica di compromesso sociale. Primo tra questi un veicolo per i senzatetto creato per contribuire a riempire il pericoloso vuoto sulle necessità di ricovero. Il veicolo casa/magazzino ambulante in forma chiusa serve per raccogliere i residui della società urbana come latte di birra o bottiglie di vetro. Aperto diventa un rifugio per dormire.

7 Altro progetto interessante è un bastone tipo pastorale per emigranti, equipaggiato con un sistema di comunicazione ed emittente culturale. Il design non deve essere solo per i vincitori dichiara e gli oggetti sono a mezza strada tra il reale e l immaginario perchè possono essere utilizzati, ma sono fatti anche per provocare una reazione. Fig. 7 Veicolo con struttura telescopica per i senzatetto. K. Wodiczko, Nella moderna psicologia cognitivista Donald A. Norman ha raggiunto una fama mondiale per i suoi studi sulla memoria, l attenzione ed i processi cognitivi. A fine anni ottanta scrive un libro «sulla psicologia degli oggetti quotidiani, frutto delle mie frustazioni nell uso delle cose di tutti i giorni» (La caffettiera del masochista, psicopatologia degli oggetti quotidiani, 1997), con una serie di suggerimenti e consigli affronta il tema della progettazione di design. La società dell informazione ci stà sotterrando sotto tanta informazione, obbligandoci ad agire più come macchine che come esseri umani. L aggettivo digitale serve per sottometterci a una logica che non è la nostra. Ed il peggiore di tutto questo è che siamo stati noi stessi che ci siamo messi in questa trappola. La nuova Rivoluzione non si trova nella nostra economia o nei computers. È, soprattutto, una rivoluzione nell interazione sociale umana. La convergenza o no dei telefoni inalambrici, la costante disponibilità di collegamento e la capacità dei computers permettono che la interazione umana sia più ricca. Per questo deve servire l economia: per portarci a una società umanamente più ricca. Questo storico di Silicon Valley lanciò l idea del computer invisibile perchè la migliore tecnologia è quella che non si vede. Dichiarò: Il digitale è per le macchine. Le persone sono biologiche, alalogiche. Analogico significa analogo alla realtà. Le persone non sono macchine. Così è! Il comportamento analogico è molto più adatto per gli essere umani che il digitale. Lasciamo le regole digitali per le macchine e faremo più facile una miglior interazione degli esseri umani con le macchine. Nel 1989 Paul Hogan, designer irlandese, organizza la prima conferenza europea di Design e Discapacità con il supporto della Unione Europea. Questa iniziativa porta nel 1993 a fondare l EIDD, European Institute for Design and Disability, a Dublino: una Organizzazione non governativa per Contribuire a migliorare la qualità di tutti i cittadini con disabilità attraverso l applicazione del design. Attualmente ci sono delegazioni in tutti gli stati della comunità europea. Il Rural Studio, fondato da Dennis Ruth e dal già scomparso Samuel Mockbee, professori della Scuola di Architettura di Auburn in Alabama, Stati Uniti, uno studio di architettura che funziona dal 1993 come laboratorio indipendente.

8 Ha come principio ispiratore della propria attività la architettura sociale al servizio dei collettivi più sfavoriti della società nordamericana in una regione delle più povere specialmente nell ambito rurale come i negri, i senzatetto, i piccoli coltivatori, etc. Ugualmente è da mettere in risalto l impegno per formare, dalla Scuola, professionisti critici con valori etici professionali e personali, con un senso di volontariato al servizio delle cause sociali, compromessi con il mondo della cultura autoctona, in un contesto attuale sociale e politico negli USA aquista un valore particolare. Dal 1996 è apparsa una web interessante ed unica in Internet: Bad Human Factors Designs, creata da Michael J. Darnell, ingegnere statunitense esperto in usabilità. Nella web si trasmettono una varietà di esempi di cattivo design, direi perverso, sugli oggetti e servizi quotidiani che causano confusione e per questo possono portare a commettere errori da parte degli utilizzatori. Il positivo di questo minuzioso e dettagliato lavoro è quello di dare un suggerimento, una possibile soluzione per migliorare le prestazioni. Il Design for the World, creato nel 1998 dalle principali associazioni internazionali di design, ICSID, IFI e ICOGRADA. L obiettivo è di fomentare e promuovere il design volontario per le persone bisognose: Migliorare la propria vita attraverso il lavoro volontario dei designers. Per ultima, come tempo, nel 2001 la Design for All Foundation fondata da Francesc Aragall, pedagogo spagnolo. Riunisce le migliori aziende, entità pubbliche, private ed amministrazioni che sentono la necessità di migliorare le attitudini della propria organizzazione rispettando la sostenibilità e la diversità umana. In relazione al compromesso sociale, dell amministrazione pubblica, come progresso dello sviluppo si devono menzionare tre tappe fondamentali. La prima, negli anni 60 con la ABA, American Barrier Act, che portava in primo piano il problema dei disabili motori. La seconda nel 1990, quando si approvò la legge ADA, American with Disabilities Act, importante soprattutto negli Stati Uniti, indirizzata ai problemi di discriminazione contro le persone disabili nel settore lavorativo, dei servizi pubblici, dell educazione, dei trasporti e della telecomunicazione. Per ultimo, la ONU, che deliberarono gli Standard Rules (1993) dove per la prima volta fu valutata la disabilità in funzione della relazione delle persone con menomazione e il suo intorno. Sono risoluzioni che potranno trasformarsi, nel futuro, in norme di diritto quando si applicheranno in forma abituale nella maggioranza delle nazioni. Oggi, e siamo nell attualità, esistono differenti programmi a scala internazionale e dell Unione Europea sulla Società dell Informazione e la Comunicazione. Come buon esempio è apparso il WAL, Web Accessibility Initiative, dal W3 Consorzio della World Wide Web (Fondazione Nazionale della Scienza in USA, UE Direzione Generale XIII, governo del Canada, IBM, Lotus, Microsoft y NCR)- una iniziativa per l accessibilità nella rete attraverso cinque aree tematiche: tecnologia, normativa, strumenti, educazione, ricerca e sviluppo. Design for All: il normale è la diversità. Beppe Benenti Luglio 2007

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