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1 Fondazione Forense Monza Convegno del IL GIUDIZIO DI ATTESTAZIONE Patrizia Riva Lucidi parzialmente tratti dal libro L attestazione dei piani delle aziende in crisi, 2009, Giuffrè. 1

2 Indipendenza del professionista Nomina del professionista 100% 95% 90% 80% 73% 70% 60% 50% 40% 30% 13% 13% 20% 10% 0% Professionisti 5% 0% Banche Sempre nomina di parte In un caso nomina del Tribunale con ricorso volontario In alcuni casi nomina del Tribunale con ricorso volontario 2

3 Indipendenza del professionista Indipendenza del professionista In quanti casi l'attestazione è stata fatta dal consulente che ha costruito il piano o da soggetti a questo legati? 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% 34% 14% 12% 9% Professionisti 11% 20% 73% 13% 13% Banche 0% 0% 0% 0% tra il 0% e il 25% dei casi tra il 25% e il 50% dei casi tra il 50% e il 75% dei casi tra il 75% e il 100% dei casi 100% dei casi 3

4 Analisi dei decreti del Tribunale di Monza N. Data Tipologia di provvedimento Riferimenti CP Giudice estensore 1 08 maggio 2008 Decreto di ammissione CP 05/2008 Paluchowski 2 20 settembre 2008 Decreto di ammissione CP 10/2008 D Aquino 3 24 luglio 2008 Decreto di omologa CP 08/2008 Paluchowski 4 05 dicembre 2008 Decreto di ammissione CP 14/2008 Paluchowski 5 05 giugno 2009 Decreto di omologa CP 15/2008 Rolfi 6 22 luglio 2009 Richiesta di integrazioni n.d. Rolfi 7 02 ottobre 2009 Decreto di ammissione CP 26/2009 Buratti 8 23 dicembre 2009 Decreto di ammissione CP 30/2009 Paluchowski gennaio febbraio giugno 2010 Decreto di ammissione Decreto di revoca Richiesta di integrazioni CP 01/2010 CP 30/2009 CP 15/2010 Rolfi Fallo Buratti 4

5 Analisi dei decreti del Tribunale di Monza 5 dicembre 2008 Paluchowski: la relazione dell attestatore è finalizzata a convincere i creditori a prestare la loro adesione alla proposta formulata dal creditore 22 luglio 2009 Rolfi; 8 giugno Buratti: l attestatore deve porre in essere le procedure di revisione previste dal Protocollo del giugno 2010 Buratti: non si tratta di una mera attestazione di congruenza di carattere certificativo, ma si fonda su un processo argomentativo affrancato e che dia conto dei controlli effettuati del metodo impiegato e dei diversi scenari di realizzo che potrebbero prospettarsi. 5

6 Analisi dei decreti del Tribunale di Monza 8 giugno 2010 Buratti (segue) RIGUARDO AL PASSIVO DELLA PROCEDURA: 1. Determinazione dell ammontare degli accantonamenti per c.d. spese di procedura e relative imputazioni, con particolare riferimento alla attuale sussistenza dei fondi necessari, quantomeno per il deposito sancito dall art. 163, co. 2, n. 4 l. fall.; esplicita predeterminazione dei costi relativi alla presentazione della domanda di concordato, distinti da quelli successivi di assistenza sino all omologa, da parte dei professionisti dell imprenditore, con dichiarazioni di quali siano i mezzi per coprire tali costi o se essi vengano sostenuti ed accollati da soggetti esterni al concorso ed ininfluenti sul patrimonio ceduto ai creditori. 2. Indicazione analitica dei costi di sopravvivenza della società durante il periodo che intercorre fra la presentazione della domanda e l omologazione del concordato (a titolo puramente esemplificativo si rammentano gli emolumenti degli organi sociali, amministratori, liquidatori, sindaci, ecc., imposte da assolvere per la sussistenza della società, come l ICI, costi per la redazione ed il deposito dei bilanci, ivi compresi i costi professionali di redazione, compilazione, degli eventuali modelli necessari ai lavoratori ecc.). 3. Per il caso che si prevedano cessioni di immobili ante-omologa, si prega di calcolare approssimativamente gli oneri accessori ed i mezzi per farvi fronte. 4. Ove prima della presentazione della domanda o, successivamente, sia prevista la conclusione di un contratto di affitto d azienda, si prega di inserire la clausola secondo la quale, in caso di cessione dell immobile a soggetto diverso, l affittuario acconsente al rilascio dell immobile, senza alcuna richiesta di danni ed entro tempi ragionevoli. 5. Schema riassuntivo aggiornato dal fabbisogno concordatario alla luce anche degli elementi che precedono e di quelli che seguiranno con riferimento all attivo. 6. In ogni caso si prega di fornire elenco dei pagamenti di crediti scaduti ed esigibili compiuti nel semestre ultimo, nonché la concessione di garanzie reali rilasciate. 6

7 Analisi dei decreti del Tribunale di Monza 8 giugno 2010 Buratti (segue) RIGUARDO ALL ATTIVO DELLA PROCEDURA 1. In ordine alla valutazione dei cespiti attivi: Per il magazzino si invita ad esplicitarne i criteri di valutazione ed ove siano state fornite perizie, anche giurate di parte, si prega di chiarire se, ai prezzi indicati in esse, vi siano già concreti interessamenti del mercato ai fini di rilievo ed in che termini. Per gli immobili, si rammenta la necessità di esplicitare chiaramente, anche e soprattutto temporalmente, la sussistenza e natura delle iscrizioni pregiudizievoli che gravano l immobile. Per il caso di sussistenza di interessamenti ed offerte già formalizzate, si invita a far si che le stesse promanino, nella forma dell offerta irrevocabile di acquisto, da soggetti che comprovino la loro sicura attuale e futura solvibilità, auspicabilmente tramite garanzie fideiussorie, bancarie od assicurative, redatte nella forma c.d. a prima richiesta assoluta. I termini temporali di operatività, sia delle offerte che delle garanzie, devono essere compatibili con i tempi tecnici della procedura, quindi necessariamente non troppo ravvicinati. In ogni caso, anche in presenza di offerte, la vendita avverrà previa pubblicità ed in caso di reperimento di eventuali altri soggetti interessati, l impresa, se anteomologa, il liquidatore, se dopo, dovranno individuare l acquirente mediante gara che rispetti il parametro della trasparenza. Per i crediti: vanno indicati i criteri di valutazione degli stessi se posti in essere, o, in alternativa, le ragioni che inducono a non svalutarne il globale; va, poi, esplicitata la percentuale di insoluti dell ultimo anno della società ed, eventualmente, a livello comparativo la percentuale del settore in cui opera l imprenditore; l indicazione della loro frammentazione e della loro ubicazione geografica, al fine di poter valutare i costi di un futuro contenzioso ove non spontaneamente adempiuti, per la medesima ragione vanno suddivisi in pacifici e di regolare incasso, contenziosi ed, infine, vantati verso soggetti in difficoltà o procedura concorsuale. Va analogamente indicato se i pagamenti sono domiciliati presso istituti di credito che stanno compensando le esposizioni con gli incassi e se sono stati rilasciati mandati irrevocabili all incasso o i crediti sono stati in tutto o in parte oggetto di cessioni a società di factoring. 7

8 Analisi dei decreti del Tribunale di Monza 8 giugno 2010 Buratti (segue) RIGUARDO ALL ATTIVO DELLA PROCEDURA 2. Qualora la forma del concordato preveda l opzione dalla prassi comunemente definita mista, la garanzia integrativa offerta deve essere redatta a prima richiesta assoluta, la sua operatività deve essere ovviamente subordinata alla omologa del concordato preventivo, ma alla sola emissione del decreto e non al suo passaggio in giudicato. Essa, inoltre, non deve essere presentata come mera disponibilità a garantire ma deve comportare un impegno di garanzia che, seppur temporalmente condizionato, non si riduca ad un mera dichiarazione d intenti. 3. Qualora la proposta preveda la costituzione di una nuova società le cui quote di capitale sociale sono da attribuire ai creditori, è assolutamente necessario indicare le analitiche modalità di determinazione delle quote di capitale sociale da attribuire ai singoli creditori CONCAMBIO - nonché presentare una dettagliata relazione che rappresenti compiutamente la stima dei conferimenti della nuova società, le modalità tecnico giuridiche di costituzione della nuova società, l andamento medio prospettico del primo quinquennio di attività con business plan dettagliati per lo stesso periodo, organigramma della nuova società, e ogni altra notizia o informazione utile ai fini dell analisi. 8

9 Analisi dei decreti del Tribunale di Monza 8 giugno 2010 Buratti (segue) QUANTO ALL ATTESTAZIONE In generale si deve considerare che passaggi fondamentali della Relazione ex art. 161 L.F. affidata al professionista sono: a) l esame della tenuta delle scritture contabili; b) il controllo formale e sostanziale della rispondenza dei dati esposti nella domanda di concordato con le scritture contabili dell anno corrente e con l ipotesi predisposta dal liquidatore. Le guidelines della procedura di attestazione sono state anzi codificate dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti, con il Protocollo del 2006, nel quale, tra l altro, si asserisce che: È dunque opportuno prevedere: una parte introduttiva, nella quale vengono riportare le qualifiche soggettive del professionista e la dichiarazione di assenza di condizioni di incompatibilità di cui all art. 28 l. f.; una parte centrale illustrativa del piano e della documentazione di cui all art. 161 l. f., nella quale sono contenuti i necessari accertamenti già esplicati sulla contabilità e la struttura produttiva e gestionale del debitore; una parte conclusiva, che si caratterizza per riprodurre il giudizio di veridicità dei dati aziendali ed il pronostico di fattibilità del piano. Tra la prima e la seconda vanno inseriti i criteri utilizzati per pervenire al giudizio positivo e le ragioni della fiducia apposta al piano. 9

10 Analisi dei decreti del Tribunale di Monza 8 giugno 2010 Buratti (segue) Dopo aver certificato la veridicità dei dati aziendali il professionista deve esprimere il proprio giudizio tecnico in merito alla gestione prospettica dell azienda, vale a dire in ordine alla fattibilità del piano, evidenziando dapprima i «profili di discontinuità» che tale documento presenta rispetto al passato e, quindi, alla precedente modalità di gestione dell azienda, e solo in un secondo momento, procedere ad una specifica illustrazione delle «idee» che sono alla base del piano medesimo e che rappresentano in realtà le ragioni per le quali quest ultimo è fattibile. In particolar modo il professionista dovrà prendere in considerazione le cause all origine della crisi aziendale, le strategie di risanamento, le eventuali operazioni straordinarie da intraprendere ed infine i principi fondamentali che hanno guidato l estensore del piano nella formulazione del business plan ed in particolare dei budgets economici futuri e dei flussi prospettici di cassa. 10

11 Struttura della relazione di attestazione. UN TENTATIVO DI SINTESI. Titolo del report che includa la parola indipendente i) Introduzione a- qualifiche soggettive del professionista b- dichiarazione di assenza di condizioni di incompatibilità di cui all art. 28 l.f.; c- obiettivi della redazione del piano; d- identificazione dell informativa prospettica finanziaria oggetto di attestazione; e- sintesi della dichiarazione che attesti la responsabilità del management per l informativa prospettica finanziaria includendo le assunzioni su cui si basa e rinvio agli allegati; f- riferimento all ISAE e ai documenti del CNDCEC g- elenco dei documenti analizzati ii) Descrizione dell azienda e del suo contesto a- sintesi dei principali eventi che hanno caratterizzato la storia dell azienda b- descrizione dell attività aziendale con riferimento al prodotto e al mercato di riferimento c- descrizione del modello organizzativo con particolare riferimento all esistenza e al funzionamento del Sistema di Controllo Interno e all articolazione dei controlli statutari d- descrizione del settore in cui opera l azienda 11

12 Struttura della relazione di attestazione. UN TENTATIVO DI SINTESI (segue 1). iii) Revisione sui dati consuntivi iniziali a. Nel caso in cui gli organi di controllo della società abbiano consentito l accesso alle loro carte di lavoro: descrizione delle verifiche svolte dagli organi di controllo descrizione delle verifiche a campione e degli approfondimenti di indagine su alcune specifiche poste contabili svolte direttamente dall attestatore (segue) 12

13 Struttura della relazione di attestazione. UN TENTATIVO DI SINTESI (segue 2). iii) Revisione sui dati consuntivi iniziali b. Nel caso in cui gli organi di controllo della società non abbiano consentito l accesso alle loro carte di lavoro, resoconto sulle verifiche svolte direttamente in coerenza con quanto richiesto dal Documento Protocollo del CNDCEC: b.1- verifica a campione della corrispondenza fra i dati contenuti nella situazione patrimoniale, economica e finanziaria allegata al ricorso di concordato preventivo e le risultanze delle scritture contabili e accertamento dell effettiva sussistenza delle ragioni che giustificano l iscrizione dei dati medesimi. il riscontro fisico e contabile delle immobilizzazioni tecniche; la verifica dell esistenza fisica delle giacenze di magazzino; la verifica dell effettiva sussistenza e consistenza della cassa (in senso materiale), tramite la sua ricostruzione a ritroso, tenendo conto dei movimenti in entrata ed in uscita nel frattempo intervenuti; l analisi delle schede di mastro relative ai fornitori, ai clienti ed agli istituti di credito, anche mediante una conferma esterna di controparte del saldo dovuto, dei suoi accessori e dell esistenza di contestazioni; il controllo delle fatture emesse e di quelle ricevute anche sulla base di una verifica incrociata con gli interessati volta a confermare l effettiva sussistenza e consistenza della posizione creditoria/debitoria nei confronti del cliente/fornitore; l accertamento dell esistenza e della consistenza dei saldi contabili relativi ai rapporti intrattenuti con i vari istituti di credito, anche mediante il controllo degli estratti di conto corrente di corrispondenza o di altri aggiornati documenti riepilogativi forniti dalle banche a seguito di esplicita richiesta del professionista attentatore; la verifica presso l anagrafe tributaria e gli istituti previdenziali di eventuali carichi tributari pendenti per omessi versamenti; l esistenza e la verifica della corretta rappresentazione contabile dei principali contratti in essere e delle garanzie ricevute da terzi e rilasciate a favore di terzi; la verifica della corretta determinazione delle imposte di competenza dell esercizio; la verifica del contenzioso e dei metodi di valutazione delle poste influenzate dal suo andamento. 13

14 Struttura della relazione di attestazione. UN TENTATIVO DI SINTESI (segue 3). iii) Revisione sui dati consuntivi iniziali b.2- sulla base dello stato analitico ed estimativo delle attività e dell elenco nominativo dei creditori, con l indicazione dei rispettivi crediti e delle cause di prelazione. l individuazione delle immobilizzazioni materiali ed immateriali di proprietà del debitore verificandone l effettiva appartenenza all azienda ovvero all imprenditore; l accertamento di ogni singola posizione debitoria, verificando il reale ammontare di ciascun debito e della sussistenza dell eventuale legittima causa di prelazione che assiste quest ultimo, assumendo posizione sulla quantificazione espressa se oggetto di dissenso da parte dei creditori. b.3- partendo dall elenco dei titolari dei diritti reali o personali su beni di proprietà o in possesso del debitore il professionista dovrà procedere alla verifica della reale sussistenza di tali diritti e della loro corretta contabilizzazione e rappresentazione nella situazione patrimoniale economica e finanziaria di cui sopra; b.4- sulla base della dichiarazione contenente il valore dei beni e l indicazione dei creditori particolari degli eventuali soci illimitatamente responsabili, il professionista dovrà procedere alla verifica dell effettiva appartenenza al socio dei suddetti beni nonché della sussistenza e reale consistenza del credito vantato dal creditore particolare del socio medesimo. 14

15 Struttura della relazione di attestazione. UN TENTATIVO DI SINTESI (segue 4). iv) Verifica delle valutazioni delle poste patrimoniali a- verifica della congruità dei valori riconosciuti alle attività aziendali b- verifica della congruità dei valori attribuiti alle passività aziendali c- verifica della congruità delle appostazioni per passività potenziali v) Analisi delle ipotesi su cui si basa il piano a- descrizione delle ipotesi su cui è basato il piano b- classificazione delle ipotesi in una delle due categorie previste dall ISAE 3400: best estimate assumption ossia assunzioni normali relative a eventi futuri ragionevoli e desunti dall analisi di elementi oggettivi hypotetical assumption ossia assunzioni ipotetiche in genere connesse con l avvio di nuove attività o nuovi prodotti/servizi solitamente non supportati da dati storici dell azienda e which are not necessarily expected to take place c- classificazione del piano in funzione del tipo di ipotesi in una delle due categorie: forecast se basato su best estimate assumption projection se basato su hypotetical assumption 15

16 Struttura della relazione di attestazione. UN TENTATIVO DI SINTESI (segue 5). vi) Illustrazione del piano a- discussione e commento del piano (non deve ripetere i contenuti del piano, che può essere richiamato nelle sue linee essenziali e allegato alla relazione di attestazione) b- giudizio sulla ragionevolezza della durata del piano vii) Attestazione a- una positive assurance sull attendibilità e congruità dei dati storici b- una negative assurance ossia una attestazione sulle ipotesi (assumptions) formulate che chiarisca se le stesse costituiscano o meno una base adeguata e ragionevole per lo sviluppo delle informazioni prospettiche finanziarie; c- una opinion e quindi un giudizio sulla informativa prospettica finanziaria in base al quale si attesta che la stessa è stata costruita correttamente a partire dalle ipotesi (assumptions) formulate ed è presentata conformemente a quanto indicato dagli standards di riferimento per la presentazione dell informativa economico finanziaria (financial reporting framework) che deve contenere un adeguata motivazione della conclusione raggiunta. d- una dichiarazione del professionista in base alla quale egli non assume alcuna responsabilità per l aggiornamento del report per tenere conto di eventi e circostanze manifestatisi in momenti successivi rispetto alla data del report 16

17 Struttura della relazione di attestazione. UN TENTATIVO DI SINTESI (segue 6). viii) Dati finali a- la data dell attestazione che dovrebbe coincidere con la data di completamento delle procedure; b- l indirizzo dell attestatore; c- la firma dell attestatore Allegati Piano Dichiarazione che attesti la responsabilità del management per l informativa prospettica finanziaria includendo le assunzioni su cui si basa (delibera del consiglio di amministrazione che approva il piano, dichiarazione dell amministratore unico) Relazioni di esperti di settore per attività specifiche (per esempio per gli immobili) Contratti o documenti probanti la volontà e la capacità di intervento di eventuali soggetti terzi Altri documenti richiamati in relazione 17

18 Revisione sui dati dati storici storici In quanti casi nelle relazioni di attestazione da Lei esaminate l'attestatore ha dichiarato e documentato di avere svolto una attività di revisione sui dati storici dell'azienda? 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% 20% 25% 20% 24% 16% 9% 11% 24% 18% 18% 12% 6% Professionisti Banche 0% tra il 0% e il 25% dei casi tra il 25% e il 50% dei casi tra il 50% e il 75% dei casi tra il 75% e il 100% dei casi 100% dei casi 18

19 Revisione sui dati storici A Suo giudizio l'attestatore del piano è tenuto a svolgere una attenta attività di revisione dei dati contabili consuntivi dai quali il piano stesso prende le mosse? 100% 81% 73% 80% 60% 19% 27% si no 40% 20% 0% Professionisti Banche 19

20 Revisione dei dati iniziali alla base dell informativa prospettica. PRINCIPI E DOCUMENTI DI RIFERIMENTO. 1. L ISAE 3400 par. 14 richiede esplicitamente che il revisore formuli un giudizio sulla fondatezza dei dati storici alla base dell informativa. 2. I documenti del CNDCEC si esprimono in questo senso: Protocollo del 2006 Linee Guida 2010 Raccomandazione 3 Verifica dei dati aziendali di partenza 20

21 Applicazione del principio ISAE 3400 In quante delle relazioni di attestazione da Lei valutate si fa esplicitamente riferimento al principio di revisione internazionale ISAE 3400 The examination of prospective financial information? 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% 68% 56% 31% 23% 5% 3% 1% 0% 6% 0% 0% 6% Professionisti Banche 0% tra il 0% e il 25% dei casi tra il 25% e il 50% dei casi tra il 50% e il 75% dei casi tra il 75% e il 100% dei casi 100% dei casi 21

22 Applicazione del principio ISAE 3400 In quante delle relazioni di attestazione da Lei valutate sono effettivamente rispettate le raccomandazioni del principio di revisione internazionale ISAE 3400 The examination of prospective financial information? 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% 62% 43% 26% 29% 14% 7% 1% 0% 4% 7% 7% 0% Professionisti Banche 0% tra il 0% e il 25% dei casi tra il 25% e il 50% dei casi tra il 50% e il 75% dei casi tra il 75% e il 100% dei casi 100% dei casi 22

23 Revisione dei dati iniziali alla base dell informativa prospettica. L OGGETTO DEL CONTROLLO PERIMETRO TEMPORALE: l attestatore deve verificare i DATI AZIENDALI DI PARTENZA del piano. Non è richiesto all attestatore di verificare i dati dei bilanci relativi agli anni precendenti. (Linea Guida n. 3) PERIMETRO SPAZIALE: l attestatore dovrà applicare gli standard di revisione per valutare su quali poste focalizzare la propria attenzione, declinandoli in base alle caratteristiche dell impresa e alle sue dimensioni (Linea Guida n. 3). 23

24 MATRICE: STRUTTURA DEI CONTROLLI/VERIFICHE DELL ATTESTATORE Verifiche dell attestatore sui dati storici a) Nessuna verifica L attestatore fa propri i dati contabili consuntivi senza svolgere alcuna attività di revisione contabile su di essi, infatti tale verifica non gli compete. b) Verifica delle carte di lavoro L attestatore chiede e ottiene l accesso alle carte di lavoro dei controllori statutari e fa propri i dati contabili consuntivi solo dopo essersi convinto della bontà delle verifiche svolte da questi o se del caso svolgendo eventuali verifiche integrative. c) Verifica sui dati storici per impossibilità di accesso alle carte di lavoro L attestatore chiede, ma non ottiene l accesso alle carte di lavoro e quindi deve procede alla revisione ex novo dei dati contabili consuntivi. d) Verifica sui dati contabili per volonta L attestatore deve sempre revisionare ex novo i dati contabili consuntivi. Struttura dei controlli statutari i. Controllo Contabile svolto da società di revisione ii. Controllo contabile svolto da un revisore unico iii. Controllo contabile svolto dal collegio sindacale iv. Assenza di collegio sindacale per ridotte dimensioni aziendali 24

25 VALUTAZIONE DELLE POSTE PATRIMONIALI Dopo avere verificato la correttezza dei dati contabili iniziali è necessario che l attestatore verifichi se i criteri di valutazione utilizzati per elaborare la situazione patrimoniale di riferimento e di partenza per la redazione del piano siano o meno coerenti con la finalità dell operazione di ristrutturazione 25

26 VALUTAZIONE DELLE POSTE PATRIMONIALI 1. può essere prevista la continuazione dell attività aziendale, 2. può essere prevista la liquidazione dell azienda con la cessione delle singole attività a stralcio, 3. può essere infine prevista la cessione a terzi di tutta o parte l attività aziendale L ATTESTATORE VERIFICA SE SONO APPLICATI CRITERI DI VALUTAZIONE COERENTI CON LE FINALITA DEL PIANO 26

27 Proporzionalità inversa tra durata e attendibilità Orizzonte temporale di riferimento del piano: 24/36 mesi? 36/52 mesi? 10 anni? Quando fermarsi? ISAE 3400: assumptiosn become more speculative as the lengh of the priod covered increases as the period lengthens the ability of management to make best estimate assumptions decreases. PR 570: nel differente contesto della valutazione del going concern in sede di controllo del bilancio annuale stabilisce che: il revisore debba valutare e discutere con la direzione i piani aziendali, la rilevanza dei piani diminuisce con l aumentare del periodo di tempo prima che i piani si siano realizzati di norma viene attribuita particolare importanza ai piani che possono avere un effetto significativo sulla solvibilità dell impresa nell immediato futuro. Letteralmente la l.f. si riferisce a un Piano non un Programma, quindi l orizzonte può eccedere i 12 mesi. 27

28 Analisi dell'orizzonte temporale A Suo avviso quando è ragionevole fermare la proiezione? 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% 51% 40% 40% 26% 19% 20% 4% 0% Professionisti Banche nel periodo in cui è ripristinato l equilibrio finanziario nel periodo in cui sono previste le operazioni di cessione di attività e/o ristrutturazione delle passività nel periodo successivo a quello in cui sono previste le operazioni di cessione di attività e/o ristrutturazione delle passività Altro 28

29 Analisi dell'orizzonte temporale Nel caso in cui giudichi rilevante il ripristino dell equilibrio finanziario quali indicatori considera utili per esprimere un giudizio in merito al medesimo? 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% 40% 34% 21% 5% Professionisti 44% 31% 25% 0% Banche la normalizzazione degli indici di struttura, primo fra i quali il grado di indebitamento; la generazione di flussi di liquidità mensili della gestione caratteristica positivi e sufficienti per fare fronte al fabbisogno generato da operazioni di investimento, da restituzioni di finanziamenti e da eventuali operazioni di distribuzione utili o re la generazione di flussi di liquidità annuali della gestione caratteristica positivi e sufficienti per fare fronte al fabbisogno generato da operazioni di investimento, da restituzioni di finanziamenti e da eventuali operazioni di distribuzione utili o re Altro 29

30 Piano come Action Plan Non deve essere un progetto di risanamento, ma un piano di risanamento Vanno individuate le azioni necessarie e i tempi previsti per implementarle. E importante per: 1. l azienda che è in grado di dimostrare di essere in grado di rispettare i tempi; 2. i creditori che sono così in grado di capire non solo gli importi messi a loro disposizione, ma anche i tempi di recupero; 3. il commissario nel CP - perché rende più controllabile il piano. Linee Guida 2010 Raccomandazione n. 8 Obiettivi intermedi Il piano deve contenere un dettagliato diagramma di flusso con indicazioni esplicite di specifiche milestones qualitative e quantitative 30

31 Classificazione delle ipotesi su cui si basa l informativa l prospettica. L obiettivo di tale principio è di stabilire standards sul processo di verifica delle informazioni prospettiche finanziarie. Quest ultime sono informazioni finanziarie che si basano: Sia su best estimate assumption (assunzioni normali su eventi futuri ragionevolmente oggettivi come potrebbero essere gli ordini in portafoglio o i dati consuntivi aziendali) Sia su hypotetical assumption (assunzioni ipotetiche in genere connesse all avvio di nuove attività, nuovi prodotti/servizi e non supportati da dati storici dell azienda). L informativa prospettica finanziaria può assumere la forma di: Un forecast (previsioni), preparato sulla base di assunzioni su eventi futuri, che il management prevede che prenderanno corpo (assunzioni best estimate). Una projection (proiezione), che consiste in un informativa prospettica finanziaria basata su hypotetical assumption Una combinazione di entrambi, per esempio un anno di forecast e cinque anni di proiezione 31

32 Acquisizione di elementi probativi la realizzabilità dei piani. Criticità nel caso di transazioni insolite e complesse. Il piano attestabile: 1. è quello che rappresenta il dispiegarsi degli effetti che dai citati elementi fondanti discendono, nella certezza che i medesimi avranno luogo nei tempi e nella misura previsti perché così risulta non da documenti prodotti dall azienda, ma in documenti provenienti e sottoscritti dai terzi il cui assenso è condizione di esistenza del piano stesso. 2. è essenziale valutare l attendibilità dei documenti ufficiali pervenuti all esperto, a tale fine quest ultimo deve valutarne: la provenienza, deve circolarizzare il terzo per ottenere una ulteriore conferma del contenuto del documento a sue mani il contenuto, la validità giuridica eventualmente anche con l ausilio di un legale 3. nel caso in cui le controparti non siano direttamente conosciute, ma forse anche in questo caso, si rende necessaria una valutazione della qualità non solo delle proposte, ma anche dei proponenti. E necessaria pertanto una approfondita analisi della situazione patrimoniale-economicofinanziaria sui bilanci che, controparti serie, saranno pronte a fornire. Non vi è piano basato sull intervento di terzi, infatti, che non presupponga lo stato di salute del terzo stesso e la capacità del medesimo di sostenere la nuova situazione con i propri flussi di cassa ordinari o straordinari. 32

33 Acquisizione di elementi probativi la realizzabilità dei piani. IL PROBLEMA DELLE IPOTESI IMPLICITE. Un comportamento diligente del redattore del piano contempla sia l individuazione di eventuali rischi latenti, sia la conseguente ragionevole stima dell entità delle passività potenziali da questi derivanti, sia l inclusione delle quantificazioni effettuate nell ambito del piano e quindi la ricerca della copertura finanziaria delle stesse. Per comprendere la situazione ossia per valutare se esistano passività potenziali non espresse, il revisore deve svolgere le procedure previste dal Principio di Revisione n. 501 Sezione B per valutare se vi siano rivendicazioni o cause in corso o potenziali che possano modificare le quantificazioni effettuate dall azienda con riferimento al monte complessivo delle passività. Particolare attenzione deve essere prestata alla verifica dei contratti in essere con i clienti, ad esempio controllando se siano state poste in essere vendite relativamente alle quali siano state già corrisposte dai clienti anticipi e/o caparre. 33

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