La gestione delle sistemazioni idraulico-agrarie come contributo alla tutela del paesaggio agrario terrazzato toscano.

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1 Borsa di studio di durata annuale finanziata da ARSIA usufruita presso il Laboratorio Land Lab della Scuola Superiore Sant Anna di Pisa (Bando per tre borse di studio indetto con decreto del dirigente responsabile n del 30/05/2006) La gestione delle sistemazioni idraulico-agrarie come contributo alla tutela del paesaggio agrario terrazzato toscano. Tutor della ricerca: prof. Enrico Bonari Borsista: dott. Davide Rizzo Relazione finale

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3 Indice ELENCO DELLE FIGURE...III ELENCO DELLE TABELLE... V PREMESSA... 1 CAPITOLO I LA TUTELA DEI PAESAGGI TERRAZZATI ACQUISIZIONE DI CONOSCENZE SULLA DISTRIBUZIONE TERRITORIALE E SULLO STATO DEI PAESAGGI TERRAZZATI LA PROGRAMMAZIONE INTEGRATA DELLE MISURE DI INTERVENTO Criteri in ordine alle potenzialità produttive ed economiche Criteri in ordine ai vincoli tecnici e morfo-pedo-climatici Criteri in ordine ad altre funzioni riconosciute alle opere sistematorie Alcune valutazioni strategiche di sintesi L ATTIVAZIONE DI ACCORDI DI GESTIONE Il singolo gestore Accordi d area BIBLIOGRAFIA CAPITOLO SECONDO LO STATO DELL ARTE DELLE CONOSCENZE LE CONOSCENZE SUI SISTEMI TERRAZZATI NAZIONALI E INTERNAZIONALI LE CONOSCENZE SUI SISTEMI TERRAZZATI TOSCANI CONTRIBUTI ALLA CARATTERIZZAZIONE GEOGRAFICA DEI SISTEMI TERRAZZATI REGIONALI ALCUNE CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE SULLE CONOSCENZE DISPONIBILI SUI SISTEMI TERRAZZATI BIBLIOGRAFIA I

4 CAPITOLO TERZO AZIONI TERRITORIALI DI TUTELA LA PROTEZIONE: MAPPE DI FRAGILITÀ DEL PAESAGGIO TERRAZZATO La definizione dell obiettivo decisionale La scelta della scala spaziale di riferimento: la meso-scala La selezione e l elaborazione dei parametri di input: i parametri strutturali e gestionali La scelta e l'applicazione della regola decisionale : la stima della fragilità come sommatoria L analisi dei risultati e la valutazione della loro accuratezza Alcune considerazioni conclusive sulla fragilità LA GESTIONE: MANUALE DELLE RACCOMANDAZIONI OPERATIVE LA PROGETTAZIONE: ITINERARIO DEDICATO AL PAESAGGIO TERRAZZATO...67 BIBLIOGRAFIA...70 ALCUNE CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE...77 ALLEGATI... I IA Scheda per l analisi dello stato dei terrazzamenti (scala 1:25.000)...1 IB Scheda per l analisi dello stato dei terrazzamenti (scala 1:5.000)...2 II Descrizione di progetti e studi nazionali e internazionali sui sistemi terrazzati...3 III Descrizione di network e associazioni sui sistemi terrazzati...17 IV Descrizione di progetti e studi toscani sui sistemi terrazzati...21 V Analisi comparativa dei documenti sui sistemi terrazzati...27 VI Sistemi di paesaggio...31 VII Ambiti di paesaggio...35 VII Mappatura della fragilità...39 IX Scheda per i rilievi di verifica della fragilità...41 X Scheda di esempio del manuale...43 XI Mappa dell itinerario...47 XII Contenuti del CD...49 II

5 Elenco delle figure Figura 1. Contestualizzazione dei sistemi terrazzati toscani in ambito mediterraneo Figura 2. Mappature delle sistemazioni idraulico-agrarie Figura 3. Mappatura della presenza di terrazzamenti Figura 4. Mappatura delle tipologie di opere sistematorie per ambito di paesaggio Figura 5. Mappatura del ruolo riconosciuto alle opere sistematorie Figura 6. Mappatura delle colture segnalate in associazione ad opere sistematorie Figura 7. Un tentativo di individuazione di quattro macro-areali dei paesaggi terrazzati toscani Figura 8. Stima della fragilità. Diagramma delle relazioni tra i cinque passaggi principali Figura 9. I parametri della stima di fragilità di un sistema terrazzato Figura 10. Schema di elaborazione delle mappe della fragilità di un sistema terrazzato Figura 11. Realizzazione del manuale delle raccomandazioni operative Figura 12. Manuale delle raccomandazioni operative. Scheda tipo e dettaglio dei contenuti principali Figura 13. Rappresentazione schematica dei contenuti tipo di un itinerario di fruizione del sistema terrazzato Figura 14. Caratterizzazione delle principali fonti di conoscenza sui sistemi terrazzati a livello nazionale e internazionale....a-28 Figura 15. Caratterizzazione delle principali fonti di conoscenza sui sistemi terrazzati a livello regionale...a-28 III

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7 Elenco delle tabelle Tabella 1. Quadro di sintesi di progetti e studi nazionali e internazionali sui terrazzamenti nel periodo Le caselle gialle segnalano le fonti documentali cui è associata la redazione di un manuale Tabella 2. Quadro di sintesi delle principali associazioni sui sistemi terrazzati. In grigio sono marcate le associazioni esclusivamente indirizzate alla ricerca Tabella 3. Quadro di sintesi dei principali studi sui sistemi terrazzati toscani. Le caselle gialle segnalano le fonti di conoscenza cui è associata la redazione di un manuale Tabella 4. Riepilogo dei principali interventi sugli elementi del sistema terrazzato. Gli interventi sono suddivisi per macro-categoria (fonte: elaborazione dei risultati del caso di studio) Tabella 5. Costi di intervento sui muretti a secco. Tabella riepilogativa dei principali valori; il numero tra parentesi quadre fa riferimento alla referenza riportata in nota (fonte: rielaborazione dai documenti consultati) Tabella 6. Lista dei sistemi di paesaggio della Toscana. Nella colonna a destra si riporta la densità di terrazzamenti per ogni sistema o sottosistema (fonte: rielaborazione da Rossi et al., 1994)...A-31 Tabella 7. Lista degli ambiti di paesaggio individuati nel Piano di Indirizzo Territoriale della regione Toscana...A-35 V

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9 Premessa È noto che la realizzazione e la gestione delle sistemazioni idraulico-agrarie modificano e caratterizzano il paesaggio, definendo le dimensioni e le configurazioni spaziali degli appezzamenti. Alcune di queste opere, e in special modo i terrazzamenti nelle varie loro forme di realizzazione, costituiscono segni che caratterizzano in modo permanente il paesaggio, tanto da poterne rappresentare il connotato identitario più rilevante. Da questo punto di vista è esemplare il paesaggio delle Cinque Terre. Il dibattito sulle sistemazioni idraulico-agrarie, avviatosi con l Abate Landeschi nel Settecento, proseguito nell Ottocento da Cosimo Ridolfi e dal suo fattore Agostino Testaferrata, sancisce il ruolo della Toscana come uno dei più interessanti laboratori territoriali in termini di testimonianza storica della realizzazione e gestione dei sistemi terrazzati (Galli et al., 2008), a cui sono seguiti in anni più recenti esperienze innovative da un punto di vista organizzativo-strutturale soprattutto nei contesti vitivinicoli Chiantigiani (AdB, 2006). In termini paesaggistici, inoltre, la Regione offre una varietà tipologica rappresentativa dei principali ambiti mediterranei in cui ricorrono i terrazzamenti collinari, quelli montani e quelli delle isole (FIGURA 1). Figura 1. Contestualizzazione dei sistemi terrazzati toscani in ambito mediterraneo. Le aree blu rappresentano le aree terrazzate ad altitudine inferiore ai 1000 m s.l.m.; in rosso i confini della Regione Toscana (Fonte: rielaborazione da Pinto-Correia e Vos, 2004). I sistemi terrazzati rappresentano oggi per la Toscana così come per altri territori un indiscutibile valore aggiunto in termini di tipicità delle produzioni; questi sistemi testimoniano la sapienza operosa sviluppata da molte generazioni di agricoltori nel mettere a frutto le risorse del territorio in termini di qualità delle produzioni, con interventi agronomici ottimale per la conduzione delle colture (es. condizioni edafiche, disponibilità di acqua, irraggiamento).

10 La gestione delle sistemazioni idraulico-agrarie come contributo alla tutela del paesaggio agrario terrazzato toscano. Per quanto concerne soprattutto le tipologie storiche dei terrazzamenti è ricorrente che le esigenze di efficienza economica nello svolgimento delle pratiche colturali non sempre si coniughino o rendano possibile la corretta tutela dei paesaggi in cui esse sono inserite. L individuazione di buone norme agricole e la valorizzazione del ruolo polifunzionale svolto dalle opere sistematorie potrebbero essere orientati, in questa prospettiva, attraverso l assunzione di idonee misure di sostegno, anche di ordine finanziario. Il lavoro presentato in questa relazione ha avuto come obiettivo l analisi della gestione delle sistemazioni idraulico-agrarie come contributo alla tutela del paesaggio agrario terrazzato toscano. La presentazione dei risultati della ricerca è stata così ripartita: il primo capitolo riporta un inquadramento a scala regionale delle azioni di tutela dei paesaggi terrazzati, sia in termini di caratterizzazione della distribuzione geografica e dello stato delle opere sistematorie, sia sui contenuti e le forme proposte per una programmazione integrata delle misure di intervento; il secondo capitolo presenta l analisi delle conoscenze esistenti sui sistemi terrazzati e sulla gestione delle opere sistematorie. Le necessità definite in precedenza e lo stato delle conoscenze sono state assunte come griglia di lettura per l analisi e la comparazione di quanto sviluppato, da un lato, in ambito nazionale e internazionale, e dall altro, a livello regionale; il terzo capitolo descrive alcune ipotesi di azioni territoriali di tutela, derivate dall analisi comparata e dalla messa a sistema dei principali progetti di studio sui sistemi terrazzati dell area toscana e di aree comparabili; in particolare uno studio sul Monte Pisano è stato riletto come caso rappresentativo per la gestione delle opere sistematorie in chiave di tutela paesaggistica e scelto come territorio pivot per la proposta di indirizzi di intervento. alcune considerazioni conclusive riassumono, infine, le principali proposte della ricerca. Tale impostazione riflette le scelte effettuate nel corso dell attività di ricerca per raggiungere in modo efficace l obiettivo di individuare le modalità di intervento utili alla conservazione attiva dei paesaggi terrazzati, in termini di caratterizzazione della problematica e di approccio alla stessa nella programmazione e pianificazione a scala regionale, in termini di messa a sistema delle esperienze realizzate e delle conoscenze acquisite, in termini di proposte progettuali (stima della fragilità, manuale gestionale e itinerario tematico) testate nell area di studio del Monte Pisano. 2

11 Capitolo primo La tutela dei paesaggi terrazzati «La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione». Costituzione della Repubblica Italiana, art. 9 Nei più recenti indirizzi di politica agricola, sia a livello comunitario che nazionale, è stato dato rilievo al ruolo dell agricoltura nella tutela dell ambiente e del paesaggio rurale, ponendoli all attenzione della comunità scientifica e dei decisori locali come servizio delle attività agricole aggiuntivo alla produzione 1. Pur collocandosi in questa prospettiva, il riconoscimento dei molteplici valori espressi dai sistemi terrazzati non ha trovato fino ad oggi forme specifiche per associare agli interventi di tutela idonee remunerazioni per chi li attua. In tal senso la tutela dei paesaggi terrazzati ha necessità di essere supportata da nuovi strumenti e nuove strategie a complemento della funzione produttiva che originariamente ne aveva determinato la genesi. In questo senso una delle manifestazioni più evidenti di questo orientamento è rappresentata dal Regolamento (CE) n.1782/03 per ciò che riguarda le norme per il mantenimento dei terreni in buone condizioni agronomiche e ambientali (BCAA, art. 5 e allegato IV), in particolare dall Obiettivo 4 volto ad assicurare un livello minimo di mantenimento dei terreni e ad evitare il deterioramento degli habitat; tra queste si colloca la norma relativa al mantenimento degli elementi caratteristici del paesaggio, fra cui in modo particolare i terrazzamenti. Quanto di cui sopra deve ovviamente trovare applicazione nell ambito delle politiche agricole e di sviluppo rurale, anche laddove la programmazione è a livello regionale. Il Piano d Indirizzo Territoriale della Regione Toscana si è mosso nella medesima direzione, includendo terrazzamenti e ciglionamenti tra le risorse agro-ambientali e paesaggistiche da sottoporre a conservazione attiva 2. Più in generale il Piano «conferisce all imprenditoria agricola specifiche responsabilità collettive in quanto necessarie custodi del paesaggio rurale; ma anche, al 1 Si consideri, in tal senso, anche il vivace dibattito sui temi della multifunzionalità e della diversificazione delle produzioni e dei servizi delle aziende agricole. 2 P.I.T. della Toscana , Disciplina del Piano art. 22 (comma 2).

12 La gestione delle sistemazioni idraulico-agrarie come contributo alla tutela del paesaggio agrario terrazzato toscano. contempo, contestuali responsabilità sociali di innovazione imprenditoriale e di qualificazione territoriale della medesima» 3. Tuttavia è auspicabile che gli imprenditori agricoli, pur rimanendo gli attori principali nella gestione delle opere sistematorie (e delle loro funzioni originarie), siano affiancati nelle azioni di tutela, in talune situazioni, anche da altri soggetti (in primo luogo i proprietari dei fondi) e che la azione di entrambi possa trovare unitarietà di obiettivi negli interventi di programmazione e pianificazione a scala territoriale (comunale, intercomunale e regionale). Sono quindi da attendersi misure di intervento attraverso le quali rinnovare il tessuto di corresponsabilità della gestione, tenendo conto dei mutamenti socio-economici occorsi negli ultimi decenni. Sulla base di quanto appena delineato si ritengono le seguenti prospettive operative basilari per un applicazione efficace degli strumenti di tutela: l acquisizione di un adeguato quadro conoscitivo sulla distribuzione territoriale e sullo stato del paesaggio terrazzato (cap. 1.1), la programmazione integrata e a scala territoriale delle misure di intervento (cap. 1.2), la definizione di accordi di gestione delle opere sistematorie, sia attraverso i finanziamenti all agricoltura e ai territori rurali, sia attivando forme di incentivo che usufruiscano anche di altre tipologie di finanziamento (cap. 1.3). Di queste prospettive operative si forniscono dettagli nei paragrafi successivi Acquisizione di conoscenze sulla distribuzione territoriale e sullo stato dei paesaggi terrazzati Il Rapporto ambientale redatto in vista della stesura del piano di sviluppo rurale (FTS, 2006) richiama la necessità di rafforzare e qualificare un approccio territoriale per la definizione delle forme e delle modalità di sostegno, in modo particolare nell ambito della difesa dai rischi di dissesto idro-geologico. Emerge, in questo senso, la necessità di disporre di un quadro conoscitivo sulla presenza e sullo stato delle opere sistematorie a livello regionale, azione auspicata anche nell ambito di giornate studio sul tema 4 e concretamente realizzata in alcune 3 P.I.T. della Toscana , Documento di Piano, paragrafo Conservare il valore del patrimonio territoriale della Toscana. 4 Si cita a titolo esemplificativo quella recentemente organizzata dall Accademia dei Georgofili dal titolo Muri di sostegno a secco: aspetti agronomici, paesaggistici, costruttivi e di recupero, Firenze, 19 giugno

13 CAP. I LA TUTELA DEI PAESAGGI TERRAZZATI Amministrazioni. A questo proposito si segnala che la Regione Veneto ha censito le aree agricole terrazzate allo scopo di fornire elementi di co-pianificazione a supporto degli strumenti urbanistici di area vasta 5. Un lavoro comparabile per scala spaziale di riferimento e rigore metodologico era stato svolto in precedenza (2005) per la Regione Liguria, con il lavoro congiunto del Dipartimento regionale di pianificazione territoriale e del Dipartimento di Storia e Progettazione dell'architettura, del Territorio e del Paesaggio POLIS dell Università di Genova. Le conoscenze esistenti sui sistemi terrazzati della Regione toscana risultano circoscritte a specifici areali e descrivono situazioni passate (es. Pedreschi, 1963; Desplanches, 1977). Pur riconoscendone il valore per una caratterizzazione storica, esse non forniscono una visione completa e attuale di alcuni tematismi fondamentali in termini di programmazione e pianificazione quali: l identificazione topografica (in ambiente GIS) a supporto non solo di una caratterizzazione geografica della presenza dei terrazzamenti, ma anche di elaborazioni di dettaglio quali, ad esempio, il calcolo della densità, le dimensioni del piano, la prossimità rispetto al sistema viario locale; la qualificazione della tipologia di terrazzamento attraverso descrittori che ne evidenzino le specificità costruttive, gestionali e agronomiche dalle quali derivare informazioni utili a qualificare le misure di intervento; la qualificazione dello stato di conservazione per valutarne la suscettibilità al degrado così da orientare eventuali priorità di intervento. È il dato di maggiore interesse ma di più difficile rilevamento; a questo scopo l impiego di schede adatte alla scala di interesse può semplificare e uniformare i dati raccolti. In questo senso un buon riferimento operativo è rappresentato dalla scheda elaborata per il progetto Alpter (2005; cfr. ALLEGATO I); l'altezza media dei muri di sostegno che, insieme ad altre misure morfometriche delle opere (es. larghezza dei ripiani), rappresentano un elemento di estremo interesse anche per valutazioni di ordine economico (es. costi di gestione); la caratterizzazione dell uso del suolo e delle coltivazioni prevalenti, per valutazioni di ordine agronomico che possono riguardare sia l individuazione di criteri per mitigare situazioni di degrado, sia stime sulle potenzialità di ottimizzazione colturale, quindi di abbattimento dei costi e di aumento della produzione. 5 Deliberazione della Giunta della Regione Veneto, n del 07/08/2006 pubblicata sul BUR n.78 del 05/09/2006 5

14 La gestione delle sistemazioni idraulico-agrarie come contributo alla tutela del paesaggio agrario terrazzato toscano. L acquisizione di queste informazioni richiede necessariamente l integrazione di attività di fotointerpretazione e rilievi in campo, oltre allo sviluppo di metodologie di calcolo laddove il dato non sia direttamente rilevabile o per compensare attività eccessivamente time-consuming 6. La fotointerpretazione per il rilievo dei terrazzamenti non può essere automatizzata e, in caso di incertezza di attribuzione (es. per le aree abbandonate) è da condurre su serie storica e eventualmente con l utilizzo di stereo coppie (cfr. Rizzo et al., 2007a); a questo scopo si suggerisce di valorizzare gli archivi già organizzati presso la Regione, quale la serie di ortofoto pancromatiche per gli anni dal 1978 al I rilievi in campo possono giocare un ruolo chiave nella verifica delle informazioni desunte dalla fotointerpretazione e dalla raccolta di dati, in particolare: a completamento delle caratteristiche strutturali dei terrazzamenti (es. altezza dei muri che non sempre sono desumibili per via indiretta), sullo stato di conservazione. I dati così raccolti possono essere analizzati per un ulteriore affinamento della conoscenza territoriale, soprattutto per quanto riguarda: le relazioni con il substrato litologico, le caratteristiche pedologiche, l esposizione e la collocazione altimetrica. La scala spaziale di riferimento minima utile all integrazione delle conoscenze con i piani di azione è 1: o più dettagliata se disponibile 7. 6 Le due modalità di rilievo sono altresì indicate dalla Circolare 6 luglio 2007 ACIU come metodi di verifica del rispetto delle norma 4.4 mantenimento dei terreni in buone condizioni agronomiche e ambientali relativa al mantenimento degli elementi caratteristici del paesaggio. Similmente se ne propone l uso in fase di acquisizione dati anche per l indicatore presenza di terrazzamenti individuato nel progetto DIS4ME (Desertification Indicators System for Mediterranean Europe). 7 Come riferimento per questa scelta si consideri il Regolamento (CE) n.864/2004 del 29 aprile 2004, ripreso dal regolamento di attuazione del Titolo IV, capo III (Il territorio rurale), della legge regionale n.1 del 03/01/05 (Norme per il governo del territorio art.5) che richiede la descrizione dell azienda «riportata su estratto della carta tecnica regionale in scala di 1: o in scala più dettagliata se disponibile, insieme con le risorse paesaggistiche ed ambientali presenti sulle superfici interessate dagli interventi di trasformazione edilizia o colturale programmati» con particolare riferimento, tra le altre, alle particolari sistemazioni agrarie quali muretti, terrazzamenti o ciglionamenti. 6

15 CAP. I LA TUTELA DEI PAESAGGI TERRAZZATI 1.2. La programmazione integrata delle misure di intervento Collegata strettamente all approccio territoriale vi è la necessità di formulare un quadro programmatico e procedure di attuazione atte a favorire e orientare una maggiore integrazione tra gli interventi e le diverse forme di sostegno. Ciò si basa sulla constatazione che i singoli interventi, ancorché tecnicamente validi, potrebbero determinare impatti poco significativi nel garantire il soddisfacimento degli obiettivi a scala più generale. Un collegamento funzionale tra gli strumenti di conoscenza del territorio regionale e i processi di programmazione e attuazione degli interventi è previsto, altresì, nell ipostazione data all Asse 2 Miglioramento dell ambiente e dello spazio rurale del Programma di sviluppo rurale della Regione Toscana. In questo senso si sottolinea la necessità di caratterizzare i criteri utili all individuazione delle azioni di tutela idonee ai diversi livelli di criticità presenti nel territorio per i diversi sistemi terrazzati e, a complemento, utili all individuazione di areali a diversa priorità di azione. La distinzione è da riferirsi a tre elementi principali distinti in analogia alle componenti del triangolo della sostenibilità (sostenibilità economica, ambientale e sociale), traducibili in: potenzialità produttive ed economiche dell attività agricola (valore economico-produttivo), vincoli tecnici e morfo-pedo-climatici per la tutela delle opere sistematorie (valore tecnico-agronomico), prevalenza di altre funzioni riconosciute alle opere sistematorie (valore socio-culturale) Criteri in ordine alle potenzialità produttive ed economiche La distinzione dei sistemi terrazzati sulla base del tipo di produzione agricola è legata principalmente alla diversa capacità delle produzioni presenti a compensare e integrare i costi di intervento per la tutela delle opere sistematorie. Questo ragionamento può essere condotto sia in funzione delle colture presenti che sugli utilizzi potenziali. Dalle esperienze analizzate, ad esempio, le produzioni viticole presentano in molti casi un valore commerciale che più facilmente può incorporare nel prezzo il surplus di costi derivante dai vincoli strutturali, mentre per le produzioni oleicole il raggiungimento dei medesimi obiettivi, nell attuale situazione di mercato, è molto più difficile (Bonardi, 2005; Cots-Folch et al., 2006; Torquati et al., 2007). 7

16 La gestione delle sistemazioni idraulico-agrarie come contributo alla tutela del paesaggio agrario terrazzato toscano. Riguardo agli utilizzi potenziali, gli areali potrebbero essere distinti, ove fossero disponibili i dati, anche in funzione dell attitudine a introdurre nuove colture e/o a un più agevole accesso ai mezzi meccanici; in entrambi i casi, tuttavia, si rende necessario mettere a bilancio gli inevitabili effetti sulle trasformazione del paesaggio. Un dato distintivo sulla possibilità di introdurre nuove colture è senza dubbio la capacità di valorizzare l alto impiego di manodopera imposto dalle ordinarie condizioni di difficile meccanizzabilità di molti dei sistemi terrazzati. Si considerino, a questo riguardo, le potenzialità di introduzione di specie officinali e aromatiche, che potrebbero ben adattarsi alle condizioni di limitata profondità del suolo e buon drenaggio caratterizzanti molti terrazzamenti. Questo tipo di valutazione, oltre alla vocazionalità agronomica, dovrebbe integrare anche analisi di mercato sulle potenzialità di commercializzazione dei prodotti Criteri in ordine ai vincoli tecnici e morfo-pedo-climatici Alcuni vincoli di programmazione sono determinabili in funzione delle potenzialità di raggiungimento della sostenibilità economica attraverso un miglioramento delle condizioni organizzative (connettività tra i ripiani e densità delle strutture di contenimento) e un riassetto delle sistemazioni finalizzato a favorire la meccanizzazione, così da aumentarne le prestazioni economico-produttive. Forme drastiche e semplificate di adattamento delle opere sistematorie (es. modellamenti del versante con bulldozer senza il ricorso a strutture di sostegno) hanno mostrato, anche in ambito internazionale, di abbattere i costi di gestione, almeno nel breve periodo; tuttavia esse devono essere concepite in stretta relazione con il contesto morfologico locale, per ridurre gli impatti negativi sulle risorse naturali (elevata instabilità geomorfologica e incremento dell erosione) e sulla conservazione degli elementi formali dei paesaggi culturali (Grove e Rackham, 2001; Pinto-Correia et al., 2003; Ramos et al., 2006). La fattibilità del riadattamento delle opere sistematorie in vista della meccanizzazione deve in ogni modo tener conto: dei vincoli strutturali, come la portanza meccanica dei terrapieni e dei suoli; di forme alternative al terrazzamento, ad esempio attraverso l incremento della stabilità dei ciglionamenti anche in situazioni di forte pendenza (Panchetti e Grassi, 2006) e rispettose del contesto paesaggistico in cui si inseriscono (AdB, 2006) 8 ; 8 I lavori pubblicati a cura dell ARSIA e dell Autorità di Bacino del Fiume Arno hanno contribuito, inoltre, alla messa a punto (tuttora in corso) di strumenti di gestione come la Carta dell Uso Sostenibile del suolo promossa da un gruppo di Comuni del Chianti senese e fiorentino. 8

17 CAP. I LA TUTELA DEI PAESAGGI TERRAZZATI della tipologia e dell impianto della coltura nel ripiano; ad esempio i terrazzamenti olivati presentano in molti casi una scarsa modificabilità, vista la situazione ordinaria di piante disposte al centro del ripiano, con riduzione della carreggiata disponibile, mentre i vigneti presentano ordinariamente una dislocazione al bordo del ripiano. Inoltre, per le viti è anche possibile suggerire un reimpianto più idoneo all accesso delle macchine. In termini più generali si rileva l opportunità di programmare eventuali misure di supporto alla gestione identificando, anche sulla base di motivazioni di ordine paesaggistico, areali in cui perseguire: la manutenzione ordinaria, ove l impegno di manodopera richiesto è minimo, perché il materiale è facilmente reperibile e le attrezzature e i macchinari necessari fanno parte della dotazione ordinaria; si tratta quindi di operazioni che possono essere considerate gestibili in completa autonomia da parte dell agricoltore/gestore; la manutenzione straordinaria, dove si ritiene che l impegno richiesto all agricoltore/gestore necessiti di un (parziale) ricorso all esterno, ad esempio per il reperimento, il trasporto e la messa in opera del materiale lapideo, per il ricorso a manodopera specializzata o per il noleggio di macchinari; il ripristino dove si ritenga che l intervento sia del tutto o quasi da affidare a manodopera specializzata; la regolamentazione, nei confronti di comportamenti che si ritengono inidonei o potenzialmente lesivi delle funzionalità agro-ambientali delle sistemazioni, come nel caso di ricostruzione delle sistemazioni con strutture non drenanti o il ricorso eccessivo alla pratica del diserbo chimico Criteri in ordine ad altre funzioni riconosciute alle opere sistematorie In aggiunta a quanto già detto alcuni sistemi terrazzati regionali, o porzioni di questi, hanno assunto nel tempo un riconoscimento di un valore socio-culturale che va oltre il ruolo agroambientale implicito nelle sistemazioni idraulico-agrarie. Le principali funzioni sulle quali i vari ambiti terrazzati possono essere distinti riguardano: la salvaguardia idrogeologica a valenza territoriale; a questo riguardo si richiama, a titolo di esempio, quanto riportato nel Piano di assetto idrogeologico del bacino regionale Toscana Nord, che tra le direttive per le aree di particolare attenzione per la prevenzione 9

18 La gestione delle sistemazioni idraulico-agrarie come contributo alla tutela del paesaggio agrario terrazzato toscano. dei dissesti idrogeologici prevede come primo punto l incentivazione di azioni volte a «mantenimento, manutenzione e ripristino delle opere di sistemazione idraulico-agraria di presidio tipiche degli assetti agricoli storici quali: muretti, terrazzamenti e gradonamenti» 9 ; il ruolo di testimonianza storica, come nel caso delle sistemazioni della fattoria di Meleto a San Miniato o dei terrazzamenti del Chianti fiorentino (MEE, 1993; Baldeschi, 2000); l interesse per una fruizione turistica e residenziale, come nel caso del Monte Pisano (Pieroni e Brunori, 2007); la tutela della biodiversità, ricordata tra gli scopi della norma di mantenimento dei terrazzamenti (Reg. (CE) n. 1782/03, art. 5 e allegato IV) Alcune valutazioni strategiche di sintesi Alla luce dei criteri precedentemente descritti, si può pensare all individuazione di due ambiti strategici principali per la tutela dei sistemi terrazzati regionali: ambiti prevalentemente agricoli, ove la produzione riesce a essere competitiva e capace di assicurare la tutela dei sistemi terrazzati in modo autonomo o usufruendo in minima parte dalle disponibilità di contributo previsti nella programmazione settoriale. In questo ambito gli aiuti e gli incentivi possono essere destinati: o a interventi in azienda per l abbattimento dei costi di produzione e, in special modo, di manutenzione, ad esempio incrementando la meccanizzabilità con adeguamento delle rampe di accesso o l acquisto di piccoli macchinari (cfr. Vieri et al., 1997); o a misure finalizzate alla qualificazione produttiva e al miglioramento organizzativo delle imprese e della filiere collegate ai paesaggi terrazzati; o alla definizione di strumenti di valorizzazione del prodotto che incamerino le peculiarità territoriali attraverso il marketing territoriale; 9 Piano di Assetto Idrogeologico (Legge n 183/ Legge n 267/ Legge n 365/2000), Norme di Piano, art A questo riguardo si richiama anche l equivalenza individuata dal Piano di sviluppo rurale francese tra muri a secco e superficie di biodiversità (SB) quantificata nel rapporto: 1 metro di muretto = 50 m 2 di SB, in conseguenza del fatto che si tratta di superfici che restano indisturbate; da sottolineare che vengono considerate per questo superfici ritirate dalla produzione, pur essendo parte di aziende attive. 10

19 CAP. I LA TUTELA DEI PAESAGGI TERRAZZATI ambiti prevalentemente orientati alla multifunzionalità, in cui gli interventi di tutela delle opere sistematorie non riuscirebbero a raggiungere la sostenibilità esclusivamente attraverso l attività agricola. Per questi ambiti è opportuno prevedere incentivi che abbiamo a riferimento strumenti finanziari integrati avendo a riferimento risorse destinate alla difesa idrogeologica, alla conservazione dei beni paesaggistici, alla tutela dell ambiente L attivazione di accordi di gestione Negli ambiti strategici appena descritti, le misure di incentivazione e/o di compensazione da attivare a favore di chi possa esercitare un ruolo di presidio possono essere ricondotte alla forma degli accordi agro-ambientali. In questa prospettiva, il modello interpretativo di riferimento è quello attuato dal Defra nelle esperienze di countryside e environmetal stewardship, attualmente realizzate nell ambito delle misure agro-ambientali del Programma di sviluppo rurale, anche se l esperienza applicativa in tal senso è ventennale. In questo caso l accordo, da un punto di vista formale, è riconducibile a una forma contrattuale volontaria in cui l imprenditore (e più in generale il gestore/land manager) riceve un incentivo sottoscrivendo l impegno a perseguire obiettivi ambientali e paesaggistici attraverso specifiche azioni. L elemento che rende l esperienza innovativa risiede nelle modalità di design e decision process, con cui si individuano le azioni, basati su percorsi di tipo partecipativo da parte degli stessi stakeholders e tenendo in considerazione le specificità territoriali. Inoltre, ciò in alcuni casi l accordo può tradursi nell attivazione di veri e propri network da parte dei sottoscrittori sulla base di progettualità condivise, dinamica che ne aumenta l efficacia. Ulteriori sostegni a favore del ruolo di tutela agro-ambientale dell agricoltura delle aree terrazzate potrebbero derivare dalle politiche europee sulle colture quivi praticate, specialmente nel caso di vigneti e oliveti, in funzione del ruolo cruciale che esse giocano nell equilibrio dell intero sistema (Schoorl e Veldkamp, 2001; Cots-Folch et al., 2006). Volendo fornire informazioni di maggiore dettaglio si propongono alcuni criteri utili all articolazione dell accordo per singolo gestore e nell ambito di accordi d area da configurarsi in funzione delle specificità locali del territorio e prevedendone un coordinamento regionale Il singolo gestore Gli accordi attivabili per singolo gestore hanno necessità di essere caratterizzati per: 11

20 La gestione delle sistemazioni idraulico-agrarie come contributo alla tutela del paesaggio agrario terrazzato toscano. criteri di efficacia, rispetto ai quali individuare tre tipi di interventi sottoponibili ad accordo: o strutturali, nel caso di interventi necessari perché le opere sistematorie soddisfino entro una soglia minima le funzioni ad essi riconosciute e precedentemente descritte; tra questi interventi si possono inserire, ad esempio, quelli rivolti a garantire il mantenimento dell integrità dei muretti a secco e la rimozione della vegetazione dalle affossature di drenaggio; o migliorativi, nel caso di interventi i cui effetti vadano oltre una soglia di ordinarietà; tra questi si citano a titolo esemplificativo quelli di modifica della connettività tra le terrazze per migliorarne la meccanizzabilità; o accessori, per tutti quegli interventi che possono migliorare, ad esempio, la fruizione dei terrazzamenti o la diffusione dei valori da essi espressi, quali la realizzazione di attività formative sulle tecniche costruttive delle sistemazioni, visite guidate, realizzazione di sentieri e orti botanici, ecc.; priorità di esecuzione, da individuare in funzione della fattibilità e della rilevanza tecnica degli interventi. Ad esempio, interventi di miglioramento di aree coltivate potrebbero essere privilegiate rispetto a recuperi di aree abbandonate, oppure recuperi di aree determinanti per la stabilità idrogeologica di un areale potrebbero essere privilegiate rispetto al recupero di aree marginali per la medesima funzione. È da sottolineare, inoltre, che eventuali incentivi debbono tenere conto della densità delle strutture, rispetto alle quali è verosimile considerare che ad alti costi di intervento corrispondano situazioni critiche di assetto idrogeologico oltreché di importanti aspetti estetici del paesaggio (cfr. Garzonio, 2000) 11 ; 11 Per quanto riguarda la viticoltura, un esempio applicativo di questo criterio può essere individuato nel piano regionale di ristrutturazione e riconversione dei vigneti (Deliberazione 25 maggio 2004, n. 47 pubblicata sul BURT n. 24 del ; cf. anche CIPE, 2005). Nell annata 2004/2005 il piano prevedeva, tra le altre, misure volte al miglioramento della qualità della produzione vinicola particolarmente legate alla funzioni di salvaguardia degli equilibri idrogeologici e di mantenimento e miglioramento della qualità del paesaggio delle zone collinari e montane. In questo ambito la gestione di muretti di sostegno e ciglionamenti, oltre al ripristino di sistemazioni, affossature, acquidocci, sono stati oggetto di particolare attenzione; tali interventi, pur non beneficianti di finanziamenti diretti, determinavano l attribuzione di un maggior punteggio all imprenditore agricolo nel momento in cui richiedeva i finanziamenti per le misure previste, soprattutto nei caso in cui l area oggetto della misura ricadeva in aree viticole montane e/o fortemente terrazzate (cosiddette di viticoltura eroica ). Le aree interessate furono quelle corrispondenti alla zona di produzione dei vini a DOC "Elba", "Candia dei Colli Apuani", "Colli di Luni", "Ansonica Costa dell'argentario", "Orcia", "Colline Lucchesi", "Montecarlo" e al territorio amministrativo delle Comunità montane. 12

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