L ECOGRAFIA DI PRIMO LIVELLO
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- Beatrice Benedetti
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1 L ECOGRAFIA DI PRIMO LIVELLO Dott.ssa Raffaella De Cesare Dipartimento di Ginecologia e Medicina della Riproduzione Fertility Center Humanitas Rozzano, Milano
2 L ECOGRAFIA NELLA PAZIENTE INFERTILE La valutazione della riserva ovarica I disordini anovulatori Le affezioni tubariche Patologia del miometrio: fibromi e adenomiosi Anomalie congenite uterine Endometriomi ed endometriosi pelvica Essi possono influire sulla probabilità di concepimento naturale o il successo delle tecniche di PMA. Il riconoscimento di una o più alterazioni a carico di uno dei predetti fattori e il successivo pronto trattamento possono aumentare la probabilità di gravidanza della donna.
3 VALUTAZIONE DELLA RISERVA OVARICA La riserva ovarica definisce il numero di follicoli residuo nelle ovaie della donna in un determinato momento della sua vita. Il numero di follicoli primordiali viene determinato nel periodo fetale e diminuisce con il passare degli anni, andando incontro a degenerazione apoptotica. La probabilità di gravidanza diminuisce dunque con l avanzare dell età della donna, sia per la diminuzione della riserva ovarica, ma anche per un peggioramento della qualità degli ovociti. L età dunque non è di per sé un buon fattore predittivo di gravidanza E necessario inoltre la valutazione dell ormone follicolo-stimolante (FSH), dell ormone anti-mulleriano (AMH) e la conta dei follicoli antrali
4 VALUTAZIONE DELLA RISERVA OVARICA La conta dei follicoli antrali dovrebbe essere eseguita tra il 2 e il 5 giorno di un ciclo mestruale spontaneo con una valutazione ecografica transvaginale In accordo con la letteratura, si devono contare i follicoli con diametro massimo compreso tra i 2 e i 10 mm, supponendo che quelli <2 mm potrebbero anche essere piccoli vasi o artefatti e considerando quelli >10 mm follicoli dominanti.
5 VALUTAZIONE DELLA RISERVA OVARICA Per ottimizzare l immagine, applicare una pressione adeguata alla sonda, in modo da ridurre la distanza tra l ovaio e il trasduttore, posizionare il fuoco a livello dell ovaio, usare la profondità minore possibile e ingrandire l immagine fino a che l ovaio occupi al minimo il 50% dello schermo. Se si usa l opzione 3D, si puo utilizzare il sono AVC (calcolo del volume automatizzato). Nella valutazione follicolare, tenere in conto dell eventuale presenza delle cisti ovariche funzionali e delle cisti endometriosiche
6 L ECOGRAFIA NELLA PAZIENTE INFERTILE La valutazione della riserva ovarica I disordini anovulatori Le affezioni tubariche Patologia del miometrio: fibromi e adenomiosi Anomalie congenite uterine Endometriomi ed endometriosi pelvica Essi possono influire sulla probabilità di concepimento naturale o il successo delle tecniche di PMA. Il riconoscimento di una o più alterazioni a carico di uno dei predetti fattori e il successivo pronto trattamento possono aumentare la probabilità di gravidanza della donna.
7 I DISORDINI OVULATORI La classificazione della patologia disfunzionale ovarica: Tipo 1: è caratterizzato da bassi livelli di LH e FSH. Tale disordine è causato da una malattia primaria pituitaria o da una marcata riduzione nella frequenza ed ampiezza delle pulsazioni dell LH, secondaria ad una grave perdita di peso (anoressia nervosa) o un bilancio energetico negativo (atlete). Tipo 2: è il più frequente. E caratterizzato da normali livelli di FSH, LH ed estradiolo. Ne fa parte la sindrome dell ovaio policistico (PCOS). Tipo 3: è caratterizzato da alti livelli di LH e FSH e bassi livelli di estradiolo. Da causa primaria (da una deplezione antenatale dei follicoli, come nella sindrome di Turner), o da una causa secondaria che ha distrutto il tessuto ovarico o i follicoli stessi (radioterapia, chemioterapia, chirurgia), o da una causa sconosciuta (insufficienza ovarica idiopatica primaria).
8 QUADRI ECOGRAFICI DISFUNZIONALI TIPO 1 OVAIO MULTIFOLLICOLARE 1 volume ovarico normale 2 conta follicolari tra i follicoli 3 stroma con vascolarizzazione normale TIPO 2 OVAIO POLICISTICO CRITERI ECOGRAFICI 1 ovaio aumentato di volume (>10 ml) 2 conta follicolare >20 3 distribuzione sottocorticale dei follicoli 4 stroma ovarico abbondante, iperecogeno, ipervascolarizzato TIPO 3 ovaio di aspetto solido, di volume ridotto, senza follicoli antrali
9 QUADRI ECOGRAFICI DISFUNZIONALI AMENORREA- OLIGOAMENORREA CISTI FOLLICOLARE cisti uniloculari, sferiche, prive di setti di dimensione comprese tra i 3-8 cm CISTI LUTEINICHE uniloculari, prive di setti di dimensioni comprese tra 2-3 cm. ecogenicita variabile: prevalentemente anecogeno a quello ipoecogeno trabecolato. Posso essere dolenti e a volte associate a versamento nel douglas.
10 L ECOGRAFIA NELLA PAZIENTE INFERTILE La valutazione della riserva ovarica I disordini anovulatori Le affezioni tubariche Patologia del miometrio: fibromi e adenomiosi Anomalie congenite uterine Endometriomi ed endometriosi pelvica Essi possono influire sulla probabilità di concepimento naturale o il successo delle tecniche di PMA. Il riconoscimento di una o più alterazioni a carico di uno dei predetti fattori e il successivo pronto trattamento possono aumentare la probabilità di gravidanza della donna.
11 LESIONI TUBARICHE In condizioni fisiologiche la visualizzazione ecografica delle tube non è possibile. In condizioni patologiche si puo evidenziare una struttura prevalentemente tubulare apparentemente separata dall ovaio. Fondamentale è la differenziazione tra processo infiammatorio ACUTO o CRONICO La laparoscopia è il gold standard per diagnosticare le affezioni tubariche, ma la valutazione ecografica rimane un ottimo strumento nella identificazione della patologia, forte di una ovvia minore invasività, dimostrando in letteratura un alta accuratezza diagnostica.
12 LESIONI TUBARICHE INFIAMMAZIONE ACUTA parete tubarica inspessita (>5 mm) segno della ruota dentata complesso tubo-ovarico versamento nel Douglas INFIAMMAZIONE CRONICA Parete tubarica sottile (<5 mm) Setti incompleti Noduli della mucosa (a collana di perle) No versamento nel Douglas
13 L ECOGRAFIA NELLA PAZIENTE INFERTILE La valutazione della riserva ovarica I disordini anovulatori Le affezioni tubariche Patologia del miometrio: fibromi e adenomiosi Anomalie congenite uterine Endometriomi ed endometriosi pelvica Essi possono influire sulla probabilità di concepimento naturale o il successo delle tecniche di PMA. Il riconoscimento di una o più alterazioni a carico di uno dei predetti fattori e il successivo pronto trattamento possono aumentare la probabilità di gravidanza della donna.
14 FIBROMI E ADENOMIOSI Sono le due lesioni miometriali più comuni: I FIBROMI sono delle lesioni ben definite costituite da tessuto miometriale L ADENOMIOSI è legata alla presenza di tessuto endometriale all interno del miometrio Entrambe influenzano in maniera negativa la fertilità e la gravidanza, danneggiando la contrattilità miometriale e la vascolarizzazione e interferendo con i processi di impianto e placentazione.
15 FIBROMI Il FIBROMA è una lesione ben definita, rotonda, che puo modificarsi per fenomeni degenerativi (degenerazione cistica o calcifica per esempio), con una vascolarizzazione che ne segue la circonferenza sul confine esterno. Può apparire ipo- o iperecogeno rispetto al miometrio. Spesso sono visibili coni d ombra dal margine della lesione o lineari ed interni, in presenza o assenza di calcificazioni, che possono aumentare con il tempo. Circondata dalla pseudocapsula (zona ipoecogena tra miometrio e mioma), vascolarizzazione periferica con alcuni vasi perpendicolari che collegano il mioma al miometrio circostante
16 FIBROMI E fondamentale definire: Numero posizione rispetto alla cavita uterina dimensioni (3 diametri ortogonali o il volume)
17 ADENOMIOSI. Appare come una lesione mal definita all interno del miometrio, caratterizzata dalla presenza di ghiandole e stroma endometriale nel miometrio con associata ipertrofia muscolare ASPETTI TIPICI l ispessimento asimmetrico del miometrio cisti miometriali ENDOMETRIO isole iperecogene ombre a forma di ventaglio Interruzione della giunzione endometrio-miometriale
18 L ECOGRAFIA NELLA PAZIENTE INFERTILE La valutazione della riserva ovarica I disordini anovulatori Le affezioni tubariche Patologia del miometrio: fibromi e adenomiosi Anomalie congenite uterine Endometriomi ed endometriosi pelvica Essi possono influire sulla probabilità di concepimento naturale o il successo delle tecniche di PMA. Il riconoscimento di una o più alterazioni a carico di uno dei predetti fattori e il successivo pronto trattamento possono aumentare la probabilità di gravidanza della donna.
19 SEMEIOTICA ECOGRAFICA 1- UTERO BICORPORALE (classe U3) : doppia cavita endometriale piu evidente nella fase secretiva in sezione trasversa. Profilo uterino svasato sul fondo con eventuale interposizione di anse intestinale 2- UTERO SETTO (classe U2) in sezione trasversale si evidenzia divergenza degli echi endometriali sul fondo ma il fondo uterino appare piatto o convesso 3- UTERO UNICORNE: (classe U4) utero piccolo e laterodeviato con un solo ovaio. Spesso associato a AGENESIA RENALE. Il corno uterino rudimetale (quando presente) entra il diagnosi differenziale con un mioma peduncolato
20 La prevalenza dell endometriosi nella popolazione generale è del 6-10%, mentre tra le donne affette da dolori e/o infertilità è del 35-50%. PERITONEALE o SUPERFICIALE: quando coinvolge peritoneo, la parete addominale (compreso diaframma e superficie dell ovaio) OVARICA : lesione endometriosica INFILTRANTE PELVICA PROFONDA (DIE) puo estendersi oltre il pertitoneo, infiltrare la vescica, i legamenti utero-sacrali L ecografia non riesce spesso a diagnosticare l endometriosi superficiale mentre si è dimostrata accurata nella valutazione dell endometriosi ovarica, pelvica profonda e nella sindrome aderenziale associata alla patologia. ENDOMETRIOMI ED ENDOMETRIOSI PELVICA
21 ENDOMETRIOMI: PATTERN ECOGRAFICI FORMAZIONE CISTICA ROTONDEGGIANTE CON PARETI REGOLARI E CONTENUTO IPOECOGENO OMOGENEO A VETRO SMERIGLIATO, ASSENZA DI VASI CENTRALI E VASCOLARIZZAZIONE PERICISTICA CISTI FLUIDO-DENSA OMOGENEA CON AREA IPERECOGENA CENTRALE NON VASCOLARIZZATA CISTI FLUIDO DENSA CON LIVELLO IPERECOGENO INTERNO E SCARSA VASCOLARIZZAZIONE PERICISTICA
22 Grazie per l attenzione
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