L ESAME COPROPARASSITOLOGICO:
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- Virginio Negro
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1 Decision making L ESAME COPROPARASSITOLOGICO: INDICAZIONI DI BASE PER UNA ADEGUATA DIAGNOSTICA DANIELE CROTTI * **, FRANCESCO BERNIERI ** ***, ANNIBALE RAGLIO ** ****, DANIELA GALLI ** * Struttura Complessa di Microbiologia, Azienda Ospedaliera di Perugia; ** Comitato di Studio per la Parassitologia- Associazione Microbiologi Clinici Italiani; *** Direzione Generale Sanità, Regione Lombardia, Milano; **** Laboratorio di Microbiologia e Virologia, Ospedali Riuniti, Bergamo Le presenti indicazioni sono rivolte ai Medici di Medicina Generale, e riguardano sia le motivazioni all esame coproparassitologico, sia le modalità relative alla raccolta dei campioni per la ricerca di parassiti, o loro prodotti, emessi con le feci. Scopo delle indicazioni è di supportare il medico curante nella prescrizione razionale dell esame parassitologico delle feci e far sì che lo assistano nel migliore utilizzo dei servizi diagnostici specifici di laboratorio. Introduzione: i parassiti intestinali umani Le parassitosi intestinali sono causate da Protozoi, che sono microrganismi unicellulari, e da Elminti (o Vermi), che sono in vece organismi pluricellulari di dimensioni variabilissime. Per semplicità tassonomica possiamo suddividere i protozoi in 4 gruppi principali: amebe, flagellati, ciliati e coccidi, e gli elminti in 3 gruppi: cestodi, trematodi e nematodi. PROTOZOI Ciliati Coccidi ELMINTI Cestodi Trematodi Nematodi In queste note si fa riferimento alle principali parassitosi autoctone e di importazione (da Paesi endemici per le medesime) ascrivibili all apparato gastro-intestinale nel suo complesso, rimandando a testi più esaustivi per le parassitosi rare o comunque non comuni. I protozoi patogeni responsabili di infezione intestinale sono rappresentati da Entamoeba histolytica *, Giardia intestinalis (o Giardia lamblia, o Giardia duodenalis), Dientamoeba fragilis, Balantidium coli, Cryptosporidium parvum, Isospora belli, Cyclospora cayetanensis. Per queste infezioni è solitamente raccomandata una terapia specifica. I protozoi non patogeni sono rappresentati da tutti gli altri come riportato nella Tabella schematica relativa. Il reperimento di questi protozoi saprofiti-commensali è significativo di contaminazione idroalimentare o ambientale. Non vanno mai trattati con farmaci antiparassitari. Per Blastocystis hominis, ameba atipica, il ruolo per alcuni Autori è ancora controverso, nel senso che in talune circostanze può comportarsi da opportunista patogeno; solitamente è rinvenibile associato ad altri parassiti anche patogeni o, se osservato da solo, è espressione di una pregressa diversificata patologia in sede intestinale. Gli elminti sono da ritenersi sempre patogeni, anche se possono causare infestazioni asintomatiche, o apparentemente tali. I più importanti vermi di interesse umano sono: Ascaris lumbricoides, Trichuris trichiura, Ancylostoma duodenale, Necator americanus, Enterobius vermicularis, Strongyloides stercoralis, Capillaria spp. (C. hepatica e C. philippinensis), Trichostrongylus spp., Schistosoma spp. (S. mansoni, S. japonicum, S. intercalatum, S. mekongi, S. haematobium), Clonorchis sinensis, Opistorchis spp., Paragonimus westermani, Fasciola hepatica, Metagonimus spp., Heterophyes spp., Taenia spp. (T. saginata e T. solium) Hymenolepis nana, Hymenolepis diminuta, Diphyllobothrium latum. Queste infestazioni da elminti vanno trattate con antielmintici specifici. INDICAZIONI E MOTIVAZIONI ALLE RICHIESTE DI INDAGINE I campioni fecali per la ricerca di parassiti sono utili nelle seguenti circostanze o situazioni: pazienti con disturbi intestinali aspecifici (sovente da lungo tempo); * NB: alla fine degli anni 70, Sargeaunt e collaboratori, studiando migliaia di ceppi provenienti da tutte le parti del mondo, svilupparono una tecnica capace di differenziare i ceppi di E. histolytica in 2 gruppi distinti dal punto di vista biochimico, denominati dagli autori dello studio come patogeno per l uomo l uno e non patogeno l altro. Al primo gruppo appartenevano tutti i ceppi isolati da pazienti con patologia invasiva e alcuni ceppi isolati da portatori asintomatici, al secondo gruppo la maggior parte dei ceppi isolati da portatori asintotici, ma nessun ceppo isolato da pazienti con sintomatologia amebica. Le successive scoperte di differenze antigeniche e di differenze nel DNA tra i due gruppi di amebe ha portato alla formale distinzione dei due gruppi in due distinte specie Entamoeba histolytica sensu strictu, patogena, e Entamoeba dispar, non patogena. L esame coproparassitologico standard non è in grado di differenziare le due specie che sono tra di loro morfologicamente identiche. Esistono tecniche in ELISA o PCR (Polymerase Chain Reaction) in grado di distinguere tra le due specie, ma si tratta di tecniche utilizzabili solo in laboratori di riferimento e non per la normale routine diagnostica soprattutto a causa dell elevato costo.
2 L esame coproparassitologico: indicazioni di base per una adeguata diagnostica 29 Ciliati Coccidi Nematodi Trematodi Cestodi PROTOZOI USUALMENTE PATOGENI Entamoeba histolytica Giardia intestinalis Dientamoeba fragilis Balantidium coli Cryptosporidium parvum Isospora belli Cyclospora cayetanensis PROTOZOI USUALMENTE SAPROFITI (NON PATOGENI) Entamoeba dispar Entamoeba coli Entamoeba hartmanni Endolimax nana Iodamoeba buetschlii Blastocystis hominis Chilomastix mesnili Trichomonas (o Pentatrichomonas) hominis Enteromonas hominis Retortamonas intestinalis ELMINTI Ascaris lumbricoides Trichuris trichiura Ancilostomidi (A. Duodenale e N. americanus) Enterobius vermicularis Strongyloides stercoralis Capillaria spp. Trichostrongylus spp. Schistosoma spp. Clonorchis sinensis Opistorchis spp. Paragonimus westermani Fasciola hepatica Metagonimus spp./heterophyes spp. Taenia spp. Hymenolepis nana Hymenolepis diminuta Diphyllobothrium latum pazienti con diarrea infettiva (più spesso diarrea del viaggiatore ); pazienti con ipereosinofilia (in caso anche con prurito, e talora con lesioni cutanee da trattamento); soggetti con anemia (ma solo immigrati da zone endemiche); soggetti asintomatici con uno dei seguenti elementi di rischio : provenienti o rientranti da paesi endemici per una più o meno svariata gamma di parassiti; a contatto stretto con soggetti dimostratisi parassitari (scuole, famiglie, collettività chiuse); in situazioni epidemiche (scuole, collettività chiuse, carceri, campeggi); anziani da sottoporre a terapie cortisoniche (solo per S. stercoralis); che riferiscono elementi strani emessi con le feci. Si fa soprattutto riferimento a soggetti o pazienti immunocompetenti. Nei pazienti immunocompromessi sintomatici, a parte alcuni protozoi peculiari di tale stato immunitario (quali Cryptosporidium parvum), le infezioni parassitarie sono o possono essere più frequenti e, spesso, più gravi. Mentre le parassitosi autoctone sono molto limitate e piuttosto rare, le parassitosi di importazione sono sicuramente più frequenti. In Italia sono segnalati essere tuttora presenti: G. intestinalis, D. fragilis, tra i protozoi (mentre C. parvum sembra essere più raro), E. vermicularis (se si esegue lo scotch-test, vedi oltre), S. stercoralis (se si esegue una ricerca mirata, vedi oltre), Taenia spp. (di fatto T. saginata) e, assai di rado segnalati, A. lumbricoides e T. trichiura, tra i vermi. La maggior parte dei parassiti importati proviene da paesi dell Africa soprattutto sub-sahariana, Continente indiano ed Estremo Oriente, Centro e Sud-America, Est-Europa. INDAGINI DIAGNOSTICHE RACCOMANDATE Le indagini diagnostiche principali per le parassitosi dell apparato gastro-intestinali sono rappresentate da: esame coproparassitologico standard: per più o meno tutti i parassiti; scotch-test (per E. vermicularis); ricerca mirata di S. stercoralis. Per altre indagini, più specifiche, differenziate, particolari o supplementari, quali le colture per protozoi o la ricerca diretta di antigeni protozoari o il conteggio delle uova di elminti, si rimanda a testi più esaustivi. Con l esame coproparassitologico standard si possono rilevare sia cisti che trofozoiti di protozoi sia uova o larve di elminti. L esame coproparassitologico standard prevede la ricerca microscopica dei parassiti sia nel sedimento fecale dopo un opportuno trattamento di concentrazione sia in strisci fecali specificatamente colorati. La non esecuzione di strisci fecali colorati non permette di evidenziare alcuni protozoi quali ad esempio D. fragilis. Inoltre questo esame ha una scarsissima sensibilità nei confronti di E. vermicularis e S. stercoralis. Lo scotch-test serve per la ricerca di uova di E. vermicularis (ossiuri) nelle pliche perianali. La ricerca mirata di S. stercoralis, che prevede un campione abbondante di feci da poco emesse, va effettuata in situazioni specifiche di rischio per una strongyloidiasi, ovvero in soggetti, in genere anziani, che da giovani abbiano avuto ripetuti contatti, di solito camminando a piedi scalzi, con terreni caldo-umidi (particolarmente a rischio sono gli agricoltori). Va sottolineato come tale parassitosi sia sottostimata in Italia, ma va attentamente presa in considerazione, in quanto, in pazienti in terapia cortisonica, può risultare anche fatale. In tutte le situazioni in cui si sospetta o si vuole escludere una parassitosi intestinale, è necessario raccoglie-
3 30 Decision making re e analizzare 3 campioni, meglio se a giorni alterni o, comunque, nell arco di 7-10 giorni. Soltanto nelle enteriti è solitamente sufficiente un solo campione. Per contro, nel sospetto specifico di una giardiasi o di una enterobiasi è utile analizzare altri 3 campioni, se i primi erano negativi. Talora è possibile osservare vermi interi o parte di essi, sia nei campioni fecali sia spontaneamente eliminati. Può così capitare di reperire vermi adulti di E. vermicularis o di A. lumbricoides, così come proglottidi di Taenia spp. È opportuno fare pervenire sempre tali strutture, osservate dai soggetti stessi o da un familiare o dal medico curante, al Servizio di laboratorio parassitologico di afferenza per una identificazione corretta. Per potere eseguire un buon esame coproparassitologico è indispensabile che le feci vengano raccolte, conservate ed inviate al laboratorio in modo corretto. Di seguito sono riportate, a titolo di esempio, le modalità di raccolta delle feci per l esame coproparassitologico standard, lo scotch-test e la ricerca mirata di S. stercoralis. Istruzioni per la raccolta delle feci ESAME COPROPARASSITOLOGICO STANDARD N.B.: si raccomanda di raccogliere 3 campioni di feci emesse a giorni alterni. 1) Le feci vanno raccolte su una superficie asciutta e pulita, tipo una padella da letto, oppure un foglio di cartone o giornale ripiegato, o da un sacchetto di plastica, posti sotto il copri water. N.B.: le feci non vanno contaminate né con le urine né con l acqua del water. 2) Le feci vanno prelevate in punti diversi dell intera evacuazione. Trasferire in un adeguato contenitore (di plastica, fornito dal laboratorio o acquistato in farmacia), utilizzando una spatola o una bacchetta di legno o una posata di plastica, una quantità di feci pari almeno al volume di una grossa noce. N.B.: se le feci sono non formate/diarroiche raccogliere almeno 5-10 ml di materiale fecale. 3) Chiudere molto bene il contenitore ed etichettarlo con cognome e nome, data di nascita, data e ora dell emissione delle feci. 4) Consegnare il campione al laboratorio entro 2-4 ore dalla raccolta oppure conservarlo in frigorifero per non più di 24 ore. ATTENZIONE: se le feci sono liquide il campione deve pervenire al laboratorio entro minuti dalla loro emissione! Precauzioni importanti a) Alcuni giorni prima e durante il periodo della raccolta delle feci non fare uso di lassativi, antidiarroici, antimicrobici, o di altre sostanze interferenti come bario, bismuto, oli minerali. b) Alcuni giorni prima e durante il periodo della raccolta delle feci si consiglia di seguire un regime dietetico che prevede di evitare: legumi e frutta secca, frutta e verdure a cuticola resistente (pesche, albicocche, pomodori, pere, fragole, fichi), carote e banane. Istruzioni per l esecuzione dello Scotch-Test ESECUZIONE DELLO SCOTCH-TEST PER LA RICERCA SPECIFICA DI ENTEROBIUS VERMICULARIS (OSSIURI) N.B.: si raccomanda di eseguire 3 scotch test preferibilmente a giorni alterni. ATTENZIONE: La raccolta deve essere eseguita al momento del risveglio mattutino, prima che il soggetto defechi e si lavi; utilizzare nastro adesivo (scotch) trasparente; ritirare il materiale necessario (vetrini e abbassalingua) in laboratorio. 1) Tagliare con le forbici un pezzo di nastro adesivo (5-6 cm) un poco più corto del vetrino fornito dal laboratorio. 2) Con l aiuto di un abbassalingua (o del manico di un cucchiaio) appoggiare il nastro adesivo sull orifizio anale comprimendo bene sulle pliche perianali per circa secondi. 3) Staccare il nastro adesivo dall orifizio anale ed applicarlo ben steso sul vetrino. 4) Identificare il vetrino con cognome e nome e data del prelievo. 5) Consegnare il campione al laboratorio entro 2-4 ore dal prelievo oppure conservarlo in frigorifero per non più di 48 ore. ATTENZIONE: Dopo il prelievo lavarsi bene le mani (le uova sono spesso già embrionate e infestanti).
4 L esame coproparassitologico: indicazioni di base per una adeguata diagnostica 31 Istruzioni per la raccolta delle feci RICERCA SPECIFICA DI STRONGYLOIDES STERCORALIS N.B.: si raccomanda di raccogliere 3 campioni di feci emesse a giorni alterni. 1) Le feci vanno raccolte su una superficie asciutta e pulita, tipo una padella da letto, oppure un foglio di cartone o giornale ripiegato, o da un sacchetto di plastica, posti sotto il copri water. N.B.: le feci non vanno contaminate né con le urine né con l acqua del water. 2) Le feci vanno prelevate in punti diversi dell intera evacuazione. Trasferire in un adeguato contenitore (di plastica, fornito dal laboratorio o acquistato in farmacia), utilizzando una spatola o una bacchetta di legno o una posata di plastica, una quantità abbondante di materiale fecale, corrispondente al peso di almeno grammi. Ciò equivale a una quantità di feci pari al volume di un mandarino. 3) Chiudere molto bene il contenitore ed etichettarlo con cognome e nome, data di nascita, data e ora dell emissione delle feci. 4) Consegnare il campione al laboratorio entro 6-12 ore dalla raccolta. Precauzioni importanti a) Alcuni giorni prima e durante il periodo della raccolta delle feci non fare uso di lassativi, antidiarroici, antimicrobici, o di altre sostanze interferenti come bario, bismuto, oli minerali. b) Alcuni giorni prima e durante il periodo della raccolta delle feci si raccomanda di seguire un regime dietetico che prevede di evitare: legumi e frutta secca, frutta e verdure a cuticola resistente (pesche, albicocche, pomodori, pere, fragole, fichi), carote e banane. PROTOCOLLI OPERATIVI E PROCEDURE DIAGNOSTICHE Si riportano in successione gli schemi riguardanti la diagnostica delle parassitosi intestinali, su base epidemiologica e clinica. SOGGETTI SINTOMATICI POPOLAZIONE AUTOCTONA Diarrea acuta/protratta Ipereosinofilia Prurito anale Scotch-test (raramente nell adulto) SOGGETTI ASINTOMATICI Pazienti da sottoporre a terapia cortisonica (soggetti a rischio anamnestico per strongyloidiasi) Soggetti che riferiscono elementi strani emessi con le feci Soggetti all interno di una situazione epidemica Soggetti a stretto contatto con pazienti parassitari VIAGGIATORE (da Paesi in via di sviluppo) SINTOMATICO Al momento del rientro Diarrea acuta/protratta Dopo 1-3 mesi dal rientro Ipereosinofila ASINTOMATICO Dopo 3 mesi dal rientro (sulla base di attente valutazioni anamnestiche) IMMIGRATO SINTOMATICO Al momento dell ingresso Diarrea acuta/protratta Ipereosinofilia Anemia Prurito anale Scotch-test (raro negli adulti) ASINTOMATICO Entro 3 mesi dall ingresso
5 32 Decision making RACCOMANDAZIONE CONCLUSIVE La richiesta dell esame coproparassitologico, dell esecuzione dello scotch-test e della ricerca mirata di S. stercoralis, deve essere fatta quando clinicamente od oggettivamente indicata e motivabile. Il soggetto ambulatoriale deve essere istruito sulla modalità di raccolta dei campioni (feci, Scotch-test). A tal fine, oltre che seguire le raccomandazioni del proprio medico curante, è utile che il paziente si rivolga al laboratorio parassitologico che potrà fornirgli sia le istruzioni sia eventuali materiali utili alla raccolta dei campioni. Per qualsivoglia ulteriore indagine è molto importante che i pazienti, ma soprattutto i medici curanti, prendano contatto con i medici specialisti del laboratorio parassitologico di afferenza per suggerimenti ed indicazioni. Bibliografia Bernieri F, Galli D, Crotti D, Del Sante M. Studio Policentrico dell AMCLI-CoSP sulla diffusione delle parassitosi intestinali in Italia: parassitosi intestinali nell immigrato. G It Med Trop 1996;1:97-9. Bernieri F, Galli D, Giordano S. Indagine nazionale AMCLI-CoSP sulla diffusione delle parassitosi intestinali. Microb Med 1996;11: Bernieri F, Crotti D, Galli D, Raglio A. Manuale illustrato di diagnostica parassitologica. Pavia: Edizioni Selecta Medica Cancrini G. Parassitologia medica illustrata. Roma: Lombardo Editore Crotti D. Parassitosi intestinali autoctone nella seconda metà degli anni 90: considerazioni critiche diagnostiche. Microb Med 2001;17:7-13. Crotti D, D Annibale ML. Dientamoeba fragilis e dientamoebosi: aspetti di parassitologia clinica e diagnostica di laboratorio. Parassitologia 2001;3: De Carneri I. Parassitologia generale e umana. XI Ed. Milano: Casa editrice Ambrosiana Garcia LS. Practical Guide to Diagnosric Parasitology. Washington D.C.: ASM Press 1999.
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