Concordato preventivo
|
|
|
- Antonina Galli
- 9 anni fa
- Visualizzazioni
Transcript
1 Q Ed. Ipsoa - Francis Lefebvre CONCORDATO PREVENTIVO 63 CAPITOLO 4 Concordato preventivo SOMMARIO I. Chi può proporlo e a quali condizioni. 324 II. Schema generale della procedura III. Piano di concordato IV. Procedura di ammissione V. Procedura di approvazione dei creditori VI. Omologazione VII. Organi del concordato VIII. Effetti del concordato IX. Esecuzione del concordato X. Cessazione del concordato XI. Fallimento successivo al concordato. 655 Il concordato preventivo è una procedura concorsuale a cui può ricorrere un debitore (sia esso un imprenditore individuale, una società o un diverso ente) che si trovi in uno stato di crisi o di insolvenza, per tentare il risanamento oppure per liquidare il proprio patrimonio, evitando il fallimento. Per poter accedere a tale beneficio il debitore deve elaborare un piano il cui contenuto è lasciato alla sua libera determinazione; è possibile, ad esempio, suddividere i creditori in classi e pagarli parzialmente, oppure è possibile prevedere un piano di ristrutturazione dei debiti o una cessione dei beni ai creditori. È possibile anche offrire un pagamento parziale dei crediti tributari (seguendo le regole della transazione fiscale) e contributivi (transazione previdenziale). Passato il vaglio di ammissibilità del tribunale ed aperta la procedura, il piano deve essere approvato dalla maggioranza dei creditori per poi essere omologato dallo stesso tribunale. L approvazione della maggioranza ha l effetto particolare di imporre le condizioni stabilite nel piano anche ai creditori dissenzienti o estranei. Ottenuta l omologazione, il debitore deve dare piena esecuzione alle misure previste nel piano di concordato, secondo le modalità e le regole in esso previste. Tra i vantaggi del concordato preventivo ricordiamo: la libertà che ha il debitore di decidere il contenuto del piano di concordato; la possibilità di prevedere un pagamento anche parziale dei crediti privilegiati; la possibilità di concludere una transazione fiscale e previdenziale per i crediti tributari e per quelli contributivi (v. n e s.); l effetto della proposta di concordato di determinare per i crediti anteriori alla procedura, la scadenza dei crediti pecuniari e l interruzione delle azioni esecutive (v. n. 532 e s.); il fatto che il piano approvato dalla maggioranza dei creditori e omologato dal tribunale vincola anche i creditori dissenzienti e quelli estranei (compresa l amministrazione fiscale in caso di transazione fiscale) (v. n. 545 e s.); il fatto che, eseguito il concordato, i creditori conservano la loro azione nei confronti di coobbligati, fideiussori del fallito e obbligati in via di regresso (v. n. 563); il fatto che, in caso di successivo fallimento, gli atti, pagamenti e garanzie posti in essere in sua esecuzione non sono revocabili (art. 67 lett e L.Fall.) e i crediti sorti in occasione o in funzione della procedura sono prededucibili (art. 111 L.Fall.). Tra gli svantaggi dell accordo possiamo individuare i seguenti elementi: la complessità della procedura, specie in fase di elaborazione della proposta (come precisato al n. 361);
2 64 CONCORDATO PREVENTIVO Q Ed. Ipsoa - Francis Lefebvre il penetrante controllo dell autorità giudiziaria, sia in fase di ammissibilità del piano che in quella di omologazione del concordato. Un problema rilevante che affronta chi intende proporre un concordato, riguarda il finanziamento, sia per il periodo di tempo necessario a predisporre il piano di concordato (problema del finanziamento ponte: v. n. 76 e s.), sia quando esso deve essere concesso nel corso dell esecuzione del concordato (v. n. 93 e s.). Per quanto riguarda invece i rischi per il finanziatore derivanti dal successivo fallimento del debitore sovvenzionato (responsabilità civile e penale), rinviamo al n. 100 e s. 322 Disciplina Il concordato preventivo è disciplinato dalla legge fallimentare (artt L.Fall.). Questo capitolo esamina solo la disciplina vigente, la quale è applicata a tutte le procedure aperte dal 1º gennaio 2008 (art. 22 c. 2 D.Lgs. 169/2007), ossia ai concordati le cui domande sono presentate da tale data in poi. Non trattiamo più le particolarità di disciplina relative alle procedure «intermedie», ossia quelle aperte dal 17 marzo 2005 al 31 dicembre 2007, in quanto ormai esaurite o comunque non più rilevanti (anticipiamo infatti che per legge, dal momento della proposta a quello dell omologazione deve intercorrere un termine massimo, ordinatorio, di 6 mesi). Il loro esame è comunque contenuto nel Memento Fallimento Ricordiamo che la disciplina vigente del concordato è frutto di due successivi interventi riformatori: il primo, in vigore dal 17 marzo 2005 (introdotto dal DL 35/2005 conv. in L. 80/2005), ha sostituito la disciplina del concordato originariamente prevista dalla legge fallimentare ed in vigore dal 1942; il secondo, in vigore dal 1º gennaio 2008 (contenuto nel decreto correttivo della Riforma del diritto fallimentare, D.Lgs. 169/2007) ha apportato importanti modifiche e correzioni alla disciplina riformata. 323 Diffusione del concordato Un indagine condotta dal Cerved Group (e pubblicata dal Sole24ore) segnala come nei primi nove mesi del 2009 vi sia stato un netto incremento nel ricorso allo strumento del concordato preventivo: sono state infatti depositate 664 proposte, il 76% in più rispetto a quelle depositate nei primi nove mesi del Il dato è poi superiore al numero complessivo ai concordati aperti in tutto il La Lombardia è la regione in cui si è registrato il numero maggiore di concordati (159), seguita da Veneto (108) e Toscana (99). L indagine sottolinea come sia ancora alto (ma in calo rispetto ai dati anteriori all entrata in vigore della Riforma) il numero delle imprese che, dopo avere tentato la via del concordato non raggiunge all obbiettivo del risanamento ma fallisce, è liquidata oppure cessa la propria attività. I. Chi può proporlo e a quali condizioni 324 Solo il debitore (sia esso imprenditore individuale, società, associazione o diverso ente) può chiedere l ammissione alla procedura di concordato preventivo se ricorrono tre condizioni: deve esercitare un attività commerciale, deve versare in uno stato di crisi o di insolvenza e deve superare le soglie di fallibilità indicate dalla legge fallimentare. 325 Attività commerciale (art. 1 c. 1 L.Fall.) Il debitore, per accedere al concordato preventivo, deve esercitare un attività commerciale. Il rimedio può dunque riguardare sia l imprenditore persona fisica che esercita attività commerciale (v. n e s.) sia le società commerciali, di capitali e di persone (v. n e s.), ma anche l impresa commerciale di fatto e irregolare, le associazioni esercitanti attività commerciale e i gruppi d impresa.
3 Q Ed. Ipsoa - Francis Lefebvre CONCORDATO PREVENTIVO 65 Non possono invece accedere alla procedura, per espresso divieto di legge le imprese agricole (v. n. 1430) né gli enti pubblici (v. n. 1648) (art. 1 c. 1 L.Fall.). Dal 17 marzo 2005 non è più necessario che il debitore abbia tenuto una contabilità regolare, né che negli anni precedenti sia stata estranea a procedure concorsuali o a condanne penali (è venuto meno il requisito della c.d. «meritevolezza»). Stato di crisi o insolvenza Il debitore, per poter accedere alla procedura, si deve trovare in uno «stato di crisi» (art. 160 c. 1 L.Fall.). La legge però precisa che, ai soli fini dell ammissione al concordato preventivo, per stato di crisi si intende anche lo stato di insolvenza (art. 160 c. 3 L.Fall.). Lo stato di crisi è quindi un concetto vasto che comprende in generale tutte le situazioni difficili in cui può versare l impresa tra le quali anche l insolvenza, ossia l ipotesi in cui l impresa è in uno stato di manifesta incapacità di far fronte alle proprie obbligazioni. Seconda la dottrina, l impresa che si trova in una crisi recuperabile ha una maggiore libertà di scelta dei rimedi da adottare per superarla; ad essa spetta infatti l esclusiva competenza a chiedere il concordato, potendo però ricorrere ad un accordo di ristrutturazione o ad un piano attestato. Quando invece la crisi si aggrava e sopraggiunge lo stato di insolvenza, l impresa perde la sua completa libertà di scegliere il rimedio risolutivo della crisi: i singoli creditori o il P.M. possono infatti chiedere direttamente al tribunale di dichiarare il fallimento, scavalcando il debitore che, in ipotesi, sarebbe disponibile anche a proporre un piano di concordato. Superamento delle soglie di fallibilità Come ultima condizione per l accesso alla procedura, si ritiene che il debitore debba superare almeno una delle soglie di fallibilità esaminate al n e s. La necessità di rispettare questo requisito dimensionale si ricava sia dal dato testuale della legge (art. 1 c. 2 L.Fall.) sia dal fatto che è prevista, in caso di successivo fallimento, un esenzione da revocatoria sia degli atti, dei pagamenti e delle garanzie esecutivi del concordato (art. 67 c. 3 lett. e, L.Fall.) sia dei pagamenti effettuati per ottenere la prestazione di servizi strumentali all accesso alla procedura (art. 67 c. 3 lett. g, L.Fall.) II. Schema generale della procedura Riassumiamo nello schema che segue i momenti salienti della procedura di concordato preventivo. Le singole fasi della procedura sono approfondite nella trattazione che segue. 330
4 66 CONCORDATO PREVENTIVO (schema) Q Ed. Ipsoa - Francis Lefebvre 330 (segue) III. Piano di concordato 331 Il debitore in crisi che intende accedere alla procedura di concordato deve predisporre un piano che contenga una proposta finalizzata al risanamento dell impresa oppure alla sua liquidazione. Il piano è caratterizzato da duttilità e flessibilità: la regola generale è quella della sua libertà di contenuto. È però opportuno precisare che: il piano deve soddisfare almeno in parte i creditori, senza però alterare le cause legittime di prelazione. Questo principio si riflette sul meccanismo di ripartizione delle perdite tra i creditori che costituisce un elemento fondamentale del piano di concordato, e che deve rispettare le regole fondamentali precisate al n. 333; la legge indica e disciplina alcune possibili proposte di concordato: precisiamo tali ipotesi al n. 339 e s.
5 Q Ed. Ipsoa - Francis Lefebvre CONCORDATO PREVENTIVO (schema) 67 Il piano è un documento che costituisce un presupposto di ammissibilità della procedura, in mancanza del quale la proposta di concordato rimane priva di contenuto (Trib. Roma 8 marzo 2006). Alla mancanza del piano è assimilata la sua incompletezza o la sua scarsa chiarezza (Paluchowski). A. Regole di trattamento dei creditori Nella proposta di concordato preventivo il debitore deve prevedere una ripartizione delle perdite tra i creditori, rispettando le regole particolari che esaminiamo di seguito, a seconda che si tratti di creditori privilegiati, di crediti tributari e contributivi e di creditori chirografari (con particolare riguardo ai creditori postergati). Le regole devono essere rispettate anche quando il debitore procede ad una suddivisione dei creditori in classi (v. n. 348 e s.). La ripartizione deve bilanciare due interessi: il primo, generale, è quello di garantire ai creditori un trattamento migliore rispetto a quello che essi potrebbero ottenere da soluzioni alternative concretamente praticabili; il secondo è quello di garantire ai creditori privilegiati il rispetto delle cause di prelazione, anche quando è previsto un loro pagamento parziale. Per il resto la legge non impone una percentuale minima di pagamento dei creditori, né un limite di tempo entro cui si devono soddisfare, né la prestazione di particolari garanzie, né la cessione totale o parziale del patrimonio dell impresa. Trattamento dei creditori privilegiati (art. 160 c. 2 L.Fall.) Il piano di concordato può prevedere che i creditori muniti di privilegio, pegno o ipoteca possano essere soddisfatti parzialmente alle seguenti condizioni: a) il creditore privilegiato pagato parzialmente deve essere soddisfatto in misura pari o superiore rispetto a ciò che potrebbe ottenere dal ricavato sulla liquidazione, avuto riguardo al valore di mercato dei beni o diritti sui quali sussiste la causa di prelazione; tale previsione si ritiene applicabile sia ai creditori con privilegio speciale, che a quelli con privilegio generale, come specificato al n. 335; b) un professionista (le cui caratteristiche sono specificate al n. 375) deve redigere una relazione giurata da cui risulta il «valore di mercato» attribuibile ai beni o diritti sui quali sussiste la causa di prelazione, per assicurare che la soddisfazione del creditore privilegiato avvenga nella misura specificata alla lett. a). Secondo la dottrina tale valore non deve essere quello commerciale o oggettivo astrattamente considerato, ma quello determinato con riferimento ad un impresa in crisi (Mandrioli). Se poi il piano prevede la suddivisione dei creditori in classi di creditori privilegiati (v. n. 348 e s.), il debitore deve rispettare la regola secondo cui il trattamento stabilito per ciascuna classe «non può avere l effetto di alterare l ordine delle cause legittime di prelazione». Secondo l interpretazione preferibile di tale espressione, il debitore deve garantire che i titolari di credito di grado più alto ricevano un trattamento migliore di quello riservato ai creditori privilegiati di grado inferiore, senza che tuttavia ciò imponga l integrale soddisfacimento dei primi. Per le procedure aperte fino al 31 dicembre 2007, nel silenzio della legge a proposito del trattamento dei creditori privilegiati, la prevalente giurisprudenza ammetteva il loro pagamento parziale (Trib. Firenze 31 gennaio 2007, Trib. Torino 20 dicembre 2006), mentre la tesi più restrittiva imponeva il loro pagamento integrale (Trib. Palermo 17 febbraio 2006, Trib. Bologna 26 ottobre 2006, Trib. Pescara 14 novembre 2006, Trib. Perugia 30 maggio 2007). Secondo una tesi prevalente, la possibilità di essere soddisfatti parzialmente riguarda sia i creditori assistiti da privilegio speciale, il cui privilegio insiste su beni o diritti specificamente individuati, sia quelli assistiti da privilegio generale, la cui prelazione insiste sull intero patrimonio del debitore (Ambrosini, Mandrioli, Bonfatti). In tal caso il professionista è chiamato, nella sua relazione, a presentare una stima
ASSOCIAZIONE UNIJURIS
ASSOCIAZIONE UNIJURIS ILCASO.IT IL CONCORDATO PREVENTIVO CON RISERVA E CON CONTINUITA E CONTRATTI IN CORSO DI ESECUZIONE Gli incentivi alle procedure di composizione di crisi dell impresa Prof. Sido Bonfatti
di Massimo Gabelli, Roberta De Pirro - Dottori commercialisti, Studio Legale e Tributario Morri Cornelli e Associati
28 Dicembre 2011, ore 09:14 Per fronteggiare la crisi Sovraindebitamento: quali rimedi a disposizione per il debitore? Nell ambito dell attuale contesto economico, caratterizzato da una significativa crisi
Allegato n. 1 II Report Area Giuridica Progetto Allert II Fase
Allegato n. 1 II Report Area Giuridica Progetto Allert II Fase STRUMENTI DI SOLUZIONE DELLA CRISI D IMPRESA ALTERNATIVI AL FALLIMENTO Con la riforma del diritto fallimentare ad opera della l. n. 80 del
Prot. n 5632/p/ep Roma, 17 gennaio 2013
Prot. n 5632/p/ep Roma, 17 gennaio 2013 A tutte le Casse Edili e p.c. ai componenti il Consiglio di Amministrazione della CNCE Loro sedi Comunicazione n 508 Oggetto: rilascio Durc ad imprese in concordato
INDICE SOMMARIO CAPITOLO PRIMO CENNI STORICI SUL CONCORDATO PREVENTIVO
INDICE SOMMARIO Elenco delle principali abbreviazioni... XIII CAPITOLO PRIMO CENNI STORICI SUL CONCORDATO PREVENTIVO Guida bibliografica... 3 1. Origini dell istituto.... 5 2. Il concordato preventivo
ASPETTI GENERALI SULLA COMPOSIZIONE PRI- VATISTICA DELL INSOLVENZA
SOMMARIO CAPITOLO 1 ASPETTI GENERALI SULLA COMPOSIZIONE PRI- VATISTICA DELL INSOLVENZA 1. Le ragioni della gestione privatistica dell insolvenza... 1 1.1. I rischi della negoziazione privata dell insolvenza
LE FASI DEL CONCORDATO PREVENTIVO ALLA LUCE DELL ULTIMA RIFORMA LEGISLATIVA IL CONCORDATO PREVENTIVO
LE FASI DEL CONCORDATO PREVENTIVO ALLA LUCE DELL ULTIMA RIFORMA LEGISLATIVA STEP 1: presentazione della domanda Presentazione al Tribunale competente dell istanza per accedere alla procedura di concordato
Novità in materia di Rimborsi IVA
Circolare 4 del 2 febbraio 2015 Novità in materia di Rimborsi IVA INDICE 1 Premessa...2 2 Ambito applicativo...2 3 Rimborsi di importo fino a 15.000,00 euro...3 4 Rimborsi di importo superiore a 15.000,00
Concordato preventivo
Q Ed. Ipsoa - Francis Lefebvre CONCORDATO PREVENTIVO 95 CAPITOLO 5 Concordato preventivo SOMMARIO Sez. 1 - Chi può proporre il concordato. 460 Sez. 2 - Schema della procedura... 470 Sez. 3 - Domanda...
L IMPATTO DEL D.L. SVILUPPO SULLA CRISI D IMPRESA
Pubblicità L IMPATTO DEL D.L. SVILUPPO SULLA CRISI D IMPRESA PIANO ATTESTATO DI RISANAMENTO Il piano attestato di risanamento può essere pubblicato nel r.i. su richiesta del debitore. CONCORDATO PREVENTIVO
Composizione della crisi da sovraindebitamento
Periodico informativo n. 68/2015 Composizione della crisi da sovraindebitamento Gentile Cliente, con la stesura del presente documento informativo intendiamo metterla a conoscenza che la Legge n. 3 del
Scheda introduttiva alle PROCEDURE DI COMPOSIZIONE DELLA CRISI DA SOVRAINDEBITAMENTO
ODCEC Torino Scheda introduttiva alle PROCEDURE DI COMPOSIZIONE DELLA CRISI DA SOVRAINDEBITAMENTO 1 PREMESSA Quanto segue rappresenta una prima analisi della normativa. Tale analisi è stata necessariamente
Documento per la consultazione
VIGILANZA BANCARIA E FINANZIARIA Documento per la consultazione I PROCEDIMENTI DI COMPOSIZIONE DELLA CRISI DA SOVRAINDEBITAMENTO E DI LIQUIDAZIONE PER I SOGGETTI NON FALLIBILI. RIFLESSI SULLA CLASSIFICAZIONE
Le ultime riforme alla legge fallimentare: la legge n. 134/2012
2 ottobre 2012 Practice Group: Restructuring & Bankruptcy Le ultime riforme alla legge fallimentare: la legge n. Di Andrea Pinto (A) Introduzione La Legge n. 134 del 7 agosto 2012, pubblicata sulla Gazzetta
Domanda di concordato. Introduzione. Concordato Preventivo
21 giugno 2012 Modifiche apportate dal c.d. Decreto Legge Crescita alla disciplina del concordato preventivo e degli accordi di di Alberto Picciau, Andrea Pinto (A) Introduzione Il c.d. Decreto Legge Crescita,
CIRCOLARE N. 14/E. Roma,10 aprile 2009
CIRCOLARE N. 14/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma,10 aprile 2009 OGGETTO: Transazione fiscale Articolo 32, comma 5 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni,
RUOLO E RESPONSABILITÀ DELL ATTESTATORE. L Evoluzione delle Regole in tema di Crisi di Impresa 26 ottobre 2012 Stefania Chiaruttini
RUOLO E RESPONSABILITÀ DELL ATTESTATORE 1 LE NUOVE ATTESTAZIONI Attestazioni ai sensi dell art. 182 quinquies I comma: Finanziamenti prededucibili IV e V comma: Pagamento creditori anteriori Attestazioni
Circolare n. 33 del 25 ottobre 2010
5 Novembre 2010, ore 11:18 Circolare n. 33 e 34 di Assonime Fallimento e ristrutturazione delle imprese in difficoltà, le indicazioni di Assonime Assonime fornisce nelle Circolare n. 33 e 34 dello scorso
Il mediatore creditizio ed il diritto della crisi d impresa. Dr. Matteo PANELLI
Il mediatore creditizio ed il diritto della crisi d impresa. Dr. Matteo PANELLI Indice Il mediatore creditizio ed il mondo imprenditoriale La riforma della legge fallimentare Il ciclo di vita dell impresa
SOMMARIO. Prefazione... V Profilo Autori... VII Introduzione... 1. Capitolo 1 Autonomia privata e negozi di destinazione
SOMMARIO Prefazione... V Profilo Autori... VII Introduzione... 1 Capitolo 1 Autonomia privata e negozi di destinazione 1. I negozi di destinazione patrimoniale... 6 1.1. La disciplina del trust secondo
Cancellazione ed estinzione delle società: aspetti sostanziali e processuali
avv. prof. Rolandino Guidotti : aspetti sostanziali e processuali Modena 10 ottobre 2013 10 ottobre 2013 1 Società in nome collettivo (non modificata riforma 2003) Art. 2311 c.c. (Bilancio finale di liquidazione
Appello contro il decreto di approvazione o di reiezione del Concordatoù L appello è previsto e disciplinato dall art 183 LF che non è stato modificato dalla riforma. Esso stabilisce che: contro la sentenza
STUDIO MARNATI. Commercialisti Revisori legali www.studiomarnati.net STUDIO MARNATI
Consulenza tributaria, societaria e crisi d impresa Commercialisti Revisori legali www.studiomarnati.net 1 Premesse A partire dal 2008 le mutate condizioni economico finanziarie, che hanno prodotto una
Corte di Giustizia UE, Seconda Sezione, sentenza 7 aprile 2016, causa C-546/14 (*) «Rinvio pregiudiziale Fiscalità IVA Articolo 4, paragrafo 3, TUE
Corte di Giustizia UE, Seconda Sezione, sentenza 7 aprile 2016, causa C-546/14 (*) «Rinvio pregiudiziale Fiscalità IVA Articolo 4, paragrafo 3, TUE Direttiva 2006/112/CE Insolvenza Procedura di concordato
Circolare del Ministero delle Finanze (CIR) n. 221 /E del 30 novembre 2000
Circolare del Ministero delle Finanze (CIR) n. 221 /E del 30 novembre 2000 by www.finanzaefisco.it OGGETTO: Trattamento tributario degli atti di costituzione del fondo patrimoniale. L argomento oggetto
Crisi d impresa e ristrutturazione aziendale
Crisi d impresa e ristrutturazione aziendale La redazione del piano e la sua attestazione Masiani Consulting Consulenze di direzione 1. 2. 3. Perdite economiche costanti e/o rilevanti Insufficienza patrimoniale
L apporto di nuova finanza nel Concordato con continuità aziendale e requisiti per il beneficio della prededuzione
L apporto di nuova finanza nel Concordato con continuità aziendale e requisiti per il beneficio della prededuzione DOTT. ALBERTO GUIOTTO Bergamo, 5 febbraio 2013 STUDIO AGFM CONCORDATO PREVENTIVO E NUOVA
4. Il contenuto dell accordo o del piano del consumatore
4. Il contenuto dell accordo o del piano del consumatore Testo in vigore Art. 8 Contenuto dell accordo o del piano del consumatore 1. La proposta di accordo o di piano del consumatore prevede la ristrutturazione
Si richiama l attenzione sulle seguenti sentenze del Consiglio di Stato,relative a questioni inerenti i concorsi pubblici e gli esami di maturita.
PILLOLE DI GIURISPRUDENZA Colaci.it Si richiama l attenzione sulle seguenti sentenze del Consiglio di Stato,relative a questioni inerenti i concorsi pubblici e gli esami di maturita. Sentenza n.1740 del
IL NUOVO CONCORDATO PREVENTIVO
IL NUOVO CONCORDATO PREVENTIVO Alla procedura di concordato preventivo possono accedere quei soggetti - già imprenditori commerciali privati non piccoli - cui è riservata la procedura di fallimento. Presupposto
Periodico informativo n. 26/2014. Perdite su crediti: nuova disciplina fiscale
Periodico informativo n. 26/2014 Perdite su crediti: nuova disciplina fiscale Gentile Cliente, con la stesura del presente documento informativo intendiamo informarla che la Legge di stabilità 2014 è intervenuta
SERVIZIO GESTIONE RIFIUTI - AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO ATTRAVERSO PROCEDURA COMPETITIVA AD EVIDENZA PUBBLICA. IL CONSIGLIO COMUNALE
SERVIZIO GESTIONE RIFIUTI - AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO ATTRAVERSO PROCEDURA COMPETITIVA AD EVIDENZA PUBBLICA. IL CONSIGLIO COMUNALE - - Vista l allegata relazione del Direttore del Settore Qualità Urbana,
Il fallimento italiano delle società trasferite all estero
Il fallimento italiano delle società trasferite all estero La globalizzazione, con l apertura delle frontiere, e l allargamento dei mercati, comporta contatti sempre più intensi con imprenditori esteri.
Fallimento del consumatore e sovraindebitamento: procedura di liberazione dai debiti
Fallimento del consumatore e sovraindebitamento: procedura di liberazione dai debiti La procedura di liberazione dai debiti per il consumatore dopo le modifiche della legge 179/2012: ecco come funziona
Perdite relative a crediti Regime ex D.L. n. 83/2012
S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO DICHIARAZIONE DEI REDDITI 2013 Perdite relative a crediti Regime ex D.L. n. 83/2012 DOTT. FILIPPO MARIA FERRUTA 31 maggio 2013 Sala Orlando - Corso Venezia,
CENTRO STUDI DI DIRITTO FALLIMENTARE DI SIRACUSA CORSO DI DIRITTO FALLIMENTARE
CORSO DI DIRITTO FALLIMENTARE dal 9 ottobre al 12 dicembre 2015 Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Siracusa Salone Gaspare Conigliaro - Viale Santa Panagia n.141/e I GIORNATA
Art. 2901 - Condizioni
Art. 2901 - Condizioni [I]. Il creditore, anche se il credito è soggetto a condizione o a termine, può domandare che siano dichiarati inefficaci nei suoi confronti gli atti di disposizione del patrimonio
UNIPROF Consorzio Università di Roma Tor Vergata e Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Roma ha attivato il:
Università di Roma Tor Vergata e Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Roma ha attivato il: 1 I CORSO DI ALTA FORMAZIONE SPECIALISTICA PER GESTORI DELLA CRISI DA SOVRAINDEBITAMENTO
Deducibilità forfetaria IRAP ai fini reddituali art. 6 D.L. n. 185 del 29/11/2008 convertito con Legge n. 2 del 28/01/2009 (Decreto anti crisi) Circ.
Deducibilità forfetaria IRAP ai fini reddituali art. 6 D.L. n. 185 del 29/11/2008 convertito con Legge n. 2 del 28/01/2009 (Decreto anti crisi) Circ. Min. n. 16/E del 14/04/2009 Deduzione a regime (periodo
ACCORDI DI RISTRUTTURAZIONE DEI DEBITI
ACCORDI DI RISTRUTTURAZIONE DEI DEBITI (di Gianluca Tarantino) La legge fallimentare è stata negli ultimi anni oggetto di diversi interventi legislativi (si fa riferimento ai vari interventi operati dalla
I nuovi privilegi ex D.l.98/2011 e le ulteriori criticità per il concordato preventivo e gli accordi di ristrutturazione
Ordine dei Dottori Commercialisti ed esperti contabili Bergamo I nuovi privilegi ex D.l.98/2011 e le ulteriori criticità per il concordato preventivo e gli accordi di ristrutturazione Bergamo, 5 dicembre
Gli strumenti per il superamento della crisi d impresa. Massimiliano Bonamini Verona, 25 Novembre 2010
Gli strumenti per il superamento della crisi d impresa Massimiliano Bonamini Verona, 25 Novembre 2010 Agenda Gli strumenti per il superamento della crisi d impresa: - Ristrutturazioni in bonis - Piani
IF COMMISSIONE INGEGNERIA FORENSE LA GESTIONE DELLE RISERVE NELLE OO.PP. Seminario. Milano, 9 giugno 2011. Ing. Luciano Brusaferro
Seminario IF COMMISSIONE INGEGNERIA FORENSE LA GESTIONE DELLE RISERVE NELLE OO.PP. Milano, 9 giugno 2011 Ing. Luciano Brusaferro 1 RIFERIMENTI LEGISLATIVI Codice Contratti Pubblici D. Lgs. 12 Aprile 2006
GESTIRE EFFICACEMENTE IL DEBITO: CONCORDATI STRAGIUDIZIALI, PIANI DI RISTRUTTURAZIONE E TRANSAZIONI FISCALI
GESTIRE EFFICACEMENTE IL DEBITO: CONCORDATI STRAGIUDIZIALI, PIANI DI RISTRUTTURAZIONE E TRANSAZIONI FISCALI Milano, 15 settembre 2009 Dott. Matteo Durola INDICE Introduzione Il piano di risanamento ex
I.P.A.B. COLLEREALE - MESSINA AFFIDAMENTO DI LAVORI MEDIANTE COTTIMO FIDUCIARIO E TRATTATIVA PRIVATA FORMAZIONE ED AGGIORNAMENTO ELENCO DELLE
I.P.A.B. COLLEREALE - MESSINA AFFIDAMENTO DI LAVORI MEDIANTE COTTIMO FIDUCIARIO E TRATTATIVA PRIVATA FORMAZIONE ED AGGIORNAMENTO ELENCO DELLE IMPRESE DI FIDUCIA AFFIDAMENTO DI LAVORI MEDIANTE COTTIMO FIDUCIARIO
L impatto in bilancio delle operazioni di ristrutturazione
L impatto in bilancio delle operazioni di ristrutturazione Alberto Tron Presidente Comitato Financial Reporting Standards ANDAF Crisi di impresa e informazione finanziaria: scenario di riferimento In questi
FIDEJUSSIONE A PRIMA RICHIESTA ASSICURATIVA/BANCARIA N.
Modello 2 FIDEJUSSIONE A PRIMA RICHIESTA ASSICURATIVA/BANCARIA N. Oggetto: Fidejussione a prima richiesta a favore di Finpiemonte S.p.A a garanzia della quota di contributo a fondo perduto a titolo di
Accordi di ristrutturazione dei debiti (art. 182-bis l. fall.)
Accordi di ristrutturazione dei debiti (art. 182-bis l. fall.) Avv. Vittorio Lupoli 14 febbraio 2014 www.beplex.com II. GLI ACCORDI DI RISTRUTTURAZIONE DEI DEBITI EX ART. 182-BIS L. FALL. Sommario: 1.
Gli Accordi di Ristrutturazione del Debito Dott.ssa Lucia Savarese
Gli Accordi di Ristrutturazione del Debito Dott.ssa Lucia Savarese 05 Maggio 2011 1 Ciclo di vita di un processo di ristrutturazione Standstill interlocutorio Manovra definitiva 2 puntata Da 4 a 6 mesi
Allegato 1. Legge 30 luglio 2010, n. 122 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78. Art.42.
Allegato 1 Legge 30 luglio 2010, n. 122 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 Art.42. Reti di imprese 1. (soppresso dalla legge di conversione) 2. Alle imprese
Informazione Regolamentata n. 0489-29-2015
Informazione Regolamentata n. 0489-29-2015 Data/Ora Ricezione 07 Settembre 2015 21:44:54 MTA Societa' : DMAIL GROUP Identificativo Informazione Regolamentata : 62927 Nome utilizzatore : MAILN03 - Mereghetti
Rassegna Stampa. XII Forum SAF. Il concordato preventivo a sette anni dalla riforma: critiche e proposte
Rassegna Stampa XII Forum SAF Il concordato preventivo a sette anni dalla riforma: critiche e proposte 12 aprile 2012 Cristina Castellani Progetti di Comunicazione Integrata Via Telesio, 17 20145 Milano
I FINANZIAMENTI NEGLI ACCORDI DI RISTRUTTURAZIONE E NEL CONCORDATO PREVENTIVO
I FINANZIAMENTI NEGLI ACCORDI DI RISTRUTTURAZIONE E NEL CONCORDATO LE PRINCIPALI TAPPE DI UN PROCESSO DI RISTRUTTURAZIONE 2 CRISI DI IMPRESA: L ACQUISIZIONE DI NUOVE RISORSE FINANZIARIE In vista del risanamento
GLI ACCORDI DI RISTRUTTURAZIONE DEI DEBITI NELLA RIFORMA DELLA LEGGE FALLIMENARE
GLI ACCORDI DI RISTRUTTURAZIONE DEI DEBITI NELLA RIFORMA DELLA LEGGE FALLIMENARE Sommario: - 1. La natura dell istituto e i presupporti. 1.1. La natura dell istituto. 1.2. Rapporto con il concordato preventivo.
sumere, come peraltro confermato dalla giurisprudenza, che:
114 sumere, come peraltro confermato dalla giurisprudenza, che: Dottrina «sarebbe valida un accettazione beneficiata senza successivo inventario, che potrebbe essere formato dal minore entro un anno dalla
Novità in materia di rateazione del pagamento delle somme iscritte a ruolo
CIRCOLARE A.F. N. 82 del 17 Maggio 2013 Ai gentili clienti Loro sedi Novità in materia di rateazione del pagamento delle somme iscritte a ruolo Gentile cliente, con la presente desideriamo informarla che,
Subappalto necessario e soccorso istruttorio alla luce del d.l. n.90/2014 1.
Subappalto necessario e soccorso istruttorio alla luce del d.l. n.90/2014 1. di Arrigo Varlaro Sinisi 2 Alla luce della recente novità normativa 3 in tema di soccorso istruttorio, c è da domandarsi se
730, Unico 2013 e Studi di settore Pillole di aggiornamento
730, Unico 2013 e Studi di settore Pillole di aggiornamento N. 30 05.07.2013 Liquidazione di srl e presentazione di Unico Categoria: Sottocategoria: Scadenze Nelle società di capitali la fase di è un procedimento
DL 18 OTTOBRE 2012, N. 179 ( DL SVILUPPO-BIS ) GIUSTIZIA DIGITALE - MODIFICHE ALLA LEGGE FALLIMENTARE E AL D.LGS. N. 270/99
DL 18 OTTOBRE 2012, N. 179 ( DL SVILUPPO-BIS ) GIUSTIZIA DIGITALE - MODIFICHE ALLA LEGGE FALLIMENTARE E AL D.LGS. N. 270/99 Le modifiche introdotte dal DL Sviluppo bis in materia concorsuale riguardano:
CREDITO IVA Il nuovo modello di garanzia per il rimborso
CREDITO IVA Il nuovo modello di garanzia per il rimborso Con un apposito provvedimento il Direttore dell Agenzia delle Entrate ha approvato un nuovo modello di garanzia per la richiesta di rimborso dell
LE NOVITÀ IN TEMA DI CONCORDATO PREVENTIVO. RIFLESSI SULLA CLASSIFICAZIONE PER QUALITÀ DEL CREDITO DEI DEBITORI.
VIGILANZA BANCARIA E FINANZIARIA LE NOVITÀ IN TEMA DI CONCORDATO PREVENTIVO. RIFLESSI SULLA CLASSIFICAZIONE PER QUALITÀ DEL CREDITO DEI DEBITORI. DOCUMENTO PER LA CONSULTAZIONE Eventuali osservazioni,
Le novità della L. di Stabilità 2016: le note di credito e l estensione del reverse charge
Milano, 20 gennaio 2016 Le novità della L. di Stabilità 2016: le note di credito e l estensione del reverse charge Dott. Francesco Zondini www.pirolapennutozei.it Index LE NOTE DI CREDITO (ART. 1, CO.
LA RIFORMA DELLA LEGGE FALLIMENTARE GLI ADEMPIMENTI NEI CONFRONTI DEL REGISTRO DELLE IMPRESE
LA RIFORMA DELLA LEGGE FALLIMENTARE GLI ADEMPIMENTI NEI CONFRONTI DEL REGISTRO DELLE IMPRESE SOMMARIO A - FALLIMENTO B - CONCORDATO FALLIMENTARE C - CONCORDATO PREVENTIVO D - LIQUIDAZIONE COATTA AMMINISTRATIVA
Il prospetto degli interessi passivi in Unico SC 2012
Focus di pratica professionale di Francesco Facchini Il prospetto degli interessi passivi in Unico SC 2012 Nel modello Unico Società di Capitali 2012 devono essere indicati i dati relativi al calcolo degli
E. FRASCAROLI SANTI GLI ACCORDI DI RISTRUTTURAZIONE DEI DEBITI Un nuovo procedimento concorsuale, CEDAM, Padova, 2009
E. FRASCAROLI SANTI GLI ACCORDI DI RISTRUTTURAZIONE DEI DEBITI Un nuovo procedimento concorsuale, CEDAM, Padova, 2009 Chiara Nappini Assegnista di ricerca in diritto commerciale nell Università di Siena
COMUNE DI B E R N A L D A. Provincia di Matera REGOLAMENTO
COMUNE DI B E R N A L D A Provincia di Matera REGOLAMENTO comunale per la disciplina del procedimento di autotutela nei rapporti tributari dell Ente Allegato alla deliberazione di C.C. n. 6 del 27-3-99
Rag. Fabio Mongiardini. Studio Coda Zabetta, Mongiardini& Partners-Rag. Fabio Mongiardini, Dott. Massimiliano Teruggi
NUOVO REGIME DELLE PERDITE SU CREDITI Rag. Fabio Mongiardini 1 Art. 33 DL 83/2012 (DECRETO SVILUPPO) Importanti novità in materia di perdite su crediti sia nell ambito di procedure concorsuali sia al di
Indice analitico. Capitolo I. Sezione Prima IL TITOLO ESECUTIVO ED IL PRECETTO
491 Prefazione... p. 9 Capitolo I IL TITOLO ESECUTIVO ED IL PRECETTO 1. Premessa...» 11 2. Il titolo esecutivo, definizione e funzione (art. 474 c.p.c.)...» 11 2.1 Contenuto del titolo esecutivo...» 12
Adempimenti fiscali nel fallimento
ORDINE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI ED ESPERTI CONTABILI DI LECCO Adempimenti fiscali nel fallimento A cura della Commissione di studio in materia fallimentare e concorsuale Febbraio 2011 INDICE 1. Apertura
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DELL INSUBRIA Via Ravasi 2-21100 Varese
REGOLAMENTO PER LA RIPARTIZIONE DEL FONDO D INCENTIVAZIONE PER LA REDAZIONE DEL PROGETTO, DEL PIANO DELLA SICUREZZA, DELLA DIREZIONE DEI LAVORI E DEL COLLAUDO. Emanato con D.R. n. 6197 del 13/02/2004 Ultime
Sovraindebitamento di famiglie e imprese. Recenti normative e proposte per affrontare la crisi finanziaria e sociale
Sovraindebitamento di famiglie e imprese. Recenti normative e proposte per affrontare la crisi finanziaria e sociale Avv. Paola Moreschini Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di
RISOLUZIONE N. 46/E QUESITO
RISOLUZIONE N. 46/E Direzione Centrale Normativa Roma, 5 luglio 2013 OGGETTO: Consulenza giuridica Uffici dell Amministrazione finanziaria. Imposta di registro. Determinazione della base imponibile degli
LA RESPONSABILITA SOLIDALE NEI CONTRATTI DI APPALTO
LA RESPONSABILITA SOLIDALE NEI CONTRATTI DI APPALTO In questa Circolare 1. Premessa 2. La responsabilità solidale fiscale 3. La responsabilità solidale retributiva / contributiva 1. PREMESSA Come noto
INTRODUZIONE di Sido Bonfatti 13. PARTE PRIMA La composizione negoziale delle crisi d'impresa
INTRODUZIONE INTRODUZIONE di Sido Bonfatti 13 ANALISI PARTE PRIMA La composizione negoziale delle crisi d'impresa CAPITOLO 1 LA PREDISPOSIZIONE DEL PIANO DI RISTRUTTURAZIONE AZIENDALE NELLE PROCEDURE DI
GLI ACCORDI DI RISTRUTTURAZIONE ART. 182 bis L.F..
GLI ACCORDI DI RISTRUTTURAZIONE ART. 182 bis L.F.. Avv. Alessio Marchetti Pia Monza, 04 febbraio 2010 Esigenza Con l entrata in vigore del D.L. 14 marzo 2005 n.35 convertito in Legge 14 maggio 2005 l istituto
CIRCOLARE N. 49/E. 2. Rimborsi dovuti ai sensi dell articolo 68 del d.lgs. n. 546 del 1992...4. 2.1. Tempestiva esecuzione dei rimborsi...
CIRCOLARE N. 49/E Roma, 01 ottobre 2010 Direzione Centrale Affari Legali e Contenzioso OGGETTO: Esecuzione dei rimborsi dovuti per effetto di sentenze nei giudizi tributari INDICE 1. Premessa...2 2. Rimborsi
CAMERA DI COMMERCIO DI PERUGIA UFFICIO REGISTRO IMPRESE LE PROCEDURE CONCORSUALI DOPO LA RIFORMA DELLA LEGGE
www.pg.camcom.gov.it CAMERA DI COMMERCIO DI PERUGIA UFFICIO REGISTRO IMPRESE LE PROCEDURE CONCORSUALI DOPO LA RIFORMA DELLA LEGGE MANUALE OPERATIVO PER GLI ADEMPIMENTI REGISTRO IMPRESE IN MATERIA DI FALLIMENTO,
Tassazione delle sopravvenienze attive
Tassazione delle sopravvenienze attive Sopravvenienze attive Art. 88, comma 4, del TUIR (sostituito) Non si considerano sopravvenienze attive i versamenti in denaro o in natura fatti a fondo perduto o
Esonero contributivo per assunzioni a tempo indeterminato
Al fine di promuovere una stabile occupazione, la Legge di Stabilità 2015 introduce un esonero contributivo per le assunzioni con contratto a tempo effettuate nel 2015. L introduzione del beneficio in
Gli Accordi di Ristrutturazione del Debito
Gli Accordi di Ristrutturazione del Debito Art. 182bis e 182 ter R.D. 16 marzo 1942, n. 267 Paolo Bonolis Fabrizio Spagnolo Federico Raffaelli Roma, GLI ACCORDI EX ART. 182 BIS LEGGE FALLIMENTARE Istituto
INDICE DELLE OBBLIGAZIONI
DELLE OBBLIGAZIONI Art. 2410 c.c. Emissione... 1 1. Premessa... 1 2. Competenza... 3 2.1. Competenza dell organo amministrativo... 3 2.2. Competenza di altri organi sociali... 4 2.3. I compiti del collegio
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE 19 giugno 2003, n. 0205/Pres.
L.R. 13/2002, art. 7, c. 15 e 16 B.U.R. 23/7/2003, n. 30 DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE 19 giugno 2003, n. 0205/Pres. Regolamento recante criteri e modalità applicabili nella concessione degli aiuti
IL REGIME DEI NUOVI MINIMI regime fiscale di vantaggio per l imprenditoria giovanile e i lavoratori in mobilità
IL REGIME DEI NUOVI MINIMI regime fiscale di vantaggio per l imprenditoria giovanile e i lavoratori in mobilità A cura del Dott. Michele Avesani A partire dal 1 gennaio 2012 è entrato in vigore il regime
PREMESSO CHE: (*) modificata con DGRT 535/2013 e con DGRT 751/2013
La garanzia finanziaria può essere prestata mediante: reale e valida cauzione, fideiussione bancaria o polizza assicurativa ai sensi della Deliberazione Giunta Regionale Toscana n 743 del 06/08/2012 e
L Acquisizione di beni e l affidamento della progettazione e/o realizzazione di servizi e interventi sociali
Regolamento per L Acquisizione di beni e l affidamento della progettazione e/o realizzazione di servizi e interventi sociali ( approvato con delibera di C.C. n. 17 del 29/07/05) Sommario SOMMARIO... 2
Copertura delle perdite
Fiscal News La circolare di aggiornamento professionale N. 107 09.04.2014 Copertura delle perdite Categoria: Bilancio e contabilità Sottocategoria: Varie Le assemblee delle società di capitali che, nelle
REGOLAMENTO PER GLI STAGE
REGOLAMENTO PER GLI STAGE emanato con D.R. n. 5146 del 2000, successivamente modificato con D.R. n. 9 del 16 gennaio 2007 e D.R. n. 198 del 29 novembre 2011 1/5 ART. 1 Ambito di applicazione 1.1 Il presente
Gli studi di settore secondo la Legge Finanziaria 2005: le schede di sintesi
Pag. 488 n. 6/2005 12/02/2005 Gli studi di settore secondo la Legge Finanziaria 2005: le schede di sintesi di Rosita Donzì La Legge 30/11/2004 n. 311, art. 1, commi da 408 a 411 (in n. 2/2005, pag. 166),
