Condizioni e fattori di rischio di DMT2
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- Valentina Vecchio
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1 Condizioni e fattori di rischio di DMT2 IFG o IGT o pregresso diabete gestazionale Età >45 anni, specie se con BMI >25 od obesità centrale Età <45 anni, sovrappeso (BMI>25) e una o più fra le seguenti condizioni Familiarità di primo grado Appartenenza a gruppo etnico ad alto rischio Ipertensione arteriosa Bassi livelli di colesterolo HDL e/ o elevati valori di trigliceridi Evidenza clinica di malattie cardiovascolari Sedentarietà Sindrome dell ovaio policistico o altre condizioni di insulinoresistenza Nella donna parto di un neonato di peso > 4 kg Bambini di età >10 anni, con BMI >85 percentile e due fra le seguenti condizioni Familiarità di primo e secondo grado per diabete tipo 2 Madre con diabete gestazionale Segni di insulino-resistenza o condizioni associate (ipertensione, dislipidemia, ovaio policistico etc) Sedentarietà Appartenenza a gruppo etnico ad alto rischio Peso alla nascita >4 Kg o <2,5 Kg Standard italiani per la cura del diabete mellito AMD-SID Diabete Italia
2 Alterata omeostasi del glucosio: IFG e IGT Sono condizioni ad alto rischio per il diabete di tipo 2 (passaggio obbligato nella storia naturale del diabete) L ADA indica esplicitamente le condizioni di IFG e IGT come pre-diabete Sono condizioni di rischio modificabili Sono già condizioni di aumentato rischio cardiovascolare
3 Strategie di prevenzione primaria del DM CONDIZIONE TEST RISULTATO FOLLOWUP Pazienti >45 anni senza fattori di rischio Soggetti a medio rischio Glicemia a digiuno (in occasione di contatto per qualsiasi motivo) Glicemia a digiuno (anche prima dei 45 anni e anche annualmente) Normale Ripetere dopo 3 anni IFG Normale IFG Eseguire OGTT Ripetere ogni anno Eseguire OGTT Soggetti ad alto rischio Soggetti con IGT o IFG+IGT Glicemia a digiuno ed ev.ogtt Glicemia a digiuno ed ev.ogtt Ripetere annualmente Ripetere ogni 6-12 mesi
4 Intervento sui soggetti a rischio Correggere i fattori di rischio modificabili Obiettivi Dieta ipolipidica Calo ponderale Attività fisica regolare Astensione dal fumo Rallentare e/o impedire la comparsa del DM Miglioramento della InsulinoResistenza Riduzione dello stress sulle beta-cellule Riduzione del RCV elevato Trattamenti farmacologici Effetto favorevole di alcuni farmaci sul ritardo, forse anche sulla comparsa del DM, in alcune categorie di soggetti in associazione a modifiche degli stili di vita Trattamenti chirurgici Chirurgia bariatrica (in soggetti con obesità severa e IGT)
5 I criteri diagnostici del Diabete Mellito 1 Glicemia random =>200 mg/dl in presenza di sintomi tipici 2 Glicemia a digiuno =>126 mg/dl in almeno due occasioni 3 Glicemia 2 ore dopo carico orale di glucosio =>200 mg/dl (OGTT) E sufficiente uno solo dei tre criteri per porre diagnosi di Diabete Mellito Per glicemia si intende la concentrazione di glucosio nel plasma di sangue venoso Diagnosis and Classification of Diabetes Mellitus. American Diabetes Association. Diabetes Care, 2005 World Health Organization Consultation Group. Definition, diagnosis and classification of diabetes mellitus and its complications. Part 1: Diagnosis and Classification of Diabetes Mellitus. Geneva, World Health Organization, 1999
6 Criteri diagnostici di diabete mellito Per formulare la diagnosi di diabete NON sono necessarie le misurazioni di HbA1c Insulinemia basale o durante OGGT Glicemia post-prandiale o profilo glicemico AMD SID: Standard italiani per la cura del Diabete Mellito
7 I criteri diagnostici del Diabete Mellito 1 Glicemia random =>200 mg/dl in presenza di sintomi tipici 2 Glicemia a digiuno =>126 mg/dl in almeno due occasioni 3 Glicemia 2 ore dopo carico orale di glucosio =>200 mg/dl (OGTT) 4 HBA1c 6.5% ADA 2010
8 Standards of care ADA HbA 1C 6.5%. Il test dovrebbe essere eseguito usando un metodo certificato NGSP e standardizzato DCCT * 2. FPG 126 mg/dl. A digiuno significa assenza di apporto calorico per almeno 8 ore* O 3. Glicemia a 2 ore dopo carico di glucosio 200 mg/dl. Il test dovrebbe essere eseguito come descritto dall OMS, usando un carico di glucosio che contiene l equivalente di 75g di glucosio anidro sciolto in acqua.* O O 4. In un paziente con i classici sintomi dell iperglicemia o della crisi iperglicemica, una glicemia random 200 mg/dl. *In assenza di una franca iperglicemia, i criteri 1-3 dovrebbero essere confermati da misurazioni ripetute.
9 Alterata Omeostasi del Glucosio Glicemia a digiuno (nessun introito calorico nelle ultime 8 ore) < 100 mg/dl normale mg/dl anormale (IFG = impaired fasting glucose) 126 mg/dl probabile diagnosi di diabete (da confermare) Glicemia 2 ore dopo un carico orale di glucosio (75 g) < 140 mg/dl normale tolleranza al glucosio mg/dl ridotta tolleranza al glucosio 200 mg/dl probabile diagnosi di diabete (da confermare)
10 Soggetti a rischio di DM Glicemia a digiuno (nessun introito calorico nelle ultime 8 ore) < 100 mg/dl basso rischio mg/dl rischio aumentato (IFG = impaired fasting glucose) 126 mg/dl diabete (da confermare) Glicemia 2 ore dopo un carico orale di glucosio (75 g) < 140 mg/dl basso rischio (normale tolleranza al glucosio) mg/dl rischio aumentato (IGT ridotta tolleranza al glucosio) 200 mg/dl diabete (da confermare) Emoglobina glicata < 5,7% basso rischio % rischio aumentato 6,5% diabete (da confermare) Standards of care ADA 2010
11 Criteri diagnostici: Diabete, IFG ed IGT Glicemia a digiuno 126 mg/dl 100 mg/dl IFG Normale IFG + IGT IGT Diabete 140 mg/dl 200 mg/dl Glicemia dopo carico orale 2-h IFG = alterata glicemia a digiuno; IGT = alterata tolleranza ai carboidrati American Diabetes Association. Diabetes Care. 2004;27(suppl 1):S15-S35.
12 Prova da carico con glucosio OGTT Somministrazione orale di 75 gr di glucosio Controllo della glicemia dopo 2 ore Glicemia >200 mg/dl Diabete Glicemia mg/dl Glicemia <140 mg/dl Alterata tolleranza al glucosio Normale
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