TEST DI ANALISI SENSORIALE TEST ANALITICI
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- Ruggero Raffaele Bettini
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1 TEST DI ANALISI SENSORIALE Analitici Sui consumatori (affettivi) TEST ANALITICI Test discriminanti (qualitativi e quantitativi) e descrittivi 1. Rileva una differenza sensoriale ma non si quantifica la portata (si richiede l indicazione del prodotto diverso). 2. Rileva una differenza sensoriale ma se ne quantifica l entità (richiede l uso della scala). 3. Qual è il suo profilo sensoriale? (descrizione più dettagliata).
2 Test discriminanti Test di differenza generica Test di differenza per attributi Esiste una differenza sensoriale fra campioni? Esiste una differenza sensoriale fra campioni per quel determinato attributo? I test discriminanti possono essere usati per i seguenti scopi: si vuole dimostrare che due campioni sono differenti o che sono simili. L approccio del test è però uguale. Appartengono ai test di differenza generica: Test triangolare, Duo-Trio, Uno/Quattro o Due/Cinque, Differenza Semplice, A -non A. Appartengono al test di differenza per attributi: Confronto a coppie (due campioni o più campioni), Ordinamento, Classificazione per intervalli, Differenza dallo standard.
3 TEST TRIANGOLARE Si usa questo metodo quando si vuole determinare se esiste una differenza sensoriale fra due prodotti. E efficace in certe situazioni: per determinare se vi sono differenze nei prodotti dovute a cambiamenti negli ingredienti, trasformazione, packaging o conservazione; se esiste una differenza generica quando non si conoscono tutti gli attributi che possono essere stati influenzati; per selezionare e monitorare i giudici per la capacità discriminante. Non darà mai informazioni circa il grado di differenza né da indicazioni su quale dei due campioni è preferito.
4 Principio del test: ogni soggetto valuta tre campioni di cui due sono uguali e uno è differente; egli deve identificare il campione diverso. Si devono usare da 20 a 40 giudici (bastano 12 solo se le differenze fra i campioni sono molto marcate!). I soggetti devono anche avere confidenza con il tipo di test utilizzato. Interpretazione dei dati ottenuti: si conta il numero di risposte corrette e il numero di risposte totali e i risultati vanno interpretati usando la tabella che segue.
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6 I giudici hanno una probabilità di far giusto casualmente del 33 %. Procedura: i campioni, se possibile vanno offerti simultaneamente. Si preparano numeri uguali delle 6 combinazioni possibili (ABB, BAA, AAB, BBA, ABA, BAB) e vengono consegnati random ai giudici. Non bisogna mai chiedere altre cose come preferenza, accettabilità o grado di differenza.
7 TEST DUO-TRIO Alternativa al test triangolare che per alcuni può essere difficile. E statisticamente meno efficiente del triangolare: la probabilità di indovinare la risposta corretta è del 50%. Il metodo è utile per determinare se vi sono differenze fra due prodotti dovute a cambiamenti negli ingredienti, trasformazione, packaging o conservazione; se esiste una differenza generica quando non si conoscono tutti gli attributi che possono essere stati influenzati. Principio del test: al giudice viene presentato un campione di riferimento (controllo), questi valuta sempre tre campioni di cui due sono uguali e uno è differente; il giudice deve decidere quale è il campione uguale al riferimento.
8 Si devono usare da 16 a 32 giudici. Vi sono due tipi di test: nel primo il riferimento viene mantenuto costante (usato con giudici ben addestrati e che hanno familiarità col prodotto); nel secondo si bilancia il riferimento con gli altri prodotti (usato con giudici non addestrati o per campioni sconosciuti).
9 Maggiore è il numero dei soggetti migliore sarà il risultato del test. I campioni vanno offerti simultaneamente se possibile, le combinazioni da preparare devono essere uguali. Anche in questo caso non bisogna mai chiedere altre cose tipo preferenza, accettabilità o grado di differenza. Interpretazione dei dati ottenuti: si conta il numero di risposte corrette e il numero di risposte totali e i risultati vanno interpretati nella tabella che segue. Non devono esserci risposte nessuna differenza ; se il giudice ha un dubbio è obbligato ad indovinare.
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11 TEST DUE/CINQUE E statisticamente molto efficiente: la probabilità di indovinare la risposta corretta è 1 su 10. Purtroppo è fortemente influenzato dalla fatica sensoriale e dagli effetti memoria. Infatti è usato molto poco in test dove si vuol determinare il flavour. Utile per valutazioni tattili o visive. Il metodo è utile per determinare se vi sono differenze fra due prodotti dovute a cambiamenti negli ingredienti, trasformazione, packaging o conservazione; se esiste una differenza generica quando non si conoscono tutti gli attributi che possono essere stati influenzati; per selezionare e monitorare i giudici per valutare la loro capacità discriminante.
12 Principio del test: ai giudici vengono presentati cinque campioni, due appartengono ad un tipo e tre ad un altro; il giudice deve separare i due campioni diversi dagli altri tre. Si devono usare da 10 a 20 giudici addestrati. Possono essere usati 5-6 giudici solo se le differenze fra i campioni sono molto marcate. I campioni vanno presentati simultaneamente se possibile, random e in combinazioni uguali di tre A e tre B.
13 Interpretazione dei dati ottenuti: si conta il numero di risposte corrette e il numero di risposte totali e i risultati vanno interpretati nella tabella che segue. Non devono esserci risposte nessuna differenza ; se il giudice ha un dubbio è obbligato ad indovinare.
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15 TEST DI DIFFERENZA SEMPLICE (anche same/different test) Anche in questo caso si vuole vedere se esiste una differenza sensoriale fra due prodotti e non si possono usare i due test precedenti. I campioni hanno caratteristiche particolari come ad es. una crema per il viso o campioni con un aroma che perdura nel tempo. La probabilità di indovinare la risposta corretta sembrerebbe del 50 % ma non è così. Ho 4 alternative (AA, BB, AB, BA). Uso quindi una tabella di frequenza. Il metodo è utile per determinare se vi sono differenze fra due prodotti dovute a cambiamenti negli ingredienti, trasformazione, packaging o conservazione; se esiste una differenza generica quando non si conoscono tutti gli attributi che possono essere stati influenzati.
16 Principio del test: ai giudici si presentano due campioni e gli si chiede se sono uguali o diversi. La prima metà del panel avrà i campioni diversi, l altra metà uguali. Si possono usare fino a 200 giudici addestrati. Ogni combinazione deve essere presentata da 20 a 50 volte perché il test sia valido. I campioni vanno presentati simultaneamente e devono essere in numero uguale per ogni paio. Ai giudici vanno presentati random. Interpretazione dei dati ottenuti: si analizzano i risultati comparando il numero di risposte differenti per il paio di campioni uguali al numero di risposte differenti per il paio di campioni differenti, usando il test del χ 2.
17 Se il valore ottenuto è più grande di quello riportato nella tabella del χ 2 vuol dire che fra i due campioni esiste una differenza significativa.
18 TEST A NON A Anche in questo caso si vuole vedere se esiste una differenza sensoriale fra due prodotti e non si possono usare i test precedenti. Simile al test DUO-TRIO, si usa quando uno dei due prodotti ha importanza come standard o come prodotto di riferimento. Cambia il fatto che il campione va presentato uno alla volta. Il metodo è utile per determinare se vi sono differenze fra due prodotti dovute a cambiamenti negli ingredienti, trasformazione, packaging o conservazione; se esiste una differenza generica quando non si conoscono tutti gli attributi che possono essere stati influenzati.
19 Principio del test: Si possono usare da 10 a 50 giudici addestrati per riconoscere il campione A e quello non A. Ogni combinazione deve essere presentata da 20 a 50 volte perché il test sia valido. Interpretazione dei dati ottenuti: come il test precedente si usa il test del χ 2.
20 Se il valore ottenuto è più grande di quello riportato nella tabella del χ 2 vuol dire che fra i due campioni esiste una differenza significativa.
21 Valori da selezionare prima dell effettuazione del test Rischio α: probabilità di concludere che esiste una differenza percepibile quando in realtà non esiste (errore statistico del I tipo); Rischio β: probabilità di concludere che non esiste una differenza percepibile quando in realtà esiste (errore statistico del II tipo); p d : rappresenta la percentuale di popolazione di giudici che distinguono la differenza. Un rischio α del 10 5 % ( ) indica con moderata evidenza che esiste una differenza; Un rischio α del 5 1 % ( ) indica una forte evidenza che una differenza esiste; Un rischio α del % ( ) indica una evidenza molto forte che una differenza esiste; Un rischio α sotto 0.1 % (< 0.001) indica una evidenza fortissima che una differenza esiste.
22 Per il rischio β la forza dell evidenza che una differenza non esiste è valutata come per α sostituendo non esiste al posto di esiste. La massima proporzione di giudici (proporzione di discriminatori veri!) che si può scegliere cade in tre intervalli: p d < 25 % rappresenta valori bassi; 25 % < p d < 35 % rappresenta valori medi; p d > 35 % rappresenta valori alti. Tutti questi valori vengono definiti a priori dal panel leader e possono essere aggiustati sulla base del numero di giudici a disposizione. Questo permette di ottenere il miglior compromesso fra la sensibilità desiderata per il test e le risorse che si hanno a disposizione.
23 Quando si tratta di test di differenza interessa principalmente il rischio α, mentre per i test di similarità il rischio β. Tutti questi parametri vanno scelti quando ci interessa capire quanti giudici usare per dare al test la desiderata sensibilità (a seconda dello scopo del test). 1 -β = rappresenta il potere statistico del test, cioè potrebbe essere definito come la probabilità di trovare una differenza, se ne esiste veramente una, o la probabilità di prendere la decisione corretta che i due campioni sono percettibilmente differenti. Il potere del test dipende dalla grandezza della differenza tra i campioni, dalla dimensione di α e dal numero di giudici che effettueranno il test.
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25 TEST DI DIFFERENZA PER ATTRIBUTI CONFRONTO A COPPIE Anche in questo caso si vuole vedere se esiste una differenza sensoriale fra due (o più campioni) ma misuriamo un singolo attributo (es. dolcezza). Attenzione: se non si trova differenza per quell attributo non è detto che non vi possa essere comunque una differenza generica. Si chiama anche paired-comparison test o directional difference test o 2- AFC (2-Alternative Forced Choice). Se abbiamo due campioni da confrontare l elaborazione dei risultati ottenuti è semplice. Con più di due campioni va utilizzata l analisi della varianza o test statistici più complessi.
26 Unica difficoltà: L applicazione del test può essere bilaterale (la più comune) o unilaterale (quando solo una risposta è di interesse o solo una risposta è corretta). Questa decisione va presa quando si definisce il test. Per l elaborazione dei dati si possono usare due tabelle, unilaterale (one-sided) e bilaterale (two-sided). La prima si usa se si conosce la risposta, altrimenti bisogna usare la seconda. Cosa significa? Si può avere una conferma oppure si prende una decisione. Confermare che quel prodotto risulta effettivamente diverso oppure decidere quale dei due prodotti è considerato più o meno
27 Principio del test: ai giudici, anche non addestrati, vanno presentati due campioni codificati. Ogni combinazione deve essere preparata lo stesso numero di volte perché il test sia valido (uguali combinazioni di AB e BA). Ai soggetti vanno consegnati random. Si può accettare la non differenza da parte dei giudici. La probabilità di indovinare è del 50 % perciò i giudici devono essere numerosi (20 o 30 se non addestrati). Devono avere soltanto familiarità con l attributo che stanno andando a valutare. Attenzione! Il numero di giudici è influenzato da diversi parametri: se il test è unilaterale o bilaterale; dai valori scelti per la sensibilità del test stesso (α, β, pmax). pmax < 55 % piccole differenze da intensità uguali; 55 % pmax 65 % medie differenze da intensità uguali; pmax > 65 % grandi differenze da intensità uguali.
28 Interpretazione dei dati ottenuti: i campioni vanno presentati simultaneamente. Si conta il numero di risposte di interesse. Nel test unilaterale si contano il numero di risposte corrette, cioè nella direzione di nostro interesse e si usa la tabella del test duo-trio. Nel test bilaterale si contano il numero di risposte riferite al campione citato più frequentemente e si usa la tabella seguente.
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30 Test discriminanti con più di due campioni Test di appaiamento (pairwise ranking test) Sono presentate in contemporanea serie di tre o più campioni (fino a 6), ognuna delle quali è composta dagli stessi campioni dell altra anche se codificati e disposti in maniera differente. Le serie di campioni vanno presentate un paio alla volta in ordine random e si chiede ad es. quale è il campione più dolce. L elaborazione dei dati avviene creando una matrice in cui vengono riportate tutte le combinazioni trovate ed elaborando successivamente i dati con la statistica del χ 2. Se il valore della formula, campione per campione, è pari o superiore a quello della tavola del χ 2 significa che quel determinato campione è significativamente diverso rispetto all insieme degli altri.
31 TEST DISCRIMINANTI CON PIU CAMPIONI Testi di ordinamento (Simple ranking test) Questi test vengono utilizzati per comparare più campioni per un singolo attributo. L ordinamento è il modo più semplice per effettuare tale comparazione, i dati ottenuti ci danno un ordine ma non una misura del grado di differenza sensoriale fra campioni. Cioè si stila una graduatoria (la differenza è sempre di una unità). Il test è molto rapido ed utile come screening per ulteriori analisi. Principio del test: l ordine di presentazione deve essere random e bilanciato. Ai giudici si chiede di ordinare i campioni sulla base dell attributo di interesse. Si dovrebbero usare non meno di otto giudici, allenati ed istruiti.
32 Procedura del test: i giudici ricevono i campioni in un certo ordine e loro devono riordinarli sulla base delle loro sensazioni. Dovrebbero indovinare anche se i campioni possono sembrare gli stessi. Si può anche eseguire per più di un attributo ma l assaggio va fatto separatamente. Interpretazione dei dati ottenuti: si utilizza il test di Friedman chiamato anche analisi dei ranghi dove i ranghi rappresentano la posizione in classifica alla quale viene assegnato il campione. Si usa una equazione per calcolare il valore del test statistico T. Se tale valore supera quello riportato nella tabella del χ 2 vuol dire che almeno tra due campioni è presente una differenza significativa.
33 F = 12 SR 2 3b(k+1) bk(k+1) dove b = numero di assaggiatori (giudici) k = numero di campioni SR 2 = sommatoria dei quadrati delle somme dei ranghi assegnati ad ogni singolo campione Se il valore della formula è pari o superiore a quello della tavola del χ 2 (a gradi di libertà pari al numero dei campioni - 1), al livello di errore α = 0,05 allora significa che fra almeno due campioni vi è differenza significativa per quel determinato attributo.
34 Codice Ordine di assaggio Ordine dato A B C D E A ABCDE B EDCBA C ABCDE D EDCBA E ABCDE Z ABCDE Totale Per osservare se tale differenza vi è anche fra gli altri campioni è necessario utilizzare la formula dell LSD (Differenza Minima Significativa). LSD = t α/2, bk(k+1)/6 Con t α/2, = t di Student con gradi di libertà e α/2 = 0,025
35 Test di ordinamento a blocchi incompleti bilanciati Questo test va applicato quando abbiamo troppi campioni da valutare insieme (da 6 a 12 o anche di più). Tale metodo va scelto quando abbiamo un panel non particolarmente allenato per quel tipo di campione e vogliamo eseguire una analisi statistica semplice come quella di Friedman. I campioni vanno presentati a piccoli blocchi (es. ho 10 vini, 5 li faccio assaggiare ad un giudice e 5 ad un altro giudice); ecco perché è incompleto e bilanciato. I soggetti a questo punto devono ordinarli in accordo all attributo di interesse. I dati vanno analizzati come riportato per il test di ordinamento semplice.
36 Quali sono i limiti del test di ordinamento? Ho una graduatoria ma non so in che punto della scala sono né tanto meno so quale è la distanza fra due campioni. Per sapere quanto i campioni sono differenti bisogna introdurre il concetto di scala a punti, che può dare maggiori informazioni. Es. tre campioni 1, 2 e 3, differiscono tra loro per un attributo ma quanto? In questo caso mi interessa non tanto il valore assoluto per ogni singolo campione quanto la differenza relativa fra i campioni. Bisogna sempre specificare quale scala va usata. I risultati vanno analizzati con l Analisi della Varianza (Anova). Se i campioni sono due si applica il test di Student per verificare se le medie relative agli attributi analizzati sono differenti. Questi test sono chiamati Multisample difference test: rating test.
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