Chi ha elaborato l ABA

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1 Chi ha elaborato l ABA Alla fine degli anni 60 Ivar Lovaas, professore presso l Università di California Los Angeles (UCLA) cominciò a lavorare con bambini affetti da autismo utilizzando strategie comportamentali. Sulla base di diversi anni di ricerca e di intervento è stato messo a punto un modello di intervento conosciuto come Metodo Lovaas

2 Lovaas, tra i primi ad utilizzare tale approccio (Lovaas, 1979), ha progressivamente elaborato un protocollo di trattamento altamente strutturato: il Discrete Trial Training (Lovaas, 1981). Si tratta di un intervento che prevede una serie di sedute per un totale di 40 ore settimanali.

3 Ciascuna seduta, a sua volta, prevede una serie di trial altamente strutturati. Il trial è un evento di apprendimento in cui il bambino è sollecitato a rispondere ad uno specifico stimolo. Si tratta di un Insegnamento altamente strutturato, con un rapporto 1:1, in un ambiente specificamente organizzato.

4 L ABA è quindi il più noto approccio di tipo comportamentale. Lovaas parte da un modello di apprendimento di tipo skinneriano e propone un programma di insegnamento molto strutturato delle abilità deficitarie nell autismo.

5 La base metodologica dell intervento di Lovaas è: Il programma di Lovaas si basa sul modello di condizionamento operante di Skinner, modello focalizzato sull uso del rinforzo positivo come agente fondamentale del cambiamento comportamentale. All interno del paradigma del training ristretto si adoperano i principi del condizionamento operante, come il modellamento, il concatenamento, il training discriminativo e l uso della contingenza.

6 La relativa teoria si basa sul controllo del rinforzo come base per il cambiamento comportamentale; vale a dire, il comportamento che è positivamente rinforzato continuerà mentre il comportamento che è ignorato o punito (ad es. tramite il time-out) si concluderà.

7 Prevede il coinvolgimento dei genitori e di altre persone che vengono istruite all uso di tecniche di modificazione del comportamento. Le singole abilità che ci si propone di far apprendere al bambino vengono suddivise in singole sottounità. L intervento prevede la registrazione obiettiva dei comportamenti che ci si propone di far acquisire o di estinguere.

8 Questo tipo di intervento, accompagnato da ricerche che ne hanno dimostrato la relativa efficacia (Lovaas, 1987), si è successivamente modificato per far fronte a uno dei principali limiti osservati: quello di avere una scarsa efficacia nella generalizzazione degli apprendimenti. Il bambino poteva, cioè, apprendere un abilità nel contesto di apprendimento ma non riuscire poi a utilizzarla nei contesti di vita quotidiana o in presenza di altre persone.

9 L ABA prende in considerazione i seguenti 4 elementi: 1) Gli antecedenti (tutto ciò che precede il comportamento in esame); 2) Il comportamento in esame (osservabile e misurabile) 3) Le conseguenze (tutto ciò che deriva dal comportamento in esame); 4) Il contesto (definito in termini di luogo, persone, materiali, attività o momento del giorno) in cui il comportamento si verifica.

10 ABA # DTT Spesso l ABA viene erroneamente identificata con il DTT (Discrete Trial Training) che è solo uno dei tipi di trattamento comportamentale basati sui principi dell ABA (in questo caso elaborato da Lovaas) Vi sono dunque diversi tipi di trattamento comportamentale basati sui principi dell ABA.

11 Necessità di fare chiarezza fra i seguenti termini: Analisi Comportamentale ABA (Analisi Comportamentale Applicata) DTT (Discrete Trial Training Lovaas) DTT (Discrete Trial Therapy) DTT (Discrete Trial Teaching) DT (Discrete Trial)

12 Continuando a fare chiarezza... Le terapie che si basano sull insegnamento delle abilità attraverso i discrete - trials ovvero per prove distinte prendono il nome di DISCRETE-TRIAL THERAPY (terapie basate sulle tecniche ABA e che utilizzano il DTT (Discrete Trial Teaching) per insegnare e/o sviluppare le abilità). Un es. è il CBAM (Comprehensive Behavior Acquisition Model)

13 Discrete -Trial Un discrete trial prevede l insegnamento di un singolo trial per volta. Il trial è un evento di apprendimento in cui il bambino è sollecitato a rispondere ad uno specifico comando o stimolo. Il DTT (Discrete Trial Teaching) è l insegnamento per prove distinte.

14 Il Discrete Trial comprende gli elementi del c.d. Ciclo Istruzionale Stimolo Risposta Conseguenza

15 LO STIMOLO: è costituito da qualsiasi avvenimento concreto all interno dell ambiente che possa creare l occasione per l emissione di una risposta. Esempi: istruzioni verbali, oggetti, immagini, persone. LA RISPOSTA: è il comportamento che fa seguito allo stimolo (i termini risposta e comportamento sono intercambiabili) LA CONSEGUENZA: è un avvenimento o evento che fa seguito alla risposta. Il rinforzo è la conseguenza (evento) che aumenta le probabilità che la risposta a cui esso segue si ripeta in futuro.

16 Conseguenza E un avvenimento (evento) che fa seguito alla risposta. Si tratta di ciò che succede al bambino una volta emessa la risposta. Spesso la conseguenza è un evento naturale. Es. Squilla il telefono (Stimolo) -Prendo il ricevitore e dico Pronto! (Risposta) Sono Marco! (Conseguenza) Candela (Stimolo) Accensione (Risposta) Bruciatura al dito (conseguenza)

17 Le conseguenze naturali, negative o positive che siano, sono parte integrante della vita di tutti i giorni e, in quanto tali, influenzano i nostri comportamenti. Esiste un altro tipo di conseguenza che contribuisce in maniera maggiore a determinare il nostro comportamento abituale: sono le altre persone all interno del nostro ambiente a far sì che determinate conseguenze facciano seguito al nostro comportamento.

18 Il tipo di conseguenza dato a un comportamento dipende dall effetto che la persona (ad es. una madre o un insegnante) vuole che esso abbia sul comportamento in futuro. Se ad es. la madre vuole che tale comportamento continui o venga incrementato, farà in modo che la conseguenza sia piacevole.

19 Se invece la madre desidera che il comportamento cessi o diventi meno frequente, farà in modo che la conseguenza sia spiacevole. Qualunque sia la scelta fatta, in questo es., dalla madre, il comportamento (o risposta) futuro sarà condizionato dalla conseguenza. Per questa ragione si dice che il comportamento dipende dalle sue conseguenze.

20 Esistono dunque due tipi fondamentali di conseguenze: rinforzanti e punitive. La conseguenza rinforzante aumenterà la frequenza di emissione del comportamento; La conseguenze punitiva comporterà una riduzione della frequenza del comportamento.

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22 Il Principio centrale dell ABA è: il Rinforzo - Cos è? E un evento che aumenta le probabilità che la risposta a cui esso segue si ripeta in futuro. Dovrà essere qualcosa di gradito, che spinga il bambino ad emettere più frequentemente la risposta. E essenziale scoprire per ogni bambino il maggior numero possibile di rinforzi dato che i suoi comportamenti potranno inizialmente essere incrementati solo avendo adeguati rinforzi a disposizione.

23 E uno stimolo che, quando viene presentato in contingenza di una risposta può aumentare la probabilità che tale risposta si ripresenti (rinforzo positivo) E uno stimolo che, se rimosso in contingenza di una risposta può diminuire la probabilità che tale risposta si ripresenti (rinforzo negativo)

24 I Rinforzi si dividono in: Rinforzi commestibili (o alimentari) Rinforzi ludici Rinforzi sensoriali Rinforzi Sociali

25 I Rinforzi commestibili I Rinforzi commestibili sono cibi che il bambino predilige e per i quali è disposto ad emettere una risposta. I Rinforzi alimentari sono generalmente più efficaci degli altri in quanto il cibo è fonte primaria di gratificazione (essendo indispensabile alla sopravvivenza). La collaborazione dei genitori è determinante al fine di conoscere cosa piace ai loro figli. E buona norma ricorrere ai rinforzi alimentari quando si inizia un intervento con un bambino che ancora non si conosce o quando si deve insegnare un nuovo comportamento.

26 Vi sono due tipi di rinforzi commestibili (Si può ricorrere ad un unico tipo, a una combinazione di entrambi o passare dall uno all altro a seconda dei casi). 1) Solidi (biscotti, frutta, caramelle, patatine, popcorn, cereali, ecc.) 2)Liquidi (succo di frutta, latte, coca-cola, ecc.)

27 Qualunque sia il tipo di rinforzo commestibile scelto, questo dovrà variare spesso: il bambino si stancherà di sentire sempre lo stesso gusto e così cesserà di emettere la sua risposta. Nel momento in cui il bambino cessa di lavorare o di rispondere ad un particolare rinforzo commestibile, vuol dire che tale rinforzo ha perso la sua efficacia. Questo fenomeno prende il nome di sazietà : il bambino è sazio di un particolare rinforzo.

28 In termini tecnici, per sazietà s intende una situazione che si verifica quando un rinforzo è stato somministrato così spesso da non essere più efficace nell incremento o nel mantenimento di un comportamento. Il problema della sazietà riveste nell ambito delle attività educative un importanza che non va trascurata.

29 Fortunatamente la sazietà rappresenta, il più delle volte, uno stato temporaneo e il rinforzo potrà di nuovo essere efficace in futuro, a patto che non lo si usi per un certo periodo. Nel momento in cui il bambino accetterà di nuovo con entusiasmo il rinforzo precedentemente sospeso, l educatore saprà che quel genere commestibili ha riacquistato funzione di rinforzo, e questo secondo il principio della privazione

30 Per privazione s intende la situazione che si viene a creare quando l erogazione di un rinforzo viene sospesa finché questo non risulta di nuovo efficace nell incremento o nel mantenimento di un comportamento. L uso di una vasta gamma di rinforzi commestibili consente di sfruttare gli effetti della privazione e di evitare l inconveniente della sazietà.

31 Nel corso di un intervento educativo o comportamentale si dovrà fare in modo di aumentare al massimo lo stato di privazione e ridurre al minimo quello di sazietà. L educatore, oltre ad utilizzare una vasta gamma di rinforzi commestibili, deve anche preoccuparsi di somministrare ciascun rinforzo a piccole dosi.

32 Un vantaggio della somministrazione a piccole dosi è il fatto che i rinforzi vengono così consumati in poco tempo. E infatti buona norma evitare quei cibi che durano a lungo (come la gomma da masticare) o che abbiano bisogno di essere preparati (noccioline con il guscio, la frutta con la buccia, ecc.)

33 I Rinforzi ludici consistono nei giochi graditi dal bambino (es. palla, puzzle, giochi ad incastri, palloncini, giochi elettronici, pc, ecc.)

34 Rinforzi Sensoriali Per rinforzi sensoriali si intendono sensazioni che il bambino mostra di gradire o prediligere. Sono sensazioni piacevoli che coinvolgono la vista, l udito, l odorato e il tatto. 1 tattili 2 olfattivi 3 visivi 4 - uditivi

35 Per rinforzo tattile si intende qualsiasi tipo di contatto epidermico fra l educatore e il bambino a cui quest ultimo risponda positivamente. Sono degli es.: un abbraccio, il massaggio di una parte del corpo, una carezza, il solletico, ecc. Per rinforzo olfattivo si intendono delle sostanze profumate e gradevoli al bambino. Ad es. i libri gratta e annusa.

36 I rinforzi visivi consistono in tutto ciò che può essere visivamente piacevole e gradito al bambino. Ad es. luci, immagini, ecc. Per rinforzi uditivi si intendono dei suoni piacevoli. La musica può ad es. rivelarsi un rinforzo molto efficace

37 Rinforzi Sociali Consistono in elogi, lodi e forme di attenzione. Affinché i bambini con autismo imparino che la lode rappresenta un evento piacevole è necessario che a un qualsiasi rinforzo commestibile o sensoriale si associ sempre una lode o un altro tipo di rinforzo sociale. Il Rinforzo sociale dovrà essere sempre associato all erogazione di qualsiasi altro rinforzo.

38 Sono rinforzi sociali: Livello alto: Bravo! Molto bravo! Bravissimo! Molto bene! Benissimo! Ottimo lavoro!

39 Livello più basso: Ok! Si Giusto Ecc.

40 DISCRETE TRIAL TEACHING IL DTT E UNA METODOLOGIA SPECIFICA PER MASSIMIZZARE L APPRENDIMENTO. E UNA SPECIFICA TECNICA DI INSEGNAMENTO USATA PER SVILUPPARE MOLTE ABILITA : COGNITIVE, LA COMUNICAZIONE, IL GIOCO, LE ABILITA SOCIALI E DI AUTONOMIA

41 DTT-DISCRETE TRIAL TEACHING LA TECNICA CONSISTE: NELLA SUDDIVISIONE DI UN ABILITA IN PICCOLE PARTI NELL INSEGNARE OGNI SUB-ABILITA ALLA VOLTA OGNI SESSIONE DI TERAPIA COMPRENDE RIPETUTE PROVE (TRIALS) E OGNI PROVA (TRIAL) HA UN INIZIO BEN DEFINITO (ISTRUZIONE) E UNA FINE (RISPOSTA) OGNI PARTE DELL ABILITA DEVE ESSERE APPRESA PRIMA CHE VENGA PRESENTATA UN ALTRA SUB-ABILITA

42 LA TECNICA INOLTRE: FORNISCE AIUTI ATTENUANDOLI GRADUALMENTE USA PROCEDURE DI RINFORZO UNA SESSIONE DI INSEGNAMENTO COMPRENDE MOLTE PROVE E OGNI PROVA HA UN SUO INIZIO E UNA SUA FINE PER QUESTO SI USA IL TERMINE DISCRETE

43 Può essere utilizzata a scuola dall insegnante (perché ricordiamo stiamo parlando di una metodologia di insegnamento e non di una terapia) A casa o in qualsiasi altro ambiente Può essere erogato da diverse figure (es. educatore, psicologo, insegnante, terapista comportamentale, ecc.) È necessario però conoscere esattamente le caratteristiche del DTT

44 UN DISCRETE-TRIAL è composto dalle seguenti parti: Antecedente (Istruzione o simile) Aiuto (anche se può non esserci) Risposta dello studente Risposta dell insegnante o altra Conseguenza Intervallo tra le prove

45 Istruzione Istruzione o Stimolo Discriminativo (SD): 1 - Puo essere un istruzione verbale ma anche un altro evento quale uno stimolo visivo (ad es. un oggetto o una foto) 2 All inizio dell insegnamento le istruzioni devono essere semplici e concise. Questo aiuta ad evitare confusione. Man mano che il bambino progredisce le istruzioni devono diventare più complesse e articolate. 3 E necessario assicurarsi che l istruzione (SD) sia appropriata al compito

46 4 - E opportuno dare al bambino il tempo necessario per rispondere (almeno 3-5 secondi). Questo fornisce l opportunità di processare l informazione. L educatore deve essere attento al ritmo ottimale di terapia per il bambino: Troppo veloce genera confusione Troppo lento può causare non attenzione Gradualmente il ritmo deve avvicinarsi a quello che avviene in un ambiente naturale

47 Risposta 1 - E opportuno sapere in anticipo quale risposta e quale livello di qualità ci si aspetta in modo che il bambino possa ottenere il rinforzo. 2- E necessario fare attenzione a non rinforzare comportamenti estranei non desiderati che si manifestano insieme alla risposta corretta. Se rinforziamo un comportamento indesiderato insieme alla risposta corretta, si rinforzerà anche il comportamento non desiderato.

48 3 E opportuno rinforzare comportamenti spontanei adeguati come il contatto oculare, lo stare seduto o il linguaggio spontaneo. 4 Se entro 3 5 secondi non otteniamo la Risposta, è bene considerarla prova fallita dunque una non risposta. 5 Modellare il comportamento in quanto lo scopo è che la qualità generale delle risposte migliori nel tempo. 6 Evitare che il bambino anticipi la risposta. In quest ultimo caso, se il bambino inizia a rispondere prima ancora di aver terminato di dare l

49 In quest ultimo caso, se il bambino inizia a rispondere prima ancora di avergli dato per intero l istruzione, è probabile che: Stiamo diventando prevedibili (necessità di variare l ordine di presentazione) Il bambino da una risposta qualunque (tira ad indovinare) Il bambino non presta attenzione

50 Autocorrezione: a volte i bambini riescono a correggersi da soli e l autocorrezione è considerata una risposta accettabile. Corrisponde all abilità di risolvere un problema : abilità molto importante. E tuttavia consigliato far ripetere la prova per assicurarsi che la Risposta avvenga senza autocorrezione.

51 Conseguenza 1 - La Risposta, se corretta, deve essere immediatamente seguita dal rinforzo. Il rinforzo fa capire che la risposta è corretta e aumenta la possibilità che la risposta sia ripetuta. La mancanza di rinforzo o una conseguenza negativa forniscono l informazione che la risposta non è corretta e diminuiscono la possibilità che la risposta venga ripetuta.

52 2 - La conseguenza non deve essere ambigua (ad es. dimostrandoci arrabbiati mentre diciamo bravo ). 3 - Le conseguenze devono essere pianificate in precedenza e i criteri devono essere applicati consistentemente. Tuttavia assicuriamoci di dare rinforzi spontanei nel caso di comportamenti e rendimenti che non ci aspettavamo.

53 4 I rinforzi devono essere scelti in base alle preferenze di ogni bambino. E bene stare attenti continuamente all efficacia dei rinforzi e fare degli aggiustamenti se necessario. 5 - Il rinforzo deve essere portato il più velocemente possibile a livelli naturali di frequenza, ritardo e intensità. All inizio il rinforzo deve seguire il 100% delle risposte corrette (programma di rinforzo continuo).

54 Man mano che l apprendimento progredisce, si dovrebbe procedere con un livello di rinforzo intermittente in modo che: Si riduca la dipendenza Si riduca il controllo esterno Ci si avvicini a ciò che il bambino incontrerà nell ambiente naturale, promuovendo così la generalizzazione

55 6 Nota bene: è importante usare conseguenze differenziate: a) una risposta di livello qualitativo alto ha come conseguenza il rinforzo migliore; una risposta che necessita di aiuto o è di livello qualitativo inferiore ottiene un moderato livello di rinforzo;

56 Intervallo tra le prove E bene lasciare qualche secondo tra una prova e l altra. La pausa consentirà al bambino: Di processare l informazione Di imparare ad aspettare Permette la raccolta di dati Rende l inizio della prova successiva più discreto

57 Aiuto Un aiuto è un suggerimento (prompt), il quale può essere parziale o totale. Usare gli aiuti: Velocizza il processo di apprendimento Riduce la frustrazione

58 Ci sono diversi livelli di aiuto: Gli aiuti possono essere organizzati in una gerarchia dal più intrusivo al meno intrusivo: guida fisica, dimostrazione, aiuto verbale, indicare, ecc. Per facilitare l indipendenza qualsiasi aiuto deve essere eliminato il più velocemente possibile. Evitare gli aiuti inavvertiti: ad es. occhiate, postura, ecc.

59 Gli aiuti devono essere usati per evitare fallimenti e per assicurare successo. Scegliere l appropriato livello di aiuto: Rende più facile poi diminuire l aiuto e toglierlo Riduce la dipendenza da un aiuto

60 Riassumendo Nell'intervento comportamentale basato sulle tecniche ABA la modalità principale è quella dell'insegnamento attraverso prove distinte ("discrete trial teaching - DTT ) chiamato anche "insegnamento senza errori" ("errorless learning").

61 Viene svolto in un ambiente che elimina le distrazioni che possono impedire l'apprendimento; Scompone le abilità in parti più comprensibili per il bambino; Insegna una parte dell'abilità per volta; Fornisce aiuti al bambino; Usa i principi dell'aba (in modo particolare i principi dell'uso corretto del rinforzo).

62 Questo tipo di insegnamento è particolarmente adatto ai bambini con disturbi autistici. Sappiamo che questi bambini riescono a imparare relativamente poco in modo spontaneo dal loro ambiente naturale. Infatti non osservando bene le persone che li circondano non si servono di una delle tecniche di apprendimento umano più importante ovvero l'osservazione e l'imitazione.

63 Questi bambini non sono intrinsecamente gratificati a compiere molte azioni quindi il processo di apprendimento non è il processo spontaneo di azione-gratificazione sociale intrinseca come è invece per i bambini a sviluppo tipico. Inoltre l'ambiente naturale non fornisce una quantità sufficiente di occasioni di apprendimento. L'insegnamento DTT è molto adatto per i bambini autistici perché è un metodo che riesce a superare tutti questi impedimenti nell'apprendimento.

64 Il bambino a sviluppo tipico non ha bisogno di premi artificiali per mostrare alla madre il suo compito scolastico ma è intrinsecamente gratificato dalla reazione della madre. Il bambino autistico non trova il rinforzo naturale e intrinseco in queste situazioni.

65 Il metodo di insegnamento DTT sostituisce il rinforzo naturale e intrinseco che il bambino tipico trova spontaneamente nel suo ambiente con un rinforzo artificiale, dando così al bambino autistico un motivo per compiere le azioni (ad es. imitare, produrre suoni, ecc.) che lo porteranno allo sviluppo di abilità quali imparare guardando i coetanei, parlare, utilizzare il gioco simbolico, ecc.

66 Inizialmente queste abilità saranno meccaniche. Il bambino le eseguirà esclusivamente per avere il suo "premio". Ma la generalizzazione di queste abilità iniziali è parte integrante della programmazione. L'obiettivo finale è infatti l'uso spontaneo delle abilità in contesti sempre più naturali.

67 Riferimenti bibliografici: Foxx R. (1986), Tecniche base del metodo comportamentale. Per sviluppare abilità e ridurre comportamenti problema in persone gravemente handicappate o autistiche, Erickson Lovaas I. (2003), Teaching individuals with developmental delays, Editore: Pro-Ed Martin & Pear (1999) Strategie e tecniche per il cambiamento. La via comportamentale, McGraw-Hill Maurice C. (2005) Intervento precoce per bambini con autismo, Ed. Junior SINPIA, Linee guida per l autismo. Diagnosi e Interventi, Erickson

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