Sistemi vibranti ad 1 gdl
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- Michelina Marini
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1 Università degli Studi di Bergamo Dipartimento di Ingegneria Sistemi vibranti ad 1 gdl - vibrazioni forzate - rev. 1. Le vibrazioni forzate di un sistema ad 1 gdl sono descritte dall equazione: mẍ + cẋ + x = F sin(ωt) (1) dove, con riferimento alla figura 1, m, e c sono i ben noti parametri caratteristici del sistema e F sin(ωt) è una forzante armonica. F sin ωt c m Figura 1: Sistema vibrante ad 1 gdl con forzante armonica generica L integrale (o soluzione) dell equazione differenziale sarà dato dalla somma dell integrale generale dell omogenea associata e di un integrale particolare dell equazione completa: x = x g + x p () a cui andranno anche applicate le condizioni iniziali x() = x e ẋ() = ẋ. Il contributo dell integrale x g tende ad annullarsi in un tempo più o meno lungo a seconda del coefficiente di smorzamento del sistema; a regime permarrà quindi solo l integrale particolare. Per quanto riguarda x g, valgono naturalmente le espressioni ricavate, a seconda del valore di ζ, nell esercitazione precedente. Ricordiamo che le due costanti d integrazione, da cui x g dipende, si ricavano applicando le c.i. all intera soluzione ().
2 Sistemi vibranti ad 1 gdl Soluzione a regime L integrale particolare dell equazione completa, trattandosi di equazione differenziale lineare a coefficienti costanti, è di tipo armonico con pulsazione uguale a quella della forzante e in ritardo rispetto a quest ultima (d ora innanzi faremo coincidere x con la sola x g ); utilizzando la notazione vettoriale 1 scriveremo: Derivando la x si ottiene: F = F e iωt ; x = Xe iωt con X = e iδ ẋ = iωxe iωt ẍ = ω Xe iωt e sostituendo nell equazione completa: Si ottiene infine: mω Xe iωt + ciωxe iωt + Xe iωt = F e iωt (3) X = F mω + icω + relazione valida ad ogni istante t (il termine e iωt si è semplificato). che, espressa in funzione della pulsazione naturale ω n e del rapporto ζ tra il coefficiente di smorzamento e lo smorzamento critico, diventa: X = F (4) 1 Per affrontare lo studio della soluzione a regime, risulta comodo introdurre la corrispondenza tra la funzione armonica F sin(ωt) e il vettore, nel piano di Gauss, F = F e iωt (vedi figura sottostante). j F e iωt F sin ωt X sin(ωt δ) ωt Xe iωt δ ωt δ i La corrispondenza è tale per cui F sin(ωt) rappresenta la proiezione del vettore F e iωt sull asse immaginario. L integrale particolare dell equazione completa sarà anch esso di tipo armonico con pulsazione pari a quella della forzante ma in ritardo rispetto a quest ultima: x = X sin(ωt δ) Utilizzando anche per la soluzione la corrispondenza vista in precedenza, si può scrivere: dove X = e iδ. x = X sin(ωt δ) ˆ=Xe i(ωt δ) = Xe iωt
3 Università degli Studi di Bergamo Dipartimento di Ingegneria 3 da cui è possibile ricavare l andamento del modulo e della fase al variare della pulsazione ω della forzante a ζ fissato. Quando la pulsazione della forzante è pari alla pulsazione naturale si ottiene: X = i F ζ cioè la risposta del sistema risulta sfasata di δ = π/ in ritardo rispetto alla forzante. La figura mostra l andamento dell ampiezza e della fase in funzione della pulsazione della forzante e dello smorzamento adimensionale. X/F ζ =.1 ζ =.5 ζ =.1 ζ =. ζ =.4 ζ =.7 ζ = pi 3pi/4 δ [rad] pi/ pi/ Figura : Ampiezza e fase con forzante generica La forza trasmessa al vincolo è data da due contributi, uno dello smorzatore, l altro della molla: F T = ciωxe iωt + Xe iωt (5) Sostituendo la relazione (4) in (5), si ottiene l espressione della trasmissibilità: F T F = T R = 1 + i ζ ω ω n (6) la cui rappresentazione grafica è mostrata in figura 4. Oltre al caso di forzante generica, dovuta ad esempio all azione di forze fluidodinamiche o magnetiche, esistono altri due tipi di forzanti derivanti da spostamento di vincolo e da azioni d inerzia. Spostamento di vincolo. Con riferimento al sistema di figura 3 in cui y = Y sin ωt rappresenta lo spostamento imposto al vincolo, si può scrivere l equazione di equilibrio delle forze in direzione verticale: mẍ + c (ẋ ẏ) + (x y) =
4 4 Sistemi vibranti ad 1 gdl m x c y = Y sin ωt Figura 3: Sistema vibrante ad 1 gdl forzato da spostamento di vincolo che, effettuando la sostituzione z = x y, porta a: m z + cż + z = mÿ = mω Y sin ωt Procedendo analogamente a quanto fatto precedentemente, si ottiene la funzione complessa: Z = Y ( ω ω n ) (7) La forza trasmessa al vincolo è data da due contributi, uno dello smorzatore, l altro della molla: F T = ciωze iωt + Ze iωt (8) Sostituendo (7) in (8) si ottiene: F T = ( + icω) ( F T = 1 + icω Y ( ω ω n ) ) Y ( ω ω n ) (9) (1) dove: cω = ζ ω ω n. La (1) può essere quindi scritta come: F T ω 1 + i ζ ω ω = n Y ω n ω (11) Ciò a cui si è interessati, però, è lo spostamento assoluto della massa, non quello relativo al vincolo; per calcolarlo è sufficiente utilizzare ancora la precedente relazione di cambio variabile ottenendo:
5 Università degli Studi di Bergamo Dipartimento di Ingegneria 5 X = Z + Y = Y ( 1 + i ζ ω ω n ) (1) che può essere scritta evidenziando la trasmissibilità: X Y = (1 + i ζ ω ωn ) In figura 4 sono rappresentati i relativi andamenti di modulo e fase. = T R (13) X/Y = F T /F ζ =.1 ζ =.5 ζ =.1 ζ =. ζ =.4 ζ =.7 ζ = pi 3pi/4 δ [rad] pi/ pi/ Figura 4: Ampiezza e fase con spostamento di vincolo Forzante inerziale. Con riferimento alla figura 5 in cui m indica la massa totale dl sistema e m la massa eccentrica, l equilibrio delle forze in direzione verticale porta all equazione: m m e ωt c Figura 5: Sistema vibrante ad 1 gdl con forzante inerziale
6 6 Sistemi vibranti ad 1 gdl da cui si ottiene: ) (m m ) ẍ + m (ẍ ω e sin ωt + x + cẋ = mẍ + cẋ + x = m ω e sin ωt Procedendo con lo stesso approccio utilizzato per il caso di forzante generica, imponendo cioè come soluzione x = Xe iωt, si ottiene: X = m e ω m ωn (14) L andamento dell ampiezza e della fase corrispondenti sono rappresentati in figura 6. MX/(me) ζ =.1 ζ =.5 ζ =.1 ζ =. ζ =.4 ζ =.7 ζ = pi 3pi/4 δ [rad] pi/ pi/ Figura 6: Ampiezza e fase con forzante inerziale La forza trasmessa al vincolo è data da due contributi, uno dello smorzatore, l altro della molla: F T = ciωxe iωt + Xe iωt (15) Sostituendo (14) in (15) si ottiene: m e ω m ωn F T = ( + icω) (16) che può essere scritta come: 1 + i ζ ω F T = m eωn ω n ωn ω (17)
7 Università degli Studi di Bergamo Dipartimento di Ingegneria 7 che può essere scritta come: F T m eω n 1 + i ζ ω ω = n ωn ω (18) FT/Y ; FT/meω n 6 ζ =.1 ζ =.5 4 ζ =.1 ζ =. ζ =.4 ζ =.7 ζ = pi 3pi/4 [ ] pi/ pi/ Figura 7: Ampiezza e fase con forzante inerziale
8 8 Sistemi vibranti ad 1 gdl Osservazioni In relazione a quanto introdotto precedentemente, con MATLAB possono essere affrontate due attività: Risoluzione dell equazione completa: risoluzione, per i diversi casi, dell equazione differenziale completa, mediante la funzione ode45; per far ciò è sufficiente inserire nel function file sistema.m (introdotto nell esercitazione precedente) il termine forzante, la cui espressione varierà a seconda di quale dei tre casi si vuole analizzare. Una volta messo a punto il programma, si suggerisce di provare, ad esempio nel caso di forzante generica, a simulare la condizione di sistema non smorzato (ζ = ) con condizioni inizali nullle e pulsazione della forzante coincidente con quella naturale del sistema (ω = ω n ); in questo caso si dovrebbe ottenere un andamento simile a quello di figura x K/F t [s] Figura 8: Risposta dl sistema con ω = ω n, ζ =, x() = e ẋ() = La ragione di questo andamento risiede nel fatto che, nel caso di forzante con pulsazione coincidente con la pulsazione propria del sistema, l integrale particolare assume la forma: e quindi l integrale generale sarà: F x p = 1 t cos ω n t m ω n F x g = A cos ω n t + B sin ω n t 1 t cos ω n t m ω n dove i coefficienti A e B sono da determinare in base alle condizioni iniziali; imponendo x() = x e ẋ() = ẋ si ottiene: A = x F B = ẋ + 1 ω n m ωn
9 Università degli Studi di Bergamo Dipartimento di Ingegneria 9 Naturalmente, la rappresentazione grafica di questa funzione dovrà coincidere con il risultato ottenuto per via numerica mediante la funzione ode45. Rappresentazione di moduli e fasi: per la rappresentazione dei diagrammi di modulo fase delle relazioni (4), (1) e (14) si suggerisce di sfruttare la capacità di MATLAB di lavorare con i numeri complessi: per calcolare modulo e fase di un numero complesso è sufficiente utilizzare le funzioni abs e angle. Alla luce di queste considerazioni, risulta conveniente creare, utilizzando le espressioni (4), (1) e (14), dei vettori di numeri complessi da cui poi ricavare facilmente il modulo e la fase, piuttosto che determinarne le espressioni analitiche.
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