Il rumine. Il rumine
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- Raffaella Puglisi
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1 Il rumine Noi nutriamo il rumine, il rumine nutre la vacca (Fantini, 2003) Il rumine È un complesso ecosistema sul quale possiamo intervenire per modulare (ottimizzare) le fermentazioni allo scopo di migliorare: Salute e benessere dell animale L efficienza dei processi di degradazione, sintesi, detossificazione Qualità dei prodotti 1
2 Vantaggi dei prestomaci 1) Degradazione della fibra Fonte di energia per i m.o. da tessuti vegetali (carboidrati strutturali: 40-60% ss) Cellulosa ~20-40% Emicellulose: ~15-40% nelle graminacee; ~ 8-15% nelle leguminose. Pectine ~ 4% nelle graminacee; ~ 5-10% nelle leguminose Vantaggi dei prestomaci 2) Sintesi di proteina microbica e di vitamine NPN NPN NH 3 Proteina microbica 2
3 Vantaggi dei prestomaci 3) degradazione di fattori antinutrizionali e tossici Detossificazione per via non enzimatica riguarda molecole chimicamente instabili nelle condizioni dell ambiente ruminale (es. alcune tetracicline ) Detossificazione per via enzimatica riguarda alcune micotossine: -Ocratossina A -Tossina T2 e alcuni fattori antinutrizionali: - gossipolo Vantaggi dei prestomaci 4) Sintesi di composti funzionali (CLA) Rumine Lipidi alimentari es.: ac. linoleico cis-9, cis-12 C 18:2 Tessuto mammario cis-9, cis-12 C 18:2 cis-9, trans-11 C 18:2 (CLA) cis-9, trans-11 C 18:2 9 -desaturasi trans-11 C 18:1 (Ac. Vaccenico) trans-11 C 18:1 C 18:0 (Ac. Stearico) C 18:0 cis-9 C 18:1 9 -desaturasi (da Bauman et al., 1999) 3
4 Svantaggi dei prestomaci 1. Produzione di gas (eruttati): perdita energia 2. Degradazione di proteine di alto V.B. 3. Produzione di calore di fermentazione (in parte impiegato nella termoregolazione e in gran parte disperso) 4. Dismetabolie ruminali (acidosi, meteorismo..) L AMBIENTE RUMINALE 4
5 L ambiente ruminale e la mucosa La capacità del rumine nei bovini è di circa 230 litri, negli ovini 35 litri (circa l 80% del volume dei prestomaci). La superficie interna del rumine presenta due rilievi o pilastri (craniale e caudale) ed è rivestita da numerose e fitte papille di forma e dimensioni variabili. CONDIZIONI DELL AMBIENTE RUMINALE ph subacido o neutro (6-7) Temperatura costante (38-40 C) Anaerobiosi 5
6 Il ph ruminale Valori ottimali tra 6 e 7 Momento di prelievo: 2-4 ore dalla somministrazione dei concentrati se razione con componenti separate 4-8 ore successive alla somministrazione dell unifeed Modalità di prelievo: uso di sonda esofagea ruminocentesi Il ph ruminale Ruminocentesi Sito di prelievo: a cm caudo-ventralmente dalla giunzione costo-condrale dell ultima costa sul lato sinistro dell animale 6
7 Valori di ph rilevati presso un allevamento di vacche da latte, area P.R. con autoalimentatore, produzione di latte > 100 q.li Valori di ph rilevati presso un allevamento di vacche da latte, area P.R. con autoalimentatore, produzione di latte < 100 q.li 7
8 Ottimizzazione delle fermentazioni ruminali: la produzione di saliva Produzione di saliva: l/d bovini, l/d ovini Ruolo: Azione tampone (stabilizzazione ph ruminale) Diluizione e flusso Uscita cellule batteriche Ottimizzazione delle fermentazioni ruminali: la masticazione e la ruminazione 8-12 periodi di ruminazione di minuti ciascuno Ruolo: Salivazione Sminuzzamento Deflusso particelle alimentari e batteri Prevalentemente a riposo 8
9 Ottimizzazione delle fermentazioni ruminali: ruminazione Bovini al pascolo (medica): tempo dedicato al pascolamento e alla ruminazione nell arco della giornata (Lofgreen et al., J Animal Sci 16:773, 1957) Ottimizzazione delle fermentazioni ruminali: i movimenti ruminali Eliminazione dei gas Distribuzione della saliva Sminuzzamento Svuotamento Assorbimento degli AGV 9
10 Ottimizzazione delle fermentazioni ruminali: eruttazione Eliminazione gas di fermentazione Se non avviene correttamente Meteorismo Possibile cause: saponine (contenute nelle medica o altre leguminose sfalciate troppo Precocemente) Ottimizzazione delle fermentazioni ruminali: assorbimento Rimozione AGV, NH3 Mantenimento ph Gli AGV sono assorbiti attraverso l epitelio per diffusione, secondo un gradiente di concentrazione. L acetato e il propionato attraversano la parete senza subire modificazioni, mentre il butirrato è metabolizzato a β-idrossi-butirrato 10
11 Ottimizzazione delle fermentazioni: i microrganismi Batteri Protozoi Funghi Attaccati all epitelio del rumine (batteri 5%) Attaccati alle particelle (batteri 75%, protozoi, funghi) Microrganismi presenti nella fase liquida (batteri 25%, protozoi, funghi) Ottimizzazione delle fermentazioni: caratteristiche dei microrganismi PROTOZOI BATTERI Diametro (µm) Numero per ml Volume (cm 3 ) 4 x x Superficie (cm 2 ) 1.3 x x 10-8 Superf. tot. (m 2 )* Peso totale (g)* Produzione (g/d)* 4000 * Nel rumine di una vacca 11
12 Ottimizzazione delle fermentazioni: classificazione dei microrganismi BATTERI CELLULOSOLITICI (FIBROLITICI) Bacteroides succinogenes Ruminococcus flavefaciens Ruminococcus albus Ruminobacter parvum Clostridium longisporum Clostridium butyricum Selenomonas ruminantium BATTERI AMILOLITICI Bacteroides amylophilus Streptococcus bovis Butyrivibrio fibrosolvens Succinivibrio dextrinosolvens BATTERI RUMINALI: SUBSTRATI E PRODOTTI (Hungate, 1966) Genere e specie Bacteroides: Substrati principali Prodotti di fermentazione - amylophilus Amido F, A, S - succinogenes Cellulosa F, A, S Ruminoccocus: - albus Cellulosa F,A,E,H 2,CO 2 - flavefaciens Xilani F,A,S, H 2 Butyrivibrio fibrosolvens Xilani Amido F,A,B,L,H 2,CO 2 Lachnospira multiparus Pectine F,A,L,E,H 2,CO 2 Selenomonas ruminantium Succinato A,P,L,H 2,CO 2 Methanobacteriumrumin. Formiato, H 2 CH 4 F=formiato,A=acetato,S=succinato,B=butirrato,L=lattato P=propionato,E=etanolo 12
13 Prodotti della fermentazione: i gas ruminali litri per ora in bovini adulti ( l/d) 5 l per ora in ovini) ANIDRIDE CARBONICA CO % METANOCH % AZOTO N % OSSIGENO O % IDROGENO % Altri (H 2 S.) Prodotti della fermentazione: gli acidi grassi volatili (AGV, VFA) I principali AGV sono: ACIDO ACETICO (C2) ACIDO PROPIONICO (C3) ACIDO BUTIRRICO (C4) kg/d kg/d kg/d In una dieta a base di foraggi i rapporti fra C2:C3:C4 sono 70:20:10 13
14 Interazioni positive fra batteri Utilizzazione crociata dei prodotti dell idrolisi Utilizzazione dei prodotti finali Produzione di nutrienti essenziali SUCCINATO CELLULOSA + CO 2 Bacteroides succinogenes FRAMMENTI DI CELLULOSA Selenomonas ruminantium + ACETATO PROPIONATO + + FORMIATO ACET ATO + CO 2 Ruolo non ben definito PROTOZOI Sensibili alle variazioni di ph Intensa attività proteolitica Riducono la velocità di degradazione degli zuccheri I protozoi hanno esigenze nutritive più complesse rispetto a quelle dei batteri, infatti necessitano di aminoacidi, base azotate, acidi grassi e vitamine (no uso di NPN) 14
15 FUNGHI 5-10% della s.s. della massa microbica (10 4 cellule per ml). Bassa numerosità Degradazione pareti cellulari (cellulosa emicellulose) Degradazione degli zuccheri semplici Il loro micelio riesce a penetrare a fondo nella struttura delle pareti anche lignificate, facilitando poi l azione dei batteri. Anaeromyces sp. con apice acuminato PROTOZOI Genere e specie Olotrichi: Substrati principali Prodotti di fermentazione -Isotricha Amido+ zucc A, B, L, H 2 -Dasytricha Amido+ zucc A, B, L, H 2 Oligotrichi: - Entodinium - Epidinium - Diplodinium - Amido Amido+emic. Cellulosa F, A, P, B A, B, H 2 H 2, A F = formiato, A= acetato, B = butirrato, L = lattato, P = propionato 15
16 Ottimizzazione delle fermentazioni ruminali Prevalenza di foraggi (60-90%) Prevalenza di concentrati (50-80%) Ruminazione prolungata min/kgss Fermentazione Lenta, prod AGV moderata Fermentazione rapida prod AGV elevata Ruminazione breve min/kgss Elevata produzione saliva l/kg ss Scarsa produzione di Saliva 8-10 l/kg ss ph ruminale Adatto x cellulosolitici C2:C3 = 4:1-3:1 ph ruminale Inadatto x Cellulosolitici, Adatto x Amilolitici C2:C3 = 2:1-1.5:1 - Elevata digestione fibra - Elevata eff. sintesi proteica Buone condizioni della parete ruminale - Scarsa digestione fibra - Scarsa eff. sintesi proteica Rischio di acidosi (blocco fermentazioni) e paracheratosi (ascessi epatici) 16
17 ph e Rapporto Foraggi/Concentrati ph 7 4,8 100% foraggi 80% concentrati ph e Rapporto Foraggi/Concentrati ph 7 4,8 100% foraggi 80% concentrati 17
18 pendf e ph ruminale NDF fisicamente effettiva (pendf) è la fibra che determina la risposta dell animale in termini di attività di masticazione pendf = pef X NDF il fattore di efficienza fisica (pef) può variare: da 0 quando l NDF dell alimento non stimola la masticazione a 1.0 quando l NDF dell alimento promuove la massima attività di masticazione poiché pef è legato alle dimensioni delle particelle e alla riduzione delle dimensioni delle particelle (che è direttamente legata alla attività di masticazione), la pendf influenzerà la stratificazione del contenuto ruminale (importante nel trattenere le particelle grosse, nella stimolazione della motilità, nella dinamica di fermentazione e transito 18
19 Valori di pef per kg di NDF in foraggi diversi e in diverse forme fisiche Classe Lunghezza cm Erba Insilato d erba Insilato Fieno mais medica Insilato medica Lungo 1.00 Trinciato Med-Trinc Medio Med-fine Fine Macinato g Macinato f Stima della pendf usando i valori tabulati di pef Determinare il contenuto di NDF (es. 40%) Valutare la fonte alimentare (es. fieno di medica) e stabilire la forma fisica (es. med-fine) Desumere la pef appropriata dalla tabella dei valori stimati su base biologica (0.80) Calcolare la pendf = NDF X pef pendf = 40 X 0.80 = 32% 19
20 Stima della pef usando metodi fisici di frazionamento delle particelle Mertens (1986, 1997) propose un metodo di laboratorio molto semplice per misurare la pendf Misurare la proporzione di s.s. trattenuta dalle maglie di un setaccio di 1.18-mm di diametro dei fori come stima della pef pendf = NDF (%) X (frazione della razione > 1.18-mm diametro) Stima della pef usando un setacciatore verticale della sostanza secca Alimento pef SS trattenuta da 1.18 mm X NDF = pendf Fieno, lungo Fieno di legum., lungo Insilato di leg., trinc Legume sil., fino Silomais Trebbie di birra Mais, farina F.e. soia Baccelli di soia
21 QUALITA E STRUTTURA DELLA FIBRA Setacciatore particellare (Penn State University) per la valutazione aziendale delle dimensioni dei foraggi e dell unifeed QUALITA E STRUTTURA DELLA FIBRA: distribuzione delle particelle FIBRA EFFETTIVA (Mertens, 1997) DISTRIBUZIONE OTTIMALE DELL UNIFEED NELLE DIVERSE FRAZIONI - 1 crivello(ø fori: 19.0 mm) 6-10% - 2 crivello(ø fori: 8.0 mm) 30-50% - fondo 40-60% 21
22 QUALITA E STRUTTURA DELLA FIBRA: limiti del SETACCIATORE Difficoltà nello standardizzare le operazioni di scuotimento fra individui(ampiezza e durata) Necessità di determinare le aperture dei fori che corrispondano a 1.18-mm con la agitazione verticale di materiale secco Difficoltà nel separare materiale umido dovuta al fatto che le particelle fini aderiscono a quelle grosse Le differenze di umidità fra particelle di dimensioni diverse possono fornire risultati non attendibili(specialmente nel TMR) QUALITA E STRUTTURA DELLA FIBRA: distribuzione delle particelle Fieni e paglie spesso POCO macinati le bovine scelgono le parti fini a scapito delle grossolane (carente assunzione di pendf) l aggiunta di acqua è efficace se si raggiunge almeno il 40% della s.s. fermentazioni anomale in greppia (estate) Senza acqua, la lunghezza dei foraggi deve essere < mm per evitare selezione Se razioni troppo fini problemi di carenza di pendfe alterazioni comportamento Importante la funzionalità del carro e l attenzione degli operatori 22
23 Misurazione della attività di masticazione Monitoraggio tramite sistemi elettronici: IGER Behaviour Recorder (institute of Grassland and Environmental Research (Devon, UK) RUMINACT transponder Registrazione del suono tipico della ruminazione Rilevatore dei movimenti della mandibola con dei particolari sensori. Adatto per animali al pascolo 23
24 RUMINACT system RUMINACT: registrazione dati 24
25 Stadio fisiologico, produzione di latte e tempi diruminazione (Mordenti, 2011) Stadio fisiologico Ruminazione, min/giorno Lattazione 424±73 Asciutta 518±72 Produzione media Ruminazione, min/giorno 40 kg 511±60 35 kg 470±80 30 kg 436±57 25 kg 447±77 20 kg 428±69 20 kg 406 Foraggi Graminacee corte Graminacee lunghe Leguminose corte Leguminose lunghe Caratteristiche dei foraggi e tempi di ruminazione (Mordenti, 2011) Masticazione (min/d) Ruminazione (min/d) Totale (min/d) Paglia corta
26 Utilizzazione della proteina nei ruminanti Fermentazioni ruminali: curve di degradabilità Farina di mais Fieno di buona qualità Paglia di frumento 26
27 Fermentazioni ruminali: digestione della proteina NPN NPN NH 3 Proteina microbica 27
28 Proteina Degradabile QUANTITA Proteina By-pass Alimento Degradabilità proteina (%) Foraggi verdi e insilati Farina di avena 78 Farina di frumento 74 Farina di mais 42 Farina di orzo 74 Crusca di frumento 76 Glutine di mais 27 Trebbie di birra 45 Polpe di bietola 48 Proteina Degradabile QUANTITA Proteina By-pass Alimento Degradabilità proteina (%) Farina di estrazione di arachide 73 Farina di estrazione di soia 62 Farina di estrazione di girasole 77 Panello di lino 62 Granelle macinate di oleaginose 90 Granella di soia estrusa 49 Farina di medica disidratata 60 Farina di pesce 45 Farina di carne 50 28
29 Proteina Degradabile QUANTITA Proteina By-pass Degradabilità della proteina: SII soia integrale intera, SIFI fioccata, SITI tostata Ramanzin et al., 1991 Proteina Degradabile QUALITA Proteina By-pass efficienza di incorporazione dell azoto nella sintesi microbica sintesi di proteina microbica per unità di energia riciclo dell urea digeribilità intestinale della proteina microbica valore biologico della proteina microbica digeribilità intestinale della proteina alimentare bypassata valore biologico della proteina alimentare bypassata 29
30 Utilizzazione della proteina nei ruminanti Utilizzazione della proteina nei ruminanti 30
31 DESTINO DELL AMMONIACA Concentrazione NH 3 bassa: < 50 mg/l (con diete ipoproteiche e/o a bassa degradabilità della proteina) Scarsa sintesi proteica Concentrazione NH 3 elevata (con diete iperproteiche e/o a alta degradabilità della proteina) Accumulo NH 3 nel liquido ruminale Trasferimento al fegato Trasformazione in UREA Quale è il livello ottimale di NH 3 nel rumine? 85 mg/l mg/l Quale è il livello ottimale di urea nel plasma e nel latte? Plasma (mmol/l) Latte (mmol/l) Asciutta Media produzione Lattazione Alta produzione
32 Utilizzazione della proteina nei ruminanti 32
33 Fermentazioni ruminali: digestione dei lipidi Trigliceridi lipasi (batteriche) acidi grassi + glicerolo Acidi grassi insaturi idrogenati (es. acido linolenico acido stearico) Acidi grassi forme cis trans (vedi CLA) NB! L attività dei microrganismi ruminali può essere notevolmente depressa quando si utilizzano diete ad elevato contenuto di lipidi (> 6-8%) sensibili soprattutto i cellulosolitici Fermentazioni ruminali: digestione dei lipidi IMPIEGO DI LIPIDI PROTETTI Saponificazione Rivestimento con membrana proteica trattata con formaldeide 33
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