Politica Agricola Comune (PAC)



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Politica Agricola Comune (PAC) La Politica Agricola Comune (PAC) rappresenta l'insieme delle regole che l'unione europea, fin dalla sua nascita, ha inteso darsi riconoscendo la centralità del comparto agricolo per uno sviluppo equo e stabile dei Paesi membri. La PAC, ai sensi dell'articolo 39 del Trattato sul Funzionamento dell'unione europea, persegue i seguenti obiettivi: incrementare la produttività dell'agricoltura; assicurare un tenore di vita equo alla popolazione agricola; stabilizzare i mercati; garantire la sicurezza degli approvvigionamenti; assicurare prezzi ragionevoli ai consumatori. Nell ottobre 2011 la Commissione Europea ha presentato il progetto di riforma della politica agricola comune (PAC) che entrerà probabilmente in vigore il 1 gennaio 2015 prorogando per un anno l attuale normativa. L ultima revisione della PAC risale al 2003, ma l adesione di 12 nuovi Stati dell UE tra il 2004 e il 2007 ha reso evidente, nonostante il regime transitorio concordato con i nuovi Stati membri, il bisogno di ulteriori revisioni che rendano la politica agricola capace di affrontare le sfide di domani. Il progetto di riforma della PAC mira a rafforzare la competitività, la sostenibilità e il consolidamento dell agricoltura su tutto il territorio dell UE, così da garantire ai cittadini europei un alimentazione sana e di qualità, tutelare l ambiente e favorire lo sviluppo delle zone rurali. I punti chiave sono 10: 1) Aiuti al reddito più mirati per dinamizzare la crescita e l occupazione. La Commissione propone di sostenere il reddito degli agricoltori in modo più equo, semplice e mirato. L aiuto di base riguarderà solo gli agricoltori in attività. Sarà decrescente a partire da 150.000 Euro con un massimale annuo di 300.000 Euro per azienda, pur tenendo conto del numero di posti di lavoro creati nelle aziende agricole. Gli aiuti verranno distribuiti in modo equo tra agricoltori, regioni e Stati membri. 2) Introdurre strumenti di gestione delle crisi più reattivi e adeguati alle nuove sfide economiche. La volatilità dei prezzi rappresenta una minaccia per la competitività a lungo termine del settore agricolo. La Commissione propone reti di sicurezza più efficaci e più reattive per i comparti maggiormente esposti (intervento pubblico e ammasso privato) e suggerisce di incentivare la creazione di assicurazioni e di fondi di mutualizzazione. 3) Forme di pagamento verde per conservare la produttività a lungo termine e tutelare gli ecosistemi. Per rafforzare la sostenibilità ecologica del settore agricolo e di valorizzare gli sforzi compiuti dagli agricoltori, la Commissione propone di riservare il 30% dei pagamenti diretti alle pratiche che consentono un uso ottimale delle risorse naturali. Si tratta di pratiche semplici ed efficaci dal punto di vista ecologico, e cioè: diversificazione delle colture, conservazione dei pascoli permanenti, salvaguardia delle riserve ecologiche e del paesaggio.

4) Ulteriori finanziamenti per la ricerca e l innovazione. Per porre in essere un agricoltura della conoscenza che sia anche competitiva, la Commissione propone di raddoppiare gli stanziamenti destinati alla ricerca e all innovazione in campo agronomico e di fare in modo che i risultati della ricerca si concretizzino nella pratica attraverso un nuovo partenariato per l innovazione. Questi fondi permetteranno di promuovere il trasferimento del sapere e la prestazione di consulenza agli agricoltori, nonché di sostenere progetti di ricerca utili per l attività agricola, stimolando una cooperazione più stretta tra il settore agricolo e la comunità scientifica. 5) Una filiera alimentare più competitiva ed equilibrata. Pur situandosi all origine della filiera alimentare, l agricoltura è molto frammentata e poco strutturata. Per rafforzare la posizione degli agricoltori, la Commissione propone di sostenere le organizzazioni di produttori e quelle interprofessionali e di sviluppare le filiere corte dal produttore al consumatore, senza troppi intermediari. D altra parte, le quote zucchero, che hanno perso la loro ragion d essere, non saranno mantenute al di là del 2016. 6) Incoraggiare le iniziative agro ambientali. Vanno prese in considerazione le specificità di ogni territorio e vanno incoraggiate le iniziative agroalimentari a livello nazionale, regionale e locale. A tal fine, la commissione propone che tra le priorità della politica di sviluppo rurale figurino la salvaguardia e il ripristino degli ecosistemi, la lotta ai cambiamenti climatici e l uso efficiente delle risorse. 7) Facilitare l insediamento dei giovani agricoltori. Due terzi degli agricoltori hanno più di 55 anni. Per incentivare l occupazione e incoraggiare le giovani generazioni a dedicarsi all attività agricola, la Commissione propone di istituire una nuova agevolazione all insediamento destinata agli agricoltori che hanno meno di quarant anni, per sostenerli durante i primi cinque anni di vita del loro progetto. 8) Stimolare l occupazione rurale e lo spirito d impresa. Al fine di promuovere l occupazione e l imprenditorialità, la Commissione propone una serie di misure intese a stimolare l attività economica nelle zone rurali e a incoraggiare le iniziative di sviluppo locale. Verrà creato, ad esempio, un kit d avviamento per sostenere i progetti di microimpresa, con finanziamenti fino a 70.000 Euro per un periodo di cinque anni. I gruppi di azione locale Leader saranno rinforzati. 9) Maggiore attenzione alle zone fragili. Per evitare la desertificazione e preservare la ricchezza dei nostri territori, la commissione offre la possibilità agli Stati membri di fornire un maggio sostegno agli agricoltori che si trovano in zone soggette a vincoli naturali, grazie a un indennità supplementare. Si tratta di un aiuto che andrà ad aggiungersi a quelli già disponibili nel quadro della politica di sviluppo rurale. 10) Una PAC più semplice ed efficace. Per evitare inutili oneri amministrativi, la Commissione propone di semplificare diversi meccanismi della PAC, in particolare i requisiti di condizionalità e i sistemi di controllo, senza peraltro diminuirne l efficacia. Inoltre, sarà semplificato anche il sostegno ai piccoli agricoltori. Questi ultimi avranno diritto a un assegno forfettario annuo che va da 500 a 1000 Euro per azienda. Sarà incoraggiata la cessione di terreni da parte dei piccoli agricoltori che cessano l attività ad altri agricoltori che intendono ristrutturare la propria azienda.

Riforma PAC : ultime novità. A gennaio 2013 sono stati approvati in Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo i nuovi testi alla riforma della PAC post 2014. Le principali novità riguardano l introduzione di importanti strumenti di flessibilità per gli Stati Membri. Per i Paesi a programmazione regionale sarà possibile compensare le somme non utilizzate di uno o più programmi di sviluppo rurale con somme spese oltre tale limite da altri programmi, sempre di sviluppo rurale. Per quanto riguarda il greening, il mancato rispetto dei requisiti non influenzerà l erogazione dei pagamenti di base. Previste misure di sostegno per le regioni i cui agricoltori versano in gravi difficoltà finanziarie a seguito di condizioni eccezionali. Il nuovo criterio di ripartizione delle risorse non permetterà che nessuno Stato membro percepisca meno del 65% della media UE e che si tradurrà per l Italia in un aumento di circa 44 milioni di euro all anno a regime. Gli Stati Membri avranno maggiore flessibilità nell individuazione della figura di agricoltore attivo. Le organizzazione di produttori rafforzano il loro ruolo e la loro efficacia. Posizione di Regione Lombardia sul futuro della PAC Regione Lombardia già nel 2011 aveva elaborato alcuni documenti sulla propria posizione sul futuro Politica Agricola Comunitaria (DGR IX/1242 del 19 gennaio 2011 e DGR IX/1517 del 30 marzo 2011). della I documenti delineavano gli orientamenti relativi al periodo 2014-2020 e si concentravano sui principali elementi del negoziato con la Commissione Europea tra cui: - La dimensione finanziaria: abbandono del criterio storico per il calcolo del valore dei titoli PAC che rischiano di esser a carico delle agricolture a più alto valore aggiunto e meno sussidiate per unità di valore aggiunto. Inoltre si ravvisava l opportunità che il budget PAC non fosse inferiore, sia in termini assoluti, sia relativi, a quello della programmazione finanziaria attuale (2007-2013) e che i criteri di riparto tra i due pilastri ( criteri economici, ambientali e sociali) fossero definiti a livello comunitario in modo adeguato per raggiungere gli obiettivi politici dichiarati nei diversi contesti economici, ambientali e sociali. - Gli obiettivi, la strategia, gli strumenti e le modalità di attuazione: Una maggior adeguatezza dei collegamenti tra obiettivi, risorse, criteri di riparto e pesi, strumenti e modalità attuative rispetto ai risultati da raggiungere e semplificazione concreta sia sul primo Pilastro, finanziato dal FEAGA, che sul secondo Pilastro finanziato dal FEASR. Nel corso del 2012 Regione Lombardia ha attivato azioni che hanno portato alla presentazione alla commissione AGRI del Parlamento europeo, emendamenti alle proposte legislative della Commissione inerenti i regolamenti sui pagamenti diretti agli agricoltori ed il Fondo Europeo Agricolo di Sviluppo Rurale (FEASR) con l obiettivo di ravvicinare i testi della Commissione Europea alle esigenze regionali ed in sintesi:

- pratiche di inverdimento (greening) più in linea con le caratteristiche delle colture lombarde; - salvaguardia delle aree ad alta vocazione zootecnica attraverso il mantenimento dei diritti speciali di aiuto all allevamento; - realizzazione di una programmazione per lo sviluppo rurale ampia e flessibile che possa tenere conto delle esigenze del territorio, valorizzando, tra l altro, l attività dei giovani agricoltori e le colture di qualità. La X Legislatura si caratterizzerà per la conclusione del negoziato sulla PAC da presidiare a livello macroregionale per rappresentare le esigenze dell agricoltura del bacino padano in una partita sulle risorse finanziarie, che minaccia di colpire le agricolture più produttive. Il Parlamento europeo ha approvato il 20 novembre 2013, a grande maggioranza, la riforma della Politica agricola comune (Pac). L'Assemblea ha votato tutti e cinque i testi in cui sono riunite le regole per la nuova Pac. Si è così concluso l'iter legislativa di una riforma che riguarda uno dei principali capitoli di spesa del bilancio Ue. Nei prossimi sette anni all'italia arriveranno a vario titolo, sotto il capitolo Pac, fondi europei per 33,4 miliardi di euro. La nuova Pac sarà più verde, più giovane e per certi aspetti più equa. Sarà più verde in quanto la riforma introduce pratiche agricole più rispettose dell'ambiente e quasi un terzo dei pagamenti diretti che l'ue versa agli agricoltori saranno subordinati a misure ecologiche obbligatorie, come la diversificazione delle colture e la manutenzione permanente di prati e pascoli. La nuova Pac apre ai giovani, in quanto già dal 2014 una quota maggiore del bilancio agricolo verrà loro destinata. I produttori (fino a 40 anni) che si insediano per la prima volta in un'azienda agricola, otterranno infatti un incremento del 25%, per i primi 5 anni, dei pagamenti diritti Ue. L'agricoltura europea sarà anche più equa in quanto i fondi verranno assegnati solo agli agricoltori 'attivi', ossia coloro che coltivano la terra. Inoltre, per la prima volta si riducono obbligatoriamente i pagamenti Ue alle aziende che ricevono di più, per darle a chi ha meno, o per creare nuovi posti di lavoro nelle aree rurali. Una ridistribuzione però meno ambiziosa di quella che avrebbe voluto il Parlamento europeo. In sintesi: 1- prezzi alimentari accessibili per la popolazione in crescita 2- rilancio delle zone rurali 3- una distribuzione equa delle risorse. La spesa agricola rappresenta 1/3 del bilancio totale dell'unione. Novembre 2013 Ufficio Relazioni istituzionali e territoriali

el 2013