TROMBOFILIA E RISCHIO TROMBOEMBOLICO IN GRAVIDANZA

Documenti analoghi
CMACE 2011/RCOG Prevenzione del TEV in gravidanza e rapporti con gli stati trombofilici IL PUNTO DI VISTA DELL INTERNISTA

Le varici in gravidanza: gestione della paziente. Andrea Badalassi

PRODA Istituto di Diagnostica Clinica

Trombofilia e Gravidanza: Casi Clinici. Walter Bertolino

LE TROMBOSI VENOSE SUPERFICIALI: DIAGNOSI E TERAPIA. Dott. Cristian Benatti UO Chirurgia Vascolare, Ospedale San Gerardo, Monza

RACCOMANDAZIONI PER LA RICERCA DELLE ALTERAZIONI TROMBOFILICHE

Emicrania e trombofilie. C. Cavestro

Test genetici e trombofilia nel setting della Medicina Generale

Risk Management del paziente a rischio tromboembolico

EPIDEMIOLOGIA, PATOGENESI E FATTORI DI RISCHIO DELLA TROMBOSI VENOSA PROFONDA. PORDENONE, 20 Aprile 2001

Studio di Ecografia muscolo-tendinea Ecocolor-doppler - Ecocardio Suub Tuum Praesidium Nos Confugimus Sancta Dei Genetrix

SCREENING DI TROMBOFILIA E INDICAZIONI ALLA PROFILASSI FARMACOLOGICA IN GRAVIDANZA

La gestione della terapia anticoagulante orale.

LA SINDROME DI DOWN LA STORIA

Bilancia emostatica. Ipercoagulabilità. Ipocoagulabilità. Normale. Trombosi. Emorragie

INQUADRAMENTO DEL PAZIENTE CON SOSPETTO DI TROMBOSI VENOSA: GESTIONE OSPEDALIERA O AMBULATORIALE

Igiene. Dott. Pamela Di Giovanni. Definizione

Terapia chirurgica. Ictus Cerebrale: Linee Guida Italiane di Prevenzione e Trattamento

su registrazione frequenza cardiaca fetale registrazione contrazioni uterine Verifica dell effetto delle c.u. o dei MAF sulla FCF

TROMBOFILIA EREDITARIA

Risposte chiare a domande che contano

Raffaella Michieli Venezia

Direttore Prof. Gian Luigi Scapoli

Dalla indagine demografica alla definizione del bisogno socio-sanitario

MALATTIE DELL EMOSTASI EMOSTASI = PROCESSO ATTIVO DI COAGULAZIONE DEL SANGUE PER IL CONTROLLO DELLE EMORRAGIE

Epidemiologia della malattia nodulare,delle tiroiditi e delle neoplasie della tiroide

Diagnosi prenatale non invasiva: Tra probabilità e certezze 12 Maggio 2012 Carpi Dott. Stefano Faiola

STUDIO OSSERVAZIONALE SULLA PREVALENZA DELLE PIU COMUNI PATOLOGIE UROLOGICHE E DEL LORO IMPATTO SULLA QUALITA DI VITA IN PAZIENTI

Diagnosi di portatrice e diagnosi prenatale: counselling genetico

L età dei vincitori La presenza femminile. L età dei vincitori La presenza femminile. Confronto tra il concorso ordinario ed il concorso riservato

ANNO MASCHI FEMMINE TOTALE TOTALE

AMIANTO: quali effetti sulla salute ieri e oggi

L aorta è una grossa arteria che origina dal cuore e porta il sangue a tutto il corpo.

Nella provincia di Latina sono diagnosticati in media ogni anno 98 casi ogni uomini e 27 ogni donne.

I risultati del progetto pilota di sorveglianza della mortalità materna ISS-Regioni

DIABETE GESTAZIONALE. Bari, 7-10 novembre 2013 TAKE HOME MESSAGES. Edoardo Di Naro II Clinica Ostetrica e Ginecologica Università degli Studi di Bari

Caso clinico. Consigli per i viaggiatori. Maurizio D Urso Presidente Provinciale SNAMID

Assumo la TAO: cosa devo sapere?

La prevenzione dei tumori femminili nelle donne straniere

LA ASL DELLA PROVINCIA DI VARESE PER LA DIAGNOSI PRECOCE DEL TUMORE DEL COLON RETTO AGGIORNAMENTO AL 30 APRILE 2008

Laboratorio e trombofilia

della Valvola Mitrale

Legga le informazioni che seguono e poi risponda alla domanda:

Le malattie cardiovascolari (MCV) sono la principale causa di morte nelle donne, responsabili del 54% dei decessi femminili in Europa

TROMBOFILIA definizione

Riabilitazione dopo intervento di cardiochirurgia

Il ragionamento diagnostico TEST DIAGNOSTICO. Dott.ssa Marta Di Nicola. L accertamento della condizione patologica viene eseguito TEST DIAGNOSTICO

MALATTIE EMORRAGICHE E TROMBOEMBOLICHE: FORMAZIONE PRATICA E I SISET TRAINING CENTER

CURRICULUM VITAE di. Davide IMBERTI. Indirizzo di casa Via Beverora 18/b Piacenza, Italy

LINEE DI RICERCA SOSTENUTE DAL 5xMILLE 2013

Le demenze. Manuel Soldato Geriatra RSA S. F. Cabrini - Codogno

Trombofilia in gravidanza: percorsi diagnostici e terapeutici. Dr. A.Lojacono. Cattedra di Ginecologia e Ostetricia Università degli Studi di Brescia

LA SINDROME DI VON HIPPEL-LINDAU. Conoscere per Curare

ICTUS: LA CURA E POSSIBILE!

PREDIZIONE DI IUGR, PREECLAMPSIA E DIPNI MEDIANTE DOSAGGIO DI PAPP-A ED ECOGRAFIA. Dr.ssa FEDERICA GIOMMI

Psicopatologia dell anziano. Prof.ssa Elvira Schiavina 02 marzo 2016

Attività fisica_raccomandazioni progetto cuore

REFLUSSO GASTROESOFAGEO. Paolo Franceschi Tel Savona 19 Dicembre 2005

L insufficienza venosa cronica degli arti inferiori, la cui espressione più diffusa è

TVP: DIAGNOSI E TERAPIA. Dott. Valter Camesasca

Epidemiologia delle ipoacusie infantili

Allegato III. Modifiche attinenti i paragrafi del riassunto delle caratteristiche del prodotto e del foglio illustrativo

Come valutare le caratteristiche aerobiche di ogni singolo atleta sul campo

Patologia dell'asse ipotalamoipofisi-igf-cartilagine. Luca Taf Azienda USL 8 Arezzo UO Pediatria

Conferenza di consenso Quale informazione per la donna in menopausa sulla terapia ormonale sostitutiva? Torino 17 maggio 2008

Valutazione clinica del rischio tromboembolico

Alterazioni congenite ed acquisite della coagulazione

Presidio Ospedaliero di Pordenone Sacile Via Montereale 24 - Pordenone NOTA INFORMATIVA PER AMNIOCENTESI

ll consumo di bevande alcoliche durante la gravidanza e l allattamento può avere effetti dannosi sulla salute del bambino.

MORTALITA dal 1971 al 2006 NEL COMUNE DI CASTIGLION FIORENTINO

DIABETE GESTAZIONALE: QUALE MODALITA DEL PARTO? G.SCAGLIARINI

LITOTRISSIA EXTRACORPOREA ESWL

Programmazione di gravidanza nelle donne con diabete pregestazionale: applicazione del nostro modello organizzativo in un follow up di 7 anni

Contraccezione ormonale, HRT e rischio tromboembolico

Parto Naturale o Taglio Cesareo? Quando e perchè

CASO CLINICO EMBOLIA POLMONARE. Dr. Ermanno Angelini

Alcol, gravidanza e allattamento

Education at a glance 2011 (Uno sguardo sull Istruzione) Nota paese Italia

IL MEDICO DI MEDICINA GENERALE E LA NEFROPATIA DIABETICA: studio sui comportamenti prescrittivi diagnosticoterapeutici di un gruppo di medici genovesi

Che cos è la fibrosi cistica

AGENTI FISICI TITOLO VIII - AGENTI FISICI CAPO I - DISPOSIZIONI GENERALI Ing. P. Pierannunzi - Medicina del lavoro 1/16

Il rischio cancerogeno e mutageno

TromboEmbolismo Venoso

Informazioni per potenziali partecipanti. Possiamo sciogliere l'amiloidosi AL?

A cosa serve al clinico e alla famiglia conoscere il difetto di base? Correlazione genotipo fenotipo

Istituto Comprensivo B.C. Ferrini Anno scolastico Le prove: cosa sono, come si svolgono, cosa accade dopo.

Uso di farmaci antipsicotici e rischio di embolia polmonare: uno studio caso-controllo innestato

Il mal di schiena nell ambito della popolazione degli operatori sanitari, indagine sugli strumenti di prevenzione ritenuti efficaci.

PREVENZIONE DEL TROMBOEMBOLISMO VENOSO NEI PAZIENTI SOTTOPOSTI A PROCEDURE CHIRURGICHE

Il termine connettiviti indica un gruppo di malattie reumatiche, caratterizzate dall infiammazione cronica del tessuto connettivo, ossia di quel

PROTOCOLLO D INTESA PER L INSERIMENTO DEI PAZIENTI PSICHIATRICI NELLE RSA e NEI CDI

Diabete. Malattia metabolica cronica dipendente da una insufficiente produzione di insulina. Ridotta disponibilità alterazione della normale azione

SPC e distribuzione normale con Access

Pradaxa è un medicinale contenente il principio attivo dabigatran etexilato. È disponibile in capsule (75, 110 e 150 mg).

25 Maggio Giornata Mondiale della TIROIDE. TIROIDE: meglio prevenire che curare

Transcript:

Divisione di Ostetricia e Ginecologia Ospedale V. Cervello Palermo Direttore Dott. Desiderio Gueli Alletti TROMBOFILIA E RISCHIO TROMBOEMBOLICO IN GRAVIDANZA I Corso di Aggiornamento su Trombofilia e Complicanze della Gravidanza Palermo, 29 novembre 2008 Vincenzo Lo Bue

In gravidanza avvengono delle modificazioni dei fattori della coagulazione che determinano uno stato di ipercoagulabilità: -Fibrinogeno e Fattore II, VII, VIII, X aumentano - Resistenza funzionale alla proteina C attivata - Diminuzione della proteina S - PAI 1 aumentato e comparsa del PAI-2 placentare -Attivazione piastrinica VARIAZIONI DELLA DINAMICA CIRCOLATORIA: - Atonia dei vasi venosi - Ostacolo al ritorno venoso

In gravidanza il complesso meccanismo di equilibrio fra la tendenza del sangue a coagulare e la necessità del sangue stesso di rimanere fluido tende ad alterarsi. Se questo equilibrio si rompe e prevale la coagulazione, si arriva alla formazione di trombi.

Via Estrinseca Via Intrinseca Thromboplastin FactorXIIa FactorXIa FactorIXa (Antihemophilic B factor) Factor VII FactorVIII(Antihemophilic A factor) FactorX Xa Factor Va PL Ca++ protrombina Fibrinogeno trombina fibrina

IPERCOAGULABILITA TEV ALTRI FATTORI DI RISCHIO TC,obesità, Età >35 anni, Allettamento etc TROMBOFILIA TROMBOSI/ INFARTO PLACENTARE (INSUFFICIENZA PLACENTARE) EMBOLIA POLMONARE ABORTO DIPNI MEF PREECLAMPSIA IUGR Complicanze tromboemboliche in gravidanza

ANOMALIE TROMBOFILICHE - Carenza degli inibitori naturali della coagulazione Antitrombina III Proteina C, S - Elevati livelli dei fattori della coagulazione Fattore VIII, IX, XI - Mutazione del gene che codifica il fattore V (G1991A) Leiden - Mutazione del Gene che codifica il Fattore II (mutazione G20210A) - Mutazione del gene che codifica la MTHFR (C677T) - Mutazione (o polimorfismo) del gene che codifica per l inibitore dell attivatore del Plasminogeno (PAI-1) -Anticorpi antifosfolipidi

Come possiamo definire la trombofilia? TENDENZA GENETICAMENTE DETERMINATA OD ACQUISITA AD EPISODI TROMBOTICI EPISODI TROMBOTICI PREVALENTEMENTE VENOSI COMPARSA IN GENERE IN ETA GIOVANILE (PRIMA DEI 45 ANNI) NON RARAMENTE IN SEDI ATIPICHE TENDENZA ALLA RECIDIVA ASSOCIAZIONE CON STORIA FAMILIARE DI TROMBOSI

TROMBOFILIA EREDITARIA Il riscontro casuale di bassi valori plasmatici degli inibitori della coagulazione (AT III, proteina C, proteina S) non configura di per sé uno stato trombofilico. La diagnosi di difetto congenito di un anticoagulante fisiologico può essere prospettata solo quando : 5) I livelli plasmatici sono al di sotto dei valori inferiori della norma in almeno due occasioni; Il deficit è riscontrato in almeno un familiare di primo grado; Il difetto è confermato con l'esame genetico.

Fisiologicamente la concentrazione della proteina S in gravidanza tende a diminuire I trimestre 25 % II trimestre 60 % III trimestre 80 %

Prevalenza della trombofilia ereditaria Popolazione Pz. con pregressa TEV generale AT, PC, PS deficiency Fatt. V Leiden 3-7% 15-20 % G20210A prothrombin 2-5% 6-10 % mutation 0.02-0.5 % 1-5%

I DIFETTI TROMBOFILICI NON HANNO LA STESSA VALENZA E PER OGNUNO SI E CERCATO DI STABILIRE IL GRADO DI RISCHIO DI TROMBOSI

Rischio relativo di TEV in pazienti con deficit di anticoagulanti naturali GRAVIDANZA PUERPERIO AT III 12-60% 11-33% Proteina C 3-10% 7-18% Proteina S 0-6 % 7-22% (Preston Lancet 1996)

ALTERAZIONI TROMBOFILICHE E GRADIENTE DI RISCHIO TROMBOEMBOLICO VENOSO Rischio moderato Iperomocisteinemia/ Deficit proteina S Mutazione protrombina/ Fattore V Leiden Deficit proteina C Omozigosi per il Fattore V Leiden Rischio alto Anticorpi antifosfolipidi/ Deficit Antitrombina III

IL GENERICO RISCHIO T.E. ATTRIBUIBILE ALLA GRAVIDANZA PUO NTERAGIRE CON IL RISCHIO LEGATO AD UNA CONDIZIONE DI TROMBOFILIA CONGENITA O ACQUISITA

potenziale trombotico MODELLO DI RISCHIO TROMBOTICO (1) soglia individuale Bucciarelli 2004 gravidanza 30 anni

potenziale trombotico MODELLO DI RISCHIO TROMBOTICO (2) TVP soglia individuale gravidanza FV Leiden Bucciarelli 2004 30 anni

COMPLICANZE MATERNE COMPLICANZE OSTETRICHE trombosi

COMPLICANZE MATERNE Embolia polmonare TEV Ipercoagulabilità Variazioni della dinamica circolatoria Altri Fattori di Rischio

Epidemiologia della TEV In gravidanza il rischio di TEV aumenta di almeno 4-5 fino a 10 volte rispetto alle donne di pari età non gravide non puerpere L incidenza di TEV non fatale in gravidanza è di circa 0.5-3/1000 Heit et al; Ann Intern Med 2005

Dati epidemiologici Dimensione del fenomeno TEV-EP è una delle principali cause di morte materna nei paesi WHO 2004 industrializzati

La mortalità materna complessiva nel Regno Unito negli anni 94-96 è stata di 11/100.000 gravidanze e di 2,1 / 100.000 se si considera la sola causa TE.

Il TEV in gravidanza può causare un aumento della morbilità acuta e cronica oltre che della mortalità: Immediata morbilità Morbilità a lungo termine associata alla sindrome post trombotica. Bergqvist et al. BJOG

La TEV in gravidanza continua ad essere causa di morbilità e mortalità, tutti gli sforzi per ridurne l incidenza devono partire dalla individuazione dei fattori di rischio.

TEV E GRAVIDANZA fattori di rischio Eta materna (> 35 anni) (<35 aa incidenza TEV 0,6/1000; >35 aa 1,2/1000) Taglio cesareo (soprattutto in urgenza) Elevata parità (>4) Obesità Storia familiare e/o personale per TEV Prolungata immobilizzazione Trombofilia Fumo

INCIDENZA DI TVP IN GRAVIDANZA IN RAPPORTO ALL ETÀ TVP in gravidanza Donne con età < 35 anni Donne con età >35 anni 0,615 / 1000 1,216 / 1000 il rischio raddoppia dopo i 35 anni Macklon Scot. MED.J. 1996

ATTRIBUZIONE ALLA FASCIA DI RISCHIO TROMBOTICO FASCIA DI RISCHIO PROFILASSI CONSIGLIABILE MODERATO TAGLIO CESAREO PARTO SPONTANEO ALLETTAMENTO PROLUNGATO OBESITA (>80Kg) DUE O PIÙ DELLE SEGUENTI CONDIZIONI Età > 35 anni Parità >2 Varici arti inferiori EPARINA Ca o EMBP per 7 giorni in puerperio (Royal college of obstetricians and gynaecologists)

L embolia polmonare si verifica nel 16% delle donne con TVP non trattate.

La TEV in gravidanza e puerperio è sostanzialmente sottovalutata L inadeguatezza della diagnosi clinica rende i dati sulla incidenza di TVP ed EP non fatale discordanti (0.5-3/1.000)

TEV in gravidanza diagnosi più difficile dispnea, leucocitosi, lombalgie, febbre gambe gonfie e dolenti sono sintomi comuni in gravidanza e possono essere attribuiti ad altra patologia In gravidanza, diagnosi confermata solo <10% dei casi sospetti (25% fuori gravidanza) The Cochrane Library, 2002

Relativa distribuzione degli eventi TE in gravidanza Il rischio trombotico è sostanzialmente omogeneo per tutta la durata della gravidanza Il rischio trombotico in puerperio cresce significativamente

In puerperio, il 60% degli eventi TE fatali, si verificano tra il 1 ed il 14 giorno,ed il 40% si verifica tra il 15 ed il 42 giorno, dunque molto dopo la dimissione dall ospedale Greer-Lancet 1999

C è relazione tra modalità del parto e tromboembolismo venoso?

MODALITÀ DI ESPLETAMENTO DEL PARTO E RISCHIO TROMBOEMBOLICO NUMERO DI EVENTI TROMBOEMBOLICI / NUMERO DI GRAVIDANZE (95% INTERVALLO DI CONFIDENZA) PARTO VAGINALE 125/556.040 0.22%0 (0.19-0.96) TC ELETTIVO 23/33779 0.68%0 ( 0.4-0.96) TC in URGENZA 47/55.839 0.84%0 (0.6-1.01) TUTTI i TC 70/89.618 0.78%0 (0.6 0.96) MODALITÀ DEL PARTO RISCHIO PER 1000 GRAVIDANZE (Royal college of obstetricians and gynaecologists report 1995)

Il rischio di eventi trombotici Triplica con il taglio cesareo elettivo Quadruplica con il taglio cesareo in urgenza!!! Più di ¾ delle morti post-partum per tromboembolismo venoso avvengono dopo Taglio cesareo

il taglio cesareo in urgenza ed in anestesia generale rappresenta la situazione a rischio più elevato

90% TVP in gravidanza interessa l arto inferiore sinistro (rispetto al 55% delle donne non gravide) 72 % è iliaco - femorale 9 % femoro - poplitea Art. ovariche incrociano a sinistra vena iliaca Art. iliaca destra incrocia vena iliaca sinistra 80% delle TVP è prossimale

Trombosi venosa profonda (TVP) degli arti inferiori Prossimale: vene al di sopra della rima articolare del ginocchio Distale: vene del polpaccio e parte di vena poplitea posta al di sotto della rima articolare del ginocchio Questa distinzione ha grande importanza clinica in quanto è noto che le complicanze emboliche sono sostenute nella grande maggioranza dei casi da TVP prossimale e solo raramente da quelle distali

trombosi della vena femorale profonda dell'arto inferiore sinistro

TVP E GRAVIDANZA: considerazioni cliniche Eventi equamente distribuiti nei 3 trimestri Di solito coinvolto l arto inferiore sinistro (80-90 %) Interessamento per lo più prossimale (iliacofemorale 80%) Sintomatologia talora fuorviante (addominalgia, lombalgia, febbre, leucocitosi)

Come può essere ridotta la mortalità materna per TEV? Studiando in modo approfondito le donne che presentino segni e/o sintomi riconducibili a TEV Profilassi nelle donne ad aumentato rischio TEV

Le condizioni trombofiliche non vanno considerate soltanto predisposizioni ad eventi tromboembolici materni durante la gravidanza

COMPLICANZE MATERNE COMPLICANZE OSTETRICHE Trombosi e infarti placentari Ipercoagulabilità Variazioni della dinamica circolatoria Trombofilia

Molte complicanze della gravidanza (aborto ripetuto, MEF, preeclapsia, IUGR, DIPNI ) che si accompagnano a lesioni placentari quali infarti e trombosi, sono associate a fattori ereditari o acquisiti di trombofilia. aborto MEF gestosi Distacco di placenta

Le donne con precedenti insuccessi ostetrici devono essere considerate a rischio e vanno sottoposte allo screening per trombofilia

Probabilmente è il ginecologo a scoprire nella popolazione giovanile femminile il maggior numero di casi di trombofilia studiando le pazienti con determinate complicanze della gravidanza. ACCERTATA LA PRESENZA DI UNA TROMBOFILIA, QUALE PROFILASSI PER PREVENIRE LE COMPLICANZE MATERNO-FETALI AD ESSA CORRELATE?

FARMACI ANTITROMBOTICI IN GRAVIDANZA

Farmaci antitrombotici in gravidanza: indicazioni Tromboembolismo venoso (terapia e profilassi) Sindrome da anticorpi antifosfolipidi Pre-eclampsia ed insuccessi riproduttivi trombosi/infarto placentare correlati Protesi valvolari cardiache trombofilia

TROMBOPROFILASSI Trombosi venosa calze elastiche ENF AO EBPM Concentrati AT Acido folico Filtro cavale Complicanze ostetriche ENF EBPM Acido folico ASA

Sulla base delle sempre più numerose evidenze di efficacia, sicurezza e maneggevolezza si suggerisce l uso di EBPM in tutte le categorie di rischio TE (Ginsberg et al., Chest 2001)

COMPLICANZE COMPLICANZE MATERNE OSTETRICHE trombosi EBPM si sono dimostrate sicure ed efficaci sia in profilassi che in terapia del tromboembolismo venoso (Sanson et al, Thromb Haemost 81:668;1999)

Nella paziente trombofilica: non può essere utilizzato un modello unico standardizzato di trattamento. Va adottato un trattamento personalizzato basato su: Tipo di difetto noto Storia familiare personale Storia ostetrica (tipo di insuccesso riproduttivo) Valutazione di rischi aggiuntivi

CONCLUSIONI Sono stati compiuti apprezzabili progressi nella comprensione della patogenesi e nella gestione della patologia su base trombotica in gravidanza

CONCLUSIONI Per le pazienti trombofiliche ci sono buone possibilità, con una profilassi adeguata, di generare un bambino sano e di non incorrere in complicanze tromboemboliche