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T. Fera, C. Laglia, P. Mallozzi, F. Martucci, F. Moroni, G. Pellecchia, M. Procacci Terzo Centro di Psicoterapia Cognitiva - Roma

Disturbo d ansia sociale Dsm IV- TR A. Paura marcata e persistente di una o più situazioni sociali o prestazionali nelle quali la persona è esposta a persone non familiari o al possibile giudizio degli altri. L individuo teme di agire (o di mostrare sintomi di ansia) in modo umiliante o imbarazzante. B. L esposizione alla situazione temuta quasi invariabilmente provoca l ansia ansia, che può assumere le caratteristiche di un attacco di panico, causato dalla situazione o sensibile alla situazione. C. La persona riconosce che la paura è eccessiva o irragionevole.

Disturbo d ansia sociale Dsm IV- TR D. Le situazioni temute sociali o prestazionali sono evitate o sopportate con intensa ansia o disagio E. L evitamento, l ansia anticipatoria o il disagio nella/e situazione/i sociale o prestazionale interferiscono significativamente con le abitudini normali della persona, con il funzionamento lavorativo (scolastico) o con le attività o relazioni sociali, oppure è presente marcato disagio per il fatto di avere la fobia F. Negli individui al di sotto dei 18 anni la durata è di almeno 6 mesi

Disturbo d ansia sociale GENERALIZZATA le paure riguardano la maggior parte delle situazioni sociali, sia quelle che prevedono interazioni sociali sia quelle prestazionali SPECIFICA riguarda la paura marcata e persistente, eccessiva o irragionevole, provocata dalla presenza o dall'attesa di un determinato e specifico oggetto o situazione. i

Situazioni temute SOCIALI Partecipare a feste, matrimoni, riunione con estranei,.. Sostenere una conversazione improvvisa con estranei Parlare in gruppo Parlare al telefono Interagire con persone di sesso opposto Interagire con persone autorevoli Esprimere disaccordo/disapprovazione Stabilire un contatto con gli occhi Essere assertivi PERFORMANCE Parlare in pubblico Mangiare in pubblico Scrivere un assegno Usare bagni pubblici con altri nella stanza Performance davanti ad altri (sports, musica, etc.) Fare un test Provare vestiti in un negozio Parlare in un meeting Entrare in una stanza dove le persone sono già sedute

Modello di Clark & Wells (1995; 1997) La caratteristica centrale è il forte desiderio di dare una buona impressione di sé agli altri, messo in discussione dalla sensazione di non avere le capacità di riuscirci Ogni situazione sociale diventa pericolosa per il proprio status sociale L attivazione dell ansia produce cambiamenti fisiologici, emotivi, cognitivi, comportamentali Tale attivazione diventa ulteriormente fonte di pericolo La strategia difensiva porta a concentrare l attenzione su di sé e sui propri comportamenti

Modello di Clark & Wells (1995; 1997) Comportamenti protettivi per ridurre l ansia e le valutazioni negative interferiscono sulla prestazione ostacolando la verifica delle proprie p credenze e dei propri p giudizi negativi, aumentando i sintomi temuti con la conseguenza di feedback negativi Diventano meccanismi di mantenimento delle credenze disfunzionali di base.

Disturbo Evitante di Personalità (DSM IV TR) A. Un quadro pervasivo di inibizione sociale, sentimenti di inadeguatezza, e ipersensibilità ibilità al giudizio i negativo, che compare entro la prima età adulta, ed è presente in una varietà di contesti, come indicato da quattro (o più) dei seguenti elementi: evita attività lavorative che implicano un significativo contatto interpersonale, poiché teme di essere criticato, disapprovato o rifiutato, è riluttante nell'entrare in relazione con persone, a meno che non sia certo di piacere, è inibito nelle relazioni intime per il timore di essere umiliato o ridicolizzato, si preoccupa di essere criticato o rifiutato in situazioni sociali, è inibito in situazioni interpersonali nuove per sentimenti di inadeguatezza, si vede come socialmente inetto, personalmente non attraente, o inferiore agli altri, è insolitamente riluttante ad assumere rischi personali o ad ingaggiarsi in qualsiasi nuova attività, poiché questo può rilevarsi imbarazzante.

Il disturbo evitante: convinzione radicata del soggetto di valere poco; profondo senso di inadeguatezza nella vita di relazione enorme timore delle critiche, della disapprovazione altrui e di esclusione; per evitare queste esperienze dolorose e la sensazione di sentirsi per evitare queste esperienze dolorose e la sensazione di sentirsi escluso dagli altri, la persona tende ad avere una vita ritirata;

Ipotesi di ricerca 1.Il Disturbo Evitante di Personalità, rispetto al Disturbo d Ansia Sociale, presenti una maggiore gravità; 2.Valutare se nei due disturbi esistono differenze in alcune aree: nelle sottofunzioni della metacognizione, nel grado di alessitimia, nel funzionamento generale e negli aspetti sintomatici.

Strumenti VGF Indice di misurazione globale del funzionamento Espressione sintomatica Vlt Valutazione metacognitiva SCL- 90 IVaM TAS- 20 Grado di alessitimia

VGF Valutazione Globale del Funzionamento E una scala di rapida compilazione in cui viene riportato il giudizio del clinico sul livello di funzionamento globale del pz (psicologico, sociale e lavorativo); È utile per pianificare il trattamento, misurare il suo impatto e predirne l esito; È divisa in dieci ambiti di funzionamento valore che meglio riflette il livello di funzionamento globale dell individuo (gravità del sintomo e funzionamento) Porta alla definizione di un punteggio da 0 a 100 che va dal valore di massima gravità del disturbo con completo deficit funzionale a quello di maggior funzionamento in tutte le aree con, quindi, disturbo psichico minimo

SCL90-R SYMPTOM CHECKLIST 90-REVISED È un questionario autosomministrato, composto da 90 item; Valuta la presenza e la gravità di sintomi di disagio psichico nell'ultima settimana (incluso il giorno in cui avviene la valutazione) in diversi domini sintomatologici; A ogni item viene attribuito un punteggio su una scala Likert a cinque punti che va da "Per niente" a "Moltissimo ; Le risposte del soggetto vengono interpretate sulla base di nove dimensioni sintomatologiche primarie: Somatizzazione,Ossessività-Compulsività, Ipersensibilità, interpersonale, e, Depressione, ess e, Ansia, sa,ostilità, tà, Ansia fobica, Ideazione paranoide, Psicoticismo.

SCL90-R SYMPTOM CHECKLIST 90-REVISED Misura tanto i sintomi internalizzanti (depressione, somatizzazione, manifestazioni di ansia) quanto quelli esternalizzanti (aggressività, ostilità, impulsività), arrivando quindi a coprire quasi interamente lo spettro psicopatologico; Possibilità di utilizzarlo per misure ripetute, valutando ad esempio l'efficacia di specifici trattamenti nel ridurre i livelli di disagio psichico (misura di outcome);

IVAM Intervista per la Valutazione della Metacognizione L IVAM costituisce un intervista semistrutturata, che ha lo scopo di sollecitare, nell intervistato, la capacità di ragionare in termini di stati mentali, valutando in questo modo le sue abilità metacognitive. L uso dell intervista permette di: raccogliere dati qualitativi sulle funzioni metacognitive indagate monitorare i cambiamenti (terapia-dipendenti) p del paziente, attraverso la somministrazione dell intervista stessa in follow-up successivi.

MONITORAGGIO: la capacità di identificare le componenti cognitive ed emotive di uno stato mentale (emozioni e cognizioni), e di connettere tra loro le diverse variabili (mentali, ambientali e comportamentali); DIFFERENZIAZIONE: riguarda la capacità di riconoscere la natura rappresentazionale dei pensieri, di distinguere tra le diverse classi di rappresentazioni i in base al rapporto presunto con la realtà (sogni, credenze, fantasie);

INTEGRAZIONE: è quella funzione che ci permette di riflettere su stati/contenuti mentali, in modo da dare al comportamento quella coerenza necessaria a fini adattivi (principio d ordine della condotta); DECENTRAMENTO: la capacità di inferire gli stati mentali degli altri in modo plausibile e indipendente dalla relazione, adottando il loro punto di vista e riconoscendo che è distinto dal nostro;

T.A.S. Toronto Alexithymia Scale Scala di autovalutazione a 20 item; Per ciascun item il soggetto deve indicare, su una scala Likert a 5 punti, il proprio grado di accordo/disaccordo; Valuta la presenza delle e tre caratteristiche atte c e ritenute alla a base del disturbo: - la difficoltà nell'identificare i sentimenti; - la difficoltà nel descrivere i sentimenti altrui; - il pensiero orientato quasi solo all'esterno, raramente verso i propri stessi processi endopsichici.

Campione 80 soggetti afferenti presso il III Centro di Psicoterapia Cognitiva: Maschi N= 53 -età media 33.68 (sd. 8.82) 82) Femmine N= 27 - età media 30.68 (sd. 10.10) DEP N= 40 (SCID-II) DEP N 40 (SCID II) DAS N= 40 (SCID-I)

Analisi Al fine di verificare l esistenza di differenze nei punteggi totali di VGF, SCL 90 e MAI (e relative sottofunzioni) rispetto alla diagnosi di DAS e DEP è stata effettuata un analisi della dll varianza univariata.

Risultati 100 90 80 70 60 50 40 30 20 10 0 * VGF GSI MAI TOT * * * MON DIFF INT DEC DEP DAS * p<.05

Risultati SCL-90 100 90 80 * 70 60 50 40 30 DEP DAS 20 10 0 * p<.05

Risultati TAS 40 35 30 25 20 DAS DEP 15 10 5 0 Indeterminata Negativa Positiva

Conclusioni Allo stato attuale I risultati appaiono in gran parte compatibili con le ipotesi del modello teorico In particolare le differenze inerenti la metacognizione, rispetto agli altri indici clinici, consentono di distinguere le due diagnosi, rispetto al modello categoriale che tende ad appiattirne le differenze; L individuazione di specifiche disfunzioni L individuazione di specifiche disfunzioni metacognitive offre una efficace indicazione rispetto al trattamento.